venerdì 27 novembre 2015

La cena musicale dell'associazione Coviello

annuale cena dell' associazione, tanto lavoro, tanta sintonia con Clelia e Lorenza, un occasione diversa dal solito.. Niente pesca natalizia e tanta meravigliosa musica di un grande musicista ma soprattutto di un vero sopravvissuto..
I medici, gli infermieri, un mondo che mi fa sentire a a casa, protetta e coccolata. Cosi protetta da non riuscire a tenere in tasca quei sentimenti altalenanti, quelle insicurezze, quell'apatia di questi ultimi mesi...
E gia mi sento meglio perché loro ci sono.. Ora son qui, a letto, la tosse non da tregua, max ha finalmente ceduto e riposa e ripenso a quanto sia importante avere medici che ti trasmettono che ci tengono a te...
Non mi seguono da anni, oggi sono in un altro ospedale eccellente, seguita da medici bravissimi, ma il legame con questi medici, i primi, degli amici  ormai, a cui pero', a differenza degli amici "normali", puoi dire tutto, e' unico..
Questa sera parlavo con Margherita, la dolce moglie di Manrico, la sua "Massimo" e della fatica che a scapito dell' apparenza prova Manrico dopo tanti tanti anni... Perche' chi e' fuori ti vede bene ma chi ti e' a fianco sa, vive con te i momenti in cui l'adrenalina e la concentrazione mollano, in cui e' buio e tu pensi.. E solo chi ami e medici unici dal cuore profondo possono aiutarti nel tuo esclusivo e personale percorso...
Stasera ci siamo divertiti, abbiamo riso, ballato, ci siamo commossi e abbiamo sentito il calore dello stare insieme..
La cena e' molto, molto di piu' che un occasione per raccogliere fondi..
Grazie Clelia..

martedì 24 novembre 2015

Anniversario

4 anni, una serenita' diversa, piu' consapevole, meno gioiosa ma piu' matura.
4 anni dalla confusione, dalla paura, dall'inizio della certezza che novembre sia un mese orrendo.
4 anni, la consapevolezza che io sono diversa, che papa' e' diverso, che mamma non c'e' piu'...
4 anni complicati.
4 anni senza poter parlare, ridere, discutere, arrabbiarmi con lei.
4 anni senza Natale vero, come solo lei lo sapeva vivere.
4 anni di ricordi mancati, vissuti comunque, con le unghie, con fatica, con tristezza e gioia, con la voglia di chiamare la mamma e farmi proteggere...
4 anni per capire che si va avanti, che si puo' fare anche se a volte pensi che no, non sei prprio convinta di poterlo fare
4 anni di attimi meravigliosi
4 anni di solitudine per papa'
4 anni a essere figlia, con l'egoismo di non mascherare quando non stai bene,  perche' in fondo sei sempre bambina
4 anni ad essere arrabbiata che lei non ci sia, che lui soffra e che tu non riesca a essere quello che era lei per sua sorella.
4 anni e mille  brevi flash.. I week end a Berlino, i suoi tentativi di ordinare da starbuck's il caramel cappuccino, la sua tenacia nel camminare, stanca ma ostinata,  a Praga verso il castello, la sua emozione davanti ad un concerto notturno sul fiume, il suo essere una bambina con gli occhi gioiosi e stupiti davanti a Parigi, la scoperta della senape, delle crepes e dei pancakes, l'ultima cosa che le ho cucinato...
4 anni e tanti ricordi di bambina, delle liti, delle incomprensioni, dei pianti ma anche delle sue cure, del suo celato orgoglio di fronte ai miei piccoli successi, delle risate improvvise e delle piccole abitudini che sapevano di lei..
Era una donna testarda la mia mamma, educata a non manifestare troppo le sue emozioni, a stimolare e spronare..  Chissa' come avrebbe vissuto questi anni... Quanto avrebbe sofferto, quanto si sarebbe dannata..
4 anni

lunedì 26 ottobre 2015

Aria..

Ci sono giorni più duri, giorni in cui ogni respiro e' una scalata, giorni in cui sembra che le forze non ci siano e che un mostro di muco ti stringa il petto.. Sono giorni no in cui l'aria è una cosa solida che sembra non voler entrare, che sembra farsi desiderare come una bella donna pure un po' stronza. . Ci sono giorni in cui ogni piccolo sforzo sembra enorme, in cui due passi all'Esselunga sembrano un trekking in Nepal.. Ci sono giorni in cui vorresti chiuderti in casa a leggere e guardare film perché solo ferma stai bene e allo stesso tempo ti arrabbi perché non vuoi cedere all'aria, non vuoi cedere alla sua mancanza..
Ci sono giorni in cui vorresti spiegare a tutti che si, sei una miracolata, che tutto va bene ma che respirare e' così faticoso da farti vacillare.. 
Per tutti tutto e' passato, il midollo funziona e il domani e' roseo.. E si, in effetti il midollo di papà funziona alla grande, la graft si è di nuovo calmata e c'è solo questo piccolo acciacco con cui probabilmente si può convivere..
A volte però non sopporti i tuoi coinquilini e vorresti sfrattarli poi ci pensi e ricordi che hanno un contratto a lungo termine e che li devi accettare, drizzarti di nuovo, aprire i polmoni e cercare di respirare..
Oggi è uno di quei giorni, sarà la nebbia, sarà lo strascico dell'influenza, sarà che non si sa' ma che ci sono giorni peggio e giorni meglio senza un perché.. Max mi coccola con i macarones di Laduree e tutto sembra un po' meglio.. In fondo coccole, zuccheri e pacchettini eleganti curano i malumori meglio di qualunque cosa.. Basta non pensare al domani e dare energia al piacere di un pomeriggio sul letto a guardare film in TV.. 

martedì 29 settembre 2015

Perche' ci vuole equilibrio...

Martedi sera, ricco aperitivo con una persona che non vedo da tanto tempo, quel piacevole lieve rilassamento da mega calice di rosso importante.. Qualche stuzzichino sfizioso e rientro a casa senza fretta. Max e' via e io mi godo il tempo in solitaria. Chiacchierando questa sera m sono ritrovata a pensare agli estremismi.. Agli estremismi alimentari: Quelli che mangiano solo km zero, quelli che si nutrono solo di prodotti bio, quelli che se il sale non e' quello hawaiano del vulcano pincopallo piuttosto non salano, quelli che solo cose cotte al vapore.. Quante volte ho rischiato di cadere in questo tranello mentale della sana alimentazione e del prodotto unico e sano come unico stile di vita.. Per fortuna ogni volta un sofficino findus mi ha salvato! Perche' credo nel buon cibo, di qualita', che fa bene, che e' coltivato al meglio e che puo' aiutarmi a stare bene ma poi credo che siamo fatto di luci e ombre e che un mc donald's ogni tanto non puo uccidere nessuno... Poi ci sono gli estremisti mentali e sentimentali: quelli che vivono e parlano solo di una cosa gestendo tutta la loro vita in funzione di quella e parlando agli altri (tendenzialmente non interessati all'argomento) solo di quello, quelli che pensano che esista solo l'amore perfetto, l'amicizia perfetta o la relazione perfetta e che tutto il resto non valga la pena di essere vissuto... Gli estremisti mentali sono anche quelli che devono riempire di attivita' ogni istante della loro vita per non sentire di "perdere tempo"... Io invece mi annoio a fare sempre la stessa cosa ma amo anche stare un pomeriggio a guardare la tv,  son curiosa e incostante ma anche ripetititva e abitudinaria,  credo assolutamente nel compromesso, nel venirsi incontro, nell'amarsi e nello starsi antipatici, nel credere che qualsiasi relazione viva di costanti alti e bassi con un unico filo conduttore fatto di affetto e dolcezza..
Insomma, credo che ci voglia equilibrio, nessun estremismo ha senso per me e lo trovo noioso.. E' bello darsi delle regole, avere un ideale a cui aspirare ma poi e' bello ogn tanto cedere, trasgredire, lasciarsi andare e vivere come si ha voglia in quel momento..
E per chiudere una serata trascorsa a parlare di tante cose pane e latte condensato guardando la tv!,

mercoledì 23 settembre 2015

Expo con un biglietto disabili... esperienze personali e riflessioni

Ebbene si, non me ne vergogno! Sono andata a vedere Expo ed ho acquistato il biglietto sfruttando la mia invalidità del 100%.

Siamo arrivati al parcheggio di Roserio e ecco subito la prima sfida:

1 km circa a piedi sotto il sole a picco per arrivare agli ingressi... a fianco a noi gente che spingeva affannata carozzine e passeggini su per la passerella davanti al desolato ambiente urban/degradato dell'estrema periferia di Milano...
Dopo diverse pause ad ammirare questo ridente panorama e a riprendere fiato cercando di tenere all'ombra del cappello la mia pelle grattarola siamo arrivati anche noi agli ingressi...

Ero pronta a sfoderare il mio biglietto invalidi per evitare code ma ... non c'era nessuno e quindi siamo passati tranquilli..

A quel punto mi son trovata di fronte tutta l'area espositiva, spettacolare, enorme e tutta da fare a piedi. Argh!

Ci incamminiamo.
Ogni padiglione ha, all'ingresso, la sua bella coda disciplinata e noi (con grande vergogna di Max) iniziamo a cercare gli accessi facilitati..
Turchia, bello, senza questa rottura delle code, spazi aperti anche messaggi in tema expo zero..
Oman brutto padiglione ma almeno siamo entrati diretti ..
Stati Uniti, organizzati come dei marines con un tipo con l'auricolare che gestiva i nostri movimenti come fosse lo sbarco in Normandia avvisando i colleghi di quanti sciancati stavano salendo in ascensore...
Germania, organizzati più come se fossero di Tangeri anzichè di Berlino per cui, se avevi diritto all'accesso agevolato, potevi entrare da un ingresso secondario, parallelo alla coda normale.. peccato che:

  • la coda normale fosse tutta all'ombra sotto una bella fila di ombrelloni mentre disabili e mamme con passeggino e donne in cinta fossero in piedi sotto il sole...
  • potesse entrare solo un accompagnatore, cosa che, se sei disabile va bene ma se sei mamma e papa con passeggino significa che uno dei due o sta fuori o fa la coda normale..
  • dopodichè, una volta ricevuto l'ok ad andare avanti, iniziavi a camminare proprio a fianco a quelli in coda da almeno un ora e quindi ti toccava una specie di passerella sotto sguardi di puro odio e di pensieri inespressi: "che vergogna, tutti 'sti falsi invalidi.."

Ne abbiamo visti altri, tutti devo dire belli fuori e insignificanti dentro..
Qualcuno con un qualche messaggio interessante molti più stile fiera del turismo che altro..

A prescindere dalle mie personali opinioni su expo mi viene una riflessione..
La disabilità è uno stato mentale..
Ad expo ho visto centinaia di persone in carrozzina, molte da sole, munite di zainetto e molte con evidenti difficoltà motorie non solo agli arti inferiori.. molte straniere...
Se vuoi fare le cose le fai,
Non importa quanto sia complicato e faticoso.
Ti prendi i tuoi tempi ma se ne hai voglia le affronti per la gioia di dire ho visto, ho fatto, ci sono stato...




mercoledì 2 settembre 2015

Post notturni da pensieri ondeggianti tra una grattatina e un brividi o

Per giorni e giorni vivo lontana da questa mia appendice senza sentire di aver voglia di parlare con Lui, il signor blog...
E' una parte cosi' intrinseca di me da vivere o dormire con gli stessi ritmi invertiti della mia vita reale...
lunghi giorni di sensi infastiditi dal prurito mi hanno d'improvviso ricondotto qui:

"13 agosto, ore otto e dieci, prelievi di routine faticosamente fatti e di corsa, ancora a digiuno, arrivi in ambulatorio...
Scambi di sguardi alle gambe e braccia scoperte delle ragazze presenti e ti senti sorella di una sconosciuta... Le cicatrici sono identiche, le discromie, i ponfetti sfiammati e capisci che, come te e' passata da graft acuta... Peccato che la mia poi sia diventata cronica. Ma in quel momento, piena di entusiasmo rassicurante dicevo"si, talvolta puo' tornare ma si rimette indietro e prima o poi l'immunosoppressore non serve piu'. Ti guardano come la massima esperta di graft cutanea e momentaneo leader del gruppo di quattro neotrapiantati ancora incapaci di convivere serenamente con visite, ansia da prelievo, angoscia da attesa del risultato dell'aspirato e cosi via.. Con l'ansia mascherina si mascherina no e cosa posso mangiare.. Il tuo approccio rilassato e vacanziero rasserena e dona positivita'. Bene, fa piacere.
Sguardi riconoscenti di neo trapiantati ossessionati dall'incubo del prurito costante e delle piaghe dolorose e dell'aspetto sgradevole e da tutti i pasticci da prendere che cio comporta..
Escalation di racconti da girone infernale ed io....cosi, Molto zen, molto "scafata", molto maestrina consapevole che ognuno ha la sua storia ma che se la tua e'stata un po peggio di quelle degli altri ti guardano come una miracolata e una vincente in questa assurda gara tra pseudo sopravvissuti che vogliono vincere il podio del caso piu complicato...

Esco da li felice di giocarmi il mio jolly, buttare l'immunosoppressore e cosi iniziare la caduta libera verso la riduzione netta della massa di pastigliozzi vari che ancora ad oggi ingurgito due volte al giorno.
After holiday, goog wine, good food, a lot of relax and less than ten days.. Masse di insetti immaginari camminano giorno e notte, soprattutto notte su e giu per la schiena, su petto, in testa, sui gomiti i polpacci e le cosce e poi ancora sulla testa e la fronte e le mani...
Tengo duro, pomata pelosante (cortisone per chi non ne conosce il piu disgustoso effetto collaterale immediato) a chili ma mmmm, pochi, altalenanti, assolutamente insoddisfacenti risultati..
Questa sera ho ceduto ed ho ripreso una compressa di immunosoppressore (scaduto ma qualcosa fara' spero) e un antistaminico e domani corriamo a farci vedere! E vabbe: esperimento temporenamente sospeso.. Ma ci torneremo  appena la pelle sara di nuovo bella bella...
Questa sera ho anche trattato male un amica.. Mi dispiace molto perche' a prescindere dal mio pensiero il mio dovere di amica e' proteggerla e coccolarla e non farla ragionare su cose su cui ragiona fin troppo da troppo tempo..

Tutto prudeva e io sono parecchio nervosa quando devo frenare l'istinto omicida all socrticamento ma mi viene la brillante idea di fare uno squillo ad una amica che non sento da un po' per farmi due risategrattatole ma mille fattori negativi mi assalgono spinti dalla sua amarezza e tristezza per un rapporto che non funziona come sognerebbe, da quel continuo recriminare tipico di noi donne per "mi aspettavo questo ma lui ha fatto questo, e non fa mai quest'altro, e non mi da attenzione , etc etc"
A mio parere potrebbero  essere una bellissima coppia ma evidentemente non ce l'hanno fatta a far bastare amore, attrazione, condivisione di interessi, diversità, a mediare gli egoismi e a ascoltare veramente e quindi la voce , della grattarola più che la  mia, ha detto: Basta, fatela finita qui! E' palese che non volete più stare insieme... Se si vuole stare insieme non conta nulla ha fatto, non ha fatto, ho fatto, non ho fatto, ho detto, ha detto..

Ora, dopo un chilo di crema al cortisone, l'immunosoppressore scaduto, l'antistaminico (scaduto pure lui accidenti) e qualche goccia di tranquillante mi sento un po in colpa perché cavolo loro sono una bella coppia e ci sono tanti uomini e donne da niente in giro e vorrei esistesse un bell'i munosoppressore dell'amore che potesse ridurre la conflittualita relazionale cosi come fa con i linfociti...
Buona notte amica mia

mercoledì 29 luglio 2015

Succede...

Nella vita succede che un gattino venga lasciato solo dalla mamma e che si provi a dargli una piccola chance ma che poi non si abbia il coraggio di sapere come stia andando..
Nella vita succede che una nonna se ne vada a pochi mesi dai cento anni per colpa del grande caldo e che ti ritrovi a pensare che ti dispiace per tua zia che si trova sola e triste ma che tua nonna, per te, in fondo, se ne sia andata da tanto tempo lasciando per anni, al mondo, un corpo forte e una mente spenta..
Nella vita succede che ti senti di essere diventato cinico, anestetizzato ai fatti della vita e che poi ti emozioni per uno sconosciuto che incontri per strada e che ti sembra solo e infelice..
Nella vita succede di pensare che la vita sia meravigliosa e che ogni sforzo abbia senso e poi combatti e professi l'eutanasia legale e il diritto alla dignita'..
Nella vita succede di essere invidiosi di qualcuno, non dei soldi o della bellezza ma semplicemente della facilita' di vivere che gli e' stata donata.. E di non riuscire nemmeno a sentirsene in colpa..
Nella vita succede di amare e non amare le stesse persone a breve distanza di tempo senza la capacita' di mediare i due sentimenti.. E poi di pensarci e rendersi conto che si vuole bene profondamente ma che spesso non si condivide un comportamento e che si confonde una non comprensione con il non amore...
Nella vita succede di vivere due giorni di perfezione assoluta  a zonzo in vespa e poi di tornare e avere l'improvviso momento di tensione per un impresa che ti fa arrabbiare, un conoscente che sta male e per il quale ti dispiace da morire, un percepito di costante fatica e una consapevolezza forse di essercelo cercato..
Nella vita succede di avere un blog che ci rappresenta ma che rappresenta anche la fase piu' complicata della propria vita e provare anche per Lui amore e odio...
Nella vita succede di rendersi conto che hai perso la capacita' di essere accondiscendente, disponibile e diplomatico e che in fondo sei piu' felice cosi'..
Nella vita succede di godersi una sera a casa, sola, in poltrona, in camicia da notte, con cena a base di pomodoro e mozzarella, avendo rifiutato due inviti a cena e un aperitivo e avendo solo voglia di scrivere sciocchezze in liberta' sul blog senza pretendere di essere minimamente intelligente...
Nella vita succede di vivere il momento senza programmare troppo il domani fingendo solo di pensare al futuro ma in fondo assaporando l'istante attuale e l'istante in cui si progetta il futuro perche' in fondo pensarlo a volte e' meglio che viverlo...

Domani e' l'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, la mia mente e' lontana e meravigliosamente senza grandi progetti immediati e con la gioia che tutto cio' puo' regalare..
Venerdi andro' in campagna con i nipoti, faremo cose stupide e poco educative e sara' divertente.. Ci regaleremo la campagna, Ben, il buon cibo, le abitudini campagnole che mi rendono cosi' rilassata.. E discuteremo con l'impresa che fa i lavori, ci preoccuperemo per le spese, e sogneremo il piano b che pian piano stiamo creando..
Sara' un po' bello, un po' stressante, sara' faticoso e mai totalmente appagante ma sara' la vita che un po' ci siamo scelti e un po' ci e' capitata.. Mai facile ma in fondo (a parte per quei pochi priviligiati di cui ammetto sono talvolta invidiosa) per chi lo e'?
Questo blog che amo e odio e che ultimamente visito poco e' sempre il contenitore di pensieri sparsi e cosi e' stato anche oggi..

venerdì 26 giugno 2015

riflessioni vacanziere...

Una settimana di vacanza in Provenza con Max, i cognati, i nipoti e la suocera sta per finire e riparto con il rammarico di alcune cose non fatte, di danni fatti (alla macchina di Max...) e con la serenità di aver trascorso belle giornate in un posto splendido...
Dopo tanto tempo di assenza dal blog atterro su questa pagina sempre quando sono un po' smossa psicologicamente.. Lo sono per una serie di cose stupide ma che mi creano consapevolezza di come le cose non vadano mai esattamente come te le immagini e desideri, di come siamo artefici inconsapevoli del divenire del tempo..
Una giornata iniziata male, un risveglio tardo e non programmato, una telefonata che mi ha fatto sentire in colpa del poco tempo dedicato a papà in queste giornate piene di giochi dei bimbi e cose da fare, e continuata con  una gita al mercato di Carpentras  per qualche regalino che si è trasformata in una specie di odissea alla ricerca di un parcheggio in una cittadina regno del parcheggio selvaggio e delle stradine strette... tanto che, alla fine del continuo vagare, mi sono talmente incastrata in un strettoia con curva a gomito da devastare la macchina contro un muro...
Niente giro al mercato, rientro con la coda tra le gambe di una mattinata inutile e direi dannosa e doverosa ira funesta del legittimo proprietario del mezzo... Uff,  sono fantasticamente e  drammaticamente donna e si sa, donne al volante,....
Ma da ogni esperienza si trae qualche lezione di vita.. passiamo attraverso le intemperie, anche quelle che auto causiamo, sopravviviamo con qualche cicatrice nuova e andiamo avanti con nuovi equilibri.. Ogni giornata inizia con delle prospettive, può virare senza preavviso e può essere riaggiustata solo con la calma, la pazienza, il rispetto e un pizzico di ironia..
Ora ci attende l'ultimo pomeriggio in piscina, qualche bagnetto e l'ultima serata di relax..
dato l'esordio cercherò di non fare altri danni perchè si sa, ci son giornate che nascono un po' storte e si possono solo limitare i danni....
Però una nota positiva... mi son collegata al pc per una cosa di lavoro ed ho approfittato per vedere gli esiti degli esami arrivati via mail... e fronte midollo, per quel che sembra, va tutto bene..



mercoledì 13 maggio 2015

Nuove ere, tante cicatrici tanti addii e sguardi in avanti

Nel mio lettino spostato dopo giorni di scatoloni, fatica, stanchezza, polvere e tosse penso a ciò che provo..
Si e' chiusa un'altra fase di questa vita ballerina e umorale..
Sono stati anni di prove, corse, paure,  dolori e emozioni.. Prima c'era serenita', due cani biondi una vita insieme nella casa che ci eravamo scelti e una vita bella ma non sempre felice in tutto perche' piena, troppo piena ma non sempre di ciò che volevamo..
Oggi i due cani biondi non ci sono piu', anche la piccola Alice, che non ho piu' visto dal 6 novembre 2011 per paura, scelta, occasioni perse, da due giorni e' volata dalla mia mamma e dal suo Athos.. Era ormai una vecchia signora e ha fatto una vita bellissima per cui non sono triste..
Solo consapevole che con lei si e' definitivamente chiusa quella parte della mia vita iniziata tanti anni fa... quella parte di vita in cui tutto sembrava possibile, in cui sembrava ci fosse sempre tempo, quella in cui le delusioni ancora non c'erano state, i dolori erano stati piccoli e tutto era bianco o nero..
Anche la casa scelta, così fortemente voluta e così poco fortunata non c'e' più..
Oggi una nuova casa più piccola, un nuovo amico peloso più' piccolo, io stessa più piccola ma in fondo così tanto più grande, serena, consapevole del qui ed ora e di chi mi circonda con il suo amore, le sue debolezze, con le mille sfumature che dobbiamo accettare di noi, degli altri, della vita ogni giorno..
Tante cicatrici sono rimaste.. Molte fisiche, tante nel cuore e nella mente ma anche la consapevolezza che stiamo costruendo un nuovo percorso che avrà curve, salite faticose, qualche discesa rilassata ma che comunque si snoderà sempre di più attraverso le verdi colline della campagna che amiamo..
Sono riflessioni banali, che forse ciascuno, andando avanti con la vita, si trova a fare... Ha un senso vivere perche' in fondo non sai cosa succedera' domani e come sarai tu, come saprai affrontare cio che capitera' e chi incontrerai sul tuo cammino e chi un po' al tuo fianco, un po' indietro o per altre strade vicine camminera' con te..

giovedì 16 aprile 2015

Ciao Milly

Di ritorno da Roma, in un affollata carrozza piena di gente che lavora, galleggio in uno stato di sordo stordimento. La mia amica Milena se ne è andata.
In modo irreale ho da poco salutato una bara piena di fiori.
Quella non è la mia amica mi dico.
Ma poi sento parlare di lei e la rivedo.. tenace e battagliera nella malattia come in ufficio. Me la immagino senza i suoi riccioli neri, magra e pallida, ma con la solita grinta nel mettere in riga i medici, nel credere fino alla fine che si poteva fare, che i dolori fossero duri da sopportare ma che lei era forte e l'obiettivo troppo importante per mollare. ..
Poi ripenso alle mille situazioni in cui siamo state unite e sorrido.. perché lei era solare, decisa, generosa e intelligente oltre che divertente.
Convention aziendale: io  lei che dobbiamo fare un intervento... microfono e panico da platea! Quante risate, dopo, per lo sguardo di terrore quando cercavo di passarle il microfono e lei voleva solo che lo incastrassi sul supporto...
Ospedale: Milena tutta bardata con mascherina, camice, sovrascarpe e cuffia e quei ricci indomabili che sfuggivano ovunque.. entra l'infermiera, la sgrida, lei cerca di rimetterli dentro e loro esplodono a fungo...
Campagna: dopo il primo trapianto mi viene a trovare e la recupero ala stazione di Asti. .. 7 ore di viaggio della speranza a fine luglio, 35 gradi, un euro star e due regionali e lei vestita tutta di nero...
Campagna 2: e' li con me e andiamo insieme a parlare con il prete del paese perché io e Max avevamo deciso di sposarci. Entriamo io e Milly in sacrestia, ci sediamo di fronte a Don Lisandro e gli dico: buongiorno siamo qui perché vogliamo sposarci.... faccia smarrita del sacerdote, io che lo guardo e non capisco e lei che, più intuitiva di me della mia gaffe, che dice "si ma non noi due!!" E attacchiamo a ridere tutti e tre...
Macchina: mille telefonate la mattina presto, entrambe in viaggio verso qualche cliente, a raccontarci vita, lavoro, dubbi, trattative e ridere di ogni episodio buffo della vita aziendale e privata...
Sono tanti i momenti belli, i confronti e le emozioni condivise sul lavoro e nella vita.
Due donne diversissime nell'aspetto e nell'approccio ma unite dalla stima e dall'effetto profondo.
Mi manchi da mesi amica mia, mi manchi da quando hai scelto di proteggerci dalla tua malattia, mi manchi adesso è mi mancherai sempre..
Ti voglio bene.. ciao

domenica 22 marzo 2015

Piccoli gesti

..troppe volte non sono consapevole del valore dei piccoli gesti..
Corro, penso alle mie cose, mi do un tono, aspetto di ricevere e spesso dimentico che un abbraccio, una carezza, un messaggino o una telefonata possono portare un sorriso.
Mi racconto che siamo adulti, che contano altre cose, che gia' qualcuno mi dice che sono sdolcinata, che in fondo le persone sanno cosa provi per loro, ma questa e' una sciocchezza.
Mia zia si illumina appena sente la mia voce al telefono, fa niente che io mi arrabbi con lei perche' non e' capace di godersi nulla nella vita, mio papa' sorride con i suoi occhi dolci per piccole righe scritte e per le tante parole non dette nascoste dietro le righe e ricorda come io sia simile alla mia mamma, mia suocera chiacchiera come una bambina felice commentando ogni scena e mangiando caramelle se la porto al cinema, io mi emoziono quando Max mi abbraccia forte, quando papa' mi bacia sulla fronte o mi regala una foto della mamma, quando un amica mi scrive ansiosa per sapere come vanno gli esami o quando Lollo mi scrive e mi manda le foto..e per mille altri gesti delle persone a cui tengo..
Sono piccoli gesti, non fondamentali nella grande dinamica della vita ma essenziali per rendere piu' bello il quotidiano..
Troppe volte nascondiamo la paura di sembrare deboli con atteggiamenti da duri, con  frasi sbrigative... Troppe volte ci nascondiamo dietro le cose da fare e dimentichiamo che in fondo bastano una manciata di secondi per dire "ciao, ci sono, ti voglio bene.."
Ci raccontiamo che non e' importante, che i piccoli doni, i piccoli gesti sono solo un modo per colmare le insicurezze.. Ma anche fosse? Le insicurezze ci sono e se basta poco per fugar le nubi perche' non farlo...

giovedì 19 marzo 2015

19 marzo...

Oggi e' la festa del Papa', su facebook mille messaggi strappalacrime verso i papa' ed io a pensare al mio, in una mattina presto, prima dell'ufficio... A pensare a lui, in una mattina in cui il cuore e' un po' triste per una mamma di un amico che se ne e' andata,  e a pensare al suo tempo che passa, ai suoi occhi un po' malinconici, alla solitudine che si e' scelto, e alla mia incapacita' di esserci sempre come vorrei..
Mio papa' e' un uomo speciale, lo e' per me, lo e' per Ben, lo e' un po' anche per Max.. E,da oltre due anni, e' ancora di piu' dentro di me..
E' sempre stato la parte ludica della famiglia, quello che non sapeva mai essere severo, quello un po' geloso dei miei fidanzatini e protettivo, quello sempre pronto a perdonare, quello che mi spiegava le cose della vita cucinando, quello che mi ha trasmesso l'amore per la cucina... E per gli altri, i più' deboli parlandone poco e facendo tanto..
In questi anni di fatiche e' colui che mi ha dato una chance, e' uno dei grandi motivi per cui continuare a lottare sempre per questa chance..
Gli voglio bene, sono piemontese e come tale forse non lo dico mai, ma chissa' se lui lo sente..





mercoledì 11 marzo 2015

Che l'amore sconfigga il dolore...

ieri, alla notizia che una cara amica che sta affrontando una malattia cattiva e infida si sarebbe sposata questa mattina mi son tornate alla mente tante immagini di pochi anni fa...
In un estate calda, due mesi dopo il primo trapianto, due amiche andavano dal pretino del paesello di campagna a cercare di orgsnizzare in tutta fretta un matrimonio meno di un mese dopo.
L'esordio con questo sacerdote venuto dall'argentina era stato ridicolo. La sottoscritta che candidamente, con la sua bella boccia pelata, diceva:" buongiorno, noi vorremmo sposarci a settembre!". Il prete ci guardo', squadro' me e la mia amica e il suo sguardo si fece smarrito.
Risata e scrollata di spalle e spiegazioni necessarie... E tutto fu chiarito..
Poi il matrimonio mio e di Max, la recidiva, un altro trapianto e tutto il seguito.. Il mio rientro al lavoro e poco dopo l'inizio dei suoi problemi.
Oggi questa mia amica ha scelto di sposarsi, non sta bene, le terapie sono pesanti ma per amore, per concretezza, per follia e rispetto ha scelto di farlo... Ed era bellissima!!
Che questo giorno, che quella luce che veniva dai suoi occhi, che la speranza che domina i loro cuori riesca a fare cio che le terapie fanno fatica a fare...
Buona vita amica mia

venerdì 6 marzo 2015

La felicita' e'.... Accontentarsi o continuare a cercare di meglio? Riflessioni in terza persona

Ogni giorno, o perche' non riesci a fare cio' vorresti, a sentirti bella come vorresti, a farti corteggiare e amare come sogneresti, o perche' semplicemente vorresti essere unica, speciale accetti di accontentarti.
Accetti che tutto non sia esattamente perfetto.. Che tutto sia fatto di sfumature, che gli altri siano fragili come sei tu, che abbiamo bisogno di conferme, che vogliano divertirsi ma anche essere sereni.. Che vogliano sentire il brivido ma anche la sicurezza..
Accetti la consapevolezza che la perfezione puo' essere solo un breve istante ma che la felicita' forse la costruisci pezzetto dopo pezzetto, accettando, tollerando, comprendendo le debolezze, gli errori, gli sbandamenti e ogni fragilita' a volte anche un po' egoista che ci rende umani.
Non e' sbagliato, debole talvolta o invece forte..
Se pretendi da te stessa, dagli altri, dal mondo di essere sempre all'altezza delle tue aspettative non sarai mai felice.
Pensieri dell'eta' forse, delle esperienze, del vissuto che mi trascino dietro e che mi fa guardare avanti, amare profondamente, odiare talvolta ma, fortunatamente, molto meno profondamente, capire, e essere felice nonostante..
A letto, a fianco a Max, scrivo e penso a questo..
Una vita di sfumature, forse non quella che avrei pensato, una vita in cui non riesco a vivere in terza persona ma cosi piena di tanto da far accettare anche le infinite grafazioni di grigio che vivo.. Buonanotte

domenica 1 marzo 2015

Piccoli pensieri marzolini

Sono seduta sulla poltrona di vimini regalo di un matrimonio lontano, se non nel tempo sicuramente per la vita trascorsa... Una vecchia poltrona con tanti ricordi, avvolgente e accogliente, nell'angolo della mia cucina campagnola.. Il plumcake cuoce in forno, la rollata sul fuoco e un raggio di sole entra dalle finestre..
Giornata di umori strani, lievi malinconie e pensieri sul domani. Tante cose sono cambiate, tante stanno cambiando e la voglia di nuovo si fa avanti prepotente.. Quella voglia di corteggiamenti primaverili, di gonne leggere, di passeggiate tra i fiori... L'inverno ancora mi trattiene e la tosse di nuovo tornata me lo ricorda ma la testa fugge via da ogni incombenza e cerca risate e coccole..
Ora salirei in macchina e andrei verso il mare.. Una fuga sulla spiaggia, bere vino seduta sulla sabbia con il sole in faccia..
Ma gli ospiti devono arrivare, a milano mille cose da fare e uff.. Anche questa volta bisogna aspettare!
Su questo aspettare mi viene da riflettere! Sembra assurdo ma il minimo di normalita' raggiunto obbliga a fare i bravi, essere coscienziosi e saggi.. In qualche modo quasi mi manca quel senso di "non c'e' domani, per cui godiamocela" vissuto in alcuni momenti passati..
Sento che quest'aria da persona seria che mi sono costruita e' un po' falsa e vorrei essere piu' sciocca di Ben.. Giocare, flirtare, sentirmi bella e leggera, fare cose piccole e stupide.. Ma la "seria" si ricompone sotto gli sguardi severi...
E va a cercare Ben che ora ha scoperto il bosco ed e' incontenibile...


domenica 18 gennaio 2015

Weekend lunghi e qualche ricettina...

..da inizio anno l'azienda dove lavoro ha fatto un grande regalo a me ed ai miei polmoni:  Il part time verticale tre giorni la settimana e quattro giorni dedicati alla campagna, all'aria pura e al relax.
Devo ancora abituarmi a questi nuovi ritmi.. Quattro giorni sono come una vacanza, il martedì hai lo choc da rientro e il mercoledì e il giovedi lavori a pieno ritmo e poi è subito venerdì con Max che lavora da casa e io che mi dedico alla cucina, a qualche passeggiatina e alla lettura davanti al camino..
Settimana scorsa non ce lo siamo goduti a pieno tra impegni di lavoro e controlli in ospedale ma questa settimana è stata perfetta. Un mix di riposini con il plaid e piena attività cuciniera, pranzi con amici e giochi con Ben.
Ecco quindi qualche ricettina del week end.
Al mercato dei contadini c'è un bel banco di un azienda ageicola siciliana che porta fino ad Asti arance, limoni e cedri non trattati.. Siamo nel pieno della stagione e mi sono dedicata a fare la mia marmellata inventale preferita.. Arance e limoni!

Marmellata di arance e limoni:
2/3 di arance non trattate
1/3 di limoni non trattati
Zucchero di canna
Bisogna far bollire per tre volte, per dieci minuti a volta e avendo l'accortezza di cambiare sempre l'acqua,  le arance e i limoni. A questo punto si tagliano a pezzetti piccoli avendo cura di eliminare i semi eventuali e le parti bianche. Si pesa il composto ottenuto e si versano in un tegame a fondo spesso gli ageumi e un ugual peso di zucchero di canna. Si lascia cuocere una mezzora circa e si invasa in barattoli ben lavati e si sterilizza per circa mezz'ora.

Ovviamente al mercato non ho comprato solo arance e limoni ma quanto di meglio questo strano inverno permette di trovare..
I primi agretti con cui abbiamo fatto dei fantastici spaghetti integrali con aglio e acciughe, sarsett selvatici raccolti nel bosco, porri, nocciole e con questi ultimi ho fatto una torta salata un po' speciale.

Torta salata porri e nocciole

250 gr di farina
50 gr di farina di nocciole
125 ml di olio
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito per torte salate
Acqua q.b.
Sale
3 porri
50 gr di nocciole
Mezza robiola tonda di capra (tipo roccaverano)
1 uovo

Ho impastato le farine con il lievito ed ho unito l'olio, l'uovo il sale e qualche cucchiaio d'acqua, lavorato qualche minuto e messo l'impasto a riposare coperto.
In un tegame ho rosolato pian piano senza farli scurire i porri affettati salandoli lievemente. Ho tostato le nocciole e spezzettate grossolanamente.
In una ciotola ho lavorato la robiola con l'uovo e, una volta diventata una crema, ho unito il porro, le nocciole e una macinata di pepe.
Ho steso 2/3 dell'impasto in una teglia tonda e versato il ripieno e decorato con strisce di pasta come fosse una crostata.
E poi in forno a 180 gradi per circa mezz'ora/ quaranta minuti.
E servita con i sarsett selvatici..
E per finire ho preparato le barrette di cereali.. Buonissime con riso soffiato, farro soffiato, fiocchi d'avena, crusca d'avena datteri, mandorle e fichi secchi.

Sono facilissime, sane e golose.

400 gr di cereali misti
Datteri, mandorle e fichi secchi o cio che si vuole in quantità a piacere
125 ml di sciroppo d'acero
125 gr di burro o olio
125 gr di zucchero di canna
Un grosso pizzico di sale

Si realizza uno sciroppo con burro, sciroppo d'acero e zucchero e sale  facendo cuocere piano fino a che lo zucchero si sia sciolto.
Si versa sui cereali miscelati e si mescola bene, si uniscono gli altri ingredienti e si stendono in una teglia rivestita di carta da forno. Si inforna a 140/150 gradi per circa mezz'ora. Una volta sfornati e leggermente raffreddati si spezzano in gross pezzi e si recupera la granola rimanente per guarnire lo yogurt..
E martedì li porterò in ufficio per uno spuntino..

sabato 3 gennaio 2015

Traguardi

T come tempo... Necessario, non prevedibile, non controllabile
R come risoluzione...
A come aspettative.. piccole, grandi, folli o insignificanti per i piu' ma non per noi
G come gioia.. Che si prova piena, esplosiva, appena ce la fai
U come unicita'.. Ogni successo e' unico e scalda il cuore e riempie la mente
A come ansia.. Amica subdola del tempo fino a che il tempo non la abbandona per strada
R come rarita'.. Delle emozioni, dei pensieri belli che scaldano il cuore
D come dono... Della vita, di un altro anno, di un film, di un cagnolino
O come orgoglio... Di avercela fatta, anche se solo per te

La vita di ciascuno e' fatta di traguardi e per ognuno diventano le pietre miliari della vita.
Sono quei momenti che ricordiamo, su cui favoleggiamo con "ti ricordi di quando..".
Ci sono traguardi che soddisfano il nostro ego, traguardi che rendono felice la nostra anima e piccoli traguardi che semplicemente ti dicono che vale sempre la pena proseguire..
In passato guardavo solo a quei traguardi che mi sembravano importanti come la laurea, il lavoro, l'amore, una casa costruita come volevo... Mi sembrava che il tempo fosse una risorsa infinita, che la più parte delle cose  fosse facile e scontata e che si potesse chiamare "traguardo" solo qualcosa di veramente grande...
Ma i traguardi sono migliaia e spesso ci danno piu' gioia quelli piccolini, insignificanti, che hanno significato solo per noi e non per il mondo esterno...
Il 2014 e' stato un anno di tanti traguardi..
I 2 anni dal trapianto, il rientro al lavoro, un cucciolo piccolo e con poco pelo e sempre super pulito ma che finalmente ha riportato abbaiate e giochi nella nostra casa di campagna oltre che nella vita di papà, 1 anno completo senza ricoveri, il viaggio in aereo e il week end tanto atteso a Parigi con Adriana e Raffa, la vespa, un nuovo progetto difficile ma pieno di attese, le vacanze, e mille altri piccoli successi.
Walt Disney diceva: se lo sogni esiste.. Ma io credo che sia piuttosto: se lo sogni provaci e credici almeno un po', avrai delle sorprese.. Io e Adriana avevamo scommesso due anni e mezzo fa sul nostro week end a Parigi... Il tempo ci è stato un po' nemico, ma l'aspettativa è stata grande e anche l'ansia pre partenza su tosse, fatica, influenza, stanchezza e questi giorni con le mie amiche sono stati un dono stupendo. Oggi, per la maggior parte del nostro mondo, un week end a un ora di volo da casa non è più una cosa speciale ma per noi è stato un Traguardo.. Un fiocco su questo anno..

martedì 2 dicembre 2014

qualcosa di normale...

che bello, hai una cosa normale! queste le parole con cui Max ha accolto la mia influenza... un po' di febbre, naso tappato e mal di testa.. e sia! colpevole un sabato in centro in cui temperature alte, concentrazione di persone e un sistema immunitario non proprio dei più brillanti hanno fatto da calamita a qualche virus che girellava allegro tra i piani della Rinascente. e quindi a casa, forzatamente, con antibiotico, antinfluenzale, tachipirina e pacchetto di kleenex e la voglia di scrivere dopo tanto tempo. La vita sembra da un po' quasi normale, lavoro, cose da fare, normali impegni e scadenze. Poi ti rendi conto che la tua mente, dopo pochi mesi di pseudo normalità, quasi dimentica che tutto è imprevedibile e che non serve a nulla opporsi. E poi ti viene la febbre la domenica pomeriggio e pensi alle riunioni che avevi programmato, agli appuntamenti che dovrai saltare, al Natale alle porte, a Parigi tra dieci giorni e: arghhh non posso ammalarmi... come se non avessi imparato nulla in questi tre anni. ma, anche incosapevolmente apprendiamo sempre e, dopo qualche ora di incazzatura, prostrazione, reazioni tipo me ne frego devo fare le cose e febbre che sale, capisci. ti rilassi, stai sotto le coperte, guardi un film, dormi e ricordi che il tuo corpo lo devi amare e coccolare e solo così, forse, ti ripagherà... ha i suoi tempi, fa le sue scelte ed è inutile ostinarsi... la febbre sta scendendo, in fondo è una normale influenza, e non mi hanno memmeno voluto vedere con urgenza in ospedale come sarebbe sempre successo in passato e mi godo la serenità mentale che mi arriva dalla capacità acquisita di far scivolare le cose intorno a me come un albero, radicata al terreno ma capace di oscillare al vento... (si vede che faccio yoga vero?)

giovedì 30 ottobre 2014

Ecco Mister Ben!


Non scrivo da un mese.. In fondo e' una bella cosa..

Serata da single e riflessioni!
Latte e biscotti dopo una bella giornata di corso al politecnico.  Intensa ma impegnativa per la mia limitata   resistenza fisica..
Max e' gia' in campagna e io sono a casa sola, tranquilla, con un bel tazzone di latte.
Mi dico: " e' qualche giorno che non scrivo nulla.."
 Ed ecco a rendermi conto che un mese mi e' scivolato tra le dita..
Ho fatto mille cose, occupato a pieno le mie giornate e gestito come sempre i miei acciacchi e, in questo turbine di normale normalita', non ho scritto riflessioni intelligenti, ricette golose e nemmeno piccole sciocchezze.
Confesso: ogni tanto mi veniva voglia di passare di qui ma poi una cosa, o l'altra spostavano la mia attenzione. Niente mi sembrava interessante da condividere o forse troppe sono state le emozioni..
E' arrivato dalla sardegna un meraviglioso cucciolo zampettante nella vita mia di Max e di papa', ho fatto l'intervento di cataratta e vissuto una settimana senza usare pc, ipad e poco telefono per non affaticare gli occhi, fatto mille cose diverse per la casa, l'ufficio e qualche cosa anche per l'associazione, ho fatto centinaia di tortellini con Adriana e mangiato il tartufo dopo anni di divieto (temo in realta' di non potere nemmeno ora ma pazienza), iniziato a preparare i regali di Natale e fatto ipotesi su cento progetti futuri..
Nulla di che, una quotidianità di cose normali che apprezzo proprio perche' tali.
Si, alla sera sono un po' stanca, alla sera gli attacchi di tosse sono peggiori, alla sera la sensazione di non farcela a volte arriva.. Ma poi la mattina si ricomincia e in fondo penso che questo sia comune a molti, leucemia a prescindere.
Scusate la mia latitanza, scusate questa voglia di banalita' che mi ha colto ma la vita e' un piacere proprio perche' semplice e le sere che, come questa, scorrono senza brutti attacchi di tosse e spaventi per la mancanza di respiro e solo con quella sana stanchezza di una giornata di lavoro, sono stupende e banali e normali e mi piacciono molto.
Latte, biscotti e zelig come compagnia.. In attesa di Max, Ben (il pelosino nero) e del week end!

mercoledì 24 settembre 2014

Storie di occhi, pelo nero e tanto amore..

C'era una volta un signore con gli occhi dolci e un po' tristi che amava tanto un cane nero, grosso, un po' solitario e scorbutico. C'era una volta una signora bionda, con gli occhi birichini e tanto amore per gli animali... Un giorno il cane nero mori' e il signore dagli occhi dolci disse basta, niente piu' cani, ho sofferto troppo. Ma la signora con gli occhi birichini lo convinse a fare un giro in una cascina tutta rosa.
La signora con gli occhi birichini, con il suo passo ancora un po' zoppicante dopo l'ictus, lo convinse a guardare dentro al cuore e dentro agli occhi di tanti cagnolini..
Dopo tanto pensare e girare e dire "ma no.." Guardarono due occhi ridenti coperti da ciuffi arruffati di pelo nero.
Tanti anni in canile non avevano spento quella piccola fiamma.. Avevano addormentato la voce e arruffato sempre di piu' il pelo ma gli occhi birichini avevano visto la luce brillare sotto il pelo arruffato.
Un nome buffo, quello del draghetto dei cartoni degli anni settanta, una forma a siluro, quattro gambette un po' tozze e un muso unico...
A casa del signore con gli occhi dolci e della signora con gli occhi birichini la voce si risveglio' e lui inizio a parlare.. Abbaiava per le carezze, abbaiava per le passeggiate, abbaiava per la pappa, abbaiava per dire al mondo che era felice... Tirava e correva con il signore dagli occhi dolcie e camminava piano piano con la signora dagli occhi birichini ma le gambe ancora un po' malferme..
Il tempo passo'  tra passeggiate continue, pappe, biscotti, carezze ininterrotte e pian piano la signora dagli occhi birichini inizio a non stare bene. Allora come un piccolo guardiano si apposto' davanti alla sua camera e abbaio' per chiamare aiuto..
Poi il signore dagli occhi dolci rimase solo e il cane con il nome da draghetto inizio' a occuparsi solo di lui.. Lo impegno'  ogni istante reclamando coccole, carezze pappe e passeggiate e senza lasciarlo mai solo..
Il signore dagli occhi dolci faceva tante cose necessarie, andava al cimitero, andava su e giu da Milano per andare a trovare la figlia che non stava bene, affrontava esami e controlli per donare alla figlia il midollo, ma tornava sempre appena possibile dal cane con gli occhi ridenti.
Questo cane aveva una missione: prima far felice la signora dagli occhi birichini e poi non lasciare mai solo il signore dagli occhi dolci e accompagnarlo attraverso quegli difficili.
Oggi quel piccolo orso nero e peloso con i suoi occhietti ridenti e le orecchie storte ha finito il suo compito. Il signore con gli occhi dolci e tristi pian piano ha accettato tante cose, la sua bambina sta meglio e ha accompagnato il suo compagno peloso verso le nuvole e il cielo.
Ciao piccolo Grisu.. Grazie per esserci stato e aver abbaiato ogni volta che telefonavo a casa, raccolto foglie ad agni tuo passaggio sotto il viale come se fossi fatto di velcro, impedito ad Athos di mettere piede in casa tua e convissuto con la Lillina dividendo il divano e litigando per la poltrona...

lunedì 15 settembre 2014

Uff. Ciao Gabriele

Da tanti mesi non leggevo i suoi post.. In macchina, guardando un ragazzo sullo skate al parco, nei momenti piu' impensati pensavo a Gabriele, un amico sconosciuto che aveva un blog molto bello, con un titolo importante : per consegnare alla morte una goccia di splendore...
Questa sera sono tornata a casa ed ecco di nuovo il pensiero a lui. Come stara'? Quella speranza di trovare tanti post sulle sue disavventure ma la solita voglia di fare, ridere e divertirsi.
La prima doccia fredda (vera, sofferta, con quel senso di freddo e di colpa per non esserci stata di più) arriva   dal post scritto dalla sua mamma ad aprile. Gabriele non era piu' in grado di muovere le mani, le gambe, vedeva tutto sfocato e si nutriva con il sondino. Mi ha colpito la frase della mamma: scrivo io perche' la situazione di Gabriele e' un pochino peggiorata.. Gli occhi di chi ti ama non vogliono accettare che il tuo corpo se ne sta andando..
E poi i post delle altre blogger, il 7 agosto, che lo salutavano.
Io sono arrivata solo oggi.
Ti sei ammalato a sedici anni, te ne sei andato a venti e nel mezzo un milione di sogni da adolescente. Chissa' cosa avresti detto di questi filmetti sugli adolescenti con il cancro. Se a me, cinica quarantenne, hanno strappato un mezzo sorriso per la finzione degli stati d'animo e, soprattutto, degli stati fisici, tu, che adolescente lo eri per davvero avresti pianto, riso o urlato?
Mi dispiace, mi dispiace tanto e non c'e' molto altro da dire. Ogni volta che manca qualcuno la mia voglia di credere nell'aldilà si rafforza. Non posso accettare dentro di me il nulla che altrimenti questo rappresenterebbe. Spero di vederti volare un giorno con i tuoi capelli lunghi e quella faccia un po' buffa come ti ho visto nel video degli elio "nuvole di ossigeno". Buon viaggio Gabriele.

Una riflessione: tanti come lui muoiono ogni giorno ma, come sempre se a mancare e' un amico, il dolore che si prova ha un nome e un intensita' diversa. Ma molti mi diranno che per me Gabriele era uno sconosciuto.. Ed invece no. Questo e' il magico potere dei blog. I loro autori diventano passo dopo passo degli amici, senza un volto e fisicita', ma degli amici con cui condividi i pensieri piu' profondi ed intimi...
Ciao Wide, ciao Gabriele

sabato 13 settembre 2014

L 'amore a novantaquattro anni

Dopo una settimana intensa tra lavoro un po' oltre il solito part time e giornata di prelievo del midollo , risonanza magnetica e esamini vari e' arrivato il week end in campagna.
E, come spesso il sabato a pranzo, eccoci alla piola,  trattoria di paese senza alcuna pretesa ma sempre una garanzia di cucina di casa nei momenti di pigrizia.
A fianco al nostro tavolo, belli dritti sulle loro sedie c'erano due signori anziani, gia' visti in altre occasioni, ma oggi desiderosi di raccontarsi.
Novantaquattro lui, novantaquattro e cinque giorni in piu' lei, insieme dal. 1946, soddisfatti del loro pranzetto fuori.
Una vita, veramente una vita di racconti, esperienze, piccoli episodi vissuti tutti nello stesso paesino, sacrifici e doppi lavori per crescere la famiglia e passioni coltivate per cinquant'anni. Lui ancora oggi intaglia il legno e ne fa dei quadri di paesaggi della sua campagna.. Non riesce piu' a fare altri lavori piu' pesanti ma va bene cosi'.
La vita per loro sembra un quotidiano che scorre, senza troppo pensare e apprezzando di esserci e di esserci insieme.
E poi penso a noi, alla nostra generazione di storie brevi, di interruzioni, di fughe, di lamentii continui per cio' che non funziona in noi, nell'altro, negli amici, nel lavoro, nella societa'..
Loro fanno scorrere il tempo, godono di piccoli passatempi, di un piatto di tagliatelle ai funghi in trattoria, del sorriso della cameriera, del pensiero dei bisnipoti, di due chiacchiere con i vicini di tavolo e poco piu'...
Non credo che sia stato tutto bello, tutto facile, tutto felice ma son qui, dal 46, ancora insieme, senza troppo brontolare perche' in fondo e' naturale stare insieme anche quando l'altro magari e' un po' noioso... Hanno avuto la fortuna di passare tanti anni insieme e, pensando agli amici che oggi sono soli dopo pochi anni d'amore per colpa di una malattia, al mio papa' che vive ogni giorno l'assenza della mamma, a me e Max che tra alti e bassi, tosse e paure andiamo avanti e ci godiamo ogni gita in vespa, ogni aperitivo in campagna e ogni serata sul divano rivolgo un appello a chi non e' mai soddisfatto. Provateci, accettate quel che viene e accettate l'altro senza pensare che c'e' necessariamente di meglio (anche se ovviamente a volte si, sia chiaro) e scommettete su una vita cosi... Vecchi, rugosi, lucidi (che fortuna enorme) ancora con degli interessi, e piu' o meno in piedi...buona fortuna vecchietti!


sabato 6 settembre 2014

Colpa delle stelle....che dire..

Credo che la morte mi abbia toccato troppe volte per riuscire a farmi commuovere da un film di adolescenti con il cancro...
Il film e' carino, ben fatto, ma la malattia sembra cosi finta, artefatta... La storia e' dolce e romantica e io, al cinema da sola in un sabato pomeriggio, sembravo una tardona in mezzo a masse di adolescenti lacrimose...
La migliore di queste ad un certo punto si e' girata verso la compare e le ha detto: la prossima volta ascolti me e andiamo a vedere le winx... Che ste storie lacrimose sono una palla!
Sintomo del livello di sensibilita' dell'adolescente media.
Comunque ha anche ragione, in fondo. La malattia, l'accoppiamento super sfigato di lei con l'ossigeno e il fiatone (ogni immedesimazione e' puramente casuale - anche perche' in tutta questa tragedia polmonare non ha mai dato nemmeno un colpo di tosse!) e lui senza una gamba fa venire qualche brivido.
C'e' pero' una grande verita' in uno dei leit motif del film. La frase chiave del libro che unisce le avventure dei due protagonisti e' :" il dolore esige di essere vissuto". E mai frase e' stata piu' vera. Chi non lo vive non puo' capire, puo' solo sorridere e fare spallucce. E il dolore ha una scala di valore.. La protagonista ricorda quante volte le hanno chiesto in ospedale di dare un voto al dolore che stava vivendo. Anche a me e' successo mille volte. Lei, come me, non ha mai dato dieci.. Il dieci effettivamente si tiene per qualcosa che non e' fisico ma che tocca il cuore in modo cosi profondo da sopraffarti.
Comunque, polpettone sentimental canceroso a parte almeno sono andata al cinema, mi son strafogata di caramelle gommose e sono anche riuscita a tossire poco.. Ho recuperato a casa con qualche attacco di tosse e fiato corto degno delle mie migliori performance ma va bene cosi. Al cinema ho retto due ore con piccole colpetti poco fastidiosi per la comunità' minorenne che mi circondava.

giovedì 14 agosto 2014

A zonzo per il perigord e la costa altlantica

Dopo un bel viaggio notturno, tra passi di montagna, pioggia e piccoli paesi siamo arrivati in Perigord. Un b&b , una casa del settecento ristrutturata e arredata esattamente come piace a noi, due ospiti meravigliosi che, da Torino, han ricostruito una nuova vita qui. Quanti sogni facciamo io e Max  ispirati da chi ha avuto il coraggio di cambiare ritmi e abitudini. Loro due, lontani da tutti, in un progetto comune di ospitalità... Bello bello..
Ci siamo goduti i giardini, i castelli, i petit village e l'impegnativa gastronomia francese del Perigord in cui sembra esistere solo fois gras, canard, truffe e fromage! E vino ovviamente! Vabbe tanto io prendo la terapia per il fegato e Max olio di pesce e estratto di riso rosso per colesterolo e trigliceridi!! Per altro Max e' in seria difficoltà: detesta la metà di queste cose e gli intingoli per cui ha vissuto i primi giorni a formaggi e vino...
E poi la costa, la luce delle spiagge oceaniche e le passeggiate sulla sabbia.
A coronare il paesaggio la bellezza della casetta trovata su internet. Una ex piccola scuola, tutta in pietra e con il tetto a capanna e un bel grande giardino davanti,
E i suoi proprietari: fantastici!!
Pierre e Danielle, con la mitica mami di 96 anni e Mathieu (un delizioso attore che sembrava nato dall'unione di Harry Potter e Frodo). Due francesi pieni di vita e interessi che ci han fatto trascorrere una splendida, golosa  e molto alcolica serata..
Ora siamo tornati, ancora pochi giorni in campagna e si ricomincia dopo questo lungo, lunghissimo periodo di vacanza.
E' stata vacanza da tutto. Dal lavoro, dall'ospedale, dalla malattia, dai pensieri ed anche dal blog vista la scarsa frequenza con cui ho scritto.
E' stata vacanza da zia, tra gite con i nipotini, biscotti fatti con Stefano, coccole e cartoni guardati stesi sul letto facendo il riposino.
E' stata vacanza per me e max. Sempre la tosse a ricordarci che i tre anni passati sono stati duri ma in fondo vacanza dagli altri acciacchi e minimo senso di normalita'. Siamo stati in spiaggia, abbiamo scalato la duna del pylat, girato per vigne e mangiato senza troppo preoccuparci di immuno soppressori, fegato, etc...
Belle, bellissime vacanze. Ora son pronta a ricominciare.


martedì 12 agosto 2014

E' notte... Si parte

Dovrei riposare un po', tra poco partiamo per la prima vacanza all'estero da tre anni a questa parte, di notte, sulle statali.... Torino, monginevro, briancon.... Come piace a noi, poca autosdrada e piccoli villaggi.
Ma sono eccitata, emozionata come quando ero bambina e con mamma e papa' partivamo di notte per viaggiare freschi in direzione spagna.
E' stato un mese intenso, mi sono goduta la campagna, i nipotini, la vita in senso generale, esplorando la mia parte infantile, giocando e poltrendo, spentolando in cucina e producendo conserve.
Avevo bisogno di stare con me stessa, lontana dalla leucemia, dai malati di leucemia, dai malati in genere, dalla mia tosse che e' li ma che mi impegno ad ignorare quando posso,  da quella sensazione di sopravvissuta che mi porto dietro e che falsa ogni relazione.
E ora son qui, sul letto al buio, Max sotto a dormire qualche ora sul divano. I bagagli in macchina. Il sacchetto viveri per la notte pronto.
E assecondo questa improvvisa voglia di scrivere il fiume di pensieri dopo oltre un mese. Penso di aver fatto pace (almeno stanotte) con le mie cellule pazze, con gli acciacchi, con la cataratta che mi impedisc di leggere la cartina. Ho solo voglia di partire, di notte, con il buio e la luna, senza pensare che ho con me una borsa di medicine, la lettera dell'ospedale e che  Max mi ha fatto scrivere al b&b dove dormire i primi tre giorni per dirgli della tosse e chiedere una stanza defilata.
Voglio partire e lasciare chilometri tra noi e il resto anche se il resto e' con noi e spero si divertira' con noi.


mercoledì 16 luglio 2014

Otto e mezzo... Quasi quasi vado a nanna

Si, mi rendo conto che fuori e' chiaro, si, mi rendo conto che nemmeno mia nonna andava a letto cosi presto, si, mi rendo conto che fa proprio sfigato anche solo pensarlo... Ma chi se ne frega: io ora chiudo tutto e vado su.. Luce bassa, persiane accostate, libro, e saluti a tutti..
Lo ammetto, non ho il fisico: questa mattina sveglia alle sei meno un quarto. Alle sei e venti in auto verso Milano. Accettazione, prelievi, attesa infinita per fare l'ecocardio,, pranzo al noodles bar di viale Bligny con Cecilia e, piena come un uovo, via di nuovo verso la campagna... 34 gradi, un po di abbiocco e una fatale mezz'ora sulla sdraio a leggere e sudare...
E ora son stanca come se avessi fatto il cammino di Santiago, svogliata e desiderosa di buio..
Per cui cena super light con tramezzino pomodoro e mozzarella e la mia super mousse/budino di albicocche con panna ..
Ecco la ricetta anche se ieri avevo troppe albicocche mature ed ho fatto tutto ad occhio e faccio fatica a dare delle dosi sensate:

Albicocche mature - circa un chilo per sei porzioni
Mezzo bicchiere scarso di succo di frutta o moscato o .... (io me ne vergogno un po' ma ho usato la cedrata)
Il succo di un limone
Zucchero a velo qb (assaggiate, non ne ho idea..)
Un paio di cucchiai di sciroppo di lamponi (facoltativo ma si sposa bene)
1 yogurt bianco
Colla di pesce in dose ridotta rispetto a quanto indicato sulle confezioni - all'incirca due terzi di quanto indicato (io ad esempio, per questa quantita', ho usato la dose indicata per 500 ml di liquido)
Panna montata lievemente dolcificata

Ho frullato le albicocche con il liquido e il succo di limone. Ho aggiunto lo zucchero continuando a frullare alla massima velocita'. Una volta ottenuto un composto liscio e cremoso ho aggiunto lo yogurt e lo sciroppo di lampone e mescolato bene. Ho prelevato una piccola quantita' di frutta frullata e vi ho sciolto a fuoco basso la colla di pesce ammorbidita in acqua fredda. Ho unito il tutto, mescolato bene, verificato che la gelatina non abbia lasciato grumi (nel caso va filtrato attraverso un colino) e versato nei bicchierini.
Deve riposare in frigo almeno 4/5 ore e poi va servito con un bel ciuffo di panna e una fogliolina di menta fresca...
Un dolcetto buono, fresco e quasi leggero...

Ps: la pcr comunque e' finalmente scesa ed oggi ho finito di farmi bucare il posteriore per fare l'antibiotico e il cuore, contro ogni migliore attesa, e' sempre in splendida forma!!!

domenica 13 luglio 2014

La torta di nonna papera

Sabato in campagna dopo una settimana difficile. Sono stanca, provata da tante ore trascorse in ospedale, dai vari antibiotici e dal poco sonno. Eppure l'aria campagnola, gli uccellini che cantano e il profumo di erba stimolano la mia voglia di fare.
Ecco la ricettina della più classica torta di nonna papera, quella che piaceva tanto a Ciccio e che veniva rubata dal davanzale in cui veniva messa a raffreddare..
100 gr di farina bianca
100 gr di farina integrale
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 uovo
80 gr di burro
Un pizzico di sale
120 gr di zucchero di canna
Una manciata di biscotti
3 mele
400 gr di more fresche
1 cucchiaio di zucchero
Ho montato il burro con lo zucchero con le frusta o nella planetaria fino a che ben montato. Ho aggiunto l'uovo, la farina setacciata con il lievito e continuato a mescolare nella planetaria fino a che l'impasto si e' attaccato completamente alla frusta.
Ne ho fatto una palla e l' ho messa a riposare in frigo avvolta nella pellicola.
Ho pelato e tagliato a pezzetti le mele e le ho cotte a fuoco basso con un cucchiaio di zucchero e un goccio d'acqua.
Ho diviso l'impasto e ne ho preso un po' più di metà per la base ho steso con il matterello e steso la sfoglia di impasto in una tortiera di ceramica di 24 cm di diametro imburrata e infarinata
Ho sbriciolato alcuni biscotti sul fondo e disposto le mele e le more e coperto con la sfoglia ricavata dal rimanente impasto.
Ho infornato a 180 gr per circa 30/40 minuti o fino a che ben dorata. Alla fine ho spolverato di zucchero a velo. E' fantastica tiepida con un pallina di gelato.

mercoledì 9 luglio 2014

Giorni complicati.. E tante riflessioni

Un infezioncina che non riusciamo ad individuare e risolvere mi ha ributtato nel magico mondo del day hospital e del San Raf tutti i giorni.
Dopo un lungo periodo in cui sono riuscita a dilatare i tempi tra i vari controlli questa settimana quei grigi e lunghi (accidenti a quanto son lunghi)  corridoi mi hanno vista protagonista.
Andare in DH e' un esperienza che ridimensiona i problemi di ciascuno. C'e' sempre qualcuno che ha una storia molto piu difficile, complicata, sofferta e dolorosa della tua e, dopo queste sfiancanti giornate tornavo a casa e sorridevo...
C'e' la ragazzina che , a due mesi dal trapianto, e' in recidiva precoce e ci sono gli occhi dei suoi genitori che trasmettono una sofferenza impossibile da descrivere, c'e' la signora che la guardi e pensi che abbia sessantanni e poi scopri averne due piu di te e che da 7 anni combatte con una malattia che nulla riesce a curare e ti dice che e' serena perché comunque, in questi sette anni, ha visto crescere un po i suoi tre figli e se deve andare andra' se no ci ha provato,  c'e' il papa' che pensava di poter stringere i tempi di un trapianto per poter ricominciare a lavorare e invece che viene ricoverato d'urgenza per la bilirubina impazzita (che poi chissa a cosa diavolo serve la bilirubina), c'e' il ragazzo della basilicata che qui ha trovato la salvezza perche' giu' l'avevano semplicemente dato per morto e invece, dopo mille ricerche su internet e' qui a lottare, felice, contro la graft, c'e' il ragazzino che ha fatto il trapianto, ha la febbre, ancora tutto sballato e debole e che litiga con il padre perche' vuole mangiare la cotoletta e la pizza e uscire con gli amici....tutto questo in due giorni e una sola stanza...
Per cui fa niente che non mi trovino nemmeno una vena e oggi abbiamo toccato il record dei cinque buchi, fa niente che la pcr sia schizzata alle stelle e non si capisca la causa, fa niente che l'infezione mi abbia lasciato la sensazione di ossa rotte e che la mattina sia meno scattante di mia nonna allettata di 99 anni.... La risolveremo, il midollino del papa' continuera' a darsi da fare e alla fine capiremo cosa scatena questo pasticcio..
Ora sono a casa, fuori tuona, io mi riposo e domani saro' ancora li...
E cerchero' anche di andare in ufficio anche se purtroppo oggi mi son persa la festa dell'azienda...

mercoledì 2 luglio 2014

Fantozzina e le vacanze...

La settimana in Salento si e' conclusa e il tempo e' volato tra bagni al mare, passeggiate in spiaggia, gite, risate con il nipotino e aperitivi in terrazza e.... Molte visite ai servizi igienici!
Perche' sembra che ci sia un monello dispettoso dentro di me che aspetta i momenti migliori per combinare pasticci!
E quando prendersi un bel virus intestinale se non al secondo giorno di vacanza? A suon di dissenten ci siam comunque goduti il pesce, il vino e qualche bel fritto e ora, a nove giorni dall'esordio,risolveremo tutto come sempre: con un bell'antibiotico...
In fondo ne ho guadagnato una linea super invidiabile (- 4 kg in dieci giorni) che alcune amiche "quasi quasi vorrebbero" ...
La cosa piu bella pero' e' che finalmente non ho visto il panico negli occhi dei medici...
Ok, andra' curata, facciamo pure qualche esamino per escludere le peggiori schifezze tipo clostridium, salmonella etc ma confidiamo sia una normale, banale, comune influenza intestinale come hanno in molti in questo periodo.. Quello che in altri momenti sarebbe stato vissuto come un rischio elevato su un sistema immunitario debole ora viene affrontato come una cosa fastidiosa, sicuramente da risolvere ma apparentemente senza elevata preoccupazione. Che poi questo significhi comunque prelievino ogni tre giorni per controllare l'andamento della pcr fa parte dei soliti giochi..
Chiunque vivrebbe tutto cio come una rottura immane e motivo di ansia ma per me fa parte della routine e non mi stressa piu' di tanto.

sabato 21 giugno 2014

Salento....

Una vecchia casa con le volte a stella e un antico pavimento a mosaico..
Una corte protetta piena di fiori..
Una terrazza sui tetti ombreggiata dal cannicciato.
La vista dei comignoli bianchi dal letto della camera che da sul terrazzo..
Questo il primo, meraviglioso, impatto con il salento.
Siamo partiti ieri, io e Lollo, in treno. Primo viaggio nipote zia in concomitanza con la partita dell'Italia.
Abbiamo fatto amicizia con chiunque avesse sky go e guardato la partita, chiacchierato, mangiato panini schifosi ma con quell'animo di festa che solo le partenze sanno donare..
A San Benedetto ci aspettava Max.. Macchina carica come un marocchino di rientro dalla famiglia, pronto a partire nel fresco della notte...
All'alba eravamo in spiaggia a fare colazione.
Ora, dopo la spesa in quei negozietti che solo i piccoli paesi del sud sanno regalare (ma non che Marisa, la bottega multifunzione del mio paesello di campagna, sia poi cosi diversa) un po di riposo al fresco..
Nel pomeriggio spiaggia, bagno in mare dopo due anni di dura attesa, acqua salata sulla pelle...
ma ora relax, ombra e pennichella...

sabato 14 giugno 2014

Notte di pensieri

E' notte. Fonda. Ho appena tagliato due chili di albicocche e le ho messe a macerare nello zucchero. Domani pomeriggio farò la marmellata. Perché l'ho fatto alle tre del mattino?
Perché e' notte , ho tanti Pensieri che frullano agitati, sono stanca ma non riesco a dormire.
Cucinare mi rilassa e da un senso a una notte di luna piena.
Non posso nemmeno incolpare la tosse.
E nemmeno il caldo visto che in campagna si sta bene.
E nemmeno Max con il quale oggi abbiamo batti beccato ma poi fatto pace per bene.
Non posso incolpare il midollo che lavora bene e che, anche a questo prelievo, ha dato le risposte attese.
Nulla, sono sveglia e penso a un progetto che sta prendendo la via che non voglio. Penso a come ogni stato di malessere anche minimo e mentale metta in allerta in modo sproporzionato i miei sensi. Come tutta me stessa di ribelli in modo inconscio a ciò che so di non voler fare.
Penso di aver imparato ad ascoltarmi
Di sentire con l'anima più che con la ratio ciò che mi fa bene e ciò che può farmi male
Sarebbe onnipotenza se fosse così ma sicuramente ho fatto un percorso verso l'ascolto di me.
Mannaggia di notte mi vengono queste riflessioni profonde che mi sconcertano! Normalmente son molto più superficiale!!
Mi chiedo ogni momento: ma questo mi rende felice?
Ogni volta che la risposta e' no si scatena l'inferno dentro di me e purtroppo queste domande tendo a pormele al buio, di notte.. Comodo no? Così domani mattina la sveglia delle sette sarà odiata più che mai..
Ora proverò a dormire e se no andrò di nuovo giù a fare le albicocche sciroppate al rum e cannella..
Il mio meraviglioso macellaio aveva raccolto le albicocche del suo albero e io gli renderò onore!!

lunedì 9 giugno 2014

Casa della bambina con il pigiama a righe, ore 22

Certo che va meglio.. Oggi hai tossito poco e niente..
Quasi quasi andiamo a nanna, che dici?
Ma si, prendo le terapie e vengo..
Latte detergente, tonico, dentifricio, collirio, un bagnetto veloce ai piedi e un po' di crema. Pigiamino ( a quadretti in realta') e sul letto seduta..
Qualche chiacchiera, qualche coccola e Max che dice "vuoi la camomilla" (bevanda salvifica in queste ultime notti).. Ma no aspettiamo cosi ti addormenti meglio e ti sveglio per bene di colpo! (Sadica)
Chiacchiere, cinque minuti di tv e attacco alla grande! Una delle mie migliori performance di tosse versi vomitino e annessi vari... Dieci minuti in bagno, vicini vicini a farmi il massaggino calmante sulla schiena per tranquillizzarmi e io che ansimo come in un porno di bassissimo livello o dopo una maratona fatta in meno di due ore da un anziano asmatico...e mi dice: ora la vuoi la camomilla?!?
Siii (e penso ma se voglio la camomilla non basta chiedere senza tutta questa scena patetica? No perche' fatta preventiva purtroppo non funziona)
Ora la sto bevendo e non sono esattamente in recupero ma migliora.. Per cui buoni auspici per una notte pre midollo abbastanza serena...
Grazie amore per la camomilla, le carezzine,le orecchie allenate a sopportare e l'ottimismo che ci guida sempre

martedì 3 giugno 2014

Riflessioni sul concetto di guarigione

Eccoci qui, ancora una volta a pensare a quanto tutto sia insensato. Una mia cara amica non sta bene. Anche per lei si prospettano mesi duri, terapie faticose, interventi e un cammino pesante verso la riconquista di uno stato fisico migliore... Per un altra brillante quarantenne mesi duri e lezioni di vita che non si vorrebbero ascoltare ed imparare..
Mi rendo conto che ormai non parlo mai di guarigione..
Parlo di sentirsi meglio, anche di stare bene, ma mai di essere guariti... In fondo l'essenza e' cio che si prova, come ci si sente piu' che quanto dichiarato da sterili fogli medici.
E' come se la mia mente avesse accantonato quel concetto, e' come se avessi consapevolizzato che se ti rompi una gamba guarisci ma se il tuo corpo fa le bizze puoi solo aiutarlo a farne meno, magari anche nulla, ma non hai il potere di guarirlo..
Cio non toglie che questo modo di pensare possa essere proficuo.. Non ti stressi piu' con la domanda saro' guarita? Quando guariro'? Ma te ne freghi e pensi: " mmm, oggi sto bene, che si fa di bello?"
Programmi la tua vita, fai progetti piu' o meno concreti, esci, vedi gli amici, parli al telefono con i tuoi, lavori e tutto procede come per ciascuno con solo questa minuscola differenza... Non pensi sono sana, sono guarita, sono malata o ... Semplicemente cerchi di non pensarci e incastri nella tua giornata le terapie, l'areosol, le visite all'ospedale. Se programmi le vacanze, insieme alla valigia, pensi a quanti blister delle  pastigliette varie che ingurgiti dovrai portare e quanto ingombreranno e se dovrai rinunciare a causa loro a un paio di scarpe in piu', nel fare la valigia infilerai un caftano in piu' e tanta protezione 50 perche' il sole ti fa male (ma mica solo a me!!) e con il cortisone fa venire le macchie e io alla Pimpa ho gia' assomigliato troppo a lungo..
Insomma in un pomeriggio di relax dopo un bel week end e una mattinata in ufficio penso alla mia amica che sta iniziando questo viaggio nuovo.. Non sono vacanze, affatto, ma sono esperienze dure, difficili che le lasceranno qualche cicatrice ma spero anche nuova forza e consapevolezza.
Se non possiamo impedire che accadano almeno che ci diano la liberta' di pensiero sentimenti e espressione e nuova voglia di quella vita normale che tante volte annoia..

domenica 25 maggio 2014

Corstata all'olio e nipoti

Week end bellissimo a fare gli zii a Stefanino..
ZZZia, zzzio, zzzzia le parole piu' ricorrenti delle giornate trascorse.. Un po' strascicato, con quella vocina da bimbo e martellante fino a che non rispondi..
I bimbi di citta' si divertono con poco in campagna ma vanno guidati.
Io che son cresciuta seguendo mio nonno nell'orto ero la regina dei giochi con foglie, erbacce e poco altro e creavo minestroni di terra che propinavo al nonno e mangiavo pomodori staccati dalla pianta e carote estirpate e giusto spolverate..ma per i bimbi di oggi e' piu' difficile perche' non sono abituati.. Poi pero' , poco a poco, scoporno che ci si puo' divertire a mettere i fiori nei vasi, innaffiare con la canna e la pistola che spruzza o andando in giro sul trattore..
E si, ne son sempre piu' consapevole, probabilmente non sono portata per fare il genitore a tempo pieno ma la zia part time e' divertente... Stan con te, ti stanchi ma sai che poi tornano a casa loro e tu ai tuoi egoistici ritmi da non genitore..
Per concludere il week end abbiamo fatto una grigliata con tutta la famiglia e, per assecondare le allergie di mio cognato e le mie nuove presunte intolleranze ho sfornato la crostat con l'olio...
Veramente buona

300 gr di farina
150 ml di olio
150 ml di zucchero di canna
Una punta di cucchiaio di lievito
Un uovo intero e due tuorli
La scorza grattuggiata di un limone
Un vasetto di marmellata (io ho usato quella di more di gelso ma ovviamente va bene quella che si preferisce)
Ho impastato la farina con l'olio e il lievito, aggiunto la scorza e, uno alla volta le uova, formato la palla e fatto riposare in frigo per tre ore.
Stess, fsrcita e fatte le strisce e cotta come sempre a 180 gr per circa mezz'ora.

martedì 13 maggio 2014

Il mercato dei contadini

Sabato mattina,.
Asti.
Mercato di piazza catena...
Non e' il solito mercato,  quello della piazza grande con tante belle cose e gia' cosi campagnolo per una milanese di adozione come me..
Questo e' un piccolo mercato di contadini, in una piazzetta defilata, con piccoli banchetti senza struttura..
Vecchie signore con le ciabatte con la zeppa, la vestaglietta a fiori sul maglione e la gonna, le calze pesanti color carne e quelle belle mani rovinate di chi ha le mani nella terra ogni giorno.
Qualche carciofo, qualche piccola zucchina con il fiore freschissimo, le fragole e le prime ciliege e le coste.. Qualche cipollotto e l'aglietto giovane..
E poi anche le erbe spontanee, raccolte per bene, pulite e vendute e niente..
Ortiche, luppolo selvatico, germogli di papavero.. Se penso alla fatica che comporta raccogliere le erbe, chinati per terra, nel bosco, penso che chiederei ben piu di ottanta centesimi al mazzo.
Ma per loro e' normale e quindi scorpacciata di erbe spontanee e un bel risotto con le ortiche.
Risotto con le ortiche
300 gr di riso carnaroli
Due mazzi di ortiche
Una cipolla piccola
Vino bianco
Brodo vegetale
Olio
Parmigiano
Sale e pepe

Ho tagliato fine fine la cipolla e l'ho messa a rosolare in casseruola con un filo d'olio a fuoco dolce.
Poi, armata di guanti, ho pulito le ortiche dai gambi e le ho lavate bene e tagliate a fettine.
Le ho messe ad appassire con la cipolla ammorbidita e le ho fatte cuocere qualche minuto.
A quel punto ho aggiunto il riso per quattro e l'ho tostato per bene e salato.
A quel punto ho sfumato con il vino, fatto assorbire e iniziato a cuocere con piccoli mestolini di brodo come un qualsiasi risotto.
Per rispettare la linea salutista del riso alle ortiche ho mantecato a fuoco spento con un filo d'olio extra vergine ligure e un po di parmigiano e un mulinello di pepe..

Buonissimo

giovedì 8 maggio 2014

Che stanchezza..

Sara' la primavera, sara' che non dormo mai, sara' che quindici giorni di vacanza rallentano i ritmi, saranno le pastiglie che ingurgito, sara' questo senso di incompiutezza ma son proprio stanca..
Sono rientrata a Milano lunedi, dopo tanti giorni in campagna alcuni belli, altri meno, tutti sicuramente pieni di attivita'. Ero contenta di rientrare in ufficio, ma ammetto di aver sofferto un po'.
E' che la tosse ha ripreso a tormentarmi di notte e svengo verso mattina.. Ed ovviamente a quel punto e' ora di alzarsi.. Mi chiedo come Max possa reggere questa situazione.. Non dormo io ma sicuramente tormento anche lui.. E' passato un anno da quando la tosse e' comparsa.. Dodici mesi e poco piu' a tossire.. Nel mezzo un estate ricoverata per una polmonite dietro l'altra, e mesi di aerosol e terapie varie.
In realta' va meglio, respiro meglio, ho un po' meno fiatone, e una saturazione quasi decente.. Ma la tosse e' sempre li, passa solo in piedi! Dovrei diventare uno standig baba, uno di quei santoni indiani che vivono solo in piedi e fan tutto cosi.. Ma io sono poco santona e mi viene sonno uffa ma poi mi appoggio ed ecco quel prurito in mezzo al petto che parte e mi scatena versi orrendi..
Ieri ho fatto yoga, il corso nella grotta di sale che seguo da un po', via di fuga e momento di benessere irrinunciabile.. Abbiamo lavorato sul fuoco con mudra e mantra che mi hanno aiutato a concentrarmi e, miracolosamente, a non tossire... Perche' si! E' proprio infame la tosse! Se riesci a concentrarti su altro non tossisci.. Se riesci a non pensarci va meglio..
Appena sei invece in un contesto in cui vorresti non tossire eccola li.. Dispettosa come non mai.. E' frustrante perche' e' un disturbo sciocco, tutti mi dicono "ma con quello che hai passato cosa vuoi che sia", ma ti limita, ti logora il sistema nervoso e impedisce una vita sociale normale.. Soprattutto, sembra fatlo apposta, compare a casa, la sera, quando io e Max siamo tranquilli e vorremmo chiacchierare e raccontarci.. Che rovinafamiglie la tosse.. Una femmina odiosa, anche peggiore di quelle donne insidiose che flirtano con gli uomini delle altre.. Ma Max resiste e mi fa i massaggini sulla schiena!! E sa' che passera' e che torneremo a dormire, a poter stare abbracciati sul divano senza che io dopo due minuti attacchi a tossire, a baciarci come gli adolescenti a lungo fino a rimanere senza fiato (che nel mio caso, al momento, significa pochi secondi).. Vabbe, sara' meglio andate in ufficio ora..



lunedì 28 aprile 2014

Che bella domenica...

Scrivo poco in questi giorni, presa da mille attivita', riflessioni, progetti e sogni piu o meno realizzabili e qualche momento no e tanti si come l'alternanza di giornate di sole e pioggia di questi giorni. Questa mattina pero' ho poltrito un po' a letto mentre Max e' sotto a lavorare ed eccomi con la voglia di fare un giretto sul blog..
La prima settimana di vacanza si e' conclusa con una bellissima giornata anche se piovosa e freddina..
Una rimpatriata di amici con non vedo mai.. 17 tra grandi e piccoli da Torino e Alessandria intorno a un tavolo, un biliardino e pericolosissime freccette..
Un pranzo nel nostro granaio con le vetrate nuove (fondamentali dato l'acquazzone!) e un sacco di cibo e dolci..
Il menu era semplice, costruito per non perdere nemmeno un minuto della compagnia e dover fare le scale una volta sola (che con il mio fiato corto non e' un dettaglio trascurabile).. Ma comunque direi abbondante data la quantita' di cibo rimasta comunque dopo i bis e i tris fatti.. E concluso con pastiera  fatta con la ricetta orginale della mia suocerina napoletana, due vassoi di cannoncini di Zoccola (pasticceria fantastica alessandrina, i migliori cannoli d'Italia - altro che Panarello!) e un uovo di cioccolato e frutta secca fatto da Benedetta sul quale i commenti estasiati non sono comunque esaustivi..
Tra le varie cose salate ecco la ricetta del plumcake salato e della focaccia di cipolle che tanto successo hanno riscosso e del quale Elisabetta e Simona reclamavano la ricetta:

Plumcake:
180 gr di farina
1 bustina di lievito per torte salate
Sale
Due zucchine medio grandi
Un cipoollotto
3 uova
100 ml di latte
100 ml di olio evo leggero
50 gr circa di parmigiano grattuggiato
Una manciata di menta fresca tritata

Mescolare prima gli ingredienti secchi e poi a parte latte olio e uova sbattute.
Unire alla farina e lievito e sale il mix di latte e uova, aggiungere le zucchine grattuggiate, il parmigiano e la menta. Mescolare velocemente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake e infornare a 180 gr per circa mezzora o comunque fino a che non sia ben dorato e, inserendo uno stecchino di legno, questo esca asciutto.
Io l'ho servito accompagnato ad una ricotta di pecora affumicata ma secondo me e' un buon accompagnamento per formaggi freschi morbidi o prosciutto crudo..

Focaccia di cipolle

350 gr di farina manitoba
Una bustina di lievito di birra secco
Un cucchiaino di sale
Tre cucchiai di olio
200 ml d'acqua
Un cucchiaino di zucchero
4/5 cipolle rosse giovani per la farciturs


Premesso che io faccio l'impasto con la macchina del pane e quindi a temperatura controllata la logica e comunque la stessa se fatto a mano.
Bisogna impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto elastico e lasciarlo lievitare in un luogo tiepido coperto per un ora e mezzo.
A quel punto dovrebbe aver raddoppiato il suo volume ed e' pronto per essere rilavorato.
In una teglia rotonda (io ne uso una in rame zincato di circa 50 cm di diametro) ben unta di olio stendo la pasta e la coporo con un panno e lascio rilievitare per altre due ore il un ambiente tiepido (se la temperatura della cucina non fosse giusta una soluzione puo essere mettere la teglia in forno spento ma con la luce accesa)
A quel punto farcisco con le cipolle affettate finemente e abnondante olio a filo e sale a mulinello e cuocio a 220 gradi per circa venti minuti o fino a che ben dorata

domenica 20 aprile 2014

Storie di scelte e di donne..

Per un progetto nuovo sto raccogliendo le storie di alcune persone..
Una di queste mi ha colpita particolarmente per la forza della sua testa e della sua liberta' di scelta..
Ha saputo dire no contro ogni consiglio e esortazione ad una terapia che rappresentava dei rischi ma sembrava anche l'unica via possibile  e il destino, dio, la fortuna, o forse la sua anima l'hanno premiata.
La forza di chi e' andato vicino alla morte, ne e' stato consapevole ed oggi e' qui e' enorme e nello stesso tempo piena di fragilita'.
Fai un percorso difficile, quasi impossibile a pensarci a mente fredda, obblighi chi ti e' vicino a farlo con te, e ne esci con le ossa dell'anima rotte.
Se riesci a rimetterle insieme pero' saranno piu' forti, forse meno sensibili, come un po' anestetizzate ai dolori della vita, ma piu abili nell'adattarsi alla forza del vento..
Chiara si e' ispirata alle teorie del dottor Hamer.
Hamer dice che "...forse non c'è nessuna cellula impazzita ma che la malattia è una semplice reazione biologica ad un avvenimento che l'ha preso in “contropiede”. 
Chissa', ci ho pensato molte volte anche io e ne sono abbastanza convinta. Temo sia successo questo anche a me e che poi il pensare, scrivere, riflettere, parlare e accettare le mie debolezze, le mie insicurezze e le mie forze siano stati un aiuto enorme verso la guarigione, Solo che la vita e' fatta di tante cose che ci prendono in contropiede e dobbiamo arrivare a costruire un noi stessi cosi solido da poter affrontare tutto senza lasciare che tutto cio ci possa sopraffare.


domenica 13 aprile 2014

Sfumature di grigio

Cielo grigio e una consapevolezza che mi tramortisce. La vita e' fatta di sfumature di grigio, infinite, dal piu cupo e quasi nero al chiarissimo grigio perla..
Ero una da bianco e nero, senza le sfumature in mezzo ed oggi sto faticosamente imparando ad accettare questa gamma di grigi che invade tutto intorno a me.
Il mio fisico, i rapporti con le persone, la vita di coppia..
Mi piacciono di piu' i colori pero! Il trucco e' riuscire ad abbinare il colore giusto a ciascun grigio. Cacciare dalla propria vita coloro che rendono certi grigi un po' piu intensi e accettare qualche abbinamento che non ci piace troppo ma che rientra nell'armonia del tutto.
La vita va avanti cosi, con sbalzi di colori e momenti di vuoto e io serpeggio e mi destreggio e cerco di dare un senso a tutto. Anche a cio' che per me e' difficile da accettare.
Chi ci circonda ha quasi sempre due facce e due colori.. Lo so e lo accetto. Spesso non e' voluto, non e' cattiveria o mancanza di affetto sincero ma semplicemente modo di essere, natura intrinseca e difficilmente modificabile..
E so che dentro di me posso trovare tutte le sfumature che voglio prendendo solo il buono di cio che mi circonda e ignorando il resto.

domenica 30 marzo 2014

Riflessioni sul cordone ombelicale

Un sabato dedicato all'associaione ed agli approfondimenti sulle tematiche del trapianto.. Una giornata trascorsa al patient, family and donor day e poi serata di cabaret dell'associazione.
La giornata e' stata piena di stimoli, mi ha portato a sviluppare l'idea di un progetto di cui vi parlero' e a riflettere su molti temi.
Il primo di questi non riguarda me o la mia malattia ma la scelta consapevole che poche donne fanno.
Mi sono resa conto di quanta poca informazione ci sia e soprattutto di quante distorti siano i messaggi.
Ogni bambino che nasce porta con se oltre alla nuova vita un bene prezioso. Il suo cordone ombelicale.
Oggi la maggioranza dei cordoni vengono semplicemente buttati. Qualche mamma piu' attenta e benestante si attiva per la conservazione in una banca privata, presa da informazioni poco dettagliate sul fatto che potrebbe essere una sorta di assicurazione salvavita per i propri figli. In realta' e' molto difficile che sia cosi (se il proprio figlio si ammala probabilmente gli servira' il cordone di un altro donatore e non il proprio..) mentre e' probabile che, se messo a disposizione della banca del cordone, possa salvare la vita a qualche altro bimbo nel mondo.
Non e' ancora una pratica diffusa, sono pochi i centri attrezzati e l'impressione che ne homtratto ieri e' che ancora poca informazione venga fatta nei reparti maternita'. Io non ho figli, ma sentire le storie di ieri mi ha fatto ancora piu' rendere conto dell'importanza di un gesto che non costa veramente nulla (molto meno impegnativo che essere donatore di midollo osseo). Perche' non farlo tutti, sempre e non pretendere in massa che gli ospedali si attrezzino.
A differenza delle banche private, poco sicure, costose e veramente quasi senza senso se non utili a placare l'ansia di una madre che cerca di proteggere i suoi cuccioli i ogni modo, la banca internazionale e' super certificata, organizzata e efficace nell'aiutare i bambini nel mondo.
ADISCO e' l'organizzazione che si occupa di fare informazione e supporto e l'EBMT, insieme a Beat  leukemia hanno realizzato un video che spiega ai bambini e alle mamme cosa succede ed a cosa serve.. Si chiama the lulla's journey e lo trovate su youtube/beatleukemia
Spero che se ne parli dai ginecologi, nelle scuole e tra le mamme.. Ogni mamma e' terrorizzata dall'idea che il proprio bambino si possa ammalare di leucemia o di qualche altra malattia curabile con il trapianto ma, proprio per questo, una scelta consapevole al momento del parto diventa quasi una scelta dovuta..
Vedere i bimbi che hanno realizzato il video, vedere il lavoro appassionato delle associazioni e dei medici e rendermi conto che un tesoro di cellule salvavita viene il piu' delle volte buttato mi sconcerta.
I numeri oggi sono cresciuti, ma purtroppo per vari motivi solo il 12% dei cordoni donati possono essere effettivamente "bancati" e conservati.. Solo aumentando al massimo la quantita' si puo' riuscire a far crescere i numeri e le possibilita' di trovare una compatibilita' per un bimbo malato.

venerdì 28 marzo 2014

Donor and family day.. Domani in aula magna dell'universita'

Venti gradi.. Sole stulendo.. Max e' gia' in campagna!
Io son qui ma in fondo felice di esserlo comunque..
Domani c'e' la giornata dei pazienti, donatori e medici in apertura dell'EBMT (convegno europeo del trapianto di midollo) e io e Clelia saremo li come associazione sponsor .. E' tutto organizzato da un caro amico medico e ci sara' tanta gente che conosco e che mi ha regalato tempo e attenzioni.. Certo.. Fosse stato grigio sarebbe stato meglio ma...

E alla sera, se sopravvivo, serata di cabaret con i comici di zelig e colorado organizzata dall'associazione al teatro di via osoppo...
Qualche risata per finire un sabato milanese anomalo..
Se qualcuno volesse venire mi faccia sapere!

Ora pappa, film e nanna in vista della giornata impegnativa!

domenica 23 marzo 2014

E' primavera.. Si mangia sano

Una marea di cibi mi scatenano strane reazioni, i pollini viaggiano nell'aria e l'insieme scatena occhi rossi starnuti e attacchi di tosse.. Perche' di solito invece sono il ritratto della salute!!! 
Ma la primavera e' arrivata con tutte le sue cose buone, con la voglia di mangiar sano ed io, nel we, mi sono scatenata con la mia personale versione di cucina sana.. Ossia sempre super golosa..
Tagliolini freschi con agretti acciughe e aglio, crostata di frolla all'olio con marmellata di fragole e rabarbaro, barrette homemade ai cereali, adparagi con salsa alla senape e uova ...
Le barrette mi danno pero' particolare soddisfazione! 
Avevo un sacco di cereali in fiocchi aperti ma, avendo temporaneamente quasi eliminato il latte, mi domandavo cosa avrei potuto farmene..
Ed allora ecco la barretta svuota pensile..
50 gr di burro o margarina 
50 gr di zucchero o due cucchiai di fruttosio liquido (per essere piu sana ho usato questo)
2 cucchiai di sciroppo d'acero
Un oizzico di sale 
Frutti rossi disidratati
Zenzero candito a pezzettini
Fiocchi di cereali circa mezzo sacchetto
A piacere si possono aggiungere:
Frutta secca sminuzzata (noci, nocciole, mandorle)
Gocce di cioccolato fondente
Datteri tagliuzzati

In un pentolino a fondo spesso ho fuso il burro, lo sciroppo di fruttosio e lo sciroppo d'acero, in una ciotola ho mescolato tutti gli ingredienti e li ho stesi in una teglia foderata con carta da forno.
Ho cotto in forno a 180 gradi per quindici minuti.
Ancora caldo ho inciso con il dorso di un coltello la superficie creando dei quadrotti e ho lasciato raffreddare. Una volta freddo ho spezzato i quadrotti ormai duri... E domani spuntino in ufficio

giovedì 20 marzo 2014

Esperimenti vegani dopo un po di sano shopping alimentare

Terminato il lavoro ho fatto un salto nel nuovo tempio del cibo milanese: eataly smeraldo.. Dove c'era un bel teatro, memoria di tante serate e emozioni ora c'e' cibo.. E va bene, si sa', io adoro il cibo ma onestamente avrei preferito che li rimanesse un bel teatro..
Comunque cosi non e' stato e io non potevo non fare un giro in questa versione bianca e un po hitech del bel market slowfood che conoscevo a Torino.
Ne sono uscita con un paio di cose che non si trovano sempre.. La carta fata e uno zucchero profumatissimo balinese prodotto con i fiori del cocco..
A casa ho iniziato a pasticciare, motivata a creare un dolcetto light e quasi vegano...
Ne e' uscita una crostata con le mele gustosa e sfiziosa..

100 gr di farina di kamut
100 gr di farina 00
40 gr di farina fioretto di mais
2 cucchiai da tavola di estratto di dattero (ma va bene anche il miele secondo me. Io ho usato questo perche', da che l'ho comprato al natura si in un altro raptus di sana alimentazione, non ero ancora riuscita ad usarlo)
50 ml di olio di semi
Succo di frutta qb
Due mele
4 cucchiai di marmellata di limoni
Scorzette di arancia  candite
Un cucchiaino di zucchero di bali

Ho miscelato gli ingredienti secchi, unito lo sciroppo di dattero e l'olio e un po di succo fino ad ottenere un impasto morbido ma compatto (come il pongo per chi se lo ricorda)..
L'ho steso nella teglia e lasciato riposare in frigo per un oretta.
Nel frattempo ho tagliato sottili le mele, le ho mescolate con la marmellata di limone. Ho farcito la base della crostata, guarnito con le scorzette (che avevo fatto qualche giorno fa) e cotto a 180 gr per mezz'ora circa...
Super leggera ma niente male..



mercoledì 19 marzo 2014

Ommmmmm

Sono arrivata a yoga con la tensione di un attraversamento cittadino fatto a capicollo..
Milano bloccata dallo sciopero dei mezzi ed io ero in associazione, dalla parte opposta della citta'.. Ma con guida sprint e attraversamento del centro (l'ecopass non era attivo) in mezzora ero dentro la grotta di sale a respirare e fare esercizi yoga... Che fatica pero' concentrarsi sul respiro, su ogni singolo muscolo, sul fluire dei pensieri e sul loro uscire dalla mente ad ogni espirazione...
Pian piano ho ripreso ritmo, ampliato i polmoni, rilassato i muscoli e preso consapevolezza..
Yoga in fondo e' questo: acquisizione di consapevolezza di se ed io mi rendo conto di aver fatto un lungo percorso a questo riguardo.. Me l'ha insegnato l'isolamento, me lo ha insegnato lo stare sola a lungo, in silenzio, me lo ha insegnato il mio corpo che pretende ascolto e cosi, pian piano ho imparato ad escludere il rumore esterno della vita e a ascoltare il vivere interno...
Nella consapevolezza di me c'e' pero' tutto l'inconsapevole del mondo.. Sono arrivata qui e non so bene come ma e' palese ai miei occhi come mi sia facile oggi, in pochi respiri, far sparire i pensieri, come sia diventata capace di focalizzare lo sguardo su immagini luminose e positive. Anche in passato avevo fatto yoga ma ammetto di aver sempre avuto molte difficolta' a lavorare sulla mente.. Facevo gli esercizi, scioglievo i muscoli, ma non decomprimevo veramente la testa.. Oggi la testa lavora meno (saranno i neuroni fulminati dalla chemio che operano in risparmio energetico?) e con qualche mudra e mantra e pochi profindi respiri mi e' piu' facile cancellare i pensieri... E non tossisco nemmeno tanto...
Insomma, son fiera di questa nuova capacita' acquisita ed io, discontinua in qualsiasi attivita' fisica nella mia vita, oggi non rinuncio mai al corso di yoga e chi gong..

Om  Nama  Shivaya

giovedì 13 marzo 2014

Visita midollo e relax...

Ed anche il midollo dei quindici mesi e' fatto... Gli esami vanno bene, i primissimi esiti del prelievo di midollo sembrano buoni e tutto ci fa ben sperare.. Soprattutto la faccia a bolle dovrebbe essere la conferma che la graft e' attiva e, come mi rende "colorata e a pois", dovrebbe schiaffeggiare quelle celluline pazze che vagano ancora qua e la..
Il dottore che mi ha fatto il orelievo e' stato fantastico... Una manina veramente delicata.. E quindi, meno provata del solito, dopo un po di riposo sono partita per una passeggiata... Pian piano sono arrivata a Palazzo reale per vedere la mostra su Klimt...
Premessa: io adoro Klimt, da sempre.. Lo trovo cosi moderno e sensuale..
La mostra pero' e' cosi cosi.. Ci sono alcuni pezzi bellissimi e poco noti ma in generale mi aspettavo qualcosa in piu.. Pochi quadri suoi.. Molte cose di altri autori dell'epoca ma poco interessanti..
Pero' i girasoli valgono la visita... Ed anche Adamo ed Eva e dopo la pioggia... Bellissimi..
Ma il piacere di assaporare una mostra in un caldo pomeriggio di marzo, senza lo stress dei tempi, del lavoro, e quel senso di liberta' assoluta e' impagabile...


lunedì 10 marzo 2014

Basta non guardarsi allo specchio ...

Che faccia accidenti!
La graft e' beffarda e pure un po stronza... L'unica zona dove e' proprio incattivita e' la faccia... Occhi gonfi, chiazze rosse, ponfi e dei punti in cui la pelle e' dura come sui talloni dopo un anno senza pedicure...
Lasciamo perdere il lato estetico e non guardiamoci allo specchio... Ma la rottura e' che con queste giornate bellissime diventa difficile godersi l'aria aperta..
Il week end e' stato meraviglioso , sole, caldo aria pulita... Con una coppia di amici abbia o fatto passeggiate, giri per cantine e pappa buona.. Ovviamente con cappello, protezione cinquanta e fuga in casa nelle ore in cui il sole era piu forte..
Pappa limitata pero'.. Da un po' mi vengono strane reazioni allergiche e a suon di esperimenti sto cercando di capire cosa non posso piu mangiare.. Una vera impresa per una come me che non mangia mai una sola cosa ma crea sempre mix arzigoggolati...
Questa sera pollo e verdura che detto cosi fa anche tristezza ma invece (checche ne dica Max che non ama le cosce) era proprio gustoso..

Cosce di pollo con patate e zucchine..
Una coscia di pollo grandina a testa
Una patata media a testa
Un paio di zucchine medie a testa
Due spicchi d'aglio
Mezzo bicchiere di vino bianco
Guanciale si maiale a dadini (circa 50 gr)
Olio
Sale

In un tegame capiente ho rosolato le cosce prima dal lato della pelle e poi dall'altro (in questo modo posso mettere poco olio perche' la pelle rilascia gia' il suo grasso) ho unito il guanciale e l'aglio e lasciato dorare bene il tutto. Ho sfumato con il vino bianco e lasciato evaporare la parte alcolica. A quel punto ho unito patate e zucchine tagliate a bastoncini e ho lasciato cuocere a fuoco bassissimo per quaranta minuti.
Ho scoperto, lasciato restringere e colorire e servito.. Buono e niente tosse! Ci vorrebbe un dolcino uff adesso..


martedì 4 marzo 2014

Perche' la vita e' emozioni...e vizi..

Un abito in pizzo, lungo, color crema, meraviglioso da ieri sera domina la mia cabina armadio in tutto il suo splendore... Non ci sta da nessuna parte, ha una lunghezza prepotente, e quindi per ora e' appeso sulla porta.. In bella vista..
E' utile? Mmm direi proprio di no.. Non ho nemmeno occasioni programmate in cui potrei mai pensare di indossarlo...
Ma da gioia? Si, tantissima! So che sono veniale, da brava torella anche un po' materiale, ma a me certe cose danno emozioni..
Come e' arrivato li? Che storia ha?
E' stato probabilmente amato dalla donna che lo ha acquistato, la persona di cui ho gia parlato e che ci ha permesso di fare questa meravigliosa vendita di abiti per l'associazione.. Poi ha viaggiato tra una casa e l'altra ed e' arrivato nella cabina armadio in cui l'ho trovato. Quando l'ho visto e' stato colpo di fulmine ma la parte razionale di me ha detto " non mi serve proprio..."
Ma poi e' arrivato il mio fantastico papa'.. Raccontandogli della vendita, di altre cose prese li grazie a un suo regalo ma sicuramente piu utili nella mia vita quotidiana, delle cose bellissime che ci sono, a un certo punto mi ha detto: "prendilo, la mia bambina deve averlo, chiama subito Clelia prima che lo venda..."
La scenetta del "non mi serve, non so quando mai lo potro' mettere nella mia vita easy tra milano e campagna e assolutamente priva di occasioni mondane" non ha avuto senso..
Le cose belle a volte bisogna averle per il puro piacere di possederle.
E poi chissa' magari una sera me lo metto, mi metto i tacchi, accendo due candele e apro un po' di champagne e ce lo godiamo a casa io e max!!
E si, Max ha ragione, sono una figlia unica schifosamente viziata da un papa' innamorato della sua bambina ultra quarantenne, ma i vizi sono belli, vorrei essere brava a darne anche io tanti a chi amo perche' sono coccole che arrivano direttamente al cuore...
Ora sono arrivate le sette, mi devo alzare e andare in ufficio, vestirmi e andando di la lui sara' li pieno di promesse di serate scintillanti e mi guardera' vestirmi un po' più seria..
E penso che dal cielo chi lo ha posseduto stia ridendo a vederlo li.. E ricordera' qualche bella serata in cui hanno giocato insieme..