giovedì 28 marzo 2013

Si torna a casa..

Come sempre per scaramanzia avevo taciuto fino all'ultimo... Finalmente pero' e' ufficiale e oggi pomeriggio si esce.
Sono stati pochi giorni lo so ma il trauma del rientro in reparto, le flebo in continuo (e questa volta anche senza catetere centrale quindi con una media di "buco alla ricerca disperata di una vena decente" al giorno), la famigerata sbobba dell'ospedale, le abitudini ormai riconquistate della vita casa e subito riperse, me l'hanno fatto vivere come un ricovero serio. Psicologicamente piu leggero ma sempre ospedale..
Ma oggi pomeriggio di nuovo fuori a respirare l'aria vera e a cercare di trascorrere una bella Pasqua..
Esco al meglio, valori risaliti, graft sotto controllo, parti basse placate.. Pronta per spignattare un po' per il mio amore..

E quindi ecco la ricettina di un classico dei classici ma che non puo' mancare a pasqua..
Ne propongo una versione con la pasta fillo (l'ho comprata in uno di quei bei negozi di surgelati) ma ovviamente, siccome non e' facilissima da trovare va bene anche della normale pasta sfoglia pronta e le erbe di campo (se le trovo ovviamente)

Un rotolo di pasta fillo o due rotoli di sfoglia
500 gr di erbette o spinaci e erbe di campo come ortiche, tarassaco, germogli di papavero. (Ovviamente, in assenza di altre erbe amare van bene solo spinaci)
250 gr di ricotta (va bene sia di pecora che vaccina a seconda del vostro gusto)
50 gr di parmigiano
6 uova
Noce moscata
Maggiorana
Sale
Pepe
Olio
Aglio

Lavare bene le erbette e farle appassire in un tegame con poco olio e uno spicchio d'aglio e regolare di sale. Una volta morbide ma ben asciutte (piuttosto farle raffreddare e strizzarle a mano) tagliarle finemente e porle in una ciotola.
Cuocere in acqua bollente 4 uova per otto minuti dal bollore e far raffreddare.
Nella ciotola amalgamare alle erbette , due uova, la ricotta ben scolata, il parmigiano, la maggiorana, una grattata di noce moscata, sale e pepe.
Disporre il primo foglio di pasta fillo in una teglia ricoperta di carta da forno. Spennellarlo con l'olio e sovrapporne un altro, spennellare e sovrapporre un terzo foglio. Versare il composto e creare 4 incavi con il dorso del cucchiaio in cui disporre le uova sode sgusciate. Coprire con un foglio di pasta fillo, spennellare di olio e sovrapporne un altro, chiudere i bordi e spennellare con olio e salare. Cuocere 40 minuti a 180 gr.
Nel caso si usi la pasta sfoglia ovviamente non vale il discorso delle sovrapposizioni ma consiglio di spennellare la superficie di olio e sale.
In alternativa inoltre al mix di erbette uova e ricotta e' possibile fare la torta pasqualina a stati disponendo sotto le erbette a cui avremo amalgamato un uovo, maggiorana sale e pepe e sopra la ricotta lavorata con l'altro uovo, il parmigiano, la noce moscata e sale. Le uova in questo caso possono essere sgusciate ancora crude in quattro incavi creati nella ricotta e cotte poi direttamente in forno.
A scelta per gusti e comodità..

domenica 24 marzo 2013

Pioggia e noia al San Raf

Tipico week end in ospedale, ma in fondo credo simile a quello di molti anche a casa... Tempo grigio che, sembra folle, ma influisce anche sullo stato d'animo di chi comunque non avrebbe alternative di gite fuori porta, libro, un po' di tv, tutti i ritmi dell'ospedale rallentati e scanditi esclusivamente dalle terapie, qualche pisolino, un po' con Max e poi un po di noia..
Come a casa in una domenica di pioggia continua a Milano..
L'unica differenza e' che a casa avrei almeno cucinato qualcosina...
Avevo dei bellissimi carciofi di Albenga e avrei sperimentato una ricetta un po' diversa per delle lasagne.

Provo a ipotizzarla ma devo ancora testarla e eventualmente correggerla.. Se qualcuno la prova e mi da un feedback lo ringrazio fin da ora...

7-8 sfoglie di lasagne secche di farro (le ho trovate belle scure e un po granulose dal natura si ma ovviamente vanno bene anche quelle normali)
4- carciofi se possibile anche con il gambo
Una confezione di stracchino da 250/300 gr
Circa 80 gr di parmigiano grattuggiato (ma secondo me bisogna andare un po' a occhio)
Latte qb
Sale
Pepe
Olio
Aglio
Timo fresco

Pulire i carciofi e tagliarli a fettine. Rosolarli a fuoco basso in padella con olio e aglio e un pizzico di sale fino a che siano morbidi ma non sfatti. Frullarli con il mixer.
Sbollentare le lasagne in acqua bollente a cui abbiamo aggiunto un cucchiaio d'olio e, quando semicotte stenderle su un canovaccio pulito.
A parte mescolare lo stracchino con un po di latte al fine di ottenere un composto cremoso ma non liquido e d aggiungere un pizzico di sale e di pepe e il timo fresco a foglioline. Unire la crema di carciofi e assaggiare per un eventuale aggiunta di sale (ma e' da considerare l'aggiunta del parmigiano)
Sporcare con la salsa di carciofi e stracchino il fondo della teglia da lasagne e disporre il primo strato di sfoglie coprire con altra salsa e una spolverata di parmigiano abbondante, proseguire a strati fino ad avere una dose di salsa sufficiente a coprire l'ultimo strato e spolverare anche quest'ultimo con abbondande parmigiano e aggiungere fiocchetti di burro.
Cuocere direi per 25/30 minuti a 180 gr o fino ad una bella gratinatura

Mi sembra piu leggera di una normale lasagna ma molto golosa... Spero.. In attesa di farla aspetto news da qualche sperimentatrice...

Io intanto son tornata al solito panino con mortadella del san raf e due kiwi.. Uff
Ps ovviamente sono senza febbre da giovedi pomeriggio e sto qui solo per un pacco di antibiotici da fare in vena e una tac di verifica del mio amico aspergillus che ha dato un micro segno di movimento.. Dita incrociate sempre sull'uscita..






venerdì 22 marzo 2013

Un bellissimo ricordo riemerso dall'infanzia

C'era una volta la famiglia Bitopilaci, c'era papa' Bibo, mamma Layka e i piccoli Topino e Cicio..
Bibo era un incrocio di tante razze ed esperienze molto somigliante ad un bracchetto, Layka, dall'importante nome della cagnetta mandata nello spazio, era una vigorosa e morbida signora sale e pepe tipo barbone ma con stupende ed uniche orecchie ad elicottero. Topino, era un cucciolo bellissimo ma mai cresciuto, se non nell'immaginario mondo della famiglia Bitopilaci e Cicio un fiero volpino pieno di carattere.
A questi membri della famiglia si sono poi aggiunti negli anni altri personaggi fondamentali come il Biancone, arrivato tra mille peripezie e con un caratterino non facile e dentini belli poderosi, un fisico non proprio sagomato e orecchie marroncine su un corpo bianco e, per ultima, La Ciuffa, in realtà Ciuffina ma piu spesso la Ciuffa, in origine una bella cucciolina tutta nera con un ciuffetto bianco sulla coda e poi una bella ragazza stile labrador.. A creare scompiglio..
La famiglia Bitopilaci e' uno dei piu bei ricordi della mia infanzia. Ero piccola,  i miei genitori avevano appena comprato il negozio ed io passavo le mie giornate nel laboratorio di prodotti per salumifici di mia zia e di mia nonna e mia zia, per intrattenermi senza dover smettere di lavorare, creava ogni giorno questo mondo magico in cui i Bitopilaci vivevano come umani in sembianze da cane tra mille avventure. Ora non ricordo le storie nel dettaglio ma ricordo la trepidazione con cui aspettavo di andare li ad ascoltare le storie dei Bitopilaci.
Grazie zia sono dei ricordi stupendi..
In realta questa massa di pelosi era il piu eterogeneo, buffo e incredibile gruppo di cani mai assemblato:
Bibo era un genio, arrivato prima di me, e' stato il padrone della casa per un po' e mi ha sempre osservato con un certo distacco. Un cane molto piemontes-british con una certa flemma ma capace di scatti e di corse fulminee e strategie geniali. Il giardino dei miei confina con quello della casa di mia nonna dove c'era anche il laboratorio di cui parlavo. Li Layka e Cicio possedevano una cuccia gigantesca che a Bibo piaceva molto ma nella quale non gradiva entrare se gia occupata..
In piu papa non sempre lo faceva passare di la dal cancelletto.. Innanzitutto Bibo ha imparato come superare il primo ostacolo in assenza di qualcuno che gli aprisse il cancelletto: scavalcare la siepe, papa alzava la recinzione e lui come un gatto saliva piu in alto e saltava di la..
Dopodiche doveva far alzare i due legittimi proprietari della cuccia...la tecnica geniale era:
Abbaiata al cancello che significava in lingua canina "postinoooo" partenza dei due che non potevano   assolutamente perdersi una seria abbaiata al postino e Bibo, fulmineo si posizionava al centro della cuccia, bello comodo e i due rientravano ansimanti, delusi per essersi persi il postino e impossibilitati a salire sulla cuccia e passavano il resto della giornata sul pavimento..
Un genio assoluto!
A cui pero devo dire piaceva anche vincere facile perche Layka non era proprio un genio.. Buona buona ma sveglissima no..
Era la cagnona di mia nonna, onestamente uno dei piu brutti incroci mai visti (solo la mia zietta la trovava carina con gli occhi dell'amore). Arrivata a casa non ricordo per quali vie e' cresciuta con Cicio e evidentemente non aveva chiari alcuni principi base. Per cui vedendo Cicio che alzava la gamba per far pipi aveva pensato che fosse l'unico modo per farlo ma, essendo femmina, con una gamba non riusciva ed aveva inventato un modo assurdo per cui si appoggiava con le gambe posteriori ad un albero e le alzava entrambe.. Non ricordo se la facesse anche come le cagnoline normali..
Cicio era un bel cane, il classico volpino, rancoroso e poco socievole. Il suo unico amore era mia nonna... Peccato che quando la nonna rimase lontana per due settimane per un intervento lui fosse cosi' offeso da non rivolgerle lo sguardo per molti e molti giorni.. Rancorosi i volpini!
E poi il Biancone, una specie di tubo bianco con orecchie ritte marrone chiaro raccattato da mia madre (che ha sempre avuto una particolare predisposizione per questo) lungo il viale, sporco, magro tutto acciaccato e portato a casa... Un cane dolcissimo ma con due enormi handicap.. Era epilettico e durante le crisi ha fatto saltare i tendini della mano sia a mio papa' che a mio nonno e un terrore folle di botti e temporali per cui poteva truciolare una porta in cinque tuoni..
Comunque uno dei piu grandi amori della mia mamma
Ed infine la Ciuffa, il mio primo vero cane. Mio proprio mio... Faceva parte di una cucciolata disgraziata che stava su un carretto nel garage di un carrozziere vicino a noi.. Abbiamo sistemato gli altri in altre famiglie diverse e lei e' diventata mia. L'ho vestita, le ho raccontato tutti i miei segreti, i miei pensieri di bambina, l'ho coccolata e vessata come forse solo da bambini si puo fare... Con quella comunicazione senza filtri che ti e' concessa per i pochi anni dell'infanzia mentre un cane vive cosi tutta la sua vita... Ciuffina e' vissuta tanto, io sono cresciuta, andata all'universita a Milano e quel legame si e' modificato.. Ma gli anni dell'infanzia sono stati fantastici, una grande amica silente, un po tontolona, golosa e testarda ma li.. Sempre con me

Il cinque per mille di quest'anno

In un mondo pieno di persone, animali, ambiente che ha bisogno e' difficile scegliere cosa fare.
ma mi sono resa conto che ci troviamo a decidere a chi destinare il nostro cinque per mille all'ultimo momento, e peschiamo i dati di qualche grossa associazione che ci viene in mente li per li.
io, come ormai anche i muri sanno, ho scelto di concentrare il grosso dei miei sforzi sull'Associazione Coviello contro la leucemia perché' ho beneficiato da paziente delle tante cose che ha fatto fino ad oggi, perché la persona che la guida e' una donna fantastica per dolcezza e determinazione e sensibilità' e perché ho la certezza che ciò che viene destinato non finisce a pagare un'infrastruttura ridondante ma per le esigenze del dipartimento di ematologia.
Per chi fosse interessato indico i dati da apporre:


Nei modelli UNICO persone fisiche, 730/1-bis e  CUD  apponendo la vostra firma ed il codice  fiscale  dell'associazione
 
  97175790159   
 
 nel riquadro del volontariato   (per le ONLUS è il primo).

Che emozione ogni volta che una compagna di stanza va a casa..

Saro' io così, sara' l'ambiente ospedaliero, sara' che trovo sempre persone piacevoli e ricche di contenuto ma mi basta poco per affezionarmi un po'..
Bianca oggi e' uscita, anche lei dopo un lungo e difficile percorso e con una situazione non buonissima, ma con una forza e una lucidita', con una determinazione a godersi i figli e il nipotino,uniche. E poi, e' assolutamente vero che le coincidenze esistono, ho fatto le prime fotoaferesi con sua figlia che donava le staminali..
Questo percorso assurdo in cui sono finita ha questo unico pregio (oltre ad avermi fatto ritrovare una taglia 40 che non vedevo dal liceo): conosci persone diverse dal tuo mondo, ne scopri le profondità, le emozioni, le storie belle e brutte e complesse di una vita e ne esci arricchita.
Io in questi giorni mi sento di passaggio.. E' la prima volta che non sono ricoverata per chemio di salvataggio o trapianti vari e psicologicamente questo ha un impatto enorme...
Ora e arrivata un'altra signora e vedremo come andrà la convivenza... Intanto cerco di fare meno rumore quando chiacchero al telefono....


giovedì 21 marzo 2013

Ricominciano le cronache dal San Raf...

... E speriamo durino poco!
Prima giornata piena nella mia vecchia stanzetta, quanti ricordi delle risate con Lucia, delle nostre serate cinema, della sua mamma che le faceva i massaggi, di Roberto...
Ora sono con una signora di Bormio, carina e ipergrintosa ma domani va a casa e arriva un'altra... Sperem..
Devo ammettere che questa notte ho giustificato il ricovero con due bei picchi di febbre a 39,3 e poi piu avanti nella notte 39,8...
Oggi invece meglio... Qualcosa sta funzionando..
Ovviamente, secondo voi, la sottoscritta, nel vasto mondo degli staffilococchi quale ha scelto?
Molti, anzi moltissimi rispondono ad un bell'antibiotico che si somministra in endovena una volta al giorno... Sfebbrata avrei potuto uscire e fare la terapia in DH..
Ma siccome voglio sempre essere speciale, il mio staffilococco e' resistente a questo farmaco e quindi la terapia prevede un bell'antibiotico da tre somministrazioni al giorno quindi si resta dentro per tutto il ciclo...
E nel frattempo il mio maritino, le mie amiche e Clelia sono a tentar di vendere libri in Vincenzo Monti... Peccato che ci sia meno gente del previsto e che, soprattutto i ricconi spesso siano dei "braccini" per non dir di peggio..
Episodio appena accaduto raccontato dalla mia amica assolutamente basita:
Sciura milanese, brillocco da due carati e mezzo, bicchiere di vino e pizzetta gentilemente offerta, da noi, amica che le spiega lo scopo dell'iniziativa e questa dice "bhe grazie magari ci penso!" E se ne va! Ma lasciatemi lo sfogo: ma brutta pezzente se devi ammazzarti per i saldi da Gucci va bene e non hai dieci euro per dare una mano a comprare un ecografo portatile! Certo avrai la governante fissa che cucina e un libro di cucina non ti serve ma lo puoi sempre regalare alla governante! Ok il peggio l'ho detto.. Scusate!
Grazie grazie grazie a chi si e' impegnato ad allestire, lavorare e vendere in ogni modo mentre la sottoscritta e' come al solito qua, bella comoda, al San Raf, a tutti quelli che sono venuti a trovarci, a comprare, o anche solo ad ascoltare cosa cerchiamo di fare tutti insieme
Buona notte a tutti



mercoledì 20 marzo 2013

La leucemia: un thriller!

Vi sarete chiesti perche' non avevo più scritto. Il week end e' stato fantastico, sole bellissimo e a parte la gnagnera da esame del midollo, tutto era perfetto. Domenica neve e nel pomeriggio si scatena l'ira funesta dei bassifondi (non do ulteriori dettagli per decenza). Lunedi day hospital per l'esame del midollo e poi visita.. Febbre (perche non vuoi creare un po di scompiglio e quindi fino alle sei con la spada di Damocle del ricovero..) ma la febbre sembra scendere e ci mandano a casa. Martedi la speranza e' buona perche', a casa,  da mezzogiorno sono stata sfebbrata! Evvai vedo la festa di Via Vincenzo Monti avvicinarsi..
Ma no oggi arrivo qui giusto per esami e visita e, appena tocchiamo il catetere sale la febbre..
Ma tutto tranquillo, sappiamo cos'e' (staffilococco sul catetere), terzo antibiotico e poi a casa.. Ma ancora no.. Un bel 38 e mezzo proprio poco prima di andare a casa.. E quindi si entra..
Uffa voglio il reportage di domani..
Per chi e' a milano c'e' questa bella serata, all'insegna dello shopping e della solidarieta', accompagnato da qualche aperitivo e un bicchiere di vino..inizia alle diciotto..

Son tornata nella mia stanzetta del trapianto.. Che dire.. Confido sia cosa di pochi giorni

Almeno i primi dati del midollo sono positivi..




venerdì 15 marzo 2013

Riflessioni sull'amicizia...

Questo post e' dedicato a cinque persone.. Perche' solo cinque, nel bellissimo mondo di persone che mi circonda e che mi vuole bene, che mi copre di attenzioni e affetto, che mi ascolta, che mi fa ridere, che c'e' sempre, ognuno a modo proprio, non sono state capaci in alcun modo di essere amiche, semplicemente, con onesta', magari affrontando anche le loro debolezze.
Non mi vengano a dire che la malattia fa paura. Lo so, lo fa e tanto, non ditelo a me.. Ma ancora di piu  apprezzo ed ammiro chi supera le paure, le affronta o le dichiara e continua ad esserci solo perche' ti vuole bene. Non posso che essere grata del dono di queste persone.
Chi fa grandi dichiarazioni a voce di amìcizia e poi lascia un amico in un momento di difficolta' e' solo egoista! E questo anno e mezzo mi ha insegnato quanto il tempo sia prezioso e non possa essere sprecato per chi non merita...
Tante persone che leggono il blog mi dicono che talvolta riesco a farli riflettere sul valore di certe cose. Questo mi emoziona e mi gratifica anche se non me ne sento all'altezza. Semplicemente penso che il percorso affrontato mi abbia obbligata a mettermi maggiormente a nudo, a pensare senza i filtri delle convenzioni e della cosiddetta buona educazione ed a godere degli attimi..
Il mio pensiero e' sicuramente molto piu lineare perche' mi sono resa conto che semplicemente non vale la pena avvilupparsi nei pensieri.. La vita e' bellissima, unica e e ha valore per gli affetti che riesci a costruire, per la traccia di te che riesci a lasciare, per le sensazioni che riesci a donare..
Ma, se hai la fortuna di godere di amicizie e affetti importanti impari anche a ripulire, a "scremare", a rinunciare a chi chiede e non da mai, a chi aridamente e' chiuso solo nell'ascolto di se stesso..
Peccato.. Perdere l'occasione di costruire un amicizia in modo piu profondo e' un valore irrecuperabile.
Questo e' l'unico messaggio vero.. Vorrei poter godere al meglio delle persone che amo e cercare di dare a loro tutta la mia amicizia ed il mio affetto.. Perche', e questo non vale solo quando hai una leucemia, la vita puo' riservare tante sorprese e credo che il modo migliore per affrontarla sia non avere rimpianti..

giovedì 14 marzo 2013

Festa di primavera in via Vincenzo Monti

Govedi prossimo, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ci sara' la festa di primavera in via Vincenzo Monti. Dalle ore  18 mille iniziative e sconti da parte dei negozi della via e la presenza di alcune associazioni di beneficenza..
E... Ci saremo anche noi!!!
Infatti il mio piccolo libretto di cucina sbarca in societa' dopo aver colpito amici, parenti, conoscenti e conoscenti di conoscenti.
Insieme all'Associazione Coviello promuoveremo la vendita del libro di ricette del casale del vecchio olmo per raccogliere fondi per l'acquisto di un ecografo portatile per il reparto di ematologia del Policlinico.
Quindi..... vi aspetto numerosi!

Colgo l'occasione di questo post per ringraziare,anche dal blog, tutti quelli che gia' lo hanno preso e che, con il loro contributo, ci hanno permesso di raccogliere oltre 11000 euro che sono stati destinati a tre principali iniziative di umanizzazione delle camere del reparto di ematologia del Policlinico.

Attivazione della rete wifi gratuita
Sostituzione di tutti i televisori nelle camere e nella sala comune
Attivazione dell'abbonamento sky in tutte le camere

Come ben potete immaginare il tempo, nei lunghi ricoveri, non passa mai e queste sono piccole cose che aiutano a distrarsi..



mercoledì 13 marzo 2013

Vattene maledetto!

Inizio ad essere un po' stufa! Il malefico citomegalovirus si ostina a tenere le sue posizioni.. Sono pochi, sparuti come le particelle dell'acqua Lete, ma non mollano... Il gruppo delle infermiere del DH del San Raf continua a dargli litri di antivirale ma loro niente, non mollano e l'ultima guarnigione tiene le posizioni.. Le mie guarnigioni invece crollano miseramente grazie al fuoco amico (il farmaco sembra fare quasi piu' vittime tra gli amici che i nemici...) e quindi io giro come una reduce di Fukushima con mascherina con filtro anche per strada..
Vabbe, comunque nulla mi ferma tra cene da amici (ovviamente sanificati e verificati in termini di condizioni cliniche) e pranzi etnici al mio amato Nu, passeggiate (san raf-casa sette km circa!! Tra milano due e il parco..)  e solita attivita' culinaria..

A questo riguardo, sono in arretrato di alcuni giorni ed ecco una sintesi delle cose piu carine fatte in questo periodo di latitanza dal blog..

Per le amiche che chiedono sempre ricette fattibili e salate ecco un classico alleggerito di una ricetta delle nostre zone:

Involtini di verza

Una verza piccola
Una patata grande
300 gr di salamini (io ho quelli di vacca, del mandrogne, specialissimi delle mie parti) o di salsiccia buona
1 uovo piccolo
Salsa di pomodoro un barattolino piccolo (non deve esserci troppa salsa)
Prezzemolo
Vino rosso
Aglio
Olio evo

Lessare la patata e, nella stessa pentola, sbollentare le foglie di verza staccate delicatamente dal torsolo (servono integre per fare gli involtini)
Una volta morbide, farle asciugare su un canovaccio e togliere con un coltellino le costole piu dure che renderebbero difficile fare l'involtino.
Schiacciare la patata con lo schiacciapatate e mescolare in una ciotola la patata, i salamini spezzettati, l'uovo, sale, prezzemolo e l'aglio tritato.
Con il ripieno farcire le foglie di erza e fissarle con uno stecchino.
In padella rosolare un altro spicchio d'aglio (intero) con un filo d'olio, rosolare gli involtini, sfumare con mezzo bicchiere di vino rosso e far sfumare bene per far evaporare tutto l'alcool. Unire il pomodoro e far cuocere piano per circa venti minuti.
E' una cosina casalinga, semplice, saporita e completa..


Dopo di che, a parte queste cosine per cena (anche perche' se propino a Max ancora qualcosa di etnico mi picchia e con le mie piastrine sai che lividi!) sto testando tutti i dolci del libro di Sal De Riso! Per chi non lo conosce dico solo che e' un fantastico pasticcere della costiera amalfitana che magari avrete visto alla prova del cuoco.. Noi ci siamo andati apposta, scendendo a piedi da Ravello e sbucando affamati nella piazzetta di Minori dove c'e' la sua mitica pasticceria e ne siamo rimasti estasiati.
Per ora ho testato due ricette e questa volta, contrariamente alle mie abitudini, non ho vambiato nulla e seguito pedissequamente gli insegnamenti del maestro..

Fantastiche entrambe.. Eccole sperando che la Rizzoli non mi faccia causa..

Caprese al limone

100 gr di olio evo
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle pelate
180 gr di cioccolato bianco
30 gr di scorzette di limone candite
1/2 baccello di vaniglia
1 limone costa d Amalfi
5 uova intere
60 gr di zucchero
50 gr di fecola di patate
5 gr di lievito in polvere per dolci

Frullare le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia. A parte grattuggiare il cioccolato. In una terrina montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume.
A parte unire la miscela di mandorle e zucchero al cioccolato, alla fecola setacciata con il lievito. Miscelate e unire l'olio e alla fine le uova mescolando delicatamente dall'alto verso il basso. Versare in una tortiera imburrata e infarinata con fecola di patate di 22 cm e infornare a 200 gradi. Dopo 5 minuti abbassate la temperatura a 160 gradi e cuocere 45 minuti.
Far intiepidire nella teglia e sfornare solo quando tiepido. Far riposare qualche ora e spolverare con zucchero a velo..

Budino al panettone in salsa all'arancia (secondo me pero' vale la ricetta anche per la colomba)

500 gr di latte fresco
5 uova intere
75 gr di zucchero
400 gr di panettone
1/2 bacello di vaniglia
1/2 limone costa d'amalfi

Per la salsa

200 gr di fettine di arancia non trattata tagliate sottilissime
100 gr di zucchero

Portare a ebollizione il latte con la scorza di limone e la vaniglia. A parte sbattere le uova  con lo zucchero e unire a filo il latte bollente filtrandolo attraverso un colino. Deponete sul fondo dello stampo da budino il panettone a pezzetti e versare sopra la midcela di uova e latte. Porre lo stampo in un bagnomaria di acqua fredda  e mettere in forno a 160 gr per 45 minuti. Se l'acqua bollisse aggiungere un po' di acqua fredda al bagnomaria.
Togliere il budino dal forno e farlo riposare nel suo bagnomaria fino a che non sia raffreddato. Dpo di che metterlo in frigo a + 4 gradi.
Mettere in un padellino le fettine di arancia con lo zucchero facendole candire e facendo rapprendere lievemente la salsa.
Sformare il budino, decorararlo con le scorze d'arancia e versare la salsa d arnace.

Entrambe fantastiche!





sabato 9 marzo 2013

Riflessioni sulla vita..

Che sia il cortisone, che sia il senso di precarieta', che sia la speranza nel futuro che, come diceva Aristotele, e' solo un sogno ad occhi aperti, che sia il mio innato ottimismo, che sia che in fondo mi sento felice ma vivo ogni istante come se fosse una nuova scoperta..
In fondo da giorni mi sembra di non voler pensare alla malattia, soffro nel non pensare troppo a progetti futuri ma sono scaramantica e cerco di trattenermi e godo l'attimo come sempre..
Mi chiedo se sia sensato, se non ci sia un percorso di negazione, e poi mi guardo intorno e vedo tutte quelle persone costantemente infelici per il nulla, incapaci di gioire di ciò che vivono quotidianamente e mi dico che sono loro a sbagliare, ad essere cechi di fronte alla vita..
Questo week end sono sola (si fa per dire) a Milano e, per quanto mi manchi la mia bella routine familiare mi sto godendo i ritmi del fine settimana..
Mercato di "campagna amica" dietro casa dove ho contrattato con un bresciano della val camonica su verze, spinaci, tarassaco e patate, un po' di shopping in vista della primavera, passeggiata e commissioni, pranzo con un amica a raccontarsela come secondo me solo le donne sanno fare e giro al parco con lei arrampicata sul castello da arrampicata dei bambini..
E poi i miei pasticci in casa.. Lavoretti, cucina, l'ispettore Barnaby (uno dei miei telefilm preferiti anche se poi spesso mi fa dormire, ma forse e' questo il suo bello!!)...

Come spesso in questo periodo faccio dolci..
Uno va ultimato e lo sfoggero' domani a pranzo con papa' (una delizia di budino, ma quello vero con le uova e cotto a bagno maria e le arance caramellate.. Ricetta di Sal de Riso che postero' dopo l'assaggio - magari mi e' venuto una schifezza) e poi, per sentirmi meno in colpa, biscotti sanissimi, ma che piu' sani non si puo'!!!
A primo assaggio, abituata a quei bei biscotti burrosi che faccio di solito, al telefono con un'amica mi e' scappato " certo che 'sti biscotti sani saran sani ma non sanno di niente!". Poi pero', lievemente raffreddati e non a mille gradi perche' appena usciti dal forno li ho rivalutati.. E quindi vi propino la ricetta visto che son sani sani sani!

Biscotti all'uvetta

250 gr di farina semiintegrale (ovviamente l'ho presa al mercatino di questa mattina dell'aziendina agricola bresciana suddetta)
50 gr di semola
200 gr di uvetta
40 gr di olio extravergine
160 gr di latte (per gli intolleranti al latte la ricetta originale prevedeva uguale dosaggio di bevanda di soia ma mi sembrava veramente eccessivo nel mìo caso)
14 gr di lievito per dolci
1/2 cucchiaio di curcuma
1/2 cucchiaio abbondante di vannella
1 bacello di aniglia
1 puzzico di sale
120 gr di malto di riso bio (si trova nei negozi di prodotti naturali tipo Natura si)

Miscelare tutti gli ingredienti secchi setacciando il tutto in una ciotola. In un altro contenitore mescolare bene gli ingredienti liquidi e versare su quelli secchi e amalgamare bene. Formare delle palline (l'impasto resta un po' appiccicoso ma non preoccupatevi) e posizionarle sulla teglia coperta di carta da forno. Schiacciarle per appiattirle, cospargerle di zucchero di canna e infornare a 170 gr per 12/15 minuti e comunque fino a che sono ben dorati.

SANISSIMI e direi quasi vegani a parte il latte...
E poi l'uvetta e' energetica, con proprieta' depurative e ricostituenti, la curcuma e' un potente antiossidante, la farina semintegrale e' ricca di fibre, ci sono pochissimi grassi e niente uova ed il malto e' un dolcificante particolare con un  retrogusto di caramello ed e' un concentrato di zuccheri complessi che vengono assimilati lentamente dall'organismo senza creare picchi glicemici (mi do un tono con le info recuperate dal sito Guerrilla gardening...
Non e' che possono anche essere stra golosi ma devo dire che da colazione non sono niente male!
Tranquilli pero' se il budino e' buono come penso domani mi rifaccio con una ricetta bomba di uova, zucchero etc...


giovedì 7 marzo 2013

Sola soletta a Milano...

Max e' partito.. E mi sembra così strano non averlo qui.
Siamo così affamati di tempo da recuperare che cinque giorni passati così sembrano un po' sprecati.. Pazienza, i valori ematici e l'esigenza di terapia e trasfusioni non mi permettevano di partire! Ma mi sono organizzata e, non potendo andare con lui nelle Marche, approfitto per vedere tutte quelle amiche che non riesco mai ad incontrare in settimana (qualcuno lavora anche, del resto!)..
Domani si comincia facendo un po' di "consulenza d'arredo" ad un'amica,  bieca scusa per farsi scarrozzare in giro in negozi che adoro e poi cenetta io e lei a casa..
Per portarmi avanti ho anche già preparato le mini cheese cake al cioccolato (alla faccia del mio 8,9 di emoglobina) perché' ogni scusa, anche la concomitanza con una cosiddetta festa, e' buona per un po' di consolatorio, cremoso, fantastico cioccolato con la crosticina di biscotti sotto....
(SPECIFICO: io odio la festa della donna, giorno in cui credo l'unica cosa che abbia senso sia urlare ancora più forte no alla violenza sulle donne, no all'indifferenza verso le donne, no alla paura che molti uomini hanno delle donne, no alle donne che vogliono essere uomini, no alle donne che hanno paura di essere se stesse, no a quel muro di gomma che ancora si vive nelle aziende, nella famiglia, anche in una cosiddetta città' moderna come Milano..)
Io intanto, che son circondata per mia fortuna da uomini e donne intelligenti, rispettosi, e senza barriere mentali, per "festeggiare", domani, mi regalo due belle sacche di sangue  e così son pronta per il week end intenso..

Ecco invece la ricetta della cheese cake di stasera..
Versione un po' semplificata rispetto ad altre perche', come spesso accade ho deciso di farla alle sette ma non avevo tutti gli ingredienti che avrei voluto in casa.. Ps io ne ho fatta 1/3 della dose perche' ho preparato 4 monoporzioni ma queste sono le dosi necessarie per una tortiera da 22 cm.. E nel mio caso le servo nelle cocottine direttamente senza sformarla..

180 gr di biscotti secchi
100 gr di burro
500 gr di philadelphia classico
100 gr di cioccolato fondente (siccome ne avevo poco io ho fatto meta' gianduia e meta' fondente)
100 gr di zucchero a velo
200 ml di latte
75 gr di maizena
2 uova medie

Sciogliere il burro, tritare i biscotti nel mixer, amalgamate i due ingredienti nel mixer e compattare nello stampo a cerniera rivestito di carta da forno. Far riposare in frigo per mezz'ora. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato. In una ciotola montare con le fruste o la planetaria il philadelphia con lo zucchero, la maizena setacciata, le uova, il latte e il cioccolato fuso fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Versare l'impasto nello stampo e cuocere a 170 gradi per 50 minuti. Far riposare almeno 3 ore in frigo. Io la vorrei servire con una salsina di lamponi freschi..

Ps alla fine ho cambiato idea ed ho candito con zucchero e miele un arancia non trattata affettata sottilmente e con le fettine ho decorato le mini chees cake..





lunedì 4 marzo 2013

Nuova terapia in vena contro il citomegalo...

Per non farci mancare nulla abbiamo avuto la conferma che il citomegalovirus (che detto così fa molta impressione e se effettivamente fatto crescere e' un vero bastardo) si e' riattivato e quindi, pur se in fase iniziale, va bloccato in modo aggressivo..
E quindi nuovo bombardone per bocca e in flebo da fare tutti i giorni due volte al giorno (cosi posso andare avanti indietro dal San Raf, esperienza nuova..).
Salta, almeno per me, l'unico programmino fatto in questo periodo; viaggetto di cinque giorni nelle Marche... Max deve andare per lavoro e dovevo seguirlo, vedere degli amici che son giù ma pazienza.. Ormai siamo abituati che i programmi non si possono fare..
Restero' a Milano sola soletta e bella tranquilla in casa visto che i valori faranno schifo..

Meno male che il week end e' stato bellissimo tra una pizzetta al metro, cena a casa con amici e passeggiata in collina sotto il primo sole primaverile.

E, visto che sono appena stata sgridata perche' propongo ricette impossibili da replicare, riporto le ricettine fatte sabato sera perche' piu' classiche e tipiche..

Gnocchi salsiccia e pomodorini

600 gr di patate
100 gr di farina piu' quella necessaria per formare prima la palla e poi i gnocchi sul tagliere.
Un uovo
Un pizzico di sale
200 gr di salsiccia
Un barattolo di pomodorini ciliegia in conserva (io ho usato la mia ma ce ne sono di ottime in commercio)
Una cipolla piccola

Lessare le patate con la buccia e schiacciarle in una ciotola capiente con lo schiacciapatate ancora calde (non togliere la buccia, restera' nello schiacciapatate. Perche' ustionarsi senza motivo!). Far raffreddare. Quando le patate schiacciate saranno fredde unire l'uovo, il sale e la farina setacciata. Impastare velocemente e creare una palla elastica ma morbida. Vi sembrera' molto morbida ma secondo me quelli fatti in casa son buoni cosi. Io, prima di procedere a formare i gnocchi, faccio una prova cottura creandone uno e lessandolo. La quantita' di farina infatti dipende molto anche dalle patate ed e' impossibile dare un dosaggio certo. Ovviamente, qualora la prova si sfaldasse aggiungere un po di farina all'impasto. A questo punto tagliare pezzi di impasto, formare dei cilindri sul tagliere   infarinato  e tagliare a pezzi di circa un centimetro. Volendo rotolare sulla forchetta. (Io son pigra e non lo faccio, anche perche' essendo molto morbidi li preferisco piu cicciotti). Proseguire fino a terminare tutto l'impasto.
Cuocere subito (se stan li si appicciccano) oppure disporre su dei vassoi e congelare separati (a questo punto possono ovviamente essere messi nei sacchetti e conservati e poi cotti congelati).
Condimento:
Affettare la cipolla a fettine sottili e rosolare dolcemente con un filo d'olio.
Una volta morbida aggiungere la salsiccia sbriciolata e far rosolare bene. Unire poi i pomodorini sgocciolati e salare. Far restringere il sugo schiacciando i pomodorini con il dorso del cucchiaio.

Ovviamente sono buoni conditi anche solo con un sugo di pomodoro, con lo zola lievemente sciolto nel latte, al burro e parmigiano, etc etc..

Filetto al vino rosso..
In campagna da noi c'e' la carne piu buona del mondo (almeno per me che son piemontese di nascita) ma io non posso mangiare niente che non sia ben, ben cotto. Come fare allora per non distruggere del fantastico filetto?

Quattro fette di filetto da circa 150/200 gr
Quattro fette di pancetta
Uno o due scalogni
Un bicchiere di vino rosso corposo (una volta aperto lo si beve a cena quindi non usiamo schifezze..)
Due cucchiai di miele
Sale e pepe
Una noce di burro piu un'altra con un cucchiaio di farina alla fine

Affettare gli scalogni finemente, rosolarli piano piano con il burro. Arrotolare la pancetta intorno ai filetti e legarla con lo spago.  Rosolare i filetti da entrambi i lati per bene. Una volta cotti ma morbidi togliere dal fuoco e tenere in caldo. Deglassare il fondo della padella con il vino, far evaporare l'alcool e unire il burro impastato con la farina e il miele e rimettere la carne nella salsa.Ripassarla nella   salsa e, appena lucida, servire subito con patate arrosto o pisellini al burro.
Contenta Ross? Basta ricette con ingredienti introvabili dalle tue parti!!







venerdì 1 marzo 2013

Venerdi..

Sole, e' iniziato marzo, e' venerdi, ed oggi si va in campagna..
Oggi belle notizie e nubi minacciose al San Raf.. Del resto questo e' il senso della vita... Mai tranquilli fino in fondo.. Siamo come tanti esploratori sempre sull'orlo del baratro..
News dal midollo ottime e questo mi rende felicissima! Sta bene, lavora bene e lotta alla grande.. Zitti e lasciamolo lavorare..
Ma la graft e il cortisone e l'immunosoppressore e i mille farmaci e le fotoaferesi abbassano le difese e il citomegalovirus sta crescendo.. Questa sera sapremo se devo iniziare una terapia mirata che buttera' a terra i valori.. Quindi midollino datti da fare che dobbiamo compensare!

Per ora non pensiamoci. Pranzetto con un amico e poi viaaaaaa... Stasera sapremo!

Ps nuovo esperimento cinese di oggi!

Involtini di riso con manzo e germogli di soia

Dal mio market cinese di fiducia ho trovato le sfoglie di riso..
Ma a me l'involtino primavera non piace tanto quindi che fare? Involtino alternativo.

150 gr di carpaccio di manzo
Una scatoletta piccola di germogli di soia
Un cucchiaio di salsa di pesce
Un paio di cucchiai (sono andata a occhio) di salsa di ostriche
Una spruzzata di salsa di soia
Una spruzzata di vino di riso
Le sfoglie di riso

In padella metto tutte le salse e un filo d'olio, affetto a striscioline il manzo e salto in padella finoa che e' ben cotto ed aggiungo i germogli.
Le sfoglie vanno ammorbidite in acqua fredda. Una volta morbide ho composto gli involtini (sull'estetica dovrei migliorare un po' pero') li ho fatti riposare un po e fritti. Da servire con salsa piccante..
Niente male..


giovedì 28 febbraio 2013

Altra notte insonne..

Sono le due e di nuovo sono qui, sul divano, sveglia come fosse giorno..
Oggi, dopo due giorni di fotoaferesi pesanti, e' stata una bellissima giornata..
Gita a Torino con il mio nipotino e mia suocera! Museo egizio, passeggiata in centro, Mole Antonelliana... Erano tanti mesi che non vedevo Lollo ed era la prima volta che organizzavamo una gita cosi.. In fondo questo e' un piccolo grande regalo di questa malattia: il tempo di organizzare di mercoledi una fuga cosi', la voglia di godersi due persone care senza stress con lo spirito un po' infantile della scoperta. E' stato divertente guardare mummie e sfingi  con lui, farsi portare in giro in un museo dove era gia' stato e si sentiva protettivo e "grande" nel far vedere alla zia tutte le cose e spiegare tutto quello che stava imparando a scuola..
A casa cenetta e son crollata e ora sveglia.. Uff
Chissa quando tornera' un ciclo del sonno normale?
Per ora overdose di telefilm notturni nel tentativo di addormentarmi davanti alla tv e riflessioni su tante cose..

lunedì 25 febbraio 2013

Sono agghiacciata...

Non voglio fare valutazioni politiche ma sono sconvolta.. Siamo nel caos e non riesco a pensare cosa succedera'..
In centro trasfusionale oggi c'era clima exit pole e, mentre ero attaccata alla solita Kobe Spectra che frulla i miei linfociti, il via vai degli infermieri e dei dottori che venivano a commentare gli exit pole e ed i primi risultati era continuo.. Clima effervescente perche' sembrava che la sinistra fosse avanti (clima per altro sospetto in un ospedale che ha vissuto la sua storia d'oro proprio grazie anche al sostegno del nanetto) ma domani vedremo le nuove reazioni di questo microcosmo..
In tutto cio mi sono pure beccata interventino dell'anestesista sul mio catetere che fa le bizze ed ora ho un sacco di punti nuovi nel collo e una fasciatura degna di un pacco regalo.. Domani lo si rivede..
Per il resto good news e qualche segnalino che ci tiene sempre sulla corda.. Un bel marcatore della malattia che e' uscito dall'ultimo esame sul midollo che fa ben sperare ma il citomegalovirus che si e' risvegliato.. Vediamo se riusciamo a ricacciarlo indietro..
Insomma, son competitiva! Si era risvegliato alla mia amica Milena e non volevo essere da meno!
Arrivata a casa riaccendo la tv e vedo il disastro.. Aiuto si presenta pure Cicchitto.. A quel punto reazione: BISCOTTI!

Frollini e biscottini al cocco

Ecco le ricette


Biscottini al cocco
2 uova
150 g farina 00
200 g zucchero
150 g burro
250 g farina di cocco
1/2 bicchiere di marsala
mandorle pelate

Procedimento:
Ammorbidire il burro a fuoco bassissimo e aggiungerlo allo zucchero.
Unire poi la farina, la farina di cocco, le uova e infine il liquore, mescolare bene.
Sulla carta da forno formare delle palline schiacciarle un po e incastrare la mandorla.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 20-30 minuti (quando assumono un colore leggermente dorato sotto la base).

Frollini

300 gr di farina 
160 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova
Qualche cucchiaio di latte
La scorza grattuggiata di due limoni ed il loro succo a parte (per la glassa)
Sale
Una busta di zucchero a velo vanigliato 

Setacciare la farina e formare la fontana in una ciotola, unire lo zucchero, la scorza di limone, un bel pizzico di sale il burro morbido a pezzetti e iniziare a sbriciolare il composto ed a intridere la farina nel burro. Unire le uova e qualche cucchiaio di latte fino a avere un impasto morbido. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare in frigo per almeno un ora. 
Stendere la frolla ad uno spesso re di mezzo centimetro e ritagliare i biscottini con dei taglia biscotti.
Cuocere in forno caldo a 170/180 gr per circa 20 minuti o fino a che son dorati. 
Preparare la glassa mescolando allo zucchero a velo il succo del limone e qualche cucchiaio di acqua fino ad avere una consistenza densa. Spennellare i frollini con la glassa (una volta raffreddati).

Crisi glicemica da politiche!!!!



sabato 23 febbraio 2013

Crostata: metafora di una vita felice..


Direte oddio e' pazza! Ormai la sindrome da cuciniera si e' impossesata di lei..Ma no, non son cosi grave.. Come accennavo ieri ho fatto una crostata per la sera ma modificata.. Ero dubbiosa sul risultato perché fli ingredienti che avevo in casa erano scombinati, sbagliati ma son testona e volevo comunque fare la crostata. Questa e' la prima riflessione: perche' a volte, pur se i segnali che ci arrivano ci suggeriscono di cambiare la rotta, noi ci ostiniamo? Cosa dovremmo ascoltare? La vocina interiore del " buttati" o la prudente razionalita' del scendi al superr?Tornando alla mia crostata i problemi erano che avevo solo farina autolievitante ( e pure poca), delle mandorle intere che Max aveva preso come snack, e la marmellata di limoni fatta quest'anno e venuta male ( ossia e' rimasta liquida quasi come una spremuta).. Vabbe, almeno gli altri ingredienti base li avevo..E qui la seconda riflessione:Quando mai nella vita ci capita che tutto funzioni come vorremmo? Anche quando sembra semplice  e' matematico che l'ingrediente sbagliato ci sia.
. Per questo spesso non siamo mai pienamente felici e non ci godiamo il momento. Ma chi ci dice che invece non sia meglio?
Ecco la ricetta sbagliata ma che in realta'' era proprio buona!In sostituzione di 250 gr di farina doppio zero150 gr di farina autolievitante100 gr di mandorle tritate fini fini125 gr di Burro a pezzetti100 gr di zucchero 1 uovo1 pizzico di sale1 vasetto di marmellata di limoni ( da allungare con un po' di acqua calda)
Nel mixer miscelare farina, mandorle, burro e zucchero e uovo e frullare velocemente fini a che sia granulosa. Aggiungere qualche goccio di latte se troppo asciutta. Lavorare in una ciotola infarinata per pochi minuti, formare una palla e far riposare in frigo.Far riposare almeno 30 minuti.Stendere poi 2/3 del'impasto nella tortiera ( resta morbido quindi inutile sporcare il tagliere per stenderla con il mattarello), creare un bordino e versare la marmellata allungata. Creare delle striscioline con la pasta rimasta e decorare a griglia. Cuocere a 200 gr ( o un po' meno va da forno a forno) per mezzora.Far raffreddare bene prima di sfornarla

venerdì 22 febbraio 2013

Campagna...

Quando arrivo qui mi sento rinascere.. Il bosco, l'aria pulita, il silenzio...
A Milano poi ho lasciato neve, settimana della moda, grigino..
Qui la luce e' sempre diversa!
E poi si torna alla tradizione: questa sera polpette e polenta, plumcake di zucchine e scamorza  con affettati (in busta ovviamente! anche se mi rendo conto che essendo nel regno dei salumi e della carne.. Ma cosi e' chi viene a casa di un trapiantato si becca il rovagnati imbustato.)
Poi un esperimento: crostata di limone con una frolla modificata di farina e mandorle e la mia marmellata di limoni..  Vedremo se e' una schifezza o no..
L'ambiente incide molto sul mio stato mentale. A Milano sono iperattiva causa cortisone e sembra che mi abbia punto la tarantola, qui, dopo aver preparato per la cena con gli amici di stasera, sto apprezzando un the, un libro e il divano... Forse il verde (anche se ancora piu tendente al marroncino) ha veramente un potere rasserenante..

lunedì 18 febbraio 2013

Serata benefica al teatro Wagner di Milano..


Ciao a tutti, il 16 marzo l'Associazione Laura Coviello per la lotta contro le leucemie organizza una serata musical sulle note di Mamma mia al teatro Wagner per raccogliere fondi per l'acquisto di un ecografo portatile per il reparto di ematologia degenza del Policlinico di Milano..
Qualora foste interessati vi prego di contattarmi per i biglietti alla mail athosealice@gmail.com (cosi riusciro' a inoltrarvi la locandina che non riesco ad incollare nel post.. Che donna poco tecnologica!)

Costo del biglietto:
Adulti 15 euro
Bambini 10 euro

Si continua con le aferesi..

Siamo giunti alla terza foto aferesi.. Diciamo che la risposta non e' fulminea ma almeno la situazione non sta peggiorando e si vedono micro miglioramenti..
Dopo una settimana scorsa impegnativa abbiamo trascorso un weekend sereno, anzi direi emozionante visto che finalmente, dopo tanti tanti mesi sono riuscita a tornare nella nostra bella casetta di campagna.. Che sensazione arrivare su venerdi pomeriggio, con il sole, la luce calda sugli alberi del bosco e riaprire la casa e vedere le mie cose, la poltrona da Morticia Addams che mi ha regalato Rossana, la mia Sussi (una lampada bellissima fatta recuperando vecchi lampadari e usando pietre dure fatta da un mio amico.. Www.sussiebiribissi.it se vi interessa vederle), andare a mangiare la pizza (alle sette, a locale deserto ovviamente) e, la mattina dopo, piccoli giretti in zona e passeggiata in campagna e poi libro, camino, merenda etc..
Vita normale dopo tante peripezie..

Ieri, tornati a casa, ho fatto dei muffins leggeri ed ecco la ricettina:


250 g di farina setacciata per dolci175 g di zucchero (io di canna)2 cucchiaini di lievito in polvere1/2 cucchiaino di bicarbonato2 cucchiai di cacao in polvere amaro di ottima qualitàPesche sciroppate tagliate a pezzetti 1 bustina di vanillina250 ml di latte90 ml di olio di semi1 uovo grande 
Preriscaldare il forno a 180°/200° e mettere i pirottini negli stampi da muffins.Prepara due terrine. In una unire tutti gli ingredienti secchi e mescolare. Nell'altra unire gli ingredienti liquidi e mescolare.Unire gli ingredienti liquidi agli ingredienti secchi e mescolare brevemente così saranno più morbidi.Versare il composto nei pirottini fino a riempirli per 3/4 infornare e cuocere 15/20 minuti verificando con uno stecchino.
Domani si torna al San Raf per un altro giro.. Meno male che esiste l'ipad altrimenti queste sei ore sarebbero infinite..

giovedì 14 febbraio 2013

Good news e viva la gioia di vivere...

Dopo le ansie da esame di midollo e le peripezie dei giorni scorsi questa mattina sono arrivate le prime notizie positive..
L'esame del midollo ha dato i primi risultati e sono buoni.. Pfiuff.. Sospiro di sollievo. E chi se ne frega della pelle a macchie, la testa che si spela, e tutta la pelle dolente..
E quindi, tornata a casa ho festeggiato con papa' con giro al mercato e pranzo al Lee's ristorante coreano.. Buonissimo e molto leggero! E poi bellissima passeggiata attraverso tutta Milano scovando scorci a me sconosciuti.. Trovo stupendo godere di questo tempo per guardare questa citta' con gli occhi del turista e scoprire angoli diversi!
La nuova zona adiacente al quartiere Isola, certe vie dietro Brera, il sole e l'aria frizzantina..
Bello!
E poi son due giorni che mi diverto in cucina a inventare e sperimentare un po'..
Ieri cenetta cinese e devo dire che la mia ospite ne e' uscita soddisfatta..
A parte i miei ormai consolidatissimi spaghetti di soja mi sono lanciata in due esperimenti ma ne sono soddisfatta..

Ravioli di gamberetti al vapore
Ecco la mia personale versione:
Per la pasta
200 gr di farina bianca
60 ml di acqua calda
Setacciare la farina e fare la fontana. Versare l'acqua calda e iniziare ad impastare velocemente. Quando tutto e ben amalgamato impastare sul tagliere cinque minuti fino a che e' elastica e lasciar riposare mezz'ora.
Per il ripieno:
250 gr di gamberetti piccoli decongelati
1 scalogno tritato finemente
Salsa di soia due cucchiai
Vino di riso un cucchiaio
Zucchero 1/2 cucchiaino

Tritare a coltello i gamberetti in modo fine e condire con lo scalogno, la soja, il vino e lo zucchero.
Lasciar marinare un po'.
Stendere la pasta abbastanza sottile e realizzare i ravioli.. (Non ho i consigli giusti sulla forma.. Non sono stata in grado di dargli la tipica forma del raviolo cinese per cui sono andata su una classica forma a mezzaluna..) cuocere a vapore per qundici minuti.
Servire con salsa di soia e agrodolce in accompagnamento.

Secondo esperimento:

pollo alle mandorle

300 gr di pollo tagliato a dadini piccoli
100 gr di mandorle pelate
1 porro o due scalogni
Un pezzetto di zenzero
Uno spicchio piccolo di aglio
Salsa di soia
Aceto di riso
Salsa worchester
Sherry o marsala
Maizena

Marinare il pollo in un mix di soia, aceto, salsa worchester sherry per almeno due ore
Tagliare finemente il porro, lo zenzero e l'aglio (privato dell'anima) e soffriggerli in padella fino a che morbido e dorato.
Mettere da parte. Pulire il tegame e ungere con un filo d'olio. Tostare bene le mandorle e mettere da parte.
Versare un filo d'olio nella padella, scolare bene il pollo dalla marinata e passarlo nella maizena. Rosolare a fuoco vivo il pollo fino a che dorato e croccante. Versare la marinata e far addensare un pi' unire le mandorle e saltare bene fino a che ben cremoso. Se si vuole piu salsa sciogliere un cucchiaio di maizena in acqua calda e un po' di soia e unire al pollo e far addensare fino alla giusta consistenza.





mercoledì 13 febbraio 2013

Non ci facciamo mai mancare nulla!

Ieri, giornata campale!
Partendo dalla notte in bianco siamo arrivati a scena splatter con sanguinamento copioso sulle scale di casa..
La mattina, bella sveglia e agitatina arrivo con Max al San Raf.. Esami con mille provette e esame del midollo..
Ovviamente mi capita una dottoressa appena rientrata dalla maternita' e gia' mi dico mmmm.. Prelievo dolorosetto perche' dice che ho le ossa dure (per lo meno non siamo ancora in osteoporosi!) e mi manda a fare le fotoaferesi bella serena..
Solite tre ore di macchinino che frulla il mio sangue, film sull'ipad, lettura e chiacchere telefoniche.. Tutto sotto controllo! Poi mi staccano e mi fiondo sui panini offerti gentilmente dal centro trasfusionale e... A meta' panino mi accorgo di sanguinare copiosamente dal punto di prelievo del midollo.. Tutto sporca e gocciolante e in enorme imbarazzo corro dentro..
Momento di pathos: spogliati, fatti dare un camicino, fatti medicare, rimettiti a letto con ghiaccio compressivo.. E vabbe', forse l'anticoagulante che mettiamo nelle fotoaferesi ha diluito troppo ma vedrai adesso cicatrizza subito..
Vabbe, mi rilasso un po',  chiamo Max che per fortuna mi porta il cambio, faccio la reinfusione dei linfociti e mi dimettono.. Tranquilla ormai e' a posto..
Tempo di arrivare vicina a casa e ci risiamo.. Sgocciolo come una fontanella sulle scale di casa.. Argh che panico..
Max comunque ha un futuro anche come infermiere e io, ormai preparata al protocollo di medicazione sterile,  lo guido (dopo essere dovuto correre in farmacia ovviamente.. Chi di voi ha in casa il cerotto alto a metro e le garze sterili, l'ugurol  e il ghiaccio secco? Noi no ovviamente!)
Via a letto immobile con ghiaccio e fatta su nel cerottone come un pacco... E povero Max si e' pure ritrovato a cucinare il branzino!
Stamattina di nuovo in day hospital (penso che affitteremo una camera all'hotel san raphael) e per fortuna esami sulla coagulazione a posto ma a riposo anche oggi per non smuovere l'ematoma.. ed io che avrei voluto fare una passeggiata e avevo preso un sacco di impegni!
Stasera mi rifaccio con cenetta cinese home made con un amica. Menu azzardato e in parte mai sperimentato..
Mi son cimentata nei ravioli di gamberi al vapore (la cui forma sembra piu quella del raviolo che quella dei tipici ravioli cinesi ma speriamo nel sapore..), spaghetti di soia gamberi uovo e verdure e pollo alle mandorle con riso al cardamomo..

martedì 12 febbraio 2013

Ansia da midollo..

E' notte fonda e le mie buone intenzioni di riposare sono svanite.. Dopo mezz'ora a pensare che dopo poco sarebbe suonata la sveglia mi sono resa conto essere solo le due.. Aiutooo, impossibile stare a letto in attesa..
Tutto sembra ovattato, nell'hotel adiacente alla nostra camera qualcuno guarda " body guard" e ascolta Whitney Houston, Max forse finalmente dorme un po' e io penso alle mie cellule e cosa domani vorranno dirci..
Sembra assurdo, mi dico durante il giorno che sono serena, che tutto va come deve, che queste reazioni sono cosi "giuste" per tanti aspetti da farmi quasi sognare ma la paura e' li, nascosta nei meandri della mente, pronta a rispuntare nei momenti di minimo cedimento...
Ripenso a tante persone, penso a chi e' con me in questo cammino e mi chiedo come vivano le loro ansie..
Alcune di noi affrontano tutto di petto, con mille attivita' e la ricerca di una vita normale e piena e cercano di non parlarne.. E' li ma lo ignoriamo..
Altre le vedi piu smarrite, con una sorta di profondo dolore negli occhi che ti spaventa, una certa incapacita' di reagire e mi domando: " sono forse piu' consapevoli?" In fondo il pensiero della morte, della malattia tocca ognuno di noi e va gestito..
Altre hanno paura di tutto, vivono nel costante terrore di un infezione, di un taglio, di una complicazione aspettandosi sempre qualcosa..
Oggi, in attesa di fare la solita accettazione esami, ho incontrato una signora toscana che parte ognivolta da casa per fare i controlli e che mi dice che dopo quasi un anno ancora non ha il coraggio di vivere un istante senza mascherina.. Anche in casa..
Chi si trascina uno stuolo di parenti e si sente completamente smarrito al solo pensiero di non avere questo supporto costante e chi vuole fare tutto da solo, anche in modo eccesivamente ribelle e pericoloso..
Non so, nel frattempo, per rilassarrmi provo a rivedere un vecchio musical: Gigi..

lunedì 11 febbraio 2013

It's snowing...

Eccoci qui.. Primo giorno di fotoaferesi ed ho fatto nevicare!
Alle sette usciamo di casa e gia' i primi fiocchi venivano giu'.. Bello ma che freddino! Al San Raf solito giro per i mille corridoi tra accettazione, esami, visita e poi vi al trasfusionale per la procedura extracorporea come la chiamano loro (detta cosi' fa una certa impressione!).
Sono arrivata iper organizzata ma carica come un mulo: libro, ipad, cibarie varie, acqua..
Quattro belle orette nel lettino attaccata alla macchina e poi via verso la Tac..
Alle cinque, con la slitta di babbo natale son tornata a casa con le gambe molli molli ma tutto sommato in forma..
E quindi che fare? Spignattiamo un po': risottino porri, zucca e pancetta e frittelle di mele alla faccia della graft al fegato..

Risotto:
Semplice e banale ma saporito e adatto ad una serata innevata

Le dosi non le ho.. Perche' ho fatto veramente a caso ma direi:

Un porro affettato sottilmente
200/300 gr di zucca cotta al forno (senplicemente avvolta in carta stagnola e lasciata a 180 gradi per una mezz'ora)
100 gr di pancetta a dadini
5/6 manciate di riso carnaroli o arborio
Brodo vegetale (vero se riuscite)
Vino bianco
Olio evo, una noce di burro e parmigiano
Timo fresco
Ho stufato piano piano il porro in un filo d'olio regolando con un goccio d'acqua per non far asciugare troppo..
Ho tagliato a pezzettini piccoli la zucca e l'ho aggiunta ai porri e rosolato qualche minuto, aggiunto la pancetta a dadini e dopo un paio di minuti il riso. Ho fatto tostare e sfumato con il vino bianco.
Ho poi proceduto come per un normale risotto aggiungendo pian piano brodo caldo.
Alla fine ho mantecato con una noce di burro e parmigiano e timo fresco..

Frittelle di mele

Una mela renetta tagliata a fette spesse un centimetro
Olio per friggere
200 gr di farina autolievitante
150 gr di zucchero
Un uovo
Latte qb
Marsala
Cannella
Zucchero a velo

Ho lasciato macerare le mele nel marsala per un oretta. A parte ho preparato la pastella miscelando la farina, lo zucchero, l'uovo e la cannella aggiungendo pian piano il latte fino ad avere una pastella densa. Ho messo in frigo a riposare fino al momento di friggere. Ho impastellato le fette di mela asciugate dal marsala e fritto. Guarnito con zucchero a velo e servito belle calde.
Non proprio leggere ma..





sabato 9 febbraio 2013

Uff come prude..

Eccomi qui dopo giorni di latitanza.. In questi giorni sono stata sempre di corsa su e giù dal San Raffaele per prepararmi all'inizio della terapia di fotoaferesi..
Giovedi abbiamo posizionato il sesto catetere venoso centrale e poi sono stata sostanzialmente sequestrata per quattro ore in osservazione.. Mi sentivo molto osservata ma soprattutto scomoda.. Appollaiata in sala d'attesa sulle sedie di ferro, caldo pazzesco, pranzo con i tuc (ed e' noto come per me sia importante mangiare cose che mi soddisfano.. Quindi ero una iena) e prurito che con il caldo si acuisce tantissimo.. Arrivata a casa nel tardo pomeriggio ero devastata..
Ieri passeggiata bellissima con un'amica, sole milanese terso, pranzetto con un altra amica e  chilometri a piedi.. L'unico modo per non pensare al prurito (e poi aiuta il recupero muscolare..)
E poi sembro matta, tra cortisone a chili, faccia a luna piena, testa spelata, mani gonfie a pois e non un pelo in faccia mi sento più che altro un teletubbies.. In piu non chiudo occhio e di conseguenza anche quel poverino del mio amato maritino..
Vabbe, ripongo enormi aspettative nelle fotoaferesi e poi, non dimentico mai che questi linfociti stanno comunque lavorando per noi!!
Nel frattempo mi ingegno nel cucinare con guantini di cotone e guanto di lattice sopra (per non peggiorare la situazione delle mani gonfie e doloranti) e cercando di non affettarmi per poca sensibilita' pasticcio come sempre..
Per una cenetta da amici questa sera ho preparato dei biscottini salati di accompagnamento.. Non mi e' chiarissimo a cosa possano servire ma direi come aperitivo, accompagnamento a un piccolo pinzimonio con un buon vinello frizzantino..
Ecco la creazione fatta ovviamente con cio che c'era di creativo in casa ma assolutamente modificabili tenendo buona la base:

200 gr di farina
Un pizzico di lievito in polvere per torte salate
Il tuorlo di un uovo
100 gr di burro sciolto e raffreddato
Un pizzico di sale
Un goccio di latte per ammorbidire l'impasto
A questa base ho aggiunto

Sei o sette prugne secche tagliuzzate fini
Speck a dadini
Formaggio grana (una manciata generosa)
Cumino
Curcuma
Alghe essiccate
Paprica dolce

Mescolare bene il composto base in una ciotola e, quando morbido ed amalgamato, unire gli altri ingredienti. Impastare fino a formare un impasto compatto che si stacca agevolmente dalle pareti della ciotola. Formare un rotolo e posizionarlo su un piano lievemente infarinato. Tagliare a rondelle alte mezzo centimetro e cuocere in forno caldo (180 gradi) per quindici/venti minuti.

Le alternative per insaporire che mi vengono in mente possono essere mille:

Pomodori secchi, olive, capperi e pecorino
Mandorle tritate, gorgonzola a pezzetti (in questo caso attenzione a non mettere troppo latte)
Spezie miste e caciotta grattugiata
Avanzi di salame crudo e peperone a pezzettini
....
Insomma quel che c'e' per far fuori i mostri del frigo..
 



martedì 5 febbraio 2013

Giornate di relax cercando di ignorare i pruriti furenti..(e nonpensate male..)

Pian piano mi dedico sempre piu' alle mie piccole cose cercando di riconquistare ritmi e abitudini dopo questo primo periodo di semi clausura.. Come un animaletto andato in letargo rispunto dalla mia tana e guardo fuori con quello stupore che ti riporta di nuovo nel mondo.. Quindi ieri lunga passeggiata in una milano bellissima, illuminata da un sole terso e con l'aria tiepida. Ero stata ai controlli, tutto procede benino anche se la graft non migliora come vorrebbero e quindi domani siamo di nuovo li a valutare come procedere (fotoaferesi, ossia tiriamo fuori il sangue, abbronziamo i linfociti per addormentarli un pochino e li rimettiamo dentro oppure metotrexate, blando chemioterapico..). In entrambi i casi mi tocca di nuovo un bel catetere centrale nel petto.. Vabbe' niente cose scollate, intanto siamo ancora in inverno..
Poi ieri sera cannelloni di magro e oggi pranzetto messicano light con la mia amica Cecilia..
Ecco le ricettine messicane in versione leucemiche con graft al fegato e sotto terapie miste.. Ma adatto anche a chi adora i sapori tex mex ma vuole cucinare in modo piu' leggero..
Fajitas di pollo per due

200 gr di pollo a fettine
Mezzo peperone rosso e mezzo peperone giallo
1 cipolla
1 limone
2 cipollotti
Cumino
La punta di 1 peperoncino
1 lattina di birra chiara
1 avocado
10 pomodorini
1 altro limone
Formaggio (ideale ovviamente quel bel formaggio giallo e compatto usato in messico altrimenti una toma saporita) grattuggiato a filetti con la grattuggia a fori grossi
Zucchero
Sale
Tortillas

La sera prima (o almeno 8/10 ore prima) mettere a marinare il pollo fatto a striscioline nella birra con sale, limone a fettine, cipollotto affettato, un pezzetto di cipollotto e il cumino.
Preparare le salsine:
Guacamole light - schiacciare con una forchetta l'avocado maturo, con due o tre pomodorini tagliuzzati finemente, mezzo limone spremuto, un pizzico di sale e a piacere peperoncino tritato e cipollotto tritato (io non potevo)
Pico de gallo - tagliuzzare i restanti pomodorini finemente, unire un po di limone, zucchero, peperoncino (se si vuole) sale e un goccino di aceto o limone
Formaggio - semplicemente grattuggiato grossolanamente

Affettare i peperoni e la cipolla e cuocere sulla piastra o su una padella pesante con un filo d'olio e cumino. Quando quasi cotti unire il pollo scolato dalla marinata e saltare velocemente. Scaldare in forno le tortillas e disporre il tutto sulla tavola ed ognuno si servira' a piacere.




domenica 3 febbraio 2013

Muffins di panettone..

Ieri, ispirata da un'amica, mi e' venuta voglia di riciclare del panettone avanzato.. E quando farlo se non il 3 di febbraio? 
A Natale un cliente regala sempre a Max un fantastico panettone da cinque chili che ha mangiato solo lui visto che io ero in ospedale. Ne sono andati (in parte sul suo pancino) circa tre chili e ora ovviamente non ne puo' piu! E da un po' mi dicevo: devo riciclare.. 
Quindi ecco i muffins di panettone.. Ricettina facilissima e leggera trovata su un blog di cucina e ovviamente lievemente ritoccata nelle dosi ed alleggerita sostituendo il burro fuso con l'olio..

250 gr di panettone 
250 gr di farina
100 gr di zucchero di canna
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 uovo
200 ml di latte 
75 ml di olio di semi

Accendere il forno a 180°. Nel mixer tritare il panettone e unire gli ingredienti secchi (farina, sale, zucchero e lievito) e dare una mescolata veloce. In una ciotola capiente mescolare quelli umidi (latte, olio e l'uovo e sbattere leggermente) unire poi nella ciotola gli ingredienti secchi e mescolare velocemente con la frusta lasciandolo un po' grumoso.
Con il composto così ottenuto, riempire per 2/3 gli appositi stampini (io uso quelli in silicone, se pero' avete quelli in alluminio usate i pirottini di carta per evitare di dover imburrare e infarinare)
Infornare per circa 15-18 minuti, fino a quando risulteranno belli dorati. Attenzione a non cuocerli troppo altrimenti i muffins risulteranno gommosi.
Costo minimo, poco dolci e buoni..
Volendo la mia amica ha aggiunto alla sua versione di muffins le goccie di cioccolato fondente. Secondo me un ottima idea ma ovviamente non le avevo in casa..
Secondo me buoni anche con una decorazione di glassa di zucchero e cioccolato.. Ma vabbe' i miei sono basic..

Nottata un po' agitata..

E' vero, come dice il mio buon Onida, questa graft e' una mano santa in un caso come il mio.. Ma quando ti trovi a rotolarti nel letto per qualche ora con questa sensazione di mille ragnetti che ti camminano addosso e ti mordicchiano qua e la come se stessi dormendo su un albero della foresta amazzonica senza un adeguato repellente per insetti le tue sensazioni di massima gioia si attenuano minimamente..
E' comunque con la "gioia" nel cuore e la convinzione che questi cari amici linfociti stiano lavorando come si deve che all' una e mezzo di stanotte ero al telefono con il medico di guardia del centro trapianti del San raf per capire se potessi intervenire con qualche miracoloso farmaco che ovviamente non avevo in casa.. Alla fine abbiamo ripiegato sul Reactine, non perche' avessi la febbre da fieno (un po' prematura a gennaio)  ma perche' l'unica cosa che, in una dotazione casalinga di farmaci degna di una ben fornita farmacia, ci fosse minimamente adatta allo scopo.. Oggi Max recuperera' qualcosa di piu adatto all'eventuale bisogna..
Nel frattempo anche lui ha dormito pochissimo (le gioie del matrimonio) ed ora, stoico come sempre, si sta accingendo ad andare a correre..
Poveretto lo ammiro veramente!
Io intanto, grattando come una scimmietta, ma stando anche attenta, mancherebbe solo infiammare i miei ponfetti ulteriormente e magari infettarli, cerco di recuperare ancora a letto e mi sfogo un po' sul blog..
Poi arrivera' papa' e confido di distrarmi un po'.. E poi tra un po' cortisone e confidiamo che le ottimistiche previsioni della dottoressa tra stasera e lunedi ci portino dei segnali positivi che al momento non sembrano proprio prossimi a venire..
Ps. Ovviamente e' uno sfogo e poi mi dico: stai zitta! Sei qui, stai combattendo e Lucia avrebbe sacrificato di tutto per avere una reazione cosi che magari le avrebbe salvato la vita e allora la penso tanto e mi dico " va bene cosi! Lamentiamoci ogni tanto poi andiamo avanti perche' ne vale ASSOLUTAMENTE la pena! ". ciao amica mia e non ti arrabbiare con me se ogni tanto mi lagno un po'...
Buona domenica a tutti..

venerdì 1 febbraio 2013

Evvai a breve una bella faccia a luna piena!

Ebbene si i miei pois cutanei si sono decisamente diffusi ed intensificati e oggi sono stata oggetto di studio al sanraf.. Da un modesto 40% di superficie corporea coinvolta di martedì oggi abbiamo raggiunto un più che onorevole 95%. Praticamente tutto tranne la faccia e la testa se non in piccola parte (miracolo visto che l'unica parte alla vista. Per il resto mani piedi e tutto il resto..)
Come intervenire? Ma con un bel dosaggio massimo di cortisone! Per cui effetti collaterali previsti faccia gonfia a luna piena e probabilissimo aumento di peso. (Se ingrasso troppo e non entro più nei due fantastici vestiti comprati domenica faccio causa ai miei linfociti!)
Visto che in realta' i linfociti son di papa' gli ho detto di fare una telefonatina ai ragazzi e dirgli di concentrarsi essenzialmente sulle cellule malate piuttosto che su di me e, se nel caso fosse impossibile, almeno niente "cacca verde" e altre cose strane e pericolose.. Speriamo abbiano capito..
Per festeggiare ho deciso di rifare i gnocchi ma, questa volta, verdi con borragine e cavolo nero (che onestamente iniziavano a dare qualche segno di depressione e dovevo cucinare in fretta)

Gnocchi di patate borragine e cavolo nero

Due belle patate (circa 350 gr)
Un mazzetto di borragine e uno di cavolo nero (una volta cotti e strizzati per bene diventano circa 250 gr)
Farina qb (circa 120 gr ma bisogna anche andare a occhio
Un uovo piccolo
Un pizzico di sale

Lessare le patate e schiacciarle ancora calde con lo schiaccia patate e farle raffreddare un po'
Cuocere in padella con la sola acqua di lavaggio le verdure tagliate e, una volta cotte e fatte raffreddare, strizzarle bene e tritarle finemente.
Unire le verdure e le patate, l'uovo e iniziare ad aggiungere la farina (partendo con circa due terzi) ed impastare per bene e velocemente. Una volta creata una palla che non attacca piu alle mani tagliare un pezzo e iniziare a fare i rotolini. Tagliare i gnocchetti e rotolare sul rigagnocchi o sulla forchetta.
Cuocere in acqua bollente salata fino a che non vengono a galla.
Come condimento libera scelta:
Pomodoro
Una fonduta di bitto o raschera
Burro e salvia e aglio



giovedì 31 gennaio 2013

Mi sento come un tacchino...

Se fino ad adesso trovavo che il look pelatino e smilzo tutto sommato mi donasse in questi giorni mi sento veramente uno schifo.
Mi e' venuta la graft e quindi la mia pelle e' deliziosamente a puntini purulenti su petto, gambe, schiena, braccia, mani e piedi.. In piu sono riuscita a farmi venire un bel raffreddore e tosse tipico della stagione. Peccato che, oltre al naso rosso mi siano gonfiate le tonsille quindi il mio collo da cigno sia piu simile a quello di un tacchino con il gozzo.. Veramente una gnocca! Un tacchino spiumato... Wow

Ovviamente questa sera torna Max e ho cercato di prepararlo allo choc.. Fortunatamente mi ama sempre ed ha minimizzato dicendomi " ma dai esageri!"
Provero' comunque a stordirlo con i gamberoni al latte di cocco. In realta' non credo li abbia mai mangiati ma sto cercando di introdurlo a sapori un po' diversi..

Ecco la ricetta
Per due, abbondante
500 gr di gamberoni freschi
1 bicchierino di sherry
3 cipollotti
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaio scarso di garam masala
Il succo di mezzo limone
1 lattina da 500 ml di latte di cocco
150 gr di riso basmati
Olio sale

Pulire i gamberoni da testa e guscio e filetto nero. Rosolare in una padella a fondo spesso i cipollotti affettati finemente e l'aglio tritato con un filo d'olio. Quando la cipolla sara' ammorbidiya e lucida unire i gamberi, sfumare con lo sherry e unire le spezie. Unire il late di cocco e far consumare per una decina di minuti.
A parte cuocere il riso lessandolo oppure, se si vuole una cosa piu' carina e saporita, cuocendolo pilaf. (Ossia in una padella dove avremo rosolato un altro cipollotto tritato, saltato il riso e coperto a filo di brodo vegetale con una bustina di zafferano sciolta all'interno. Coprire con il coperchio e lasciar cuocere a fiamma bassa. Spolverare di pistacchi e mandorle tostati e tritati grossolanamente)


lunedì 28 gennaio 2013

In taxi sotto la neve

Giornata in giro sotto la neve ma rigorosamente in taxi..
Dopo essere stata semi reclusa per giorni ho scelto la giornata migliore per fare un po' di giri..
Faceva un freddino! Un bella nevicata mattutina ed io avevo deciso di andare a salutare tutti al policlinico e definire come destinare i soldini raccolti. In piu' lefficientissimo San Raffaele mi ha chiamato per andare a fare la visita oculistica veramente con la massima urgenza..
E' stato bello rivedere i miei dottori, chiaccherare e spettegolare  un pochino e sentire il loro affetto.. E poi ci siamo anche goduti uno spuntino veloce.. Fagottini di peperoni, cumino e formaggio..
Il tassista, dopo due minuti con i finestrini chiusi, mi dice un po' seccato: ma lei ha del cibo?
Ed io, solo allora, mi sono resa conto che, essendo ancora bollenti, emanavano aromi di peperoni e cipolle appestando tutto il taxi.. Vabbe' alla fine si e' rassegnato e poi mi ha scroccato 16 euro..
Poi, siccome sono famosa per finire in situazioni un po' fantozziane, arrivata all'ambulatorio oculistico e vengo indirizzata alla stanza 7. Mi accomodo e inizio a leggere.. Dopo un po' inizio ad essere perplessa, sembra in penombra e mi domando che visita stia facendo.. Dopo mezz'ora il dottore dello studio a fianco si pone il problema di questa pelatona con mascherina appollaiata sulla panchetta e si prende a cuore il mio caso.. La dottoressa verso cui ero stata indirizzata non era venuta e avrei potuto aspettare ore.. Per fortuna mi ha preso in carico lui e mi ha detto che sostanzialmente non ho nulla.. Almeno agli occhi.. Meglio di niente..
Poi, recuperata mezza ccecata dalle goccine sono stata recuperata da mio cognato e riportata a casetta.. E stasera un bel Grey's anatomy tanto per rimanere in tema ospedaliero..


venerdì 25 gennaio 2013

Piastrine birichine..

Oggi ho fatto visita e controllo e, siccome non ci piace stare tranquilli, e' arrivata la sorpresina: piastrine sempre in calo e non sappiamo bene perche'. Le cause possono essere mille e loro pensano sia a causa di un cocktail di farmaci.. Speriamo..
Se pero' nei giorni scorsi, forse a causa della tristezza e del cattivo umore, mi son fatta mille film negativi, oggi sono serena! Ovvio sarebbe meglio che tutto fosse stabile e perfetto ma la perfezione non e' di questo mondo! Per cui inutile stressarsi..
E poi oggi c'era il sole, Max e' stato con me tutto il giorno, siamo andati fuori a pranzo, a passeggio in centro e a trovare Antonio, poi a fare merenda in pasticceria ed ora e qui, dietro di me a lavorare (poveretto deve recuperare!)
E' stato bellissimo passeggiare per via Vincenzo Monti, corso Magenta e le vie del centro guardando le vetrine a braccetto.. E pensare che in quelle zone normalmente correvo da un cliente all'altro senza godermi nulla..
Ed ecco la ricettina di oggi! In realta' si tratta di un piatto cucinato sabato sera per una cenetta con due amici ma poi gli eventi della settimana hanno fatto si che dimenticassi di pubblicarla..

Calamari imbuttunati (ricetta campana un po' rivisitata..)

1 calamaro di medie dimensioni a testa
3/4 pomodorini ciliegia o piccadilly a testa piu altri 3 a testa per il sugo..
Olive taggiasche denocciolate a piacere
Capperi dissalati a piacere
Pan grattato o, meglio ancora mollica di pane raffermo lievemente tostata
Olio evo, aglio, poco sale e aromi (prezzemolo, maggiorana, timo..)

Tritare nel mixer i tentacoli dei calamari ben puliti con le olive, i capperi, il pane e i pomodorini e le erbe aromatiche e un pezzettino di uno spicchio d'aglio privato dell'anima.
Farcire con le mani o un cucchiaino o la sac a poche i calamari (io l'ho fatto banalmente con le mani premendo bene per rimpirli fino in fondo) e chiudere con uno stecchino.
Rosolare i calamari in padella con olio e uno spicchio d'aglio vestito e sfumare con mezzo bicchiere di vino. Salare ma non esagerare perche i capperi e le olive sono molto saporiti. Unire al ripieno avanzato gli altri pomodorini tagliati a pezzetti e cuocere altri dieci/quindici minuti.. Li ho serviti con del riso basmati bianco e direi che sono stati apprezzati anche da un quasi vegetariano..



mercoledì 23 gennaio 2013

Reazione al dolore..

Sono state giornate brutte.. Dopo lo schiaffo della perdita di Lucia sono rimasta prostrata e dolente. Dopo una domenica in cui mi sembrava di galleggiare in un limbo, lunedì e martedì ho dovuto affrontare l'idea che si deve andare avanti anche quando dietro di te restano tante amiche.
Max e' partito lunedì sera per andare al funerale di Lucia. Volevo esserci, me lo hanno impedito. Da un anno a questa parte non riesco a congedarmi dalle persone che perdo per colpa di questa malattia. Anche in questo e' un ostacolo! .
La mia mamma, la mia nonnina, Antonia, Anna ed ora Lucia..
Ma in qualche modo sono stata li. Grazie alle amiche di Lucia e alle cugine e a Roberto che hanno voluto che Massimo parlasse e leggesse il post scritto su Lucia nel blog. E' stato un grande regalo per me e un modo per far arrivare ancora piu' forte il mio saluto a Lucia. Massimo era molto emozionato e commosso. Tramite i suoi racconti delle grandi emozioni della cerimonia, dell'affetto sentito verso Lucia mi sono sentita piu' vicina.
Fino a martedi pomeriggio, dopo la cerimonia, sono rimasta chiusa in casa con poca voglia di parlare e una malinconia di fondo e ho cercato di non pensare a nulla con tecniche bieche (ho rispolverato un hobby di molti anni fa, il punto croce, ed ho ricamato per ore). Poi ho iniziato a reagire. Lo devo fare per me e per chi mi vuole bene. Le mie amiche che, come me, stanno vivendo questa brutta malattia si sono strette intorno a me, tutte quante spaventate e tristi perché, da che siamo entrate in questo mondo, ci siamo rese conto di quanta sofferenza esista e quanto tutto sia precario.
Ma poi oggi una bella notizia:  una di loro, la mia amica Milena, dopo oltre quattro mesi e mezzo di ricovero e mille complicazioni, e' tornata a casa e si sta riprendendo. Un'altra delle leukemian girls mi ha telefonato felicissima appena lo ha saputo perche' a fianco al dolore c'e' sempre la speranza.
Ed allora sono tornata a sorridere e ho fatto una bella passeggiata e mi sono rimessa a cucinare..
Devo coccolare il mio amore e coccolare me stessa e quindi questa sera ho inaugurato la tajine.
Ecco la ricetta:

Cosce di pollo (un paio a testa se sono piccole)
Due patate
Mezzo peperone
Tre carote
Mezzo finocchio
Mezza cipolla grande
Due coste di sedano
(Insomma la verdura che si ha in casa)
Uno yogurt o due cucchiai di panna acida
Cumino
Curcuma
Coriandolo
Un limone
Aglio
Paprica dolce

Far marinare il pollo per alcune ore con le spezie e lo yogurt
Nella tajine o in una pentola capiente a fondo spesso rosolare con un filo d'olio la cipolla affettata sottilmente e l'aglio stando attenti a non farlo bruciare. Aggiungere il pollo e rosolarlo da tutti i lati. Unire le verdure e versare un paio di bicchieri d'acqua recuperando anche gli eventuali residui della marinata. Coprire con il cappello a cono della tajine o con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco medio basso per almeno mezz'ora. Scoprire e far asciugare un po il sugo.
Quando il sugo si e' un po' ritirato aggiungere coriandolo tritato e servire magari con un bel couscous.

Pam, questa e' per te!





lunedì 21 gennaio 2013

Addio amica mia

Ieri Lucia e' diventata un angelo.
Ha perso la sua battaglia. Ha lottato fino allo stremo a fianco alla sua mamma e a suo marito.. Ma questa malattia infame ha vinto un'altra volta.
Ed io sono qui, a combattere ancora ed a pensare come ci siamo conosciute, al percorso fatto insieme, alle paure ed alle speranze che ci hanno accomunate..
La prima volta ci siamo incontrate facendo la spirometria. Questa bella ragazza alta, magra elegante.. Abbiamo iniziato a chiaccherare da subito, come due vecchie amiche ma pensando fosse un incontro fortuito.. Poi, due giorni dopo mi hanno trasferito e ci siamo trovate insieme.. I giorni sono passati tra un film, un programma politico, la lettura del corriere e chiacchere sulla casa, sui vestiti, sui bambini, su tutte quelle piccole cose di vita quotidiana che ci piacevano.. Abbiamo sognato insieme giornate al mare da lei, week end in campagna da noi, certe che il domani ci sarebbe stato. Era nata un amicizia con lei, con Diana la sua fantastica mamma, con Roberto..
Abbiamo parlato tanto di noi, delle nostre amiche pazzerelle, dei nostri mariti cosi adorabili ed innamorati, dei dolori provati nella vita (la mia mamma ed il suo papa'), abbiamo riso dei comportamenti dei medici, scherzato sul terribile cibo della mensa, ironizzato sulle nostre fissazioni. Poi sono andata a casa e tutto a iniziato sempre piu' a precipitare..
Ora e' in cielo ed io sono arrabbiata. Sono arrabbiata con la vita e con questa brutta malattia che ruba le persone belle. Non c'e' un perche', e' inutile prendersi in giro e cercarlo..
Egoisticamente ho paura... Roberto ieri mi ha detto che io devo farcela anche per lei ma e' dura crederci sempre perche' ti chiedi perche' tu e non un altro... Poi respiro a fondo e ricomincio a lottare e sperare..
Lucia, ora sei lassu' con tante persone che ho amato. Voglio pensare che oggi sia serena, che i dolori siano passati, che tu sia in costume, con i capelli lunghi, bella e radiosa come ti ho visto in molte foto a guardare con occhi pieni di amore la tua famiglia che ora affronta questo incubo ma che pian piano trovera' la forza di procedere per i tuoi cuccioli.. Tu continuerai a giocare ai numeri con Annalisa da lassu' e continuerai a proteggerli per sempre..
Ti voglio bene

venerdì 18 gennaio 2013

Ogni controllo che ansia...

Questa mattina esami e visita. E' inutile nascondersi, ogni notte antecedente ai controlli sono agitata e preoccupata. Ogni minimo segnale che mi sembra strano tormento la dottoressa che mi segue ora per capire cosa ne pensa. Oggi andava tutto bene ma sono un po' scese le piastrine e sono andata in paranoia.. In realta' lei mi ha detto che e' normale e che tutto va bene ma mi rendo conto che questo nodo allo stomaco e' li', latente ed un po' stressante. Chissa' quando tornero' a vivere in modo piu' sereno i momenti dei controlli. Nel periodo successivo al precedente trapianto ero piu' tranquilla, anche se sapevo che nulla era scontato la mia mente rifiutava il senso di pericolo imminente. Poi, dopo tre mesi, la scottatura bruciante della recidiva ed ora mi rendo conto che sono piu' fragile..
E quindi cosa ho fatto oggi? Ovviamente cucinato per tenermi impegnata, forse anche esagerando un po' ! Ed ora sono stanca stanca ma non diciamolo a Max altrimenti mi sgrida..
A pranzo per fortuna sono venuti a trovarmi tre colleghi e li ho rimpinzati per bene e mi sono distratta..
Menu del pranzo
Pancakes alle zucchine e robiola e pasta con carciofi e gamberi...
Poi biscotti burrosissimi intanto domani inizio le pastiglie per i trigliceridi (e poi mi han detto che non dipende dall'alimentazione...) e stasera puntarelle con la carne alla griglia..

Ecco la ricetta dei pancakes, una ricetta carina per un antipasto o un aperitivo..

100 gr di farina autolievitante
70 ml circa di latte ma io vado ad occhio
2 uova
Sale
Due zucchine
Aglio
Olio
Burro

Ho grattuggiato le zucchine e le ho rosolate in padella con olio, aglio e sale facendole asciugare bene.
In una ciotola ho miscelato la farina, il latte versato a filo miscelando con la frusta per evitare i grumi ed ho aggiunto le uova e il sale. Ho sbattuto bene fino ad avere un composto liscio ed ho unito le zucchine. Volendo si possono aggiungere formaggio grattugiato e sostituire le zucchine con pisellini frullati o cipolla stufata o asparagi, spinaci... In un padellino lievemente unto di burro ho versato un mestolino di composto e l'ho girato quando sulla superficie si sono formate le bollicine. Ho proseguito fino alla fine del composto senza piu ungere il padellino. Li ho tenuti in caldo e serviti con una cremina di robiola, senape e un goccio di latte. Ma sono buonissimi serviti con i salumi o del salmone affumicato (ma siccome io non li posso mangiare....)

Pasta gamberi e carciofi (per quattro)

3 carciofi
Aglio
12 gamberoni o mazzancolle
300 grammi di pasta corta
Prezzemolo
Olio
Fumetto di pesce

Ho rosolato 3 carciofi tagliati fini con l'aglio e l'olio fino a cottura. Ho lessato la pasta molto al dente, l'ho saltata nei carciofi aggiungendo i ganberi sgusciati e puliti (ricordatevi sempre di togliere l'intestino) e tagliati a tocchetti e ho risottato sfumando con il fumetto e un po' di acqua di cottura. Ho guarnito con il prezzemolo e via..

I biscotti han talmente tanto burro che vi fan male e quindi non vi do la ricetta.. Buoni pero'!!

giovedì 17 gennaio 2013

Scorrono le giornate e domani nuovo controllo..

Le giornate scorrono serene tra un'amica a pranzo e l'altra e i miei pasticci in cucina.. Ora, dopo aver preparato il fumetto di pesce per un pranzetto di domani sto cercando di eliminare un po' di odor di pesce dalla casa per evitare che Max svenga entrando..
Questa mattina e' arrivato papa' e, come ormai nuova tradizione di questo periodo, ci siamo avviati al mercato. C'era il sole, io ero bella imbacuccata e armata di mascherina 3M iperprotettiva, e il mercato risplendeva di colori.. Mi son sentita cosi bene, comprando agretti (i primi, ancora carissimi in realta') verza, borragine, pomodorini, porri, cavolo nero, fragranti cipollotti, arance e poi calamari, gamberi, branzino, salmone... Che spettacolo! Ho provviste per dieci giorni..
Poi a casa, a chiaccherare con papa' facendo la focaccia con lo stracchino.. Mi chiedono se non mi annoio dovendo stare sempre in casa. Come posso annoiarmi godendo della mia casa, pasticciando in cucina, guardando un bel film, due chiacchere e progettando iniziative nuove per il Policlinico soprattutto quando penso a Milena e Lucia che sono ancora in ospedale.. Mi sento gia' molto fortunata..
Ieri poi abbiamo definito la nuova ristampa del libro, questa volta in collaborazione con l'associazione Laura Coviello. La signora Coviello e' fantastica, sta dedicando la sua vita per migliorare la vita dei pazienti ematologici e aiutare i medici nella ricerca e potremo fare tante cose insieme.
Intanto chi aspetta il libro abbia pazienza. Tra un po' saranno pronti...

Ps la focaccia con lo stracchino non e' una ricetta visto che e' tutto pronto ma secondo me e' una salvezza per una cenetta veloce o un aperitivo improvvisato..
Due confezioni di pasta stesa per focaccia (io uso Buitoni)
Tre confezioni di stracchino di medie dimensioni
Olio evo
Sale grosso
Origano

Ho steso bene il primo rotolo allargandolo fino a riempire tutta la teglia del forno
Ho distribuito sopra lo stracchino a pezzetti e un po di origano
Ho coperto con il secondo rotolo di pasta per focaccia portandolo alla misura di quello sottostante e ho schiacciato ai bordi. Ho spolverato di sale grosso e olio abbondante (e' buona un po' untina...)
E via in forno a 200 gradi fino a quando non e' ben colorita e croccante.. Servita a spicchi con un pinzimonio e vino bianco e' buonissima e iper veloce

martedì 15 gennaio 2013

Ricettine alla faccia dei trigliceridi

Oggi soliti controlli, tutto bene a parte i trigliceridi alti. Quasi una beffa per una che non ha mangiato quasi nulla per tre mesi e ora cucina tutto con pochi grassi e molti aromi.. Ma mi han detto che non e' colpa dell'alimentazione ma dell'immunosoppressore.. E quindi proseguo a mangiare come sempre..
Oggi mi ha raggiunta a pranzo un'amica.. Pasta al volo perche' avevo poco tempo ma comunque buona e leggera..

Pennoni al radicchio tardivo, pinoli uvetta, pistacchi e speck

80 gr di pennoni a persona
1 cespo di radicchio tardivo a persona
Una manciatina di uvetta, una di pinoli e una di pistacchi non salati tritati
Un cipollotto a persona
30 gr di speck a dadini a persona
Marsala secco
Parmigiano
Olio sale e pepe

Tosto a padella pulita la frutta secca, la tolgo e nella stessa padella rosolo il cipollotto tagliato e lo speck facendo imbiondire il cipollotto, unisco l'uvetta e il radicchio a fettine e aggiungo la frutta secca. Lascio stufare sfumando con mezzo bicchierino di marsala,lascio evaporare l'alcool, aggiusto di sale e pepe. Cuocio i pennoni (ma va bene qualunque pasta corta un po' ruvida), salto in padella ancora al dente con un mestolino di acqua di cottura e manteco con olio a crudo. Spolvero di parmigiano e son pronte..
Buone, sane perche' ricche di verdura e frutta secca, saporite grazie all'amarognolo del radicchio, l'affumicato dello speck, il dolce dell'uvetta e il croccante della frutta secca..

Questa sera mi devo invece costringere a mangiare proteine! Uff mi hanno sgridato ma la carne mi disgusta.. Come risolvere? Pasticciando la carne..

Quindi questa sera pollo marinato al miele e aceto balsamico e riso basmati con frutta secca e curcuma

Pollo a fettine
Salsa di soia
Glassa di aceto balsamico
Miele
Mezzo limone
Riso basmati
Due scalogni
Mandorle spelate
Anacardi
Pistacchi
Un cucchiaino di curcuma
Brodo vegetale
Olio, sale

Ho marinato tutto il pomeriggio il pollo a striscioline in un intingolo di salsa di soia, glassa di aceto, miele e il succo di mezzo limone (per le dosi io vado ad occhio e assaggio...)
Salterò poi il pollo con la sua marinata fino a che sia ben glassato.
In un tegame con il bordo alto e il coperchio tosto la frutta secca leggermente tritata, la tolgo e rosolo con un filo d'olio lo scalogno tritato, tosto il riso e aggiungo la frutta secca. Copro con brodo vegetale in cui ho sciolto la curcuma, copro con il coperchio e lascio cuocere per assorbimento.
Servo il riso per accompagnamento..

Vi chiederete perche' tutta questa frutta secca.. E' ricca di sali minerali vitamine e potassio.. E sto cercando di convincere le dottoresse a liberarmi delle pastiglie di potassio che trovo indigeribili..