Eccomi di nuovo qui, attaccata alla mia amica Cobe Spectra, per le aferesi..
La pelle e' sempre bella rossa e purulenta, la tosse mi fa compagnia e non ci fa dormire.. Per lo meno pero' sembra che si stia chiarendo la causa.. Dovrebbe essere graft polmonare! Al pneumologo, domani, la sentenza definitiva..
Venerdi ho fatto vari esami, tra cui la spirometria, un delizioso esamino da fare quando hai la tosse. Mezz'ora a soffiare in modi diversi dentro una macchina per farti poi dire che respiri da schifo! E meno male che non fumo ma i linfociti del Sacchi, fumatore accanito, fanno la loro parte!
In compenso un nuovo extra dosaggio di cortisone mi ha dato la carica e quindi sono di nuovo iperattiva.. Nel week end ho prodotto marmellata di fragole, pasta fresca, meringhe al cioccolato e con le nocciole, melanzane impanate, cena tedesca con wurstel e crauti, pomodori confit, finito il linro dell'Allende, iniziato un altro libro, fatto passeggiate in una domenica stupenda di sole e luce tersa dopo un sabato con camino acceso e freddo novembrino..
Ecco la ricetta delle meringhe.. Facile ed utilissima per non sprecare i bianchi d'uovo quando per altre ricette si usano solo il rosso..
Ieri infatti avevo deciso di fare la pasta fresca e mi sono ritrovata ad avanzare tre bei bianchi delle ovette del contadino..
Meringhe al cioccolato e meringhe con le nocciole
3 bianchi d'uovo
200 gr di zucchero
Un goccio d'acqua
Nocciole (una manciata)
Goccie di cioccolato (una manciata)
Un pizzico di sale
Iniziare a montare nella planetaria o con le fruste elettriche i bianchi con un pizzico di sale, in un pentolino mettere lo zucchero e un goccio d'acqua e portare a circa 120 gr di temperatura (deve essere completamente sciolto ma non brunito e caramellato). Continuando a montare le chiare iniziare a versare lo zucchero caldo a filo e montare fino a che il composto non si sara' intiepidito. Una volta pronto dividere il composto e a meta dello stesso, mescolando con delicatezza dall'alto verso il basso, aggiungere le goccie di cioccolato. All'altra meta di composto unire invece le nocciole tostate e tritate grossolanamente. Mettere un foglio di carta da forno sulla placca del forno e, con una sac a poche, creare le meringhette posizionandole un po distanziate tra di loro. Cuocere almeno due ore a 100/120 gr. Una volta pronte far raffreddare in forno semi aperto e conservare in un contenitore ben chiuso in quanto temono l'umidita.
Storia semiseria di una leucemia e qualche ricetta di vita e di cucina
lunedì 27 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
Compleanno..
Ieri ho compiuto 42 anni..
E' stato bello.. Bello esserci innanzitutto, bello essere via con Max, bello pur se nella fiacchezza di questo periodo..
L'anno scorso il giorno dopo il mio compleanno entrai in centro trapianti per il primo trapianto.. Quanta tensione, attesa ed ansia..
Ieri sarei dovuta andare in ospedale per le solite aferesi ma no! Non ho voluto..
Era importante creare un ricordo diverso ed il prossimo sarà ancora piu "normale" nell'eccezionalità di ogni giorno..
Oggi mille sviluppi.. Ancora nessuna news sull'esito del midollo ma gli esami vanno bene e questo mi rasserena un po'.. La graft pero e' bella aggressiva e anche la tosse sembra essere causata da una graft polmonare.. Il verdetto lo dara una bella tac e una spirometria.. Uff E il cuore batte forte forte (sara l'ammoreee!!!???) e quindi anche un bell'ecocardio non me lo leva nessuno..
E ieri sera, dopo tante cenette a Firenze abbiamo festeggiato con gamberoni giganti con latte di cocco e curcuma e riso pilaf..
Ecco la ricettina veramente speedy (dopo il we ero cotta e con poca energia per esprimermi in cucina in piatti elaborati..)
Per due/tre persone..
400 gr di code di gamberoni giganti (io avevo in casa quelli surgelati, l'importante e' che siano di ottima qualita) scongelate
Una lattina di latte di cocco
Mezza cipolla
Un pezzetto di zenzero fresco
Lemon grass (facoltativa)
Un cucchiaino di burro chiarificato
Un cucchiaio di concentrato di pomodoro
Mezzo cucchiaino di curry
Un cucchiaio di curcuma
Una bustina di zafferano
Una tazza di riso basmati
In un tegame mettere il riso pilaf e due tazze d'acqua bollente leggermente salata in cui avremo sciolto la bustina di zafferano. Coprire e cuocere per dieci/quindici minuti. Una volta che avra assorbito tutto il liquido sara cotto e andra sgranato velocemente con una forchetta
In un tegame rosolare nel burro chiarificato la cipolla tritata, lo zenzero tritato, la curcuma e il curry e il lemongrass tritato. Allungare con mezzo mestolino di brodo e procedere fino a che la cipolla sara morbida. Unire il concentrato di pomodoro e il latte di cocco e far addensare la salsa. Dopo qualche minuto unire i gamberoni sgusciati e puliti del filetto nero e farli cuocere tre/quattro minuti (attenzine a non cuocerli troppo per non farli diventare gommosi..). Impiattare con il riso basmati allo zafferano e i gamberoni e, se necessario, far ancora addensare a fuoco vivo la salsa un paio di minuti fino alla giusta cremosita'...
Buoni buoni e anche Max, che solitamente non ama molto i miei esperimenti etnici, li ha spazzolati..
E' stato bello.. Bello esserci innanzitutto, bello essere via con Max, bello pur se nella fiacchezza di questo periodo..
L'anno scorso il giorno dopo il mio compleanno entrai in centro trapianti per il primo trapianto.. Quanta tensione, attesa ed ansia..
Ieri sarei dovuta andare in ospedale per le solite aferesi ma no! Non ho voluto..
Era importante creare un ricordo diverso ed il prossimo sarà ancora piu "normale" nell'eccezionalità di ogni giorno..
Oggi mille sviluppi.. Ancora nessuna news sull'esito del midollo ma gli esami vanno bene e questo mi rasserena un po'.. La graft pero e' bella aggressiva e anche la tosse sembra essere causata da una graft polmonare.. Il verdetto lo dara una bella tac e una spirometria.. Uff E il cuore batte forte forte (sara l'ammoreee!!!???) e quindi anche un bell'ecocardio non me lo leva nessuno..
E ieri sera, dopo tante cenette a Firenze abbiamo festeggiato con gamberoni giganti con latte di cocco e curcuma e riso pilaf..
Ecco la ricettina veramente speedy (dopo il we ero cotta e con poca energia per esprimermi in cucina in piatti elaborati..)
Per due/tre persone..
400 gr di code di gamberoni giganti (io avevo in casa quelli surgelati, l'importante e' che siano di ottima qualita) scongelate
Una lattina di latte di cocco
Mezza cipolla
Un pezzetto di zenzero fresco
Lemon grass (facoltativa)
Un cucchiaino di burro chiarificato
Un cucchiaio di concentrato di pomodoro
Mezzo cucchiaino di curry
Un cucchiaio di curcuma
Una bustina di zafferano
Una tazza di riso basmati
In un tegame mettere il riso pilaf e due tazze d'acqua bollente leggermente salata in cui avremo sciolto la bustina di zafferano. Coprire e cuocere per dieci/quindici minuti. Una volta che avra assorbito tutto il liquido sara cotto e andra sgranato velocemente con una forchetta
In un tegame rosolare nel burro chiarificato la cipolla tritata, lo zenzero tritato, la curcuma e il curry e il lemongrass tritato. Allungare con mezzo mestolino di brodo e procedere fino a che la cipolla sara morbida. Unire il concentrato di pomodoro e il latte di cocco e far addensare la salsa. Dopo qualche minuto unire i gamberoni sgusciati e puliti del filetto nero e farli cuocere tre/quattro minuti (attenzine a non cuocerli troppo per non farli diventare gommosi..). Impiattare con il riso basmati allo zafferano e i gamberoni e, se necessario, far ancora addensare a fuoco vivo la salsa un paio di minuti fino alla giusta cremosita'...
Buoni buoni e anche Max, che solitamente non ama molto i miei esperimenti etnici, li ha spazzolati..
domenica 19 maggio 2013
Firenze tra nuvole e sole..
Eccoci a Firenze per un week end.. Clima strano con nuvole e squarci di sole, aria frizzante e qualche goccia di pioggia.
E' sempre una città bellissima anche se invasa di turisti stranieri trascinati in giro da improbabili guide con l'ombrellino.. Girelliamo per le stradine, mangiamo nelle trattorie di San Frediano e ci infiliamo al mercatino dell'antiquariato di Fortezza da Basso.. E siamo capaci di comprare un dondolo per la campagna.. Il recupero sarà impegnativo ma non abbiamo saputo resistere..
In fondo si vive una volta sola e lo sappiamo bene!
Ieri sera crostini toscani e tagliata (se non posso combattere la tosse che mi devasta almeno cerco di recuperare sul ferro visto che era basso negli ultimi esami..)
Crostini di fegato
Prezzemolo
Cipolla
Sedano
Carota
Fegato di vitello e fegatini di pollo
sale e pepe
1 cucchiaio di capperi
acciuga
pane abbrustolito
vino bianco
conserva di pomodoro
E' sempre una città bellissima anche se invasa di turisti stranieri trascinati in giro da improbabili guide con l'ombrellino.. Girelliamo per le stradine, mangiamo nelle trattorie di San Frediano e ci infiliamo al mercatino dell'antiquariato di Fortezza da Basso.. E siamo capaci di comprare un dondolo per la campagna.. Il recupero sarà impegnativo ma non abbiamo saputo resistere..
In fondo si vive una volta sola e lo sappiamo bene!
Ieri sera crostini toscani e tagliata (se non posso combattere la tosse che mi devasta almeno cerco di recuperare sul ferro visto che era basso negli ultimi esami..)
Crostini di fegato
Prezzemolo
Cipolla
Sedano
Carota
Fegato di vitello e fegatini di pollo
sale e pepe
1 cucchiaio di capperi
acciuga
pane abbrustolito
vino bianco
conserva di pomodoro
Preparazione
Tritare finemente prezzemolo, sedano, carota e cipolla. Porre in padella con olio, sale e pepe. Unire fegato di vitello e fegatini di pollo in egual quantità. Quando ha fritto un poco bagnare con ½ bicchiere di vino bianco e un cucchiaio di conserva di pomodoro sciolta in acqua. Lasciar cuocere a fuoco lento per mezz'ora, quindi togliere il tutto dal fuoco e tritarlo insieme ad un filetto di acciuga e ai cappero. Con questo composto spalmare dei crostini di pane.giovedì 16 maggio 2013
Che noia la pioggia..
Continua la mia tosse incessante e quindi, in questa giornata di pioggia, meglio stare in casa..
Ieri sera siamo scappati in campagna per una toccata e fuga e questa mattina di rientro sotto la pioggia..
Pranzetto con uova e spinaci e poi mille attivita' per ingannare il tempo in un pomeriggio di pioggia.
Un runner dipinto con un pensiero di Gandhi, una tovaglia colorata con le farfalle e due tovagliette americane (non sapendo disegnare la mia pittura su stoffa si limita a scritte o disegni infantili..)
Poi due mele mi guardavano tristanzuole dal porta frutta e quindi ho preparato le tortine di mele.
Per dieci tortine
2 mele
100 gr di zucchero di canna
50 ml di olio di semi
150 gr di farina
1/2 bustina di lievito
1 yogurt
1 uovo
1 cucchiaio di calvados o liquore dolce
Cristalli di zucchero o granella di zucchero
Con la frusta sbattere l'uovo con lo zucchero fino a che sia chiaro e spumoso, unire lo yogurt, l'olio e la farina setacciata con il lievito. Aggiungere il liquore e mescolare bene. Unire all'impasto una mela tagliata a pezzettini piccoli e versare il composto nei pirottini di carta inseriti nelle formine da muffin.
Affettare a fette sottili l'altra mela e farcire le tortine con due fettine ciascuna. Cospargere di cristalli di zucchero e cuocere a 180 gr per venticinque minuti.
Ieri sera siamo scappati in campagna per una toccata e fuga e questa mattina di rientro sotto la pioggia..
Pranzetto con uova e spinaci e poi mille attivita' per ingannare il tempo in un pomeriggio di pioggia.
Un runner dipinto con un pensiero di Gandhi, una tovaglia colorata con le farfalle e due tovagliette americane (non sapendo disegnare la mia pittura su stoffa si limita a scritte o disegni infantili..)
Poi due mele mi guardavano tristanzuole dal porta frutta e quindi ho preparato le tortine di mele.
Per dieci tortine
2 mele
100 gr di zucchero di canna
50 ml di olio di semi
150 gr di farina
1/2 bustina di lievito
1 yogurt
1 uovo
1 cucchiaio di calvados o liquore dolce
Cristalli di zucchero o granella di zucchero
Con la frusta sbattere l'uovo con lo zucchero fino a che sia chiaro e spumoso, unire lo yogurt, l'olio e la farina setacciata con il lievito. Aggiungere il liquore e mescolare bene. Unire all'impasto una mela tagliata a pezzettini piccoli e versare il composto nei pirottini di carta inseriti nelle formine da muffin.
Affettare a fette sottili l'altra mela e farcire le tortine con due fettine ciascuna. Cospargere di cristalli di zucchero e cuocere a 180 gr per venticinque minuti.
martedì 14 maggio 2013
Waiting for Max..
Fa ridere che una tosta quarantenne sia qui, eccitata come un'adolescente, in attesa del suo maritino che torna da un viaggio..
Mi ritrova sempre un po' a chiazze, pelosina da cortisone, e con la mia bella tosse e smorfie varie a causa di uno strappo muscolare causato dalla tosse.. Insomma non proprio una miss..
Ma almeno ho la mia bella t-shirt con miss piggy tutta vestita di lustrini e il mio miglior sorriso..
Le ansie sono accantonate intanto e, come si dice, con il sole tutto sembra meno impellente. Prima o poi i gentili signori del centro analisi del San Raffaele si decideranno a refertare il mio midollo..
Mi ritrova sempre un po' a chiazze, pelosina da cortisone, e con la mia bella tosse e smorfie varie a causa di uno strappo muscolare causato dalla tosse.. Insomma non proprio una miss..
Ma almeno ho la mia bella t-shirt con miss piggy tutta vestita di lustrini e il mio miglior sorriso..
Le ansie sono accantonate intanto e, come si dice, con il sole tutto sembra meno impellente. Prima o poi i gentili signori del centro analisi del San Raffaele si decideranno a refertare il mio midollo..
lunedì 13 maggio 2013
L'altra notte.. Pensieri da insonne..
E' lunedì, sono qui nel solito lettino al trasfusionale per fare la fotoaferesi, e riprendo in mano i pensieri dopo queste belle giornate a Cannes.. fare shopping con Adriana, entusiasmarsi davanti a fiori, scarpe, generi alimentari dei più diversi, Laduree e i suoi macarons, il mare e l'aperitivo sulla spiaggia.. la notte e' un po diverso.. questo e' quello che ho scritto sabato notte.. va preso così, come quei pensieri notturni in cui tutto si ingigantisce..
" E' notte e non riesco a dormire. La tosse mi impedisce ogni pace e mi rende allucinata. La notte e' brutta, le paure montano, mi sento sola, in gabbia, con Adriana nell'altra camera e io chiusa qui, cercando di non disturbarla con la mia tosse incessante.
In questo momento, se fossi sola, mi vestirei ed uscirei, andrei verso il mare, sulla spiaggia a guardare il mare e respirare. Mi manca l'aria e mi viene da piangere. So perché'! Ho paura di cosa uscirà lunedì, degli esiti del midollo che ancora mancano, dell'ansia di una vita sospesa. Perché non si può vivere o morire e basta?. Così e' dura anche se devo solo ringraziare di esserci ancora e che le cose vanno avanti tra un problemino e l'altro.. Lo so.. E' sbagliato lamentarsi.. La mia mamma non c' e' più, Lucia non c'e' più, Anna non c'e' più, Gaia non c'e più, Antonia non c'e' più.. E così tanti altri..
Tanti stanno male, male da tanto tempo e non mollano.. Ma io, ogni tanto, ho paura paura paura.. Vorrei che Massimo fosse qui, che mi stringesse e mi dicesse che andrà tutto bene.. Ho questa paura costante e ogni disturbo mi fa spaventare..
In realtà non ho paura di morire! Ho paura di avere sempre più disturbi, di dare fastidio agli altri, di essere un peso, di stare male, di dipendere, di essere brutta (più di così), di diventare cattiva per il dolore o i fastidi..
Forse e' normale ma e' dura, e' dura anche se sei in vacanza in un bel posto dove tutti sembrano felici, dove c'e' il mare, dove la tua amica ti coccola, dove i negozi ti solleticano ma i piaceri sono effimeri e poi, la notte, tutto torna più forte che mai.
Mi racconto tante sciocchezze, faccio tanti progetti affinché tutto sembri normale, ma mi sento un aliena in terra straniera, pronta a partire per un mondo solitario e lontano..
Poi respiro e la gola prude, mi guardo il corpo a ponfi rossastri e mi dico che molti stanno molto peggio.. Che io sono al mare a fare passeggiate, shopping e mangiare tutto ciò che voglio e il post trapianto permette.. Ma e' notte e il mare e' vicino ma anche tanto lontano ed io vorrei essere sulla spiaggia a guardare le onde e respirare senza tossire, senza grattare, senza paura ed invece sono qui presa da questo sciocco malessere quando dovrei solo essere serena e tranquilla perché come ho affrontato il "ieri" posso affrontare il "domani".
I deliri della notte sono esagerati (il mio pragmatismo piemontese me lo ricorda) ma sono anche così reali...
Mi sento come se, per certi versi, non mi importasse più di nulla. Ora capisco l'egoismo dei vecchi e degli ammalati.. La mente si concentra più o meno consciamente sulle paure e esclude il resto del mondo..
Cerco di godermi le cose ma lo faccio spesso più per Max e gli altri che per me.. Vivo e mi sembra già tanto.. O forse no..
Che Fatica!
Ora ho spento la luce e la tosse che sembrava un po' placata torna come una nemica che attacca con il buio e vuole prenderti per stanchezza.. Sono disturbi sciocchi, ne sono consapevole.. Migliaia di persone non dormono per disturbi diversi e non fanno tanta scena ma io sono una figlia unica viziata e questo e' il Mio Personale Sfogo..
Poi domani ci sarà il sole, io mi vestirò in modo carino, con i pantaloni a fiorellini e la camicia bianca, metterò il mio cappello e andremo ad Alassio a prendere la mamma di Max e sorriderò.. E tutto andrà bene perché mangeremo il pesce e saremo serene.
Ma questa notte e' proprio uno schifo..
giovedì 9 maggio 2013
Vacanza...
Vacanza... Sembra quasi irreale!
Sono a cannes con un'amica, a casa di un altra amica, coccolata da tutti insomma...
Tempo bello, casa centralissima, mille negozi, il mare, il mercato della frutta e verdura con le cose esposte come solo i francesi sanno fare..
Tanti posti carini da visitare e la voglia di godersi l'aria di Provenza..
Ed almeno qui il mio cappello a tesa larga non è completamente fuori luogo...
Se penso all'anno e mezzo trascorso, se penso a tutte le incertezze vissute e che viviamo in ogni istante, se penso a chi vorrei fosse con me oltre a Adri, se penso alla paura di essere lontana anche solo poche ore di strada dall'ospedale, se penso ai risultati dell'ultimo esame di midollo che aspettiamo, mi dico che questi sono momenti bellissimi da godere a pieno...
Anche questo istante in cui sono stesa a letto, con le caviglie un po' gonfie e la pelle che prudicchia, dopo una giornata a zonzo tra Cannes e Saint Paul de Vance, con Adele che canta in sottofondo e scrivo ..
mercoledì 8 maggio 2013
Un grazie ai miei lettori..
Ieri mi e' capitata una cosa bella! Ero al bar della Rinascente con la mia amica, chiaccheravo e, ad un certo punto una ragazza si e' avvicinata a noi.. Mi chiede se mi chiamo Cristina e mi racconta che legge il mio blog e che ha anche ricevuto in regalo il libro di cucina.. Mi ha riconosciuto dalla foto del blog..
Ieri sera ho anche risposto ad una mail bellissima di un ragazzo che mi ha scritto qualche giorno fa.. Non conosco nemmeno lui ma pensare che le mie sciocchezze possano fargli passare qualche minuto diverso dopo un grande dolore mi rende felice..
E poi che dire di alcune mie lettrici affezionate che mi sgridano appena latito per qualche giorno..
Il blog era nato per me soprattutto, poi per i miei amici (per tenerli aggiornati senza dover sempre telefonare..) e mai avrei pensato che potesse diventare un canale di conoscenza di persone nuove..
Mi rendo conto di gestirlo in modo egoista.. Non rispondo mai ai commenti, lo vivo come un diario personale o come un ricettario di casa.. E' un pezzo di me, un modo per tradurre stati d'animo senza imbarazzi.. Protetta dalla barriera delle parole scritte..
Grazie a chi lo legge e lo rende vivo insieme a me..
Ieri sera ho anche risposto ad una mail bellissima di un ragazzo che mi ha scritto qualche giorno fa.. Non conosco nemmeno lui ma pensare che le mie sciocchezze possano fargli passare qualche minuto diverso dopo un grande dolore mi rende felice..
E poi che dire di alcune mie lettrici affezionate che mi sgridano appena latito per qualche giorno..
Il blog era nato per me soprattutto, poi per i miei amici (per tenerli aggiornati senza dover sempre telefonare..) e mai avrei pensato che potesse diventare un canale di conoscenza di persone nuove..
Mi rendo conto di gestirlo in modo egoista.. Non rispondo mai ai commenti, lo vivo come un diario personale o come un ricettario di casa.. E' un pezzo di me, un modo per tradurre stati d'animo senza imbarazzi.. Protetta dalla barriera delle parole scritte..
Grazie a chi lo legge e lo rende vivo insieme a me..
martedì 7 maggio 2013
Anche chi ama la cucina a volte cede...
Sola a casa!
..ieri giornatina campale al san raf con esami, fotoaferesi, visita e rischio trasfusione per un emoglobina non proprio brillante.. E, sembra strano a dirsi, poca voglia di cucinare..
Ieri la mia amica Pamela mi ha abbondantemente nutrito ma non posso andare sempre a scrocco..
Questa mattina dovevo tornare al san raffaele.. La spada di Damocle della trasfusione continuava ad aleggiare e il battito accellerato e la fatica nel fare le scale mi facevano temere..
Per fortuna dopo esami e medicazioni varie siamo giunti al verdetto.. Un bel 9 di emoglobina.. (Non proprio abbondante ma almeno sopra la soglia di pericolo..)..
E quindi mi hanno liberata e me ne sono andata a zonzo con la mia amica e sua mamma e i piccolini..
Ora sono a casa, nel tunnel della valigia per i quattro giorni di vacanzina, cose leggere, cose pesantine, cappello per il sole, cose accollate altrimenti si vede il catetere e gia ieri e' stato complicato spiegare a Riccardo cosa fosse questo cerottone e quei tubicini strani..
Cosa mangio? Uff dov'e' chef Max quando ne ho bisogno?!? (ebbene si anche io a volte vorrei la cena pronta senza dover fare nulla..)
La soluzione e' stata una fantastica piadipizza ossia una creativa versione della pizza fatta Con la piadina, mozzarella, pomodoro a fette, origano e un filo d'olio..
Dieci minuti in forno e via.. Per sentirmi meno in colpa anche una bella dose di asparagi al vapore..(quasi sano)
Sono molto felice di partire..
E per tanti motivi:
Vado via con la mia amica adriana
Forse per la prima volta riesco a rispettare un programma (di solito capita sempre qualcosa ed oggi ho vissuto con ansia fino alla telefonata della dottoressa che mi confermava che il citomegalovirus era negativo.. Altrimenti sarebbe saltata anche questa vacanza)
Spero che il mare migliori un po' la mia allergia ai pollini
E poi:
La casa e' cosi vuota..
..ieri giornatina campale al san raf con esami, fotoaferesi, visita e rischio trasfusione per un emoglobina non proprio brillante.. E, sembra strano a dirsi, poca voglia di cucinare..
Ieri la mia amica Pamela mi ha abbondantemente nutrito ma non posso andare sempre a scrocco..
Questa mattina dovevo tornare al san raffaele.. La spada di Damocle della trasfusione continuava ad aleggiare e il battito accellerato e la fatica nel fare le scale mi facevano temere..
Per fortuna dopo esami e medicazioni varie siamo giunti al verdetto.. Un bel 9 di emoglobina.. (Non proprio abbondante ma almeno sopra la soglia di pericolo..)..
E quindi mi hanno liberata e me ne sono andata a zonzo con la mia amica e sua mamma e i piccolini..
Ora sono a casa, nel tunnel della valigia per i quattro giorni di vacanzina, cose leggere, cose pesantine, cappello per il sole, cose accollate altrimenti si vede il catetere e gia ieri e' stato complicato spiegare a Riccardo cosa fosse questo cerottone e quei tubicini strani..
Cosa mangio? Uff dov'e' chef Max quando ne ho bisogno?!? (ebbene si anche io a volte vorrei la cena pronta senza dover fare nulla..)
La soluzione e' stata una fantastica piadipizza ossia una creativa versione della pizza fatta Con la piadina, mozzarella, pomodoro a fette, origano e un filo d'olio..
Dieci minuti in forno e via.. Per sentirmi meno in colpa anche una bella dose di asparagi al vapore..(quasi sano)
Sono molto felice di partire..
E per tanti motivi:
Vado via con la mia amica adriana
Forse per la prima volta riesco a rispettare un programma (di solito capita sempre qualcosa ed oggi ho vissuto con ansia fino alla telefonata della dottoressa che mi confermava che il citomegalovirus era negativo.. Altrimenti sarebbe saltata anche questa vacanza)
Spero che il mare migliori un po' la mia allergia ai pollini
E poi:
La casa e' cosi vuota..
sabato 4 maggio 2013
Maggio...
Maggio e' iniziato e anche la primavera sembra finalmente arrivata! siamo tornati ora a Milano in una giornata di sole pazzesco..
Partire dalla campagna oggi e' stato un vero trauma..
Sole terso, colori vividi, le piante che iniziano ad essere piene di foglie tenere e verde chiaro, i fiori, il glicine in piena fioritura.. I nostri pomodorini che iniziano a crescere, il ribes e le fragoline...Un vero spettacolo! E io che mi sono goduta questi colori con un fantastico cappello alla Wanda Osiris a tesa larga, maniche lunghe, pantaloni e protezione cinquanta! Del resto venerdì abbiamo ricominciato le fotoaferesi e non posso certo vanificarne i benefici con un raggio di sole traditore!!! Ma la vita sa' essere spietata e siamo dovuti rientrare anticipatamente..
Domani Max parte per lavoro e resto sola soletta a Milano..
Sono un po' triste.
Periodi come quello che abbiamo vissuto ed in realtà' stiamo ancora vivendo trasformano i rapporti e li fortificano (quando non li spezzano) e oggi ci sembra difficile separarci per dieci giorni.. Forse e' il senso di precarietà e di tempo fuggevole che ci fa vivere come eterni questi periodi..
Lo vedo in tante persone che incontro in ospedale.. Mariti, mogli o genitori amorevoli che vivono come un bisogno fisico lo stare a fianco dei loro cari malati.
Tante volte le osservo guardare con amore i miei compari di sventura quando vanno a fare i prelievi o la visita, lo stesso sguardo che vedo in Max quando pensa che io non lo veda.. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri in un continuo scambio di sostegno e amore.
Compenserò i momenti di solitudine con amiche, cenette, massaggi, un po' di san raf che non guasta mai, e una mini vacanzina.. In fondo non posso stare a casa a disperarmi perché il mio amore e' in florida!!
Partire dalla campagna oggi e' stato un vero trauma..
Sole terso, colori vividi, le piante che iniziano ad essere piene di foglie tenere e verde chiaro, i fiori, il glicine in piena fioritura.. I nostri pomodorini che iniziano a crescere, il ribes e le fragoline...Un vero spettacolo! E io che mi sono goduta questi colori con un fantastico cappello alla Wanda Osiris a tesa larga, maniche lunghe, pantaloni e protezione cinquanta! Del resto venerdì abbiamo ricominciato le fotoaferesi e non posso certo vanificarne i benefici con un raggio di sole traditore!!! Ma la vita sa' essere spietata e siamo dovuti rientrare anticipatamente..
Domani Max parte per lavoro e resto sola soletta a Milano..
Sono un po' triste.
Periodi come quello che abbiamo vissuto ed in realtà' stiamo ancora vivendo trasformano i rapporti e li fortificano (quando non li spezzano) e oggi ci sembra difficile separarci per dieci giorni.. Forse e' il senso di precarietà e di tempo fuggevole che ci fa vivere come eterni questi periodi..
Lo vedo in tante persone che incontro in ospedale.. Mariti, mogli o genitori amorevoli che vivono come un bisogno fisico lo stare a fianco dei loro cari malati.
Tante volte le osservo guardare con amore i miei compari di sventura quando vanno a fare i prelievi o la visita, lo stesso sguardo che vedo in Max quando pensa che io non lo veda.. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri in un continuo scambio di sostegno e amore.
Compenserò i momenti di solitudine con amiche, cenette, massaggi, un po' di san raf che non guasta mai, e una mini vacanzina.. In fondo non posso stare a casa a disperarmi perché il mio amore e' in florida!!
martedì 30 aprile 2013
Coq au vin e sfizi vacanzieri
Una bella settimana trascorsa in campagna tra libri, ozio, orto, passeggiate, qualche pioggerellina e camino acceso..
Domenica sono venuti a trovarci alcuni amici e, dopo una settimana di riposo e cene fuori, mi sono dedicata un po più seriamente alla cucina..
Il menu era semplice, assolutamente campagnolo ma gustoso..
Focaccia con le cipolle
Salame della zona
Frittatine del riciclo
Pasta con i carciofi
Coq au vin di julia child
Fragole panna e meringhe (fatte in casa ovviamente... )
La ricetta clou era il pollo copiato e poi ovviamente un po modificato dalla mitica Julia Child..
Prima pero alcune dritte sul resto..
La focaccia con le cipolle la faccio utilizzando la macchina del pane con il programma impasto per la pizza ma, in passato, il risultato non ci soddisfaceva completamente.. (Max e' diventato esigente!!!)
Il trucco che mi ha permesso di far felice il mio goloso maritino e stato il riposo al caldo.. Una volta pronto l'impasto secondomi tempi della macchina del pane la tiro fuori, la stendo sulla teglia bella unta di olio e la lascio lievitare un altra oretta in forno a 60 gr. A quel punto la farcisco con tanta cipolla affettata sottilmente e un filo di olio e sale e cuocio a 220 gr fino a che non e' bella dorata e con le cipolle un po' scurite.. Resta soffice e leggera anche se sicuramente un po calorica..
La pasta con i carciofi e' banale, carciofi tagliati a julienne e rosolati in padella con aglio e prezzemolo. Pasta cotta molto al dente e mantecata a lungo con un filo d'olio e acqua di cottura fino a completa cottura.. Ed alla fine tanta ricotta salata e menta e timo tritati..
Ed ecco la ricetta del coq au vin..
Un pollo ruspante a pezzi (deve essere un pollo allevato a cortile altrimenti la carne si sfalda troppo) di un paio di kg
400 gr di Cipolline pelate
2 spicchi d'aglio
Carota sedano e cipolla per soffritto
50 ml di brandy
1 bottiglia di vino rosso buono
Farina qb
Olio
300 gr di Pancetta a dadini
Rosmarino, timo e salvia e prezzemolo
Sale e pepe
Marinare il pollo con il vino, carota sedano e cipolla tagliati a dadini, gli aromi tritati sale e pepe per circa 12 ore. Scolare il pollo e filtrare la marinata. In una pentola capiente a fondo spesso (io ho usato una delle mie amate le creuset in ghisa ma van bene anche pentole in coccio o a fondo spesso) scaldare un filo d'olio a cui si sara' aggiunto uno spicchio d'aglio schiacciato. Rosolare i pezzi di pollo e, appena dorato, toglierlo dal tegame e tenere in caldo. nel tegame mettere le verdure della marinatura scolate, le cipolline e la pancetta e rosolare per 3-4 minuti. aggiungere la farina e far addensare il fondo di cottura. Aggiungere il pollo e sfumare con il brandy, far evaporare l'alcool e iniziare a sfumare con il vino della marinata iniziando con un paio di mestoli. Far cuocere a fuoco bassissimo per circa due ore e mezzo coperto. Servire ben caldo.. La ricetta originale prevede anche funghi champignon cotti a parte e aggiunti dopo averli ben rosolati in una padella con aglio e
prezzemolo. Era talmente tanto che lo abbiamo finito stasera con delle patatine lesse. Domani festa e poi giovedi il nuovo catetere e venerdi aferesi.. Si ricomincia ma del resto non posso continuare a lungo a grattare come una scimmietta (gia ci assomiglio grazie agli abbondanti peli regalatimdal cortisone..)
Chissa che con queste riusciremo ad eliminarlo a breve? Inizio a soffrirlo un po anche perche ultimamente, dopo " soli " tre mesi di somministrazione, gonfio come un pallone e, dopo la fase caviglie a pagnotta siamo passati alla fase coscie alla Vieri..
Settimana prossima mi regalo un po' di massaggi linfodrenanti che, come dice l'estetista fanno bene al fisico ma soprattutto allo spirito..
.
Domenica sono venuti a trovarci alcuni amici e, dopo una settimana di riposo e cene fuori, mi sono dedicata un po più seriamente alla cucina..
Il menu era semplice, assolutamente campagnolo ma gustoso..
Focaccia con le cipolle
Salame della zona
Frittatine del riciclo
Pasta con i carciofi
Coq au vin di julia child
Fragole panna e meringhe (fatte in casa ovviamente... )
La ricetta clou era il pollo copiato e poi ovviamente un po modificato dalla mitica Julia Child..
Prima pero alcune dritte sul resto..
La focaccia con le cipolle la faccio utilizzando la macchina del pane con il programma impasto per la pizza ma, in passato, il risultato non ci soddisfaceva completamente.. (Max e' diventato esigente!!!)
Il trucco che mi ha permesso di far felice il mio goloso maritino e stato il riposo al caldo.. Una volta pronto l'impasto secondomi tempi della macchina del pane la tiro fuori, la stendo sulla teglia bella unta di olio e la lascio lievitare un altra oretta in forno a 60 gr. A quel punto la farcisco con tanta cipolla affettata sottilmente e un filo di olio e sale e cuocio a 220 gr fino a che non e' bella dorata e con le cipolle un po' scurite.. Resta soffice e leggera anche se sicuramente un po calorica..
La pasta con i carciofi e' banale, carciofi tagliati a julienne e rosolati in padella con aglio e prezzemolo. Pasta cotta molto al dente e mantecata a lungo con un filo d'olio e acqua di cottura fino a completa cottura.. Ed alla fine tanta ricotta salata e menta e timo tritati..
Ed ecco la ricetta del coq au vin..
Un pollo ruspante a pezzi (deve essere un pollo allevato a cortile altrimenti la carne si sfalda troppo) di un paio di kg
400 gr di Cipolline pelate
2 spicchi d'aglio
Carota sedano e cipolla per soffritto
50 ml di brandy
1 bottiglia di vino rosso buono
Farina qb
Olio
300 gr di Pancetta a dadini
Rosmarino, timo e salvia e prezzemolo
Sale e pepe
Marinare il pollo con il vino, carota sedano e cipolla tagliati a dadini, gli aromi tritati sale e pepe per circa 12 ore. Scolare il pollo e filtrare la marinata. In una pentola capiente a fondo spesso (io ho usato una delle mie amate le creuset in ghisa ma van bene anche pentole in coccio o a fondo spesso) scaldare un filo d'olio a cui si sara' aggiunto uno spicchio d'aglio schiacciato. Rosolare i pezzi di pollo e, appena dorato, toglierlo dal tegame e tenere in caldo. nel tegame mettere le verdure della marinatura scolate, le cipolline e la pancetta e rosolare per 3-4 minuti. aggiungere la farina e far addensare il fondo di cottura. Aggiungere il pollo e sfumare con il brandy, far evaporare l'alcool e iniziare a sfumare con il vino della marinata iniziando con un paio di mestoli. Far cuocere a fuoco bassissimo per circa due ore e mezzo coperto. Servire ben caldo.. La ricetta originale prevede anche funghi champignon cotti a parte e aggiunti dopo averli ben rosolati in una padella con aglio e
prezzemolo. Era talmente tanto che lo abbiamo finito stasera con delle patatine lesse. Domani festa e poi giovedi il nuovo catetere e venerdi aferesi.. Si ricomincia ma del resto non posso continuare a lungo a grattare come una scimmietta (gia ci assomiglio grazie agli abbondanti peli regalatimdal cortisone..)
Chissa che con queste riusciremo ad eliminarlo a breve? Inizio a soffrirlo un po anche perche ultimamente, dopo " soli " tre mesi di somministrazione, gonfio come un pallone e, dopo la fase caviglie a pagnotta siamo passati alla fase coscie alla Vieri..
Settimana prossima mi regalo un po' di massaggi linfodrenanti che, come dice l'estetista fanno bene al fisico ma soprattutto allo spirito..
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martedì 23 aprile 2013
Un lunedì un po complicato...
Ieri avevo in programma il solito giro mensile di esami, visita e prelievo di midollo e osso...
Sono arrivata con il mio solito buon livello di tensione da risultati.. Ma piu tranquilla forse grazie anche alla oresenza di max ed alla prospettiva di una settimana in campagna..
L'esordio e' stato buono, prelievo con il mio dottore preerito e poi colazione e visita.. E vabbe, la graft e' ripartita e si decide di rimettere il catetere e ricominciare con le aferesi ma non sono un grosso problema. A me basta che si arrivi a togliere il cortisone che inizio a sopportare poco ormai dopo quasi tre mesi..
Poi mi avvio al midollo.. Dppio buco perche il mio midollo ormai non ne vuole piu sapere di farsi risucchiarre e quindi doppia anestesia per cui ero stonata come una campana..
Ovviamente si decide di integrare alcuni esami del sangue e quindi l'infermiera deliziosa e bravissima del dh prova a trovare la vena.. Dopo due buchi rinuncia e mi manda a riprendermi un po.. Alteo giro e altri tre buchi con un altra infermiera (e per fortuna che sono brave ed abituate a gente senza vene) ed alla fine ce la facciamo.. Sembravo un vero colabrodo..
Per fortuna arrivati in campagna ci siamo concessi cenetta fuori per gratificarci un po ed una bella pintata di montalbano in tv..
Oggi son gnagnera tra schiena indolenzita, gonfiore da cortisone e raffreddore e tosse e tormento il mio povero maritino.. Ma e' bellissimo, c'e' il sole (sotto il quale ovviamente non posso stare ma pazienza), gli uccellini cantano ed abbiamomcomprato gerani, tageti e begonie e Max fa il giardiniere..
Chissa che stasera non si riesca a mangiare all'aperto..
Sono arrivata con il mio solito buon livello di tensione da risultati.. Ma piu tranquilla forse grazie anche alla oresenza di max ed alla prospettiva di una settimana in campagna..
L'esordio e' stato buono, prelievo con il mio dottore preerito e poi colazione e visita.. E vabbe, la graft e' ripartita e si decide di rimettere il catetere e ricominciare con le aferesi ma non sono un grosso problema. A me basta che si arrivi a togliere il cortisone che inizio a sopportare poco ormai dopo quasi tre mesi..
Poi mi avvio al midollo.. Dppio buco perche il mio midollo ormai non ne vuole piu sapere di farsi risucchiarre e quindi doppia anestesia per cui ero stonata come una campana..
Ovviamente si decide di integrare alcuni esami del sangue e quindi l'infermiera deliziosa e bravissima del dh prova a trovare la vena.. Dopo due buchi rinuncia e mi manda a riprendermi un po.. Alteo giro e altri tre buchi con un altra infermiera (e per fortuna che sono brave ed abituate a gente senza vene) ed alla fine ce la facciamo.. Sembravo un vero colabrodo..
Per fortuna arrivati in campagna ci siamo concessi cenetta fuori per gratificarci un po ed una bella pintata di montalbano in tv..
Oggi son gnagnera tra schiena indolenzita, gonfiore da cortisone e raffreddore e tosse e tormento il mio povero maritino.. Ma e' bellissimo, c'e' il sole (sotto il quale ovviamente non posso stare ma pazienza), gli uccellini cantano ed abbiamomcomprato gerani, tageti e begonie e Max fa il giardiniere..
Chissa che stasera non si riesca a mangiare all'aperto..
domenica 21 aprile 2013
Che bella giornata!
Ora, spaparanzata sul divano, lo posso dire:
E' stata proprio una bella giornata.. Oggi il mio nipotino più grande ha fatto la comunione! Era emozionato, eccitato, un ometto ed un bimbo insieme.. Con le mani giunte e la faccia tutta rossa, la sua ostia per ciliaci e lo sguardo serio... Siamo proprio orgogliosi di lui..
E poi mi sono finalmente potuta godere i miei tre nipotini tutti insieme, dare un volto reale della zia a Luca che, avendo due anni, praticamente mi conosceva solo via facetime e quindi pensava che la zia fosse un ologramma dell'ipad!
Certo, spero che nessuno dei miei dottori legga questo post.. Un'intera giornata tra chiesa e ristorante traboccante di gente non e' esattamente quanto consigliato ad una neo trapiantata ma ... Si sa'... Il pericolo e' il mio mestiere!!
Ora un po di riposo a casa con i piedi in alto perche le caviglie sembrano due zamponi (grazie mister cortisone! Ma dovevi iniziare a farmi gonfiare proprio ora che arriva la bella stagione e ci si scopre un po di più!) Uff tra peluria sul viso e piedi di Shreck non mi sento esattamente una bellezza! Speriamo che Max tenga duro in attesa di tempi migliori... Per ora cerco di compensare la poca avvenenza prendendolo per la gola..
A questo proposito ieri risotto agli asparagi insieme ad una coppia di amici..
Ed ecco le regole auree del risotto:
Il brodo deve essere buono! per cui il mio consiglio e' prendere un pezzetto di carne per bollito una cipolla, una carota e una costa di sedano e un dado e una bella pentola di acqua fredda e far cuocere per un paio d'ore almeno.. Se si ha tempo farlo raffreddare e togliere gli occhietti di grasso che si formeranno per un brodo piu leggero..
E poi, in generale per i risotti con le verdure o il risotto giallo o bianco, tritare una cipolla bianca, rosolarla pian piano senza farla scurire in una casseruola con una noce di burro e, quando lucida e trasparente, unire le verdure scelte (nel mio caso gli asparagi tagliati a pezzetti piccoli) e eventuali altri ingredienti come salsiccia, speck o pancetta o prosciutto a dadini, rosolare un po' e tostare il riso continuando a mescolare. Sfumare con il vino bianco o rosso a piacere (basta che sia buono...) e far evaporare l'alcool..
A questo punto iniziare a versare un mestolo di brodo e lasciar assorbire a fuoco basso mescolando lentamente. Regolare di sale ricordando che a fine cottura aggiungeremo il parmigiano che da' sapidita'. Continuare cosi un mestolo dopo l'altro facendo sempre assorbire bene il liquido prima di versare il mestolo successivo fino a cottura del riso (ancora al dente).
Spegnere il fuoco e unire una noce di burro ed una bella spolverata di parmigiano. Mescolare bene e coprire con il coperchio, lasciar riposare cinque minuti. A questo punto sara morbido, ben amalgamato e cremoso al punto giusto..
Ps anche il riso deve essere buono: carnaroli o arborio o roma..
E' stata proprio una bella giornata.. Oggi il mio nipotino più grande ha fatto la comunione! Era emozionato, eccitato, un ometto ed un bimbo insieme.. Con le mani giunte e la faccia tutta rossa, la sua ostia per ciliaci e lo sguardo serio... Siamo proprio orgogliosi di lui..
E poi mi sono finalmente potuta godere i miei tre nipotini tutti insieme, dare un volto reale della zia a Luca che, avendo due anni, praticamente mi conosceva solo via facetime e quindi pensava che la zia fosse un ologramma dell'ipad!
Certo, spero che nessuno dei miei dottori legga questo post.. Un'intera giornata tra chiesa e ristorante traboccante di gente non e' esattamente quanto consigliato ad una neo trapiantata ma ... Si sa'... Il pericolo e' il mio mestiere!!
Ora un po di riposo a casa con i piedi in alto perche le caviglie sembrano due zamponi (grazie mister cortisone! Ma dovevi iniziare a farmi gonfiare proprio ora che arriva la bella stagione e ci si scopre un po di più!) Uff tra peluria sul viso e piedi di Shreck non mi sento esattamente una bellezza! Speriamo che Max tenga duro in attesa di tempi migliori... Per ora cerco di compensare la poca avvenenza prendendolo per la gola..
A questo proposito ieri risotto agli asparagi insieme ad una coppia di amici..
Ed ecco le regole auree del risotto:
Il brodo deve essere buono! per cui il mio consiglio e' prendere un pezzetto di carne per bollito una cipolla, una carota e una costa di sedano e un dado e una bella pentola di acqua fredda e far cuocere per un paio d'ore almeno.. Se si ha tempo farlo raffreddare e togliere gli occhietti di grasso che si formeranno per un brodo piu leggero..
E poi, in generale per i risotti con le verdure o il risotto giallo o bianco, tritare una cipolla bianca, rosolarla pian piano senza farla scurire in una casseruola con una noce di burro e, quando lucida e trasparente, unire le verdure scelte (nel mio caso gli asparagi tagliati a pezzetti piccoli) e eventuali altri ingredienti come salsiccia, speck o pancetta o prosciutto a dadini, rosolare un po' e tostare il riso continuando a mescolare. Sfumare con il vino bianco o rosso a piacere (basta che sia buono...) e far evaporare l'alcool..
A questo punto iniziare a versare un mestolo di brodo e lasciar assorbire a fuoco basso mescolando lentamente. Regolare di sale ricordando che a fine cottura aggiungeremo il parmigiano che da' sapidita'. Continuare cosi un mestolo dopo l'altro facendo sempre assorbire bene il liquido prima di versare il mestolo successivo fino a cottura del riso (ancora al dente).
Spegnere il fuoco e unire una noce di burro ed una bella spolverata di parmigiano. Mescolare bene e coprire con il coperchio, lasciar riposare cinque minuti. A questo punto sara morbido, ben amalgamato e cremoso al punto giusto..
Ps anche il riso deve essere buono: carnaroli o arborio o roma..
venerdì 19 aprile 2013
Come babbo natale.. In aprile
Questa e' stata la settimana dei doni.. Mercoledì insieme a Clelia e a quel santo del mio amico Graziano (che si smazza sempre i lavori pesanti) abbiamo consegnato i dieci televisori al reparto di ematologia... Gruppetto improbabile di Babbe Natale e folletti che invece della slitta ha usato un bel carrello per la biancheria dell'ospedale... Belle le facce di Giancarlo il caposala e Veronica, bella la sensazione di dare una piccola comodità' in più ai pazienti, bella la consapevolezza che dobbiamo ancora fare mille cose ma il percorso e' iniziato bene..
Ieri poi e' stato ordinato l'ecografo portatile per il reparto e presto arriverà e sarà operativo..
Dovremo vendere ancora tanti libri per arrivare a coprire tutta la cifra ma tra chi li ha acquistati e li acquisterà, le donazioni di tanti amici arrivate direttamente in associazione e gli eventi organizzati e che faremo a breve e la forza dell'associazione Coviello che tutti i giorni lavora per soddisfare i bisogni del dipartimento di ematologia si può fare questo e molto altro.. Ed e' proprio emozionante..
E poi oggi una mia compare di leucemia, domani a un anno dal trapianto, ha regalato anche al centro trasfusionale del Policlinico un televisore per la sala aferesi.. Chi donerà il midollo potrà trascorrere le ore dell'aferesi in modo meno noioso..le dottoresse erano così contente.. A volte basta poco per rendere un servizio utile..
Quindi una bella settimana, piena di emozioni positive..
Peccato solo che la graft cutanea sia un pochino più arrabbiata e i primi caldi abbiano trasformato le mie caviglie in due zamponi..
Ma insomma anche babba natale soffre di ritenzione idrica da cortisone!
Lunedì esame del midollo, esami e visita e vediamo cosa dicono le mie dottoresse... (Intanto oggi mi sono imbucata dai miei dottori del Policlinico per una rassicurazione sulle mie cavigline cicciotte...)
Ieri poi e' stato ordinato l'ecografo portatile per il reparto e presto arriverà e sarà operativo..
Dovremo vendere ancora tanti libri per arrivare a coprire tutta la cifra ma tra chi li ha acquistati e li acquisterà, le donazioni di tanti amici arrivate direttamente in associazione e gli eventi organizzati e che faremo a breve e la forza dell'associazione Coviello che tutti i giorni lavora per soddisfare i bisogni del dipartimento di ematologia si può fare questo e molto altro.. Ed e' proprio emozionante..
E poi oggi una mia compare di leucemia, domani a un anno dal trapianto, ha regalato anche al centro trasfusionale del Policlinico un televisore per la sala aferesi.. Chi donerà il midollo potrà trascorrere le ore dell'aferesi in modo meno noioso..le dottoresse erano così contente.. A volte basta poco per rendere un servizio utile..
Quindi una bella settimana, piena di emozioni positive..
Peccato solo che la graft cutanea sia un pochino più arrabbiata e i primi caldi abbiano trasformato le mie caviglie in due zamponi..
Ma insomma anche babba natale soffre di ritenzione idrica da cortisone!
Lunedì esame del midollo, esami e visita e vediamo cosa dicono le mie dottoresse... (Intanto oggi mi sono imbucata dai miei dottori del Policlinico per una rassicurazione sulle mie cavigline cicciotte...)
martedì 16 aprile 2013
La primavera finalmente e i suoi effetti collaterali
E' arrivata! Sole, caldino, giornate lunghe e luminose..
E insieme pollini e quella sonnolenza tipica dei cambi dinstagione..
Ebbene si, saranno gli antistaminici, lo scalo del cortisone, o proprio la primavera ma sembro affetta da narcolessia..
Nel weekend me la sono presa comoda.. Contrariamente a quanto si possa pensare io abbia fatto nei primi giorni di sole ho letto, oziato e passeggiato pigramente mentre Max spostava legna e si dedicava per ore e ore ai la ori n giardino..
Ieri poi giornata campale al San raffaele. Purtroppo la situazione sta peggiorando e ieri c'era una manifestazione contro i licenziamenti. I poveri dottori dell'Utmo sono letteralmente impazziti per recuperare i dati degli esami, cercare di visitare tutti nel clima di guerriglia che si respirava.
E quindi dalle sette alle tre in sala d'attesa, sulle panchette di ferro.. Per fortuna almeno va tutto bene..
Sono arrivata a casa distrutta e ho iniziato a dormicchiare praticamente senza sosta, fino a questa mattina..
Una donna di compagnia!
Speriamo ritorni un po' della mia iperattivita'.. Non mi ritrovo proprio in questo nuovo personaggio pigro e sonnecchiante..
E insieme pollini e quella sonnolenza tipica dei cambi dinstagione..
Ebbene si, saranno gli antistaminici, lo scalo del cortisone, o proprio la primavera ma sembro affetta da narcolessia..
Nel weekend me la sono presa comoda.. Contrariamente a quanto si possa pensare io abbia fatto nei primi giorni di sole ho letto, oziato e passeggiato pigramente mentre Max spostava legna e si dedicava per ore e ore ai la ori n giardino..
Ieri poi giornata campale al San raffaele. Purtroppo la situazione sta peggiorando e ieri c'era una manifestazione contro i licenziamenti. I poveri dottori dell'Utmo sono letteralmente impazziti per recuperare i dati degli esami, cercare di visitare tutti nel clima di guerriglia che si respirava.
E quindi dalle sette alle tre in sala d'attesa, sulle panchette di ferro.. Per fortuna almeno va tutto bene..
Sono arrivata a casa distrutta e ho iniziato a dormicchiare praticamente senza sosta, fino a questa mattina..
Una donna di compagnia!
Speriamo ritorni un po' della mia iperattivita'.. Non mi ritrovo proprio in questo nuovo personaggio pigro e sonnecchiante..
mercoledì 10 aprile 2013
Quasi quattro mesi dal trapianto
Sono trascorsi quasi quattro mesi dal trapianto e dovrei dire "son passati i famosi cento giorni" ma mi rendo conto che psicologicamente non e' cosi. Forse sono un po' scottata, forse mi sono resa conto che, a fianco a tanti che hanno avuto decorsi tutto sommato lineari del post trapianto, molti, forse la maggioranza (per lo meno di quelli che incontro al San Raffaele), hanno invece percorsi complicati per diversi mesi dopo il trapianto..
Per ora la piu bella conquista e' essere passata ad un controllo la settimana e poter essere padrona del mio tempo in tutti i giorni in cui non devo andare in ospedale. Lo vivo anche con un po di ansia, ammetto, tutti questi giorni senza controllare il mio emocromo, schiava mentalmente ormai di quelle stampate di valori incomprensibili ma che ormai studio e confronto con la perizia di uno studente di medicina.
Ieri parlavo con una compagna di sventura e commentavamo come "questa cosa" viva costantemente nel retro pensiero, abbia il suo angolo radicato e non ti abbandoni mai.
Forse ti fa godere di piu di ogni istante, ti fa ricordare la bellezza di ogni giornata ma, al contempo, ti toglie l'incoscienza e la serenita'... Ma e' cosi e non si puo modificare..
E quindi ecco una ricettina di buon augurio, chiamata la torta ebraica (anche se non so perche') fatta l'altra sera per una cenetta tra amici... Leggera, senza grassi, morbida e profumata.
2 grosse arancie non trattate
200 gr di zucchero
200 gr di mandorle sgusciate
100 gr di farina
4 uova
1/2 bustina di lievito
Marmellata di albicocche
Tre cucchiai di marsala
Lavare bene le arance e farle bollire in acqua abbondante per almeno 40 minuti.
Nel mixer tritare le mandorle e 100 gr di zucchero. Unire farina e lievito. A parte montare i tuorli con il restante zucchero. Tagliare le arance raffreddate a pezzetti e frullarle nel mixer insieme alle mandorle. Unire i tuorli montati e montare i bianchi a neve ben ferma con un pizzico di sale mescolando dal basso verso l'alto cercando di non smontare i bianchi. Versare in una teglia rivestita di carta da forno o in uno stampo di silicone e cuocere per 45 minuti a 180 gr. Lasciar riposare dieci minuti a forno spento. Sciogliere la marmellata con il marsala e versarla sulla superficie della torta.
Per ora la piu bella conquista e' essere passata ad un controllo la settimana e poter essere padrona del mio tempo in tutti i giorni in cui non devo andare in ospedale. Lo vivo anche con un po di ansia, ammetto, tutti questi giorni senza controllare il mio emocromo, schiava mentalmente ormai di quelle stampate di valori incomprensibili ma che ormai studio e confronto con la perizia di uno studente di medicina.
Ieri parlavo con una compagna di sventura e commentavamo come "questa cosa" viva costantemente nel retro pensiero, abbia il suo angolo radicato e non ti abbandoni mai.
Forse ti fa godere di piu di ogni istante, ti fa ricordare la bellezza di ogni giornata ma, al contempo, ti toglie l'incoscienza e la serenita'... Ma e' cosi e non si puo modificare..
E quindi ecco una ricettina di buon augurio, chiamata la torta ebraica (anche se non so perche') fatta l'altra sera per una cenetta tra amici... Leggera, senza grassi, morbida e profumata.
2 grosse arancie non trattate
200 gr di zucchero
200 gr di mandorle sgusciate
100 gr di farina
4 uova
1/2 bustina di lievito
Marmellata di albicocche
Tre cucchiai di marsala
Lavare bene le arance e farle bollire in acqua abbondante per almeno 40 minuti.
Nel mixer tritare le mandorle e 100 gr di zucchero. Unire farina e lievito. A parte montare i tuorli con il restante zucchero. Tagliare le arance raffreddate a pezzetti e frullarle nel mixer insieme alle mandorle. Unire i tuorli montati e montare i bianchi a neve ben ferma con un pizzico di sale mescolando dal basso verso l'alto cercando di non smontare i bianchi. Versare in una teglia rivestita di carta da forno o in uno stampo di silicone e cuocere per 45 minuti a 180 gr. Lasciar riposare dieci minuti a forno spento. Sciogliere la marmellata con il marsala e versarla sulla superficie della torta.
lunedì 8 aprile 2013
Emozioni giornaliere
Un bel weekend tra cenette e incontri con amici cari e gita a Torino a vedere la bellissima mostra di Robert Capa a Palazzo Reale.. Oggi solito giro di controlli e tutto va bene.. Ssss e procediamo..
L'emozione di passeggiare abbracciati in una grigia e fredda Torino, guardare le foto, commentarle, sfogliare i libri nel book shop, ridere di quelli che si atteggiano a grandi esperti di fotografia con commenti tipo "guarda che strabiliante taglio lungo... o la luce di questa foto e' sublime..", vedere gli amici e' stato un nuovo pezzetto di vita e di rientro nella normalita'. Queste sono le piccole emozioni giornaliere di cui non dobbiamo mai dimenticare di godere.
Ovviamente nelle emozioni quotidiane rientra sempre anche la cucina perche' mi rilassa, mi svuota la mente, mi da gioia e mi lascia libera di pensare...
In particolare ecco la ricetta delle frittelline di ortica che ho servito come aperitivo e che sono piaciute molto..
250 gr di farina
1/2 bustina di lievito per torte salate
Acqua qb
Sale
Un mazzo di cime di ortica
Olio di semi di arachide
Fleur de sel
Setacciare la farina con il lievito, aggiungere un pizzico di sale e acqua fredda fino ad ottenere una pastella densa. Lasciar riposare due ore. Lavare ed asciugare l'ortica e tagliarla a fettine. Aggiungerla alla pastella. Scaldare abbondante olio (uno spessore di almeno 3-4 cm) in un pentolino a bordi alti e testarne la temperatura con un goccio di pastella (deve subito sfrigolare e venire a galla e gonfiarsi)
A questo punto versare cucchiaiate di pastella e lasciar cuocere girandola nell'olio. Verranno a galla quasi subito. Sgocciolare le frittelline e farle asciugare su carta assorbente. Spolverare di fleur de sel appena prima di servire.. Ovviamente sono piu buone se servite appena fritte ma, se dovete farne un po e non volete usare una pentola troppo grande, consiglio di scaldare il forno a 100 gradi e man mano conservarle al caldo..
L'emozione di passeggiare abbracciati in una grigia e fredda Torino, guardare le foto, commentarle, sfogliare i libri nel book shop, ridere di quelli che si atteggiano a grandi esperti di fotografia con commenti tipo "guarda che strabiliante taglio lungo... o la luce di questa foto e' sublime..", vedere gli amici e' stato un nuovo pezzetto di vita e di rientro nella normalita'. Queste sono le piccole emozioni giornaliere di cui non dobbiamo mai dimenticare di godere.
Ovviamente nelle emozioni quotidiane rientra sempre anche la cucina perche' mi rilassa, mi svuota la mente, mi da gioia e mi lascia libera di pensare...
In particolare ecco la ricetta delle frittelline di ortica che ho servito come aperitivo e che sono piaciute molto..
250 gr di farina
1/2 bustina di lievito per torte salate
Acqua qb
Sale
Un mazzo di cime di ortica
Olio di semi di arachide
Fleur de sel
Setacciare la farina con il lievito, aggiungere un pizzico di sale e acqua fredda fino ad ottenere una pastella densa. Lasciar riposare due ore. Lavare ed asciugare l'ortica e tagliarla a fettine. Aggiungerla alla pastella. Scaldare abbondante olio (uno spessore di almeno 3-4 cm) in un pentolino a bordi alti e testarne la temperatura con un goccio di pastella (deve subito sfrigolare e venire a galla e gonfiarsi)
A questo punto versare cucchiaiate di pastella e lasciar cuocere girandola nell'olio. Verranno a galla quasi subito. Sgocciolare le frittelline e farle asciugare su carta assorbente. Spolverare di fleur de sel appena prima di servire.. Ovviamente sono piu buone se servite appena fritte ma, se dovete farne un po e non volete usare una pentola troppo grande, consiglio di scaldare il forno a 100 gradi e man mano conservarle al caldo..
giovedì 4 aprile 2013
Pranzetto con un amico e giro al mercato.. Wow
Dopo un mercoledi di tregua e mille giri e commissioni tra cui una bella rimpatriata al Policlinico a cui sono sempre molto affezionata, questa mattina sono partita come sempre alla volta del San Raf ma e' stto tutto veloce e indolore.. Esami e poi di nuovo a casa (e per fortuna van tutti bene e quindi fino a lunedi siamo tranquilli).
E poi la riconquista delle mie abitudini quindi giro al mercato dove ormai sono dipendente da un banco fantastico, pieno di verdure bellissime che arrivano dall'entroterra ligure con erbe varie come ortiche, broccolo selvatico, tarassaco, borragine e carciofi di albenga etc etc e che, per completare l'effetto "non ti abbandonero' mai più'" mi porta anche a casa la cassettina dei miei acquisti all'ora che voglio.. Fantastico!!
A casa mi son messa a cucinare per un pranzetto con un amico che non vedevo da un po'.. Dal giorno del ricovero al san raffaele a novembre.. Una vita e un midollo fa..
Strudel di puntarelle e primosale, bucatini con totani, agretti e zest di limone e pacchettini di fillo con le mele..
Oddio, a momenti incendio tutto fiammeggiando le mele con il calvados ma a parte questi dettagli mi sembrava tutto buono.. (Le mele erano un po' troppo caramellate ma mi son persa via al telefono e quindi...)
Strudel di puntarelle e primosale
Una vera sciocchezza da fare, nata dall'esigenza di utilizzare delle puntarelle non piu croccantissime e quindi non adatte per essere fatte in insalata..
Un rotolo di pasta sfoglia
Un cespo di puntarelle
Un etto e mezzo di primo sale
Un filetto d'acciuga sott'olio e uno spicchio d'aglio
Olio evo
In padella ho rosolato l'aglio schiacciato e l'acciuga fino a che l'olio si e' ben insaporito e l'acciuga si e' disfatta. Ho aggiunto le puntarelle fatte a fettine sottili e le ho saltate per qualche minuto nell'intingolo. Devono insaporirsi ma non cuocere troppo. Ho lasciato raffreddare un po e poi ho farcito la sfoglia stesa con le puntarelle e il primosale a dadini. Attenzione al sale perche' l'acciuga e' molto saporita.
Ho arrotolato e chiuso bene sui bordi lo strudel e spennellato con olio e una spolverata di sale.
E via in forno per una ventina di minuti fino a che la pasta non e' stata ben colorita..
Bucatini con agretti e totani (per 4)
250 gr di bucatini
Un mazzo di agretti
4 totani di medie dimensioni
Mezzo bicchiere di vino
Uno spicchio d'aglio
Pane grattuggiato tostato
Portare a ebollizione una pentola d'acqua leggermente salata e sbollentare gli agretti ben lavati e spuntati della parte radicale.
In una padella rosolare in un filo d'olio uno spicchio d'aglio. Scolare con una pinza gli agretti e saltarli a fuoco vivo. Metterli da parte una volta croccanti e nella stessa padella saltare i totani a listarelle e sfumarli con il vino. Cuocere poco per non farli indurire. Nel frattempo, nella pentola in cui si sono cotti gli agretti, cuocere i bucatini. Scolarli conservando un po' di acqua di cottura e saltarli nella padella con i totani e gli agretti sfumando con un mestolino d'acqua. Completare con zest di limone e pangrattato.
Buoni e sani!
I pacchettini di mele non erano altro che una padellata di mele con uvetta, pinoli e miele cotti in padella, sfumati con il calvados (il flambe" di cui accennavo..) e impacchettati in fogli di pasta fillo spennellata con il burro e passati in forno..
E poi la riconquista delle mie abitudini quindi giro al mercato dove ormai sono dipendente da un banco fantastico, pieno di verdure bellissime che arrivano dall'entroterra ligure con erbe varie come ortiche, broccolo selvatico, tarassaco, borragine e carciofi di albenga etc etc e che, per completare l'effetto "non ti abbandonero' mai più'" mi porta anche a casa la cassettina dei miei acquisti all'ora che voglio.. Fantastico!!
A casa mi son messa a cucinare per un pranzetto con un amico che non vedevo da un po'.. Dal giorno del ricovero al san raffaele a novembre.. Una vita e un midollo fa..
Strudel di puntarelle e primosale, bucatini con totani, agretti e zest di limone e pacchettini di fillo con le mele..
Oddio, a momenti incendio tutto fiammeggiando le mele con il calvados ma a parte questi dettagli mi sembrava tutto buono.. (Le mele erano un po' troppo caramellate ma mi son persa via al telefono e quindi...)
Strudel di puntarelle e primosale
Una vera sciocchezza da fare, nata dall'esigenza di utilizzare delle puntarelle non piu croccantissime e quindi non adatte per essere fatte in insalata..
Un rotolo di pasta sfoglia
Un cespo di puntarelle
Un etto e mezzo di primo sale
Un filetto d'acciuga sott'olio e uno spicchio d'aglio
Olio evo
In padella ho rosolato l'aglio schiacciato e l'acciuga fino a che l'olio si e' ben insaporito e l'acciuga si e' disfatta. Ho aggiunto le puntarelle fatte a fettine sottili e le ho saltate per qualche minuto nell'intingolo. Devono insaporirsi ma non cuocere troppo. Ho lasciato raffreddare un po e poi ho farcito la sfoglia stesa con le puntarelle e il primosale a dadini. Attenzione al sale perche' l'acciuga e' molto saporita.
Ho arrotolato e chiuso bene sui bordi lo strudel e spennellato con olio e una spolverata di sale.
E via in forno per una ventina di minuti fino a che la pasta non e' stata ben colorita..
Bucatini con agretti e totani (per 4)
250 gr di bucatini
Un mazzo di agretti
4 totani di medie dimensioni
Mezzo bicchiere di vino
Uno spicchio d'aglio
Pane grattuggiato tostato
Portare a ebollizione una pentola d'acqua leggermente salata e sbollentare gli agretti ben lavati e spuntati della parte radicale.
In una padella rosolare in un filo d'olio uno spicchio d'aglio. Scolare con una pinza gli agretti e saltarli a fuoco vivo. Metterli da parte una volta croccanti e nella stessa padella saltare i totani a listarelle e sfumarli con il vino. Cuocere poco per non farli indurire. Nel frattempo, nella pentola in cui si sono cotti gli agretti, cuocere i bucatini. Scolarli conservando un po' di acqua di cottura e saltarli nella padella con i totani e gli agretti sfumando con un mestolino d'acqua. Completare con zest di limone e pangrattato.
Buoni e sani!
I pacchettini di mele non erano altro che una padellata di mele con uvetta, pinoli e miele cotti in padella, sfumati con il calvados (il flambe" di cui accennavo..) e impacchettati in fogli di pasta fillo spennellata con il burro e passati in forno..
martedì 2 aprile 2013
Normalita'...
Fa quasi paura dirlo ma dopo un anno e mezzo di festività trascorse in ospedale o in situazioni surreali finalmente una Pasqua normale... Pasqua con papa' e la mamma di Max, lunedì con amici, spesa al mercato, pizza, pranzetto fuori, passeggiate, camino, libro, coccole.. Brr mi spaventa il solo pensarci..
Oggi solito giro di esami e per fortuna va tutto bene..
Domani vado a consegnare libri e fare un salutino agli amici del Policlinico.. E al pomeriggio al parco con Tatiana a smaltire le mangiate pasquali...
Oggi in dh, come sempre ho incontrato tante persone.. E' sconcertante come molti, che una settimana prima stavano bene, siano crollati e debolissimi.. Oggi una signora che ha fatto il trapianto nove mesi fa e che stava benissimo fino a poco tempo fa era a pezzi, bianca, sudata, debolissima dopo un ricovero di venti giorni per un infezione.. Altri li vedi rifiorire settimana dopo settimana e ti rendi conto di come sia impossibile fare previsioni non solo sull'andamento della malattia ma sul vasto ed imprevedibile mondo delle complicazioni.. Sono piccoli spaccati di vita ed emozioni, paure e speranze.. Tutti si raccontano, soprattutto le persone di una certa eta' o i miei coetanei mentre spesso i giovani non hanno voglia di parlare, chiusi in una ritrosia e spesso con una rabbia che li isola, parlano molto i loro genitori, con un bisogno spasmodico di condividere anche se sotto gli sguardi spesso infastiditi dei loro ragazzi.. Chi parla vuole confrontarsi in una sorta di ricerca di speranze, di ottimismo, di storie positive o paradossalmente di storie peggiori delle proprie.. La privacy viene dimenticata, lasciata forse in quel reparto da cui tutti siamo passati e che ti abitua a condividere con altri le cose più intime.. (Gi argomenti spesso sono come quelli delle mamme "pappa, cacca, vomitino, nanna, etc" - come se fosse normale parlare con un emerito estraneo delle proprie deiezioni..)
Sara' poi che io parlo anche con le colonne di marmo ma mi e' impossibile leggere un libro nelle fasi di attesa.. Chi mi siede a fianco vuole sempre raccontare qualcosa o chiedere rassicurazioni (come se io fossi esperta e potessi darne), sapere cosa ne penso di una certa terapia, se l'ho fatta o meno senza considerare che ogni caso e' a se, o solo spettegolare su qualche medico.. E tutti poi a dirmi "ma lei e' giovane.." Come se per questo tutto fosse facile..
Oggi solito giro di esami e per fortuna va tutto bene..
Domani vado a consegnare libri e fare un salutino agli amici del Policlinico.. E al pomeriggio al parco con Tatiana a smaltire le mangiate pasquali...
Oggi in dh, come sempre ho incontrato tante persone.. E' sconcertante come molti, che una settimana prima stavano bene, siano crollati e debolissimi.. Oggi una signora che ha fatto il trapianto nove mesi fa e che stava benissimo fino a poco tempo fa era a pezzi, bianca, sudata, debolissima dopo un ricovero di venti giorni per un infezione.. Altri li vedi rifiorire settimana dopo settimana e ti rendi conto di come sia impossibile fare previsioni non solo sull'andamento della malattia ma sul vasto ed imprevedibile mondo delle complicazioni.. Sono piccoli spaccati di vita ed emozioni, paure e speranze.. Tutti si raccontano, soprattutto le persone di una certa eta' o i miei coetanei mentre spesso i giovani non hanno voglia di parlare, chiusi in una ritrosia e spesso con una rabbia che li isola, parlano molto i loro genitori, con un bisogno spasmodico di condividere anche se sotto gli sguardi spesso infastiditi dei loro ragazzi.. Chi parla vuole confrontarsi in una sorta di ricerca di speranze, di ottimismo, di storie positive o paradossalmente di storie peggiori delle proprie.. La privacy viene dimenticata, lasciata forse in quel reparto da cui tutti siamo passati e che ti abitua a condividere con altri le cose più intime.. (Gi argomenti spesso sono come quelli delle mamme "pappa, cacca, vomitino, nanna, etc" - come se fosse normale parlare con un emerito estraneo delle proprie deiezioni..)
Sara' poi che io parlo anche con le colonne di marmo ma mi e' impossibile leggere un libro nelle fasi di attesa.. Chi mi siede a fianco vuole sempre raccontare qualcosa o chiedere rassicurazioni (come se io fossi esperta e potessi darne), sapere cosa ne penso di una certa terapia, se l'ho fatta o meno senza considerare che ogni caso e' a se, o solo spettegolare su qualche medico.. E tutti poi a dirmi "ma lei e' giovane.." Come se per questo tutto fosse facile..
giovedì 28 marzo 2013
Si torna a casa..
Come sempre per scaramanzia avevo taciuto fino all'ultimo... Finalmente pero' e' ufficiale e oggi pomeriggio si esce.
Sono stati pochi giorni lo so ma il trauma del rientro in reparto, le flebo in continuo (e questa volta anche senza catetere centrale quindi con una media di "buco alla ricerca disperata di una vena decente" al giorno), la famigerata sbobba dell'ospedale, le abitudini ormai riconquistate della vita casa e subito riperse, me l'hanno fatto vivere come un ricovero serio. Psicologicamente piu leggero ma sempre ospedale..
Ma oggi pomeriggio di nuovo fuori a respirare l'aria vera e a cercare di trascorrere una bella Pasqua..
Esco al meglio, valori risaliti, graft sotto controllo, parti basse placate.. Pronta per spignattare un po' per il mio amore..
E quindi ecco la ricettina di un classico dei classici ma che non puo' mancare a pasqua..
Ne propongo una versione con la pasta fillo (l'ho comprata in uno di quei bei negozi di surgelati) ma ovviamente, siccome non e' facilissima da trovare va bene anche della normale pasta sfoglia pronta e le erbe di campo (se le trovo ovviamente)
Un rotolo di pasta fillo o due rotoli di sfoglia
500 gr di erbette o spinaci e erbe di campo come ortiche, tarassaco, germogli di papavero. (Ovviamente, in assenza di altre erbe amare van bene solo spinaci)
250 gr di ricotta (va bene sia di pecora che vaccina a seconda del vostro gusto)
50 gr di parmigiano
6 uova
Noce moscata
Maggiorana
Sale
Pepe
Olio
Aglio
Lavare bene le erbette e farle appassire in un tegame con poco olio e uno spicchio d'aglio e regolare di sale. Una volta morbide ma ben asciutte (piuttosto farle raffreddare e strizzarle a mano) tagliarle finemente e porle in una ciotola.
Cuocere in acqua bollente 4 uova per otto minuti dal bollore e far raffreddare.
Nella ciotola amalgamare alle erbette , due uova, la ricotta ben scolata, il parmigiano, la maggiorana, una grattata di noce moscata, sale e pepe.
Disporre il primo foglio di pasta fillo in una teglia ricoperta di carta da forno. Spennellarlo con l'olio e sovrapporne un altro, spennellare e sovrapporre un terzo foglio. Versare il composto e creare 4 incavi con il dorso del cucchiaio in cui disporre le uova sode sgusciate. Coprire con un foglio di pasta fillo, spennellare di olio e sovrapporne un altro, chiudere i bordi e spennellare con olio e salare. Cuocere 40 minuti a 180 gr.
Nel caso si usi la pasta sfoglia ovviamente non vale il discorso delle sovrapposizioni ma consiglio di spennellare la superficie di olio e sale.
In alternativa inoltre al mix di erbette uova e ricotta e' possibile fare la torta pasqualina a stati disponendo sotto le erbette a cui avremo amalgamato un uovo, maggiorana sale e pepe e sopra la ricotta lavorata con l'altro uovo, il parmigiano, la noce moscata e sale. Le uova in questo caso possono essere sgusciate ancora crude in quattro incavi creati nella ricotta e cotte poi direttamente in forno.
A scelta per gusti e comodità..
Sono stati pochi giorni lo so ma il trauma del rientro in reparto, le flebo in continuo (e questa volta anche senza catetere centrale quindi con una media di "buco alla ricerca disperata di una vena decente" al giorno), la famigerata sbobba dell'ospedale, le abitudini ormai riconquistate della vita casa e subito riperse, me l'hanno fatto vivere come un ricovero serio. Psicologicamente piu leggero ma sempre ospedale..
Ma oggi pomeriggio di nuovo fuori a respirare l'aria vera e a cercare di trascorrere una bella Pasqua..
Esco al meglio, valori risaliti, graft sotto controllo, parti basse placate.. Pronta per spignattare un po' per il mio amore..
E quindi ecco la ricettina di un classico dei classici ma che non puo' mancare a pasqua..
Ne propongo una versione con la pasta fillo (l'ho comprata in uno di quei bei negozi di surgelati) ma ovviamente, siccome non e' facilissima da trovare va bene anche della normale pasta sfoglia pronta e le erbe di campo (se le trovo ovviamente)
Un rotolo di pasta fillo o due rotoli di sfoglia
500 gr di erbette o spinaci e erbe di campo come ortiche, tarassaco, germogli di papavero. (Ovviamente, in assenza di altre erbe amare van bene solo spinaci)
250 gr di ricotta (va bene sia di pecora che vaccina a seconda del vostro gusto)
50 gr di parmigiano
6 uova
Noce moscata
Maggiorana
Sale
Pepe
Olio
Aglio
Lavare bene le erbette e farle appassire in un tegame con poco olio e uno spicchio d'aglio e regolare di sale. Una volta morbide ma ben asciutte (piuttosto farle raffreddare e strizzarle a mano) tagliarle finemente e porle in una ciotola.
Cuocere in acqua bollente 4 uova per otto minuti dal bollore e far raffreddare.
Nella ciotola amalgamare alle erbette , due uova, la ricotta ben scolata, il parmigiano, la maggiorana, una grattata di noce moscata, sale e pepe.
Disporre il primo foglio di pasta fillo in una teglia ricoperta di carta da forno. Spennellarlo con l'olio e sovrapporne un altro, spennellare e sovrapporre un terzo foglio. Versare il composto e creare 4 incavi con il dorso del cucchiaio in cui disporre le uova sode sgusciate. Coprire con un foglio di pasta fillo, spennellare di olio e sovrapporne un altro, chiudere i bordi e spennellare con olio e salare. Cuocere 40 minuti a 180 gr.
Nel caso si usi la pasta sfoglia ovviamente non vale il discorso delle sovrapposizioni ma consiglio di spennellare la superficie di olio e sale.
In alternativa inoltre al mix di erbette uova e ricotta e' possibile fare la torta pasqualina a stati disponendo sotto le erbette a cui avremo amalgamato un uovo, maggiorana sale e pepe e sopra la ricotta lavorata con l'altro uovo, il parmigiano, la noce moscata e sale. Le uova in questo caso possono essere sgusciate ancora crude in quattro incavi creati nella ricotta e cotte poi direttamente in forno.
A scelta per gusti e comodità..
domenica 24 marzo 2013
Pioggia e noia al San Raf
Tipico week end in ospedale, ma in fondo credo simile a quello di molti anche a casa... Tempo grigio che, sembra folle, ma influisce anche sullo stato d'animo di chi comunque non avrebbe alternative di gite fuori porta, libro, un po' di tv, tutti i ritmi dell'ospedale rallentati e scanditi esclusivamente dalle terapie, qualche pisolino, un po' con Max e poi un po di noia..
Come a casa in una domenica di pioggia continua a Milano..
L'unica differenza e' che a casa avrei almeno cucinato qualcosina...
Avevo dei bellissimi carciofi di Albenga e avrei sperimentato una ricetta un po' diversa per delle lasagne.
Provo a ipotizzarla ma devo ancora testarla e eventualmente correggerla.. Se qualcuno la prova e mi da un feedback lo ringrazio fin da ora...
7-8 sfoglie di lasagne secche di farro (le ho trovate belle scure e un po granulose dal natura si ma ovviamente vanno bene anche quelle normali)
4- carciofi se possibile anche con il gambo
Una confezione di stracchino da 250/300 gr
Circa 80 gr di parmigiano grattuggiato (ma secondo me bisogna andare un po' a occhio)
Latte qb
Sale
Pepe
Olio
Aglio
Timo fresco
Pulire i carciofi e tagliarli a fettine. Rosolarli a fuoco basso in padella con olio e aglio e un pizzico di sale fino a che siano morbidi ma non sfatti. Frullarli con il mixer.
Sbollentare le lasagne in acqua bollente a cui abbiamo aggiunto un cucchiaio d'olio e, quando semicotte stenderle su un canovaccio pulito.
A parte mescolare lo stracchino con un po di latte al fine di ottenere un composto cremoso ma non liquido e d aggiungere un pizzico di sale e di pepe e il timo fresco a foglioline. Unire la crema di carciofi e assaggiare per un eventuale aggiunta di sale (ma e' da considerare l'aggiunta del parmigiano)
Sporcare con la salsa di carciofi e stracchino il fondo della teglia da lasagne e disporre il primo strato di sfoglie coprire con altra salsa e una spolverata di parmigiano abbondante, proseguire a strati fino ad avere una dose di salsa sufficiente a coprire l'ultimo strato e spolverare anche quest'ultimo con abbondande parmigiano e aggiungere fiocchetti di burro.
Cuocere direi per 25/30 minuti a 180 gr o fino ad una bella gratinatura
Mi sembra piu leggera di una normale lasagna ma molto golosa... Spero.. In attesa di farla aspetto news da qualche sperimentatrice...
Io intanto son tornata al solito panino con mortadella del san raf e due kiwi.. Uff
Ps ovviamente sono senza febbre da giovedi pomeriggio e sto qui solo per un pacco di antibiotici da fare in vena e una tac di verifica del mio amico aspergillus che ha dato un micro segno di movimento.. Dita incrociate sempre sull'uscita..
Come a casa in una domenica di pioggia continua a Milano..
L'unica differenza e' che a casa avrei almeno cucinato qualcosina...
Avevo dei bellissimi carciofi di Albenga e avrei sperimentato una ricetta un po' diversa per delle lasagne.
Provo a ipotizzarla ma devo ancora testarla e eventualmente correggerla.. Se qualcuno la prova e mi da un feedback lo ringrazio fin da ora...
7-8 sfoglie di lasagne secche di farro (le ho trovate belle scure e un po granulose dal natura si ma ovviamente vanno bene anche quelle normali)
4- carciofi se possibile anche con il gambo
Una confezione di stracchino da 250/300 gr
Circa 80 gr di parmigiano grattuggiato (ma secondo me bisogna andare un po' a occhio)
Latte qb
Sale
Pepe
Olio
Aglio
Timo fresco
Pulire i carciofi e tagliarli a fettine. Rosolarli a fuoco basso in padella con olio e aglio e un pizzico di sale fino a che siano morbidi ma non sfatti. Frullarli con il mixer.
Sbollentare le lasagne in acqua bollente a cui abbiamo aggiunto un cucchiaio d'olio e, quando semicotte stenderle su un canovaccio pulito.
A parte mescolare lo stracchino con un po di latte al fine di ottenere un composto cremoso ma non liquido e d aggiungere un pizzico di sale e di pepe e il timo fresco a foglioline. Unire la crema di carciofi e assaggiare per un eventuale aggiunta di sale (ma e' da considerare l'aggiunta del parmigiano)
Sporcare con la salsa di carciofi e stracchino il fondo della teglia da lasagne e disporre il primo strato di sfoglie coprire con altra salsa e una spolverata di parmigiano abbondante, proseguire a strati fino ad avere una dose di salsa sufficiente a coprire l'ultimo strato e spolverare anche quest'ultimo con abbondande parmigiano e aggiungere fiocchetti di burro.
Cuocere direi per 25/30 minuti a 180 gr o fino ad una bella gratinatura
Mi sembra piu leggera di una normale lasagna ma molto golosa... Spero.. In attesa di farla aspetto news da qualche sperimentatrice...
Io intanto son tornata al solito panino con mortadella del san raf e due kiwi.. Uff
Ps ovviamente sono senza febbre da giovedi pomeriggio e sto qui solo per un pacco di antibiotici da fare in vena e una tac di verifica del mio amico aspergillus che ha dato un micro segno di movimento.. Dita incrociate sempre sull'uscita..
venerdì 22 marzo 2013
Un bellissimo ricordo riemerso dall'infanzia
C'era una volta la famiglia Bitopilaci, c'era papa' Bibo, mamma Layka e i piccoli Topino e Cicio..
Bibo era un incrocio di tante razze ed esperienze molto somigliante ad un bracchetto, Layka, dall'importante nome della cagnetta mandata nello spazio, era una vigorosa e morbida signora sale e pepe tipo barbone ma con stupende ed uniche orecchie ad elicottero. Topino, era un cucciolo bellissimo ma mai cresciuto, se non nell'immaginario mondo della famiglia Bitopilaci e Cicio un fiero volpino pieno di carattere.
A questi membri della famiglia si sono poi aggiunti negli anni altri personaggi fondamentali come il Biancone, arrivato tra mille peripezie e con un caratterino non facile e dentini belli poderosi, un fisico non proprio sagomato e orecchie marroncine su un corpo bianco e, per ultima, La Ciuffa, in realtà Ciuffina ma piu spesso la Ciuffa, in origine una bella cucciolina tutta nera con un ciuffetto bianco sulla coda e poi una bella ragazza stile labrador.. A creare scompiglio..
La famiglia Bitopilaci e' uno dei piu bei ricordi della mia infanzia. Ero piccola, i miei genitori avevano appena comprato il negozio ed io passavo le mie giornate nel laboratorio di prodotti per salumifici di mia zia e di mia nonna e mia zia, per intrattenermi senza dover smettere di lavorare, creava ogni giorno questo mondo magico in cui i Bitopilaci vivevano come umani in sembianze da cane tra mille avventure. Ora non ricordo le storie nel dettaglio ma ricordo la trepidazione con cui aspettavo di andare li ad ascoltare le storie dei Bitopilaci.
Grazie zia sono dei ricordi stupendi..
In realta questa massa di pelosi era il piu eterogeneo, buffo e incredibile gruppo di cani mai assemblato:
Bibo era un genio, arrivato prima di me, e' stato il padrone della casa per un po' e mi ha sempre osservato con un certo distacco. Un cane molto piemontes-british con una certa flemma ma capace di scatti e di corse fulminee e strategie geniali. Il giardino dei miei confina con quello della casa di mia nonna dove c'era anche il laboratorio di cui parlavo. Li Layka e Cicio possedevano una cuccia gigantesca che a Bibo piaceva molto ma nella quale non gradiva entrare se gia occupata..
In piu papa non sempre lo faceva passare di la dal cancelletto.. Innanzitutto Bibo ha imparato come superare il primo ostacolo in assenza di qualcuno che gli aprisse il cancelletto: scavalcare la siepe, papa alzava la recinzione e lui come un gatto saliva piu in alto e saltava di la..
Dopodiche doveva far alzare i due legittimi proprietari della cuccia...la tecnica geniale era:
Abbaiata al cancello che significava in lingua canina "postinoooo" partenza dei due che non potevano assolutamente perdersi una seria abbaiata al postino e Bibo, fulmineo si posizionava al centro della cuccia, bello comodo e i due rientravano ansimanti, delusi per essersi persi il postino e impossibilitati a salire sulla cuccia e passavano il resto della giornata sul pavimento..
Un genio assoluto!
A cui pero devo dire piaceva anche vincere facile perche Layka non era proprio un genio.. Buona buona ma sveglissima no..
Era la cagnona di mia nonna, onestamente uno dei piu brutti incroci mai visti (solo la mia zietta la trovava carina con gli occhi dell'amore). Arrivata a casa non ricordo per quali vie e' cresciuta con Cicio e evidentemente non aveva chiari alcuni principi base. Per cui vedendo Cicio che alzava la gamba per far pipi aveva pensato che fosse l'unico modo per farlo ma, essendo femmina, con una gamba non riusciva ed aveva inventato un modo assurdo per cui si appoggiava con le gambe posteriori ad un albero e le alzava entrambe.. Non ricordo se la facesse anche come le cagnoline normali..
Cicio era un bel cane, il classico volpino, rancoroso e poco socievole. Il suo unico amore era mia nonna... Peccato che quando la nonna rimase lontana per due settimane per un intervento lui fosse cosi' offeso da non rivolgerle lo sguardo per molti e molti giorni.. Rancorosi i volpini!
E poi il Biancone, una specie di tubo bianco con orecchie ritte marrone chiaro raccattato da mia madre (che ha sempre avuto una particolare predisposizione per questo) lungo il viale, sporco, magro tutto acciaccato e portato a casa... Un cane dolcissimo ma con due enormi handicap.. Era epilettico e durante le crisi ha fatto saltare i tendini della mano sia a mio papa' che a mio nonno e un terrore folle di botti e temporali per cui poteva truciolare una porta in cinque tuoni..
Comunque uno dei piu grandi amori della mia mamma
Ed infine la Ciuffa, il mio primo vero cane. Mio proprio mio... Faceva parte di una cucciolata disgraziata che stava su un carretto nel garage di un carrozziere vicino a noi.. Abbiamo sistemato gli altri in altre famiglie diverse e lei e' diventata mia. L'ho vestita, le ho raccontato tutti i miei segreti, i miei pensieri di bambina, l'ho coccolata e vessata come forse solo da bambini si puo fare... Con quella comunicazione senza filtri che ti e' concessa per i pochi anni dell'infanzia mentre un cane vive cosi tutta la sua vita... Ciuffina e' vissuta tanto, io sono cresciuta, andata all'universita a Milano e quel legame si e' modificato.. Ma gli anni dell'infanzia sono stati fantastici, una grande amica silente, un po tontolona, golosa e testarda ma li.. Sempre con me
Bibo era un incrocio di tante razze ed esperienze molto somigliante ad un bracchetto, Layka, dall'importante nome della cagnetta mandata nello spazio, era una vigorosa e morbida signora sale e pepe tipo barbone ma con stupende ed uniche orecchie ad elicottero. Topino, era un cucciolo bellissimo ma mai cresciuto, se non nell'immaginario mondo della famiglia Bitopilaci e Cicio un fiero volpino pieno di carattere.
A questi membri della famiglia si sono poi aggiunti negli anni altri personaggi fondamentali come il Biancone, arrivato tra mille peripezie e con un caratterino non facile e dentini belli poderosi, un fisico non proprio sagomato e orecchie marroncine su un corpo bianco e, per ultima, La Ciuffa, in realtà Ciuffina ma piu spesso la Ciuffa, in origine una bella cucciolina tutta nera con un ciuffetto bianco sulla coda e poi una bella ragazza stile labrador.. A creare scompiglio..
La famiglia Bitopilaci e' uno dei piu bei ricordi della mia infanzia. Ero piccola, i miei genitori avevano appena comprato il negozio ed io passavo le mie giornate nel laboratorio di prodotti per salumifici di mia zia e di mia nonna e mia zia, per intrattenermi senza dover smettere di lavorare, creava ogni giorno questo mondo magico in cui i Bitopilaci vivevano come umani in sembianze da cane tra mille avventure. Ora non ricordo le storie nel dettaglio ma ricordo la trepidazione con cui aspettavo di andare li ad ascoltare le storie dei Bitopilaci.
Grazie zia sono dei ricordi stupendi..
In realta questa massa di pelosi era il piu eterogeneo, buffo e incredibile gruppo di cani mai assemblato:
Bibo era un genio, arrivato prima di me, e' stato il padrone della casa per un po' e mi ha sempre osservato con un certo distacco. Un cane molto piemontes-british con una certa flemma ma capace di scatti e di corse fulminee e strategie geniali. Il giardino dei miei confina con quello della casa di mia nonna dove c'era anche il laboratorio di cui parlavo. Li Layka e Cicio possedevano una cuccia gigantesca che a Bibo piaceva molto ma nella quale non gradiva entrare se gia occupata..
In piu papa non sempre lo faceva passare di la dal cancelletto.. Innanzitutto Bibo ha imparato come superare il primo ostacolo in assenza di qualcuno che gli aprisse il cancelletto: scavalcare la siepe, papa alzava la recinzione e lui come un gatto saliva piu in alto e saltava di la..
Dopodiche doveva far alzare i due legittimi proprietari della cuccia...la tecnica geniale era:
Abbaiata al cancello che significava in lingua canina "postinoooo" partenza dei due che non potevano assolutamente perdersi una seria abbaiata al postino e Bibo, fulmineo si posizionava al centro della cuccia, bello comodo e i due rientravano ansimanti, delusi per essersi persi il postino e impossibilitati a salire sulla cuccia e passavano il resto della giornata sul pavimento..
Un genio assoluto!
A cui pero devo dire piaceva anche vincere facile perche Layka non era proprio un genio.. Buona buona ma sveglissima no..
Era la cagnona di mia nonna, onestamente uno dei piu brutti incroci mai visti (solo la mia zietta la trovava carina con gli occhi dell'amore). Arrivata a casa non ricordo per quali vie e' cresciuta con Cicio e evidentemente non aveva chiari alcuni principi base. Per cui vedendo Cicio che alzava la gamba per far pipi aveva pensato che fosse l'unico modo per farlo ma, essendo femmina, con una gamba non riusciva ed aveva inventato un modo assurdo per cui si appoggiava con le gambe posteriori ad un albero e le alzava entrambe.. Non ricordo se la facesse anche come le cagnoline normali..
Cicio era un bel cane, il classico volpino, rancoroso e poco socievole. Il suo unico amore era mia nonna... Peccato che quando la nonna rimase lontana per due settimane per un intervento lui fosse cosi' offeso da non rivolgerle lo sguardo per molti e molti giorni.. Rancorosi i volpini!
E poi il Biancone, una specie di tubo bianco con orecchie ritte marrone chiaro raccattato da mia madre (che ha sempre avuto una particolare predisposizione per questo) lungo il viale, sporco, magro tutto acciaccato e portato a casa... Un cane dolcissimo ma con due enormi handicap.. Era epilettico e durante le crisi ha fatto saltare i tendini della mano sia a mio papa' che a mio nonno e un terrore folle di botti e temporali per cui poteva truciolare una porta in cinque tuoni..
Comunque uno dei piu grandi amori della mia mamma
Ed infine la Ciuffa, il mio primo vero cane. Mio proprio mio... Faceva parte di una cucciolata disgraziata che stava su un carretto nel garage di un carrozziere vicino a noi.. Abbiamo sistemato gli altri in altre famiglie diverse e lei e' diventata mia. L'ho vestita, le ho raccontato tutti i miei segreti, i miei pensieri di bambina, l'ho coccolata e vessata come forse solo da bambini si puo fare... Con quella comunicazione senza filtri che ti e' concessa per i pochi anni dell'infanzia mentre un cane vive cosi tutta la sua vita... Ciuffina e' vissuta tanto, io sono cresciuta, andata all'universita a Milano e quel legame si e' modificato.. Ma gli anni dell'infanzia sono stati fantastici, una grande amica silente, un po tontolona, golosa e testarda ma li.. Sempre con me
Il cinque per mille di quest'anno
In un mondo pieno di persone, animali, ambiente che ha bisogno e' difficile scegliere cosa fare.
ma mi sono resa conto che ci troviamo a decidere a chi destinare il nostro cinque per mille all'ultimo momento, e peschiamo i dati di qualche grossa associazione che ci viene in mente li per li.
io, come ormai anche i muri sanno, ho scelto di concentrare il grosso dei miei sforzi sull'Associazione Coviello contro la leucemia perché' ho beneficiato da paziente delle tante cose che ha fatto fino ad oggi, perché la persona che la guida e' una donna fantastica per dolcezza e determinazione e sensibilità' e perché ho la certezza che ciò che viene destinato non finisce a pagare un'infrastruttura ridondante ma per le esigenze del dipartimento di ematologia.
Per chi fosse interessato indico i dati da apporre:
ma mi sono resa conto che ci troviamo a decidere a chi destinare il nostro cinque per mille all'ultimo momento, e peschiamo i dati di qualche grossa associazione che ci viene in mente li per li.
io, come ormai anche i muri sanno, ho scelto di concentrare il grosso dei miei sforzi sull'Associazione Coviello contro la leucemia perché' ho beneficiato da paziente delle tante cose che ha fatto fino ad oggi, perché la persona che la guida e' una donna fantastica per dolcezza e determinazione e sensibilità' e perché ho la certezza che ciò che viene destinato non finisce a pagare un'infrastruttura ridondante ma per le esigenze del dipartimento di ematologia.
Per chi fosse interessato indico i dati da apporre:
Nei modelli UNICO persone fisiche, 730/1-bis e CUD apponendo la vostra firma ed il codice fiscale dell'associazione
nel riquadro del volontariato (per le ONLUS è il primo).
Che emozione ogni volta che una compagna di stanza va a casa..
Saro' io così, sara' l'ambiente ospedaliero, sara' che trovo sempre persone piacevoli e ricche di contenuto ma mi basta poco per affezionarmi un po'..
Bianca oggi e' uscita, anche lei dopo un lungo e difficile percorso e con una situazione non buonissima, ma con una forza e una lucidita', con una determinazione a godersi i figli e il nipotino,uniche. E poi, e' assolutamente vero che le coincidenze esistono, ho fatto le prime fotoaferesi con sua figlia che donava le staminali..
Questo percorso assurdo in cui sono finita ha questo unico pregio (oltre ad avermi fatto ritrovare una taglia 40 che non vedevo dal liceo): conosci persone diverse dal tuo mondo, ne scopri le profondità, le emozioni, le storie belle e brutte e complesse di una vita e ne esci arricchita.
Io in questi giorni mi sento di passaggio.. E' la prima volta che non sono ricoverata per chemio di salvataggio o trapianti vari e psicologicamente questo ha un impatto enorme...
Ora e arrivata un'altra signora e vedremo come andrà la convivenza... Intanto cerco di fare meno rumore quando chiacchero al telefono....
Bianca oggi e' uscita, anche lei dopo un lungo e difficile percorso e con una situazione non buonissima, ma con una forza e una lucidita', con una determinazione a godersi i figli e il nipotino,uniche. E poi, e' assolutamente vero che le coincidenze esistono, ho fatto le prime fotoaferesi con sua figlia che donava le staminali..
Questo percorso assurdo in cui sono finita ha questo unico pregio (oltre ad avermi fatto ritrovare una taglia 40 che non vedevo dal liceo): conosci persone diverse dal tuo mondo, ne scopri le profondità, le emozioni, le storie belle e brutte e complesse di una vita e ne esci arricchita.
Io in questi giorni mi sento di passaggio.. E' la prima volta che non sono ricoverata per chemio di salvataggio o trapianti vari e psicologicamente questo ha un impatto enorme...
Ora e arrivata un'altra signora e vedremo come andrà la convivenza... Intanto cerco di fare meno rumore quando chiacchero al telefono....
giovedì 21 marzo 2013
Ricominciano le cronache dal San Raf...
... E speriamo durino poco!
Prima giornata piena nella mia vecchia stanzetta, quanti ricordi delle risate con Lucia, delle nostre serate cinema, della sua mamma che le faceva i massaggi, di Roberto...
Ora sono con una signora di Bormio, carina e ipergrintosa ma domani va a casa e arriva un'altra... Sperem..
Devo ammettere che questa notte ho giustificato il ricovero con due bei picchi di febbre a 39,3 e poi piu avanti nella notte 39,8...
Oggi invece meglio... Qualcosa sta funzionando..
Ovviamente, secondo voi, la sottoscritta, nel vasto mondo degli staffilococchi quale ha scelto?
Molti, anzi moltissimi rispondono ad un bell'antibiotico che si somministra in endovena una volta al giorno... Sfebbrata avrei potuto uscire e fare la terapia in DH..
Ma siccome voglio sempre essere speciale, il mio staffilococco e' resistente a questo farmaco e quindi la terapia prevede un bell'antibiotico da tre somministrazioni al giorno quindi si resta dentro per tutto il ciclo...
E nel frattempo il mio maritino, le mie amiche e Clelia sono a tentar di vendere libri in Vincenzo Monti... Peccato che ci sia meno gente del previsto e che, soprattutto i ricconi spesso siano dei "braccini" per non dir di peggio..
Episodio appena accaduto raccontato dalla mia amica assolutamente basita:
Sciura milanese, brillocco da due carati e mezzo, bicchiere di vino e pizzetta gentilemente offerta, da noi, amica che le spiega lo scopo dell'iniziativa e questa dice "bhe grazie magari ci penso!" E se ne va! Ma lasciatemi lo sfogo: ma brutta pezzente se devi ammazzarti per i saldi da Gucci va bene e non hai dieci euro per dare una mano a comprare un ecografo portatile! Certo avrai la governante fissa che cucina e un libro di cucina non ti serve ma lo puoi sempre regalare alla governante! Ok il peggio l'ho detto.. Scusate!
Grazie grazie grazie a chi si e' impegnato ad allestire, lavorare e vendere in ogni modo mentre la sottoscritta e' come al solito qua, bella comoda, al San Raf, a tutti quelli che sono venuti a trovarci, a comprare, o anche solo ad ascoltare cosa cerchiamo di fare tutti insieme
Buona notte a tutti
Prima giornata piena nella mia vecchia stanzetta, quanti ricordi delle risate con Lucia, delle nostre serate cinema, della sua mamma che le faceva i massaggi, di Roberto...
Ora sono con una signora di Bormio, carina e ipergrintosa ma domani va a casa e arriva un'altra... Sperem..
Devo ammettere che questa notte ho giustificato il ricovero con due bei picchi di febbre a 39,3 e poi piu avanti nella notte 39,8...
Oggi invece meglio... Qualcosa sta funzionando..
Ovviamente, secondo voi, la sottoscritta, nel vasto mondo degli staffilococchi quale ha scelto?
Molti, anzi moltissimi rispondono ad un bell'antibiotico che si somministra in endovena una volta al giorno... Sfebbrata avrei potuto uscire e fare la terapia in DH..
Ma siccome voglio sempre essere speciale, il mio staffilococco e' resistente a questo farmaco e quindi la terapia prevede un bell'antibiotico da tre somministrazioni al giorno quindi si resta dentro per tutto il ciclo...
E nel frattempo il mio maritino, le mie amiche e Clelia sono a tentar di vendere libri in Vincenzo Monti... Peccato che ci sia meno gente del previsto e che, soprattutto i ricconi spesso siano dei "braccini" per non dir di peggio..
Episodio appena accaduto raccontato dalla mia amica assolutamente basita:
Sciura milanese, brillocco da due carati e mezzo, bicchiere di vino e pizzetta gentilemente offerta, da noi, amica che le spiega lo scopo dell'iniziativa e questa dice "bhe grazie magari ci penso!" E se ne va! Ma lasciatemi lo sfogo: ma brutta pezzente se devi ammazzarti per i saldi da Gucci va bene e non hai dieci euro per dare una mano a comprare un ecografo portatile! Certo avrai la governante fissa che cucina e un libro di cucina non ti serve ma lo puoi sempre regalare alla governante! Ok il peggio l'ho detto.. Scusate!
Grazie grazie grazie a chi si e' impegnato ad allestire, lavorare e vendere in ogni modo mentre la sottoscritta e' come al solito qua, bella comoda, al San Raf, a tutti quelli che sono venuti a trovarci, a comprare, o anche solo ad ascoltare cosa cerchiamo di fare tutti insieme
Buona notte a tutti
mercoledì 20 marzo 2013
La leucemia: un thriller!
Vi sarete chiesti perche' non avevo più scritto. Il week end e' stato fantastico, sole bellissimo e a parte la gnagnera da esame del midollo, tutto era perfetto. Domenica neve e nel pomeriggio si scatena l'ira funesta dei bassifondi (non do ulteriori dettagli per decenza). Lunedi day hospital per l'esame del midollo e poi visita.. Febbre (perche non vuoi creare un po di scompiglio e quindi fino alle sei con la spada di Damocle del ricovero..) ma la febbre sembra scendere e ci mandano a casa. Martedi la speranza e' buona perche', a casa, da mezzogiorno sono stata sfebbrata! Evvai vedo la festa di Via Vincenzo Monti avvicinarsi..
Ma no oggi arrivo qui giusto per esami e visita e, appena tocchiamo il catetere sale la febbre..
Ma tutto tranquillo, sappiamo cos'e' (staffilococco sul catetere), terzo antibiotico e poi a casa.. Ma ancora no.. Un bel 38 e mezzo proprio poco prima di andare a casa.. E quindi si entra..
Uffa voglio il reportage di domani..
Per chi e' a milano c'e' questa bella serata, all'insegna dello shopping e della solidarieta', accompagnato da qualche aperitivo e un bicchiere di vino..inizia alle diciotto..
Son tornata nella mia stanzetta del trapianto.. Che dire.. Confido sia cosa di pochi giorni
Almeno i primi dati del midollo sono positivi..
Ma no oggi arrivo qui giusto per esami e visita e, appena tocchiamo il catetere sale la febbre..
Ma tutto tranquillo, sappiamo cos'e' (staffilococco sul catetere), terzo antibiotico e poi a casa.. Ma ancora no.. Un bel 38 e mezzo proprio poco prima di andare a casa.. E quindi si entra..
Uffa voglio il reportage di domani..
Per chi e' a milano c'e' questa bella serata, all'insegna dello shopping e della solidarieta', accompagnato da qualche aperitivo e un bicchiere di vino..inizia alle diciotto..
Son tornata nella mia stanzetta del trapianto.. Che dire.. Confido sia cosa di pochi giorni
Almeno i primi dati del midollo sono positivi..
venerdì 15 marzo 2013
Riflessioni sull'amicizia...
Questo post e' dedicato a cinque persone.. Perche' solo cinque, nel bellissimo mondo di persone che mi circonda e che mi vuole bene, che mi copre di attenzioni e affetto, che mi ascolta, che mi fa ridere, che c'e' sempre, ognuno a modo proprio, non sono state capaci in alcun modo di essere amiche, semplicemente, con onesta', magari affrontando anche le loro debolezze.
Non mi vengano a dire che la malattia fa paura. Lo so, lo fa e tanto, non ditelo a me.. Ma ancora di piu apprezzo ed ammiro chi supera le paure, le affronta o le dichiara e continua ad esserci solo perche' ti vuole bene. Non posso che essere grata del dono di queste persone.
Chi fa grandi dichiarazioni a voce di amìcizia e poi lascia un amico in un momento di difficolta' e' solo egoista! E questo anno e mezzo mi ha insegnato quanto il tempo sia prezioso e non possa essere sprecato per chi non merita...
Tante persone che leggono il blog mi dicono che talvolta riesco a farli riflettere sul valore di certe cose. Questo mi emoziona e mi gratifica anche se non me ne sento all'altezza. Semplicemente penso che il percorso affrontato mi abbia obbligata a mettermi maggiormente a nudo, a pensare senza i filtri delle convenzioni e della cosiddetta buona educazione ed a godere degli attimi..
Il mio pensiero e' sicuramente molto piu lineare perche' mi sono resa conto che semplicemente non vale la pena avvilupparsi nei pensieri.. La vita e' bellissima, unica e e ha valore per gli affetti che riesci a costruire, per la traccia di te che riesci a lasciare, per le sensazioni che riesci a donare..
Ma, se hai la fortuna di godere di amicizie e affetti importanti impari anche a ripulire, a "scremare", a rinunciare a chi chiede e non da mai, a chi aridamente e' chiuso solo nell'ascolto di se stesso..
Peccato.. Perdere l'occasione di costruire un amicizia in modo piu profondo e' un valore irrecuperabile.
Questo e' l'unico messaggio vero.. Vorrei poter godere al meglio delle persone che amo e cercare di dare a loro tutta la mia amicizia ed il mio affetto.. Perche', e questo non vale solo quando hai una leucemia, la vita puo' riservare tante sorprese e credo che il modo migliore per affrontarla sia non avere rimpianti..
Non mi vengano a dire che la malattia fa paura. Lo so, lo fa e tanto, non ditelo a me.. Ma ancora di piu apprezzo ed ammiro chi supera le paure, le affronta o le dichiara e continua ad esserci solo perche' ti vuole bene. Non posso che essere grata del dono di queste persone.
Chi fa grandi dichiarazioni a voce di amìcizia e poi lascia un amico in un momento di difficolta' e' solo egoista! E questo anno e mezzo mi ha insegnato quanto il tempo sia prezioso e non possa essere sprecato per chi non merita...
Tante persone che leggono il blog mi dicono che talvolta riesco a farli riflettere sul valore di certe cose. Questo mi emoziona e mi gratifica anche se non me ne sento all'altezza. Semplicemente penso che il percorso affrontato mi abbia obbligata a mettermi maggiormente a nudo, a pensare senza i filtri delle convenzioni e della cosiddetta buona educazione ed a godere degli attimi..
Il mio pensiero e' sicuramente molto piu lineare perche' mi sono resa conto che semplicemente non vale la pena avvilupparsi nei pensieri.. La vita e' bellissima, unica e e ha valore per gli affetti che riesci a costruire, per la traccia di te che riesci a lasciare, per le sensazioni che riesci a donare..
Ma, se hai la fortuna di godere di amicizie e affetti importanti impari anche a ripulire, a "scremare", a rinunciare a chi chiede e non da mai, a chi aridamente e' chiuso solo nell'ascolto di se stesso..
Peccato.. Perdere l'occasione di costruire un amicizia in modo piu profondo e' un valore irrecuperabile.
Questo e' l'unico messaggio vero.. Vorrei poter godere al meglio delle persone che amo e cercare di dare a loro tutta la mia amicizia ed il mio affetto.. Perche', e questo non vale solo quando hai una leucemia, la vita puo' riservare tante sorprese e credo che il modo migliore per affrontarla sia non avere rimpianti..
giovedì 14 marzo 2013
Festa di primavera in via Vincenzo Monti
Govedi prossimo, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ci sara' la festa di primavera in via Vincenzo Monti. Dalle ore 18 mille iniziative e sconti da parte dei negozi della via e la presenza di alcune associazioni di beneficenza..
E... Ci saremo anche noi!!!
Infatti il mio piccolo libretto di cucina sbarca in societa' dopo aver colpito amici, parenti, conoscenti e conoscenti di conoscenti.
Insieme all'Associazione Coviello promuoveremo la vendita del libro di ricette del casale del vecchio olmo per raccogliere fondi per l'acquisto di un ecografo portatile per il reparto di ematologia del Policlinico.
Quindi..... vi aspetto numerosi!
Colgo l'occasione di questo post per ringraziare,anche dal blog, tutti quelli che gia' lo hanno preso e che, con il loro contributo, ci hanno permesso di raccogliere oltre 11000 euro che sono stati destinati a tre principali iniziative di umanizzazione delle camere del reparto di ematologia del Policlinico.
Attivazione della rete wifi gratuita
Sostituzione di tutti i televisori nelle camere e nella sala comune
Attivazione dell'abbonamento sky in tutte le camere
Come ben potete immaginare il tempo, nei lunghi ricoveri, non passa mai e queste sono piccole cose che aiutano a distrarsi..
E... Ci saremo anche noi!!!
Infatti il mio piccolo libretto di cucina sbarca in societa' dopo aver colpito amici, parenti, conoscenti e conoscenti di conoscenti.
Insieme all'Associazione Coviello promuoveremo la vendita del libro di ricette del casale del vecchio olmo per raccogliere fondi per l'acquisto di un ecografo portatile per il reparto di ematologia del Policlinico.
Quindi..... vi aspetto numerosi!
Colgo l'occasione di questo post per ringraziare,anche dal blog, tutti quelli che gia' lo hanno preso e che, con il loro contributo, ci hanno permesso di raccogliere oltre 11000 euro che sono stati destinati a tre principali iniziative di umanizzazione delle camere del reparto di ematologia del Policlinico.
Attivazione della rete wifi gratuita
Sostituzione di tutti i televisori nelle camere e nella sala comune
Attivazione dell'abbonamento sky in tutte le camere
Come ben potete immaginare il tempo, nei lunghi ricoveri, non passa mai e queste sono piccole cose che aiutano a distrarsi..
mercoledì 13 marzo 2013
Vattene maledetto!
Inizio ad essere un po' stufa! Il malefico citomegalovirus si ostina a tenere le sue posizioni.. Sono pochi, sparuti come le particelle dell'acqua Lete, ma non mollano... Il gruppo delle infermiere del DH del San Raf continua a dargli litri di antivirale ma loro niente, non mollano e l'ultima guarnigione tiene le posizioni.. Le mie guarnigioni invece crollano miseramente grazie al fuoco amico (il farmaco sembra fare quasi piu' vittime tra gli amici che i nemici...) e quindi io giro come una reduce di Fukushima con mascherina con filtro anche per strada..
Vabbe, comunque nulla mi ferma tra cene da amici (ovviamente sanificati e verificati in termini di condizioni cliniche) e pranzi etnici al mio amato Nu, passeggiate (san raf-casa sette km circa!! Tra milano due e il parco..) e solita attivita' culinaria..
A questo riguardo, sono in arretrato di alcuni giorni ed ecco una sintesi delle cose piu carine fatte in questo periodo di latitanza dal blog..
Per le amiche che chiedono sempre ricette fattibili e salate ecco un classico alleggerito di una ricetta delle nostre zone:
Involtini di verza
Una verza piccola
Una patata grande
300 gr di salamini (io ho quelli di vacca, del mandrogne, specialissimi delle mie parti) o di salsiccia buona
1 uovo piccolo
Salsa di pomodoro un barattolino piccolo (non deve esserci troppa salsa)
Prezzemolo
Vino rosso
Aglio
Olio evo
Lessare la patata e, nella stessa pentola, sbollentare le foglie di verza staccate delicatamente dal torsolo (servono integre per fare gli involtini)
Una volta morbide, farle asciugare su un canovaccio e togliere con un coltellino le costole piu dure che renderebbero difficile fare l'involtino.
Schiacciare la patata con lo schiacciapatate e mescolare in una ciotola la patata, i salamini spezzettati, l'uovo, sale, prezzemolo e l'aglio tritato.
Con il ripieno farcire le foglie di erza e fissarle con uno stecchino.
In padella rosolare un altro spicchio d'aglio (intero) con un filo d'olio, rosolare gli involtini, sfumare con mezzo bicchiere di vino rosso e far sfumare bene per far evaporare tutto l'alcool. Unire il pomodoro e far cuocere piano per circa venti minuti.
E' una cosina casalinga, semplice, saporita e completa..
Dopo di che, a parte queste cosine per cena (anche perche' se propino a Max ancora qualcosa di etnico mi picchia e con le mie piastrine sai che lividi!) sto testando tutti i dolci del libro di Sal De Riso! Per chi non lo conosce dico solo che e' un fantastico pasticcere della costiera amalfitana che magari avrete visto alla prova del cuoco.. Noi ci siamo andati apposta, scendendo a piedi da Ravello e sbucando affamati nella piazzetta di Minori dove c'e' la sua mitica pasticceria e ne siamo rimasti estasiati.
Per ora ho testato due ricette e questa volta, contrariamente alle mie abitudini, non ho vambiato nulla e seguito pedissequamente gli insegnamenti del maestro..
Fantastiche entrambe.. Eccole sperando che la Rizzoli non mi faccia causa..
Caprese al limone
100 gr di olio evo
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle pelate
180 gr di cioccolato bianco
30 gr di scorzette di limone candite
1/2 baccello di vaniglia
1 limone costa d Amalfi
5 uova intere
60 gr di zucchero
50 gr di fecola di patate
5 gr di lievito in polvere per dolci
Frullare le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia. A parte grattuggiare il cioccolato. In una terrina montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume.
A parte unire la miscela di mandorle e zucchero al cioccolato, alla fecola setacciata con il lievito. Miscelate e unire l'olio e alla fine le uova mescolando delicatamente dall'alto verso il basso. Versare in una tortiera imburrata e infarinata con fecola di patate di 22 cm e infornare a 200 gradi. Dopo 5 minuti abbassate la temperatura a 160 gradi e cuocere 45 minuti.
Far intiepidire nella teglia e sfornare solo quando tiepido. Far riposare qualche ora e spolverare con zucchero a velo..
Budino al panettone in salsa all'arancia (secondo me pero' vale la ricetta anche per la colomba)
500 gr di latte fresco
5 uova intere
75 gr di zucchero
400 gr di panettone
1/2 bacello di vaniglia
1/2 limone costa d'amalfi
Per la salsa
200 gr di fettine di arancia non trattata tagliate sottilissime
100 gr di zucchero
Portare a ebollizione il latte con la scorza di limone e la vaniglia. A parte sbattere le uova con lo zucchero e unire a filo il latte bollente filtrandolo attraverso un colino. Deponete sul fondo dello stampo da budino il panettone a pezzetti e versare sopra la midcela di uova e latte. Porre lo stampo in un bagnomaria di acqua fredda e mettere in forno a 160 gr per 45 minuti. Se l'acqua bollisse aggiungere un po' di acqua fredda al bagnomaria.
Togliere il budino dal forno e farlo riposare nel suo bagnomaria fino a che non sia raffreddato. Dpo di che metterlo in frigo a + 4 gradi.
Mettere in un padellino le fettine di arancia con lo zucchero facendole candire e facendo rapprendere lievemente la salsa.
Sformare il budino, decorararlo con le scorze d'arancia e versare la salsa d arnace.
Entrambe fantastiche!
Vabbe, comunque nulla mi ferma tra cene da amici (ovviamente sanificati e verificati in termini di condizioni cliniche) e pranzi etnici al mio amato Nu, passeggiate (san raf-casa sette km circa!! Tra milano due e il parco..) e solita attivita' culinaria..
A questo riguardo, sono in arretrato di alcuni giorni ed ecco una sintesi delle cose piu carine fatte in questo periodo di latitanza dal blog..
Per le amiche che chiedono sempre ricette fattibili e salate ecco un classico alleggerito di una ricetta delle nostre zone:
Involtini di verza
Una verza piccola
Una patata grande
300 gr di salamini (io ho quelli di vacca, del mandrogne, specialissimi delle mie parti) o di salsiccia buona
1 uovo piccolo
Salsa di pomodoro un barattolino piccolo (non deve esserci troppa salsa)
Prezzemolo
Vino rosso
Aglio
Olio evo
Lessare la patata e, nella stessa pentola, sbollentare le foglie di verza staccate delicatamente dal torsolo (servono integre per fare gli involtini)
Una volta morbide, farle asciugare su un canovaccio e togliere con un coltellino le costole piu dure che renderebbero difficile fare l'involtino.
Schiacciare la patata con lo schiacciapatate e mescolare in una ciotola la patata, i salamini spezzettati, l'uovo, sale, prezzemolo e l'aglio tritato.
Con il ripieno farcire le foglie di erza e fissarle con uno stecchino.
In padella rosolare un altro spicchio d'aglio (intero) con un filo d'olio, rosolare gli involtini, sfumare con mezzo bicchiere di vino rosso e far sfumare bene per far evaporare tutto l'alcool. Unire il pomodoro e far cuocere piano per circa venti minuti.
E' una cosina casalinga, semplice, saporita e completa..
Dopo di che, a parte queste cosine per cena (anche perche' se propino a Max ancora qualcosa di etnico mi picchia e con le mie piastrine sai che lividi!) sto testando tutti i dolci del libro di Sal De Riso! Per chi non lo conosce dico solo che e' un fantastico pasticcere della costiera amalfitana che magari avrete visto alla prova del cuoco.. Noi ci siamo andati apposta, scendendo a piedi da Ravello e sbucando affamati nella piazzetta di Minori dove c'e' la sua mitica pasticceria e ne siamo rimasti estasiati.
Per ora ho testato due ricette e questa volta, contrariamente alle mie abitudini, non ho vambiato nulla e seguito pedissequamente gli insegnamenti del maestro..
Fantastiche entrambe.. Eccole sperando che la Rizzoli non mi faccia causa..
Caprese al limone
100 gr di olio evo
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle pelate
180 gr di cioccolato bianco
30 gr di scorzette di limone candite
1/2 baccello di vaniglia
1 limone costa d Amalfi
5 uova intere
60 gr di zucchero
50 gr di fecola di patate
5 gr di lievito in polvere per dolci
Frullare le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia. A parte grattuggiare il cioccolato. In una terrina montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume.
A parte unire la miscela di mandorle e zucchero al cioccolato, alla fecola setacciata con il lievito. Miscelate e unire l'olio e alla fine le uova mescolando delicatamente dall'alto verso il basso. Versare in una tortiera imburrata e infarinata con fecola di patate di 22 cm e infornare a 200 gradi. Dopo 5 minuti abbassate la temperatura a 160 gradi e cuocere 45 minuti.
Far intiepidire nella teglia e sfornare solo quando tiepido. Far riposare qualche ora e spolverare con zucchero a velo..
Budino al panettone in salsa all'arancia (secondo me pero' vale la ricetta anche per la colomba)
500 gr di latte fresco
5 uova intere
75 gr di zucchero
400 gr di panettone
1/2 bacello di vaniglia
1/2 limone costa d'amalfi
Per la salsa
200 gr di fettine di arancia non trattata tagliate sottilissime
100 gr di zucchero
Portare a ebollizione il latte con la scorza di limone e la vaniglia. A parte sbattere le uova con lo zucchero e unire a filo il latte bollente filtrandolo attraverso un colino. Deponete sul fondo dello stampo da budino il panettone a pezzetti e versare sopra la midcela di uova e latte. Porre lo stampo in un bagnomaria di acqua fredda e mettere in forno a 160 gr per 45 minuti. Se l'acqua bollisse aggiungere un po' di acqua fredda al bagnomaria.
Togliere il budino dal forno e farlo riposare nel suo bagnomaria fino a che non sia raffreddato. Dpo di che metterlo in frigo a + 4 gradi.
Mettere in un padellino le fettine di arancia con lo zucchero facendole candire e facendo rapprendere lievemente la salsa.
Sformare il budino, decorararlo con le scorze d'arancia e versare la salsa d arnace.
Entrambe fantastiche!
sabato 9 marzo 2013
Riflessioni sulla vita..
Che sia il cortisone, che sia il senso di precarieta', che sia la speranza nel futuro che, come diceva Aristotele, e' solo un sogno ad occhi aperti, che sia il mio innato ottimismo, che sia che in fondo mi sento felice ma vivo ogni istante come se fosse una nuova scoperta..
In fondo da giorni mi sembra di non voler pensare alla malattia, soffro nel non pensare troppo a progetti futuri ma sono scaramantica e cerco di trattenermi e godo l'attimo come sempre..
Mi chiedo se sia sensato, se non ci sia un percorso di negazione, e poi mi guardo intorno e vedo tutte quelle persone costantemente infelici per il nulla, incapaci di gioire di ciò che vivono quotidianamente e mi dico che sono loro a sbagliare, ad essere cechi di fronte alla vita..
Questo week end sono sola (si fa per dire) a Milano e, per quanto mi manchi la mia bella routine familiare mi sto godendo i ritmi del fine settimana..
Mercato di "campagna amica" dietro casa dove ho contrattato con un bresciano della val camonica su verze, spinaci, tarassaco e patate, un po' di shopping in vista della primavera, passeggiata e commissioni, pranzo con un amica a raccontarsela come secondo me solo le donne sanno fare e giro al parco con lei arrampicata sul castello da arrampicata dei bambini..
E poi i miei pasticci in casa.. Lavoretti, cucina, l'ispettore Barnaby (uno dei miei telefilm preferiti anche se poi spesso mi fa dormire, ma forse e' questo il suo bello!!)...
Come spesso in questo periodo faccio dolci..
Uno va ultimato e lo sfoggero' domani a pranzo con papa' (una delizia di budino, ma quello vero con le uova e cotto a bagno maria e le arance caramellate.. Ricetta di Sal de Riso che postero' dopo l'assaggio - magari mi e' venuto una schifezza) e poi, per sentirmi meno in colpa, biscotti sanissimi, ma che piu' sani non si puo'!!!
A primo assaggio, abituata a quei bei biscotti burrosi che faccio di solito, al telefono con un'amica mi e' scappato " certo che 'sti biscotti sani saran sani ma non sanno di niente!". Poi pero', lievemente raffreddati e non a mille gradi perche' appena usciti dal forno li ho rivalutati.. E quindi vi propino la ricetta visto che son sani sani sani!
Biscotti all'uvetta
250 gr di farina semiintegrale (ovviamente l'ho presa al mercatino di questa mattina dell'aziendina agricola bresciana suddetta)
50 gr di semola
200 gr di uvetta
40 gr di olio extravergine
160 gr di latte (per gli intolleranti al latte la ricetta originale prevedeva uguale dosaggio di bevanda di soia ma mi sembrava veramente eccessivo nel mìo caso)
14 gr di lievito per dolci
1/2 cucchiaio di curcuma
1/2 cucchiaio abbondante di vannella
1 bacello di aniglia
1 puzzico di sale
120 gr di malto di riso bio (si trova nei negozi di prodotti naturali tipo Natura si)
Miscelare tutti gli ingredienti secchi setacciando il tutto in una ciotola. In un altro contenitore mescolare bene gli ingredienti liquidi e versare su quelli secchi e amalgamare bene. Formare delle palline (l'impasto resta un po' appiccicoso ma non preoccupatevi) e posizionarle sulla teglia coperta di carta da forno. Schiacciarle per appiattirle, cospargerle di zucchero di canna e infornare a 170 gr per 12/15 minuti e comunque fino a che sono ben dorati.
SANISSIMI e direi quasi vegani a parte il latte...
E poi l'uvetta e' energetica, con proprieta' depurative e ricostituenti, la curcuma e' un potente antiossidante, la farina semintegrale e' ricca di fibre, ci sono pochissimi grassi e niente uova ed il malto e' un dolcificante particolare con un retrogusto di caramello ed e' un concentrato di zuccheri complessi che vengono assimilati lentamente dall'organismo senza creare picchi glicemici (mi do un tono con le info recuperate dal sito Guerrilla gardening...
Non e' che possono anche essere stra golosi ma devo dire che da colazione non sono niente male!
Tranquilli pero' se il budino e' buono come penso domani mi rifaccio con una ricetta bomba di uova, zucchero etc...
In fondo da giorni mi sembra di non voler pensare alla malattia, soffro nel non pensare troppo a progetti futuri ma sono scaramantica e cerco di trattenermi e godo l'attimo come sempre..
Mi chiedo se sia sensato, se non ci sia un percorso di negazione, e poi mi guardo intorno e vedo tutte quelle persone costantemente infelici per il nulla, incapaci di gioire di ciò che vivono quotidianamente e mi dico che sono loro a sbagliare, ad essere cechi di fronte alla vita..
Questo week end sono sola (si fa per dire) a Milano e, per quanto mi manchi la mia bella routine familiare mi sto godendo i ritmi del fine settimana..
Mercato di "campagna amica" dietro casa dove ho contrattato con un bresciano della val camonica su verze, spinaci, tarassaco e patate, un po' di shopping in vista della primavera, passeggiata e commissioni, pranzo con un amica a raccontarsela come secondo me solo le donne sanno fare e giro al parco con lei arrampicata sul castello da arrampicata dei bambini..
E poi i miei pasticci in casa.. Lavoretti, cucina, l'ispettore Barnaby (uno dei miei telefilm preferiti anche se poi spesso mi fa dormire, ma forse e' questo il suo bello!!)...
Come spesso in questo periodo faccio dolci..
Uno va ultimato e lo sfoggero' domani a pranzo con papa' (una delizia di budino, ma quello vero con le uova e cotto a bagno maria e le arance caramellate.. Ricetta di Sal de Riso che postero' dopo l'assaggio - magari mi e' venuto una schifezza) e poi, per sentirmi meno in colpa, biscotti sanissimi, ma che piu' sani non si puo'!!!
A primo assaggio, abituata a quei bei biscotti burrosi che faccio di solito, al telefono con un'amica mi e' scappato " certo che 'sti biscotti sani saran sani ma non sanno di niente!". Poi pero', lievemente raffreddati e non a mille gradi perche' appena usciti dal forno li ho rivalutati.. E quindi vi propino la ricetta visto che son sani sani sani!
Biscotti all'uvetta
250 gr di farina semiintegrale (ovviamente l'ho presa al mercatino di questa mattina dell'aziendina agricola bresciana suddetta)
50 gr di semola
200 gr di uvetta
40 gr di olio extravergine
160 gr di latte (per gli intolleranti al latte la ricetta originale prevedeva uguale dosaggio di bevanda di soia ma mi sembrava veramente eccessivo nel mìo caso)
14 gr di lievito per dolci
1/2 cucchiaio di curcuma
1/2 cucchiaio abbondante di vannella
1 bacello di aniglia
1 puzzico di sale
120 gr di malto di riso bio (si trova nei negozi di prodotti naturali tipo Natura si)
Miscelare tutti gli ingredienti secchi setacciando il tutto in una ciotola. In un altro contenitore mescolare bene gli ingredienti liquidi e versare su quelli secchi e amalgamare bene. Formare delle palline (l'impasto resta un po' appiccicoso ma non preoccupatevi) e posizionarle sulla teglia coperta di carta da forno. Schiacciarle per appiattirle, cospargerle di zucchero di canna e infornare a 170 gr per 12/15 minuti e comunque fino a che sono ben dorati.
SANISSIMI e direi quasi vegani a parte il latte...
E poi l'uvetta e' energetica, con proprieta' depurative e ricostituenti, la curcuma e' un potente antiossidante, la farina semintegrale e' ricca di fibre, ci sono pochissimi grassi e niente uova ed il malto e' un dolcificante particolare con un retrogusto di caramello ed e' un concentrato di zuccheri complessi che vengono assimilati lentamente dall'organismo senza creare picchi glicemici (mi do un tono con le info recuperate dal sito Guerrilla gardening...
Non e' che possono anche essere stra golosi ma devo dire che da colazione non sono niente male!
Tranquilli pero' se il budino e' buono come penso domani mi rifaccio con una ricetta bomba di uova, zucchero etc...
giovedì 7 marzo 2013
Sola soletta a Milano...
Max e' partito.. E mi sembra così strano non averlo qui.
Siamo così affamati di tempo da recuperare che cinque giorni passati così sembrano un po' sprecati.. Pazienza, i valori ematici e l'esigenza di terapia e trasfusioni non mi permettevano di partire! Ma mi sono organizzata e, non potendo andare con lui nelle Marche, approfitto per vedere tutte quelle amiche che non riesco mai ad incontrare in settimana (qualcuno lavora anche, del resto!)..
Domani si comincia facendo un po' di "consulenza d'arredo" ad un'amica, bieca scusa per farsi scarrozzare in giro in negozi che adoro e poi cenetta io e lei a casa..
Per portarmi avanti ho anche già preparato le mini cheese cake al cioccolato (alla faccia del mio 8,9 di emoglobina) perché' ogni scusa, anche la concomitanza con una cosiddetta festa, e' buona per un po' di consolatorio, cremoso, fantastico cioccolato con la crosticina di biscotti sotto....
(SPECIFICO: io odio la festa della donna, giorno in cui credo l'unica cosa che abbia senso sia urlare ancora più forte no alla violenza sulle donne, no all'indifferenza verso le donne, no alla paura che molti uomini hanno delle donne, no alle donne che vogliono essere uomini, no alle donne che hanno paura di essere se stesse, no a quel muro di gomma che ancora si vive nelle aziende, nella famiglia, anche in una cosiddetta città' moderna come Milano..)
Io intanto, che son circondata per mia fortuna da uomini e donne intelligenti, rispettosi, e senza barriere mentali, per "festeggiare", domani, mi regalo due belle sacche di sangue e così son pronta per il week end intenso..
Ecco invece la ricetta della cheese cake di stasera..
Versione un po' semplificata rispetto ad altre perche', come spesso accade ho deciso di farla alle sette ma non avevo tutti gli ingredienti che avrei voluto in casa.. Ps io ne ho fatta 1/3 della dose perche' ho preparato 4 monoporzioni ma queste sono le dosi necessarie per una tortiera da 22 cm.. E nel mio caso le servo nelle cocottine direttamente senza sformarla..
180 gr di biscotti secchi
100 gr di burro
500 gr di philadelphia classico
100 gr di cioccolato fondente (siccome ne avevo poco io ho fatto meta' gianduia e meta' fondente)
100 gr di zucchero a velo
200 ml di latte
75 gr di maizena
2 uova medie
Sciogliere il burro, tritare i biscotti nel mixer, amalgamate i due ingredienti nel mixer e compattare nello stampo a cerniera rivestito di carta da forno. Far riposare in frigo per mezz'ora. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato. In una ciotola montare con le fruste o la planetaria il philadelphia con lo zucchero, la maizena setacciata, le uova, il latte e il cioccolato fuso fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Versare l'impasto nello stampo e cuocere a 170 gradi per 50 minuti. Far riposare almeno 3 ore in frigo. Io la vorrei servire con una salsina di lamponi freschi..
Ps alla fine ho cambiato idea ed ho candito con zucchero e miele un arancia non trattata affettata sottilmente e con le fettine ho decorato le mini chees cake..
Siamo così affamati di tempo da recuperare che cinque giorni passati così sembrano un po' sprecati.. Pazienza, i valori ematici e l'esigenza di terapia e trasfusioni non mi permettevano di partire! Ma mi sono organizzata e, non potendo andare con lui nelle Marche, approfitto per vedere tutte quelle amiche che non riesco mai ad incontrare in settimana (qualcuno lavora anche, del resto!)..
Domani si comincia facendo un po' di "consulenza d'arredo" ad un'amica, bieca scusa per farsi scarrozzare in giro in negozi che adoro e poi cenetta io e lei a casa..
Per portarmi avanti ho anche già preparato le mini cheese cake al cioccolato (alla faccia del mio 8,9 di emoglobina) perché' ogni scusa, anche la concomitanza con una cosiddetta festa, e' buona per un po' di consolatorio, cremoso, fantastico cioccolato con la crosticina di biscotti sotto....
(SPECIFICO: io odio la festa della donna, giorno in cui credo l'unica cosa che abbia senso sia urlare ancora più forte no alla violenza sulle donne, no all'indifferenza verso le donne, no alla paura che molti uomini hanno delle donne, no alle donne che vogliono essere uomini, no alle donne che hanno paura di essere se stesse, no a quel muro di gomma che ancora si vive nelle aziende, nella famiglia, anche in una cosiddetta città' moderna come Milano..)
Io intanto, che son circondata per mia fortuna da uomini e donne intelligenti, rispettosi, e senza barriere mentali, per "festeggiare", domani, mi regalo due belle sacche di sangue e così son pronta per il week end intenso..
Ecco invece la ricetta della cheese cake di stasera..
Versione un po' semplificata rispetto ad altre perche', come spesso accade ho deciso di farla alle sette ma non avevo tutti gli ingredienti che avrei voluto in casa.. Ps io ne ho fatta 1/3 della dose perche' ho preparato 4 monoporzioni ma queste sono le dosi necessarie per una tortiera da 22 cm.. E nel mio caso le servo nelle cocottine direttamente senza sformarla..
180 gr di biscotti secchi
100 gr di burro
500 gr di philadelphia classico
100 gr di cioccolato fondente (siccome ne avevo poco io ho fatto meta' gianduia e meta' fondente)
100 gr di zucchero a velo
200 ml di latte
75 gr di maizena
2 uova medie
Sciogliere il burro, tritare i biscotti nel mixer, amalgamate i due ingredienti nel mixer e compattare nello stampo a cerniera rivestito di carta da forno. Far riposare in frigo per mezz'ora. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato. In una ciotola montare con le fruste o la planetaria il philadelphia con lo zucchero, la maizena setacciata, le uova, il latte e il cioccolato fuso fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Versare l'impasto nello stampo e cuocere a 170 gradi per 50 minuti. Far riposare almeno 3 ore in frigo. Io la vorrei servire con una salsina di lamponi freschi..
Ps alla fine ho cambiato idea ed ho candito con zucchero e miele un arancia non trattata affettata sottilmente e con le fettine ho decorato le mini chees cake..
lunedì 4 marzo 2013
Nuova terapia in vena contro il citomegalo...
Per non farci mancare nulla abbiamo avuto la conferma che il citomegalovirus (che detto così fa molta impressione e se effettivamente fatto crescere e' un vero bastardo) si e' riattivato e quindi, pur se in fase iniziale, va bloccato in modo aggressivo..
E quindi nuovo bombardone per bocca e in flebo da fare tutti i giorni due volte al giorno (cosi posso andare avanti indietro dal San Raf, esperienza nuova..).
Salta, almeno per me, l'unico programmino fatto in questo periodo; viaggetto di cinque giorni nelle Marche... Max deve andare per lavoro e dovevo seguirlo, vedere degli amici che son giù ma pazienza.. Ormai siamo abituati che i programmi non si possono fare..
Restero' a Milano sola soletta e bella tranquilla in casa visto che i valori faranno schifo..
Meno male che il week end e' stato bellissimo tra una pizzetta al metro, cena a casa con amici e passeggiata in collina sotto il primo sole primaverile.
E, visto che sono appena stata sgridata perche' propongo ricette impossibili da replicare, riporto le ricettine fatte sabato sera perche' piu' classiche e tipiche..
Gnocchi salsiccia e pomodorini
600 gr di patate
100 gr di farina piu' quella necessaria per formare prima la palla e poi i gnocchi sul tagliere.
Un uovo
Un pizzico di sale
200 gr di salsiccia
Un barattolo di pomodorini ciliegia in conserva (io ho usato la mia ma ce ne sono di ottime in commercio)
Una cipolla piccola
Lessare le patate con la buccia e schiacciarle in una ciotola capiente con lo schiacciapatate ancora calde (non togliere la buccia, restera' nello schiacciapatate. Perche' ustionarsi senza motivo!). Far raffreddare. Quando le patate schiacciate saranno fredde unire l'uovo, il sale e la farina setacciata. Impastare velocemente e creare una palla elastica ma morbida. Vi sembrera' molto morbida ma secondo me quelli fatti in casa son buoni cosi. Io, prima di procedere a formare i gnocchi, faccio una prova cottura creandone uno e lessandolo. La quantita' di farina infatti dipende molto anche dalle patate ed e' impossibile dare un dosaggio certo. Ovviamente, qualora la prova si sfaldasse aggiungere un po di farina all'impasto. A questo punto tagliare pezzi di impasto, formare dei cilindri sul tagliere infarinato e tagliare a pezzi di circa un centimetro. Volendo rotolare sulla forchetta. (Io son pigra e non lo faccio, anche perche' essendo molto morbidi li preferisco piu cicciotti). Proseguire fino a terminare tutto l'impasto.
Cuocere subito (se stan li si appicciccano) oppure disporre su dei vassoi e congelare separati (a questo punto possono ovviamente essere messi nei sacchetti e conservati e poi cotti congelati).
Condimento:
Affettare la cipolla a fettine sottili e rosolare dolcemente con un filo d'olio.
Una volta morbida aggiungere la salsiccia sbriciolata e far rosolare bene. Unire poi i pomodorini sgocciolati e salare. Far restringere il sugo schiacciando i pomodorini con il dorso del cucchiaio.
Ovviamente sono buoni conditi anche solo con un sugo di pomodoro, con lo zola lievemente sciolto nel latte, al burro e parmigiano, etc etc..
Filetto al vino rosso..
In campagna da noi c'e' la carne piu buona del mondo (almeno per me che son piemontese di nascita) ma io non posso mangiare niente che non sia ben, ben cotto. Come fare allora per non distruggere del fantastico filetto?
Quattro fette di filetto da circa 150/200 gr
Quattro fette di pancetta
Uno o due scalogni
Un bicchiere di vino rosso corposo (una volta aperto lo si beve a cena quindi non usiamo schifezze..)
Due cucchiai di miele
Sale e pepe
Una noce di burro piu un'altra con un cucchiaio di farina alla fine
Affettare gli scalogni finemente, rosolarli piano piano con il burro. Arrotolare la pancetta intorno ai filetti e legarla con lo spago. Rosolare i filetti da entrambi i lati per bene. Una volta cotti ma morbidi togliere dal fuoco e tenere in caldo. Deglassare il fondo della padella con il vino, far evaporare l'alcool e unire il burro impastato con la farina e il miele e rimettere la carne nella salsa.Ripassarla nella salsa e, appena lucida, servire subito con patate arrosto o pisellini al burro.
Contenta Ross? Basta ricette con ingredienti introvabili dalle tue parti!!
E quindi nuovo bombardone per bocca e in flebo da fare tutti i giorni due volte al giorno (cosi posso andare avanti indietro dal San Raf, esperienza nuova..).
Salta, almeno per me, l'unico programmino fatto in questo periodo; viaggetto di cinque giorni nelle Marche... Max deve andare per lavoro e dovevo seguirlo, vedere degli amici che son giù ma pazienza.. Ormai siamo abituati che i programmi non si possono fare..
Restero' a Milano sola soletta e bella tranquilla in casa visto che i valori faranno schifo..
Meno male che il week end e' stato bellissimo tra una pizzetta al metro, cena a casa con amici e passeggiata in collina sotto il primo sole primaverile.
E, visto che sono appena stata sgridata perche' propongo ricette impossibili da replicare, riporto le ricettine fatte sabato sera perche' piu' classiche e tipiche..
Gnocchi salsiccia e pomodorini
600 gr di patate
100 gr di farina piu' quella necessaria per formare prima la palla e poi i gnocchi sul tagliere.
Un uovo
Un pizzico di sale
200 gr di salsiccia
Un barattolo di pomodorini ciliegia in conserva (io ho usato la mia ma ce ne sono di ottime in commercio)
Una cipolla piccola
Lessare le patate con la buccia e schiacciarle in una ciotola capiente con lo schiacciapatate ancora calde (non togliere la buccia, restera' nello schiacciapatate. Perche' ustionarsi senza motivo!). Far raffreddare. Quando le patate schiacciate saranno fredde unire l'uovo, il sale e la farina setacciata. Impastare velocemente e creare una palla elastica ma morbida. Vi sembrera' molto morbida ma secondo me quelli fatti in casa son buoni cosi. Io, prima di procedere a formare i gnocchi, faccio una prova cottura creandone uno e lessandolo. La quantita' di farina infatti dipende molto anche dalle patate ed e' impossibile dare un dosaggio certo. Ovviamente, qualora la prova si sfaldasse aggiungere un po di farina all'impasto. A questo punto tagliare pezzi di impasto, formare dei cilindri sul tagliere infarinato e tagliare a pezzi di circa un centimetro. Volendo rotolare sulla forchetta. (Io son pigra e non lo faccio, anche perche' essendo molto morbidi li preferisco piu cicciotti). Proseguire fino a terminare tutto l'impasto.
Cuocere subito (se stan li si appicciccano) oppure disporre su dei vassoi e congelare separati (a questo punto possono ovviamente essere messi nei sacchetti e conservati e poi cotti congelati).
Condimento:
Affettare la cipolla a fettine sottili e rosolare dolcemente con un filo d'olio.
Una volta morbida aggiungere la salsiccia sbriciolata e far rosolare bene. Unire poi i pomodorini sgocciolati e salare. Far restringere il sugo schiacciando i pomodorini con il dorso del cucchiaio.
Ovviamente sono buoni conditi anche solo con un sugo di pomodoro, con lo zola lievemente sciolto nel latte, al burro e parmigiano, etc etc..
Filetto al vino rosso..
In campagna da noi c'e' la carne piu buona del mondo (almeno per me che son piemontese di nascita) ma io non posso mangiare niente che non sia ben, ben cotto. Come fare allora per non distruggere del fantastico filetto?
Quattro fette di filetto da circa 150/200 gr
Quattro fette di pancetta
Uno o due scalogni
Un bicchiere di vino rosso corposo (una volta aperto lo si beve a cena quindi non usiamo schifezze..)
Due cucchiai di miele
Sale e pepe
Una noce di burro piu un'altra con un cucchiaio di farina alla fine
Affettare gli scalogni finemente, rosolarli piano piano con il burro. Arrotolare la pancetta intorno ai filetti e legarla con lo spago. Rosolare i filetti da entrambi i lati per bene. Una volta cotti ma morbidi togliere dal fuoco e tenere in caldo. Deglassare il fondo della padella con il vino, far evaporare l'alcool e unire il burro impastato con la farina e il miele e rimettere la carne nella salsa.Ripassarla nella salsa e, appena lucida, servire subito con patate arrosto o pisellini al burro.
Contenta Ross? Basta ricette con ingredienti introvabili dalle tue parti!!
venerdì 1 marzo 2013
Venerdi..
Sole, e' iniziato marzo, e' venerdi, ed oggi si va in campagna..
Oggi belle notizie e nubi minacciose al San Raf.. Del resto questo e' il senso della vita... Mai tranquilli fino in fondo.. Siamo come tanti esploratori sempre sull'orlo del baratro..
News dal midollo ottime e questo mi rende felicissima! Sta bene, lavora bene e lotta alla grande.. Zitti e lasciamolo lavorare..
Ma la graft e il cortisone e l'immunosoppressore e i mille farmaci e le fotoaferesi abbassano le difese e il citomegalovirus sta crescendo.. Questa sera sapremo se devo iniziare una terapia mirata che buttera' a terra i valori.. Quindi midollino datti da fare che dobbiamo compensare!
Per ora non pensiamoci. Pranzetto con un amico e poi viaaaaaa... Stasera sapremo!
Ps nuovo esperimento cinese di oggi!
Involtini di riso con manzo e germogli di soia
Dal mio market cinese di fiducia ho trovato le sfoglie di riso..
Ma a me l'involtino primavera non piace tanto quindi che fare? Involtino alternativo.
150 gr di carpaccio di manzo
Una scatoletta piccola di germogli di soia
Un cucchiaio di salsa di pesce
Un paio di cucchiai (sono andata a occhio) di salsa di ostriche
Una spruzzata di salsa di soia
Una spruzzata di vino di riso
Le sfoglie di riso
In padella metto tutte le salse e un filo d'olio, affetto a striscioline il manzo e salto in padella finoa che e' ben cotto ed aggiungo i germogli.
Le sfoglie vanno ammorbidite in acqua fredda. Una volta morbide ho composto gli involtini (sull'estetica dovrei migliorare un po' pero') li ho fatti riposare un po e fritti. Da servire con salsa piccante..
Niente male..
Oggi belle notizie e nubi minacciose al San Raf.. Del resto questo e' il senso della vita... Mai tranquilli fino in fondo.. Siamo come tanti esploratori sempre sull'orlo del baratro..
News dal midollo ottime e questo mi rende felicissima! Sta bene, lavora bene e lotta alla grande.. Zitti e lasciamolo lavorare..
Ma la graft e il cortisone e l'immunosoppressore e i mille farmaci e le fotoaferesi abbassano le difese e il citomegalovirus sta crescendo.. Questa sera sapremo se devo iniziare una terapia mirata che buttera' a terra i valori.. Quindi midollino datti da fare che dobbiamo compensare!
Per ora non pensiamoci. Pranzetto con un amico e poi viaaaaaa... Stasera sapremo!
Ps nuovo esperimento cinese di oggi!
Involtini di riso con manzo e germogli di soia
Dal mio market cinese di fiducia ho trovato le sfoglie di riso..
Ma a me l'involtino primavera non piace tanto quindi che fare? Involtino alternativo.
150 gr di carpaccio di manzo
Una scatoletta piccola di germogli di soia
Un cucchiaio di salsa di pesce
Un paio di cucchiai (sono andata a occhio) di salsa di ostriche
Una spruzzata di salsa di soia
Una spruzzata di vino di riso
Le sfoglie di riso
In padella metto tutte le salse e un filo d'olio, affetto a striscioline il manzo e salto in padella finoa che e' ben cotto ed aggiungo i germogli.
Le sfoglie vanno ammorbidite in acqua fredda. Una volta morbide ho composto gli involtini (sull'estetica dovrei migliorare un po' pero') li ho fatti riposare un po e fritti. Da servire con salsa piccante..
Niente male..
giovedì 28 febbraio 2013
Altra notte insonne..
Sono le due e di nuovo sono qui, sul divano, sveglia come fosse giorno..
Oggi, dopo due giorni di fotoaferesi pesanti, e' stata una bellissima giornata..
Gita a Torino con il mio nipotino e mia suocera! Museo egizio, passeggiata in centro, Mole Antonelliana... Erano tanti mesi che non vedevo Lollo ed era la prima volta che organizzavamo una gita cosi.. In fondo questo e' un piccolo grande regalo di questa malattia: il tempo di organizzare di mercoledi una fuga cosi', la voglia di godersi due persone care senza stress con lo spirito un po' infantile della scoperta. E' stato divertente guardare mummie e sfingi con lui, farsi portare in giro in un museo dove era gia' stato e si sentiva protettivo e "grande" nel far vedere alla zia tutte le cose e spiegare tutto quello che stava imparando a scuola..
A casa cenetta e son crollata e ora sveglia.. Uff
Chissa quando tornera' un ciclo del sonno normale?
Per ora overdose di telefilm notturni nel tentativo di addormentarmi davanti alla tv e riflessioni su tante cose..
Oggi, dopo due giorni di fotoaferesi pesanti, e' stata una bellissima giornata..
Gita a Torino con il mio nipotino e mia suocera! Museo egizio, passeggiata in centro, Mole Antonelliana... Erano tanti mesi che non vedevo Lollo ed era la prima volta che organizzavamo una gita cosi.. In fondo questo e' un piccolo grande regalo di questa malattia: il tempo di organizzare di mercoledi una fuga cosi', la voglia di godersi due persone care senza stress con lo spirito un po' infantile della scoperta. E' stato divertente guardare mummie e sfingi con lui, farsi portare in giro in un museo dove era gia' stato e si sentiva protettivo e "grande" nel far vedere alla zia tutte le cose e spiegare tutto quello che stava imparando a scuola..
A casa cenetta e son crollata e ora sveglia.. Uff
Chissa quando tornera' un ciclo del sonno normale?
Per ora overdose di telefilm notturni nel tentativo di addormentarmi davanti alla tv e riflessioni su tante cose..
lunedì 25 febbraio 2013
Sono agghiacciata...
Non voglio fare valutazioni politiche ma sono sconvolta.. Siamo nel caos e non riesco a pensare cosa succedera'..
In centro trasfusionale oggi c'era clima exit pole e, mentre ero attaccata alla solita Kobe Spectra che frulla i miei linfociti, il via vai degli infermieri e dei dottori che venivano a commentare gli exit pole e ed i primi risultati era continuo.. Clima effervescente perche' sembrava che la sinistra fosse avanti (clima per altro sospetto in un ospedale che ha vissuto la sua storia d'oro proprio grazie anche al sostegno del nanetto) ma domani vedremo le nuove reazioni di questo microcosmo..
In tutto cio mi sono pure beccata interventino dell'anestesista sul mio catetere che fa le bizze ed ora ho un sacco di punti nuovi nel collo e una fasciatura degna di un pacco regalo.. Domani lo si rivede..
Per il resto good news e qualche segnalino che ci tiene sempre sulla corda.. Un bel marcatore della malattia che e' uscito dall'ultimo esame sul midollo che fa ben sperare ma il citomegalovirus che si e' risvegliato.. Vediamo se riusciamo a ricacciarlo indietro..
Insomma, son competitiva! Si era risvegliato alla mia amica Milena e non volevo essere da meno!
Arrivata a casa riaccendo la tv e vedo il disastro.. Aiuto si presenta pure Cicchitto.. A quel punto reazione: BISCOTTI!
Frollini e biscottini al cocco
Ecco le ricette
Biscottini al cocco
2 uova
150 g farina 00
200 g zucchero
150 g burro
250 g farina di cocco
1/2 bicchiere di marsala
mandorle pelate
Procedimento:
Ammorbidire il burro a fuoco bassissimo e aggiungerlo allo zucchero.
Unire poi la farina, la farina di cocco, le uova e infine il liquore, mescolare bene.
Sulla carta da forno formare delle palline schiacciarle un po e incastrare la mandorla.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 20-30 minuti (quando assumono un colore leggermente dorato sotto la base).
In centro trasfusionale oggi c'era clima exit pole e, mentre ero attaccata alla solita Kobe Spectra che frulla i miei linfociti, il via vai degli infermieri e dei dottori che venivano a commentare gli exit pole e ed i primi risultati era continuo.. Clima effervescente perche' sembrava che la sinistra fosse avanti (clima per altro sospetto in un ospedale che ha vissuto la sua storia d'oro proprio grazie anche al sostegno del nanetto) ma domani vedremo le nuove reazioni di questo microcosmo..
In tutto cio mi sono pure beccata interventino dell'anestesista sul mio catetere che fa le bizze ed ora ho un sacco di punti nuovi nel collo e una fasciatura degna di un pacco regalo.. Domani lo si rivede..
Per il resto good news e qualche segnalino che ci tiene sempre sulla corda.. Un bel marcatore della malattia che e' uscito dall'ultimo esame sul midollo che fa ben sperare ma il citomegalovirus che si e' risvegliato.. Vediamo se riusciamo a ricacciarlo indietro..
Insomma, son competitiva! Si era risvegliato alla mia amica Milena e non volevo essere da meno!
Arrivata a casa riaccendo la tv e vedo il disastro.. Aiuto si presenta pure Cicchitto.. A quel punto reazione: BISCOTTI!
Frollini e biscottini al cocco
Ecco le ricette
Biscottini al cocco
2 uova
150 g farina 00
200 g zucchero
150 g burro
250 g farina di cocco
1/2 bicchiere di marsala
mandorle pelate
Procedimento:
Ammorbidire il burro a fuoco bassissimo e aggiungerlo allo zucchero.
Unire poi la farina, la farina di cocco, le uova e infine il liquore, mescolare bene.
Sulla carta da forno formare delle palline schiacciarle un po e incastrare la mandorla.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 20-30 minuti (quando assumono un colore leggermente dorato sotto la base).
Frollini
300 gr di farina
160 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova
Qualche cucchiaio di latte
La scorza grattuggiata di due limoni ed il loro succo a parte (per la glassa)
Sale
Una busta di zucchero a velo vanigliato
Setacciare la farina e formare la fontana in una ciotola, unire lo zucchero, la scorza di limone, un bel pizzico di sale il burro morbido a pezzetti e iniziare a sbriciolare il composto ed a intridere la farina nel burro. Unire le uova e qualche cucchiaio di latte fino a avere un impasto morbido. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare in frigo per almeno un ora.
Stendere la frolla ad uno spesso re di mezzo centimetro e ritagliare i biscottini con dei taglia biscotti.
Cuocere in forno caldo a 170/180 gr per circa 20 minuti o fino a che son dorati.
Preparare la glassa mescolando allo zucchero a velo il succo del limone e qualche cucchiaio di acqua fino ad avere una consistenza densa. Spennellare i frollini con la glassa (una volta raffreddati).
Crisi glicemica da politiche!!!!
sabato 23 febbraio 2013
Crostata: metafora di una vita felice..
Direte oddio e' pazza! Ormai la sindrome da cuciniera si e' impossesata di lei..Ma no, non son cosi grave.. Come accennavo ieri ho fatto una crostata per la sera ma modificata.. Ero dubbiosa sul risultato perché fli ingredienti che avevo in casa erano scombinati, sbagliati ma son testona e volevo comunque fare la crostata. Questa e' la prima riflessione: perche' a volte, pur se i segnali che ci arrivano ci suggeriscono di cambiare la rotta, noi ci ostiniamo? Cosa dovremmo ascoltare? La vocina interiore del " buttati" o la prudente razionalita' del scendi al superr?Tornando alla mia crostata i problemi erano che avevo solo farina autolievitante ( e pure poca), delle mandorle intere che Max aveva preso come snack, e la marmellata di limoni fatta quest'anno e venuta male ( ossia e' rimasta liquida quasi come una spremuta).. Vabbe, almeno gli altri ingredienti base li avevo..E qui la seconda riflessione:Quando mai nella vita ci capita che tutto funzioni come vorremmo? Anche quando sembra semplice e' matematico che l'ingrediente sbagliato ci sia.
. Per questo spesso non siamo mai pienamente felici e non ci godiamo il momento. Ma chi ci dice che invece non sia meglio?
Ecco la ricetta sbagliata ma che in realta'' era proprio buona!In sostituzione di 250 gr di farina doppio zero150 gr di farina autolievitante100 gr di mandorle tritate fini fini125 gr di Burro a pezzetti100 gr di zucchero 1 uovo1 pizzico di sale1 vasetto di marmellata di limoni ( da allungare con un po' di acqua calda)
Nel mixer miscelare farina, mandorle, burro e zucchero e uovo e frullare velocemente fini a che sia granulosa. Aggiungere qualche goccio di latte se troppo asciutta. Lavorare in una ciotola infarinata per pochi minuti, formare una palla e far riposare in frigo.Far riposare almeno 30 minuti.Stendere poi 2/3 del'impasto nella tortiera ( resta morbido quindi inutile sporcare il tagliere per stenderla con il mattarello), creare un bordino e versare la marmellata allungata. Creare delle striscioline con la pasta rimasta e decorare a griglia. Cuocere a 200 gr ( o un po' meno va da forno a forno) per mezzora.Far raffreddare bene prima di sfornarla
venerdì 22 febbraio 2013
Campagna...
Quando arrivo qui mi sento rinascere.. Il bosco, l'aria pulita, il silenzio...
A Milano poi ho lasciato neve, settimana della moda, grigino..
Qui la luce e' sempre diversa!
E poi si torna alla tradizione: questa sera polpette e polenta, plumcake di zucchine e scamorza con affettati (in busta ovviamente! anche se mi rendo conto che essendo nel regno dei salumi e della carne.. Ma cosi e' chi viene a casa di un trapiantato si becca il rovagnati imbustato.)
Poi un esperimento: crostata di limone con una frolla modificata di farina e mandorle e la mia marmellata di limoni.. Vedremo se e' una schifezza o no..
L'ambiente incide molto sul mio stato mentale. A Milano sono iperattiva causa cortisone e sembra che mi abbia punto la tarantola, qui, dopo aver preparato per la cena con gli amici di stasera, sto apprezzando un the, un libro e il divano... Forse il verde (anche se ancora piu tendente al marroncino) ha veramente un potere rasserenante..
A Milano poi ho lasciato neve, settimana della moda, grigino..
Qui la luce e' sempre diversa!
E poi si torna alla tradizione: questa sera polpette e polenta, plumcake di zucchine e scamorza con affettati (in busta ovviamente! anche se mi rendo conto che essendo nel regno dei salumi e della carne.. Ma cosi e' chi viene a casa di un trapiantato si becca il rovagnati imbustato.)
Poi un esperimento: crostata di limone con una frolla modificata di farina e mandorle e la mia marmellata di limoni.. Vedremo se e' una schifezza o no..
L'ambiente incide molto sul mio stato mentale. A Milano sono iperattiva causa cortisone e sembra che mi abbia punto la tarantola, qui, dopo aver preparato per la cena con gli amici di stasera, sto apprezzando un the, un libro e il divano... Forse il verde (anche se ancora piu tendente al marroncino) ha veramente un potere rasserenante..
lunedì 18 febbraio 2013
Serata benefica al teatro Wagner di Milano..
Ciao a tutti, il 16 marzo l'Associazione Laura Coviello per la lotta contro le leucemie organizza una serata musical sulle note di Mamma mia al teatro Wagner per raccogliere fondi per l'acquisto di un ecografo portatile per il reparto di ematologia degenza del Policlinico di Milano..
Qualora foste interessati vi prego di contattarmi per i biglietti alla mail athosealice@gmail.com (cosi riusciro' a inoltrarvi la locandina che non riesco ad incollare nel post.. Che donna poco tecnologica!)Costo del biglietto:Adulti 15 euroBambini 10 euro
Si continua con le aferesi..
Siamo giunti alla terza foto aferesi.. Diciamo che la risposta non e' fulminea ma almeno la situazione non sta peggiorando e si vedono micro miglioramenti..
Dopo una settimana scorsa impegnativa abbiamo trascorso un weekend sereno, anzi direi emozionante visto che finalmente, dopo tanti tanti mesi sono riuscita a tornare nella nostra bella casetta di campagna.. Che sensazione arrivare su venerdi pomeriggio, con il sole, la luce calda sugli alberi del bosco e riaprire la casa e vedere le mie cose, la poltrona da Morticia Addams che mi ha regalato Rossana, la mia Sussi (una lampada bellissima fatta recuperando vecchi lampadari e usando pietre dure fatta da un mio amico.. Www.sussiebiribissi.it se vi interessa vederle), andare a mangiare la pizza (alle sette, a locale deserto ovviamente) e, la mattina dopo, piccoli giretti in zona e passeggiata in campagna e poi libro, camino, merenda etc..
Vita normale dopo tante peripezie..
Ieri, tornati a casa, ho fatto dei muffins leggeri ed ecco la ricettina:
250 g di farina setacciata per dolci175 g di zucchero (io di canna)2 cucchiaini di lievito in polvere1/2 cucchiaino di bicarbonato2 cucchiai di cacao in polvere amaro di ottima qualitàPesche sciroppate tagliate a pezzetti 1 bustina di vanillina250 ml di latte90 ml di olio di semi1 uovo grande
Preriscaldare il forno a 180°/200° e mettere i pirottini negli stampi da muffins.Prepara due terrine. In una unire tutti gli ingredienti secchi e mescolare. Nell'altra unire gli ingredienti liquidi e mescolare.Unire gli ingredienti liquidi agli ingredienti secchi e mescolare brevemente così saranno più morbidi.Versare il composto nei pirottini fino a riempirli per 3/4 infornare e cuocere 15/20 minuti verificando con uno stecchino.
Domani si torna al San Raf per un altro giro.. Meno male che esiste l'ipad altrimenti queste sei ore sarebbero infinite..
Dopo una settimana scorsa impegnativa abbiamo trascorso un weekend sereno, anzi direi emozionante visto che finalmente, dopo tanti tanti mesi sono riuscita a tornare nella nostra bella casetta di campagna.. Che sensazione arrivare su venerdi pomeriggio, con il sole, la luce calda sugli alberi del bosco e riaprire la casa e vedere le mie cose, la poltrona da Morticia Addams che mi ha regalato Rossana, la mia Sussi (una lampada bellissima fatta recuperando vecchi lampadari e usando pietre dure fatta da un mio amico.. Www.sussiebiribissi.it se vi interessa vederle), andare a mangiare la pizza (alle sette, a locale deserto ovviamente) e, la mattina dopo, piccoli giretti in zona e passeggiata in campagna e poi libro, camino, merenda etc..
Vita normale dopo tante peripezie..
Ieri, tornati a casa, ho fatto dei muffins leggeri ed ecco la ricettina:
250 g di farina setacciata per dolci175 g di zucchero (io di canna)2 cucchiaini di lievito in polvere1/2 cucchiaino di bicarbonato2 cucchiai di cacao in polvere amaro di ottima qualitàPesche sciroppate tagliate a pezzetti 1 bustina di vanillina250 ml di latte90 ml di olio di semi1 uovo grande
Preriscaldare il forno a 180°/200° e mettere i pirottini negli stampi da muffins.Prepara due terrine. In una unire tutti gli ingredienti secchi e mescolare. Nell'altra unire gli ingredienti liquidi e mescolare.Unire gli ingredienti liquidi agli ingredienti secchi e mescolare brevemente così saranno più morbidi.Versare il composto nei pirottini fino a riempirli per 3/4 infornare e cuocere 15/20 minuti verificando con uno stecchino.
Domani si torna al San Raf per un altro giro.. Meno male che esiste l'ipad altrimenti queste sei ore sarebbero infinite..
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