lunedì 12 novembre 2012

Umori lunatici della mia mamma

Prosegue il mio viaggio nei ricordi... Vi assicuro che non e' facile perché' cresci e nella vita dai per scontato lo scorrere del tempo,  i momenti belli e brutti, le discussioni feroci e i momenti di gioia e poi io già' son smemorata di natura. Ora ho in più la scusa della chemio che si fulmina i miei neuroni...
La mia mamma comunque era lunatica. Oddio, in realtà' questa e' proprio una caratteristica della famiglia Vercellese e lei non si discostava da certe tare familiari.
E poi era intransigente, dura, e per principio era in grado di non mollare mai, anche per mesi. Per tanti anni, ma anche in eta' adulta abbiamo fatto delle litigate tremende, furibonde, con porte sbattute, musi lunghi, silenzi che potevano durare settimane.. E papa' poverino a cercare di mediare, di fare da paciere almeno in quelle più' serie...
Direte: queste ci sono in ogni famiglia ma vi assicuro che lei era proprio tosta...

Ammetto una difficoltà : ricordo molto bene il dopo lite, la sofferenza che provavo e il fatto che alla fine cedevo sempre, ma dico SEMPRE  io con pianti e lacrime ma non ricordo quasi mai il perché avessimo litigato...
Solo l'altro giorno, chiacchierando con la mia amica Bea, compagna di casa degli anni di vita universitaria , mi sono venuti in mente alcuni episodi del periodo. La Bea infatti mi dice : certo che la tua mamma era proprio tosta! e da li mi sono venute in mente un fiume di liti sui voti accettati. Come dimenticare che non mi rivolse la parola per un diciotto accettato in diritto privato,  o che mi disse che avrei dovuto assolutamente rifare matematica finanziaria se avessi preso meno di  22 (ed io odiavo con tutta me stessa matematica finanziaria) e guarda caso mai che si fissasse sugli esami che mi piacevano come marketing o economia aziendale ma sempre su quelle schifezze matematiche che piacevano a lei e a me costavano lacrime e sangue...
E poi non parliamo di quando scopriva qualche bugia... Una volta mi aveva dato i soldi per non so quale testo di approfondimento, ero riuscita a fotocopiarlo anziché' acquistarlo nuovo e quindi il denaro rimanente era immediatamente finito in shopping... Scoppio' il finimondo ed anche li a non parlarci per settimane...
Ed anche li io a cedere, piangere e normalmente scrivere lettere strappacuore sul rapporto madre figlia...
A questo riguardo mi e' scattata una riflessione di cui dovrò rendere partecipe anche il Manenti..
Recentemente ho scoperto che la mia mamma conservava tutto: i piccoli biglietti, gli auguri, le cartoline, i disegni... Ma nemmeno una di quelle lettere che hanno solcato gli anni dall'adolescenza all'eta' adulta... Chissà cosa ne ha fatto e se mi ha mai perdonato fino in fondo...
E poi ogni tanto le partiva l'embolo così, senza nemmeno motivo, e a quel punto in casa sembrava come la fuga prima della arrivo della tempesta: papa' fuggiva giu' dai suoi bonsai, io in camera di corsa, il gatto sotto il letto, i cani in ogni angolo di casa... Poi passava e tutto tornava normale ma guai a dirle :" eri un po nervosa prima?"....
Sia chiaro non pensiate male, era una donna profondamente razionale ma donna, nel profondo, con forse il rifiuto di ammettere di esserlo e che quindi certe manifestazioni tipiche della razza fossero normali... E poi era troppo tosta e testarda per ammettere mai di aver sbagliato.....
Chi mi conosce dira' " ecco da chi ha preso..." :-)

domenica 11 novembre 2012

Le emozioni di un pomeriggio a Sant'Anna

Io vivo dei buchi temporali...
Non mi sembrava reale ma era passato più di un mese e mezzo dalla mia ultima visita a Sant'Anna, la nostra amata casa in campagna.
Ed invece, se nella salita verso casa, la strada nel bosco, con le foglie cadute e i colori dell'autunno tutto mi sembrava come sempre a casa ho sentito fortissimo questo senso di vuoto temporale...
Il cortile pieno di foglie, il sole che illuminava i vasi, quell'aria da giardino un po' abbandonato e la casa fredda come se dicesse "accidenti voglio essere vissuta" mi ha sconvolto dandomi la piena consapevolezza del furto che sto subendo...
Vivo per un po', poi entro in una bolla temporale che e' l'ospedale, e poi ricomincio come se nulla fosse ma non e' così '...
A questo punto sono proprio arrabbiata: questa volta deve essere l'ultima! Non posso più permettere a questa maledetta di rubarmi le stagioni... Sono entrata con il caldo e i fiori ed oggi eravamo in pieno foliage.. Ora rientrerò' e perderò' di nuovo l'inverno e il Natale.. Basta! Gli concedo quest'ultimo scherzo ma poi ha proprio rotto... Devo fare mille cose, inaugurare le bellissime pentole di papa', guardare il tramonto con Massimo, giocare nella neve, organizzare cene con mille persone diverse, rifare l'orto, godermi ogni istante di ogni cosa e soprattutto ogni stagione ed ogni cambio di clima... 

La mamma e la Palestina

Abbiamo saltato un giorno ma la mia mamma mi perdonera'.. ieri era doveroso salutare Athos..
riprendo oggi con i ricordi su di lei...
La mia mamma adorava viaggiare e, specialmente dopo l'ictus, aveva una sorta di frenesia del viaggio. Come se sentisse che la vita sarebbe ancora stata breve..
Pero' aveva sempre avuto un rapporto complesso con la religione, Dio, i preti e la chiesa...
Da tempo i miei volevano fare un viaggio in Terra Santa e avevano valutato più opzioni, dai classici viaggi con i tour operator a quelli di taglio più ecclesiastico...
Poi la vita decide per te e gli capita ta le mani il volantino di questo viaggio organizzato da questo sacerdote di Castelceriolo. Decidono di andare e, (Don Walter ridera' a leggere queste righe!) ma la mamma era abbastanza preoccupata di dover "subire " una messa al giorno e poi da un prete che non conosceva e che si diceva essere un po' fuori dalle righe...
Comunque con dubbi e perplessita' partono e credo che per lei sia stata una delle esperienze (non vacanza ma proprio esperienza) piu belle della vita...
Innanzitutto ha fatto amicizie belle, conosciuto persone splendide, scoperto che i sacerdoti, quando sono persone intelligenti, hanno una marcia in più e ti aiutano a scoprire la spiritualita' che e' in te senza preconcetti.  Ha amato alla follia la terra di Palestina, i colori e le comunita' che lottano in un luogo dilaniato da tensioni incomprensibili. Era partita con poche conoscenze, come probabilmente molti di noi, ed e' tornata con un carico di umanita' che, a prescindere dalla politica, ti obbliga a scegliere.
Sopratuttto e' tornata credo riconciliata con Dio e questo poco prima che poi tutto precipitasse..
Volevamo tornare insieme a ottobre... E io la immaginavo  già' di nuovo pronta a bardarsi con gonnellone e velo per entrare in certi luoghi di culto, assaggiare i dolci più strani, farsi attrarre dai negozietti e comprare qualsiasi cosa dalle signore palestinesi che cercano di sopravvivere con i loro piccoli lavori. La vita ha di nuovo scelto per noi ma io non demordo e so che ci torneremo e questa volta anche con Massimo oltre che con papa' e lei sara' li con noi...
E, sempre perche' la vita decide in autonomia, ha fatto si che Don Walter diventasse un temporaneo compagno di viaggio per lei negli ultimi mesi e benedicesse l'amore tra me e Massimo...
E quindi chiudo questo post rubando una  delle citazioni preferite di Don Walter:

O dio
Dammi la serenita' di accettare le cose che non posso cambiare,
Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
La saggezza per distinguere le une dalle altre


sabato 10 novembre 2012

Ciao amico dolce e peloso

Oggi, dopo essersi tenuto il segreto nel cuore per giorni, Massimo mi ha confessato un altro grande dolore...
Il mio bambino peloso, il compagno di quindici anni di vita, dal 4 novembre, non c'e' più...
Il mio piccolo grande Athos ha avuto una vita bellissima, amato alla follia da me, da Alberto, da Massimo e da Alice e dalla zia e poi da chi gli ha dedicato tempo e attenzioni in questi anni...
In questo momento soffro per non averlo abbracciato, per non averlo salutato, per non averlo sepolto nel bosco che amava tanto e per mille cose che avrei voluto dargli in questo anno trascorso lontani, e soffro per aver lasciato soli Alberto e Massimo a decidere... Loro sono stati grandiosi e Alberto e Anna si sono occupati di lui gli ultimi giorni coccolandolo e amandolo....
Non ci sono rimpianti, i cani che hanno la fortuna di crescere in famiglie che li amano hanno questa grande occasione anche alla fine... Lui e' arrivato ad essere vecchietto, felice ogni giorno, sempre amato e con qualcuno che soffrendo ha scelto per lui la non sofferenza quando il momento era giusto... Noi uomini non abbiamo questa possibilita'...
Ma ora sono invasa dai ricordi e quelli mi resteranno nel cuore per sempre e mi faranno compagnia in questa nuova sfida..
Avevo fatto una lista di desideri... Uno di questi era di poter portare a casa, appena guarita, i miei due pelosi per potermi occupare di loro nella fase finale della loro vecchiaia..
Ora invece ho un nuovo angelo custode lassu', un po' svagato e sbaciucchione, che pensera' alla sua mami e che mi proteggera'..
Inseguira' mia mamma per leccarla, lei cerchera' di tenerlo lontano, e poi trovera' una bella cagnolina e fara' un po' il brillante (gli e' sempre piaciuto fare il marpione anche se in fondo e' stato fedele ad Alice) e chissa', se di notte, durante questo nuovo ricovero saro' un po' giu forse sentiro' l'orecchio umido e sapro'' che e' lui che mi sta dando i baci...




Casa, coccole e nuove sfide...

Giovedi sera sono uscita dopo quaranta giorni dall'ospedale.. Che smarrimento, tutto di corsa, questa sensazione di lasciare degli amici per un po' ma non perche' tutto e' finito... Solo perche' ci si sposta a combattere altrove...
Ieri mattina io Max e papa' abbiamo fatto il primo colloquio al San Raffaele..
Che dire: il Dott. Ciceri ed il suo staff ci hanno fatto un'ottima impressione, papa' ha gia' iniziato il tour di visite, colloqui, prelievi e si e' beccato la solita sgridata su fumo e polmoni..
Io venerdi prossimo faro' tutti gli esami pretrapianto e definiremo bene gli step successivi. L'impressione e' di grande fiducia ed ottimismo e noi non possiamo che crederci fino in fondo come abbiamo sempre fatto... E' l'ultimo pezzo della scalata, ed io e il mio compagno di scalata siamo ben attrezzati e con un campo base eccezionale fatto di amici vecchi e nuovi e medici preparati.
Certo, il San Raffaele e' un caos, tutto un crocevia di frecce che si perdono nel vuoto e di letttere che ti devi ricordare se non vuoi finire smarrito per sempre nei sotterranei..
Intanto mi godo le coccole di Max e quelle del Policlinico (lunedi mi mandano a casa un infermiere, il mitico Luigi, a farmi il prelievo, cosi da non armi stare troppo tempo in dh ma andare giusta giusta per le trasfusioni.. Altro che lamentele sulla sanita' pubblica, questo e' un servizio cinque stelle!)
E intanto..
Buon week end a tutti

La mamma e grisu...

Ieri e' stata una giornata campale e il mio pensiero quotidiano alla mamma e' saltato... recupero oggi con due e so che lei mi perdonerà...
vi racconto della palletta pelosa che tutt'oggi scalda il cuore del mio papa' e gli fa tanta compagnia...
In ordine cronologico Grisu ha rappresentato l'ultimo amore peloso della mamma. In realta' lui e' il grande amore di papa', sopratutto oggi, ma lo hanno preso insieme, alla cascina Rosa, uno di quei cagnoni neri, pelosi, arruffati,  che in realta' sembra non volere nessuno. Lo ha amato molto anche se credo che a volte ne fosse anche gelosa per il rapporto esclusivo che aveva con papa'.
Era di nuovo il figliolo maschio, quello a cui dare attenzione, quello con cui gestire i rituali della merenda...
Ma Grisu e' un viziato che vuole essere grattato tutto il giorno, sempre coccolato per recuperare le sofferenze subite... La mamma a volte quasi si arrabbiava..
Poi pero' uscivano a passeggiare e lui, normalmente agitato ed irruente, con lei che faceva un po' fatica dopo l'ictus, andava pianissimo, senza mai tirare il guinzaglio...
Quando poi inizio' a non stare bene, a stare spesso a letto,  Grisu e' diventato infermiere a tempo pieno e sempre appiccicato alla sua porta o sempre pronto a chiamare papa' al primo problema...


giovedì 8 novembre 2012

Qualche veloce aggiornamento...

La battaglia ricomincia.. Come annunciato le risposte che temevamo da giorni sono arrivate..
Il ciclo di terapia tentato ha fatto fare grasse risate alle mie bastardissime celluline leucemiche... Vengo definita assolutamente chemio resistente... Vabbe' che fossi tosta lo sapevo ma che lo fossero cosi tanto anche queste infami?!?
A questo punto la scelta si fa piu complicata. E' come quando sali al rifugio e inizi baldanzoso la passeggiata nel bosco, poi il sentiero si fa piu strettino ma ancora agevole ed ora siamo al pezzo arduo, quello dove devi essere bello concentrato, attento a non mettere un piede in fallo perché la parete e' ripida e insidiosa..
Il percorso prevede un trapianto aploidentico, ossia con le celluline del mio papa'.. Un trapianto con un po' di rischi ma maggiori chance di arrivare al risultato sperato a questo punto del viaggio.
Nota positiva: sono a casa con il mio amore per qualche giorno
Nota negativa: direte quale peggio della notizia che c'e' ancora la malattia? L'aver lasciato gli angeli che per un anno si sono presi cura di me per trasferirmi in un nuovo ospedale.
Mi mancheranno tanto tanto..
Pero', per questo tipo di trapianto, il San Raffaele sembra il centro migliore e quindi si cambia e come dice Obama "forward!"
Domani mattina primo giro di visite con papa' al San Raffaele e poi capiremo meglio tempi e modalita'.
Ora buonanotte a  tutti... Sono tanto tanto stanca...

C'era una volta un amore grande....

In queste giornate difficili non abbandono il progetto del regalo alla mamma e il viaggio nei ricordi..
quindi questa sera una pagina sull'amore tra i miei, anche in onore del mio papa' che alla fine cerchera' di salvarmi la pelle....

Ho cercando di ricostruire i momenti d'amore di mamma e papa'.. Papa', che e' estremamente riservato, forse non amera' questa pagina, ma questi sono alcuni flash visti con gli occhi di una figlia..
Quando lo chiamava papalone con questa connotazione unica di marito amico padre amante in un unica figura..
Quando mi faceva impazzire per trovargli un certo regalo che esisteva solo a Milano,
quando lo aspettava piena d'ansia e di rabbia perche' era andato a pescare e non tornava e lei impazziva presa da visioni apocalittiche di lui trascinato dalla piena. (Questa e' una sua eredita', anche a me e' capitato di perdere ogni raziocinio in preda a visioni catastrofiche con le persone che amo..),
quando brontolavano come Sandra e Raimondo per poi tornare a ridere di una qualche sciocchezza un minuto dopo,
Quando ti rendevi conto che per lei non era mai esistito altro uomo e che non era concepibile potesse esisterne un altro,
Quando era gelosa delle signore che, in negozio,  facevano una corte scherzosa a papa' e lei si infastidiva anche se poi, per orgoglio, non lo faceva vedere,
Quando lo guardava e mi diceva, piano piano, " pero' papa' e ancora proprio un bell'uomo..."
Quando  faceva la dura e quella che sembrava voler spaccare il mondo ma poi non sarebbe stata capace di venire a Milano da sola,
Sono stati una coppia bellissima, con le loro liti i loro abbracci, i loro rituali, i loro silenzi parlati... Si sono amati per quasi cinquant'anni, vivendo in simbiosi, lavorando insieme una vita, avendo progetti insieme, rispettandosi e stimandosi, amandomi e dedicandomi ogni sforzo e sacrificio, hanno costruito mille cose e se anche la mia mamma non sempre era capace di dirtelo a parole esprimeva il suo amore con i mille gesti, con lo spirito di sacrificio, con le piccole attenzioni... Alla fine hanno parlato tanto e anche le parole di amore sono uscite.. Non servivano.. Glie le aveva dette in silenzio per una vita..

mercoledì 7 novembre 2012

La mamma e l'alluvione

In questi giorni non avevo ripensato a quel periodo, soprattutto nei miei pensieri sulla mamma... Ma poi, come sapete, ieri il flash del ricordo ha fatto riaffiorare un ondata di immagini e memorie..
Quelle dell'alluvione sono state giornate assurde, in cui la mia mamma, la donna sempre forte e determinata, quella sempre risolutiva e anche un po' aggressiva ha mostrato un lato debole.. In realtà era molto più fragile di quanto volesse far vedere...
Come dimenticare lo sguardo smarrito, assolutamente sparuto e sgranato di fronte al muro di cinta del giardino posteriore che crollava.... Il suo immobilismo di fronte alla mia reazione da piccola boy scout che riempiva tutti i contenitori possibili di acqua potabile pronta a giorni di assedio e recuperava,con papa', candele, fornelletto a gas e coperte... (Io forse avevo visto troppi film su catastrofi e tragedie ma in quel momento sembravo un ranger della protezione civile)
L'acqua saliva, si sentiva forte il rumore e ascoltare le urla e la radio era angosciante...
In quel momento pero' eravamo tutti e tre insieme, anzi tutti e quattro con ciuffina... Io sentivo il calore e la protezione di quell'unione e ringraziavo che fosse domenica, che io fossi li e non a Milano dove l'angoscia mi avrebbe distrutto...
La mamma era terrorizzata, la ricordo così, spaventata che la casa cedesse, che anche il negozio venisse colpito, che tutto ciò che avevano costruito fosse distrutto...
E' stato per lei un momento durissimo.. E anche dopo, giorni, dopo che l'acqua aveva iniziato a defluire e siamo potuti uscire di casa si guardava intorno scioccata... Come se la città' fosse stata bombardata..
Poi, verificato che il negozio era salvo, abbiamo iniziato a lavorare e a ripulire.. Aveva tanti momenti di commozione quando trovava, distrutti, i miei vestitini di bambina che aveva conservato per anni con amore, aveva momenti di commozione di fronte agli angeli del fango che venivano ad aiutare, e momenti di rabbia quando, in città', noi vestiti con stivali di gomma e fango, incontrava le signore impellicciate che la guardavano strano...
O come dimenticare la furia con cui aggredì una di queste cosiddette signore che si avventava per accaparrarsi qualcosa sui banchetti organizzati dalla parrocchia con abiti per tutti quelli che non avevano più nulla...
Ecco, li era tornata la mia mamma, battagliera e tosta e indignata dalla gentaglia...

Brevi news... E divertenti deliri

Ancora attesa e domani dovremmo sapere qualcosa...

Nel frattempo Obama ha vinto e i suoi slogan "yes, we can! E Forward!" Sono un po' anche miei... Sfide diverse, entrambe difficili, ma entrambi abbiamo uno staff FANTASTICO e dei sostenitori appassionati....


Oddio mi sto facendo prendere dal delirio di onnipotenza... Attenzione: se ne esco qui si rischia che io decida di candidarmi... Del resto se la Santanche' si crede la rappresentante delle casalinghe di Voghera potrei pure avere delle chance!


martedì 6 novembre 2012

ancora il 6 novembre...

Dopo tutte le riflessioni fatte prima sui numeri mi sono resa conto di una cosa pazzesca...
Il 6 novembre ricorre in modo sconcertante e terrificante nella mia vita.
Faccio un giretto su Facebook e trovo un post di un amico con delle foto di uno degli eventi più devastanti vissuti nella mia vita di cui pero' avevo rimosso la memoria della data...
Il 6 novembre 1994 - l'alluvione di Alessandria.
Una giornata sconvolgente in cui abbiamo avuto paura per la nostra incolumita', in cui non sapevamo  nulla della nonna e della zia, in cui abbiamo sentito morire annegati i nostri vicini, in cui abbiamo trascorso una notte alla luce di una candela  ad ascoltare su una radiolina le notizie terrificanti che arrivavano dalle varie zone colpite con persone sui tetti, ragazzi agganciati per ore ai pali della luce, auto trasportate dalla corrente come barchette...



Non so commentare come sia possibile che a volte, nella vita delle persone, ci siano date, proprio quelle su 365 giorni, che diventano date chiave, uniche e particolari...


6, 9 e l'arcano gioco di alcuni numeri..

Oggi e' un anniversario che mi piacerebbe non dover più ricordare negli anni a venire...
Era domenica, un anno fa, ed io mi sentivo sempre più' strana... Debole debolissima tanto che lo sforzo di andare dal divano alla camera da letto per rispondere a mio cognato al telefono mi aveva creato un affanno pazzesco...
Decidiamo allora di andare al pronto soccorso della clinica città studi, li a due passi, giusto per scrupolo, per togliersi quel dubbio di avere qualcosa al cuore..
Ero proprio pallida, mi vesto, saluto velocemente Athos e Alice con una carezzina e Max mi dice: prendo la macchina... Ed io " ma no, e' qui a due passi andiamo a piedi..."
Piano piano arriviamo li, poca gente e subito saturimetro (battito accelerato) e prelievi del sangue e ecg (tutto regolare)
Poi saletta di attesa con il libro... Nessuna paura! Nessun presentimento!
Poi mi chiamano, il dottorino e' pallido più di me, mi dice di stendermi, che non mi devo muovere, che mi devono ricoverare, entra Massimo e noi a dire " ma come? Adesso? Subito?" E loro si assolutamente...
Lastra al torace perché avevo la tosse e poco dopo torna e mi dice non la ricoveriamo qui, la mando nel miglior centro di ematologia che conosco...
Arriva l'ambulanza, Massimo corre a casa a recuperare una valigia con qualcosa (e tornerà' con pigiami suoi perché' le mie camicie da notte erano impresentabili, perizomi e cose un po' a caso.... Non ero affatto organizzata e soprattutto come sempre disordinata), l'infermiera dell'accettazione esce e mi abbraccia..
Arrivo qui, al policlinico e mi accompagnano in questo reparto di cui conoscevo a malapena il nome (ematologia) mi accoglie Angelo, mi sistema, mi dice "tranquilla ora pensiamo noi a te" mi fa di nuovo i prelievi e mi dice di mettermi a letto.. Nel frattempo e' arrivato Max, e me lo vedo con il camice, la mascherina, la cuffia sui capelli, le soprascarpe ed entrambi questo sguardo smarrito, attonito, incredulo....
Era il 6 e mi assegnarono il letto 9b, oggi e' il 6 e sono nel letto 9b del centro trapianti, esattamente un piano sopra... (Quando una fa carriera!)
Il 6 e il 9, numeri strani se li giri li confondi.... Uno si mischia all'altro... E non so che significato abbiano... Nella numerologia sono numeri molto positivi , numeri perfetti, numeri legati all'armonia...
Bho... Per ora rappresentano una strana costante e spero che alla finela riportino veramente l'armonia nel mio corpo e nella nostra vita...

Le passeggiate al dazio

La vita della mia famiglia e' stata segnata dagli animali e i momenti in cui io e la mamma abbiamo piu' parlato, più condiviso i nostri pensieri sono stati quelli in cui andavamo a spasso con qualcuno dei nostri animali... Prima quelli di famiglia,  Ciuffina soprattutto, e poi Athos e Alice. Spesso andavamo in un bel posto vicino ad Alessandria chiamato il Dazio dove passeggiavamo a lungo e parlavamo, parlavamo senza filtri e senza certe tensioni che spesso hanno segnato le nostre conversazioni...
Si parlava dei miei sogni, del futuro e lei spesso era preoccupata...
Mi voleva felice, sognava dei nipoti e forse un certo futuro... Non le ho dato nulla di tutto questo ma in quei momenti tutto sembrava ancora realizzabile.. Si parlava e poi di colpo uno dei nostri cani ne combinava qualcuna e tutto il discorso serio si bloccava tra le risate per un cane impanato nel fango di una pozzanghera, di un altro che tornava con un tronco gigante in bocca di un altro ancora che dovevi cercare di recuperare perche' lanciato all'inseguimento di qualche animale su e giu' per le colline,  o quello che si piantava in mezzo al sentiero e decideva di volersi riposare e non c'era piu modo di smuoverla.
Tornavamo a casa con il cane da lavare o da punire, stanche, inzaccherate generalmente ma felici di essere state insieme... Erano delle belle passeggiate..

lunedì 5 novembre 2012

La sera di natale, continua la serie di ricordi

Per mia mamma Natale ha sempre avuto un sapore speciale... Ci teneva tantissimo. Poteva essere distrutta dal lavoro ma quel momento valeva per lei le fatiche di un anno... Ci sono stati essenzialmente tre rituali diversi nella vita della mia famiglia e tutti racchiudono mille ricordi..

Il primo era di quando ero piccola piccola e, rispettosa delle piu classiche tradizioni, il Natale si festeggiava la mattina perche' nella notte era arrivato Babbo Natale... Che emozioni pazzesche.. Ero ancora piccola ma ricordo che spuntavo a piedi nudi in camera dei miei e volevo che andassimo insieme a vedere se era venuto rigorosamente tenendoci per mano perché' ero troppo agitata per fare da sola...

Il secondo rappresenta la parte piu lunga della vita dei Natali della mia famiglia..
Si lavorava in negozio fino a tardi, almeno fino alle otto e mezzo... .la mamma e papa' sempre piu' stanchi, con i classici clienti dell'ultimo minuto che non avevano comprato nulla e pretendevano di fare tutti i regali il 24 sera (che tristezza)
Poi papa' si avviava a casa carico di salatini e pasticcini, per dare da mangiare a tutti gli animali della nostra mandria, apparecchiare e preparare qualcosa...
Poi si andava a prendere i nonni, la nonna e la zia e lo zio... Si aprivano pasticcini e i salatini.. E iniziava il rituale dei pacchettini...
La mia mamma adorava i pacchettini...
Pur lavorando come una pazza riusciva sempre a creare pacchettini per tutti con cose belle, con piccole sciocchezze, con un libro, con un gioco, con un regalo importante, di valore ma spesso sopratutto di cuore.. E con questa sua mania contagiava anche Papa' e me (operazione facile, e' sempre stata una deformazione familiare anche se la professionista era lei).. Ed era bello e non mancavano mai i regali per gli animali che poi finivano regolarmente addobbati come alberi di natale con fiocchi e fiocchetti brillosi. Voleva il realo serio, quello spiritoso, quello pensato tanto e quello estemporaneo...
La festa durava fino all'ultimo pacchetto e poi si assaltavano i pasticcini (del resto la passione per le bignole alla panna sovrastava ogni cosa) e poi tutti a nanna per prepararsi al pranzo dalla zia il giorno dopo...

Il terzo ciclo natalizio e' iniziato quando papa' e mamma sono andati in pensione e abbiamo iniziato a festeggiare il natale in campagna da me e Max.
Da quel momento il momento regali si e' spostato alla mattina di Natale.. Come era bella la mia mamma che arrivava carica di sacchetti e sacchettini e quella luce negli occhi come i bambini che hanno impacchettato una cosa preziosa..

E poi il momento piu bello veniva con Athos e Alice (i nostri amati, amatissimi cagnoloni che non vedo da tanto tempo) ovviamente esisteva un sacchetto di pacchetti tutti per loro e ogni anno avveniva la stessa scena.. I miei non riuscivano a raggiungere la porta di casa, Athos e Alice individuavano il loro sacchetto e i miei cercavano quindi di trascinarsi verso casa  con i cani (per chi non li conosce ricordo che pesano circa 30 kg ciascuno) appesi ai sacchetti, direi più che altro  letteralmente infilati dento il loro sacchetto fino a che non riuscivano ad impadronirsi di almeno un pacchetto ed aprirlo... In quei momenti mia madre riusciva a dar il meglio di se... Li eccitava,  rideva come una pazza, e si divertiva come una matta... E' uno di quei ricordi dolci che non dimentichero' mai...

domenica 4 novembre 2012

La mia mamma e il cibo...

La  mia mamma era la persona piu golosa che io abbia mai conosciuto. Graziata fin dalla gioventu' da un fisico asciutto ( il suo abito di nozze che tanto adoravo mi e' entrato fino agli otto anni - credo fosse una 38 scarsissima) si era ammorbita un po negli ultimi anni ma senza mai avere veri problemi.
Il suo vero handicap erano i dolci..
Di fronte a un vassoio di pasticcini alla panna si trasformava completamente e da quella donna seria e un po austera, sempre pronta alla battuta tagliente che era abitualmente, diventava una bambina capricciosa con le stelline negli occhi ed il sorriso a trentadue denti solo per l'entusiasmo della scelta del pasticcino giusto.. E poi c'era sempre l'ultimo.... Ah si questo e' proprio l'ultimo, poi basta e questa  frase, ripetuta almeno dieci volte, veniva, negli ultimi anni, anche inframmezzata da " bhe intanto prendo anche la pastiglia per il colesterolo... "
Per il resto non era affatto una mangiona.. Ma i dolci... Era veramente uno spettacolo..
A Berlino me la perdevo sempre per strada di fronte alle vetrine di quelle pasticcerie con torte alte venti centimetri e piene di crema al burro... E che gioia, a pranzo la sua scelta del dolce dal nome piu assurdo ma che lei, da studiosa di tedesco, pretendeva di essere anche in grado di tradurre...

A berlino aveva scoperto anche un'altra passione moderna...
Da brava italiana era sempre stata fedele al classico caffe ristretto ma poi l'ho portata da Starbucks, inizialmente diffidente ma sempre curiosa di sperimentare la convinco a provare una delle mie porcate preferite: il caramel cappuccino... Anche li un'illuminazione! Da allora solo starbucks e solo caramel capuccino (anche quattro volte al giorno) che, per chi conosce la catena, ben sa' non avere minimamente la dose di un normale capuccino all'italiana ma piu quella di un tazzone da colazione gigante anche nella versione piu piccola.  La cosa piu divertente era l'ordinazione. Perche la mia mamma parlava bene tedesco ma da brava secchiona formulava frasi complete e perfette. Finche entravamo in negozi tedeschi veri e propri nessun problema, se la cavava alla grande ma da Starbucks, dove, anche a Berlino, son piu americani nell'animo che tedeschi, era un disastro. Non la capivano, lei non li capiva perche' questi, vedendola come una straniera le rispondevano in inglese, non voleva che mi avvicinassi in aiuto e le scenette degeneravano perche' lei si arrabbiava moltissimo...
Alla fine si rassegnava e a gesti e indicazioni sul menu con il dito riusciva a farsi capire ma tornava al tavolo mortificata e furente... Ma poi bastava un sorso di caramel cappuccino...

L'ultimo ricordo bello, felice,  che ho di lei risale a fine agosto... Aveva tanto mal di schiena, si ostinava a pensare che fosse un qualche stiramento o problema articolare e anche noi negavamo l'evidenza (la paura gioca scherzi proprio brutti). Pochi giorni dopo in realta' saremmo andati in ospedale e da li sarebbe iniziato l'incubo della malattia...
Ma torniamo ai ricordi belli. Quell'estate eravamo andati in vacanza in Scozia e, subito dopo qualche giorno a Venezia per la Biennale. Tornati nella nostra bella campagna la mamma dice di sentirsela di venire su pur con i dolori alla schiena.
Decido, per festeggiare, di farle provare un dolcetto tipico delle colazioni inglesi ma che non sapevo se avrebbe apprezzato... I pancakes...
Apparecchiamo fuori, all'ombra, con una bella tovaglietta di lino vecchio, i piattini carini,  le tazze, la moka e  il the ed i pancakes fatti al momento e serviti con sciroppo d'acero, marmellate varie..

Non stava tanto bene, era pallida e si vedeva che aveva male ma li ha proprio goduti e per me questa rimane l'immagine con cui voglio ricordare la mia mamma, nel verde, lontana da quel brutto letto di ospedale, lontata da tutto quello che e ' successo poi, felice solo di gustare una cosa nuova, mai mangiata e che la ingolosiva.. Lo sguardo di papa' gia' diceva tante cose (amore profondo, paura inespressa, preoccupazione non dichiarata, dolcezza di cinquant'anni di amore insieme)

sabato 3 novembre 2012

Ricordi di mamma

Cos'e' una mamma? Una mamma e' mille cose insieme, e' colei che ti ama anche se non te lo dice mai, e' colei che ti controlla i compiti anche se e' stanca morta, e' colei che si preoccupa di farti andare alle prime festicciole anche se tu sei timida e non vorresti e lei ti obbliga, e' colei che ti viene a prendere ogni giorno a scuola e vuole sapere tutto, ma proprio tutto della tua mattinata, e' colei che ti cura come se fossi piccolina a qualunque eta', e colei che ti aspetta alzata la notte e poi magari si mette a letto quando finalmente vede le luci dell'auto dell'incosciente (così pensa lei) con cui, solo perché' ti vuole bene, ti ha mandato in discoteca il sabato sera a sedici anni, e' colei che ti porta dal ginecologo quando capisce che forse stai iniziando a pensare a fare l'amore con il tuo ragazzo, e' colei che quando già grande, teoricamente donna emancipata e autonoma, ti lasci dopo tanti anni con il ragazzo con cui stai, la prima cosa che pensa insieme a papa' e' : "non preoccuparti ora ci siamo noi e troviamo una bella casetta per te"
Una mamma e' colei che ti cura da piccola e ti cura da grande e che non smette mai di pensare a te come alla sua piccola bambina e forse e' per questo che e' ancora piu' sconvolgente quando, a un certo punto della vita, da figlia ti trovi a dover accudire la tua mamma come se fosse la tua bambina....
Sia chiaro tanto di questo in realtà' e' fatto da mamma e papa' insieme ma, come nasconderselo, su certe cose e' la mamma a tirarne le fila.
Quando ebbi la varicella, ero piccolina, forse otto anni, mia madre passava le notti a fianco a me a cospargermi di talco mentolato per evitare che mi grattassi e mi togliessi le famigerate crosticine, e non dimenticherò' mai il suo sguardo di amore acuito forse dal trasporto emotivo che provava per una vicenda che si svolgeva in tutta la sua drammaticità' proprio in quelle notti: il famoso fatto del bambino di Vermicino caduto nel pozzo artesiano...

Anni dopo, ero grande, già' laureata, e lavoravo, mi presi una strana infezione con febbre a quaranta. Non ci penso' un attimo.  In fondo convivevo ed ero ben più che maggiorenne, ma lei e papa' vennero su a Milano, mi presero, e mi portarono a casa e mi accudirono con lo stesso approccio di quando ero piccola... Tanto poi da prendersi anche lei la stessa strana  infezione dopo che io guarii..
Mi dispiace solo di non aver potuto fare,quando si ammalo', quello che lei ha fatto per me per tutto il tempo necessario.. Era difficile, avevo paura, e non sempre all'altezza,  e poi mi sono anche ammalata... Proprio figlia fino alla fine!

venerdì 2 novembre 2012

Qualche aggiornamento e un'invasione di ricordi e una ricettina

In questi giorni dedicati alla mia mamma, alla ricerca di quei ricordi sepolti nel profondo del cuore e della mente lascio poco spazio agli aggiornamenti del bollettino medico...
Anche perche' in buona sostanza non ce ne sono!
I globuli bianchi sono sempre gli stessi da giorni, la febbre per fortuna non c'e' e il resto procede in quel percorso di attesa di cui si e' gia' detto piu volte...
E quindi solo un regalo culinario in una giornata in cui ognuno di noi ricorda chi non c'e' piu e regala un pensiero a quegli affetti persi negli anni...
Prendo spunto da un post di un'amica che mi ha tanto commosso e fatto pensare a quanti ho gia' perso per strada, tutti cari ciascuno per un motivo... Alcuni morti vecchi vecchi, quando e' giusto che la vita cambi e alcuni persi giovani in modo scioccante e doloroso ancora di piu..
La bisnonna Michina che mi spaventava tanto quando ero piccola tutta vestita di nero, Bina e Palmira, due vecchine da cui mi portava la nonna e che ricordo piu' che altro per il profumo di bucce di mandarino bruciate, il nonno Arturo, di cui ricordo solo l'andare in bici con il Cicio, lo zio Giovanni, sordo e casinista,  il nonno Armando con cui invece ne ho combinate mille ed era il mio compagno di sventure e marachelle, la nonna Lina, il maresciallo con i capelli azzurrini, la mamma delo zio Alberto con i suoi duemila centrini all'uncinetto, Denny, un collega conosciuto per pochi mesi e che si tolse la vita, una ferita che rimarra' sempre in un angolo del cuore,  Massimo, un grande capo, un amico ed una persona che mi manchera' sempre, Gianmaria, troppi pezzi di vita e di gioventu', la nonna di Alberto sempre elegante e con quel sorriso ironico di quella che aveva sempre capito tutto, la nonna di Siro con i suoi modi affettuosi e quell'abbraccio speciale che si dava con Siro, lui alto alto e lei cosi piccina, e poi Gaia, fugace conoscenza di questo mondo surreale dell'ospedale e quelli che non c'erano gia' piu, che non ho mai conosciuto ma che sento in qualche modo vicini come Alessandro Cevenini e Laura Coviello che vivo attraverso i loro sogni e le persone che li portano avanti e poi, ovviamente la mia mamma con la sua presenza che sento costante, qui, a fianco a me... Avro' dimenticato mille persone ma questo e' un minuscolo omaggio ad alcune che amavano molto questo piatto della tradizione...

Il classico piatto di ognissanti delle mie parti, una minestra buonissima, che scalda il cuore e lo stomaco..

INGREDIENTI
500 gr di ceci secchi (tenuti ammolo per 12-24 ore)
1 cipolla grossa
2 spicchi di aglio
Qualche foglia di salvia
3 costine o puntine di maiale
Grana
Olio
Sale
PRODEDIMENTO
Mettere in una piccola pentola i ceci ammollati, la cipolla tagliata fine, l’aglio schiacciato, la salvia. Ricoprire il tutto con acqua fredda, non troppa però, perché la zuppa deve risultare molto densa: se sarà necessario, si aggiungerà un po’ di acqua durante la cottura. Mescolare gli ingredienti, porre la pentola al fuoco e far cuocere dolcemente la zuppa. Nel frattempo bollire, a parte, per circa 10’, le costine. Quando avranno rilasciato gran parte del loro grasso, sgocciolarle, e unirle alla zuppa, regolare di sale e pepe e far cuocere il tutto 3 ore a fuoco basso, fino a quando i ceci risulteranno morbidissimi, la polpa delle costine si sarà staccata dall’osso.. Al termine della cottura, schiacciare con il mestolo una parte dei ceci, in modo che la zuppa diventi ancora più cremosa e servire con abbondante grana grattugiato, olio e pepe. A piacere aggiungere maltagliati all'uovo freschi



La mia mamma sempre pronta a raccogliere randagi...

Un'altra delle caratteristiche tipiche della mia mamma era la sua passione per cani e gatti e animali in genere. Soprattutto se randagi, malconci e sofferenti...
Una delle sue grandi passioni e' stato Piccolo, una specie di silurotto biancastro con orecchie da simil pastore tedesco color nocciola e occhi buoni ma con un fondo di follia...
Lo aveva trovato lei, disperso in piazza d'armi, questo enorme campo verde al di la del viale di tigli di casa nostra, e non ricordo se fosse anche ferito.. Ero piccola e fatico a ricordare per quanto tempo gli dovette dare la caccia prima di riuscire a portarlo a casa.
Quello e' stato veramente il suo cane!  All'epoca il nostro zoo comprendeva già Bibo, un elegante similbrachetto nel fiore degli anni, preso dai miei prima della mia nascita e pochi giorni dopo il loro matrimonio, adorato da mio padre e da mio nonno come il nipote maschio... Un cane quasi nobile pur se non di razza "purissima" ( ma lui si sentiva molto lord).
Piccolo era oggettivamente bruttino, non aveva il punto vita e sopratutto era pazzo da legare nonché epilettico ed assolutamente terrorizzato da temporali e botti.
In sequenza ha disfatto, fino a trasformarla in un cumulo di trucioli, un intera porta, tranciato di netto il tendine sia a mio nonno che a mio padre, e devastato un numero non ben precisato di cose (la maggioranza credo che la mamma le abbia fatte sparire senza che nessuno ne vedesse le tracce).
 Poi sapeva essere iper affettuoso e correva come un pazzo a riempirti di baci, sopratutto dopo aver avuto una crisi... Lo sguardo più dolce, innamorato e comprensivo che io abbia mai visto negli occhi di mia mamma era per lui... Il suo piccolo sfortunato..
Nel frattempo, a peggiorare la situazione, la sottoscritta si innamoro' di un'altra derelitta, di nome Ciuffina, ultima e anche lei la piu' brutta di una cucciolata nata da non si sa' bene da chi nel cortile del carrozziere Gianni...
La mamma ovviamente, dopo aver sistemato tutti gli altri della cucciolata in famiglie degne, ha preso per noi questo terzo membro canino che pero',appena superata la fase della puberta', ebbe il potere di rompere per sempre i precari equilibri di tolleranza tra Bibo e Piccolo. Da li faticossissimi anni di attente separazioni canine: apri questa porta, chiudi quell'altra, attenta che entra Bibo, etc etc..
Piccolo alla fine non visse tanto a lungo ma credo abbia avuto la padrona (o forse la mamma)più  amorevole e attenta che mai avrebbe potuto sperare e ora mi diverto a pensare che la mia mamma in cielo abbia ritrovato tutti i cani che ha profondamente amato, per i quali ha fatto cose impensabili, speso cifre inenarrabili per curarli anche quando in realtà' questo rappresentava un sacrificio e se li stia coccolando tutti..


giovedì 1 novembre 2012

Ricordi della mia mamma ad un anno dall'addio

Oggi e' il primo novembre e vorrei,  da oggi fino al 24 novembre, fare un regalo alla mia mamma.. Il 24 novembre infatti sara' l'anniversario della sua morte ed io mi sono resa conto di come poco sia riuscita a dedicarmi a lei in questo anno con l'intensita' dei pensieri e delle emozioni che avrei desiderato.
E' stato un anno di lotta, di sguardo verso il futuro, di necessita' di combattere per un domani. La lotta non e' affatto finita, anzi, ma nel frattempo novembre sara' un po' dedicato a lei.. E a me, per potermi fermare su dei ricordi della nostra vita..
Un post al giorno, un ricordo al giorno...
Fino ad ora le ho solo chiesto! Chiesto di essere il mio angelo custode, di proteggermi, di darsi da fare per la mia guarigione..
La cosa triste e' che ho dovuto scavare dentro di me, come se avessi archiviato certi ricordi in fondo infondo, la mia mamma era una grande lavoratrice, una persona severa soprattutto con se stessa, che mi ha dato disciplina, regole ma della quale ho pochi ricordi di gioco da bambina. Ne ho tanti dei suoi gesti di affetto, spesso burberi ma sempre pieni di amore, ma pochi di classico divertimento da bambini..
Uno pero' non lo dimentichero' mai. La mia mamma era una donna buffa, bella a modo suo, con un bel fisico, e a me da ragazzina ricordava tantissimo Monica Vitti.
Eravamo al mare da mia zia dove io trascorrevo tutte le estati, specialmente il mese di luglio, e lei ci raggiungeva regolarmente per qualche giorno...
Io ero alle mie prime esperienze con l'acqua, ero piccola e un po' fifona e partivo armata di braccioli... La mia mamma non sapeva nuotare, e aveva anche un sacro terrore dell'acqua, ma per seguirmi e per farmi coraggio decise di bardarsi di tuttto punto con braccioli, salvagente e pure le pinne... Si ribalto' in un metro d'acqua e rischio' un principio di annegamento mentre io ridevo come una cretina pensando stesse scherzando! Povera mamma che spavento si prese.... Da allora il massimo di vicinanza al mare fatto insieme e che ricordo con più gioia era il gioco di prendere le onde.
Appena c'era un po' di mareggiata ci mettevamo a bordo spiaggia mano nella mano, strette strette a saltare le onde, a riempirci di schizzi, e a ridere ma ben salde a terra, al massimo con qualche scivolone sulla spiaggia e cadute a gambe all'aria per un onda troppo forte...

mercoledì 31 ottobre 2012

Le capacita' di ripresa della mente....

E vabbe', dobbiamo aspettare! E quindi siamo tornati alla routine, alla serie di attivita' varie che completano le caselle giornaliere, alle visite delle amiche, alle visite del mio amore, alle chiacchere telefoniche, ai libri,  alle chiacchere con il Manenti, alle ricerche astruse di case o mobili o oggetti per gli amici, e il tempo passa..
Mia zia era scioccata del fatto che oggi non avessi ancora avuto tempo di scrivere... Sembra assurdo ma e' cosi. Quando decido di riempire le caselline le riempio per bene..

A parte le battute la riflessione e' proprio questa:se riesci ad essere il capitano della tua anima la domini e la indirizzi.
E' vero, io quando cedo sembro piu che altro Spank in crisi di pianto ma poi, quando reagisco, la mia mente indomita esce in tutta la sua forza e riprende le redini della vita, almeno di quella piccola parte di essa che puoi veramente guidare. (Non preoccupatevi non mi sto trasformando nel Gladiatore ma e' che come una novella Mandela, leggo invictus dieci volte al giorno e ne sono un po' deviata mentalmente) .

E domani amici, amiche e giornata full... Povera la mia compagna di stanza...

martedì 30 ottobre 2012

Che fatica pazzesca!

Non riesco a definire diversamente queste giornate... Oggi ennesima non risposta e continua l'attesa...
L'esame di midollo di ieri non ha per fortuna conclamato presenza di malattia ma non ha nemmeno escluso nulla, non ha dato risposte sul perche' non si muova, non ha detto niente... BISOGNA SOLO ASPETTARE!
Ho capito che sul mio spirito questo e' lo stato mentale piu' devastante... Ogni giorno mi sembra di arrampicarmi un pochino sulla montagna, mi sanguinano le mani ma mi sembra di fare mezzo passo verso una meta e poi scivolo indietro e si ricomincia come se il passo di ieri non contasse e lasciasse solo un po' di stanchezza in piu'.
Mi sento sciocca perche' mi sembra di essere piu capace di gestire le notizie brutte che questa attesa che potrebbe portare notizie magari, anzi sicuramente, positive.
Una nuova settimana davanti per avere qualche informazione, una nuova settimana da riempire di tasselli per non impazzire... Ma mi rendo conto che e' un periodo fragile in cui cedo facilmente allo sconforto ed alle lacrime in cui il non contatto fisico mi pesa maggiormente,so. Giornate  in cui vorrei solo stendermi tra le braccia di Max e farmi coccolare anche se le risposte non ci sono...
Poi pero' mi arrabbio con me stessa, con la malattia che non puo' pensare proprio di averla vinta facile, con la mia mente che cede a piccole debolezze e Ribadisco:
 Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono la padrona del mio destino
Io sono il capitano  della mia anima

Non posso rinnegare il cammino fatto fin qui solo per la fatica di un po' di attesa! Per cui devo solo riempire le caselle, riprendere in mano i progetti, credere che sia solo un' attesa che tempra il carattere e procedere sul mio cammino...

Grazie a chi mi vuole bene e che mi aiuta a riempire i famosi tasselli...

lunedì 29 ottobre 2012

Giornata di cambiamenti... Speriamo che l'aria nuova porti stimoli nuovi...

Questa e' una mattina strana... Sembra banale ma anche in ospedale ti crei la tua routine e un repentino cambio di stanza un po ti destabilizza... Se poi ti trovi dopo tanto tempo anche in camera doppia ancora di piu...
Poi pensi che in fondo potrebbe essere di buon auspicio, un segnale che le cose si sbloccheranno e che presto tutto tornera' alla sua pseudonormalita'...  Poi pare che questa signora parli solo di cibo! Mi sa' che ci siamo trovate... Per ora e' via per delle terapie ma questo pomeriggio la conoscero' e vedremo...
Ora me ne sto qui, tranquilla a letto con il ghiaccio perche questa mattina, per non farci mancare nulla, abbiamo fatto il prelievo di midollo... E quindi dita incrociatissime e preghierine in abbondanza..

sabato 27 ottobre 2012

Prosegue la calma piatta sul fronte occidentale

Purtroppo il mio midollo non da segni di alcuna vitalita' , sara' troppo provato, il contesto in cui si trova troppo degradato, sara' semplicemente pigro e addormentato fatto sta che a parte microscopici segni di "ci sono ma lasciatemi stare" non abbiamo..
Prosegue quindi la mia attesa e settimana prossima vedremo cosa fare.. Oggi la Tagliaferri parlava di mille idee ma non ha svelato alcun segreto... La cosa importaante e' che sto bene, che la febbre per ora non c'e' piu' e che la testa, a parte qualche defailllance, regge. Vabbe a questo punto andiamo avanti..
E pensiamo a cosa faro' di bello questo sabato:
Il mio amore raffreddato e' corso in campagna per un paio di commissioni, verso le undici arriva Raffa con la quale sicuramente chiaccherero' allo sfinimento di mille cose, breve pausa riposino e arrivera' Adri con la quale si proseguira' la maratona delle chiacchere.. Poi relax con merenda, libro, musica in attesa dell'arrivo di Max...
Certo, la Dottoressa Tagliaferri che ha vissuto il ricovero qui per alcuni giorni per un problema diverso credo oggi abbia compreso le difficolta' del vivere qui.. Del grande bisogno che si ha di andare a casa, rivedere le proprie cose, abbracciare il proprio marito, dormire nel proprio letto ma tante' questo e' il percorso e gestiamolo al meglio..
E quindi ecco una bella ricettina del sabato, schifosamente copiata da elle a table francese

Pollo al curry - la cucinerei in una di quelle belle pentole nuove che mi aspettano a casa e riempirebbe l'aria con i suoi aromi, aprirebbe le vie respiratorie e forse darebbe anche uno scossone a questo maledetto midollo...

1 kg di spezzatino di manzo tenero
1 pezzetto di di zenzero di circa 8 centimetri
1 cipolla
1 limone verde
2 cucchiai di pasta di curry o di curry in polvere
1 mazzo di coriandolo fresco
1/2 litro di latte di cocco
Olio di oliva
Pepe grattato al momento

Pulire e tritare la cipollla e lo zenzero e rosolarli a fuoco dolce in una pentola a fondo spesso (meglio se in ghisa o in coccio)
Sbollentare la carne a pezzetti in acqua salata per cinque minuti e scolarla e raffreddarla sotto l'acqua fredda.
Nella pentola di cottura aggiungere la carne, il curry, meta' del coriandolo tritato, meta' il latte di cocco, mezzo litro di acqua, sale e pepe, coprire e cuocere a fuoco dolcissimo per un paio d'ore.
A quindici minuti dalla fine della cottura aggiungere il restante coriandolo tritato, il latte di cocco rimasto e regolare eventualmente di sale e pepe. Servire con riso thai bollito.


venerdì 26 ottobre 2012

Ciao Gianmaria..

Sei lassu, oggi  ricorre l'orrido anniversario di quel giorno in cui sei uscito di casa e non sei  piu    rientrato..
Non dimenticherò mai la telefonata di Rossana, ero in ufficio, lo sgomento, l'incredulità, l'incapacità assoluta di pensare che tutto ciò' fosse in qualche modo reale. Sei stato il primo vero scontro brutale con la  morte...
Ho un ricordo confuso di quei giorni, sono corsa a casa vostra volevo fare qualcosa e non potevo fare nulla, cercavo di stare con le bambine sentendomi incapace di entrare nella dimensione di gioco di cui loro  avevano bisogno, cercavo di stare con Rossana, ma lei era talmente sopraffatta da non poter essere aiutata da nessuno. Avrei voluto abbracciarla e dondolarla e dirle che non era sola ma non me lo permetteva...
C'era confusione, i genitori di ross, i tuoi, tua sorella.. Alla fine credo di aver solo cucinato per tre giorni e giocato il più possibile con le piccole, incapace di aiutare anche Allegra...
Ora so che sei lassù,' mi guardi e forse penso che fai un po' di tifo per me magari sgommando in giro per il paradiso...
Io non voglio un funerale, se non tra tanti tanti anni, ma se mai dovessi averne uno lo vorrei così, come il tuo con un milione di amici, i tuoi tutti vestiti Outburn, con il sole e un senso di affetto nei tuoi confronti che si palpava nell'aria...
Ho tanti ricordi legati a te, all'inizio, tu e Ross appena sposati e Athos cucciolo che correva per tutta casa mollando bisognini puzzolenti, a Tropea, a bere amaro del capo fino a notte fonda, a Briga, mentre ti ostinavi a grigliare perché' ti piaceva tanto, o quando volevi mangiare fuori la sera e c'erano quindici gradi, nello show room, quando ti brillavano gli occhi per un modello nuovo che ti convinceva particolarmente, la domenica mattina quando preparavi i pancakes, in costa azzurra quando io e ross e tutte le pozzies ci eravamo fatte il viaggio della speranza comprensivo di lettino da viaggio e materasso blob che non voleva stare arrotolato perché  tu e Alberto dovevate fare non so più' quale valico e siete arrivati a mezzanotte e sinceramente vi avremmo strozzati.
Tanta vita e' passata e in tanti momenti c'eri anche tu... Ora io combatto e tu vegli sulle tue piccole da lassu.. Sono belle, serene e simpatiche, non potresti esserne più fiero. Domani guardero' fuori da questa micro finestrella e se vedrò una scia bianca nel cielo capiro'  che e' un tuo burnout di saluto agli amici..

giovedì 25 ottobre 2012

Sono io padrone del mio destino... Piu o meno

Come avrete capito queste giornate di attesa mi logorano e devo chiamare a raccolta ogni mia energia per mantenere i miei ritmi, le mie routine, i miei rituali quotidiani e non fissare il vuoto con sguardo catatonico. Ho quindi deciso di armi un regalo e di farlo anche a voi che, nelle spero piu' piccole battaglie  quotidiane a volte  vi sentite deboli...

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buio come un pozzo senza uscita,
Ringrazio qualsiasi dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non ho sussultato né ho gridato forte
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d'ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto è il passaggio,
Quanti castighi dovrò ancora sopportare,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.


mercoledì 24 ottobre 2012

Come dura resistere...

Oggi e' difficile! Sono spaventata, triste, un po' angosciata come travolta da un senso di impotenza. Mannaggia odio questi momenti in cui cedo di schianto senza preavviso per piccole sciocchezze. Reggo sempre. Sono sempre motivata, felice delle piccole cose, piena di progetti, voglia di fare, voglia di abbracciare il mio amore, di chiaccherare con le mie amiche, di leggere, di fare le mille sciocchezze che mi invento in questa stanzetta verde acqua. Poi una mattina ti svegli gia' un po' cosi, con questo malessere silenzioso e poi basta una piccola notizia non entusiasmante (ma nemmeno particolarmente preoccupante) e crolli di botto. Vorrei tirar giu' la veneziana, chiudere a chiave la porta e tenere fuori tutto il mondo e farmi una caragnata come si deve, bella liberatoria usando un milione di fazzoletti fino a farmi venire gli occhi da rana. (Per altro temo che questo scatenerebbe il panico gli infermieri e non sia permesso)

Poi potrei ripartire come sempre, carica e battagliera.

Vabbe' invece siamo donne forti, e non ci e' concessa una giornata in cui mandare serenamente a fanculo tutti e farci i fatti nostri fino in fondo. E poi prima e' passato il mio mitico amico Antonio, e tra poco arrivera' a conoscermi una ragazza amica di un amica e lettrice del mio blog.. E poi devo finire il libro di Agassi. L'ho promesso al mio psic! E ormai mancano poche pagine... E poi stasera mi faro' tenere abbracciata da Max per un bel po' e tutto sara' gia' passato perche' caro midollino qui ci dobbiamo proprio dar da fare e tu non puoi sempre dormire cosi... E' giunta l'ora che reagisci un pochino...

martedì 23 ottobre 2012

Dobbiamo tutti avere cura gli uni degli altri

Come ormai avrete capito sto leggendo con passione Open di Andre Agassi... Nella sua folle vita di tennista ha anche avuto la grande fortuna di incontrare uno dei piu grandi uomini della terra (almeno per me): Nelson Mandela.
Mandela, nel corso di una cena gli fa questo breve discorso

 " dobbiamo tutti avere cura gli uni degli altri - e' questo il nostro compito nella vita. Ma dobbiamo anche avere cura di noi stessi, il che significa che dobbiamo prendere con cura le nostre decisioni, intrattenere con cura i nostri rapporti interpersonali, riflettere con cura su ciò che diciamo. Dobbiamo gestire la nostra vita con cura, per evitare di diventare delle vittime."

Ammetto di non aver commenti intelligenti da aggiungere a queste parole quindi ve le lascio li così come forse non si dovrebbe fare ma in fondo lui ha preso un Nobel no?

Per il reato tutto procede, gli amici vengono a trovarmi, i dottori vengono a trovarmi (secondo me alla fine si sono un po' affezionati) papa' oggi e' venuto su e abbiamo chiacchierato a lungo ed io vado avanti con pochi pensieri e lavorando sul tenere mente e corpo occupati..
Il senso di disgusto prosegue e quindi scusate ma sono veramente poco prolifica di ricettine sfiziose...

domenica 21 ottobre 2012

Certo che non ci facciamo mai mancare nulla!

Uffa! Il regalo della domenica mattina e' stato l'antimicotico...
Da giorni trascino la febbricola che poi tanto febbricola non e', ora ho anche una tosse secca e fastidiosa, ma gia faccio ben tre antibiotici in vena tre volte al giorno e ora arriva anche l'antimicotico! E poi ti dicono stupiti: ma non hai appetito? Devi mangiare! Provate voi con questa quaterna di schifezze...
Ed io che tento con latte e miele, tisane di tiglio e caramelle balsamiche... Illusa...
Su tedeschino cerca di risalire perche' qui ci ammazzano le medicine anziche la leucemia!
Vabbe' buona domenica a tutti..


sabato 20 ottobre 2012

Tutto procede e l'attesa continua e io cedo a qualche bel ricordo

Veloce bollettino medico tranquillizzante per chi va in ansia se non scrivo per un po'..
Sto bene,ho sempre la febbriciattola, mi fa abbastanza schifo ogni cibo (ma questo e' il regalo degli antibiotici), i miei globuli sono attestati da ieri a 70 (del resto mettiamoci nei panni del tedeschino: a giugno gli hanno detto " vai, che fortunello, ti trasferisci in italia nel paese del sole e della pizza!". Si inizia ad ambientare, anche fin troppo, visto che le cellule bastarde se lo intortano come un tordo e iniziano a darsi da fare e pian piano lo invadono... Allora dei dottori   gli rovesciano addosso qualche chiletto di diserbante pesante ed ora, dopo settimane di quiescenza,  sta cercando di ritirarsi su. Ma era appena arrivato, ha pochi punti di riferimento, non aveva forse nemmeno disfatto tutti gli scatoloni e quindi ci mettera' un po' a capire bene come muoversi. Spero solo che prenda un bel coraggio, tiri fuori tutto l'orgoglio teutonico e con i suoi tempi e tutta la calma che gli serve ricominci a crescere alla grande anche un bel po' incaz...o contro le celluline bastarde) .
Vado avanti a fare trasfusioni perche' ovviamente il resto e' a ruota dei globuli e quindi fermi loro, fermissimi emoglobina e piastrine... Dimenticavo ho una tosse secca fastidiosissima che combatto a suon di latte e miele e tisane al tiglio e miele (mi verra' la glicemia alta?) ... Ok bollettino finito! Persin colui che negli ultimi giorni viene con affetto chiamato la luna nera per il suo inguaribile ottimismo ha detto che in fondo il quadro e' buono... Non male direi..
Ok il bollettino e' finito per davvero ora e io aspetto che arrivi Raffaelluccia a trovarmi...
Per cui, visto che e' weekend, e visto che son qua a pensare a cosa potrei mai aver voglia di mangiare se fossi a casa in questo momento in cui ho saltato il pranzo (non potevo proprio pensare a quel vassoio triste e tra poco mangero' un po' di frutta e yogurt ) ecco una ricettina da merenda  del sabato

Pensate di aver fatto una bella passeggiata nelle vigne oppure per shopping milanese, di tornare a casa, son più o meno le cinque e siete a casa con il vostro amore e vi viene voglia di qualcosa di buono.. Ma non di dolce... Nella mia mente e per il mio stomachino un po' nauseato ci vorrebbe qualcosa di salato, croccante ma morbido, lievemente sapido e con un sapore di una volta da mangiare con una birretta leggera... Una sorta di merenda aperitivo..
È quindi le classiche, classicissime crocchette di patate che faceva la mia nonna con la noce moscata e rosolate in padella...

• una scodella di patate lessate e schiacciate o di pure di patate avanzato
• un uovo
• un pugno di formaggio grattugiato
• sale, noce moscata grattugiata e un pizzico di pepe
• olio per friggere
Amalgamare alle patate schiacciate l'uovo, il formaggio ed il sale e le spezie.
Prendere il composto a cucchiaiate e deporle  nell'olio bollente.
Lasciar cuocere le  crocchette   per qualche minuto e rigirarle
Servire calde ma son buone anche tiepide o fredde...

Sanno di casa, a me le faceva la nonna, da piccola, nella padella di ferro con le patate avanzate dagli gnocchi e io e il nonno le rubavamo bollenti dalla carta da pane su cui le metteva ad asciugare e lei si arrabbiava perché non faceva nemmeno in tempo a friggerle... E diceva " e cosi dopo non cenate più e vi rovinate  l' appetito... " ma che buone erano, io ero piccola e rientravo dai giri in bici con il nonno con il giornale infilato sotto la maglietta ed erano i primi giorni di autunno... E' un bel ricordo...
Mamma e papa' lavoravano e io venivo scarrozzata dal nonno sul seggiolino e andavamo ai giardini a vedere i cigni nello stagno...
Nell'avvicinarsi dei giorni di commemorazione dei nostri cari che non ci sono più mi sembra bello ricordarli così, insieme, felici, con la loro nipotina e quel calore che un amore di cinquant'anni fatto di carezze e battibecchi sa realizzare...
Ciao nonni..




giovedì 18 ottobre 2012

Chissa perche' persone che in fondo conosci non bene si affezionano e ti vengono a trovare...

Oggi, dopo la solita nottata di febbrone, e' una giornata di belle sorprese..
Come ormai sapete, oltre ad un marito unico al mondo e una famiglia allargata mia e sua che mi vuole bene (e gia' non sarebbe poco) ho delle care, storiche, inossidabili e sempre presenti amiche e alcuni fantastici amici che fanno si che le giornate qua dentro scorrano piu veloci e divertenti... Ma cio che mi stupisce molto piacevolmente e' che a queste amiche pian piano,  nel tempo, si sono aggiunte persone che conoscevo molto poco e che trovano il tempo per venire qui, in fondo sempre in un ospedale un po' tristanzuolo per farmi un po' di compagnia e portarmi un pensierino...
Oggi sono arrivate Marzia e Daria e se Daria ormai fa un parte della vita campagnola, Marzia, sua mamma, vive alle canarie e ci siamo viste poche volte.. Ma si leggeva negli occhi che aveva piacere di vedermi, che ci teneva ed pure arrivata con un bellissimo regalo di nozze canarico....
E poi ancora piu a sorpresa Miriam, la titolare del negozio ago e filo presso cui ci serviamo io e Max, una persona deliziosa, ma in fondo, pensavo, quelle conoscenze di vita quotidiana che nell'arida Milano non dovrebbero portare a piu che un buongiorno e un buonasera. Ed invece eccola qui, biondissima, vestita di rosa, con un grande sorriso e due occhi dolci e le riviste e i gelati...
E Antonio, conosciuto in dh e da allora sempre pieno di pensieri carini, un amicizia che sta nascendo dal vetro e spero ci portera' a fare anche cose buone per il reparto che ci lega, e Maria Grazia, amica di una mia cara amica, ma anche lei, per anni una di quelle conoscenze superficiali che ora trova la voglia di scarpinare fin qui per chiaccherare con me, farmi compagnia... E domani arrivera' Benedetta, e poi a momenti regolari partono da Alessandria Lorenzo e Simona, e Cecilia che, pur avendo pieno diritto di dimenticare questa malattia invece mi coccola e mi e' sempre vicina, e Alberto il marito "incinto anche lui psicologicamente" dei due gemelli che aspetta la mia amica ma che comunque, alle otto di sera, passa di qui a portarmi riviste fresche di stampa e a farmi un saluto, e la dottoressa Gianni, che in una delle poche domeniche libere ora che lavora a Bergamo ha deciso di venire a trovarmi, cosi, perche ci teneva, e tante altre persone che in modo assolutamente inaspettato in questo momento della mia vita mi dimostrano che in fondo hanno piacere di stare con me e non perche' sono malata ma solo perche sono io e stiamo bene insieme...
Non credo ci sia alcun pietismo in questi comportamenti, non lo percepisco.. E questo, oltre a farmi immenso piacere, mi fa pensare che se noi siamo aperti al mondo, alle persone, e lo siamo veramente il mondo viene a noi... Le persone si avvicinano perche' forse non sentono le barriere e questo fa nascere conoscenze belle e profondamente arricchenti...
Peccato che nel percorso qualcuno, piu spesso alcuni di quei cosidetti amici storici, si perde per strada ma conta poco.. Evidentemente non ne valeva la pena per entrambi...
Comunque grazie e' bello e divertente conoscere persone belle, stimolanti....

martedì 16 ottobre 2012

Le giornate passano sotto i mezzi stordimenti della febbre

Ebbene si, alla fine e' arrivata l'amica febbre... Un bel 38 e mezzo fisso che ti fa solo venir voglia di stare sotto le copertine, con la boule del ghiaccio tra le gambe e leggiucchiare un po' e fare zapping un po' annoiato..
Per fortuna sto leggendo un bel libro, che consiglio: la biografia di Andre Agassi (e sia chiaro io di tennis non capisco nulla, ci ho provato da bambina ed ancora ricordo questo centro specializzato al Brallo con tanto di numerini cuciti su tutti i completi da tennis, in cui si giocava sei ore al giorno e che la sottoscritta ha vissuto come un lager nazista - mi venga perdonato il paragone forte e fuori luogo ma avevo sette anni e i miei percepiti erano un po falsati)
 Comunque, la storia e' bella, lui scrive bene e vi riporto un passo che mi e' piaciuto molto..
E' cio che io avrei voluto dire a un figlio se lo avessi avuto, e' cio' che avrei voluto saper dire ad alcune delle persone che hanno lavorato con me nel corso della mia vita lavorativa fino ad oggi ed  e' una delle cose  che vorrei sentirmi dire dai miei medici oggi....

E' Gil che parla, preparatore atletico e amico di Andre Agassi:

"Andre, non proverò mai a cambiarti, perché non ho mai provato a cambiare nessuno. Se fossi stato capace di cambiare qualcuno avrei cambiato me stesso. Ma so che posso darti la struttura e il progetto per ottenere quello che vuoi. C'e' differenza tra un cavallo da tiro e un cavallo da corsa. Non li tratti allo stesso modo. Si parla tanto di uguaglianza, ma non sono sicuro che uguale voglia dire allo stesso modo. Per quel che mi riguarda, tu sei un cavallo da corsa e ti tratterò sempre di conseguenza.Sarò severo ma giusto. Ti guidero'   senza mai spingerti. Non sono uno che esprime o articola bene i suoi sentimenti, ma d'ora in poi sappi questo: ci siamo, ragazzo, Ci siamo. Sai che ti dico? Tu stai combattendo e puoi contare su di me fino all'ultimo uomo. Da qualche parte, lassù, c'e' una stella con sopra il tuo nome. Forse non saro' capace di aiutarti a trovarla, ma le mie spalle sono forti e puoi salirci sopra mentre la cerchi. Hai capito? Per tutto il tempo che vuoi. Sali sulle mie spalle e allunga la mano, ragazzo. Allungala."


Un'amica un po' amareggiata con cui ho parlato oggi vorrei la leggesse bene.. E' un po' per lei..

domenica 14 ottobre 2012

Il week end in ospedale e riflessioni a caso sulla spending rewiew

Il week end e' un momento particolare in ospedale.. Tutto scorre piu lento, come se anche le malattie rallentassero.. Per molti e' il momento piu pesante, quella della noia piu' forte, della solitudine piu' difficile da sopportare, soprattutto se non hai nessuno. Io in realta' lo affronto sempre come un momento difficile, da un lato ci sono piu' visite, piu amici che ti possono venire a trovare, dall'altro pero' il momento in cui e' piu pesante quel senso di isolamento, di mancanza delle tue belle routine del weekend tra mercato di asti, passeggiate nei boschi, film accoccolati davanti al camino,  mangiarini  buoni e coccole silenziose che solo in queste due giornate puoi dedicarti a pieno e nulla puo cacciare questa malinconia...
Penso a quanti di noi, nella bella vita che facciamo fuori di qui, per fortuna non dedichiamo mai un pensiero a questo e guarda caso, le volontarie che girano per l'ospedale a raccontarti tendenzialmente i fatti loro e quindi in realta' non particolarmente utili in ogni caso il loro giro lo fanno solo dal lunedi al venerdi... Quando invece forse sarebbe bello inventarsi qualcosa per riempire un po' queste due giornate... La domenica c'e'  Don Piero, sempre una certezza per una battuta e un sorriso, ma per il resto del tempo sono gli infermieri a farsi in quattro, tra una terapia e l'altra per cercare di scambiare due parole con i pazienti...
Questo ovviamente vale qui, nei reparti privilegiati in cui, nella sfiga della malattia, mi sono trovata a d essere ricoverata. Su in medicina dove ci sono 36 posti letto e due infermieri credo che quei poveretti non riescano nemmeno a fare la "pausa pipi'"

E poi pensavo che l'unica vera tecnica di spending rewiew che potrebbe funzionare dovrebbe essere quella di far passare a ciascun dirigente amministrativo tre giorni da paziente in un reparto, vivere da paziente, conoscere il lavoro del personale, soffrire ovviamente non le pene di salute ma quelle del percorso ospedaliero. Da li forse capirebbero meglio su quali spese si puo' tagliare con ragion veduta e su quali invece e' insensato...
Un dirigente amministrativo dovrebbe risparmiare semplificando il lavoro di medici e infermieri, liberando tempo con procedure chiare e automatizzate, controllare bene le spese dei singoli per beccare subito i pochi furbetti (che ci son sempre) e mai fare di tutto un erba un fascio, concentrare risorse sulla ricerca e sul fund raising (mi ha colpito la tecnica attivata da alcune universita di portare in tour in scuole, istituti o per le citta' corsi formativi per raccogliere fondi per la ricerca..) Che sti "aridi amministrativi" dimostrino di avere animo creativo e di inventarsi modi nuovi per raccogliere risorse...
Da parte nostra penso che chi e' stato toccato da una malattia non dovrebbe piu dimenticare e cercare in ogni modo di operare nel suo piccolo per raccogliere fondi da dare in modo mirato... Tante volte pensiamo che servano solo i milioni di euro.. Ma anche piccoli contributi (non solo in denaro ma anche di tempo) possono aiutare a pagare corsi di aggiornamento, migliorare la qualita' della vita nei reparti, comprare attrezzature, etc etc...
Da ragazzina ero molto presa da questo spirito,facevo tanto volontariato, poi mi sono assopita... Ora so che se non ci fosse chi non si e' mai assopito, io avrei vissuto questi lunghi mesi in reparti molto meno confortevoli, con personale magari un pochino meno preparato (i corsi di approfondimento in fondo servono a questo)...

E quindi veniamo a noi:
In occasione del 17° anniversario della fondazione dell'Associazione Laura Coviello contro la leucemia è stato organizzato un concerto di musica sinfonica, con il patrocinio del Comune di Milano.

 Martedi 6 novembre alle ore 21,00 presso la Basilica di S. Marco in Milano, l'Orchestra Carisch eseguirà la sinfonia D944 "La Grande" di Schubert, direttore il M° Stefano Montanari.

 Offerta libera

 Ecco gli iban
IBAN IT95A0558401607 000000048294 - bBPM
IBAN IT56X0200801610 000041034448 - UNICREDIT

Ecco i contatti per prenotare:
 I biglietti possono anche essere ritirati e pagati direttamente presso l'associazione per chi fosse comodo Associazione Laura Coviello Via V. Foppa 7 – 20144 Milano Tel. 02-48022878 – Fax 02-48000187 —- C.F. 97175790159 I fondi raccolti saranno utilizzati per il progetto di "umanizzazione delle camere sterili" che l'Associazione Laura Coviello porta avanti da anni e che rende più sopportabile la degenza ai pazienti delle camere sterili presso il Centro Trapianti Midollo dell'Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano.
A questo punto, dopo i miei vaneggiamenti da week end, il bieco invito ad andare a vedere un bel concerto, e le minacce ai dirigenti amministrativi sanitari credo vi meritiate tutti una ricettina della domenica:
Il timballo
Il timballo si fa rigorosamente a occhio. Servono una bella pirofila (io appena esco devo inaugurarne una pugliese doc regalo di nozze di dimensioni importanti!!!) con i bordi un po' alti (o anche la teglia di alluminio in assenza di altro)
Pasta corta (calcolando 60 gr a persona) un buon sugo di pomodoro, scamorza dolce circa 50 gr a persona, basilico e, visto che sono proprio le ultime qualche bella melanzana. Lavare e affettare le melanzane e togliere la buccia. Farle spurgare con un po' di sale per una mezz'ora. Rilavarle,asciugarle bene e rosolarle in padella fino a che sono morbide. Lessare la pasta (tipo rigatoni o penne rigate) Lessare la pasta molto al dente e condirla nel sugo di pomodoro. A questo punto ungere il fondo della pirofila con un filo d' olio e una spolverata di pan grattato ed iniziare a mettere a strati pasta, melanzane, foglie di basilico, scamorza a fettine sottili, parmigiano grattugiato.

giovedì 11 ottobre 2012

Deliri febbricitanti...

Ebbene si, dopo giorni di atteggiamento strisciante della febbre in cui Gunther, Adalrich, Bertold,  Burkhard, Burt, Camill,Carl, Whilem e i loro altri venti amici hanno tenuto botta oggi, forse complice l'avvicinarsi del weekend e delle meritate bevute di birra, stanno cedendo... E la febbre e' un po' salita... 
Vedremo come si comportera' e se mi tocchera' il solito giro di sbucazzamento del braccio per riempire quelle belle bottigliette di emocolture e poi i soliti quindici giorni di antibiotico in vena... Io continuo a incitare i ragazzi! 
In tutto cio' la gnagnera me la son fatta passare, ho messo rock a palla la mattina, poi un bel Grignani d'antan che fa sempre molto adolescente, per concludere con Tozzi (cantante preferito della signora delle pulizie che si e' quasi commossa a ricordare il primo incontro con il marito...) e non sapete come sia divertente cantare a squarciagola "ti amo" di tozzi io sul letto e lei mentre lava il pavimento...
Poi un tocco di classe con la colonna sonora di poulet aux prunes e un bel film "the help"... Nel mezzo le solite cento sciocchezze che posso combinare con un tablet tra le mani e quindi siamo arrivati a sera... 
Del resto le giornate scorrono così, in attesa del mio amore che mi viene a trovare e mi dice tutte le cose belle, le amiche che mi fanno ridere o con cui parlo di cose serissime, e delle chiacchere con la mia amica Milena che si trova cinque camere avanti e con la quale parliamo di tutta una serie di abbrutimenti che assolutamente non potreste capire...
Provo ad elencarne alcuni così, per rendere un po' l'idea:
La ciclosporina  (che per altro ho smesso ma pare che gli effetti vadano via dopo tempo) fa crescere, anche ad una fanciulla delicata come me e tendenzialmente glabra da tutta la vita, dei ciuffi di peli degni di Fiona di Shreck sugli alluci.. (Estirpati l'altro giorno di nascosto ma con ogni precauzione igienica (questo lo scrivo per gli eventuali medici ed infermieri che possano leggere) 
Le sopracciglia ti si uniscono come a Peo Pericoli ( e rammento il mio essere poco poco pelosa prima prima)
Alla mia amica (spero non mi denunci e non si arrabbi per la violazione della privacy)  la deliziosa graft ha regalato due bellissimi piedi color bordeaux (perfetti per la stagione autunnale) ma ammantati di spilli invisibili per cui ogni volta che deve camminare dichiara di sentirsi una delle elefantesse ballerine di fantasia;
Quando i capelli iniziano a predisporsi alla caduta post chemio la cute della testa fa male come se ti avessero fatto quel vecchio giochino scemo delle elementari in cui te la sfregavano fortissimo con le nocche e poi mica cadono tutti insieme.. No a ciocche;
Le unghie poi crescono a scalini (se ti va bene e non cadono!) e hai voglia a mascherarle con lo smalto (che per altro ho tenuto sui piedi per valorizzare i ciuffi di peli e tentano di farmelo togliere...)
E vogliamo discutere dello sguardo minaccioso delle infermiere quando guardano quanta pipi hai fatto nel pitale? Ti senti come all'esame di maturità' perché' se la valutano poca scatta: analisi della pvc (ossia pressione venosa centrale), fialetta di diuretico e, quindi, plurime corse disperate in bagno con la tenuta di un bimbo di un anno...
Tra le altre cose poi il cortisone ti da quella forma di faccia a palloncino gonfio che non dona proprio a nessuna... 
Meno male, ci dicevamo, che abbiamo due mariti fantastici che ci vedono belle grazie agli occhi dell'amore... E questo non ha prezzo! 



mercoledì 10 ottobre 2012

Sara' l'emoglobina bassa ma son gnagnera e frignona...

E' inutile, anche a me, la regina del pensiero positivo e della convinzione che alla fine tutto si risolverà, capitano giornate di gnagnera...
Sara' che l'emoglobina bassa mi fa sentire debole,
sarà che l'attesa e ' sempre una cosa snervante,
sarà che, per quanto rispetto al mio solito stia facendo poche ricerche, so bene che la statistica gioca a sfavore,
sarà che mi sembra che, visto che sto abbastanza bene, dovrei essere altrove a baciare mio marito,  sarà che fuori e' grigino ed io son metereopatica,
sarà che mi annoio un po' e che mi sembra di sprecare il tempo,
 sarà che ho paura e, per quanto il buon dottor Manenti dica che io sono una maestra della elaborazione e della consapevolezza (non e' che qui mi blandiscono tutti solo perche' se non son troppo petulante!), la fifa ogni tanto ti prende come un nodo allo stomaco e non c'e' modo di scioglierlo.. 
Sara' questo o solo che siam donne e pur se non mi e' chiaro se ho ancora qualche ormone che gira le crisi di gnagnera fan parte del personaggio femminile per eccellenza...
Come diceva un mio adorato capo del passato "oddio, ccia' le sue cose!"... Ora io quelle nemmeno le ricordo (uno dei pochi benefit del pacchetto) ma la sensazione di malinconia patturniosa che si, va bene, e' pur ben giustificata ma perche' diversa da ieri o da il think positive di mille altri giorni mi ha preso oggi ed in effetti ricorda quelle giornate in cui entravo in ufficio con quell'espressione un po' così ed era meglio non parlarmi....
E pensare che nei deliri mattutini ho anche elaborato un idea di business futuro facendo mentalmente conto economico, predisposizione della campagna di comunicazione, struttura del servizio e servizi accessori disponibili, pricing fino a spingermi a definire le bozze di proposte ristorative stagionali....  E l'ho organizzato anche pensando a come garantire il servizio quando devo andare a fare i controlli...
E' questo che intendo sull'essere donne, saltiamo da progettazione di business, risistemazione virtuale dell'armadio e creazione di nuovi abbinamenti (e' si mi son pure venute due ideuzze per rinnovare un paio di capi un po' datati - Miriam preparati! (E la mia mitica sarta di fiducia) a il baratro della gnagnera sterile e lacrimosa per poi scrollarci le spalle e dire: vabbe' vediamo cosa scrivono sull'ultima rivista arrivata qui nella mia stanzetta...

lunedì 8 ottobre 2012

Sogni notturni di vita professionale..

Questa notte ho fatto uno di quei sogni vivi, reali, che guardi da spettatrice come se fossi al cinema, immersa nella sala buia.
Ero rientrata al lavoro, con i miei bei capelli corti e sbarazzini, gli occhiali bianchi e tailleurino di ordinananza. " Cristi', va con questo nuovo commerciale a sto attacco concorrenza... Non possiamo perderlo accidenti!
Io e la povera commerciale di turno partiamo, come ai bei vecchi tempi, alla volta della solita multinazionale che ha incaricato un giovane buyer di belle speranze di stritolare il conto economico del fornitore per meri obiettivi di statistica e di budget...
Sono anni che faccio questo lavoro e l'ho sempre trovato divertente anche se mi rendo conto dell'enorme valore di tensione psicologica che davo a questi momenti.. Ed invece mi muovo nel sogno come una guru zen, rilassata, competente come sempre, serena e divertita..
Ufficio asettico, un metro e mezzo per due, tutto bianco, scrivania, due sedie scomode da un lato e due dall'altra telefono...
Morettone in grisaglia con cravattona e sguardo trasversale (vorra' pure fare il piacione? No, e' la solita tecnica blandisco e attacco), saluti  e presentazione di rito, e parte all'attacco!
I colleghi che mi leggono probabilmente vedono un copione gia' visto: "situazione economica difficile, dobbiamo Assolutamente ridurre i costi, Il vostro servizio e' assolutamente paragonabile a quello di altri, Siamo forti nei confronti del sindacato che ormai non conta piu' niente, Dobbiamo ridurre del 20 per cento i costi altrimenti dobbiamo licenziare (cosi cercano di far sentire in colpa te della loro mala gestione), possiamo partire con il nuovo servizio mese prossimo.. E poi l'affondo "e poi lo so che non  vi potete permettere di perderci, e' questione di vita o di morte..."
Ed io, con la calma del Dalai Lama gli rispondo, " da quasi un anno negozio una trattativa di vita o di morte, non credo ve ne possano essere altre! Per cui, se ha interesse concreto a trovare una soluzione comune che rispetti il lavoro serio ed onesto mio, suo e dei colleghi proseguiamo... Altrimenti penso che io e la collega andremo a prendere un te con due buoni pasticcini..."
A quel punto sono entrati gli infermieri per prendere i parametri vitali della mattina, pressione, ecg, e mi hanno svegliato ed io non sapro' mai se il cliente e' rimasto... Ma qualcosa nella mia esperienza mi mi fa pensare di si e mi viene da ridere...
Dopo questo scritto il mio capo stramazzera' al suolo e dira' oddio, quando torna la chiudo in uno stanzino e butto la chiave, ma pazienza.. Mi sono svegliata allegra, con un sorrisino scemo sulla faccia e penso che il lavoro e' bello, ci riempie la vita, ci arricchisce ma che va preso con il sorriso, sempre, perche' le negoziazioni piu' dure della nostra vita spesso sono con noi stessi e li si che non sai  mai per certo se vincerai!

sabato 6 ottobre 2012

Il potere terapeutico del buon cibo e delle buone amicizie

Lo so, mi sento la bimbetta che fa i capricci in una situazione in cui certe cose dovrebbero passare in secondo piano.. Ma sono un Toro, notoriamente segno zodiacale fisico e godurioso e non posso snaturarmi..
E quindi l'emozione di un pacchettino di Peck, lussuosa gastronomia milanese, confezionato con i fiocchetti e la carta dorata, pieno di prelibatezze e portato dalle mani piene di amore di Raffaella e Graziano in un sabato pomeriggio al centro trapianti, non ha veramente prezzo ed entra diritto nella sfera delle emozioni e dei ricordi più dolci..
  Purtroppo non credo che  sia sufficiente a sconfiggere la malattia l'amore di chi ti circonda e la cura del proprio corpo con cose buone e salutari ma aiuta la mente e i sentimenti e credo sia un elemento terapeutico che non va mai sottovalutato..
Lo sguardo silenzioso al di la del vetro, la voglia di ridere e prendere in giro un amica venuta da Roma e sempre vestita nel modo sbagliato per questa strana Milano, le risate sullo shopping compulsivo e sull'ennesima dieta delirante e la pace che questo senso di affetto ti fa percepire in attesa che l'amore della tua vita sia qui ad abbracciarti rendono tutto un po meno duro e mi danno la certezza solida, inoppugnabile, che ce la faremo.. Che presto saremo di nuovo fuori da qui a goderci la vita..

venerdì 5 ottobre 2012

Procediamo...

Giornate di attesa che scorrono silenziose (per quanto possibile con me, considerato il via vai di amiche e compagnia).. Qualche buona lettura, riviste, romanzetti carini e pensieri profondi nel tentativo di procrastinare le risposte e sapere se questa chemio ha fatto per bene il suo lavoro e permettera' al mio midollino di ripartire con buone chance.. Questo e' l'obiettivo del periodo: far passare il tempo e come sempre approfittare di ogni risata e passatempo.. Nel frattempo tengo a bada le insoddisfazioni culinarie pensando a mille manicaretti da sfornare appena fuori da qui.. E sono veramente scatenata! Mannaggia alla leucemia con tutti i piatti che avrei da cucinare.. Oggi una collega si e' riaggangiata al mio post dello shopping compulsivo di pentole e mi ha suggerito una ricettina mangiata in Marocco anni fa (anche se lei e' molto piu giovane di me): la tajine vegetariana. Mi ha riportato ai profumi di vacanza di tanti anni fa, quando studentesse di belle speranze io e Pamela siamo partite per il Marocco con quell'attesa verso la vita che un pochino oggi abbiamo perso. Era il 1993, credo, e noi eravamo cosi belle giovani e entusiaste di tutto da goderci l'aria marocchina con l'emozione della nascita.. Una vacanza che ricordo con quella nostalgia alla Salvatores e che ancora oggi lega un'amicizia di vent'anni e che rende indossolubili i rapporti costruiti sulle belle emozioni.. L'ho cercata e provo a riproporvela cosi.. Ingredienti : 1 cipolla bianca, 4 carote, 4 pomodori, 4 zucchine, 1 patata dolce, 4 spicchi d'aglio, 100 gr di olive, 1 mazzo di coriandolo fresco, 1 cucchiaino di cumino in polvere, 20 cl di brodo di verdure, olio d'oliva, sale e pepe. Ricetta : accendete il forno a 180 gradi. Mettete sul fondo della tajine un po' di olio di oliva e disponete le varie verdure: la cipolla tagliata sottile, la patata dolce a cubetti grossolani, i pomodori in quarti, le carote e le zucchine a grosse rondelle, gli spicchi d'aglio tagliati in due, le olive ed il coriandolo. Versate nella tajine il brodo vegetale caldo, salate e pepate ed aromatizzate con il cumino. Coprite ed informate per circa 45 minuti. Servire la tajine calda, decorandola con sottili fette di limone e foglie di coriandolo fresco e abbinata a del buon cous cous. E pensare che di quella vacanza la mia mamma ed il mio papà ricordano solo l'ansia di di non ricevere notizie in un epoca in cui non c'erano i cellulari. Tanto agitati da aver pensato di assoldare un ragazzo marocchino che viveva ad alessandria per sapere dove fossimo finite.. Che voglia di fuga dal mondo ogni tanto...

mercoledì 3 ottobre 2012

La vanita' come cura contro il cancro..

Uno dei piccoli piaceri della malattia e' avere il tempo di leggere con calma il corriere sull'ipad dalla mia stanzetta sterile, spaparanzata sulla poltroncina. Non potevo non farmi colpire da un'articolo/intervista di una donna che non ho mai considerato molto come icona di saggezza e profondita' ma che dice una grande verità... Dobbiamo continuare sempre ad amarci, a sentirci belle, a non farci dire come eri bella ma solo e sempre più come "Sei bella!".. Esce un suo libro, non so come sia ma nell'intervista mi fa sorridere questa sua scelta di non cedere al cancro che l'ha martoriata tra operazioni e chemio per dieci anni solo per il pensiero che non avrebbe accettato di farsi vedere sfigurata magari da un suicidio per annegamento... Un approccio meno profondo all'apparenza ma quanto vero! Io non cederò mai all'idea che chi mi ama mi veda orrenda, completamente abbattuta e senza amor proprio.. Di questo ringraziamo il sorriso, le scarpe, i bei vestiti, qualche chilo in meno e una luce interiore che mi vedo sempre più forte.. (E giudicate voi anche dalla fotina che, dopo un anno, ho avuto il coraggio di pubblicare.) Il cancro e' una malattia strana, ogni percorso di malattia e' brutto, doloroso, ma se un incidente stradale ti fa pensare a dei tempi di soluzione, se un intervento chirurgico fa paura per la sua immediatezza, se malattie degenerative ti obbligano a fare i conti con un percorso, il cancro e' il "simbolo" dell'incerto, quanto durerà, ne uscirò mai, imparerò a conviverci.. Questo penso sia il più grande passo: imparare a conviverci stando al meglio, facendo come Marina, bella, con cappellini frou frou (magari non proprio il mio genere ma adatterò il mio stile allo spirito) e combattendo con chi amiamo per le cose che riteniamo importanti..

martedì 2 ottobre 2012

Dopo mesi di villaggi dei puffi mi sto trasformando anche io

Sembra incredibile.. Da quando e' iniziato questo "viaggio" ho cercato ogni possibile passatempo piu o meno futile e ludico.. Uno di questi e' il villaggio dei Puffi, uno sciocco giochino che rappresenta pero' un legame con i miei nipotini (molto invidiosi delle performarce raggiunte dalla zia puffosa) ed un semplice modo per non pensare a nulla in quegli istanti in cui vuoi che la vita resti fuori.. Ed ora i puffi mi stanno invadendo! Da ieri uno dei farmaci che spero aiutino il mio midollo a reagire ha esattamente quel colore ed ogni mia secrezione ne assume la tonalita'... Mi sento assolutamente come la piccola puffetta che ha a che fare con le pozioni di grande puffo! Sara' per questo che, senza saperlo a priori, prima di entrare mi ero messa un bello smalto azzurro ai piedi. Ti domandi come schifezze di un simile colore possano fare bene ma tant'e', non ci sono alternative valide e scientificamente sensate e quindi proseguo riponendo la massima fiducia... Leggi sempre terapie strambe, ti fai affascinare da santoni e pseudoluminari delle medicine alternative ma credo onestamente che solo il profondo, complesso attento lavoro degli oncologi possa darci qualche speranza concreta. Cio non toglie che una alimentazione ricca di antiossidanti, integratori finalizzati a rafforzare le difese immunitarie possano molto aiutare. Cosi come credo che serva sempre piu la testa nel portare avanti battaglie che sembrano a volte difficili da vincere. Diffido di quei medici che rifuggono visioni allargate ma al contempo trovo pericoloso cedere a falsi miti di qualsiasi genere. E quindi viva la pozione puffosa che spero metta ko il cattivo Gargamella!!

lunedì 1 ottobre 2012

Shopping dal CTMO

Ieri era domenica, e come purtroppo per tante domeniche di questo ultimo anno trascorso, il mio papa' e' dovuto venire fin qui a trovarmi. Ci siamo messi a chiaccherare come sempre e lui e' tornato all' attacco con l'idea di farmi un regalo promesso e desiderato da un po. E cosi', pur se sembra inverosimile comprare tre pentole pesantissime, in ghisa, on line, da una stanzetta del centro trapianti, abbiamo colpito ed affondato. Questo e' il potere della tecnologia e dei siti di vendita online. Amazon ha una delle piu' ampie scelte di pentole Le Creuset mai viste... E quindi a giorni saro' la felice possidente di una bellissima casseruola azzurra, di un wok gigante rosso ciliegia che sara' utile anche per rafforzare la muscolatura (dato il peso) e di una fantastica tajine verde... Sono emozionata ed ancora se possibile piu' motivata a cacciare a pedate questa malattia vigliacca che mi trattiene chiusa qui e lontana da chi amo e che potrei coccolare ancora di piu' con queste belle pentoline.. In attesa di cimentarmi io ecco allora una deliziosa ricetta per la tajine: Per chi non l'avesse (anche se e' un oggetto bellissimo e di design e lo consiglio proprio) puo' andar bene anche una casseruola pesante con un coperchio che chiuda bene bene. Tajine di pollo ai limoni canditi e olive Ingredienti (6 Porzioni): 2 kg di cosce di pollo 4 cipolle 6 spicchi d'aglio 4 bei pomodori 1 pezzetto di zenzero fresco 1 succo di limone 4 manciate di olive nere 3 limoni canditi al sale 1 mazzetto di corinadolo tritato 1 tajine (o una pentola di terracotta)di 30 cm di diametro Per la marinata 1 bicchiere d'olio d'oliva 1 cucchiai di curcuma 1 cucchiaio di paprika 1/2 cucchiaino da caffé di peperoncino 4 pistilli di zafferano Il giorno prima, preparare la marinata con l'olio d'oliva, la paprika, la curcuma, il peperoncino, sale e pepe. Far marinare le cosce di pollo tutta la notte. Il giorno dopo, far imbiondire le cosce di pollo nell'olio della marinata finché sono ben dorate, togliere dalla pentola e tenere da parte. Nella stessa padella, far dorare le cipolle e aggiungere l'aglio schiacciato e i pomodori senza semi. Aggiungere lo zenzero e lo zafferano e lasciar cuocere a fuoco lento per 10 minuti. aggiungere nella tajine le cosce di pollo e bagnare con il succo di limone. Lasciar cuocere per altri 20 minuti a fuoco lento senza togliere il coperchio poi aggiungere il coriandolo, le olive e i limoni canditi tagliati in quattro parti. Lasciare sul fuoco per alcuni minuti poi servire caldo accompagnato con del cous cous o del riso bollito. Ed ovviamente ecco anche la ricettina per i limoni confit alla marocchina: LIMONI CONFIT: per un barattolo da 2 L. 2 kg. di limoni biologici, non trattati ecc. ecc.. (o quelli del giardino come noi) sale grosso q.b. (1 Kg. circa) olio EVO Lavare e asciugare i limoni, togliere la parte superiore ed inferiore e dividerli in quattro lasciando le estremità attaccate le une alle altre. Aprire i limoni e riempire ciascuna apertura di sale grosso. Quindi metterli nel barattolo. Terminata l'operazione, riempire il barattolo con il restante sale grosso. Lasciare una settimana a macerare. Quindi togliere il sale in eccesso da dentro il barattolo e riempirlo fino all'orlo di buon olio EVO. I limoni si possono consumare dopo tre settimane. Se qualcuno, in attesa della mia uscita, avra' voglia di cimentarsi, buona cenetta e godetevi questo pollo fantastico..

sabato 29 settembre 2012

Cenetta del sabato sera...

Giornata di pioggia, e' iniziato l'autunno, e se fossi stata in campagna con il mio maritino avremmo acceso il camino e preparato una bella cenetta autunnale.  Ed allora avrei pulito una bella zucca che lui non ama molto ma che fa tanto bene e poi l'arancione e' cosi bello, scaldato l'acqua per lessare una pasta integrale, di quelle un po' rugose e saporite, affettato a striscioline dello speck e una bella cipolla...

INGREDIENTI PER 2
170 gr di pennette rigate integrali o di farro
200 gr di zucca
1 cipolla rossa
80 gr di speck (in una sola fetta)
una noce di burro
sale e pepe

PREPARAZIONE:
Togliete la scorza dura alla zucca e tagliatela a piccoli pezzetti. Dovete tagliarli proprio piccolini così cuoceranno nel tempo di cottura della pasta. (Per comodita' si puo' anche pensare di grattugiar la con la grattugia a fori grossi) Tagliate a striscioline lo speck. Affettate la cipolla sottilmente ma senza tritarla, dovete ridurla a filetti.
Mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata e nel frattempo preparate il condimento. fate sciogliere in una padella una noce di burro, aggiungete lo speck e la zucca e fate rosolare per un minuto. Unite quindi la cipolla e lasciate cuocere a fiamma medio / bassa per 5 minuti. Se il sugo dovesse asciugare troppo unite qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Io consiglio di non salare il condimento perché lo speck è già saporito e la pasta è stata cotta in acqua salata.
Quando le pennette sono cotte, scolatele e unitele nella padella del condimento. Macinate un po' di pepe nero e fate saltare la pasta per mantecarla. La zucca ormai ammorbidita incomincerà a disfarsi 
e creerà una deliziosa cremina.
Alla fine aggiungere timo fresco

Come secondo una bella insalata croccantina con mele a fettine bagnate con il limone, noci, dadini di emmental e una vinagrette fatta con senape, limone e qualche goccio di salsa di soia e un cucchiaino di miele.

E poi castagne sulla brace.. Mmm che voglia di castagne.. Sara' che oggi ho iniziato la chemio, che mi sembra di sentire il profumo di bosco bagnato.. Ma come al solito la mente vaga verso il cibo e le ricettine..