Grazie a tutti gli angeli del centro trapianti, dottori, infermieri, ausiliarie e alla signora che tutte le mattine puliva la mia stanzetta, grazie a suor Candida e a Don Piero, grazie alle infermiere e ai dottori di tutta l'ematologia per prima e per aver sempre trovato un istante per un saluto veloce, grazie alle mie amiche a tutti i miei amici, grazie ai miei cognatini, grazie alla mia suocerina, grazie al mio papà e grazie anche ai miei zii, grazie ai colleghi e grazie al mio grande amore e alla mia mamma, ad Antonia e a chi, da lassù , mi ha protetto fino ad oggi, grazie per la pazienza che tutti hanno avuto fino ad ora, che molti ancora dovranno avere. Oggi, dopo tanti giorni, paure, risate e qualche pianterello si torna a casa... Sono felice ed anche se la strada e' ancora lunga oggi e' proprio una bella giornata.
Coronata, per festeggiare, con l'ultimo toast del Ctmo la vera specialità due stelle Michelin!
So che sembra uno sproloquio stile Milly Carlucci a fine spettacolo ma e' vero, sono in pieno moto di gratitudine collettivo. Grazie anche a Cecilia e Milena le mie compagne di sventura con cui condivido sintomi, voglie spasmodiche, paure, cazziate reciproche un sacco di risate e un amicizia nata nel posto più strano del mondo che spero posso consolidarsi nel tempo.
E un pensiero pieno di affetto e dolcezza a chi in questo percorso ho perso per strada..
Ora bando alla malinconia si va diretti a Sant'anna a rivedere la mia casetta, l'orto fatto dal mio papa', i fiori, le rose, il bosco e a farmi tenere abbracciata per un bel po'.
Ps grazie anche a Laura Coviello e Michele Cevenini con le loro associazioni per tutto ciò che fanno e per l'aiuto più che concreto che danno ogni giorno.
Storia semiseria di una leucemia e qualche ricetta di vita e di cucina
venerdì 29 giugno 2012
martedì 26 giugno 2012
Voglia di evasione...
Oggi e' tutto il giorno che sogno..
Questa mattina, raccontando ad una mia amica che io spesso tendo a visualizzare le cose nella mia mente lei mi ha detto che ad un corso le hanno insegnato che la forza della visualizzazione e' uno dei poteri della mente. Non so se sia vero ma sicuramente fin da piccola sogno e visualizzo cose nei minimi dettagli...
ossia, ad esempio, vedo le mie staminali che costruiscono casa nelle anse della mia colonna vertebrale e che le arredano a modo loro, ognuno con la sua personalità, o vedo e sogno come possa essere il mio donatore e gli costruisco una personalità ed una vita completa (non potrò mai sapere la verità e quindi perché non costruirlo nella mia mente?!) e quindi lo sogno non tanto bello, berlinese, un po' artista d'avanguardia, forse fotografo, che vive in un loft con tre Labrador neri, che gira in bici, ogni tanto si diverte con gli amici e si spacca un po' di birra ed ogni tanto passa le serate a casa, su un comodo divano a leggere, che ha una compagna che viaggia tanto, che crede nel bio ma gli piace anche mangiare le schifezze etc, oppure ancora sogno in ogni momento scenari di vita diversi..
Mi e' sufficiente vedere la foto di un rustico in campagna per sognare di trasformarlo in un agriturismo, come arredarlo, se farne camere o appartamenti, con una grande cucina dove tenere corsi, lo spazio per la piscina e per organizzare serate.. Oppure vedere uno scoglio grande, proiettato sul mare e vederci un piccolo cubo di legno e acciaio con un patio davanti in cui scappare per respirare il mare ( e lo arredo pure tutto nella mia testa)
Io e Max, in ogni posto in cui andiamo e che ci piace vorremo comprare casa, aprire un attività, trasferirci sei mesi l'anno e ne costruiamo ogni dettaglio da dove far colazione a cosa comprare a come vestirci..
Oggi sto vagando con la mente verso l'idea di un viaggio, piccolo, compatibile alla situazione, non a breve, per altro, ma ho creato almeno cinque ipotesi di itinerario diversi. (quando una ha del tempo da perdere)... E questo mi fa pensare che le fasi belle sono tante: il sogno ti da l'emozione pura, non incrinata da nessuna stonatura, la progettazione di regala il piacere della tattilità, di vedersi costruire nelle tue mani il sogno mediandolo con tempi, budget, occasioni, offerta ed e' come essere già in viaggio stando in una camera sterile, la realizzazione ti dona un senso di appagamento, hai costruito ma ancora devi goderne, la partenza e' eccitazione e il viaggio vero e proprio e' scoperta di tutto ciò che non sei riuscito a sognare e di come il tuo sogno si modifica..
E' la stessa cosa realizzare un piatto nuovo.. Inizio a pensare a un sapore, alle sensazioni che mi ha dato un certo aroma e profumo, da li penso a cosa voglio realizzare di nuovo, agli ingredienti, alla cottura e poi ci provi, adatti ciò che manca, aggiungi, assaggi, e poi il piatto e' pronto e tutta l'aspettativa e' li, nel guardarlo, nell'assaggiare il primo boccone, nel guardare gli occhi di chi lo mangia con te...
Marcel proust aveva detto: Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Sognare viaggi, sognare cose, sognare piatti, sognare momenti e' un po' la stessa cosa, come vedere una nuova "terra" anche da qui..
E poi domani partire...
Si vede che inizio ad annusare l'aria.. Forse saranno le gite in corridoi con il palo che mi danno questo senso di libertà!
Questa mattina, raccontando ad una mia amica che io spesso tendo a visualizzare le cose nella mia mente lei mi ha detto che ad un corso le hanno insegnato che la forza della visualizzazione e' uno dei poteri della mente. Non so se sia vero ma sicuramente fin da piccola sogno e visualizzo cose nei minimi dettagli...
ossia, ad esempio, vedo le mie staminali che costruiscono casa nelle anse della mia colonna vertebrale e che le arredano a modo loro, ognuno con la sua personalità, o vedo e sogno come possa essere il mio donatore e gli costruisco una personalità ed una vita completa (non potrò mai sapere la verità e quindi perché non costruirlo nella mia mente?!) e quindi lo sogno non tanto bello, berlinese, un po' artista d'avanguardia, forse fotografo, che vive in un loft con tre Labrador neri, che gira in bici, ogni tanto si diverte con gli amici e si spacca un po' di birra ed ogni tanto passa le serate a casa, su un comodo divano a leggere, che ha una compagna che viaggia tanto, che crede nel bio ma gli piace anche mangiare le schifezze etc, oppure ancora sogno in ogni momento scenari di vita diversi..
Mi e' sufficiente vedere la foto di un rustico in campagna per sognare di trasformarlo in un agriturismo, come arredarlo, se farne camere o appartamenti, con una grande cucina dove tenere corsi, lo spazio per la piscina e per organizzare serate.. Oppure vedere uno scoglio grande, proiettato sul mare e vederci un piccolo cubo di legno e acciaio con un patio davanti in cui scappare per respirare il mare ( e lo arredo pure tutto nella mia testa)
Io e Max, in ogni posto in cui andiamo e che ci piace vorremo comprare casa, aprire un attività, trasferirci sei mesi l'anno e ne costruiamo ogni dettaglio da dove far colazione a cosa comprare a come vestirci..
Oggi sto vagando con la mente verso l'idea di un viaggio, piccolo, compatibile alla situazione, non a breve, per altro, ma ho creato almeno cinque ipotesi di itinerario diversi. (quando una ha del tempo da perdere)... E questo mi fa pensare che le fasi belle sono tante: il sogno ti da l'emozione pura, non incrinata da nessuna stonatura, la progettazione di regala il piacere della tattilità, di vedersi costruire nelle tue mani il sogno mediandolo con tempi, budget, occasioni, offerta ed e' come essere già in viaggio stando in una camera sterile, la realizzazione ti dona un senso di appagamento, hai costruito ma ancora devi goderne, la partenza e' eccitazione e il viaggio vero e proprio e' scoperta di tutto ciò che non sei riuscito a sognare e di come il tuo sogno si modifica..
E' la stessa cosa realizzare un piatto nuovo.. Inizio a pensare a un sapore, alle sensazioni che mi ha dato un certo aroma e profumo, da li penso a cosa voglio realizzare di nuovo, agli ingredienti, alla cottura e poi ci provi, adatti ciò che manca, aggiungi, assaggi, e poi il piatto e' pronto e tutta l'aspettativa e' li, nel guardarlo, nell'assaggiare il primo boccone, nel guardare gli occhi di chi lo mangia con te...
Marcel proust aveva detto: Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Sognare viaggi, sognare cose, sognare piatti, sognare momenti e' un po' la stessa cosa, come vedere una nuova "terra" anche da qui..
E poi domani partire...
Si vede che inizio ad annusare l'aria.. Forse saranno le gite in corridoi con il palo che mi danno questo senso di libertà!
domenica 24 giugno 2012
Un elenchino alla Fazio e Saviano.. In una versione molto personale e ristretta
Resto perché son piena di tubi attaccati e in giro così passerei per pazza
Vado via perché e' estate e in campagna da me si stanno godendo una bella grigliata tutti insieme
Resto perché i miei globulini fanno i bravi e qui per ora si sentono protetti
Vado via perché belle passeggiate e la mia cucina mi sistemeranno i mille disturbini che ho
Resto perché mi curano bene
Vado via perché il mio amore mi cura anche meglio
Resto perché si mangia così male che magari perdo un chilo
Vado via perché i farmaci mi danno talmente tanta ritenzione idrica che invece di chili ne prendo tre
Resto perché mi godo tanto le visite delle mie amiche e le lunghe chiacchierate
Vado via perché voglio uscire con le mie amiche e chiacchierare passeggiando
Resto perché qui ci son sempre 26 gradi fissi
Vado via perché voglio respirare l'aria vera
Resto perché in fondo vivere in pigiama e' comodo
Vado via perché ho un armadio strapieno di cose belle e vorrei sfoggiarle
Resto perché fuori fa caldo
Vado via perché e' estate e la campagna sarà bellissima e pazienza se fa caldo
Resto perché la vita può essere bella ovunque
Vado via perché la vita e' talmente bella che non posso perderne nemmeno un istante
Resto perché qui ho tanto tempo per leggere
Vado via perché leggere all'ombra del mio olmo bicentenario e' moooolto più bello
Resto perché fanno i toast buoni
Vado via perché ho una voglia matta di cucinare
Resto perché misurare quanta pipi si fa in un giorno e' sempre un attività interessante
Vado via perché non me ne frega niente di sapere quanta pipi faccio in un giorno
Resto perché... Accidenti non c'è un perché
Vado via, spero presto, per non tornare mai più e godermi ogni singolo istante di tutto il resto della mia vita
Ps mi dite un vostro resto e vado via..
Vado via perché e' estate e in campagna da me si stanno godendo una bella grigliata tutti insieme
Resto perché i miei globulini fanno i bravi e qui per ora si sentono protetti
Vado via perché belle passeggiate e la mia cucina mi sistemeranno i mille disturbini che ho
Resto perché mi curano bene
Vado via perché il mio amore mi cura anche meglio
Resto perché si mangia così male che magari perdo un chilo
Vado via perché i farmaci mi danno talmente tanta ritenzione idrica che invece di chili ne prendo tre
Resto perché mi godo tanto le visite delle mie amiche e le lunghe chiacchierate
Vado via perché voglio uscire con le mie amiche e chiacchierare passeggiando
Resto perché qui ci son sempre 26 gradi fissi
Vado via perché voglio respirare l'aria vera
Resto perché in fondo vivere in pigiama e' comodo
Vado via perché ho un armadio strapieno di cose belle e vorrei sfoggiarle
Resto perché fuori fa caldo
Vado via perché e' estate e la campagna sarà bellissima e pazienza se fa caldo
Resto perché la vita può essere bella ovunque
Vado via perché la vita e' talmente bella che non posso perderne nemmeno un istante
Resto perché qui ho tanto tempo per leggere
Vado via perché leggere all'ombra del mio olmo bicentenario e' moooolto più bello
Resto perché fanno i toast buoni
Vado via perché ho una voglia matta di cucinare
Resto perché misurare quanta pipi si fa in un giorno e' sempre un attività interessante
Vado via perché non me ne frega niente di sapere quanta pipi faccio in un giorno
Resto perché... Accidenti non c'è un perché
Vado via, spero presto, per non tornare mai più e godermi ogni singolo istante di tutto il resto della mia vita
Ps mi dite un vostro resto e vado via..
sabato 23 giugno 2012
E il toast arrivo'!
Grazieeee .. Dopo il mio appello pronta la mia amica Raffaella oggi e' arrivata con il kit toast.. Ed io questa sera ho goduto della cena dei sogni! Si vabbe' direte voi ti accontenti di poco ma purtroppo in questi giorni nausea e vomitino mi accompagnano per tutta la giornata e ho voglia solo di cose molto semplici e spesso banali. Persone fantastiche mi propongo di cucinarmi cose fantastiche ma non sono pronta! Ma mi rifaro' per oggi felicita' si chiama toast..
Poi esco a passeggiare in corridoio per digerire (ebbene si sono stata liberata dal palo del cane e sono tornata alla mitica piantana fidanzato deambulante) e incrocio gli occhi della mamma di una ragazza che sta molto male e mi ricordo quanto sia crudele questa malattia... Ammiro chi fa questo lavoro e riesce a gestire la sofferenza e il dolore e poi entrare da me senza far trapelare i loro sentimenti. Mi sono sentita stupida e insensibile.. Io tutta felice perché la febbre di ieri oggi non c'è, perché ho mangiato il mio toast, perché in fondo tutto per ora procede e loro così.. Avrei voluto abbracciarla forte anche se non sarebbe servito a nulla.. Ho iniziato a ridurre il percorso per non disturbare, cercando di fare piano, e preghero' anche io per lei anche se mannaggia, non voglio essere blasfema, ma quante preghiere dice chi ci vuole bene e non funzionano.. Non e' giusto! Purtroppo lo sappiamo, ognuno ha la sua storia, questo ormai l'ho imparato bene... L'unica cosa e' continuare a crederci fino in fondo e combattere e sperare di avere un pizzico di fortuna..
Good luck a tutti!
Ed in onore del crederci oggi mi sono comprata on line un fantastico sticker da parete "Bidibibodibibu" by Fata madrina per la mia bella cucina di campagna perché la vita e' magia comunque vada..
Poi esco a passeggiare in corridoio per digerire (ebbene si sono stata liberata dal palo del cane e sono tornata alla mitica piantana fidanzato deambulante) e incrocio gli occhi della mamma di una ragazza che sta molto male e mi ricordo quanto sia crudele questa malattia... Ammiro chi fa questo lavoro e riesce a gestire la sofferenza e il dolore e poi entrare da me senza far trapelare i loro sentimenti. Mi sono sentita stupida e insensibile.. Io tutta felice perché la febbre di ieri oggi non c'è, perché ho mangiato il mio toast, perché in fondo tutto per ora procede e loro così.. Avrei voluto abbracciarla forte anche se non sarebbe servito a nulla.. Ho iniziato a ridurre il percorso per non disturbare, cercando di fare piano, e preghero' anche io per lei anche se mannaggia, non voglio essere blasfema, ma quante preghiere dice chi ci vuole bene e non funzionano.. Non e' giusto! Purtroppo lo sappiamo, ognuno ha la sua storia, questo ormai l'ho imparato bene... L'unica cosa e' continuare a crederci fino in fondo e combattere e sperare di avere un pizzico di fortuna..
Good luck a tutti!
Ed in onore del crederci oggi mi sono comprata on line un fantastico sticker da parete "Bidibibodibibu" by Fata madrina per la mia bella cucina di campagna perché la vita e' magia comunque vada..
venerdì 22 giugno 2012
Pianin pianino andiamo avanti
I miei globulini saran tedeschi ma hanno già preso anche un po' della mia pigrizia e se la prendono comoda.. Continuano a crescere ma senza balzi particolari, con calma, un pochino per volta.. Mi dicono che una crescita graduale e' anche meglio perché tendenzialmente più stabile.. Solo più lunga..
In questi giorni faccio la lagna con gli infermieri. Ho sempre mal di testa perché sono completamente bloccata con il collo.. Maledetta solita cervicale! Come vorrei un Oki!! E qui, al massimo, presi da pietà, mi danno una tachipirina ogni tanto.. Ieri sera scena pietosa con anche pezzuola bagnata sulla fronte.. Che tristezza!
Ora mi sono anche bardata con un bel foulard sciccoso intorno ai miei muscoletti indolenziti..
E poi la ciclosporina, che tra i mille effetti collaterali che può portare, comprende anche il mal di testa.. Normalmente, quando leggi i bugiardini dei farmaci, sono elencate mille cose che poi non si verificano mai o quasi.. Con la ciclosporina invece sono più i "ce l'ho" dei "manca"...
Mal di testa Yes
Pressione alta Yes
Tremori Yes
Mal di stomaco Yes
Nausea Yes
Per fortuna ce ne sono anche di ben più seri che per ora non ho e spero di non avere mai.... E speriamo di abituarmi un po' visto che la dovrò fare per una vita..
Vabbe' a parte questo lamentio sterile va tutto bene e nel complesso non ho disturbi seri..
Solo una gran voglia di toast! Quando l'ho descritto, con il prosciutto e il formaggio filante e fuori croccantino qui, prese sempre da compassione, mi hanno detto che se mi portano pane in cassetta e sottilette me lo fanno! Sarebbe fantastico e quindi ora lancio subito un appello alla prima amica che verra' a trovarmi.. Che viziata! Pero' ricordate che avevo detto che la mensa sembrava migliorata.. Ecco temo che il cuoco sia in vacanza... Oggi dopo forchettate di pasta scotta a un sugo indefinibile mi sono salvata con i cracker..
In questi giorni faccio la lagna con gli infermieri. Ho sempre mal di testa perché sono completamente bloccata con il collo.. Maledetta solita cervicale! Come vorrei un Oki!! E qui, al massimo, presi da pietà, mi danno una tachipirina ogni tanto.. Ieri sera scena pietosa con anche pezzuola bagnata sulla fronte.. Che tristezza!
Ora mi sono anche bardata con un bel foulard sciccoso intorno ai miei muscoletti indolenziti..
E poi la ciclosporina, che tra i mille effetti collaterali che può portare, comprende anche il mal di testa.. Normalmente, quando leggi i bugiardini dei farmaci, sono elencate mille cose che poi non si verificano mai o quasi.. Con la ciclosporina invece sono più i "ce l'ho" dei "manca"...
Mal di testa Yes
Pressione alta Yes
Tremori Yes
Mal di stomaco Yes
Nausea Yes
Per fortuna ce ne sono anche di ben più seri che per ora non ho e spero di non avere mai.... E speriamo di abituarmi un po' visto che la dovrò fare per una vita..
Vabbe' a parte questo lamentio sterile va tutto bene e nel complesso non ho disturbi seri..
Solo una gran voglia di toast! Quando l'ho descritto, con il prosciutto e il formaggio filante e fuori croccantino qui, prese sempre da compassione, mi hanno detto che se mi portano pane in cassetta e sottilette me lo fanno! Sarebbe fantastico e quindi ora lancio subito un appello alla prima amica che verra' a trovarmi.. Che viziata! Pero' ricordate che avevo detto che la mensa sembrava migliorata.. Ecco temo che il cuoco sia in vacanza... Oggi dopo forchettate di pasta scotta a un sugo indefinibile mi sono salvata con i cracker..
mercoledì 20 giugno 2012
Tutto procede bene!!! E la squadra raggiunge un nuovo piccolo ma sostanziale traguardo..
Sono contenta, tutto procede come dovrebbe e per ora (il mantra di questa malattia e' il "per ora") il mio midollino nuovo sta facendo proprio un bel lavoro! Oggi 1360 globulini bianchi con tutti gli altri valori in crescita e da quasi quindici giorni non sto facendo trasfusioni..
E soprattutto inizio a sentire l'aria di casa un po' più vicina... Non faccio conti, non faccio previsioni ma nel Qui ed Ora di oggi sono proprio soddisfatta. Ripenso alla felicita' di quando, dopo tanta fatica, al lavoro, magari conquistavi un cliente o una gara d'appalto importante.. Pero' questo e' un livello di gioia superiore, interiore, più intimo... La fatica e' tanta e sai che ancora la strada e' lunga ma ci sono giorni, istanti in cui te la godi e dici: sono grande fin qui ci sono arrivata! Anzi, siamo grandi perché questo e' il frutto del vero lavoro di squadra, quello che non e' minato, come spesso succede in ufficio, da sfiducia, competizione, gelosie e incompetenze.. Questo e' il risultato di una squadra che si stima profondamente, si fida e conosce molto bene il proprio mestiere: i dottori, ipercompetenti e sempre pronti ad aggiustare il tiro con la calma e il sorriso, gli infermieri, precisi, attenti preparati a tutto, il paziente (in questo caso la sottoscritta) che affronta la malattia in modo consapevole, determinato, con il sorriso e la fiducia di essere in mani fantastiche, il midollino tedesco che, con il suo approccio metodico e quadrato si insedia e cerca i suoi spazi con calma, per bene lavorando senza sosta..
Lo so, il paragone forse e' stiracchiato ma in tanti anni di sproloqui sul lavoro in team (quanti di noi lo scrivono sempre nel cv "molto portato al lavoro in team") questa e' una delle prime volte in cui ne percepisco a pieno la potenza...
E soprattutto inizio a sentire l'aria di casa un po' più vicina... Non faccio conti, non faccio previsioni ma nel Qui ed Ora di oggi sono proprio soddisfatta. Ripenso alla felicita' di quando, dopo tanta fatica, al lavoro, magari conquistavi un cliente o una gara d'appalto importante.. Pero' questo e' un livello di gioia superiore, interiore, più intimo... La fatica e' tanta e sai che ancora la strada e' lunga ma ci sono giorni, istanti in cui te la godi e dici: sono grande fin qui ci sono arrivata! Anzi, siamo grandi perché questo e' il frutto del vero lavoro di squadra, quello che non e' minato, come spesso succede in ufficio, da sfiducia, competizione, gelosie e incompetenze.. Questo e' il risultato di una squadra che si stima profondamente, si fida e conosce molto bene il proprio mestiere: i dottori, ipercompetenti e sempre pronti ad aggiustare il tiro con la calma e il sorriso, gli infermieri, precisi, attenti preparati a tutto, il paziente (in questo caso la sottoscritta) che affronta la malattia in modo consapevole, determinato, con il sorriso e la fiducia di essere in mani fantastiche, il midollino tedesco che, con il suo approccio metodico e quadrato si insedia e cerca i suoi spazi con calma, per bene lavorando senza sosta..
Lo so, il paragone forse e' stiracchiato ma in tanti anni di sproloqui sul lavoro in team (quanti di noi lo scrivono sempre nel cv "molto portato al lavoro in team") questa e' una delle prime volte in cui ne percepisco a pieno la potenza...
martedì 19 giugno 2012
Alle amiche cuochine: regaliamo un'ora di felicita'
Gli amici di Beat Leukemia mi segnalano una bella iniziativa fatta da Philadelphia per aiutare il Dynamo camp, un posto fantastico in cui bambini malati di varie patologie e spesso e in gran parte di leucemia possono trascorrere un periodo in un parco del WWF assistiti al meglio e divertendosi in mille attività. L'iniziativa e' semplice: dovete mettervi ai fornelli e preparare la vostra cheesecake, fotografarla e inviare la foto seguendo le istruzioni che trovate. Voi non vincete nulla, se non forse un rotolino in più sui fianchi mangiandovi la torta, ma regalerete così un ora di felicita' a un bambino..
Ecco il lynk per capire come procedere:
http://www.dynamocamp.org/index.php/it/iniziative-dynamo-camp
Buon lavoro!
Ecco il lynk per capire come procedere:
http://www.dynamocamp.org/index.php/it/iniziative-dynamo-camp
Buon lavoro!
lunedì 18 giugno 2012
Questa sera ho deciso di fare la lagna
Ebbene si, questo non vuole affatto dire che sono depressa, anzi tutto procede al meglio e sono felice che si avvicini la possibilita' di tornare a casa. Quindi non preoccupatevi. Non dite Oddio sta cedendo!
E' che chi non ha un cancro e fai quintali di chemio non si rende conto che il tuo corpo cambia e cambia nelle cose più strane. Poi uno può anche cercarne i lati positivi ma se penso che da due mesi ho perso sensibilità ad un dito della mano destra, che per la terza volta in sei mesi non ho più un pelo addosso (tranne qualcuno sulle gambe ma mannaggia spero cadano anche quelli, altrimenti mi tocchera' pure fare la ceretta) e poi devi fare tutti i giorni gli sciacqui con la cosa più schifosa al mondo, il mycostatin, e quando ti dici, vabbe, appena risalgono i bianchi posso smettere, ti dicono che sarebbe meglio continuare per i 100 giorni... E che altro: le mani prudono come se le formiche camminassero dentro i tuoi palmi e diventano rosse al contatto con l'acqua, durante il giorno vieni trapassato da brividi strani, anomali e un senso di tremore interno, poi scopri che sei allergico ai cerotti e che la pelle diventa subito viola intorno al catetere e prude prude prude.. E tutti i sapori sono diversi, arriva il cibo e dici "chissà se ho fame", metti in bocca qualcosa e ti sembra vada giù, peccato pero' non abbia alcun sapore e poi l'amica "stronza" ti dice che sta ordinando la pizza ai quattro formaggi... E poi hai le scalmane come la "sciura Giulia", un momento hai freddissimo e poi caldo pazzesco, le unghie ti crescono a righe (così non serve la french, peccato che la riga bianca sia più al centro del dito), gli occhi ti bruciano sempre ed hanno un fondo rosa scuro più che bianco,....
E poi pensi che in fondo, forse solo per un anno, se tutto andra' bene, non potro' prendere il sole, fare il bagno in mare o in piscina, mangiare frutta e verdura cruda, vedere i miei amati cani che, per quanto in forma, sono vecchietti, e che chissà che graft mi verra' e dove, che la ciclosporina ti sballa la pressione, ti spacca lo stomaco, forse dopo un anno da pelata ti può far crescere peli in abbondanza (il che sarebbe veramente una beffa!).. E chissà quanti fantastici esami aspirati del midollo dovrò fare?
Ma, se tutto andrà bene, avrò chissà quali nuovi effetti collaterali ma sarò Viva e felice e godrò di ogni attimo che verra' pur con il mio ditino insensibile e il resto che arriverà..
E' che chi non ha un cancro e fai quintali di chemio non si rende conto che il tuo corpo cambia e cambia nelle cose più strane. Poi uno può anche cercarne i lati positivi ma se penso che da due mesi ho perso sensibilità ad un dito della mano destra, che per la terza volta in sei mesi non ho più un pelo addosso (tranne qualcuno sulle gambe ma mannaggia spero cadano anche quelli, altrimenti mi tocchera' pure fare la ceretta) e poi devi fare tutti i giorni gli sciacqui con la cosa più schifosa al mondo, il mycostatin, e quando ti dici, vabbe, appena risalgono i bianchi posso smettere, ti dicono che sarebbe meglio continuare per i 100 giorni... E che altro: le mani prudono come se le formiche camminassero dentro i tuoi palmi e diventano rosse al contatto con l'acqua, durante il giorno vieni trapassato da brividi strani, anomali e un senso di tremore interno, poi scopri che sei allergico ai cerotti e che la pelle diventa subito viola intorno al catetere e prude prude prude.. E tutti i sapori sono diversi, arriva il cibo e dici "chissà se ho fame", metti in bocca qualcosa e ti sembra vada giù, peccato pero' non abbia alcun sapore e poi l'amica "stronza" ti dice che sta ordinando la pizza ai quattro formaggi... E poi hai le scalmane come la "sciura Giulia", un momento hai freddissimo e poi caldo pazzesco, le unghie ti crescono a righe (così non serve la french, peccato che la riga bianca sia più al centro del dito), gli occhi ti bruciano sempre ed hanno un fondo rosa scuro più che bianco,....
E poi pensi che in fondo, forse solo per un anno, se tutto andra' bene, non potro' prendere il sole, fare il bagno in mare o in piscina, mangiare frutta e verdura cruda, vedere i miei amati cani che, per quanto in forma, sono vecchietti, e che chissà che graft mi verra' e dove, che la ciclosporina ti sballa la pressione, ti spacca lo stomaco, forse dopo un anno da pelata ti può far crescere peli in abbondanza (il che sarebbe veramente una beffa!).. E chissà quanti fantastici esami aspirati del midollo dovrò fare?
Ma, se tutto andrà bene, avrò chissà quali nuovi effetti collaterali ma sarò Viva e felice e godrò di ogni attimo che verra' pur con il mio ditino insensibile e il resto che arriverà..
Il midollo lavora e si succhia le mie energie..
Mamma mia che stanchezza! Il mio midollino sta lavorando e quei santi doloretti di dilatazione si fanno sentire ogni tanto e mi sento coooosi' fiacca.. Dicono che e' normale e quindi me ne sto qui sul lettino a guardare "cuochi e fiamme" con la Zanicchi che fa un casino pazzesco.. (e mi ha ricordato tanto la mia mamma e me la sono immaginata li' con la sua voce squillante, l'essere pasticciona in cucina, lo schizzare in giro, lavorando concentrata sui pochi piatti che le piaceva cucinare... essenzialmente dolci..)
E allora dopo aver pubblicato tanto tempo fa la sua torta di mele senza grassi ecco la ricetta di uno dei "miei" dolci preferito dalla mia mamma.. Accidenti uno di quelli che potrò solo cucinare per gli ospiti per chissà quanto tempo..
Tiramisu' alle fragole
20 savoiardi
300 gr di mascarpone
3 cestini di fragole
1 bicchierino di liquore dolce
100 gr di zucchero semolato
Zucchero a velo
3 uova freschissime
Sgusciare le uova e separare tuorli e albumi. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale. A parte montare i tuorli e lo zucchero fino a che siano ben spumose e chiare. Unire con una spatola il mascarpone mescolando delicatamente dall' alto verso il basso. Unire pian piano anche i bianchi sempre mescolando dall'alto verso il basso.
Frullare due cestini di fragole ben lavate e pulite con il bicchierino di liquore.
A questo punto assemblare il tiramisu in coppette trasparenti individuali intingendo i savoiardi nel frullato di fragole procedendo a strati come in un tiramisu classico. L' ultimo strato deve essere di crema. Far riposare in frigo e prima di servire guarnire con le fragole rimaste tagliate a fettine sottili e spolverizzare di zucchero a velo.
Come le piaceva! Ne avrebbe mangiate dieci coppette!
E allora dopo aver pubblicato tanto tempo fa la sua torta di mele senza grassi ecco la ricetta di uno dei "miei" dolci preferito dalla mia mamma.. Accidenti uno di quelli che potrò solo cucinare per gli ospiti per chissà quanto tempo..
Tiramisu' alle fragole
20 savoiardi
300 gr di mascarpone
3 cestini di fragole
1 bicchierino di liquore dolce
100 gr di zucchero semolato
Zucchero a velo
3 uova freschissime
Sgusciare le uova e separare tuorli e albumi. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale. A parte montare i tuorli e lo zucchero fino a che siano ben spumose e chiare. Unire con una spatola il mascarpone mescolando delicatamente dall' alto verso il basso. Unire pian piano anche i bianchi sempre mescolando dall'alto verso il basso.
Frullare due cestini di fragole ben lavate e pulite con il bicchierino di liquore.
A questo punto assemblare il tiramisu in coppette trasparenti individuali intingendo i savoiardi nel frullato di fragole procedendo a strati come in un tiramisu classico. L' ultimo strato deve essere di crema. Far riposare in frigo e prima di servire guarnire con le fragole rimaste tagliate a fettine sottili e spolverizzare di zucchero a velo.
Come le piaceva! Ne avrebbe mangiate dieci coppette!
domenica 17 giugno 2012
Ps. I miei globulini tedeschi oggi sono 460
Per chi aspettava con ansia news sulla crescita dei miei valori ecco la conferma: sono partiti da un paio di giorni e stanno lavorando bene... Forza ragazzi!
La resilienza
Oggi sul corriere c'e una bella pagina sul concetto di resilienza applicato alla malattia e come questa possa aiutare il percorso di guarigione. La resilienza e' la capacita' di un "materiale" di resistere agli urti e ai colpi e ritornare alla forma e struttura originaria. In medicina significa affrontare la malattia credendo costantemente nella guarigione, vivendo con approccio sereno e positivo il percorso e le difficoltà godendo di ogni momento buono, resistendo alle difficolta' con l'obiettivo di superarle sempre al meglio. In fondo, la filosofia con cui dall'inizio sto cercando di vivere questa "esperienza". Ma, come negarlo, mi conforta vedere che ci sono tanti studi in corso a riguardo e che valutano veramente l'importanza di questo fattore X nel percorso di guarigione. Addirittura viene definita come la capacita' di un paziente di resistere all"urto" della malattia non solo senza "frantumarsi" ma uscendone anche migliore. Nell'articolo, che analizza studi fatti in diversi contesti, viene evidenziato quanto possa aiutare il lavoro di sostegno degli operatori (infermieri, medici, psicologi..).
venerdì 15 giugno 2012
Faccia da autologo!
Quanti possono vantare di essersi fatti dire "faccia da autologo"?
Ieri raccontavo al mio dottore quanta invidia avessi provato nel veder mangiare a morsi una bella banana.
E lui mi replica " ma se la lava bene può mangiarla". Io felicissima rispondo: " pensavo di poter mangiare solo frutta e verdura cotta nei 100 giorni post trapianto!?!". Tutto finisce li e nel pomeriggio me lo vedo arrivare trafelato e dirmi "Questa mattina le ho detto una cosa sbagliata lei non può mangiare frutta e verdura cruda.. E' che ha proprio una faccia da autologo e mi son confuso.. Ma lei ha fatto un trapianto allogenico e quindi le regole alimentari son diverse..." ridendo gli ho risposto che prendevo la "faccia da autologo" come un complimento visto che le chemio e le terapie fatte in quel tipo di trapianto sono un po' meno forti e quindi di solito le persone hanno una faccia migliore...
Partendo da questo ecco un paio di ricettina per mangiarsi la buona frutta estiva rispettando le regole per chi ha fatto il trapianto di midollo..
Albicocche e pesche al forno:
4 pesche a pasta gialla sode
8 albicocche non troppo mature
3 o 4 cucchiai di zucchero di canna
Mandorle a scaglie o in granella
Lavare bene (bicarbonato o ammuchina come sempre) la frutta e sbucciare le pesche.
Tagliare tutta la frutta a fettine di circa un cemtimetro e disporle in una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Cospargere con lo zucchero e le mandorle ed infornare a 180 gr per circa venti minuti. Sono buonissime così, tiepide o fredde o abbinate ad una pallina di gelato (ovviamente rigorosamente confezionato! Sigh)
Spadellata di frutta estiva:
2 pesche
6 albicocche
un pugno di ciliegie nere
un pugno di fragole
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
2-3 cucchiai di miele
timo fresco per guarnire
1/2 baccello di vaniglia
Come sempre lavare tutta la frutta bene. Snocciolare le ciliegie e tagliarle a metà. Tagliare le albicocche a spicchi e sbucciare la pesca e tagliarla a spicchi. Tagiare le fragole a meta' o in quattro a seconda della dimensione. In una padella scaldate l’olio con il miele e la bacca di vaniglia. Quando il miele comincia a schiumare e diventa leggermente caramellato unite la frutta. Lasciarla cuocere per 3 o 4 minuti al massimo (deve appena rilasciare un pò d’acqua e disinfettarsi) muovendo delicatamente la padella in modo da ricoprirla bene di miele. Aggiungere le foglioline di timo ben lavate e cuocere ancora un minuto o due.
Servire tiepida o a temperatura ambiente eventualmente accompagnata da uno yogurt bianco denso
Alla faccia della banana e di chi ci vuole impedire di godere appieno della bella frutta di stagione!
Ieri raccontavo al mio dottore quanta invidia avessi provato nel veder mangiare a morsi una bella banana.
E lui mi replica " ma se la lava bene può mangiarla". Io felicissima rispondo: " pensavo di poter mangiare solo frutta e verdura cotta nei 100 giorni post trapianto!?!". Tutto finisce li e nel pomeriggio me lo vedo arrivare trafelato e dirmi "Questa mattina le ho detto una cosa sbagliata lei non può mangiare frutta e verdura cruda.. E' che ha proprio una faccia da autologo e mi son confuso.. Ma lei ha fatto un trapianto allogenico e quindi le regole alimentari son diverse..." ridendo gli ho risposto che prendevo la "faccia da autologo" come un complimento visto che le chemio e le terapie fatte in quel tipo di trapianto sono un po' meno forti e quindi di solito le persone hanno una faccia migliore...
Partendo da questo ecco un paio di ricettina per mangiarsi la buona frutta estiva rispettando le regole per chi ha fatto il trapianto di midollo..
Albicocche e pesche al forno:
4 pesche a pasta gialla sode
8 albicocche non troppo mature
3 o 4 cucchiai di zucchero di canna
Mandorle a scaglie o in granella
Lavare bene (bicarbonato o ammuchina come sempre) la frutta e sbucciare le pesche.
Tagliare tutta la frutta a fettine di circa un cemtimetro e disporle in una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Cospargere con lo zucchero e le mandorle ed infornare a 180 gr per circa venti minuti. Sono buonissime così, tiepide o fredde o abbinate ad una pallina di gelato (ovviamente rigorosamente confezionato! Sigh)
Spadellata di frutta estiva:
2 pesche
6 albicocche
un pugno di ciliegie nere
un pugno di fragole
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
2-3 cucchiai di miele
timo fresco per guarnire
1/2 baccello di vaniglia
Come sempre lavare tutta la frutta bene. Snocciolare le ciliegie e tagliarle a metà. Tagliare le albicocche a spicchi e sbucciare la pesca e tagliarla a spicchi. Tagiare le fragole a meta' o in quattro a seconda della dimensione. In una padella scaldate l’olio con il miele e la bacca di vaniglia. Quando il miele comincia a schiumare e diventa leggermente caramellato unite la frutta. Lasciarla cuocere per 3 o 4 minuti al massimo (deve appena rilasciare un pò d’acqua e disinfettarsi) muovendo delicatamente la padella in modo da ricoprirla bene di miele. Aggiungere le foglioline di timo ben lavate e cuocere ancora un minuto o due.
Servire tiepida o a temperatura ambiente eventualmente accompagnata da uno yogurt bianco denso
Alla faccia della banana e di chi ci vuole impedire di godere appieno della bella frutta di stagione!
mercoledì 13 giugno 2012
Di quanto sangue abbiamo bisogno..
Sto riflettendo da ieri su come si potrebbe stimolare la donazione di sangue.
Fino a che non ti trovi a contatto con questa malattia e non entri in un reparto di ematologia pensi che le trasfusioni servano per lo più in caso di operazioni chirurgiche ed incidenti.. Personalmente, per terribile ignoranza in materia, non pensavo che fosse tale e tanto il bisogno trasfusionale. Il policlinico, che vanta un numero comunque importante di donatori fissi, spesso si trova costretto a comprare le sacche dagli altri ospedali perché non riesce a coprire il suo fabbisogno.. Poi penso a quanti di noi non ci pensano, vanno avanti nella propria vita professionale dando mille cose per scontate..
Se penso poi che da ragazza, stimolata da una mamma zero negativo e donatrice da sempre (spesso veniva anche chiamata a casa) ero diventata donatrice ma, dopo qualche anno, uno zelante operatore dell'avis mi disse "vabbe' ma lei ha un gruppo così comune che al massimo lo usiamo per fare gli emoderivati (che per altro servono anche loro come il pane), a noi serve gente con il gruppo zero..." Ed io, che di certo non ho mai amato essere bucherellata nelle braccia, ho colto l'alibi al volo per smettere...
Mea culpa pero', mi sarei dovuta informare di più ed avrei capito che uno stupido non può rovinare le fatiche immani che i centri trasfusionali e l'avis fanno da anni.
Oggi, mi raccontava una dottoressa, e' in corso un progetto che coinvolge le scuole superiori, per cui se doni maturi crediti per la maturità. Dice che pero' non ha avuto finora grande successo perché magari vengono una volta e poi spariscono.. Mentre sarebbe importante allargare la base dei donatori stabili, sia per motivi di quantità (si possono fare previsioni migliori) sia per continuare a garantire la massima qualità del sangue che oltre ad essere costantemente monitorato e verificato, proviene da donatori stabili e noti.
Pensavo che forse, se le direzioni del personale ne parlassero in azienda, se si creassero dei momenti informativi specifici, si potrebbe dare più consapevolezza a tante persone giovani ma forse più pronte e mature di un adolescente, e stimolare chi non ci ha mai pensato più di tanto. Parliamo tanto di social responsability, facciamo giustamente le giornate sull'ambiente, quelle di sostegno al banco alimentare, regaliamo le ore del nostro stipendio per le migliaia di tragedie che succedono (perché veramente non c'e mai fine...) e magari potremmo anche spiegare alle persone qualcosa in più sul bisogno di sangue dei nostri ospedali.
E' facile fare la saputella ora.. Lo so! Ma, sia ben chiaro, senza pensare che nessuno possa sentirsi nemmeno lontanamente obbligato dalla propria azienda, penso che siamo talmente bombardati di informazioni che il più delle volte non guardiamo o non vogliamo guardare e che magari nemmeno ci accorgiamo degli appelli a donare che spesso tappezzano la città.
Per chi ne volesse sapere di più ecco cosa riporta il sito dell' Avis su chi può donare:
Condizioni di base per il donatore :
Età : compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) , 65 anni (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico
Peso : Più di 50 Kg
Pulsazioni : comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive)
Pressione arteriosa:
tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA)
tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA)
Stato di salute : Buono
Stile di vita : Nessun comportamento a rischio
L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 volte l'anno per gli uomini e 2 volte l'anno per le donne e da diritto ad una giornata di riposo retribuito dal lavoro.
dove: presso i centri trasfusionali della propria città
Fino a che non ti trovi a contatto con questa malattia e non entri in un reparto di ematologia pensi che le trasfusioni servano per lo più in caso di operazioni chirurgiche ed incidenti.. Personalmente, per terribile ignoranza in materia, non pensavo che fosse tale e tanto il bisogno trasfusionale. Il policlinico, che vanta un numero comunque importante di donatori fissi, spesso si trova costretto a comprare le sacche dagli altri ospedali perché non riesce a coprire il suo fabbisogno.. Poi penso a quanti di noi non ci pensano, vanno avanti nella propria vita professionale dando mille cose per scontate..
Se penso poi che da ragazza, stimolata da una mamma zero negativo e donatrice da sempre (spesso veniva anche chiamata a casa) ero diventata donatrice ma, dopo qualche anno, uno zelante operatore dell'avis mi disse "vabbe' ma lei ha un gruppo così comune che al massimo lo usiamo per fare gli emoderivati (che per altro servono anche loro come il pane), a noi serve gente con il gruppo zero..." Ed io, che di certo non ho mai amato essere bucherellata nelle braccia, ho colto l'alibi al volo per smettere...
Mea culpa pero', mi sarei dovuta informare di più ed avrei capito che uno stupido non può rovinare le fatiche immani che i centri trasfusionali e l'avis fanno da anni.
Oggi, mi raccontava una dottoressa, e' in corso un progetto che coinvolge le scuole superiori, per cui se doni maturi crediti per la maturità. Dice che pero' non ha avuto finora grande successo perché magari vengono una volta e poi spariscono.. Mentre sarebbe importante allargare la base dei donatori stabili, sia per motivi di quantità (si possono fare previsioni migliori) sia per continuare a garantire la massima qualità del sangue che oltre ad essere costantemente monitorato e verificato, proviene da donatori stabili e noti.
Pensavo che forse, se le direzioni del personale ne parlassero in azienda, se si creassero dei momenti informativi specifici, si potrebbe dare più consapevolezza a tante persone giovani ma forse più pronte e mature di un adolescente, e stimolare chi non ci ha mai pensato più di tanto. Parliamo tanto di social responsability, facciamo giustamente le giornate sull'ambiente, quelle di sostegno al banco alimentare, regaliamo le ore del nostro stipendio per le migliaia di tragedie che succedono (perché veramente non c'e mai fine...) e magari potremmo anche spiegare alle persone qualcosa in più sul bisogno di sangue dei nostri ospedali.
E' facile fare la saputella ora.. Lo so! Ma, sia ben chiaro, senza pensare che nessuno possa sentirsi nemmeno lontanamente obbligato dalla propria azienda, penso che siamo talmente bombardati di informazioni che il più delle volte non guardiamo o non vogliamo guardare e che magari nemmeno ci accorgiamo degli appelli a donare che spesso tappezzano la città.
Per chi ne volesse sapere di più ecco cosa riporta il sito dell' Avis su chi può donare:
Condizioni di base per il donatore :
Età : compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) , 65 anni (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico
Peso : Più di 50 Kg
Pulsazioni : comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive)
Pressione arteriosa:
tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA)
tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA)
Stato di salute : Buono
Stile di vita : Nessun comportamento a rischio
L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 volte l'anno per gli uomini e 2 volte l'anno per le donne e da diritto ad una giornata di riposo retribuito dal lavoro.
dove: presso i centri trasfusionali della propria città
domenica 10 giugno 2012
Alla faccia delle mie prediche sulla sana alimentazione antiossidante..
Sono passati otto giorni e, a parte piccole bizze (un po di febbre ieri, un po di dermatite..),tutto procede bene, e mi godo al meglio le giornate.. Oggi tante ore qui con Max, un bel libro nuovo nuovo di Andrea Vitali, una puntata inedita dell'Ispettore Barnaby, e una overdose di zuccheri e grassi..
Alla fine, a parte piccole divagazioni sul sano, mi nutro sostanzialmente di gelato,budino, yogurt e ghiaccioli!
In realtà ho una sanissima e ipernutriente e ipervitaminica nutrizione parenterale in vena.. Addizionata di un bottiglione giornaliero di vetro pieno di liquido bianco che contiene lipidi: accidenti grasso puro! E pensare che noi donne passiamo la vita a combattere i grassi! Alla fine gelati e ghiaccioli sono solo cibi per il palato e per l'umore! Il ghiacciolo sta alla mucosite come un bel massaggio sta ai muscoli indolenziti! E la coppa Bindi all'amarena stimola i miei livelli di serotonina..
Pero' non vedo l'ora di tornare a mangiare cose vere, sane, salate, saporite, e soprattutto croccanti!
Quando Max mi ha detto di essersi fermato a mangiare un toast mi e' venuta l'acquolina in bocca anche se poi morirei a mangiarlo in questo momento...
vabbe', non posso passare la vita a pensare al cibo o a parlarne...
E quindi, visto che questa sera non ho riflessioni profonde e intelligenti da fare ecco la ricetta di una cose che, se tutto va bene, potrò' mangiare di nuovo tra un anno!
Il ceviche di pesce (per fortuna a Max fa impressione solo l'idea ma io lo adoro..)
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
1 o 2 peperoncini a gusto
5 o 6 lime o di più se piccoli (serve una tazza piena di succo)
1/2 kg di pesce bianco misto (tipo orata, branzino, coda di rospo, spada,..in base a cosa offre di piu fresco la vostra pescheria di fiducia) freschissimo sfilettato e tagliato a listarelle
Sale
Coriandolo fresco (in alternativa ma non e' esattamente la stessa cosa, prezzemolo)
Pelare la cipolla, tagliarla a metà ed affettarla al velo.
Tagliare a metà lo spicchio d'aglio e strofinare le pareti di una ciotola in cui andrà sciolto del sale marino a piacere in una tazza di succo di lime filtrato.
Aggiungere la cipolla che dovrà restare nel succo più a lungo a seconda di quanto intenso è il suo sapore e due peperoncini tagliuzzati.
Lasciar riposare per un po' e aggiungere il pesce e 1\4 di tazza di foglie di coriandolo lasciando nella marinata per 2 o 3 ore.
Servire su foglie di lattuga con crostoni di pane. Ps in peru' lo servono con fette di patata dolce lessata.
Il pesce deve restare in frigo fino al momento di servirlo.
Mannaggia che buono.. Uff
Alla fine, a parte piccole divagazioni sul sano, mi nutro sostanzialmente di gelato,budino, yogurt e ghiaccioli!
In realtà ho una sanissima e ipernutriente e ipervitaminica nutrizione parenterale in vena.. Addizionata di un bottiglione giornaliero di vetro pieno di liquido bianco che contiene lipidi: accidenti grasso puro! E pensare che noi donne passiamo la vita a combattere i grassi! Alla fine gelati e ghiaccioli sono solo cibi per il palato e per l'umore! Il ghiacciolo sta alla mucosite come un bel massaggio sta ai muscoli indolenziti! E la coppa Bindi all'amarena stimola i miei livelli di serotonina..
Pero' non vedo l'ora di tornare a mangiare cose vere, sane, salate, saporite, e soprattutto croccanti!
Quando Max mi ha detto di essersi fermato a mangiare un toast mi e' venuta l'acquolina in bocca anche se poi morirei a mangiarlo in questo momento...
vabbe', non posso passare la vita a pensare al cibo o a parlarne...
E quindi, visto che questa sera non ho riflessioni profonde e intelligenti da fare ecco la ricetta di una cose che, se tutto va bene, potrò' mangiare di nuovo tra un anno!
Il ceviche di pesce (per fortuna a Max fa impressione solo l'idea ma io lo adoro..)
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
1 o 2 peperoncini a gusto
5 o 6 lime o di più se piccoli (serve una tazza piena di succo)
1/2 kg di pesce bianco misto (tipo orata, branzino, coda di rospo, spada,..in base a cosa offre di piu fresco la vostra pescheria di fiducia) freschissimo sfilettato e tagliato a listarelle
Sale
Coriandolo fresco (in alternativa ma non e' esattamente la stessa cosa, prezzemolo)
Pelare la cipolla, tagliarla a metà ed affettarla al velo.
Tagliare a metà lo spicchio d'aglio e strofinare le pareti di una ciotola in cui andrà sciolto del sale marino a piacere in una tazza di succo di lime filtrato.
Aggiungere la cipolla che dovrà restare nel succo più a lungo a seconda di quanto intenso è il suo sapore e due peperoncini tagliuzzati.
Lasciar riposare per un po' e aggiungere il pesce e 1\4 di tazza di foglie di coriandolo lasciando nella marinata per 2 o 3 ore.
Servire su foglie di lattuga con crostoni di pane. Ps in peru' lo servono con fette di patata dolce lessata.
Il pesce deve restare in frigo fino al momento di servirlo.
Mannaggia che buono.. Uff
sabato 9 giugno 2012
Ricettario da mucosite...ma non solo!
Siamo da poco entrati nel giorno 7 e tutto va bene..
Si, qualche piccolo disturbo insignificante, reazioni cutanee ai palmi delle mani, quella sensazione costante di aver mangiato la minestrina così bollente da aver tutta la bocca infiammata (anche senza fare le chemio questo credo sia proprio capitato a tutti) ma, per ora (questo e' e dovrà essere il mantra perché i cambiamenti sono sempre dietro l'angolo) non mì lamento affatto.
Sto pero' riflettendo che, oltre agli utilissimi opuscoli sulla pulizia della bocca che si trovano in day hospital del centro trapianti, fondamentali per lavorare a prevenire la mucosite quando si affronta il trapianto, potrei produrre un mini ricettario su come rielaborare il menu della mensa in ottica "mangia bene e gustoso" anche con la mucosite e integrare con ricettine per chi ha la fortuna di avere a casa una mamma o una moglie che tutti i giorni si ingegna a portargli qualcosa da casa. (per inciso io domani godrò di una pasta al pomodoro e tonno versione "mucositati" gentilmente offerta da una nuova amica conosciuta qui e moglie di un mio compare di reparto, evvai!)...
Perché il problema e' proprio questo.. Sostanzialmente, per stare bene e non peggiorare le cose quando hai la fortuna di prenderla in forma leggera, dovresti o non mangiare (ma per ora, in attesa poi di sapere come si troverà il tedesco e se crescerà forte e vigoroso, l'unico manifesto segno di Unione tra di noi e che a me la fame non e' proprio passata!), o mangiare solo budini yogurt e gelati ma, vi assicuro, dopo un po' che noia, o omogeneizzati (e qui lancio un appello alle mamme: signore fanno schifo pensateci bene quando il vostro piccolo ve li risputa in faccia: non e' schizzinoso ma solo un po' gourmet!) oppure la scelta dal menu della mensa diventa difficile...
Per cui in questi giorni mi sto specializzando in agglomerati informi di pastina in brodo bel scolata con aggiunta di ricotta, parmigiano, olio e verdura cotta ben sminuzzata, o mischioni artigianali di pure e crescenza...Ma anche li la faccenda si sta facendo monotona.. (ho sempre odiato mangiare la stessa cosa tutti i giorni).
Ed allora, sull'onda dei miei desiderata e in aiuto alle amiche mamme di bimbi piccoli (tanto l'alimentazione e' la stessa alla fine) o a chi voglia proporre una vellutata in alternativa al classico primo, ecco due o tre ricettine che mi sono venute in mente..
Vellutata di cannellini (ovviamente considero le dosi per 4 perché, a parte le battute, son buone per tutti)
500 g cannellini in scatola
200 g patate
100 g carote
1/2 cipolla bianca
1 spicchio d’aglio
1 l d’acqua
olio e.v.o.
rosmarino
sale e pepe nero macinato fresco
200 g di pastina all'uovo tipo quadrucci o tempestina
Rosolare in un tegame la cipolla, l’aglio con un po’ di olio, aggiungere i cannellini scolati e lavati, le patate tagliate a cubetti, il rosmarino fresco e aggiungere l’acqua dopo qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe. Cuocere per 20’. Frullare il tutto ottenendo una crema. Tagliare le carote a cubetti e farle saltare in padella con un cucchiaio di olio fino a che morbide e caramellate ma non disfatte. Cuocere la pastina e servire nelle ciotoline la crema con sopra un cucchiaio o due di pasta e le carote a dadini. Guarnire conil rosmarino tritato (ovviamente quest'ultima aggiunta va evitata in caso di bambini piccoli e di reparto trapianti)
Vellutata di cavolfiore e salmone
1 patata media
1 cavolfiore
1 porro
1 spicchio di aglio
sale q.b.
1 o 2 cucchiai di senape
10 cl. di panna liquida
6 belle fette di salmone affumicato
mettere le verdure pulite e tagliate a pezzi in una casseruola con circa 1,5 litri di acqua ed il dado per il brodo. Coprire portare ad ebollizione, poi abbassate il fuoco e fate cuocere circa 25 minuti.
Frullare il tutto con il frullatore a immersione, unire la panna e la senape e correggere di sale se serve. A parte in un padellino saltare velocemente il salmone affumicato sminuzzato. Servire nelle ciotolina con sopra il salmone e, sempre per chi può, accompagnare con dei crostini all'aglio.
Vellutata di carote all'aceto balsamico
800 g di carote
1 costa di sedano
2 cipolle bionde
1 limone non trattato
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di brodo vegetale granulare
olio evo
2 cucchiai di aceto balsamico denso
sale e pepe nero
Rosolare iunLegtempo casseruola le verdure pulite e tagliate a tocchetti con. Qualche cucchiaio d'olio. Prelevare la scorza gialla del limone e tritarla fine e tenere da parte. Quando rosolate, aggiungere alle verdure la voglia di alloro, spolverizzarle di brodo granulare e con la scorza del limone e aggiungere circa 1,5 litri di acqua calda e cuocere a fuoco basso per 30 minuti circa.
Quando le verdure saranno tenere frullare il tutto con il frullatore e aggiungere l'aceto balsamico e un filo d'olio a crudo.
Si, qualche piccolo disturbo insignificante, reazioni cutanee ai palmi delle mani, quella sensazione costante di aver mangiato la minestrina così bollente da aver tutta la bocca infiammata (anche senza fare le chemio questo credo sia proprio capitato a tutti) ma, per ora (questo e' e dovrà essere il mantra perché i cambiamenti sono sempre dietro l'angolo) non mì lamento affatto.
Sto pero' riflettendo che, oltre agli utilissimi opuscoli sulla pulizia della bocca che si trovano in day hospital del centro trapianti, fondamentali per lavorare a prevenire la mucosite quando si affronta il trapianto, potrei produrre un mini ricettario su come rielaborare il menu della mensa in ottica "mangia bene e gustoso" anche con la mucosite e integrare con ricettine per chi ha la fortuna di avere a casa una mamma o una moglie che tutti i giorni si ingegna a portargli qualcosa da casa. (per inciso io domani godrò di una pasta al pomodoro e tonno versione "mucositati" gentilmente offerta da una nuova amica conosciuta qui e moglie di un mio compare di reparto, evvai!)...
Perché il problema e' proprio questo.. Sostanzialmente, per stare bene e non peggiorare le cose quando hai la fortuna di prenderla in forma leggera, dovresti o non mangiare (ma per ora, in attesa poi di sapere come si troverà il tedesco e se crescerà forte e vigoroso, l'unico manifesto segno di Unione tra di noi e che a me la fame non e' proprio passata!), o mangiare solo budini yogurt e gelati ma, vi assicuro, dopo un po' che noia, o omogeneizzati (e qui lancio un appello alle mamme: signore fanno schifo pensateci bene quando il vostro piccolo ve li risputa in faccia: non e' schizzinoso ma solo un po' gourmet!) oppure la scelta dal menu della mensa diventa difficile...
Per cui in questi giorni mi sto specializzando in agglomerati informi di pastina in brodo bel scolata con aggiunta di ricotta, parmigiano, olio e verdura cotta ben sminuzzata, o mischioni artigianali di pure e crescenza...Ma anche li la faccenda si sta facendo monotona.. (ho sempre odiato mangiare la stessa cosa tutti i giorni).
Ed allora, sull'onda dei miei desiderata e in aiuto alle amiche mamme di bimbi piccoli (tanto l'alimentazione e' la stessa alla fine) o a chi voglia proporre una vellutata in alternativa al classico primo, ecco due o tre ricettine che mi sono venute in mente..
Vellutata di cannellini (ovviamente considero le dosi per 4 perché, a parte le battute, son buone per tutti)
500 g cannellini in scatola
200 g patate
100 g carote
1/2 cipolla bianca
1 spicchio d’aglio
1 l d’acqua
olio e.v.o.
rosmarino
sale e pepe nero macinato fresco
200 g di pastina all'uovo tipo quadrucci o tempestina
Rosolare in un tegame la cipolla, l’aglio con un po’ di olio, aggiungere i cannellini scolati e lavati, le patate tagliate a cubetti, il rosmarino fresco e aggiungere l’acqua dopo qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe. Cuocere per 20’. Frullare il tutto ottenendo una crema. Tagliare le carote a cubetti e farle saltare in padella con un cucchiaio di olio fino a che morbide e caramellate ma non disfatte. Cuocere la pastina e servire nelle ciotoline la crema con sopra un cucchiaio o due di pasta e le carote a dadini. Guarnire conil rosmarino tritato (ovviamente quest'ultima aggiunta va evitata in caso di bambini piccoli e di reparto trapianti)
Vellutata di cavolfiore e salmone
1 patata media
1 cavolfiore
1 porro
1 spicchio di aglio
sale q.b.
1 o 2 cucchiai di senape
10 cl. di panna liquida
6 belle fette di salmone affumicato
mettere le verdure pulite e tagliate a pezzi in una casseruola con circa 1,5 litri di acqua ed il dado per il brodo. Coprire portare ad ebollizione, poi abbassate il fuoco e fate cuocere circa 25 minuti.
Frullare il tutto con il frullatore a immersione, unire la panna e la senape e correggere di sale se serve. A parte in un padellino saltare velocemente il salmone affumicato sminuzzato. Servire nelle ciotolina con sopra il salmone e, sempre per chi può, accompagnare con dei crostini all'aglio.
Vellutata di carote all'aceto balsamico
800 g di carote
1 costa di sedano
2 cipolle bionde
1 limone non trattato
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di brodo vegetale granulare
olio evo
2 cucchiai di aceto balsamico denso
sale e pepe nero
Rosolare iunLegtempo casseruola le verdure pulite e tagliate a tocchetti con. Qualche cucchiaio d'olio. Prelevare la scorza gialla del limone e tritarla fine e tenere da parte. Quando rosolate, aggiungere alle verdure la voglia di alloro, spolverizzarle di brodo granulare e con la scorza del limone e aggiungere circa 1,5 litri di acqua calda e cuocere a fuoco basso per 30 minuti circa.
Quando le verdure saranno tenere frullare il tutto con il frullatore e aggiungere l'aceto balsamico e un filo d'olio a crudo.
venerdì 8 giugno 2012
Un appello a tutti coloro che mi vogliono bene e che mi seguono...
Vorrei tornare sul libro di Alex Cevenini, e chiedervi di comprarlo e leggerlo! E di regalarlo e di farlo leggere... Se non lo trovate in libreria e' sufficiente andare sul sito della Piemme ed ordinarlo.
State seguendo la mia storia sul blog, mi dite che sono forte e positiva e che vi faccio riflettere.. Questo per me e' fonte di grande emozione, forza e mi aiuta ogni giorno su questo percorso... Ma io ho un blog in cui adoro parlare anche di cucina e di sensazioni e di pensieri e questo e' un libro diverso... Puo farvi capire altre cose, e' una bella storia e non diciamoci che e' triste perché leggiamo milioni di polpettoni tristi alla ricerca di emozioni surrogate ed invece questa e' forza vera, emozione vera e fa anche scoprire un caso di sanità eccezionale, in cui anche io ho la fortuna di vivere mentre leggo gli scandali sul Corriere..
E poi e' per una buona causa, Beat Leukemia fa tante cose per i reparti di ematologia e contro queste malattie e il libro darà modo di farne altre!!
Grazie
http://www.edizpiemme.it/libri/il-segreto-e-la-vita
State seguendo la mia storia sul blog, mi dite che sono forte e positiva e che vi faccio riflettere.. Questo per me e' fonte di grande emozione, forza e mi aiuta ogni giorno su questo percorso... Ma io ho un blog in cui adoro parlare anche di cucina e di sensazioni e di pensieri e questo e' un libro diverso... Puo farvi capire altre cose, e' una bella storia e non diciamoci che e' triste perché leggiamo milioni di polpettoni tristi alla ricerca di emozioni surrogate ed invece questa e' forza vera, emozione vera e fa anche scoprire un caso di sanità eccezionale, in cui anche io ho la fortuna di vivere mentre leggo gli scandali sul Corriere..
E poi e' per una buona causa, Beat Leukemia fa tante cose per i reparti di ematologia e contro queste malattie e il libro darà modo di farne altre!!
Grazie
http://www.edizpiemme.it/libri/il-segreto-e-la-vita
giovedì 7 giugno 2012
Zitto zitto e' andato anche il quarto giorno..
Zitto zitto in realtà no! Sono stata sgridata perché sembra si senta solo me nel corridoio... Che brutta figura! Essere tacciata di essere quella casinista e rumorosa anche nelle camere sterili...
E' che ieri tante belle visite delle colleghe, delle amiche, le telefonate, e la giornata e' passata veloce..
E' che la mia mente vuole godere delle cose, ridere, divertirsi e, quando hai una giornata buona cerchi di godertela al massimo.
Ovvio, se fossi fuori la lista delle cose che vorrei fare sarebbe così lunga da non bastarmi le 24 ore ma qui lascio vagare la testa e le chiacchere (che comunque, fatte con chi ami, sono uno dei piaceri della vita).
Sei qui, pensi costantemente al fatto che ti aspettano giorni duri, che potrebbero esserci fastidi un po' grossi, te li aspetti dietro l'angolo e poi, quando invece la giornata trascorre serena e ti senti bene dici: "evvai, e' andata! Ma sarà possibile?"... E' come essere sospesi nello stupore che tutto sommato non e' così tremendo e la paura di non dirlo mai troppo forte perche' l'istante dopo può essere diverso..
Oggi inizia il quinto e procediamo..
Progetti per la giornata? Vedremo, ho una bella rivista di arredamento nuova nuova, il giallo da finire e poi chissà..
E' che ieri tante belle visite delle colleghe, delle amiche, le telefonate, e la giornata e' passata veloce..
E' che la mia mente vuole godere delle cose, ridere, divertirsi e, quando hai una giornata buona cerchi di godertela al massimo.
Ovvio, se fossi fuori la lista delle cose che vorrei fare sarebbe così lunga da non bastarmi le 24 ore ma qui lascio vagare la testa e le chiacchere (che comunque, fatte con chi ami, sono uno dei piaceri della vita).
Sei qui, pensi costantemente al fatto che ti aspettano giorni duri, che potrebbero esserci fastidi un po' grossi, te li aspetti dietro l'angolo e poi, quando invece la giornata trascorre serena e ti senti bene dici: "evvai, e' andata! Ma sarà possibile?"... E' come essere sospesi nello stupore che tutto sommato non e' così tremendo e la paura di non dirlo mai troppo forte perche' l'istante dopo può essere diverso..
Oggi inizia il quinto e procediamo..
Progetti per la giornata? Vedremo, ho una bella rivista di arredamento nuova nuova, il giallo da finire e poi chissà..
martedì 5 giugno 2012
E per tornare alle sane vecchie abitudini... Ricettina!
Siamo a tre giorni dal trapianto, in fondo ai famosi 100 giorni critici ne mancano solo 97!!... E ricomincio già a pensare a cosa fare appena fuori di qui, quando, tra un controllo e l'altro, potrò godermi il potere rigenerante della campagna astigiana.. E si, ci saranno un sacco di regole alimentari da seguire e il meglio della cucina piemontese forse me lo perderò per un po' ma chi se ne frega, mi inventerò soluzioni alternative per godere dei frutti fantastici della zona..
Perché, benché come confessato a un amica mi mangerei anche un bel würstel e crauti in onore del midollino, onestamente, in tempi di mucosite e verdurine estive potrei soddisfarmi alla grande con i flan di verdura tipici della zona: morbidi, pastosi, ricchi di profumi, pieni di vitamine e, cosa più importante per i trapiantologi, cotti!
Infatti una delle nuove regole sarà che la verdura non solo deve essere lavata e strapagata con bicarbonato o ammuchina ma, per diversi mesi, rigorosamente cotta!
E quindi ecco qualche idea per i flan..
La cosa importante e' la ricetta di base, a questa poi aggiungo le verdure che preferisco a seconda della stagione.
70 gr di farina, 50 g di burro; 1/2 l di latte; 3 uova; 1 bella manciata di parmigiano grattugiato; 2 cucchiai di pangrattato; noce moscata; sale e pepe.
Far fondere 50 g burro in una piccola casseruola a fondo pesante e, mescolando, unire la farina setacciata.
Quando il composto comincia a schiumare, unite il latte versandolo a filo e mescolare energicamente perché non si formino grumi.
Salare e continuare a mescolare fino a che la salsa non bolle e cuocere per una decina di minuti, far intiepidire e unire il parmigiano, una grattatina di noce moscata, una macinata di pepe e le uova sbattute, il sale e mescolare bene.
Questa e' la base a cui si possono aggiungere tante verdure diverse. Per questa dose ad esempio si possono usare 800/900 gr di spinaci lessati, ben strizzati e tritati e fatti asciugare in padella con una noce di burro, oppure, broccoli, cavolfiori o porri o finocchi o piselli o fave o asparagi o zucchine o o..
A quel punto la crema di verdure ben asciutta e saporita si unisce all'impasto di base.
Imburrare uno stampo da budino (o gli stampini mono porzione) e rivestirlo di pangrattato. Versatevi il composto di verdure e livellare la superficie battendo delicatamente. Cuocere a bagnomaria, nel forno a 180° per un'ora scarsa (un po' meno se in mono porzione, io li controllo dopo 45 minuti con uno stecchino)
Lasciarlo intiepidire e sformarlo delicatamente su un piatto. Tocco da vero Piemonte ma che aggiunge altra energia a un piatto sostanzioso e' un bell'accompagnamento di fonduta..
In versione più estiva a me piace anche con una salsina di pomodoro rosso (ovviamente a seconda delle verdure scelte)..
Perché, benché come confessato a un amica mi mangerei anche un bel würstel e crauti in onore del midollino, onestamente, in tempi di mucosite e verdurine estive potrei soddisfarmi alla grande con i flan di verdura tipici della zona: morbidi, pastosi, ricchi di profumi, pieni di vitamine e, cosa più importante per i trapiantologi, cotti!
Infatti una delle nuove regole sarà che la verdura non solo deve essere lavata e strapagata con bicarbonato o ammuchina ma, per diversi mesi, rigorosamente cotta!
E quindi ecco qualche idea per i flan..
La cosa importante e' la ricetta di base, a questa poi aggiungo le verdure che preferisco a seconda della stagione.
70 gr di farina, 50 g di burro; 1/2 l di latte; 3 uova; 1 bella manciata di parmigiano grattugiato; 2 cucchiai di pangrattato; noce moscata; sale e pepe.
Far fondere 50 g burro in una piccola casseruola a fondo pesante e, mescolando, unire la farina setacciata.
Quando il composto comincia a schiumare, unite il latte versandolo a filo e mescolare energicamente perché non si formino grumi.
Salare e continuare a mescolare fino a che la salsa non bolle e cuocere per una decina di minuti, far intiepidire e unire il parmigiano, una grattatina di noce moscata, una macinata di pepe e le uova sbattute, il sale e mescolare bene.
Questa e' la base a cui si possono aggiungere tante verdure diverse. Per questa dose ad esempio si possono usare 800/900 gr di spinaci lessati, ben strizzati e tritati e fatti asciugare in padella con una noce di burro, oppure, broccoli, cavolfiori o porri o finocchi o piselli o fave o asparagi o zucchine o o..
A quel punto la crema di verdure ben asciutta e saporita si unisce all'impasto di base.
Imburrare uno stampo da budino (o gli stampini mono porzione) e rivestirlo di pangrattato. Versatevi il composto di verdure e livellare la superficie battendo delicatamente. Cuocere a bagnomaria, nel forno a 180° per un'ora scarsa (un po' meno se in mono porzione, io li controllo dopo 45 minuti con uno stecchino)
Lasciarlo intiepidire e sformarlo delicatamente su un piatto. Tocco da vero Piemonte ma che aggiunge altra energia a un piatto sostanzioso e' un bell'accompagnamento di fonduta..
In versione più estiva a me piace anche con una salsina di pomodoro rosso (ovviamente a seconda delle verdure scelte)..
lunedì 4 giugno 2012
Riflessioni
Mi sono chiesta a lungo in queste ore cosa sia successo nella mia testa l'altro giorno... Perché io sia arrivata all'istante del trapianto così agitata e stressata..
Se ripenso al lungo percorso fatto fino a qui vedo fatiche, sofferenze ma anche una grandissima serenità interiore. Come una consapevolezza che tutto andrà bene, che questa sarà solo la lezione di vita più importante mai affrontata ma che da li saprò liberare la mente, lo spirito e il cuore. Abbiamo fatto un tragitto difficile, io Massimo, papà e tutta questa famiglia allargata bellissima di amici e affetti che mi ha dato forza. Ho vissuto tutto questo percorso in mezzo a medici e infermieri molto umani, vicini, affettuosi con cui mi sono sentita libera di parlare, di sfogarmi, di scherzare e di dire che avevo paura. Sembra quasi ridicolo ma mi sono sentita protetta tra le braccia di tutti, consapevole che tutto questo amore avrebbe portato risultati.
Il percorso al trapianto e' stato travagliato, le attese, le paure di non trovare l'angelo, mi hanno portato ad uno stato di tensione inconscia che forse mascheravo tanto, che dissimulavo nella gioia del risultato... Poi sono entrata in queste stanzette, che sicuramente danno una sensazione strana, difficile da esprimere, ma di isolamento, di gabbia. I giorni di chemio pretrapianto sono andati, bene onestamente, con la mente piena di progetti e aspettative..
Forse non mi sono preparata come avrei dovuto al momento, forse ho sottovalutato la carica emotiva, l'onda di piena che si sarebbe generata nella mia mente e mi sono trovata li agitata, SOLA, sballottata dai farmaci a fare una cosa che per me significa "vita" ma che per loro e' routine.
Come spiegare alle due infermiere che il dire "sono agitata" in realtà nascondeva un terremoto di emozioni. Come spiegare che avrei voluto che stessero li con me, a dirmi tranquilla, e' tutto a posto, ora ti colleghiamo alle macchine ma e' per controllo, a silenziarle appena si fossero messe a urlare perché i battiti o la pressione salivano oltre le soglie.. Come spiegare alla dottoressa che, scientificamente si e' preoccupata del 200 di pressione dal punto di vista fisico e non emotivo che volevo una sorta di abbraccio mentre pensavo, ma va che str...a che sono ora mi viene un ictus proprio prima del trapianto..
Ma siamo fatti strani, la nostra mente e il nostro cuore governano tutto e ci aiutano o ci distruggono, ci fanno guarire o ci abbattono e prostrano senza motivo..
E da li due giorni di prostrazione mentale più che fisica. Come un senso di svuotamento delle energie, una sorta di senso di abbandono.. Che stupida! Proprio ora che il mio nuovo amico sta lavorando per costruirsi casa dentro di me.. Ma pian piano sto ricostruendo la serenità, quel senso di amore e pace che mi ha condotto fino a qui e che domani mi farà tornare a vivere più pienamente che mai.
Una nuova amica, moglie di un compare di sventure, mi ha regalato un bel libro sul senso della guarigione vista da un medico ma non solo da tecnico, molto più da un uomo:
Il mio consiglio e' vivi la tua vita. Dai ascolto alla tua splendida intelligenza interiore. In essa e' contenuto il programma per essere veramente te stesso. In un senso mistico il seme da cui sei cresciuto conteneva il progetto del tuo sviluppo fisico, intellettuale, emotivo e spirituale. Lascia che questo evento si realizzi pienamente; cresci e fiorisci. Fa che la gioia ti guidi e sii ciò che vuoi essere. Non perdere di vista te stesso per inseguire la chimera del successo, essa e' come una scala appoggiata ad una fragile parete. Non permettere che l'età sia di impaccio alla tua realizzazione umana.
E poi, proprio un istante prima di pubblicare il post, ecco comparire davanti alla finestra della camera tre infermiere del day hospital, venute a salutare, vedere come sto e dirmi che mi aspettano prestissimo giù.. E ti ricordi di nuovo che medici e infermieri, quando hanno cuore grande oltre che competenza, ti sanno "abbracciare" anche attraverso un vetro.
Se ripenso al lungo percorso fatto fino a qui vedo fatiche, sofferenze ma anche una grandissima serenità interiore. Come una consapevolezza che tutto andrà bene, che questa sarà solo la lezione di vita più importante mai affrontata ma che da li saprò liberare la mente, lo spirito e il cuore. Abbiamo fatto un tragitto difficile, io Massimo, papà e tutta questa famiglia allargata bellissima di amici e affetti che mi ha dato forza. Ho vissuto tutto questo percorso in mezzo a medici e infermieri molto umani, vicini, affettuosi con cui mi sono sentita libera di parlare, di sfogarmi, di scherzare e di dire che avevo paura. Sembra quasi ridicolo ma mi sono sentita protetta tra le braccia di tutti, consapevole che tutto questo amore avrebbe portato risultati.
Il percorso al trapianto e' stato travagliato, le attese, le paure di non trovare l'angelo, mi hanno portato ad uno stato di tensione inconscia che forse mascheravo tanto, che dissimulavo nella gioia del risultato... Poi sono entrata in queste stanzette, che sicuramente danno una sensazione strana, difficile da esprimere, ma di isolamento, di gabbia. I giorni di chemio pretrapianto sono andati, bene onestamente, con la mente piena di progetti e aspettative..
Forse non mi sono preparata come avrei dovuto al momento, forse ho sottovalutato la carica emotiva, l'onda di piena che si sarebbe generata nella mia mente e mi sono trovata li agitata, SOLA, sballottata dai farmaci a fare una cosa che per me significa "vita" ma che per loro e' routine.
Come spiegare alle due infermiere che il dire "sono agitata" in realtà nascondeva un terremoto di emozioni. Come spiegare che avrei voluto che stessero li con me, a dirmi tranquilla, e' tutto a posto, ora ti colleghiamo alle macchine ma e' per controllo, a silenziarle appena si fossero messe a urlare perché i battiti o la pressione salivano oltre le soglie.. Come spiegare alla dottoressa che, scientificamente si e' preoccupata del 200 di pressione dal punto di vista fisico e non emotivo che volevo una sorta di abbraccio mentre pensavo, ma va che str...a che sono ora mi viene un ictus proprio prima del trapianto..
Ma siamo fatti strani, la nostra mente e il nostro cuore governano tutto e ci aiutano o ci distruggono, ci fanno guarire o ci abbattono e prostrano senza motivo..
E da li due giorni di prostrazione mentale più che fisica. Come un senso di svuotamento delle energie, una sorta di senso di abbandono.. Che stupida! Proprio ora che il mio nuovo amico sta lavorando per costruirsi casa dentro di me.. Ma pian piano sto ricostruendo la serenità, quel senso di amore e pace che mi ha condotto fino a qui e che domani mi farà tornare a vivere più pienamente che mai.
Una nuova amica, moglie di un compare di sventure, mi ha regalato un bel libro sul senso della guarigione vista da un medico ma non solo da tecnico, molto più da un uomo:
Il mio consiglio e' vivi la tua vita. Dai ascolto alla tua splendida intelligenza interiore. In essa e' contenuto il programma per essere veramente te stesso. In un senso mistico il seme da cui sei cresciuto conteneva il progetto del tuo sviluppo fisico, intellettuale, emotivo e spirituale. Lascia che questo evento si realizzi pienamente; cresci e fiorisci. Fa che la gioia ti guidi e sii ciò che vuoi essere. Non perdere di vista te stesso per inseguire la chimera del successo, essa e' come una scala appoggiata ad una fragile parete. Non permettere che l'età sia di impaccio alla tua realizzazione umana.
E poi, proprio un istante prima di pubblicare il post, ecco comparire davanti alla finestra della camera tre infermiere del day hospital, venute a salutare, vedere come sto e dirmi che mi aspettano prestissimo giù.. E ti ricordi di nuovo che medici e infermieri, quando hanno cuore grande oltre che competenza, ti sanno "abbracciare" anche attraverso un vetro.
domenica 3 giugno 2012
Bollettino dei naviganti
Il matrimonio d'amore tra me il mio tedeschino e' partito.. Da parte mia con la vitalità di un'ameba drogata ma confido molto nelle forze di invasione teutoniche.
Quindi scusate i deliri verbali e la pochissima energia ma sono proprio fiacca anche se tutto sommato sto benino..
Già so che i prossimi quindici giorni saranno quelli più faticosi per cui abbiate pazienza se sarò meno loquace del solito (e qui qualcuno potrebbe anche gioire) e se sarà faticoso anche rispondere agli sms...
Quindi scusate i deliri verbali e la pochissima energia ma sono proprio fiacca anche se tutto sommato sto benino..
Già so che i prossimi quindici giorni saranno quelli più faticosi per cui abbiate pazienza se sarò meno loquace del solito (e qui qualcuno potrebbe anche gioire) e se sarà faticoso anche rispondere agli sms...
sabato 2 giugno 2012
Il giorno zero e' iniziato
Amici, grazie per l'onda di amore che ho sentito ieri e oggi.. E' stata dura perché ero troppo agitata, emozionata, spaventata, scossa, e sciocca forse e mi sono saltati tutti i parametri...
Cosa fa la testa a volte.. Pressione oltre 200 32 battiti cardiaci e la testa che scoppiava come se arrivasse un ictus... Tutto panico in realtà..
Ora sono tranquilla, stanca, felice e vi abbraccio e faccio la nanna..
Le celluline del mio fratello di midollo ora devono girare libere e trovare la loro casa dentro di me e costruire il loro bel villaggio fiorito, pieno di gerani ai balconi e aria fresca e amicizia con la mia italianità..
Cosa fa la testa a volte.. Pressione oltre 200 32 battiti cardiaci e la testa che scoppiava come se arrivasse un ictus... Tutto panico in realtà..
Ora sono tranquilla, stanca, felice e vi abbraccio e faccio la nanna..
Le celluline del mio fratello di midollo ora devono girare libere e trovare la loro casa dentro di me e costruire il loro bel villaggio fiorito, pieno di gerani ai balconi e aria fresca e amicizia con la mia italianità..
venerdì 1 giugno 2012
Un emozione infinita sulla pelle e nel cuore
So che può sembrare sciocco, un po' infantile ma io e Massimo abbiamo privato un'emozione indescrivibile, così forte da farti sentire tramortito e senza fiato.
Ero qui, nella solita stanzetta, tranquilla e serena dopo una giornata intensa di visite e saluti..
Arriva Giuseppe, uno degli infermieri, con una borsa di bicchieri di plastica (bene primario per una igiene orale fatta di acqua sterile, bicarbonato, spazzolini mono uso, e collutori vari) e in contemporanea chiama Max e mi urla " vai alla finestra!".. Lui era fuori, in attesa di entrare ed era arrivata una ragazza straniera, vestita in divisa da corriere, con un midollo from German! Sono corsa alla mia finestrella e vedo passare questa ragazza, con una piccola borsa frigo e dentro c'era lui..
Lo so, e' stupido, avrebbero potuto esserci dentro dei tramezzini, ma mi e' venuta la pelle d'oca, le lacrime agli occhi e un senso di gioia che non so esprimere..
Grazie!
Ero qui, nella solita stanzetta, tranquilla e serena dopo una giornata intensa di visite e saluti..
Arriva Giuseppe, uno degli infermieri, con una borsa di bicchieri di plastica (bene primario per una igiene orale fatta di acqua sterile, bicarbonato, spazzolini mono uso, e collutori vari) e in contemporanea chiama Max e mi urla " vai alla finestra!".. Lui era fuori, in attesa di entrare ed era arrivata una ragazza straniera, vestita in divisa da corriere, con un midollo from German! Sono corsa alla mia finestrella e vedo passare questa ragazza, con una piccola borsa frigo e dentro c'era lui..
Lo so, e' stupido, avrebbero potuto esserci dentro dei tramezzini, ma mi e' venuta la pelle d'oca, le lacrime agli occhi e un senso di gioia che non so esprimere..
Grazie!
giovedì 31 maggio 2012
E' sera ed i pensieri, dopo tante chiacchere con le mie amiche, fluiscono
E' stata una giornata lunga, piena di visite, parole di affetto e qualche chiarimento.. Tutto procede e domani sarà meno 1!!! Il mio tedesco spero sia a casa a riposare, felice di aver fatto un grande regalo, di valore inestimabile.. Spero sia circondato dai suoi cari, che si senta un po' orgoglioso e che viva una bella vita..
Io ho tanto riflettuto su come questi mesi mi hanno cambiata, sono più forte, serena, aperta al mondo ed agli affetti.. Non sono mai stata convinta di essere generosa, anzi, un pochino egoista ma quello che ricevo mi dice che in fondo, in modo inconscio ho saputo dare qualcosa. . E ancora di più questo diventa un bisogno naturale.. Un modo positivo di vivere il mio quotidiano, di gioire di un sorriso dato ad una ragazza di passaggio qui nel corridoio, di un messaggio dolce a chi sta poco bene, di rassicurare un amica che fa fatica ad accettare me, le mie reazioni, il fatto che io neghi di avere una nube nera sempre sopra di me (ho cercato di spiegare che credo di essere molto consapevole di cosa sto vivendo, di cosa potrà succedere nel bene e forse, speriamo mai, anche nel male. Ma che se vivessi solo attanagliata da questo più che una nube nera vivrei con la Morte Nera di Guerre Stellari)
Sono pronta, serena e positiva e godo di ogni giorno sapendo che domani ci potrà essere una nuova difficoltà ma che oggi e' andato tutto abbastanza bene.
La notte e' calda, io sembro sempre un gavettone e via di diuretico, la faccia e' da luna piena e il colorito non e' dei più luminosi ma... Quando una e' bella dentro!!
Stasera niente ricette.. Ci vorrebbe più una bella tisana (diuretica mi raccomando) con il miele e un biscottino coccola..
Mi scrivete in tanti, chi sul blog, chi fuori, chi mi telefona, chi mi pensa e basta... Pensate pero', prima della nanna, a cosa avete di bello vicino a voi, piccolo o grande e abbracciatelo forte forte..
Io ho tanto riflettuto su come questi mesi mi hanno cambiata, sono più forte, serena, aperta al mondo ed agli affetti.. Non sono mai stata convinta di essere generosa, anzi, un pochino egoista ma quello che ricevo mi dice che in fondo, in modo inconscio ho saputo dare qualcosa. . E ancora di più questo diventa un bisogno naturale.. Un modo positivo di vivere il mio quotidiano, di gioire di un sorriso dato ad una ragazza di passaggio qui nel corridoio, di un messaggio dolce a chi sta poco bene, di rassicurare un amica che fa fatica ad accettare me, le mie reazioni, il fatto che io neghi di avere una nube nera sempre sopra di me (ho cercato di spiegare che credo di essere molto consapevole di cosa sto vivendo, di cosa potrà succedere nel bene e forse, speriamo mai, anche nel male. Ma che se vivessi solo attanagliata da questo più che una nube nera vivrei con la Morte Nera di Guerre Stellari)
Sono pronta, serena e positiva e godo di ogni giorno sapendo che domani ci potrà essere una nuova difficoltà ma che oggi e' andato tutto abbastanza bene.
La notte e' calda, io sembro sempre un gavettone e via di diuretico, la faccia e' da luna piena e il colorito non e' dei più luminosi ma... Quando una e' bella dentro!!
Stasera niente ricette.. Ci vorrebbe più una bella tisana (diuretica mi raccomando) con il miele e un biscottino coccola..
Mi scrivete in tanti, chi sul blog, chi fuori, chi mi telefona, chi mi pensa e basta... Pensate pero', prima della nanna, a cosa avete di bello vicino a voi, piccolo o grande e abbracciatelo forte forte..
mercoledì 30 maggio 2012
Da "il segreto e' la vita" di Alessandro cevenini
Oggi penso di essermi fatta del male. Ma non ho saputo resistere e voglio raccontarvi questa storia.
Per chi si trova a combattere con una malattia bastarda come la leucemia ci possono essere tanti modi per informarsi. Tanti sono molto scientifici ed ostici per i più, ma alcuni aiutano subito a capire meglio. Beat leukemia e' esattamente questo. Il sogno di un ragazzo per creare conoscenza e facilitare la comunicazione tra chi vive questa brutta esperienza.
Alessandro Cevenini si e' ammalato di leucemia MIELOIDE acuta nel 2007 e da allora ha deciso di combatterla facendo informazione semplice, chiara e dettagliata. Ha creato un gruppo facebook e poi un sito in più lingue. La sua storia non e' andata bene ma ha combattuto sempre con il sorriso, l'empatia, la battuta e la voglia di vivere con gioia ogni cosa. Dalla sua esperienza ne e' uscito un libro edito da Piemme, un po' tosto ma che esprime quello che si vive qui. La cosa piu importante non e' la malattia ma la forza e la voglia di vivere e di fare e il gruppo fantastico di medici e infermieri che ti supporta ogni giorno in questa battaglia.
Scriveva: La differenza tra le cose difficili e le cose impossibili sta nel fatto che per quelle considerate impossibili ci vuole solo più tempo, più impegno.... E fede
Per chi si trova a combattere con una malattia bastarda come la leucemia ci possono essere tanti modi per informarsi. Tanti sono molto scientifici ed ostici per i più, ma alcuni aiutano subito a capire meglio. Beat leukemia e' esattamente questo. Il sogno di un ragazzo per creare conoscenza e facilitare la comunicazione tra chi vive questa brutta esperienza.
Alessandro Cevenini si e' ammalato di leucemia MIELOIDE acuta nel 2007 e da allora ha deciso di combatterla facendo informazione semplice, chiara e dettagliata. Ha creato un gruppo facebook e poi un sito in più lingue. La sua storia non e' andata bene ma ha combattuto sempre con il sorriso, l'empatia, la battuta e la voglia di vivere con gioia ogni cosa. Dalla sua esperienza ne e' uscito un libro edito da Piemme, un po' tosto ma che esprime quello che si vive qui. La cosa piu importante non e' la malattia ma la forza e la voglia di vivere e di fare e il gruppo fantastico di medici e infermieri che ti supporta ogni giorno in questa battaglia.
Scriveva: La differenza tra le cose difficili e le cose impossibili sta nel fatto che per quelle considerate impossibili ci vuole solo più tempo, più impegno.... E fede
E grazie dolce tedesco...
Oggi lui si sarà avviato al suo centro trasfusionale per procedere alla raccolta delle staminali. Chissà cosa prova.. sarà sicuramente un po' agitato ed emozionato e, anche se non vorrà farlo vedere come tutti i ragazzoni teutonici, forse avrà anche un po' FIFA.. Ti penserò tutto il giorno...
Meno quattro e inizia ad essere più tosta...
Innanzitutto una premessa: tutto procede come deve e nella norma ma questo non significa sentirsi al meglio di se. Ieri ho iniziato il delizioso siero del coniglio che dal nome, da quelle orecchiette morbide e pelose, sembra assolutamente innocuo ed invece e' infido! Ti si gonfia la faccia, il colorito diventa grigio verde, ti viene la nausea, gira la testa, febbrone alto e sei completamente, ma completamente rimbambita. Già Max dice che mi sono rimasti pochi neuroni.. Speriamo bene..
E poi, per tranquillizzarmi ieri sera mi hanno detto che la dose di ieri era di partenza e quindi più leggera... Chiedo clemenza a chi mi verra' a trovare nell'acquario se la conversazione non sarà a livelli adeguati. E poi, per non farci mancare nulla, oggi iniziamo anche con la ciclofosfamide, un altro bel chemioterapico su cui si narrano gesta mirabili.
Nel frattempo, seduta alla mia scrivania di fronte alla finestra con le fatine attaccate dalle mie amiche sul vetro, sto riflettendo che tutto sommato la vita della portinaia ha il suo perché. Son qui e siccome conosco ormai un milione di dottori ho un discreto passaggio di saluti tra medici, infermieri, operatrici sanitarie che arrivano a salutarmi dal trasfusionale, dal reparto di ematologia che mi ha vista così a lungo protagonista, dal day hospital.. Poi suor Candida, don Piero, Barbara, la moglie deliziosa di un signore ricoverato in un altra stanzetta.. Questa mattina poi che bella sorpresa, di fronte alla mia tendina e' comparso Massimo, con il suo sorriso dolce e pieno di amore (ed io ero veramente un cesso! Uffa)
E comunque, alla faccia del coniglio, ecco la ricettina di una rollata deliziosa mangiata all'agriturismo il Fiordaliso di azzano per il mio compleanno.
rollata di coniglio con farcitura prosciutto e pancetta
Abbondante fino chiesto selvatico e qualche rametto di rosmarino
olio evo
aceto balsamico
sale integrale
insalatina mista
Cuocere la rolata (gia disossata) di coniglio il giorno precedente in un ampio tegame con aglio e olio. Rosolare bene e cuocere a 180 gr per circa due ore o meno a seconda della dimensione (conviene sempre chiedere al macellaio che, quando ve lo disossa di solito e' anche ben disposto a dare consigli di cottura) Lasciar raffreddaresotto un peso almeno una notte in frigo.
Al momento di servire affettare sottilmente la rolata, meglio a macchina se il macellaio e' sempre compiacente e adagiare sul piatto. Al centro disporre le foglioline di insalata mista, ovvero lattughino, foglie di spinacio, rucola, cerfoglio, condita leggermente con un buon olio ed un filo di aceto balsamico.
E poi, per tranquillizzarmi ieri sera mi hanno detto che la dose di ieri era di partenza e quindi più leggera... Chiedo clemenza a chi mi verra' a trovare nell'acquario se la conversazione non sarà a livelli adeguati. E poi, per non farci mancare nulla, oggi iniziamo anche con la ciclofosfamide, un altro bel chemioterapico su cui si narrano gesta mirabili.
Nel frattempo, seduta alla mia scrivania di fronte alla finestra con le fatine attaccate dalle mie amiche sul vetro, sto riflettendo che tutto sommato la vita della portinaia ha il suo perché. Son qui e siccome conosco ormai un milione di dottori ho un discreto passaggio di saluti tra medici, infermieri, operatrici sanitarie che arrivano a salutarmi dal trasfusionale, dal reparto di ematologia che mi ha vista così a lungo protagonista, dal day hospital.. Poi suor Candida, don Piero, Barbara, la moglie deliziosa di un signore ricoverato in un altra stanzetta.. Questa mattina poi che bella sorpresa, di fronte alla mia tendina e' comparso Massimo, con il suo sorriso dolce e pieno di amore (ed io ero veramente un cesso! Uffa)
E comunque, alla faccia del coniglio, ecco la ricettina di una rollata deliziosa mangiata all'agriturismo il Fiordaliso di azzano per il mio compleanno.
rollata di coniglio con farcitura prosciutto e pancetta
Abbondante fino chiesto selvatico e qualche rametto di rosmarino
olio evo
aceto balsamico
sale integrale
insalatina mista
Cuocere la rolata (gia disossata) di coniglio il giorno precedente in un ampio tegame con aglio e olio. Rosolare bene e cuocere a 180 gr per circa due ore o meno a seconda della dimensione (conviene sempre chiedere al macellaio che, quando ve lo disossa di solito e' anche ben disposto a dare consigli di cottura) Lasciar raffreddaresotto un peso almeno una notte in frigo.
Al momento di servire affettare sottilmente la rolata, meglio a macchina se il macellaio e' sempre compiacente e adagiare sul piatto. Al centro disporre le foglioline di insalata mista, ovvero lattughino, foglie di spinacio, rucola, cerfoglio, condita leggermente con un buon olio ed un filo di aceto balsamico.
domenica 27 maggio 2012
E siamo già a meno sei...
Questi primi giorni di chemio trascorrono tranquilli, pochi effetti collaterali nel breve (ma come sempre per rassicurarti ti dicono che arriveranno dopo) e tempo per me, per pensare, leggere, scrivere e parlare con le amiche, con papa', la zia e, finalmente dopo due giorni, rivedere Massimo.. E ieri anche avere notizie dei miele amatissimi toponi... Cme mi mancano i due pelosi biondi...
Oggi e' domenica, dal mio acquario vedo qualche albero ed una luce grigia e penso a come trascorrere la giornata. Voglio approfittare delle giornate buone per fare tante cose (e vi chiederete come date le dimensioni decisamente risicate della stanza e i limiti fisici indotti dall'essere legata a un palo appeso al soffitto) ma con la fantasia si può volare ovunque e sto pensando a tante cose belle da organizzare e, come da sempre dice la mia amica Milena, con le domande del giornalista schedulo tutto in vari step...
Chi, come, quando perché e dove..
Ogni progetto della nostra vita dovrebbe legarsi a questi quesiti..
Il chi e' fondamentale: questa esperienza di vita mi ha legato a persone impensate e allontanato terribilmente da chi mai avrei pensato mi avrebbe lasciata sola. Sono forse luoghi comuni ma e' profondamente vero che la difficoltà rafforza i legami. E quindi, in ogni progetto futuro, diventa fondamentale decidere con attenzione chi coinvolgere..
Stessa importanza riveste il come: ho alcuni progetti per il mio domani (se, come sono certa, ci sarà) e mi legano fortemente alla mia mamma, a papà e ai miei cari. Progetti che spero, nel loro piccolo, possano dare piccoli aiuti ed in cui avrò bisogno di nuovo del chi, di chi crederà che possa avere un senso farlo..
Quando: bella domanda questa? Dipenderà da tante cose ma soprattutto da come starò. Ma spero nel breve..
Perché: perché dopo una vita di sano egoismo in cui pensi che le cose brutte capitano al di fuori della tua cerchia, dopo una vita in cui pensi che ci penserà qualcun altro, ti rendi conto che puoi fare qualcosa. Vengo da una famiglia che da sempre, anche quando era piena di debiti in gioventù, ha sempre creduto di poter fare e dare qualcosa. Cosa mi spaventa? Mirare al meglio gli aiuti, essere all'all'altezza insieme a coloro che mi aiuteranno nel canalizzare le energie e le risorse e fare qualcosa di vero.
Il dove nemmeno a dirlo, sono caduta in un mondo così speciale, in cui l'attenzione, la professionalità, il sorriso, la competenza e la passione cozzano con le difficoltà della sanità italiana. Chi può, pur nel suo piccolo, dovrebbe pensare di aiutare chi vive queste esperienze a stare meglio..
Oggi e' domenica, dal mio acquario vedo qualche albero ed una luce grigia e penso a come trascorrere la giornata. Voglio approfittare delle giornate buone per fare tante cose (e vi chiederete come date le dimensioni decisamente risicate della stanza e i limiti fisici indotti dall'essere legata a un palo appeso al soffitto) ma con la fantasia si può volare ovunque e sto pensando a tante cose belle da organizzare e, come da sempre dice la mia amica Milena, con le domande del giornalista schedulo tutto in vari step...
Chi, come, quando perché e dove..
Ogni progetto della nostra vita dovrebbe legarsi a questi quesiti..
Il chi e' fondamentale: questa esperienza di vita mi ha legato a persone impensate e allontanato terribilmente da chi mai avrei pensato mi avrebbe lasciata sola. Sono forse luoghi comuni ma e' profondamente vero che la difficoltà rafforza i legami. E quindi, in ogni progetto futuro, diventa fondamentale decidere con attenzione chi coinvolgere..
Stessa importanza riveste il come: ho alcuni progetti per il mio domani (se, come sono certa, ci sarà) e mi legano fortemente alla mia mamma, a papà e ai miei cari. Progetti che spero, nel loro piccolo, possano dare piccoli aiuti ed in cui avrò bisogno di nuovo del chi, di chi crederà che possa avere un senso farlo..
Quando: bella domanda questa? Dipenderà da tante cose ma soprattutto da come starò. Ma spero nel breve..
Perché: perché dopo una vita di sano egoismo in cui pensi che le cose brutte capitano al di fuori della tua cerchia, dopo una vita in cui pensi che ci penserà qualcun altro, ti rendi conto che puoi fare qualcosa. Vengo da una famiglia che da sempre, anche quando era piena di debiti in gioventù, ha sempre creduto di poter fare e dare qualcosa. Cosa mi spaventa? Mirare al meglio gli aiuti, essere all'all'altezza insieme a coloro che mi aiuteranno nel canalizzare le energie e le risorse e fare qualcosa di vero.
Il dove nemmeno a dirlo, sono caduta in un mondo così speciale, in cui l'attenzione, la professionalità, il sorriso, la competenza e la passione cozzano con le difficoltà della sanità italiana. Chi può, pur nel suo piccolo, dovrebbe pensare di aiutare chi vive queste esperienze a stare meglio..
venerdì 25 maggio 2012
Meno otto
Ebbene si, mi trovo a fare il conto alla rovescia come in quelle mille occasioni in cui attendiamo un evento e misuriamo il tempo che ci separa..
Il countdown di fine anno, quando aspetti la mezzanotte come se possa cambiare qualcosa nel primo secondo del nuovo anno,
i giorni che separavano i miei coetanei maschi e chi prima di loro durante il servizio militare per poter tornare da mamme e fidanzate,
i giorni finali a scuola, in attesa di pagelle e vacanze al mare e piste per le biglie nella sabbia e gite in bicicletta (almeno così era per me),
i giorni che ci separano, al lavoro, dalla consegna di una scadenza o di una gara e che vivi con l'impressione che la tua vita possa finire li (che esagerazione a pensarci ora),
I giorni che ci separano da un compleanno in più (e quest'anno son 41,per fortuna, dato che i 40 non li dimenticherò mai più)
ma questo e' il conto alla rovescia più sconvolgente della mia vita.
Una innocua, almeno all' apparenza, sacca di materiale rosa giallino farà entrare nel mio corpo una via di salvezza ma, come sempre, la strada per la salvezza e' ancora costellata di insidie.. Proprio come in ogni attimo della vita un grande, grandissimo evento ci riempie di una gioia immensa ma ci fa iniziare una nuova sfida ignota ed emozionante anche se un "po'" paurosa..
Comunque le pareti della stanza sono in materiale melaninico e io non posso assolutamente incidere le tacche del percorso!
Oggi comunque tutto bene.. Visite di amiche attraverso il vetro, chiacchere con suor candida, Don Piero, le dottoresse, le infermiere la moglie deliziosa di un signore ricoverato poco più avanti, telefonae e le solite carriole di pastiglie e flebo di cui non ho nessun controllo. (per una fissata del monitoraggio questo e' un vero atto di fiducia nei confronti della loro grande professionalità). Nel frattempo, in onore del mio amico immaginario tedesco procedo nel pubblicare ricettina tedesca sperando che le mie fonti non lo facciano inorridire. Ps questa arriva da un blog carino Di nome a cup of tea. Ps vorrei scrivergli per ringraziarlo ma e' difficile trovare le parole (ed ancora di più tradurle.. Ma forse so a chi chiedere aiuto...)
I Bretzel
una bustina di lievito secco
450 gr farina
2,8 dl acqua
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
4 cucchiai di bicarbonato
La prima cosa da fare è preparare una pastella fluida, da lasciar lievitare una ventina di minuti, a base di acqua, lievito, 200 gr di farina e lo zucchero
Trascorso il tempo indicato, aggiungere la rimanente farina ed il sale, impastare e proseguire la lievitazione per un'altra ora.
Dividere la pasta in 8 pezzi e lavorarla fino ad ottenere un filoncino di pasta di circa 40 cm...procedere dando la forma desiderata e bisogna fare una specie di ovale, dopo di che incrociare le due estremità del filoncino ed "attaccarle" sul bordo dell'ovale.
Nel frattempo scaldare due litri d'acqua con 4 cucchiai rasi di bicarbonato...una volta bollente immergervi i Bretzel e cuocerli circa 50 secondi, scolarli con la schiumarola e adagiarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con qualche granello di sale grosso ed infornare a 200° per un quarto d'ora circa.
Il countdown di fine anno, quando aspetti la mezzanotte come se possa cambiare qualcosa nel primo secondo del nuovo anno,
i giorni che separavano i miei coetanei maschi e chi prima di loro durante il servizio militare per poter tornare da mamme e fidanzate,
i giorni finali a scuola, in attesa di pagelle e vacanze al mare e piste per le biglie nella sabbia e gite in bicicletta (almeno così era per me),
i giorni che ci separano, al lavoro, dalla consegna di una scadenza o di una gara e che vivi con l'impressione che la tua vita possa finire li (che esagerazione a pensarci ora),
I giorni che ci separano da un compleanno in più (e quest'anno son 41,per fortuna, dato che i 40 non li dimenticherò mai più)
ma questo e' il conto alla rovescia più sconvolgente della mia vita.
Una innocua, almeno all' apparenza, sacca di materiale rosa giallino farà entrare nel mio corpo una via di salvezza ma, come sempre, la strada per la salvezza e' ancora costellata di insidie.. Proprio come in ogni attimo della vita un grande, grandissimo evento ci riempie di una gioia immensa ma ci fa iniziare una nuova sfida ignota ed emozionante anche se un "po'" paurosa..
Comunque le pareti della stanza sono in materiale melaninico e io non posso assolutamente incidere le tacche del percorso!
Oggi comunque tutto bene.. Visite di amiche attraverso il vetro, chiacchere con suor candida, Don Piero, le dottoresse, le infermiere la moglie deliziosa di un signore ricoverato poco più avanti, telefonae e le solite carriole di pastiglie e flebo di cui non ho nessun controllo. (per una fissata del monitoraggio questo e' un vero atto di fiducia nei confronti della loro grande professionalità). Nel frattempo, in onore del mio amico immaginario tedesco procedo nel pubblicare ricettina tedesca sperando che le mie fonti non lo facciano inorridire. Ps questa arriva da un blog carino Di nome a cup of tea. Ps vorrei scrivergli per ringraziarlo ma e' difficile trovare le parole (ed ancora di più tradurle.. Ma forse so a chi chiedere aiuto...)
I Bretzel
una bustina di lievito secco
450 gr farina
2,8 dl acqua
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
4 cucchiai di bicarbonato
La prima cosa da fare è preparare una pastella fluida, da lasciar lievitare una ventina di minuti, a base di acqua, lievito, 200 gr di farina e lo zucchero
Trascorso il tempo indicato, aggiungere la rimanente farina ed il sale, impastare e proseguire la lievitazione per un'altra ora.
Dividere la pasta in 8 pezzi e lavorarla fino ad ottenere un filoncino di pasta di circa 40 cm...procedere dando la forma desiderata e bisogna fare una specie di ovale, dopo di che incrociare le due estremità del filoncino ed "attaccarle" sul bordo dell'ovale.
Nel frattempo scaldare due litri d'acqua con 4 cucchiai rasi di bicarbonato...una volta bollente immergervi i Bretzel e cuocerli circa 50 secondi, scolarli con la schiumarola e adagiarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con qualche granello di sale grosso ed infornare a 200° per un quarto d'ora circa.
giovedì 24 maggio 2012
Meno nove
Dopo una giornata di ambientamento oggi mi sento bene e pronta ad andare avanti... Ho fatto la prima chemio ed ora sono in corso con la seconda.. Evvai ne mancano solo 14... Poi due giorni di tregua e altro farmaco.. Ho preso cinque pastiglie, e, in vena, un protettore gastrico, uno vaginale, uno neurale uno anti spastico e chi più ne più ne metta.. Mi sono spalmata cremina anti fungina in tutte le pieghe della pelle, ginocchia, ascelle, inguine, dita delle mani (ma lo sanno sti funghetti che io mi lavo tutti i giorni e che non devono rompere le scatole?)
E poi mi arrotolo come un salame al filo del catetere che questa volta non e' agganciato al palo "fidanzato" con le ruote ma, tipo cane alla catena, scorre sospeso su una guida a soffitto..
La faccenda del vetro e' anche divertente, vedi la gente che passa, ti salutano e ti senti un po' come la modella che tanti anni fa Fiorucci aveva messo in vetrina...
Ed infatti sfoggio un bel pigiamino a righe rosa Del Selletto molto chic.. Scusate la bieca pubblicità ma e' una amica di una mia amica ed in effetti fa cose molto carine. ecco il sito www.delselletto.it
Penso sempre al mio amico tedesco che sta facendo spero scrupolosamente le punturine di fattore di crescita in attesa di raccogliere le sue bellissime teutoniche cellule staminali, chissà cosa prova e cosa gli hanno detto di me.. Prossime vacanze: Foresta nera! Glie lo devo come minimo...
Ed, in onore del mio angioletto in terra e di quello in cielo (era la sua torta preferita, alla faccia del colesterolo) ecco una ricetto DOC tedesca:
La Schwarzwalder kirsch torte (Mannaggia che lingua difficile! In fondo e una torta cioccolato ciliegie e panna)
PREPARAZIONE: 45 minuti
COTTURA: 45 minuti circa
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
• 4 uova
• 175 g di zucchero semolato
• 100 g di farina tipo 00
• 25 g di cacao amaro in polvere
• 450 g di ciliegie fresche
• 5 dl di panna fresca
• 50 g di zucchero a velo
• 1 bicchierino di kirsch
• 50 g di cioccolato fondente in scaglie
• 10 ciliegie sciroppate
• burro per lo stampo
• farina per lo stampo
PREPARAZIONE
Setacciate insieme la farina e il cacao. Sgusciate le uova in una terrina, sbattetele leggermente con una forchetta e montatele insieme con 125 g di zucchero semolato finché risulteranno gonfie e spumose. Incorporate alla crema ottenuta la farina mescolata al cacao. Imburrate e infarinate uno stampo di 22-24 cm di diametro e versatevi il composto, livellandone la superficie con una spatola. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti. Sformate il dolce e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la composta di ciliegie: snocciolatele e fatele cuocere per circa 15 minuti in uno sciroppo preparato con tre cucchiai di acqua e lo zucchero rimasto. Prelevatele con un mestolo forato e trasferitele in una terrina; fate addensare il fondo di cottura a fuoco vivo e versatelo sulle ciliegie. Lasciate raffreddare.
Montate la panna con lo zucchero a velo e aromatizzatela con il kirsch. Tagliate la torta in tre dischi e disponete il primo sul piatto da portata; spalmatevi sopra la composta di ciliegie, ricoprite con un quarto della panna montata e appoggiate sopra il secondo disco. Ricoprite anch’esso con la panna montata e chiudete con il terzo disco. Cospargete la torta con la panna montata, distribuendola anche sui bordi, e guarnite tutto intorno al bordo con il cioccolato in scaglie. Decorate con ciuffetti di panna montata sui quali adagerete le ciliegie sciroppate.
E, miracolo della tecnologia sono finalmente riuscita a pubblicare anche una foto!! Impresa impossibile finora d oggi...
E poi mi arrotolo come un salame al filo del catetere che questa volta non e' agganciato al palo "fidanzato" con le ruote ma, tipo cane alla catena, scorre sospeso su una guida a soffitto..
La faccenda del vetro e' anche divertente, vedi la gente che passa, ti salutano e ti senti un po' come la modella che tanti anni fa Fiorucci aveva messo in vetrina...
Ed infatti sfoggio un bel pigiamino a righe rosa Del Selletto molto chic.. Scusate la bieca pubblicità ma e' una amica di una mia amica ed in effetti fa cose molto carine. ecco il sito www.delselletto.it
Penso sempre al mio amico tedesco che sta facendo spero scrupolosamente le punturine di fattore di crescita in attesa di raccogliere le sue bellissime teutoniche cellule staminali, chissà cosa prova e cosa gli hanno detto di me.. Prossime vacanze: Foresta nera! Glie lo devo come minimo...
Ed, in onore del mio angioletto in terra e di quello in cielo (era la sua torta preferita, alla faccia del colesterolo) ecco una ricetto DOC tedesca:
La Schwarzwalder kirsch torte (Mannaggia che lingua difficile! In fondo e una torta cioccolato ciliegie e panna)
PREPARAZIONE: 45 minuti
COTTURA: 45 minuti circa
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
• 4 uova
• 175 g di zucchero semolato
• 100 g di farina tipo 00
• 25 g di cacao amaro in polvere
• 450 g di ciliegie fresche
• 5 dl di panna fresca
• 50 g di zucchero a velo
• 1 bicchierino di kirsch
• 50 g di cioccolato fondente in scaglie
• 10 ciliegie sciroppate
• burro per lo stampo
• farina per lo stampo
PREPARAZIONE
Setacciate insieme la farina e il cacao. Sgusciate le uova in una terrina, sbattetele leggermente con una forchetta e montatele insieme con 125 g di zucchero semolato finché risulteranno gonfie e spumose. Incorporate alla crema ottenuta la farina mescolata al cacao. Imburrate e infarinate uno stampo di 22-24 cm di diametro e versatevi il composto, livellandone la superficie con una spatola. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti. Sformate il dolce e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la composta di ciliegie: snocciolatele e fatele cuocere per circa 15 minuti in uno sciroppo preparato con tre cucchiai di acqua e lo zucchero rimasto. Prelevatele con un mestolo forato e trasferitele in una terrina; fate addensare il fondo di cottura a fuoco vivo e versatelo sulle ciliegie. Lasciate raffreddare.
Montate la panna con lo zucchero a velo e aromatizzatela con il kirsch. Tagliate la torta in tre dischi e disponete il primo sul piatto da portata; spalmatevi sopra la composta di ciliegie, ricoprite con un quarto della panna montata e appoggiate sopra il secondo disco. Ricoprite anch’esso con la panna montata e chiudete con il terzo disco. Cospargete la torta con la panna montata, distribuendola anche sui bordi, e guarnite tutto intorno al bordo con il cioccolato in scaglie. Decorate con ciuffetti di panna montata sui quali adagerete le ciliegie sciroppate.
E, miracolo della tecnologia sono finalmente riuscita a pubblicare anche una foto!! Impresa impossibile finora d oggi...
mercoledì 23 maggio 2012
Dopo tanti giorni di silenzio stampa eccomi di nuovo in pista...
Eccomi qui! Sono passati tanti giorni in cui non me la sentivo di scrivere nulla. La paura che le cose non andassero bene mi bloccava e mi sentivo un criceto nella ruota che gira senza meta. Piccoli dolori, disturbi strani, le piastrine in caduta libera e, soprattutto l'ansia che il donatore avesse problemi. Sapevo di avere altre chance ma mi sembravano più complesse per tanti motivi...
E poi, come nei migliori film, tutto si e' risolto in un evoluzione rapida di eventi.. E ora siamo qui!
Ieri, dopo un weekend in campagna con questa nuvola di tensione palpabile sulla testa, e'arrivata l'idoneita del donatore,il mio angelo tedesco.
Evvai, come non pensare che in tutto quello che e'successo non ci sia lo zampino di mia mamma? E'sempre stata fissata con la Germania, con il tedesco, si era rimessa a studiarlo e, come dice mia zia, ogni tanto iniziava ad abbaiare in tedesco e non la capiva nessuno...
E da lassù avrà detto, non voglio che sia Giancarlo, troppo stressante, e men che meno un americano (non le son mai piaciuti), ma assolutamente un tedesco.. E ha "lavorato" perché andasse così (pazienza se io ho vissuto al cardiopalma per settimane!!)
Ora sono in questa stanzetta con il vetro affacciato sul corridoio e penso che tra dieci giorni, il 2 giugno, sarò, e non solo in senso figurato, una persona nuova...
Ogni piccolo passo che mi condurrà li sarà un viaggio. Una meta ma anche una partenza..
Il viaggio di avvicinamento e' iniziato questa mattina: ore 7,30, carichi come sherpa, arriviamo in reparto.. Ricomincia la trafila per Massimo, soprascarpe, cuffietta, camice etc e illustrazione dell'organizzazione del reparto.. Poi prelievi vari e trasfusione di piastrine in contemporanea al lungo colloquio informativo con il medico (ossia il solito aggiornamento su tutte le tragedie che potrebbero capitare). C'e stato un solo problema, prima delle piastrine devo premedicare con l'antistaminico. Mentre lui parlava la mia battaglia non e' stata per non cedere alla paura ma per evitare di addormentarmi! Accidenti quanta sonnolenza mi da'! Vabbe, avrà pensato: " che tipo tosta, non ha nemmeno un cedimento di fronte alle cose che le dico"....
Questa notte si inizia l'idratazione e domani alla sei si inizia con la chemio....
Ps sul culinario oggi non mi esprimo. Sono tornata nelle braccia della mensa ospedaliera, gestita da una società che conosco bene da tanti anni (così come molti che mi leggono) e preferisco non commentare la pasta scontatissima, la bistecca di legno e le mele cotte di gomma...
Ps meno male che ho mangiato chili di frutta e verdura cruda in questo periodo... Qui non si può mangiare nemmeno quella fresca sbucciata!
E poi, come nei migliori film, tutto si e' risolto in un evoluzione rapida di eventi.. E ora siamo qui!
Ieri, dopo un weekend in campagna con questa nuvola di tensione palpabile sulla testa, e'arrivata l'idoneita del donatore,il mio angelo tedesco.
Evvai, come non pensare che in tutto quello che e'successo non ci sia lo zampino di mia mamma? E'sempre stata fissata con la Germania, con il tedesco, si era rimessa a studiarlo e, come dice mia zia, ogni tanto iniziava ad abbaiare in tedesco e non la capiva nessuno...
E da lassù avrà detto, non voglio che sia Giancarlo, troppo stressante, e men che meno un americano (non le son mai piaciuti), ma assolutamente un tedesco.. E ha "lavorato" perché andasse così (pazienza se io ho vissuto al cardiopalma per settimane!!)
Ora sono in questa stanzetta con il vetro affacciato sul corridoio e penso che tra dieci giorni, il 2 giugno, sarò, e non solo in senso figurato, una persona nuova...
Ogni piccolo passo che mi condurrà li sarà un viaggio. Una meta ma anche una partenza..
Il viaggio di avvicinamento e' iniziato questa mattina: ore 7,30, carichi come sherpa, arriviamo in reparto.. Ricomincia la trafila per Massimo, soprascarpe, cuffietta, camice etc e illustrazione dell'organizzazione del reparto.. Poi prelievi vari e trasfusione di piastrine in contemporanea al lungo colloquio informativo con il medico (ossia il solito aggiornamento su tutte le tragedie che potrebbero capitare). C'e stato un solo problema, prima delle piastrine devo premedicare con l'antistaminico. Mentre lui parlava la mia battaglia non e' stata per non cedere alla paura ma per evitare di addormentarmi! Accidenti quanta sonnolenza mi da'! Vabbe, avrà pensato: " che tipo tosta, non ha nemmeno un cedimento di fronte alle cose che le dico"....
Questa notte si inizia l'idratazione e domani alla sei si inizia con la chemio....
Ps sul culinario oggi non mi esprimo. Sono tornata nelle braccia della mensa ospedaliera, gestita da una società che conosco bene da tanti anni (così come molti che mi leggono) e preferisco non commentare la pasta scontatissima, la bistecca di legno e le mele cotte di gomma...
Ps meno male che ho mangiato chili di frutta e verdura cruda in questo periodo... Qui non si può mangiare nemmeno quella fresca sbucciata!
mercoledì 16 maggio 2012
Tanto vento, tanto polline che vola e un po' di mal di gola... Meglio stare in casa!
... E quindi come ammazzare il tempo? Biscotti!! Come un novella desperate housewife preparo un bel cestino di biscotti all'avena e nocciole per i miei dottori.. Quasi quasi mi presento alla visita con il fiocchetto in testa e il grembiuli no a quadretti (volevo i codini per completare il look ma con i capelli così tanto corti non vengono proprio!) così invece che farmi il trapianto mi ricoverano direttamente alla neuro..
Lasciando perdere i deliri mentali da casalinga ecco la ricettina dei biscotti.. Sono veramente buonissimi!
170 g di burro
170 g farina
150 g di fiocchi di avena
190 g di zucchero di canna
150 g di nocciole
1 uovo
La buccia grattugiata di 1 limone
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Mescolare energeticamente lo zucchero con le uova e il burro morbido. Aggiungere la scorza di limone e poi la farina setacciata insieme al lievito e il sale. Infine, aggiungere i fiocchi di avena e le nocciole tostate in un padellino e tritate al mixer. Mescolare bene e, se troppo ascittu, aggiungere uno o due cucchiai di latte. Con un cucchiaio prelevare delle palline di impasto, disporle su una teglia ricoperta di carta da forno e schiacciarle per appiattirle. Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti o comunque fino a che ben dorati. Togliere dal forno e far raffreddare bene.
Lasciando perdere i deliri mentali da casalinga ecco la ricettina dei biscotti.. Sono veramente buonissimi!
170 g di burro
170 g farina
150 g di fiocchi di avena
190 g di zucchero di canna
150 g di nocciole
1 uovo
La buccia grattugiata di 1 limone
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Mescolare energeticamente lo zucchero con le uova e il burro morbido. Aggiungere la scorza di limone e poi la farina setacciata insieme al lievito e il sale. Infine, aggiungere i fiocchi di avena e le nocciole tostate in un padellino e tritate al mixer. Mescolare bene e, se troppo ascittu, aggiungere uno o due cucchiai di latte. Con un cucchiaio prelevare delle palline di impasto, disporle su una teglia ricoperta di carta da forno e schiacciarle per appiattirle. Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti o comunque fino a che ben dorati. Togliere dal forno e far raffreddare bene.
lunedì 14 maggio 2012
Parole che voglio sentire...
Nel corso della trasmissione di Saviano e Fazio Pierfrancesco Favino ha dedicato le parole belle, che vorrebbe facessero parte della vita, alla sua bambina che tra poco nascerà..
Poi Fazio ha elencato quelle che spera saranno poco ricorrenti..
Ho iniziato a pensare alle "mie parole" e ad elencarle nella mia mente:
Amore, casa, cani, sole, luce, frutta, insalata, pomodori, pane, alberi, fiori, caminetto, fuoco, plaid, gioco, palla, jeans, ballerine, cuscini, occhi, bacio, lacrime, coccole, libri, fumetti, film, tulipani, zucchine, nocciole, desideri, arcobaleno, cuore, cioccolato, colori, profumi, erba, ragnatela, polipo, olio, silenzio, gatto, havaianas, cucina, Normandia, mare, nuvole, onde, vento, olmo, letto, risate, grattini, stelle, brividi, musica, famiglia, amici, mamma, girasoli, panchina, capelli, verde, papà, serenità, emozione, millepiedi, felicita', pace, favole, pioggia, rondini, asinello, leprotto, acqua, patatine, fierezza, rose, dignità, farfalle, orto, Natale, lentezza, chiacchere, passione...
Come dice Favino le parole, ora in ordine sparso, se messe in un certo ordine, significano Vita.
La vita pero' e anche fatta di parole brutte, piccole e insignificanti, amare e squallide che cerchi di tenere lontano come:
Paura, cattiveria, solitudine, classe, sboroni, ignoranza, maleducazione, lattex, poliestere, additivi chimici, cibo spazzatura, allevamento intensivo, pesticidi, business, target, etichetta, suv, morte, aridità, malattia, partiti, corruzione, pettegolezzi, omertà, armi, frustrazione, viltà, microbi, fame, sfiducia, ipoteca, rumore, traffico,....
Poi Fazio ha elencato quelle che spera saranno poco ricorrenti..
Ho iniziato a pensare alle "mie parole" e ad elencarle nella mia mente:
Amore, casa, cani, sole, luce, frutta, insalata, pomodori, pane, alberi, fiori, caminetto, fuoco, plaid, gioco, palla, jeans, ballerine, cuscini, occhi, bacio, lacrime, coccole, libri, fumetti, film, tulipani, zucchine, nocciole, desideri, arcobaleno, cuore, cioccolato, colori, profumi, erba, ragnatela, polipo, olio, silenzio, gatto, havaianas, cucina, Normandia, mare, nuvole, onde, vento, olmo, letto, risate, grattini, stelle, brividi, musica, famiglia, amici, mamma, girasoli, panchina, capelli, verde, papà, serenità, emozione, millepiedi, felicita', pace, favole, pioggia, rondini, asinello, leprotto, acqua, patatine, fierezza, rose, dignità, farfalle, orto, Natale, lentezza, chiacchere, passione...
Come dice Favino le parole, ora in ordine sparso, se messe in un certo ordine, significano Vita.
La vita pero' e anche fatta di parole brutte, piccole e insignificanti, amare e squallide che cerchi di tenere lontano come:
Paura, cattiveria, solitudine, classe, sboroni, ignoranza, maleducazione, lattex, poliestere, additivi chimici, cibo spazzatura, allevamento intensivo, pesticidi, business, target, etichetta, suv, morte, aridità, malattia, partiti, corruzione, pettegolezzi, omertà, armi, frustrazione, viltà, microbi, fame, sfiducia, ipoteca, rumore, traffico,....
domenica 13 maggio 2012
Dolcetti al cocco
Weekend in campagna praticamente estivo... Fino a ieri! Oggi in realtà, come ben predetto dai meteorologi, vento, nuvoloni neri e aria gelida...
Ieri pero' giornata bellissima in cui ho riscoperto le mie doti di bricoleuse e mi sono dedicata a verniciare la casetta degli attrezzi da giardino di un bel giallo vaniglia... Che bello trafficare vestita da "lavoro" senza pensare a nulla! E' stato come tornare a cinque anni fa, quando con tanta fatica e risate stavamo ristrutturando casa, sporchi di vernice e pieni di entusiasmo per questa nuova casa che e' il nostro rifugio e che racchiude tutti i nostri sogni più belli..
Poi, superati i pensieri poetici e presa da un raptus di fame, mi sono dedicata alle tortine al cocco..
Io ne faccio una versione light con il latte e qualche aggiunta perosnale ma, chi volesse seguire alla lettera la ricetta di Benedetta Parodi, potrebbe sostituire al latte la panna fresca ed evitare il liquore..
3 uova
150 gr di zucchero (io uso quello di canna perché più profumato)
250 ml di latte parzialmente scremato
250 gr di farina di cocco
2 cucchiai di farina
1 bustina di vanillina
Una bustina scarsa di lievito per dolci
2 cucchiai di rum scuro o di benedectine
1 pizzico di sale
Mescolare bene le uova con lo zucchero e il sale, unire la farina di cocco, il rum, la farina bianca setacciata e il latte e mescolare fino ad vere un composto omogeneo. Riposare in frigo per circa mezz'ora e aggiungere il lievito setacciato. Muscolare bene per amalgamare e versare nelle formino in silicone riempiendoe per due terzi. Cuocere in fono caldo a 180 gr per circa venti/venticinque minuti o comunque fino a che non siano ben dorate.
Sono morbide, dolci ma non troppo, profumate e sanno di vacanza al mare..si possono fare anche in versione torta ma il formato mignon secondo me da più soddisfazione!!
Ieri pero' giornata bellissima in cui ho riscoperto le mie doti di bricoleuse e mi sono dedicata a verniciare la casetta degli attrezzi da giardino di un bel giallo vaniglia... Che bello trafficare vestita da "lavoro" senza pensare a nulla! E' stato come tornare a cinque anni fa, quando con tanta fatica e risate stavamo ristrutturando casa, sporchi di vernice e pieni di entusiasmo per questa nuova casa che e' il nostro rifugio e che racchiude tutti i nostri sogni più belli..
Poi, superati i pensieri poetici e presa da un raptus di fame, mi sono dedicata alle tortine al cocco..
Io ne faccio una versione light con il latte e qualche aggiunta perosnale ma, chi volesse seguire alla lettera la ricetta di Benedetta Parodi, potrebbe sostituire al latte la panna fresca ed evitare il liquore..
3 uova
150 gr di zucchero (io uso quello di canna perché più profumato)
250 ml di latte parzialmente scremato
250 gr di farina di cocco
2 cucchiai di farina
1 bustina di vanillina
Una bustina scarsa di lievito per dolci
2 cucchiai di rum scuro o di benedectine
1 pizzico di sale
Mescolare bene le uova con lo zucchero e il sale, unire la farina di cocco, il rum, la farina bianca setacciata e il latte e mescolare fino ad vere un composto omogeneo. Riposare in frigo per circa mezz'ora e aggiungere il lievito setacciato. Muscolare bene per amalgamare e versare nelle formino in silicone riempiendoe per due terzi. Cuocere in fono caldo a 180 gr per circa venti/venticinque minuti o comunque fino a che non siano ben dorate.
Sono morbide, dolci ma non troppo, profumate e sanno di vacanza al mare..si possono fare anche in versione torta ma il formato mignon secondo me da più soddisfazione!!
mercoledì 9 maggio 2012
Oggi e' il compeanno della mia mamma
Mario Luzi era uno dei poeti piu amati dal professor Lanzavecchia, professore di papa' ai tempi della scuola e colui che mi ha dato ripetizioni negli anni del liceo.. Mi ha fatto scoprire tanti autori e anche questa bella poesia..
Mia madre, mia eterna margherita
Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.
Mia madre, mia eterna margherita
Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.
martedì 8 maggio 2012
Una vita passo passo..
Sono tornata dal day hospital con qualche notizia buona...
Innanzitutto ringrazio i miei fantastici dottori: Hanno fatto i miracoli per riuscire a darmi delle risposte oggi e non lasciarmi nel limbo estenuante dell'attesa.
Il midollo e' pulito pur se non brillante (e forse e' per questo che le piastrine sono un po' basse).
Il donatore tedesco (l'altro campione arrivato) sembra abbastanza compatibile ma non ne parlerò fino a che non sarà tutto a posto.
A casa, un po' stanca dopo la giornata di tensione, ho iniziato a curiosare su sito dell'associazione Laura Coviello. Questa associazione, nata in memoria di una ragazza malata di leucemia e che purtroppo non c'e più, collabora da tanti anni con il CTMO del policlinico e ha migliorato per tanti aspetti la vita dei pazienti in reparto con piccole ma preziose coccole come Sky, il wifi, l'interfono e l'assistenza psicologica.. Ho iniziato a leggere i giornalini che semestralmente pubbblicano e soprattutto le lettere che tanti pazienti o parenti di pazienti hanno scritto. Hanno saputo descrivere tanti miei stati d'animo con cosi tanta lucidita' e forza da avermi profondamente colpito (e' vero che sono un po' ipersensibile in questo periodo ma credo che toccheranno il cuore di chiunque abbia voglia di leggerne alcune). Mi confermano una cosa: e' una malattia lunga, infida e mutevole, capace di sorprese continue ma che ti insegna a valorizzare la vita e dare un sapore fantastico ad ogni cosa. Da un lato ti senti tirato tra la tua vita di prima e quella di oggi e quella, assolutamente ignota, di domani, dall'altro scopri che la vita vera e' oggi, nell'istante in cui sei e ha valore per l'amore che provi e ricevi, per le cose buone che puoi fare, per le emozioni che provi, per le piccole gioie che riesci a donare a chi incontri sul tuo percorso.
Sempre sui giornalini dell'associazione ho trovato questa poesia di Papa Giovanni XXIII:
Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore. Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
Un inno alla vita passo dopo passo..
Innanzitutto ringrazio i miei fantastici dottori: Hanno fatto i miracoli per riuscire a darmi delle risposte oggi e non lasciarmi nel limbo estenuante dell'attesa.
Il midollo e' pulito pur se non brillante (e forse e' per questo che le piastrine sono un po' basse).
Il donatore tedesco (l'altro campione arrivato) sembra abbastanza compatibile ma non ne parlerò fino a che non sarà tutto a posto.
A casa, un po' stanca dopo la giornata di tensione, ho iniziato a curiosare su sito dell'associazione Laura Coviello. Questa associazione, nata in memoria di una ragazza malata di leucemia e che purtroppo non c'e più, collabora da tanti anni con il CTMO del policlinico e ha migliorato per tanti aspetti la vita dei pazienti in reparto con piccole ma preziose coccole come Sky, il wifi, l'interfono e l'assistenza psicologica.. Ho iniziato a leggere i giornalini che semestralmente pubbblicano e soprattutto le lettere che tanti pazienti o parenti di pazienti hanno scritto. Hanno saputo descrivere tanti miei stati d'animo con cosi tanta lucidita' e forza da avermi profondamente colpito (e' vero che sono un po' ipersensibile in questo periodo ma credo che toccheranno il cuore di chiunque abbia voglia di leggerne alcune). Mi confermano una cosa: e' una malattia lunga, infida e mutevole, capace di sorprese continue ma che ti insegna a valorizzare la vita e dare un sapore fantastico ad ogni cosa. Da un lato ti senti tirato tra la tua vita di prima e quella di oggi e quella, assolutamente ignota, di domani, dall'altro scopri che la vita vera e' oggi, nell'istante in cui sei e ha valore per l'amore che provi e ricevi, per le cose buone che puoi fare, per le emozioni che provi, per le piccole gioie che riesci a donare a chi incontri sul tuo percorso.
Sempre sui giornalini dell'associazione ho trovato questa poesia di Papa Giovanni XXIII:
Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore. Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
Un inno alla vita passo dopo passo..
L'ennesimo esame di midollo..
Sono qui, nella solita saletta d'attesa del day hospital, dopo aver fatto il prelievo di midollo.. Ormai sono un habitué e oggi ho anche incontrato una dottoressa con una manina d'oro.. In effetti sono tutti bravi, ma talvolta alcuni sono meno fortunati o un po' più incerti nelle manovre.. Oggi invece nessun dolore! Per tutto il resto aspettiamo fiduciosi..
Intanto chiacchiero con chi, come me, vive questo percorso difficile e complicato e penso a come sia generalizzato un approccio forte e battagliero. Ieri un signore anziano, un po' acciaccato, dopo aver fatto l'esame di midollo, era solo orientato a godersi un bel pranzetto in trattoria.
Oggi, un ragazzo mio coetaneo che ha appena fatto il trapianto, mi racconta come si sente "nuovo" e come si sia rafforzato il legame familiare con il fratello e i genitori.. Un nucleo unico e compatto che combatte insieme.
Ispirata dal signore di ieri penso anche io a cosa fare questa sera (ormai non faccio più progetti oltre le dodici ore, vengo sempre punita quando mi lancio in ipotesi più a lungo termine) e guardo con un po' di goduria a un bel ristorante di pesce vicino a casa.. Il Faro in piazza San materno.. In attesa di scoprire cosa offre il menù del giorno ecco la ricetta di una pasta buonissima...
300 gr di linguine
300g di pomodorini pachino
350 gr di gamberetti freschi interi
1cipolla bianca
2 spicchi d aglio interi
1cucchiaio di bottarga in polvere
1/2 bicchiere di vino bianco
sale pepe olio
peperoncino
prezzemolo
Tritare finemente la cipolla e farla imbiondire con l' aglio in una capiente padella, aggiungere i pomodorini tagliati finemente e portare a cottura a fuoco vivo per circa 6/8 min, alzare la fiamma e aggiungere le teste dei gamberetti schiacciandole con un cucchiaio per far uscire il succo. Toglierle con una pinza e buttare giu le code dei gamberetti e la bottarga, sfumare con il vino e portare a cottura per due minuti, regolare di sale, pepe, peperoncino e prezzemolo.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e, quando sarà arrivata a cottura, con l'aiuto di una pinza passarla nella padella con il condimento senza scolarla troppo e saltare il tutto a fuoco vivo cosi da far legare la pasta con il condimento... Servire calda.
venerdì 4 maggio 2012
Curve a gomito e con visibilità molto ridotta
Tante volte ho detto di vivere questo periodo come un viaggio pieno di curve e dossi.. Oggi la curva da affrontare e' proprio brutta, di quelle da affrontare con cautela e guardando al rettilineo che sicuramente prima o poi arriverà..
Abbiamo dovuto salutare il mio donatore americano, purtroppo il giovane e aitante trentaquattrenne e' risultato inidoneo per almeno sei mesi per motivi clinici.. Gli auguro di guarire presto e lo ringrazio comunque di essersi reso disponibile mannaggia a lui, non poteva stare attento a non prendersi nulla!!
Ora nuove valutazioni e riflessioni e vedremo cosa fare.. Lunedì esami e colloquio con la mia dottoressa (quasi più affranta di me, se possibile, per la brutta notizia)... Per fortuna ci sono tante strade diverse da percorrere ma mi sembra di essere li, con questa grande mappa aperta nell'epoca in cui non esistevano i navigatori, e cercare di capire insieme ai dottori quale strada intraprendere ricevendo man mano indicazioni dall'infotraffic..
Vorrei invece essere nel futuro ed avere il tele trasporto...
La più grande lezione resta sempre questa: nella vita e' impossibile fare qualsiasi programma ed ogni volta che, in questi mesi ci ho provato, sono stata punita!! Per cui carpe diem di nuovo, oggi si parte per la campagna e mi godro' per due giorni le coccole amorevoli del mio fantastico fidanzato..
lunedì 30 aprile 2012
Visite visite visite...
Come ho già detto vivo queste giornate con la sensazione che siano i momenti prima di un lungo viaggio e quindi vedo amici ogni giorno per godere della loro compagnia prima della "partenza".. Ed ovviamente cucino. L'altra sera sono venuti a trovarci due cari amici che spesso sottopongo ai miei esperimenti culinari. Evidentemente ero ispirata e sono riuscita a non produrre nessuna schifezza, anzi eravamo abbastanza soddisfatti.. Avevo deciso di usare una confezione. Di tagliolini sottilissimi ai cereali che mi avevano regalato e di abbinarli agli asparagi.. Unico timore: il tagliolino asciuga subito e diventa subito un agglomerato indivisibile e colloso.. Per evitare questo inconveniente mi sono inventata questa ricettina...
300 gr di tagliolini
Un mazzo di asparagi
Mezza confezione di Philadelphia light
Qualche cucchiaio di latte
Parmigiano
Pancetta dolce a dadini
Sale e pepe
aglio
Timo e maggiorana a piacere
In una padella cuocere con uno spicchio d'aglio i gambi degli asparagi (tenere le punte da parte) con mezzo bicchiere di acqua e un pizzico di sale. Una volta morbidi frullarli insieme al Philadelphia e al latte e al parmigiano ed agli odori. Lessare i tagliolini e, saltare in padella la pancetta e le punte degli asparagi fino a che siano ben rosolate.
Aggiungere la crema di asparagi prepara e condire subito i tagliolini aggiungendo un goccio di latte se risultassero un po' asciutti. Servire subito..
Oggi invece grande rimpatriata con i colleghi di Torino. E' stato molto bello e confesso, anche un po' commovente, e ci siamo invertiti. Trattoria e poi caffè e dolcetti a casa.. Come promesso ai figli di Roberta ecco la ricetta delle tortine al limoneO
100 gr di burro morbido
175 gr di farina auto lievitante
1 cucchiaio di lievito per dolci
175 gr di zucchero di canna
2 uova
6 cucchiai di latte
La scorza grattugiata di un limone
Per la decorazione:
Il succo di un limone
100 gr di zucchero di canna
Scaldare il forno a 180 gradi
Mescolare per due o tre minuti tutti gli ingredienti fino a che siano ben amalgamati e si presentino come una crema morbida.
Riempire a meta' le formine in silicone per muffin ( in caso si usino stampini di metallo ungere e infarinarli bene all'interno) aiutandosi con un cucchiaino e cuocère in forno per cira venti minuti o comunque fino anche siano ben dorate (verificare la cottura con uno stecchino di legno che deve uscire asciutto)
Mescolare il succo di limone e lo zucchero. Sfornare i tortini e, ancora caldi, versare l'intingolo su ciascun tortino.
venerdì 27 aprile 2012
Seduta all'ombra del mio olmo..
Davanti a casa nostra in campagna c'e un olmo vecchissimo, e' alto, imponente e fa tanta ombra.. Oggi, dopo una bella gita con papà all'abazzia di Staffarda (un posto magico, antico e silenzioso, con tante rondini ed in cui c'e' anche la nursery dei pipistrellini) e dopo un lauto pranzetto a Cherasco sotto un sole caldissimo, mi sono dedicata al riposo e alla lettura in giardino sotto la sua ombra. Sono un po' stanca e star qui e' rilassante e mi permette di pensare un po'. In questi giorni mi sembra di vivere in attesa del grande evento e di dover vedere tutti gli amici prima della "partenza". E quindi ogni giorno amici a cena o a pranzo o di passaggio per un saluto..
E' uno stato d'animo strano, come un pensiero fisso mentre fai altro.. Programmo mille cose da fare dopo e nel frattempo, come mio solito, sistemo casa (oggi ho preso drammaticamente coscienza di aver una quantità di piatti e tovaglie sufficiente per aprire un ristorantino...) e spignatto...
Ieri, tra le varie cose preparate per una cenetta con i vicini ho fatto le foca cine al rosmarino e salvia e sono venute proprio buone..
Ammetto che la comodità dell'impastatrice e' impagabile ma fatte a mano danno anche più soddisfazione...
Servono:
350 gr di farina Manitoba
200 ml di acqua
Olio di oliva 3/4 cucchiai
1 cucchiaino di sale per l'impasto
1 bustina di lievito di birra granulare
Salvia e rosmarino freschi tritati
Disporre la farina a fontana e al centro versare l'acqua tiepida, l'olio, il sale e il lievito ed iniziare pian piano ad amalgamare i liquidi e la farina. Aggiungere le erbe tritate e continuare ad impastare a lungo fino ad avere un impasto elastico. Far lievitare al caldo e coperto per circa due ore. Suddividere l'impasto in diverse parti per ottenere le focaccine della dimensione che si vuole, disporle su una teglia unta d'olio e lasciarle riposare per altri venti minuti. Nel frattempo scaldare il forno a 200 gradi, creare qualche buchino con le dita nelle focaccine e cospargerlo di sale grosso. Cuocerle fino a che siano ben dorate. Sono buonissime servite calde con un bel piatto di salumi
martedì 24 aprile 2012
Ancora qualche giorno prima di una nuova vita..
La mia vita in questi ultimi giorni scorre in un'apparente normalità. Commissioni, gita all'ikea, visita della fiera del vintage, riposo e lettura.. E poi, di colpo, realizzi che tra meno di venti giorni inizierà una nuova vita grazie alla generosità di uno sconosciuto ragazzo americano.
Ieri mattina ho fatto il colloquio con la caposala del centro trapianti. In quasi due ore di chiacchierata e spiegazioni su tutto ciò che potrà succedere, su come comportarsi, su cosa devo portare in camera sterile abbiamo parlato più volte di giorno zero, il giorno del trapianto da cui si conteggeranno tutti gli altri eventi e i 100 giorni successivi, i più critici e rischiosi.
Come per un segno del destino questo giorno cadrà tra il compleanno della mia mamma e il mio quarantunesimo compleanno e , da quel momento, anziché scrivere i miei primi quarant'anni (vecchio libro e film che le fanciulle della mia età ricorderanno come una delle sciocchezze degli anni ottanta) potrò scrivere i miei prossimi quarant'anni.
E' un momento emozionante! Non lo avrei mai voluto vivere ma, ora che la strada e' tracciata, questa attesa mi smuove sensazioni diverse. Prima di Jim Morrison e di Steve Jobs il buon Seneca diceva vivi ogni giorno della tua vita come fosse l'ultimo. E' ciò che sto cercando di fare da alcuni mesi ed e' stato necessario questo cataclisma per insegnarmelo. Dal giorno zero vorrei riuscire a vivere anche pensando che ogni giorno e' il primo, ossia con lo stesso entusiasmo del primo giorno di scuola, del primo giorno di lavoro, del primo giorno di vacanza o del primo giorno di una storia d'amore..
sabato 21 aprile 2012
Che stanchezza! Ma che soddisfazione..
Non ci speravo più..
Prima che capitasse tutto quello che e' successo in questi sei mesi avevamo deciso di fare qualche lavoretto in casa.. Poi e' successo di tutto e i lavori sono andati a rilento.. Onestamente non credevo di riuscire a vedere il risultato finale prima di entrare per il trapianto (credo di aver trovato il muratore più lento e casinista che esista anche se, in fondo in fondo, mi sono affezionata). Ed ora, invece, siamo al rush finale: imbianchini, falegname e un gran casino ovunque.. Ovviamente, con la scusa che non posso affaticarmi e stare nella polvere, coordino a distanza senza "sporcarmi le mani" e cucino (come sempre del resto ma questi mangiano come lupi).. E forse entro domenica potremo vedere i primi risultati concreti.. Colori belli, grigio, viola, e pareti a righe (con grande gioia di Giuseppe, l'imbianchino)..
Ora ci trapiantiamo e poi ci potremo godere la casetta di Sant'anna e il bosco e gli uccellini la mattina...
Ecco la ricetta del più classico degli spezzatini (uno dei piatti fatti per sfamare la mandria di artigiani)
700 gr di tenerone di vitello
5/6 belle patate
500 gr di piselli
1 barattolo di pomodorini in conserva
Prezzemolo e, se disponibili, rosmarino, salvia e timo freschi
Sedano, carota e cipolla per il soffritto
Sale e pepe e olio evo
1 bicchiere di vino rosso
Tagliare a pezzetti piccoli le verdure per il soffritto e rosolare in un filo d'olio, quando sono dorate ed appassite unire la carne a dadini e rosolarla bene. Quando sarà ben colorita su tutti i lati sfumare con il vino, far evaporare e unire i pomodorini. Far cuocere circa venti minuti a fuoco basso e coperti e poi aggiungere le patate a pezzi e i piselli. Aggiustare di sale e pepe e, se troppo asciutto, aggiungere un bicchiere di brodo caldo. Spolverare di prezzemolo ed eventualmente le altre erbe tritate. Cuocere a fuoco basso per altri venti minuti circa sempre coperto, e poi togliere il coperchio e far eventualmente asciugare il sugo se troppo "brodoso".
martedì 17 aprile 2012
Ancora dolci... Sarà la fifa del dentista!
Rispondendo a chi mi chiede ragguagli nei commenti confermo: ebbene si! Abbiamo trovato un fantastico donatore compatibile (abbastanza) e sembra che dal 5 o 6 di maggio si cominci la preparazione. Tutto ciò significa che nelle prossime due settimane mi toccano tour di esami vari e, sempre per non farsi mancare nulla, estrazione del dente del giudizio! Mannaggia mi fa più paura della chemio... Come dice Puffo Brontolone "io oooooooodio il dentista".
Al fine di alimentare le carie con iniezioni di zucchero (intanto poi c'è il dentista) ecco anche la ricetta della torta di ricotta fatta sempre ieri..
200 gr. farina
200 gr. zucchero
3 uova
300 gr. ricotta
150 gr. gocce di cioccolato o, come nel mi caso tavolette di cioccolato spezzettate o avanzi di uova di Pasqua
1 bustina lievito
Montare lo zucchero con la ricotta. Aggiungere le uova e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare l'impasto ed aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata.Infornare a 180C° per 30 min.
Al fine di alimentare le carie con iniezioni di zucchero (intanto poi c'è il dentista) ecco anche la ricetta della torta di ricotta fatta sempre ieri..
200 gr. farina
200 gr. zucchero
3 uova
300 gr. ricotta
150 gr. gocce di cioccolato o, come nel mi caso tavolette di cioccolato spezzettate o avanzi di uova di Pasqua
1 bustina lievito
Montare lo zucchero con la ricotta. Aggiungere le uova e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare l'impasto ed aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata.Infornare a 180C° per 30 min.
lunedì 16 aprile 2012
Mattinata in DH e poi, un po' acciaccata, biscotti...
Questa mattina esamino di controllo del midollo (ormai e' il sesto e, come sempre, ho urlato come un'aquila all'aspirato midollare), prelievi per la virologia e, in attesa di alcune conferme domani, tengo duro in attesa del trapianto..
Penso costantemente al mio aitante sconosciuto donatore americano e penso a come ringraziarlo con le mie preghiere e con il mio pensiero.. Chissà com'e? Magari e' pure carino!
Un po' acciaccata e con il mio bel cerottone sul fondoschiena mi dedico ai biscotti per far passare l giornata un po' piovosa..
Biscottini cioccolato e nocciole
160 gr di farina
1/2 bustina scarsa di lievito
120 gr di zucchero di canna
120 gr di nocciole
2 cucchiai di olio extra vergine
2 uova
Un pizzico di sale
Un cucchiaio di liquore
Un cucchiaio di cacao in polvere
Tritare grossolanamente le nocciole, unire nel mixer la farina e il lievito, lo zucchero e il sale e amalgamare il tutto. Aggiungere le uova, l'olio e il liquore e mixare. Su una spianatoia spolverata di farina impastare il mix per un paio di minuti e, con le mani infarinate, are delle palline e schiacciarle al centro così da ottenere dei dischetti.
Cuocere a 180 gradi per quindici/venti minuti.
Penso costantemente al mio aitante sconosciuto donatore americano e penso a come ringraziarlo con le mie preghiere e con il mio pensiero.. Chissà com'e? Magari e' pure carino!
Un po' acciaccata e con il mio bel cerottone sul fondoschiena mi dedico ai biscotti per far passare l giornata un po' piovosa..
Biscottini cioccolato e nocciole
160 gr di farina
1/2 bustina scarsa di lievito
120 gr di zucchero di canna
120 gr di nocciole
2 cucchiai di olio extra vergine
2 uova
Un pizzico di sale
Un cucchiaio di liquore
Un cucchiaio di cacao in polvere
Tritare grossolanamente le nocciole, unire nel mixer la farina e il lievito, lo zucchero e il sale e amalgamare il tutto. Aggiungere le uova, l'olio e il liquore e mixare. Su una spianatoia spolverata di farina impastare il mix per un paio di minuti e, con le mani infarinate, are delle palline e schiacciarle al centro così da ottenere dei dischetti.
Cuocere a 180 gradi per quindici/venti minuti.
domenica 15 aprile 2012
Un film leggero con una storia bella alle spalle
In questo periodo, complice il brutto tempo e valori decenti di globuli bianchi, ci stiamo godendo il cinema.. Tre sono i film che mi hanno lasciato emozioni belle e profonde. In ciascuno, per un motivo a per un altro, ho letto qualcosa di vicino a me.. "quasi amici", la bellissima storia (piena di risate) di una persona rimasta paralizzata e di un badante sui generis che non tratta la malattia con quella falsa ipocrisia che spesso chi e' malato vive intorno a se, "piccole bugie tra amici" in cui gli amici fuggono per paura dalla malattia ma ne soffrono a distanza in un posto bellissimo ma con un retrogusto amaro, e poi quello di oggi, "marigold hotel" un gruppo di pensionati che fuggono dalla vita e dalla vecchiaia in un India stile Bollywood decadente e colorata. Il film e' carino, delicato e un po' fané anche se un po' retorico e, oltre a farti venire voglia di partire per il piacere che il viaggio può dare ti ricorda che ogni momento della vita e' buono per buttarsi in nuove avventure.. e poi ti fa venir voglia di mangiare indiano.. E qui di ecco una ricettina veloce per il pollo al curry..
un petto di pollo
1 cipolla
1 scatola di latte di cocco (400 ml)
2 cucchiai di curry
Farina q.b.
4 cucchiai di olio evo
Sale q.b.
Tritare la cipolla e far appassire per circa 15 minuti a fuoco dolce in una pentola antiaderente con un filo d'olio. Se fosse necessario aggiungere un pochino di acqua. Mentre la cipolla cuoce tagliare il petto di pollo a pezzetti e infarinarlo. Aggiungere il pollo alla cipolla e far rosolare da ambo i lati e salare. Aggiungere il curry, mescolare e subito dopo aggiungere il latte di cocco. Mescolare in modo che la polpa e il latte di cocco si miscelino al pollo e al curry. Laciare cuocere a fuoco vivace per circa 10 minuti o finchè il latte sia diventato cremoso. Aggiustare di sale e servire con riso basati lesso.
un petto di pollo
1 cipolla
1 scatola di latte di cocco (400 ml)
2 cucchiai di curry
Farina q.b.
4 cucchiai di olio evo
Sale q.b.
Tritare la cipolla e far appassire per circa 15 minuti a fuoco dolce in una pentola antiaderente con un filo d'olio. Se fosse necessario aggiungere un pochino di acqua. Mentre la cipolla cuoce tagliare il petto di pollo a pezzetti e infarinarlo. Aggiungere il pollo alla cipolla e far rosolare da ambo i lati e salare. Aggiungere il curry, mescolare e subito dopo aggiungere il latte di cocco. Mescolare in modo che la polpa e il latte di cocco si miscelino al pollo e al curry. Laciare cuocere a fuoco vivace per circa 10 minuti o finchè il latte sia diventato cremoso. Aggiustare di sale e servire con riso basati lesso.
mercoledì 11 aprile 2012
Clima invernale e menù primaverile..
Brr che freddo oggi e che tempaccio!
Dopo giorni e giorni in day hospital oggi, primo giorno di libertà a Milano, piove a dirotto. Per cui chiusa in casa.. Le mie transaminasi migliorano pian piano e devo continuare a mangiare bene e non pasticciare. Fino a venerdì nessun controllo e poi, aiutooo: controlli, esito biopsia, citogenetica del midollo e, soprattutto colloquio con il centro trapianti per decidere come procedere..
Vabbe' sono un po' agitata e devo tenermi impegnata in questi giorni per non pensare troppo al dopo, ai rischi, ai problemi che potranno esserci.. E quindi, visto che il tempo non invoglia alle passeggiate, mi dedico alla cucina.
Apro il frigo e mi spuntano sacchetti di verdure comprate settimana scorsa di cui non avevo nemmeno memoria.. (questo e' il problema dello shopping compulsivo al mercato). In uno di questi trovo due mazzetti di una specie di erbetta verde scuro, gli agretti. Non li ho mai cucinati ma, leggendo sul mio libro di cucina salutista, scopro che gli agretti sono ricchi di potassio, carotene, vitamina C e B3 e soprattutto calcio, che sono molto diuretici, rimineralizzanti e depurativi, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. E quindi devo inventarmi come cucinarli.. Sinceramente mi avevano consigliato di farli lessati ed in insalata ma mi sembrava una soluzione un po' triste e quindi ne ho fatto una frittatina.. Fantastici, croccantini, un po' asprigni e aciduli. Si sposano benissimo con le uova e il parmigiano grattugiato. Vanno appena sbollentati e poi passati in padella con olio e aglio e magari un'acciughina. A parte sbattere due o tre uova e parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e di pepe. Cuocere la frittatina da entrambi i lati.
E poi lasagne alle verdure. Devo smaltire asparagi, zucchine e cipollotti. Ho rosolato in padella i cipollotti affettati finemente con un filo d'olio, ho unito le zucchine a dadini piccoli e gli asparagi tagliati a fettine e tengo da parte le punte. Quando sono ben rosolate unisco le punte e lascio cuocere ancora cinque minuti. Regolo di sale e pepe. A parte grattugio con la grattugia a fori grandi una scamorza affumicata e preparo la besciamella.
In una pirofila da forno assemblo le lasagne disponendo a strati besciamella, sfoglie di pasta appena sbollentate, verdure scamorza grattugiata, un po' di parmigiano ed ancora besciamella e così via concludendo con verdure e scamorza e besciamella. Spolvero di parmigiano e guarnisco con qualche fiocco di burro. Cuocio in forno per circa trenta minuti. Che buone!
Dopo giorni e giorni in day hospital oggi, primo giorno di libertà a Milano, piove a dirotto. Per cui chiusa in casa.. Le mie transaminasi migliorano pian piano e devo continuare a mangiare bene e non pasticciare. Fino a venerdì nessun controllo e poi, aiutooo: controlli, esito biopsia, citogenetica del midollo e, soprattutto colloquio con il centro trapianti per decidere come procedere..
Vabbe' sono un po' agitata e devo tenermi impegnata in questi giorni per non pensare troppo al dopo, ai rischi, ai problemi che potranno esserci.. E quindi, visto che il tempo non invoglia alle passeggiate, mi dedico alla cucina.
Apro il frigo e mi spuntano sacchetti di verdure comprate settimana scorsa di cui non avevo nemmeno memoria.. (questo e' il problema dello shopping compulsivo al mercato). In uno di questi trovo due mazzetti di una specie di erbetta verde scuro, gli agretti. Non li ho mai cucinati ma, leggendo sul mio libro di cucina salutista, scopro che gli agretti sono ricchi di potassio, carotene, vitamina C e B3 e soprattutto calcio, che sono molto diuretici, rimineralizzanti e depurativi, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. E quindi devo inventarmi come cucinarli.. Sinceramente mi avevano consigliato di farli lessati ed in insalata ma mi sembrava una soluzione un po' triste e quindi ne ho fatto una frittatina.. Fantastici, croccantini, un po' asprigni e aciduli. Si sposano benissimo con le uova e il parmigiano grattugiato. Vanno appena sbollentati e poi passati in padella con olio e aglio e magari un'acciughina. A parte sbattere due o tre uova e parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e di pepe. Cuocere la frittatina da entrambi i lati.
E poi lasagne alle verdure. Devo smaltire asparagi, zucchine e cipollotti. Ho rosolato in padella i cipollotti affettati finemente con un filo d'olio, ho unito le zucchine a dadini piccoli e gli asparagi tagliati a fettine e tengo da parte le punte. Quando sono ben rosolate unisco le punte e lascio cuocere ancora cinque minuti. Regolo di sale e pepe. A parte grattugio con la grattugia a fori grandi una scamorza affumicata e preparo la besciamella.
In una pirofila da forno assemblo le lasagne disponendo a strati besciamella, sfoglie di pasta appena sbollentate, verdure scamorza grattugiata, un po' di parmigiano ed ancora besciamella e così via concludendo con verdure e scamorza e besciamella. Spolvero di parmigiano e guarnisco con qualche fiocco di burro. Cuocio in forno per circa trenta minuti. Che buone!
sabato 7 aprile 2012
Pasqua in campagna
Dopo una giornata campale, un vero venerdì di passione coronato da una biopsia al fegato (non ci facciamo mai mancare nulla), siamo arrivati in campagna.. venerdì lungo e in cui sono stata obbligata a stare a letto per più di otto ore senza mangiare e senza bere.. Per fortuna Pamela mi ha fatto compagnia per tutta la mattinata e abbiamo chiacchierato tanto da dimenticare i morsi della fame.. La biopsia in se non e' nulla di che.. Sinceramente fa molta più impressione vedere l'ago di trenta centimetri e pensare che ti carotano il fegato che subire la "manovra".. E poi incerottata come se mi avessero squartato facevo la mia bella scena!
Ed ora, seduta sulla mia panchina azzurra, con gli uccellini che cantano, il sole (ovviamente completamente cosparsa di crema a protezione totale, ligia alle indicazioni dei medici), un silenzio irreale, penso che tutto quello che e' successo in questo periodo non sembra vero e che questa e' la vita che ancora voglio fare per tanto tempo.
Sant'anna, questo e' il nome della frazione in cui abbiamo la nostra bella casetta, e' un posto da sogno.. Sarà la vista sul bosco, tutte le mie piante (almeno quelle sopravvissute all'inverno ed alla poca manutenzione di questo periodo) o il sentirmi ragazza di campagna dedita a giardinaggio e marmellate ma mi sembra subito di essere in vacanza.
Dopo aver trascorso tutte le ultime festività in ospedale, ta un Natale senza la mamma e in compagnia delle ciclosporine ed un improbabile capodanno con coliche intestinali e festa in reparto ci voleva proprio una Pasqua in libera uscita..
Se tornassi indietro di un anno oggi sarei intenta a preparare il pranzo di Pasqua con Athos e Alice fissi in cucina a darmi assistenza e Massimo a trafficare con qualche nuova iniziativa di bricolage.. E poi con mamma e papà e la mamma di Max saremmo stati a mangiare sotto il nostro vecchio olmo. Ma oggi e' tutto diverso nella mia vita.. Tutto tranne il bosco, gli uccellini, la vecchia casa e l'olmo.. Questo e' il bello della natura e dei posti che hanno una storia.. Vivono immutabili nel tempo.
Ed ora, seduta sulla mia panchina azzurra, con gli uccellini che cantano, il sole (ovviamente completamente cosparsa di crema a protezione totale, ligia alle indicazioni dei medici), un silenzio irreale, penso che tutto quello che e' successo in questo periodo non sembra vero e che questa e' la vita che ancora voglio fare per tanto tempo.
Sant'anna, questo e' il nome della frazione in cui abbiamo la nostra bella casetta, e' un posto da sogno.. Sarà la vista sul bosco, tutte le mie piante (almeno quelle sopravvissute all'inverno ed alla poca manutenzione di questo periodo) o il sentirmi ragazza di campagna dedita a giardinaggio e marmellate ma mi sembra subito di essere in vacanza.
Dopo aver trascorso tutte le ultime festività in ospedale, ta un Natale senza la mamma e in compagnia delle ciclosporine ed un improbabile capodanno con coliche intestinali e festa in reparto ci voleva proprio una Pasqua in libera uscita..
Se tornassi indietro di un anno oggi sarei intenta a preparare il pranzo di Pasqua con Athos e Alice fissi in cucina a darmi assistenza e Massimo a trafficare con qualche nuova iniziativa di bricolage.. E poi con mamma e papà e la mamma di Max saremmo stati a mangiare sotto il nostro vecchio olmo. Ma oggi e' tutto diverso nella mia vita.. Tutto tranne il bosco, gli uccellini, la vecchia casa e l'olmo.. Questo e' il bello della natura e dei posti che hanno una storia.. Vivono immutabili nel tempo.
mercoledì 4 aprile 2012
Uff che fatica..
Nel libro che sto leggendo l'autore dice " Non importa come inizia una storia, non importa quali strade percorre e come si sviluppa, in definitiva conta solo la fine."
Nel mio caso non posso che essere d'accordo. Gli sviluppi di questa storia sono sempre nuovi e complicati ma quello che conta e' veramente solo la fine.
Per ora il nuovo sviluppo e' uno degli ennesimi intoppi: le transaminasi alle stelle ed ovviamente non si sa perché.. Da tre giorni vivo tutta la mia giornata in day hospital per fare una terapia che, per ora, il mio fegato ignora completamente. E' testardo e caparbio come la sua padrona! Speriamo che si decida a collaborare un pochino.. Non vorrei proprio trascorrere Pasqua in ospedale...
Il mondo del day hospital e' un microcosmo particolare.. L'ambiente e' affettuoso e amichevole (sono ormai convinta che sia l'impronta data a tutto il reparto di ematologia) ma le persone sono molte, ruotano nel corso della giornata e ognuna si approccia diversamente.. In questa sala piena di poltrone in cui si fanno le terapie arriva il vecchietto acciaccato ma pieno di voglia di vivere e scherzare, la signora che da vent'anni fa trasfusioni e che ti racconta i pettegolezzi di tutto il reparto, c'è il ganassa cinquantenne preoccupato di perdere i capelli e che ha il terrore dell'ago, il ragazzo con la faccia triste e il novantenne indisciplinato che vuole andarsene prima della trasfusione perché e' tardi e lui non può aspettare perché ha tanto da fare e poi, una volta convinto a rimanere, fa i capricci perché vuole un panino e poi il succo e poi la brioche.. E le infermiere sempre li a cercare di accontentare tutti, con il sorriso e una battuta..
Ed ora, dal menù d'amour citato nel libro che sto leggendo, la ricetta dell'insalata di valeriana con avocado, champignon, e noci in vinaigrette di patate
100 gr di valeriana
100 gr di champignon
60 gr di pancetta affumicata a dadini
10'noci macadamia
1 avocado
1 cipolla rossa
1 patata
100 ml di brodo vegetale
2 - 3 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di olio evo
20 gr di burro
Sale e pepe
Lavare ed asciugare bene l'insalata. Pulire gli champignon e tagliarli a lamelle, sbucciare e affettare l'avocado, tagliare e affettare la cipolla e far riposare gli anelli di cipolla in acqua.
Lessare la patata con la buccia fino a che e' morbida quindi pelarla e schiacciarla con la forchetta.
Dorare i gherigli dinoci in padella con il burro. A parte rosolare la pancetta fino a che sia ben croccante. Portare a ebollizione il brodo, unire sale, pepe, aceto, olio miele e mescolare bene. Unire la patata e sbattere con la frusta fino ad ottenere un composto senza grumi.
Distribuire su un piatto da portata la valeriana, gli champignon, l'avocado, la cipolla ben asciugata e le noci. Coprire con la pancetta e velare con la vinaigrette tiepida.
Bon appetit!
Nel mio caso non posso che essere d'accordo. Gli sviluppi di questa storia sono sempre nuovi e complicati ma quello che conta e' veramente solo la fine.
Per ora il nuovo sviluppo e' uno degli ennesimi intoppi: le transaminasi alle stelle ed ovviamente non si sa perché.. Da tre giorni vivo tutta la mia giornata in day hospital per fare una terapia che, per ora, il mio fegato ignora completamente. E' testardo e caparbio come la sua padrona! Speriamo che si decida a collaborare un pochino.. Non vorrei proprio trascorrere Pasqua in ospedale...
Il mondo del day hospital e' un microcosmo particolare.. L'ambiente e' affettuoso e amichevole (sono ormai convinta che sia l'impronta data a tutto il reparto di ematologia) ma le persone sono molte, ruotano nel corso della giornata e ognuna si approccia diversamente.. In questa sala piena di poltrone in cui si fanno le terapie arriva il vecchietto acciaccato ma pieno di voglia di vivere e scherzare, la signora che da vent'anni fa trasfusioni e che ti racconta i pettegolezzi di tutto il reparto, c'è il ganassa cinquantenne preoccupato di perdere i capelli e che ha il terrore dell'ago, il ragazzo con la faccia triste e il novantenne indisciplinato che vuole andarsene prima della trasfusione perché e' tardi e lui non può aspettare perché ha tanto da fare e poi, una volta convinto a rimanere, fa i capricci perché vuole un panino e poi il succo e poi la brioche.. E le infermiere sempre li a cercare di accontentare tutti, con il sorriso e una battuta..
Ed ora, dal menù d'amour citato nel libro che sto leggendo, la ricetta dell'insalata di valeriana con avocado, champignon, e noci in vinaigrette di patate
100 gr di valeriana
100 gr di champignon
60 gr di pancetta affumicata a dadini
10'noci macadamia
1 avocado
1 cipolla rossa
1 patata
100 ml di brodo vegetale
2 - 3 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di olio evo
20 gr di burro
Sale e pepe
Lavare ed asciugare bene l'insalata. Pulire gli champignon e tagliarli a lamelle, sbucciare e affettare l'avocado, tagliare e affettare la cipolla e far riposare gli anelli di cipolla in acqua.
Lessare la patata con la buccia fino a che e' morbida quindi pelarla e schiacciarla con la forchetta.
Dorare i gherigli dinoci in padella con il burro. A parte rosolare la pancetta fino a che sia ben croccante. Portare a ebollizione il brodo, unire sale, pepe, aceto, olio miele e mescolare bene. Unire la patata e sbattere con la frusta fino ad ottenere un composto senza grumi.
Distribuire su un piatto da portata la valeriana, gli champignon, l'avocado, la cipolla ben asciugata e le noci. Coprire con la pancetta e velare con la vinaigrette tiepida.
Bon appetit!
domenica 1 aprile 2012
Di ritorno dal mare..
Venerdì, dopo il solito controllo in day hospital, siamo partiti in direzione Liguria..
Sole, poca gente, ed anche Arenzano sembra più carina.. Appena arrivati in hotel mi chiama l'ospedale.. Confesso che mi e' venuto un tuffo al cuore.. I valori delle transaminasi sono completamente sballati e quindi lunedì altri esami e controlli e divieto tassativo di mangiare fritti e bere alcol.. Ed io che mi pregustavo già un bello spritz in riva al mare! Vabbe' per fortuna siamo nel regno del pesce azzurro..
Nel frattempo ci dedichiamo all'ozio ed alla lettura seduti al sole, aperitivo con rigoroso succo di pomodoro e sabato biciclettata fino a Varazze in un bellissimo percorso ciclabile recuperato nel sito della vecchia ferrovia. Peccato solo che, come sempre, in Liguria non valorizzino le loro bellezze: non c'era nemmeno un cartello ad indicare questa bella passeggiata tra scorci a strapiombo sul mare e vecchie gallerie.
Ovviamente shopping ed anche cinema al fantastico multi(bi)sala di Arenzano munita di mascherina tra meno di una decina di signore di una certa età.. (forse abbiamo scelto un film non proprio giovanile ma bellissimo, "Quasi amici". Una storia di amicizia, onesta' e sul significato del godersi la vita anche nelle situazioni difficili).
Una riflessione derivante da questo film.. Quando vivi la malattia in qualunque sua forma non vuoi sentire tutto il tempo qualcuno che ti dice "vedrai che si risolve tutto" solo perche' non riesce a dire altro o che non ha il coraggio di parlare apertamente di quello che sta succedendo ed usa frasi come "nella tua situazione" o "in queste circostanze". Una delle cose belle di questo film, oltre alle tante risate, e' proprio la forza della schiettezza nel parlare di handicap e malattia sapendone ridere..
E tornando ai piaceri della vita.. Abbiamo mangiato da "Gustin" dove ho mangiato una buridda un po' diversa con carciofi e calamari e patate..
1 kg di calamari puliti
1 kg di patate
7 o 8 carciofi con le spine
Prezzemolo
Olio
Vno bianco
Zafferano
Brodo vegetale
Pepe
Sale
Due spicchi d'aglio e una cipolla
Tritare aglio e cipolla e rosolare il trito a fuoco dolce in olio di oliva. Unire i calamari tagliati a listarelle e, quando rosolati, sfumare con un bicchiere di vino bianco. Far evaporare ed unire le patate a dadini e i carciofi a spicchi. Bagnare con il brodo vegetale aromatizzato con lo zafferano. Salare e pepare abbondantemente e far cuocere fino a che i carciofi non saranno ben teneri lasciando il tegame parzialmente coperto. Aggiungere brodo se si asciuga troppo. Deve risultare saporita e piccantina.
Sole, poca gente, ed anche Arenzano sembra più carina.. Appena arrivati in hotel mi chiama l'ospedale.. Confesso che mi e' venuto un tuffo al cuore.. I valori delle transaminasi sono completamente sballati e quindi lunedì altri esami e controlli e divieto tassativo di mangiare fritti e bere alcol.. Ed io che mi pregustavo già un bello spritz in riva al mare! Vabbe' per fortuna siamo nel regno del pesce azzurro..
Nel frattempo ci dedichiamo all'ozio ed alla lettura seduti al sole, aperitivo con rigoroso succo di pomodoro e sabato biciclettata fino a Varazze in un bellissimo percorso ciclabile recuperato nel sito della vecchia ferrovia. Peccato solo che, come sempre, in Liguria non valorizzino le loro bellezze: non c'era nemmeno un cartello ad indicare questa bella passeggiata tra scorci a strapiombo sul mare e vecchie gallerie.
Ovviamente shopping ed anche cinema al fantastico multi(bi)sala di Arenzano munita di mascherina tra meno di una decina di signore di una certa età.. (forse abbiamo scelto un film non proprio giovanile ma bellissimo, "Quasi amici". Una storia di amicizia, onesta' e sul significato del godersi la vita anche nelle situazioni difficili).
Una riflessione derivante da questo film.. Quando vivi la malattia in qualunque sua forma non vuoi sentire tutto il tempo qualcuno che ti dice "vedrai che si risolve tutto" solo perche' non riesce a dire altro o che non ha il coraggio di parlare apertamente di quello che sta succedendo ed usa frasi come "nella tua situazione" o "in queste circostanze". Una delle cose belle di questo film, oltre alle tante risate, e' proprio la forza della schiettezza nel parlare di handicap e malattia sapendone ridere..
E tornando ai piaceri della vita.. Abbiamo mangiato da "Gustin" dove ho mangiato una buridda un po' diversa con carciofi e calamari e patate..
1 kg di calamari puliti
1 kg di patate
7 o 8 carciofi con le spine
Prezzemolo
Olio
Vno bianco
Zafferano
Brodo vegetale
Pepe
Sale
Due spicchi d'aglio e una cipolla
Tritare aglio e cipolla e rosolare il trito a fuoco dolce in olio di oliva. Unire i calamari tagliati a listarelle e, quando rosolati, sfumare con un bicchiere di vino bianco. Far evaporare ed unire le patate a dadini e i carciofi a spicchi. Bagnare con il brodo vegetale aromatizzato con lo zafferano. Salare e pepare abbondantemente e far cuocere fino a che i carciofi non saranno ben teneri lasciando il tegame parzialmente coperto. Aggiungere brodo se si asciuga troppo. Deve risultare saporita e piccantina.
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