martedì 28 febbraio 2012

Ricettina vegetariana...

Procedo con giornate serene e positive.. Per ora (qui si deve sempre dire così) tutto va bene e i valori, come devono, continuano a scendere...
Girovagando qua e la alla ricerca di studi ed approfondimenti sulla cucina e la nutrigenomica (ultimo trip di questi giorni) ho scovato alcune ricettina interessanti che non vedo l'ora di testare.. Sono ricche di vitamine e fibre integrali e sembrano anche golose...
in attesa di testare personalmente questa sfiziosa torta di carote ecco la ricetta...

150 gr di farina bianca
100 gr di farina integrale
100 gr di zucchero di canna
1 bustina di lievito setacciato
La scorza di limone
1 pizzico di cannella
1 pizzico di noce moscata
50 gr di olio di semi
Succo d'arancia
3 carote grattugiate
200 gr di nocciole a pezzetti

Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, la scorza d'arancia e le spezie. Aggiungere l'olio e il succo di arancia fino ad ottenere un impasto morbido.
Unire le carote e le nocciole.
Oliare uno stampo da torta, cospargerlo con un po di pane grattugiato e versare l'impasto.
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti..
Aspetto commenti da chi avrà voglia di provarla prima di me..

Mi sembra fantastica perché senza uova, senza burro e piena di antiossidanti...

lunedì 27 febbraio 2012

Che fame stasera...

Dicono che gli ammalati siano tristi, inappetenti e dormano presto..
Questa sera, nel solito giro di chiacchiere post cena qui al policlinico, tre fanciulle con i capelli molto molto corti, malate di leucemia ma piene di vita e speranza, si sono messe a parlare di quanto fosse disgustoso il cibo della mensa, di quanto poco avessero mangiato oggi, di quanta fame avessero...
Un angelo moro vestito da infermiera ci dice: ma volete un panino?
Come dire di no.. Seguo come un fedele cagnolino l'angelo ospedaliero verso la cucina... Mi prepara un bel vassoietto con tre panini e salame, coppa e prosciutto...
In camera tre bei panini con farciture miste e acqua frizzante.. Il tutto alle dieci di sera..
Bello! Ci voleva proprio per tappare i buchi della fame!
Ora a nanna felice.. Come basta poco a volte..

La fase dell'attesa..

Come nelle fasi precedenti e' ricominciata la fase dell'attesa. E' un attesa strana, in cui ogni giorno chiedi l'andamento dei tuoi valori, in cui speri ogni giorno di non avere febbre, in cui conti le giornate passate e speri che, una volta scesi, risalgano e risalgano bene, perche' questo e' il primo sintomo che il midollo sta bene..
In questa fase di vita tendi a sognare..
Sognare vacanze, lavoro, progetti, e provi a pianificare ma con la consapevolezza che non puoi fare alcun piano concreto..
Non sai mai quando potrai uscire, quali sono i tempi e attendi..
E, come sempre nel frattempo cerchi di godere l'attimo..
In questi giorni, oltre ai soliti passatempi ormai consolidati, il più grande piacere sono le chiacchierate con le amiche di sempre e quelle nuove, incontrate più o meno virtualmente, in reparto..
Scopri persone sempre diverse, ognuna con sogni e aspettative, ma accomunate da un obiettivo.. Come sul lavoro e nei progetti di vita questo e' un potente fattore di aggregazione..
Oggi non sappiamo se saranno conoscenze passeggere, utili a sostenerci in questo momento difficile di vita, oppure se, con il tempo, diventeranno amicizie vere costruite nella sofferenza ed accomunate da un esperienza unica..
Nel frattempo sono pero' un piacevole modo di confrontarsi, di confessare solo a chi può capirti fino in fondo, cosa provi, con cui lasciarti anche andare alla malinconia e subito dopo ridere a crepapelle su un episodio scemo..

sabato 25 febbraio 2012

Finitoooo

Questa mattina ho finito il terzo ciclo.. I valori sono in discesa ma ancora almeno per oggi posso dedicarmi alla mie passeggiatine in corridoio ed alle visite alla stanza nove per le chiacchiere? Riprendo una frase letta oggi in un intervista a Meryl Streep, "mai perdere un solo istante della vita che stai vivendo", ed oggi mi sono goduta una overdose di lettura di riviste..
Uno di quei momenti di piacere che forse solo noi donne sappiamo apprezzare!
E poi chiacchiere al telefono con una nuova piacevole conoscenza ( e di questo ringrazio il mio blog che ci ha permesso di conoscerci). Chi avrebbe mai pensato che potessero nascere nuove potenziali amicizie in un reparto dove si vive in isolamento..
Invece, proprio perché non voglio perdere alcun istante della vita che sto facendo, trovo bello alternare nella giornata le discussioni più che concrete con il mio compagno sulle piastrelle o i colori della casa in campagna e le risate sui disturbi che ci accomunano da malate e le riflessioni più piacevoli su altri aspetti della vita fatte con naturalezza con qualcuno che non ho ancora incontrato vis a vis.

giovedì 23 febbraio 2012

Uff.. Ma la chemio toglie l'appetito e ti fa venire le voglie..

Giro di boa della terapia, abbiamo superato la meta'!
Per ora va tutto bene anche se tra chemio e cucina della mensa l'appetito fugge a gambe levate!
Giornate un po' noiose, per fortuna movimentate da serate di chiacchiere.Ed ora Montalbano!
Questa sera excursus delirante su tutte le cose di cui avremmo voglia fuori di qui..
Cibarie etniche tra le più varie e bevande alcoliche!
Sull'alcol dovremo attendere a lungo ma una cenetta messicana non ce la leva nessuno quando saremo fuori la prossima volta.. Siccome Massimo la detesta faro' cena ragazze!

Nel frattempo ecco la ricettina lampo del guacamole (fantastico con le chips di mais o con le verdurine crude se si vuole la versione light).
Due avocado maturi
Uno o due lime
Un cipollotto
Un pezzetto di peperoncino fresco

Frullare o, se piace piu consistente, schiacciare con la forchetta, la polpa dell'avocado (mmm adoro ripulire bene la buccia dell'avocado dopo averla scavata e grattare piano piano quella morbida crema color pistacchio)
Unire il succo del lime e il cipollotto e il peperoncino tritato finemente. Aggiustare di sale.
La versione originale può prevedere anche l'aggiunta di un pomodoro tritato, coriandolo fresco e aglio tritato... Ma a me piace anche la versione semplice che ho proposto...

martedì 21 febbraio 2012

E son di nuovo qui...

Dopo tre fantastiche settimane a casa in cui ho assaporato ogni attimo di casalinghitudine sono rientrata in reparto! In fondo, sapendo che devo assolutamente fare un un percorso, necessario alla vera guarigione, non sono dispiaciuta. E' ovvio che se potessi dire ho finito con gli ospedali sarei più felice, ma mi ha fatto piacere rivedere i dottori e tutte le infermiere.. Sembrava un po' come al ritorno a scuola a settembre quando rivedevi i compagni.. "Cosa hai fatto, come stai, cosa ti sei comprata..." Chiacchiere da donne che fanno pero' un po' "casa" e ti fanno sentire un po' meno l'impatto di abbandonare il tuo amore, il tuo lettino, il tuo bagno e tutte le tue cose...
E ieri, per completare la giornata di decompressione da rientro, chiacchiere tra malate (le piu' belle, giovani e positive e toste) in camera di una ragazza conosciuta in questo corridoio qualche mese fa..
Oggi catetere venoso (l'anestesista e' sempre bravissima, sara' che si chiama come me!) e alle dieci questa sera si inizia. Quattro giorni di chemio e poi, appena i valori risalgono aferesi delle staminali..
Vabbe, almeno ho risolto per un po' il problema di cosa mangiare (la mensa non e' affatto migliorata in questi giorni)!
Oggi di nuovo tante risate con le ragazze della camera nove e ti rendi conto di come tre malate di leucemia, nel delirio della loro malattia, possano ridere alle lacrime per gli scherzi innocenti fatti alla suora o facendo battute su questo o quello (con anche qualche sano pettegolezzo ospedaliero) vaneggiando poi su donatori di midollo aitanti, biondi e possibilmente surfisti e australiani! Ed in mezzo discorsi seri su di noi, su ciò che proviamo e sentiamo..
Grazie ragazze!
Per completare il pomeriggio ci sarebbe voluta una bella torta, di quelle proprio golose!
Ecco la ricetta:

150 gr di burro
150 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di essenza di vaniglia
4 uova
1/2 cucchiaino di sale
400 gr di zucchero di canna movado
120 gr di farina
100 gr di noci sgusciate
Burro e farina per la tortiera

Istruzioni per cucinare
Riscaldare il forno a 200 gradi e imburrare e infarinare una tortiera a cerniera di circa 22 cm di diametro. Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato. Quando sono fusi unire la vaniglia. In una ciotola sbattere con le fruste ad alta velocità le uova e lo zucchero per circa 10 minuti fino a che sarà ben gonfio. A bassa velocità unire il cioccolato e la farina fermandosi non appena tutto e' ben amalgamato e omogeneo. Versare nella teglia ed infornare abbassando a 180'. Cuocere per 40 minuti.

lunedì 20 febbraio 2012

Perché tengo un blog..

Sono indignata...
In questo lungo periodo sembra che la vita tolga il terreno sotto i piedi del cammino mio e della mia, ormai ridotta, famiglia.
Ma io, caparbia, continuo a ricompattare il terreno e vado avanti. Uno dei modi con cui lo faccio e' anche il blog.
E' un luogo in cui scrivo parte dei miei pensieri ed in cui non devo fare conversazione. Chi vuole legge e lascia un commento, altri leggono e poi mi scrivono mail e sms, altri ancora leggono e tengono per se i loro pensieri. Ognuno e' libero di scegliere come e se comunicare..
Mi permette di dire alcune cose senza preoccuparmi minimamente di cosa gli altri pensino. Questo e' il bello di periodi così difficili. Impari a godere delle persone che ti sono vicine in modo sincero, ognuno a modo suo, ed ignori chi giudica, chi vuole sapere tutto, chi pretende di dire cosa sia giusto o sbagliato..
Ieri sera mi scrive, dopo diverso tempo, una persona che in questo periodo mi e' stata molto vicina con belle e dolci mail notturne. Era sparita e mi domandavo perché. Qualcuno si era preso la briga di metterle il dubbio che io non apprezzassi le sue mail, il suo modo di parlarmi.. Ma come si permettono queste persone? Come possono sapere cosa può farmi piacere?
La vita e' così poca e bella e spesso ne sprechiamo buona parte facendo cose sbagliate. Mi sento un po' Celentano in questo momento ma mi rendo conto che mi arrabbio molto di più per le ingiustizie, per chi si autonomina censore e moralizzatore, per chi e' presuntuoso, per chi ha paura a esprimere i propri pensieri per timore di essere giudicati.
Per questo tengo un blog!
Mi diverte dire ciò che mi passa per la testa senza pensare, senza poter vedere le facce di chi legge, e pensare che chi legge e' libero di fare, pensare ciò che vuole senza coinvolgimenti.

domenica 19 febbraio 2012

Ciao nonnina..

Continua il momento surreale della mia vita... E oggi, il giorno prima del mio rientro in ospedale, e' mancata la mia nonnina.. Sembra che qualcuno lassù abbia deciso che io non possa essere vicina a mio padre nei momenti difficili della sua e della nostra vita.. Anche questa volta non ci sarò e si troverà ad affrontare tutto da solo.. Tanti luoghi comuni, era molto anziana, non riconosceva nessuno da anni, ma era comunque la sua mamma e la mia nonna..
Io sarò in ospedale, anche questa volta lontana nel momento del funerale.
Ricorderò la mia nonnina quando era lucida, buffa e autoritaria..
Quando mi cucinava le crocchette di patate,
quando insultava me e mio nonno perché, mentre faceva gli agnolotti, noi li mangiavamo crudi, infilzati sulla forchetta e abbrustoliti sulla fiamma,
quando mi raccontava delle fughe d'amore con il nonno alla cittadella prima di sposarsi,
quando parlava di papà, di come era orgogliosa di lui quando cantava da bambino, quando si era diplomato, quando si era sposato,
quando mi faceva vedere con soddisfazione le cose che si era comprata, cambiale dopo cambiale, subito dopo il matrimonio (i piatti, i bicchieri, i mobili della sala da pranzo) con il lavoro da sarta,
quando ricordava di come erano scappati in campagna con papà neonato durante la guerra,
quando mi portava in giro dai parenti e mi metteva in mostra come se fossi la principessa,
quando entravi in casa sua e tutto sapeva di buono e c'era il profumo delle bucce di mandarino bruciacchiate,
quando tornava dal parrucchiere e sembrava la fata turchina perche' i capelli erano azzurrini,
quando sembrava un sergente maggiore e sgridava tutti ma poi mi coccolava perche' ero la sua nipotina,
quando eravamo al mare, tutti insieme, a Nervi, in inverno, ed e' arrivata un'onda gigante e ci ha lavato tutti e la nonna sembrava un cane bagnato con la pelliccia fradicia e la messa in piega sfatta,
quando mi diceva " occhi aperti e gambe strette" (chissà cosa pensava di me!),
quando partiva con il nonno in giro per l'Europa, con i viaggi della parrocchia, e si portava cibo per un mese e mi raccontava che poi mangiavano il salame in camera con gli amici..
Era un mondo diverso e me lo ha raccontato per anni quando andavo a mangiare da lei, facendomi assaporare gli anni difficili, i sessant'anni di amore con il nonno (anche se lei era tremenda), la solitudine dopo la sua scomparsa, il senso della famiglia che lei provava verso i suoi tantissimi fratelli e sorelle essendo la più piccola. Poi la discesa verso l'incoscienza e anni senza più sapere chi fossimo..
Un bacio nonnina

venerdì 17 febbraio 2012

Alla fine, giusto prima del week end, ecco la conferma!

Per la serie meglio tardi che mai! Per pura fortuna non ho pubblicato un post in cui dichiaravo di voler menare il mio dottore del Day Hospital che mi lasciava nell'incertezza! Forse e' telepatico ma in quel momento mi ha telefonato...
Bene il mio midollo, a quasi due mesi dalla fine della seconda terapia, e' pulito..
Lunedì mattina rientro pronta e carica..
Intanto let's weekend!
Questa sera Raffa e Graziano a cena e mi sbizzarrisco con il pesce.. Domani gita in campagna a trovare papà e domenica pancakes a colazione con il mio amore e poi si vedrà.. E, alla sera, valigia!

Sono fiera di me, pur se sinceramente un po' in ansia mercoledì, sono riuscita a tenere sempre più sotto controllo lo stress da attesa nei giorni successivi e a tranquillizzarmi via via.. Saranno gli anni di corsi di vendita e l'allenamento alla gestione dello stress ma sinceramente temevo di vivere con più inquietudine queste fasi (e ce ne saranno tantissime nel futuro) e di non riuscire a godere delle cose belle nel frattempo.. E' facile raccontarsi che bisogna cogliere l'attimo e che si deve gioire di ogni piccola cosa ma spesso e' la nostra testa a comandare e talvolta ci e' impossibile concentrarci sul bello se abbiamo pensieri negativi che ci distraggono..
Ma invece la lettura di un bel fumetto, una lunga chiacchierata al telefono con un amica, la voce felice di mio papà quando gli ho dato la notizia, due chiacchiere con la mia zietta, una bella passeggiata in un sole primaverile, un cappello nuovo di feltro (che sta bene anche da pelata) ed ora preparare la cena mi danno sempre tanta gioia e il senso di vivere..

Veniamo alla ricettina:
Risotto con le zucchine e spiedini di gamberoni.. A Raffaella l'ardua sentenza..
Ho preso spunto da cucina moderna, e la ricetta sembra carina..
In fondo e' un classico risotto con le zucchine ma a cui si abbina un goloso spiedino di gamberoni gratinati..
procedimento:
Soffritto di scalogno e carota tagliata fine, tostatura del riso, e poi sfumare con un bicchiere di buon bianco..
Procedere alla cottura con brodo vegetale e, poco prima della completa cottura aggiungere le zucchine grattugiate. A cottura ultimata mantecare con burro e una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato. A parte pulire bene i gamberoni (ricordandovi di togliere anche il filetto nero) e infilzarli sugli spiedini (io ne ho considerati 4 belli grossi a persona). Preparare un trito di pan grattato e prezzemolo e un pizzico di sale e far aderire il trito ai gamberoni.
Passare gli spiedini sotto il grill due minuti per lato. Servire subito con il risotto..
Ps due correzioni dopo averla testata:
I gamberi devono cuocere circa 4/5 minuti per lato.. (con due minuti restano veramente crudi..)
Il risotto resta veramente insapore, per cui consiglio di aumentare la dose di scalogno, rosolare le zucchine all'inizio per renderle più saporite e utilizzare un brodo saporito magari aggiungendo al brodo vegetale di dado verdure varie e qualche gambo di prezzemolo. In alternativa gli spiedini, che sono molto buoni, possono essere serviti con semplice riso pilaf..


Dopo filetti di ombrina al cartoccio (così non c'e puzza di pesce e Max e' contento) e pure' di patate leggero (patate pelate e lessate in brodo di verdure, schiacciate e condite solo con olio e prezzemolo e un po' di scorza di limone)
E di antipasto si beccano anche loro le famigerate crocchette di tofu questa volta abbinate al guacamole (ne ho prodotte troppe!)

mercoledì 15 febbraio 2012

Giornate di nervosismo..E tentativi di creatività culinaria..

Sembrera' strano ma in questi giorni invece di essere felice di essere ancora a casa sono nervosa e con un fondo di preoccupazione..
Sono stata a casa molto più del previsto, ieri ho fatto il prelievo di midollo e di osso e sono in ansia.. Sto aspettando la telefonata dell'ospedale per avere la conferma che sono una sciocca che si agita per nulla, che tutto e' a posto e quindi che tutto procede bene..
Sono una malata di controllo, questo e' il mio grandissimo difetto ed e' ciò che forse ha contribuito alla malattia. Volevo controllare tutto sul lavoro, nella mia vita quotidiana e, quando non ho potuto controllare nulla della malattia della mia mamma ho fatto corto circuito.. Oggi sto imparando a vivere serena e godere di cio che accade senza pretendere necessariamente di controllarlo, per la maggior parte del tempo sono fiera di riuscirci senza grandi sforzi, ma poi capita di ricadere nel loop..
Rientrerò in ospedale lunedì mattina e a questo punto sono quasi contenta. Non sono guarita e mi rendo sempre più conto che la cosa che maggiormente dovrò imparare a fare e vivere e fare progetti stando nel limbo dell'attesa. Pero' ora ho bisogno di mettere un altro "mattone"!
Oggi ho fatto chilometri in una Milano bella, soleggiata e ventosa per snebbiare il cervello.
Passeggiando passeggiando, verso mezzogiorno, ho anche pensato a cosa inventarmi con un acquisto fatto ieri al super: il tofu. A guardarlo e' una cosa così triste e depressa che passa ogni voglia di mangiarlo! Ma io stoica, lanciata nel mio percorso verso una cucina macrobiotica e vegana, ho deciso di provare a renderlo sfizioso e appetitoso..
L'esperimento di oggi prevede di fare delle crocchette di lenticchie lessate (avanzate dalla precedente insalata) e tofu..
Gli ingredienti sono:
Un panetto di tofu
Una ciotola di lenticchie lesse
Soia
Salsa worchester
Due cucchiai di limone
Prezzemolo
Due cipollotti tritati
Un po' di cumino
pan grattato
Un uovo
Olio extravergine
Per accompagnamento:
Pomodorini croccanti
Olio


Innanzitutto mettere a marinare il tofu con un paio di cucchiai i di salsa di soia e un cucchiaino di worchester.
Frullare nel mixer gli ingredienti e il cumino pestato nel mortaio. Unire l'uovo e un cucchiaio o due di pan grattato se fosse troppo morbida.
Formare delle polpettine ovali e passarle nel pangrattato e disporle sulla teglia coperta di carta forno. Passare in forno caldo (180 gradi). Io le serviro' (ovviamente solo alla mia adorata cavia, il mio amato compagno per vedere la sua reazione) tiepide accompagnate da una dadolata tagliata piccolissima di pomodorini ben sodi conditi semplicemente con olio extra vergine e sale... Sono carine come aperitivo sostanzioso o antipasto..
Resto convinta che il tofu sia tristissimo ma e' ricco di proteine, ferro e calcio, ha poche calorie e, essendo sostanzialmente insapore può andar bene nelle torte salate come sostituto della ricotta o per preparare crocchette di verdure.
E poi dovrò ben sperimentare questa benedetta cucina vegana...
Vediamo che ne dira' Max..
Ps pare che gli siano piaciute!!

domenica 12 febbraio 2012

Secondo week end a casa e sembra sempre vacanza...

Sicuramente vi sembrerà noioso questo mio periodo a casa ma il passeggiare in centro, fare le piccole commissioni, e andare a mangiare fuori a me sembra sempre "vacanza"...
Ieri sera un'amica a cena con menù quasi vegano.. Minestrone, insalatina di lenticchie e macedonia e serata nazional popolare a ridere davanti a italia's got talent..
Dal punto di vista alimentare sto diventando sempre di più una fedele seguace di una alimentazione sana e ricca di cereali e legumi e verdure. Come sapete mi sono fissata che un alimentazione quasi vegana (quasi perche', almeno per ora, i dottori mi hannosparati amenze ordinato di ingerire molte proteine e quindi non ho completamente eliminato le proteine animali ma sto privilegiando pesce e carni bianche) possa aiutare nella lotta alla malattia ed e'comunque comprovato che mangiare poche proteine animali e tante fibre e vitamine aiuti a prevenire il cancro ed anche i tumori del sangue..
A parte il mega hamburger (ma di carne bio piemontese ed e' la prima carne rossa da mesi) mangiato ieri a pranzo da holy burger, posto carino in via Palermo che fa hamburger slowfood, obbligo quindi Massimo a nutrirsi di legumi, cereali, pesce, pasta integrale e verdure.. Cercando di convincerlo che e' salutare anche per lui!
Per chi voglia saperne di più:
http://www.vegfacile.info/transizione.html
http://www.euroveg.eu/lang/it/info/kit.php

Ps:
Insalatina di lenticchie di ieri..
Lenticchie verdi
Salvia
Aglio
Pomodori
Cipollotto
Zenzero
Olio extravergine
Sale
Pepe
Limone

Lessare le lenticchie in acqua leggermente salata a cui ho unito la salvia ed uno spicchio d'aglio.
Tagliare il pomodoro ed il cipollotto a piccoli pezzi. Grattuggiare una radice di zenzero (circa due centimetri) condire i pomodori, il cipollotto e le lenticchie scolate con lo zenzero, l'olio extravergine e una piccola presa di sale e una bella grattata di pepe ed il succo di mezzo limone.

venerdì 10 febbraio 2012

Non mi vogliono far rientrare...

Ebbene si non ne vogliono sapere di farmi rientrare... In realtà sembra che il reparto sia full e quindi devo aspettare qualche giorno..
Nel frattempo "pazienza", continuo a godermi casa e Max e martedì torno in day hospital a farmi torturare un po'. Esame del midollo e biopsia dell'osso, visita del cardiologo e un non ben chiaro esame delle mie vene..
Poi si vedrà.. Gli esami del sangue continuano ad andare bene e questo e' comunque un buon segno e, anche se temo di aver un po' esagerato ieri, io sono sempre abbastanza in forma..
Ieri infatti, dopo le solite sei ore in day hospital, ho deciso di passeggiare e ho attraversato tutto il centro di Milano a piedi e anche fatto un po' di shopping! Caspita, tra la malattia della mamma e la mia era da giugno che non venivo in centro.. Bellissimo! Oggi mal di schiena da troppo camminare ma... Vabbe'
Ed ora week end.. E max a casa tutto per me!

mercoledì 8 febbraio 2012

Domani i controlli..

Si avvicina la data del rientro ma sono pronta.. Questi giorni a casa sono stati miracolosi. Ovviamente vorrei non finissero ancora ma sono carica per rientrare ed andare avanti. Temevo mi venisse il rifiuto.. Una sorta di ansia da ospedale ma invece no. Voglio finire e la mia mente sa che siamo ancora all'inizio di un percorso.. E questo periodo e' solo una vacanzina nel "lavoro" che sto facendo! Mi sento bene, mi sono rigenerata, ho mangiato bene, cucinato per me e Max e per gli amici, fatto qualche passeggiata (clima permettendo) e tante cose diverse..
Ieri amica a pranzo e una coppia di amici a cena... Tra le varie cose preparate vi segnalo un aperitivino sfizioso e facilissimo..
Un rotolo di pasta da pizza pronta ( a meno che, presi dal sacro fuoco culinario, non abbiate voglia di preparare la pasta da pizza direttamente), salsiccia cruda, stracchino..
In una padella fate sciogliere lo stracchino, a fuoco spento amalgamate la salsiccia cruda fino ad avere un impasto omogeneo. Tagliare la pasta da pizza stesa con un coppa pasta, inserire i dischetti nelle formine di silicone da muffin, farcirli con il composto di salsiccia e stracchino e cuocere in formo caldo a 200 gradi fino a che siano ben dorati.
Ps lo stesso impasto può essere servito su crostini di pane passati in forno fino a doratura..
Ovviamente con gli avanzi di pasta si possono fare delle pizzette semplicemente ritagliando piccole palle di impasto, schiacciandole e appiattendole e farcendole con pomodoro acciughe e capperi o pomodoro mozzarella e origano..

lunedì 6 febbraio 2012

Giornate piene di vita...

Per buona parte della giornata e' come se questi tre mesi in ospedale non siano esistiti... Come se la malattia sia solo un brutto sogno...mi godo casa, vado in giro per la città gelata, sono persino andata al cinema alle due del pomeriggio (anche se bardata di mascherina) e oggi, ad Alessandria, al ristorante a pranzo con amici... E poi amici a cena, un po' di spesa.. Una vita normale! Poi torno a casa e mi rendo conto che se sto fuori casa tutto il giorno, pur senza fare nulla di molto stancante, sono distrutta, che se provo a far le scale di corsa mi blocco al quarto gradino, che sono senza capelli e con lo stomaco che e' costantentemente sottosopra per gli antibiotici e mi ricordo che la strada e' ancora lunga e che non e' stato tutto un sogno..
Ma questa vita ti ricorda quanto ne valga la pena! Che le coccole di Massimo, l'affetto degli amici, il voler coltivare le proprie passioni, la voglia di completare i lavori in campagna, l'entusiasmo nello studiare i nuovi colori e mobili, la voglia di tornare al lavoro, il divertimento di cucinare qualcosa di buono per coloro che ami, il piacere di vedersi un film accoccolati vicini sul divano, l'attesa di poter riabbracciare Athos e Alice, la gioia del camminare nella neve immacolata come era oggi su a sant'anna sono alcune delle cose che ti impongono di guarire e tornare a godere di tutto a pieni polmoni..
A proposito di cucina ecco quello che ho preparato ieri per cena a due amici venuti a fare quattro chiacchiere...
Risotto trevigiana e scamorza e cicoria ripassata con salsiccia...

Il risotto e' un classico dei classici ma sempre apprezzato.. Raffaella mi dice non mi viene mai così cremoso.. Ed allora provo a riportare qui i trucchetti base.

Per quattro persone servono:
Circa 400 gr di riso Roma o carnaroli(io conto a pugni, uno abbondante per commensale e due per la pentola e i bis)
Tre cespi piccoli di trevigiana
Due scalogni
Brodo (ovviamente meglio se di carne ma in alternativa va bene di dado)
Due noci di burro
Mezza scamorza piccola grattugiata
Una manciata di parmigiano
Un bicchiere di vino rosso


Rosolare in una noce di burro lo scalogno affettato sottilmente e, una volta ammorbidito, unire la trevigiana tagliata a fettine sottili, salare.
Far appassire e unire il riso. Far tostare bene e, quando e' lucido e trasparente, unire il vino. Fàr evaporare e proseguire la cottura aggiungendo un mescolino di brodo caldo alla volta continuando a mescolare. Questo e' un punto fondamentale. Ci deve sempre essere poco liquido e non bisogna aggiungerne di nuovo fino a che il precedente non sia ben assorbito. Proseguire nella cottura fino a che il riso sia quasi pronto ma ancora ben al dente. Unire la scamorza grattugiata e il parmigiano, unire ancora un mescolino di brodo, far assorbire e spegnere il fuoco. Unire una noce di burro, mescolare bene e coprire. Far riposare qualche minuto e servire ben caldo.

La cicoria invece e' facilissima.. Va lavata bene, eliminate le parti più dure, tagliata a pezzetti, scottata in acqua leggermente salata e poi ripassata in padella con olio in cui abbiamo fatto rosolare uno spicchietto d'aglio privato dell'anima e affettato sottilmente e pinoli e uvetta... Abbinata a delle salsiccette grigliate e' proprio buona.

venerdì 3 febbraio 2012

Continua il mio ozio e il mio trascorrere pigramente le giornate..

Questa mattina c'era il sole! Ma che freddooooo!
Sono uscita per una passeggiata, imbacuccata come quei bimbi che non si riescono nemmeno a piegare tanto le mamme li hanno imbottiti! Esco pallida e torno con due bei pomelli rossi (un colorito un po' fittizio ma comunque sano!) e mi metto ai fornelli...
Pranzetto leggero per il compleanno di una mia amica: minestrone di verdure fresche, pesce al cartoccio e finocchi brasati, pompelmo al miele..
Vi riporto la velocissima ricettina dei filetti di pesce al cartoccio, altro facilissimo cavallo di battaglia per chi ha poco tempo, poca fantasia e voglia di mangiare qualcosa di leggero..
Per ciascun commensale disporre su un foglio di alluminio un filetto di trota salmonata (o un filetto di pesce a piacere) qualche fettina di scalogno, due pomodorini tagliati a spicchi, una spolverata di timo e di prezzemolo, ed un filo d'olio. A piacere si possono aggiungere due o tre gamberi e delle seppioline. Chiudere il cartoccio sigillando bene ed infornare a 180 gradi per quindici minuti.
Questa sera invece linguine gamberi zucchine e zafferano...
So che parlo sempre di cibo ma sono nella fase in cui vorrei cucinare di tutto, sono piena di energia e voglia di fare cose belle e per me cucinare e' veramente un toccasana... Peccato che tante cose mi siano vietate (ma questo e' anche uno stimolo a inventarmi cose nuove) e che non possa frequentare troppa gente e quindi non mi sia possibile esagerare nelle preparazioni...
E poi mi coccolano anche gli altri.. Oggi Cristina mi ha portato la fantastica torta di mele di sua mamma... Un vero momento di paradiso con una bella tazza di the al caramello di Damman freres..

giovedì 2 febbraio 2012

Continuo a riciclare in cucina.. E non solo

Questa sera viene a cena la mia amica Adriana.. La cena vera la porta lei! E' bolognese e fa una delle migliori lasagne io abbia mai mangiato e quindi: perché competere, meglio lasciare ai maestri le loro specialita'! E poi ricordo che sono in convalescenza..
Per cui il mio compito e' preparare qualche antipastino...
Ho fatto le miniquiche di zucchine, dei salatini del riciclo, i fagottini di bresaola e due sane fette di salame e sottaceti..

Le miniquiche sono uno degli antipasti preferiti nelle mie cene, normalmente le faccio di tanti gusti ma siamo solo in 4 ed era troppo sbattimento...
Sono semplicissime e fanno sempre un figurone.
Per dodici miniquiche servono:
1 rotolo di pasta sfoglia stesa, 1 scalogno, 2 zucchine non troppo grandi (o verdure a piacere) una confezione piccola di ricotta (125 gr), due cucchiai di parmigiano grattugiato, prezzemolo, 1 uovo, sale e pepe.
Soffriggere lo scalogno affettato sottilmente in una padella, unire le zucchine tagliate a fettine sottili salare, pepare e cuocere a fuoco vivace fino a che siano tenere ma ancora croccanti.
In una ciotola miscelare la ricotta, l'uovo, il parmigiano, unire le zucchine e un po' di prezzemolo tritato. Aggiustare a piacere con sale e pepe.
Con un coppa pasta (o un bicchiere visto che la mia attrezzatura milanese e' ben più scarsa di quella della campagna) tagliare dei tondi a misura per degli stampini in silicone o usa e getta (ma quelli in silicone sono molto più comodi). Farcire le tortine e infornare a 180' per circa un quarto d'ora.
Ovviamente a questo punto avanzano i ritagli di pasta... In campagna possiedo un fantastico matterello ma qui... No! Che farmene allora? Mi spiaceva buttarle via e allora ho provato un esperimento... Poi vi dirò se e' una schifezza oppure no, ma a prima vista sembrano buoni.. Ho recuperato in frigo un pezzetto di gruyere un po' rinsecchito, l'ho tritato con del timo e delle noci. Ho poi impastato alla meglio i ritagli di pasta, li ho appiattiti, tagliati a striscioline e fatto dei bastoncini. Li ho compressi bene nel trito preparato facendo si che ne fossero ben ricoperti e infornati insieme alle miniquiche..
Ps nel frattempo sono usciti dal forno e non sono affatto male e messi in un bel bicchiere colorato sembrano proprio carini..

Il mercato

Non so quanti di voi amino andare al mercato..
Per me, fino a tre mesi fa era un rituale praticamente irrinunciabile.. Anche nel periodo in cui correvo su e giù per cercare di stare con la mia mamma in ospedale nulla mi impediva, il sabato mattina, di andare al mercato..
La mattina presto partivo dalla nostra bella casetta affacciata sul bosco e andavo ad Asti, al mercato della frutta e verdura..
Un trionfo di cose di stagione in cui passavo un oretta a scegliere tutte le cose buone...
Oggi, dopo i famosi tre mesi trascorsi vedendo e talvolta anche mangiando essenzialmente cibo grigiastro in contenitori di plastica della mensa, sono andata al mercato.
A Milano questa volta, sotto casa.. Cosa che non ho mai fatto sempre perché i ritmi non lo permettevano e perche', quando uscivo il giovedì mattina presto nel passato con Athos e Alice, era impossibile fare la spesa dovendo evitare che Athos infilasse il naso in ogni cosa..
Questa mattina invece, ben coperta e armata di mascherina e di borsa della spesa, mi sono avviata baldanzosa a fare la spesa...
Che spettacolo: cicoria, fagiolini, asparagi, radicchio, finocchi, zucchini, cime di rapa, cipollotti profumati, e poi, dagli indiani lo zenzero fresco.. E gli scalogni e il prezzemolo a mazzetti.. E il pesce, i gamberi, le seppioline.. A quel punto pesava tantissimo e mi sono resa conto che i miei muscoli sono rimasti in ospedale! Che fatica...
Pero' trovo sia sempre un momento di grande appagamento.. Mentre scelgo penso a cosa posso cucinare.. E mi faccio mille film.. Purtroppo ho dovuto rinunciare a tutte quelle belle insalatina croccanti di stagione che mi sono vietatissime.. Pazienza!

mercoledì 1 febbraio 2012

Ricettina al volo..

Dopo le famigerate sei ore in day hospital sono arrivata a casa e avevo veramente molta molta fame.. Ma, frigo semi vuoto (devo ancora fare una spesa seria), poca voglia di aspettare e esigenza di mangiare qualcosa di sano (l'alternativa insana in freezer erano i sofficini!)
Allora ho saltato in un filo d'olio qualche cimetta di broccolo tagliata sottile, dei pinoli, alcuni funghi essiccati ammorbiditi in acqua calda (fantastici gli shitake giapponesi ma van bene anche altri funghi) e un cipollotto. Ho preparato velocemente un po' di brodo vegetale a cui ho aggiunto curry e scorza di limone a striscioline. Quando le verdure erano ben rosolate ma belle croccanti ho aggiunto una busta di fantastico riso Venere Gallo precotto (ve le consiglio come scorta in dispensa, sia il riso Venere che il basmati sono molto buoni, pronti in pochi minuti. (un vero salvavita quando hai fame), saltato tutto per bene con una piccola presa di sale e bagnato con il brodo vegetale al curry e scorza di limone. Far assorbire velocemente ed e' pronto... Ovviamente, ad averli, sarebbe stato buonissimo con l'aggiunta di gamberi o altre verdure come fagiolini verdi fatti a piccoli pezzi, zucchine a dadini...

Seconda giornata a casa..

Piano piano torni ad apprezzare tutte le piccole cose, soprattutto quelle che in realta' non hai mai fatto perché la tua vita era ben più frenetica.. Quando mai ho avuto tempo di fare the' e biscotti e vedere un film alle quattro del pomeriggio di un mercoledì d'inverno? Alla fine, anche se mi manca il lavoro e certi ritmi, devo ammettere che questa vita slow rappresenta qualche vantaggio... Probabilmente tra un po' mi inventerò altre sciocchezze da fare perché temo di non essere proprio capace a rallentare veramente ma per ora mi godo l'andamento lento..
Oggi belle conferme dopo sei ore in day hospital. Gli esami vanno bene, prossimo controllo il 9 e poi si rientra...
Peccato solo che il clima non sia favorevolissimo... Dopo i prelievi mi hanno detto di tornare verso mezzogiorno per la visita.. Ho provato ad affrontare una passeggiata in corso di Porta Romana ma mi sentivo armaduk e, se pur a malincuore, dopo un po' ho rinunciato alla passeggiata in centro...

martedì 31 gennaio 2012

Le piccole gioie dell'essere a casa....

Ieri sera sono entrata in casa, accolta dalla luce soffusa e dall'albero di natale che le mie amiche, a sant'Ambrogio, avevano preparato per farmi una sorpresa perché dovevo uscire... Allora non ero uscita ma oggi me lo sono goduta e mi sembra un po' Natale...
E poi ogni cosa sembra quasi una scoperta.. Colazione a letto, il fiorista che suona con una bella azalea di bentornata, passeggiata nel quartiere, panettiere, verdura.. Le sciocchezze che solitamente fai fermando l'auto in seconda fila, con le quattro freccie, parlando al telefono con un cliente e che ti sembrano solo un incombenza in più.. Vabbe in questi giorni mi fa felice ogni sciocchezza.. Un regalino (visto che son dimagrita..) ancora due passi e poi a casa.. Pranzetto cucinato da me! (mi mancava da morire maneggiare i miei attrezzi da cucina e, come dice Massimo, fare caos in cucina.) massimo mi ha detto " si vede proprio che il mio amore e' tornato! In cinque minuti mille cose fuori, verdure da tagliare, bruschette nei piatti, e mille precauzioni in più perché devo stare attenta a tutto quindi pomodori lavati con il bicarbonato, lavarmi le mani con il disinfettante mille volte.. Ma e' solo questione di abitudine..
La mia prima giornata di nuova vita continua..

lunedì 30 gennaio 2012

Dopo 85 giorni....

Si va a casa! La gioia che ho provato questa mattina e' indescrivibile.. Non credo ci sia vittoria alla lotteria o successo che dia la stessa soddisfazione.. Ora una decina di giorni a casa stando attenta a tutto ma a Casa!
Certo, dopo due mesi di inverno mite esco nella settimana di bufera e tempesta e temperature siberiane e picco dell'influenza.. Tanto perché a noi le cose facili non piacciono mai.. Ma chi se ne frega.. Mascherina, sciarpa cappellino ugg e non mi ferma nessuno!
In sequenza le cose più attese sono:
Respirare l'aria (sarà buonissima anche con i pm10)
Vedere Massimo senza cuffietta e mascherina.. Lo riconoscerò?
Abbracciarci forte forte
Dormire nelle mie lenzuola (quelle dell'ospedale, ipersanificate, sono ruvide come la pietra pomice..)
Vestirmi con vestiti veri e non più con il pigiama..
Rivedere le mie cose e tornare a mettere in disordine come so fare solo io a casa.
E poi mille e mille piccole cose...

domenica 29 gennaio 2012

Ed in onore di Raffaella e dei suoi buonissimi carciofi ripieni..

Prosegue il premio Master chef amica di Cristina e questa sera il piatto in concorso era "carciofi ripieni"!
La ricetta di Raffaella non ce l'ho e spero di estirpargliela a breve visto che i suoi sono buonissimi e ne ho mangiati tre arrivando quasi a scoppiare ma, in attesa di poter pubblicare la sua, segnalo la mia personale versione...
Come dicevo questa e' la fase finale della stagione dei carciofi, costano poco e sono buonissimi oltre a fare benissimo.
Questi carciofi possono anche essere preparati e congelati per i tempi di magra... Restano buonissimi..

8 carciofi
200 gr di pan grattato
1 cucchiaio di timo fresco
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo tritato
Olio, sale
Un bicchiere di vino

Togliere le foglie esterne ai carciofi e pulire bene tutte le parti spinosi. Con un coltellino scavare l'interno togliendo la barba e conservare l'interno. Pulire bene i gambi e tagliarli a pezzetti. Nel mixer tritare l'aglio, il pangrattato, l'interno dei carciofi, i gambi, gli aromi e una presa di sale.. Condire con olio e farcire l'interno dei carciofi allargando bene le foglie e riempiendo non solo la parte scavata ma anche tra le foglie schiacciando bene.
Disporre in una casseruola che li contenga a misura in piedi i carciofi e cuocere per 35/40 minuti a fuoco medio basso con un filo d'olio e bagnando con il vino.

Ulteriori riflessioni....

E' vero, condivido con Bic tante riflessioni... In più di meta' Italia c'è tantissimo da fare ed il divario tra una regione e l'altra e' abissale.. Tanto che nel mio reparto spesso mi dicono esserci gente da tutta Italia... Questa credo sia la grande sfida.
Sicuramente pero' lo scetticismo atavico che avevo nei confronti della sanità e' stato spazzato via.. Ho avuto la fortuna di cadere nel posto giusto.. E, pur se e' concettualmente sbagliato che sia questione di fortuna vivere a Milano e non in zone dove muori per un cesareo senza spiegazioni, resta valido il principio fondante della sanità italiana che non avevo mai neanche approfondito e davo assolutamente per scontato... Il diritto alla salute per me era ovvio e mi ha colpito che in tanti paesi cosiddetti civilizzati non sia così..

sabato 28 gennaio 2012

Una cosa che mi rende fiera di essere italiana...

Questa mattina ho cambiato stanza.
La mia nuova compagna di stanza si chiama Amina ed e' siriana.
Purtroppo ha, anche lei, una malattia brutta e a breve la trasferiranno per operarla. Forse dopo due mesi di indagine, hanno ben definito la diagnosi. Ha la mia stessa età, tanti sogni, tanta voglia di studiare e di crescere, tre figli, ma, a differenza mia, affronta le migliaia di difficoltà di una famiglia musulmana in Italia che lotta per il lavoro, per pagare le spese, per mandare i soldi a casa e che vive con una nostalgia costante per il suo bellissimo paese.
Ma qui può essere curata al meglio! Ci siamo messe a chiacchierare sul fatto che le hanno fatto tantissimi esami, che e' spaventata ma che si sente in buone mani, che se fosse stata in Siria, ora poi con le nuove tensioni politiche, non sa come avrebbe potuto essere curata.
Ho poi pensato ad Esther, il mio angioletto peruviano, che, orgogliosa, mi ha raccontato di aver potuto pagare le cure mediche dei suoi genitori in Perù in clinica privata grazie al lavoro in Italia (perché in Perù la sanità nazionale e' povera e non riesce a dare supporto e se non hai i soldi non ti curi...).
Per questo sono orgogliosa di essere italiana. Io, Amina, chiunque viva in Italia e abbia bisogno di cure viene curato, al meglio (almeno in queste strutture), con gli stessi diritti, e lo stesso sforzo delle equipe mediche.
Ho sempre fatto la brillante, dicevo, meno male che c'è l'assicurazione medica, se no figurati, con la sanità italiana.. Con quella supponenza di chi non sa e che, fino ad adesso, non aveva mai avuto bisogno di particolari cure..
Ma l'assicurazione medica e' fantastica per fare in fretta un esame, delle visite, piccoli interventi, pacchetti di prevenzione...
Ma se stai veramente male sono solo i grandi ospedali che possono darti il meglio e lo danno a tutti.
Solo una nota, da uno studio dell'OMS risulta che l'Italia e la Francia sono al secondo ed al primo posto per il livello di sanità, anche per questo concetto di universalita' dell'erogazione del servizio. Gli Stati Uniti sono al trentasettesimo posto proprio perché poco più del 40% della spesa sanitaria e' coperta dallo stato contro il 73% dell'Italia ed il 78% della Francia. Solo chi può si cura...

venerdì 27 gennaio 2012

La meta si avvicina e si gode la frenesia dell'attesa..

A grandi falcate mi sembra di avvicinarmi veramente, questa volta, al secondo traguardo: andare a casa qualche giorno.
Sto lavorando sull'alimentazione, l'attività fisica (ossia, come si diceva quando ero ragazzina, faccio vasche su e giù, sola o con l'amica di turno, ai miei tempi in corso Roma, ora in corridoio!) e il benessere mentale... Guardo l'hotel in cui vorrei andare una notte al mare se il tempo sarà bello, e mi coccolo.. Soprattutto mi stracoccolano..
Ormai tra le mie amiche e' partito il miglior servizio Catering in network di Milano per cui ieri polpette, oggi i mitici Rabaton, stasera verdurine al vapore (quelle vere e buone, non quelle schifose della mensa) e tarte tatin, domani arriva la torta Pasqualina, domenica i carciofi ripieni... Ora organizzo il premio master chef ospedaliero!
In competizione per altro entra anche Esther, una delle infermiere, che dopo il flan peruviano, oggi mi ha preparato la gelatina di frutta..
E mi sembra di essere nel sabato del villaggio di leopardiana memoria, con quel fremente senso di attesa della donzelletta anche se poi, al contrario di quanto pensasse quel positivone di Leopardi, la mia domenica (lunga) sarà fantastica...
E' vero, mi ero detta, questa volta, fino a che non avrò la lettera di dimissioni in mano, non dico nulla, ma e' così bello essere eccitati per l'attesa della partenza..

Per farmi capire che non ne possono più di me poi hanno deciso di spostarmi di stanza (ovviamente le esigenze penso siano logistiche) e domani mattina trasloco tutti i miei "stracci" nella camera dieci... Quella in assoluto più vicina all'uscita!! Non avevo idea di essere riuscita ad incastrare così tanta roba in un armadietto da palestra e in un carrellino.. Mi serve Grillo traslochi!
Anche questa e' attività fisica e, dopo un mese da sola, avrò per qualche giorno una nuova compagna di stanza...

giovedì 26 gennaio 2012

Che ansia le proteine!

Ma sarà mai normale che una golosona, buongustaia e appassionata cuoca si trovi a combattere perché non ce la fa a mangiare tutto quello che vorrebbero i medici! Una guerra!
E' vero che ho passato tanti giorni a nutrirmi con la sacca di nutrienti in vena e a ingurgitare qualche frullato o mela cotta ma ora, che sono tornata ad essere in grado di mangiare normalmente, sembra mi abbiano messa all'ingrasso! Mangia proteine proteine proteine.. Aiutooo ma loro hanno mai assaggiato le "proteine" della mensa?
Questa mattina pero' mi sono commossa: alle otto e mezzo l'infermiera entra in camera con un sacchettino rosso che conteneva un tupperware pieno di polpette. La mia amica Pamela, muovendosi "comodamente" con i mezzi, nel tragitto tra casa e segrate, prima di andare al lavoro, e' riuscita a fermarsi al policlinico per portarmi le polpette al sugo!
E quindi ecco delle fantastiche Proteine!
Ma loro, non felici, mi obbligano anche ad ingurgitare i bibitoni proteici (che schifezza)... Stasera ribellione anti proteica e ho mangiato frutta.

L'episodio di questa mattina mi ha fatto tornare alla mente un altro momento difficile e strano della mia vita: l'alluvione del '94 di Alessandria. Io e i miei genitori eravamo rimasti bloccati in casa con l'acqua che scorreva come un fiume in piena sotto la finestra del primo piano per tre giorni, tanta paura, al buio e al freddo, con la radiolina che mandava la cronaca di quella tragedia. Poi l'acqua inizio' a defluire e, la prima mattina in cui il livello era sceso, dalla finestra, vediamo spuntare la mia nonnina con il termos del caffè, la focaccia dolce (quella della ricetta già postata), col cappottino marrone che, superando battagliera (era alta un metro e cinquanta) i blocchi della protezione civile e' arrivata a piedi da casa sua per vedere come stavamo!

Oddio come sto diventando nostalgica!

mercoledì 25 gennaio 2012

Meno male che oltre ai mille capitan Schettino ci sono dei fantastici capitan America!

Che vergogna, in questi giorni febbricitanti ho seguito tutta la vicenda della Costa concordia. Nella povertà umana di capitan Schettino ho rivisto la tristezza umana di tanti codardi conosciuti nella vita, persone pronte ad essere aggressive con i deboli e deboli alla prima difficolta', pronti a lasciarti allo sbaraglio per celare i propri errori, persone così piccole da non essere in grado di pensare che a se stessi e poi incontri persone di valore, dei veri Capitan America. Qui in reparto ce ne sono molte. Il mio medico, che con la sua schiettezza (di cui abbiamo già parlato) e i suoi occhi sinceri non molla fino a che non trova le soluzioni e vedi la passione costante con cui lo fa, la piccola Esther che, lasciati i suoi affetti in Perù ti racconta con le stelline negli occhi della gioia che riceve da questo lavoro e che, per farmi mangiare mi prepara a casa il flan peruviano e tutti gli altri unici, fantastici qui e fuori da qui...
Quanti capitan Schettino conoscete e quanti Capitan America.. Scappiamo dai primi e ispiriamoci ai secondi.. Sono fari da seguire in ogni nostra azione piccola e grande..

Che bella giornata di sole..

Ma che bella giornata! Sono qui, nella mia stanzetta e guardo il vecchio platano davanti alla mia finestra completamente illuminato dal sole e penso che sono di nuovo felice. Dopo un po' di giorni duri, in cui ero nervosetta, apatica e poco reattiva oggi sto bene e le cose girano al meglio (niente febbre, i globulini in costante crescita e io che mi sento rifiorire). Penso alle preghiere di chi mi vuole bene e che si sente ricompensato dal sentirmi così, penso a mio padre che vedevo sempre più preoccupato e pessimista dopo questo periodo drammatico della nostra vita, penso alle mie amiche che, ho saputo da uccellini spifferoni, si sono messe a piangere quando hanno saputo che il midollo era a posto, penso a tutti coloro che non conosco e che mi scrivono cose bellissime su questo blog e capisco il concetto di rinascita. Non ho mai avuto nulla (fino ad ora direi, adesso mi sto proprio rifacendo alla grande) e non avevo mai provato la sensazione di benessere profondo, assoluto che arriva dal sentirsi bene fisicamente e psicologicamente dopo un periodo di sofferenza fisica. E come una fortissima scarica di adrenalina!
Oggi ho voglia di fare di tutto, sembro drogata di energia e da brava donnina multitasking, in contemporanea, leggo, coltivo freneticamente nel mio villaggio dei Puffi, ascolto la radio, parlo al telefono, scrivo e tra un mi rimetterò anche a lavorare a maglia ( se no la sciarpa viene pronta a luglio) ed, ovviamente, ho voglia di cucinare!
E quindi, visto che la cucina infermiere non e' esattamente quella del cordon blu e non credo apprezzerebbero di avere una paziente che, insieme al suo amato palo delle flebo, si mette a spignattare qualcosa solo perché e' contenta, scrivo una ricetta.

Una cosina semplice, sono ancora con lo stomaco un po' sottosopra, che ovviamente non posso mangiare perche' con verdura cruda che chissà quali germi pericolosissimi potrebbe nascondere, ma di cui avrei voglia e che e' perfetta per la stagione!

Cialdine di grana ai carciofi

300 gr di grana padano
1 albume
4 carciofi
Sale e pepe
1 limone

Amalgamare l'albume e il grana in una ciotola. Disporre a cucchiaiate 8 mucchietti su una placca rivestita di carta da forno leggermente unta e infornare a 180 gradi per 5/6 minuti. Estrarre dal forno e appiattire i mucchietti con un batticarne. Rimettere in forno per ancora un paio di minuti. Staccare delicatamente i dischetti e appoggiare ciascun dischetto su fondo di un bicchiere e formare una coppetta con le mani. Staccare e far raffreddare. Pulire i carciofi e immergerli in acqua e limone. Tagliare a fettine sottilissime e condire con olio, limone, sale e pepe. Farcire i cestini.

martedì 24 gennaio 2012

Piccoli e grandi traguardi

Nella vita ci poniamo tantissimi traguardi, alcuni che inseguiamo per anni con impegno come il successo scolastico, quello lavorativo, le gioie di una famiglia, altri più piccoli come imparare un sport, superare una piccola fobia, riuscire a comprarsi una casa.. Ognuno di questi ti spinge con energia ad andare avanti e poi un giorno arriva il traguardo dei traguardi, quello che va raggiunto ad ogni costo, quello per cui non si puo' mollare..
Io fino ad ora ho ottenuto tanti traguardi belli e importanti tra cui la laurea, un bel lavoro, un compagno fantastico, le nostre due casette tanto amate e sudate e ieri, il grandissimo traguardo di tappa! Il midollo sano. Ora ci saranno i consolidamenti, poi il trapianto ma tutto mi sembra in discesa. A volte non abbiamo la capacita' di apprezzare i traguardi che raggiungiamo, anche piccoli risultati come cucinare un piatto ben riuscito, far crescere le proprie piante, fare bene un progetto di lavoro, imparare a fare la maglia o a ricamare, ma queste sono le soddisfazioni che ci danno energia e che ci aiutano a non abbatterci mai quando qualche traguardo sembra più difficile da raggiungere.
E sono già qui a pensare a tutto ciò che vorrò fare una volta centrato l'obiettivo fondamentale, vorrei imparare bene il francese, fare un corso di pasticceria, ricominciare pilates, e dedicarmi un po' di più agli altri.. E chissà quale altre idee mi verranno..
Ps a proposito di traguardi complimenti alla piccola Diana che ha realizzato la sua prima torta e l'ha decorata meglio di un pasticcere!

lunedì 23 gennaio 2012

Good news

Anche se la febbre continua e non sanno più dove scovare la causa, anche se mi sento come se fossi stata travolta da un TIR e come Willy il coyote sono spiattellata a sottiletta sull'asfalto, oggi e' arrivata una grande notizia:
il prelievo di midollo e' pulito e sembra non ci siano residui di malattia.. Primo feedback, dicono, mancano ancora alcuni approfondimenti ma cel'abbiamo fatta! Questa era la notizia fondamentale, soprattutto dopo tutto questo periodo lungo e di ansie e terapie pesanti...
Ora non resta che cacciare la febbre e poi ce ne andiamo un po' a casa..

domenica 22 gennaio 2012

Un piccolo enorme regalo..

Sono giornate durissime.. Ieri ho raggiunto 39,8 di temperatura e non si riusciva a farla scendere.. E' circa una settimana che va così e sono crollata.. Piangevo, non volevo che mi bucassero per i prelievi, avevo i nervi a fior di pelle..
Ad un certo punto, oltre a un sacco di farmaci finalizzati a far scendere la febbre, mi hanno sommerso nel ghiaccio come nei migliori vecchi film western.. Vi assicuro, non e' piacevole..
Ma, in tutto questo e' arrivato un bel regalo.. Le infermiere hanno permesso a Massimo di fermarsi con me durante la notte e, dopo quasi tre mesi, e' stato bellissimo essere insieme anche solo a chiacchierare, appisolarsi e trovarlo qui quando aprivo gli occhi e oggi sono più serena.. Ancora non sappiamo cosa dia questa febbre e quale sia la cura ma io sono di nuovo pronta a resistere..
Mi scrive Ceci, anche lei malata di leucemia e mi chiede come io faccia a parlare di cucina in un momento in cui anche l'acqua e' disgustosa... Non so dare una risposta buona per altri ma per me questa malattia non può fermare le mie passioni, non può fermare la voglia di vivere e di pensare alle mille cose che voglio fare e cercare di farne mille anche da qua, da questo lettino di ospedale che non vuole più lasciarmi andare.
Ora aspettiamo il solito bollettino globulini della mattina e speriamo di riuscire a curare la febbre in fretta...
Buona domenica a tutti
Che sia un giorno in cui pensiamo a una cosa bella, ne facciamo una ancora più bella ci ricordiamo di baciare chi amiamo e respiriamo il piacere di esserci fino in fondo..

giovedì 19 gennaio 2012

La febbre sale la febbre scende...

Uff sono tanti giorni che assomiglio più ad una vecchia signora con le scalmane che ad una giovane ed avvenente malata di leucemia! Ho picchi di febbre vicini al 39 più volte al giorno e quindi prima freddo freddo freddo, poi caldo caldo tipo stufetta accesa e poi sudi sudi sudi... Che bello!
Pero' i miei globulini si stanno muovendo ed oggi erano 510... Domani poi si va in gita: TAC al torace per capire se si sia annidato qualcosa... Mi rendo conto che non sia entusiasmante ma l'idea di uscire dal reparto, anche se per un esame, dopo nove settimane che non esco dalla stanza, e' comunque un esperienza.
E poi sono tornata a mangiare e questa sera mi godrò una bella fetta di torta genovese di verdure arrivata fresca fresca nelle manine di Rossana.. Slurp.. Devo confessare che iniziavo a detestare i frullati...

In onore della Liguria ecco una ricettina Ligure semplice semplice ma veramente buona e leggera.

Fiori di zucca ripieni di patate

16 fiori di zucca privati dei pistilli
2 patate di media grandezza
4 cucchiai di grana grattugiato
1 uovo
1 cucchiaino di maggiorana
12 foglie di basilico tagliate sottilmente
1 spicchio di aglio tritato
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
pepe nero macinato al momento
sale

Cuocere le patate in acqua salata, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate raccogliendole in una terrina. Unire il basilico, l'aglio, la maggiorana, l'uovo, il grana, il sale, il pepe e l'olio. Lavora l'impasto sino ad ottenere un composto omogeneo.

Riempire delicatamente i fiori di zucca con l'aiuto di un cucchiaino e collocarli sopra una teglia unta di olio. Infornarli e lasciarli cuocere a 180° C, per 20 minuti circa. Servirli caldissimi nei piatti singoli.

martedì 17 gennaio 2012

La tolleranza

Una mia amica mi ha ricordato una massima di Goethe che diceva che invecchiando si diventa più tolleranti perché si riescono a perdonare agli altri tutti gli errori che abbiamo già commesso noi stessi.
Con chi mi e' vicino non ho dovuto in alcun modo essere tollerante... Loro mi hanno dimostrato come un onda di piena quanto siano capaci di superare paure, difficoltà organizzative, gestione del tempo, gestione dei figli, problemi di lavoro, chilometri di distanza per starmi vicino e facendo vedere ogni giorno che, quando vuoi bene, anche quando normalmente non ti frequenti con assiduità, tutto si affronta e CI SEI! Loro mi stanno insegnando ad essere migliore perché tanto amore va anche meritato..
E si, qualche delusione io e Massimo l'abbiamo avuta, a volte alcune persone che pensavi vicine in realta' si sono dimostrate incapaci o disinteressate, ma poco importa.. Da questa malattia usciremo con dei legami che non pensavamo di avere..
E' proprio vero che, come diceva Steve Jobs, il sapere che il tempo e' limitato ti da una forza in più, una voglia di godere delle cose importanti.
Ho ripensato a quante volte forse sono stata un po' assente, in cui pensavo più al lavoro che al resto, in cui certe cose sembravano rimandabili...
ed invece proprio quelle importanti non devono mai essere rimandate ed ognuno, in fondo al suo cuore, Sa quali siano quelle fondamentali per lui..

Ps bollettino medico: la febbre continua ma ci sono minuscoli segnali di movimento del mio midollo e quindi tengo le dita incrociate..

lunedì 16 gennaio 2012

Il funghetto trallalla'....

Chi avrebbe mai detto che anche quelle belle muffette che ogni tanto vediamo formarsi sulla frutta troppo matura o sulle piante potessero farci male..
Da tre giorni ho la febbre e pensavo fosse un infezione ma il mio dottore, dopo aver indagato sui sintomi vari, mi ha spiegato che pensava più a un funghetto e quindi, oltre ai due antibiotici da oggi provo l'esperienza dell'antifungino...
Tra una cosa e l'altra sono sempre attaccata a qualche cosa..
A parte il funghetto e la febbre sono abbastanza in forma e tutto procede.. Ho finito di leggere l'ultimo libro della Litizzetto e di Franca Valeri e oggi ho iniziato l'ultimo di Fabio Volo... Faccio scorpacciate di tv (e per rimanere nell'ambiente non mancano mai grèy's anatomy, ER e un detective in corsia) e proseguo nella mia dieta a base di frullati, mele cotte e gelato e bibitoni proteici ipernutrienti..

venerdì 13 gennaio 2012

L'attesa

Ho appena finito di leggere un libro molto carino... E' scritto come una favola, i protagonisti sono un lupo, un'anatra e un riccio.. Ma la vera protagonista e' l'attesa e la ricerca del senso dell'attendere..
In alcuni passi del libro viene definita così:
L'attesa e'immaginare ogni giorno il volto che avrai
L'attesa e' quando aspetti che torni quel che hai perso e ti sembra che, se non torna, la vita non avrà più senso
L'attesa e' stare con il naso schiacciato contro una vetrata


Cosa e' per me l'attesa? Direi una grande scoperta.. E' uno stato d'animo, un approccio mentale con cui vivere ciò che mi sta accadendo, una nube spessa che avvolge tutto..
Faccio tante cose, parlo con le persone e attendo e insegno anche a loro ad attendere.. Non siamo abituati a farlo..
Forse in passato la vita era più lenta e tutti erano abituati ad attendere ma oggi riusciamo ad avere molte delle cose che vogliamo e ci siamo disabituate.
Quando ero piccola ricordo mio nonno che faceva l'orto e che spesso si sedeva li, su uno sgabellino, a fumare e guardava. Mentre io preparavo deliziosi minestroni di erbacce, terra e acqua per le mie bambole (già i geni malati di cucina uscivano allo scoperto) lui continuava per ore a guardare, seduto. Una volte gli ho chiesto: " nonno, ma perché stai li così, seduto?" e lui mi disse : "guardo crescere l'insalata...". Sapeva attendere, era sereno e amava aspettare che il frutto del suo lavoro crescesse bene e con amore...
Oggi l'insalata, non solo non la coltiviamo ma la compriamo addirittura già lavata e pronta...
e pensare che una delle cose che mi rilassa di più e' pulire la verdura....
Quante volte ci siamo dette "voglio questa cosa" e, invece di aspettare natale o il compleanno, come sarebbe stato in passato, oggi usciamo e lo compriamo...
Oggi io vorrei tanto una cosa ma invece devo attendere attendere attendere... Con il naso schiacciato sulla vetrata..

Qualche chiarimento sul trapianto e su come si diventa donatori..

In tanti mi stanno telefonando per chiedermi come fare a donarmi il midollo.
Innanzitutto vi ringrazio per la montagna di amore che mi regalate ma credo sia necessario chiarire un po' in cosa consiste la donazione.
Esiste una banca mondiale dei donatori con circa 18 milioni di iscritti nel mondo, di cui poco più di 300.000 in Italia. A meno che non si sia un parente stretto non si può fare una donazione vincolata per una persona. Le possibilita' di compatibilita' specifica sono molto basse. Sicuramente pero' chi sceglie di iscriversi fa una scelta consapevole importante.
Il suo midollo potrebbe aiutare qualcuno in qualche parte del mondo se non l'amica che ora ne e' coinvolta.

CHI può iscriversi al registro mondiale dei donatori:
Per iscriversi al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo il volontario deve avere una età compresa tra i 18 e i 40 anni.
Tali disposizioni sono state emesse dal GITMO (Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo).
Le motivazioni sono prettamente mediche, il midollo osseo del donatore più è giovane più è ricco di cellule staminali, fondamentali per la rigenerazione del midollo osseo del ricevente.

COME iscriversi:
Ci si deve rivolgere alle strutture ospedaliere accreditate contattando direttamente il centro trasfusionale dello stesso ospedale e reperibili facilmente su internet o contattando direttamente l'ADMO. Per chi lo volesse io mi sono fatta girare l'elenco delle strutture in Lombardia.

IN COSA CONSISTE:

La prima fase consiste semplicemente in un prelievo di sangue che sarà sufficiente a fare una tipizzazione da inserire nel registro mondiale. Qualora poi ci fosse un paziente che presenta le compatibilità adatte si verra' chiamati a fare un secondo prelievo di sangue su cui verranno fatti ulteriori livelli di indagine. Qualora poi fosse proprio il midollo giusto si verra' chiamati per il prelievo che si fa in anestesia totale e con un ricovero di qualche giorno. Per qualche giorno successivo si avra' un po' di mal di schiena e sarà necessario rimanere alcuni giorni a riposo. I centri donatori daranno a chi interessato tutte le informazioni necessarie.

mercoledì 11 gennaio 2012

E iniziamo a parlare di trapianto..

Quando ti parlano di leucemia pensi subito al trapianto... Poi ti rendi conto che tanta gente e' guarita anche senza doverlo fare e che il percorso e' veramente pesante.. Dopodiché ti dici, vabbe' ma io saro' una di quelle a cui magari non servira'.. E poi ti iniziano a dire che invece stanno pensando fin da subito di attivare la ricerca nella banca mondiale...
Ovviamente ancora non e' certo che sia necessario ma, visto che la bastarda si e' dimostrata particolarmente cattiva, e' meglio iniziare a cercare e speriamo che nel mondo esista un mio gemello! E soprattutto che il mio gemello si sia iscritto alla banca dei donatori...
E poi i miei globuli ancora dormono e questo dimostra che il mio midollo e' sicuramente meno vivace di me...

Nel frattempo si va avanti.. Io sto qui bella tranquilla, cerco di non farmi venire la febbre e tengo alto il morale!

Per questo vi passo sottobanco una ricetta che adoro! Il pollo unico al mondo della zia Lalla (non e' proprio una zia diretta ma la storia e' troppo lunga)..
In realtà ancora non riuscirei a mangiarlo (ancora qualche problemino a deglutire..) ma fa parte di quella tipologia di confort food che ti fa proprio stare bene!

Pollo della zia Lalla

1 petto di pollo tagliato a fette sottili
2 uova
Pan grattato
3 limoni
1/2 litro di brodo di manzo o di dado
Olio, sale e pepe

Impanare le fettine di pollo nell’uovo sbattuto e nel pangrattato salato e pepato e friggere in padella fino a che non siano dorate. A parte scaldare il brodo e unire a pioggia il pangrattato mescolando bene con una frusta affinché non si formino grumi fino a ottenere una crema molto fluida. (attenzione: tende ad addensare velocemente quindi non bisogna esagerare con il pangrattato). Spremere i limoni e unirli al composto mescolando bene (verificare il giusto grado di acidità e gusto). In una casseruola trasferire le fettine di pollo rosolate e ben asciugate con carta assorbente e versare l’intingolo sulla carne. Cuocere alcuni minuti fino a che l’intingolo non abbia la giusta consistenza cremosa ma non troppo densa.
Servire ben caldo.

lunedì 9 gennaio 2012

La tensione dell'attesa

In ogni cosa della vita trovo che l'attesa di un evento e di una risposta che desideriamo tanto sia la fase più difficile da gestire.
Penso a quando, al lavoro, attendi un ok su una grande trattativa e telefoni al cliente a volte parlandogli chiaro, a volte con scuse banali, per vedere se ci sono novità.
Penso a quando, all'apertura di una gara d'appalto, lo stomaco ti si attorciglia nell'attesa di sapere i punteggi finali.
Penso a quando, ragazzina, aspettavi che uscissero i tabelloni a scuola con le votazioni di fine anno e ti sudavano le mani per l'ansia anche se eri una secchiona e sapevi in cuor tuo che tutto era andato bene.
E oggi sono in una delle attese più snervanti della mia vita, la risalita dei valori e le risposte sull'efficacia della terapia.
Sei in balia di una parte del tuo corpo che non controlli in alcun modo e ti chiedi perché le cose non debbano andare nella norma... Perché, se c'è uno straccio di statistica, tu sei sempre fuori e più lenta? Lo stato d'animo che ti comanda e' l'ansia. Come la controllo? Con la pazienza (dicono virtù dei forti), con le distrazioni, chiedendo lumi ai medici in modo pressante, e sperando che il tempo e il destino ti porti il regalo che desideri, facendomi le coccole e facendomi amare... E ogni tanto facendomi anche un pianterello liberatorio..
Le news alla prossima puntata..
Certo, sono ben accetti trucchi e suggerimenti per gestire le attese importanti...

sabato 7 gennaio 2012

Ed oggi son 30...

La befana mi ha portato venti nuovi globulini bianchi in più rispetto a ieri.. Poteva sforzarsi un po' di più ma, che dire, bisogna accontentarsi dei piccolissimi segnali..
Ora le feste sono finite, io guardo dalla finestra una giornata che sembra quasi primaverile (sole, cielo terso, lieve brezza che muove le ultime foglie sull'albero di fronte alla mia stanza) e mi accorgo che, nonostante tutto sono felice..
Sto vivendo una sorta di fase regressiva in cui gioco alle cose più stupide (sono molto impegnata nella costruzione del villaggio dei Puffi!!), passo un pomeriggio con Massimo a vedere un film e giocare a Monopoli (proprio come un giorno di festa a casa, peccato che io sia pelata, in pigiama e lui bardato come un medico in sala operatoria), mi faccio coccolare dalle infermiere che mi preparano frullatoni freschi e mele cotte prelibate (alla faccia delle schifezze propinate dalla mensa (di cui non faccio il nome visto che sono ex colleghi ma, se mi leggono, che si mettano una mano sulla coscienza!!), mi dedico allo studio di tutte le possibili cure per la leucemia, ortodosse o meno e penso a volermi bene..
Ed ho ricominciato a pensare a nuove ricettine (che testero' appena a casa) per arricchire la prossima edizione del libro, faccio ginnastica attaccata al palo delle flebo e aspetto le amiche che mi vengono a trovare ( non ci siamo mai viste così tanto). Questo e' un periodo, a volte durissimo e pieno di paure, a volte, come oggi, pieno di sole e speranza che mi insegnerà a vivere meglio al lavoro, con chi amo, coltivando tutte le cose che mi fanno stare bene...
Ps tra le varie terapie/sistemi di prevenzione della leucemia sto studiando la teoria che si basa sul concetto che tra i vegetariani c'e una % di malati di leucemia decisamente inferiore rispetto a chi segue un alimentazione onnivora, ed ancora di più questo si riscontra tra i vegani crudisti... Temo non sarò mai in grado di mangiare solo verdura cruda ( che per altro per ora mi e' assolutamente vietata) ma vi regalo una ricettina letta su una rivista che rispetta queste logiche alimentari, mi sembra molto sfiziosa e che puo' anche aiutare a smaltire le scorte di lenticchie e frutta secca post fine anno...

Insalata di lenticchie

250 gr di lenticchie di castelluccio (ossia quelle molto piccole che non richiedono ammollo, in caso abbiate le altre seguite le istruzioni di ammollo indicate sulle confezioni)
100 gr di spinacini novelli (questi si trovano facilmente gia' lavati nei super)
1 grosso cuore di sedano bianco
80 gr di nocciole sgusciate
3 spicchi di aglio
1 foglia di alloro
1 rametto di rosmarino
Olio extravergine, sale e pepe

Lessare per 20 minuti le lenticchie con 2 spicchi di aglio, l'alloro e il rosmarino, poi spegnere il fuoco e lasciar raffreddare a pentola coperta.
Tagliare il sedano a bastoncini corti e tritare le foglie più tenere e saltare il tutto in padella con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio rimasto per pochi minuti (deve rimanere croccante)
Regolare di sale, trasferirlo nel piatto di portata e aggiungere le lenticchie ben scolate, gli spinacini e le nocciole tritate grossolanamente. Condire con olio, sale e pepe e servire subito.

giovedì 5 gennaio 2012

Cosa pensate della comunicazione medico paziente?

Il mio medico mi chiede di riflettere sulle mie sensazioni e su come vivo la comunicazione medico paziente. Già in passato avevo parlato dei diversi approcci che avevo incontrato in questi mesi ed ora sono a pensare a come vorrei che fosse e cosa e' realmente.
Parto dai miei desiderata
Sguardo sincero e rassicurante
Approccio non sbrigativo nello spiegare
Volontà di approfondimento
Ascolto attivo a ciò che manifesto e a eventuali richieste di chiarimenti
Tono pacato e chiaro senza paroloni incomprensibili

Ad essere onesta riscontro almeno al novanta per cento queste caratteristiche nello staff medico che mi segue e questo dona grande serenità... Pensi di essere in buone mani..

Molti di noi si sono pero scontrati con medici diversi in qualita' di pazienti o di parenti di chi sta male. Come lo avete vissuto? Cosa vi ha lasciato?

mercoledì 4 gennaio 2012

Ricordi....

Rileggendo una mail mi e' tornato in mente un periodo lontano... Quando bambinetta andavo a piedi alla scuola elementare, con la cartella sulle spalle, la gonnella kilt, la calzamaglia di lana e il montgomery (eravamo in pieni anni settanta) e "facevo il fumo con la bocca" e poi mi fermavo in panetteria a comprare la focaccia dolce, ancora calda, per la merenda delle dieci..
Mmm mi torna in mente un profumo e quello zucchero caramellato sopra e mi sento ancora bambina...
Come e' strana la vita, in quel periodo pensavo che mamma e papa' fossero immortali e che il mondo fosse perfetto..
Poi cresci e scopri che nessuno e' immortale ma che certi ricordi, che l'amore che si prova, che le sensazioni belle lo sono e che a volte basta avere tempo per pensarci per farle rivivere nella nostra mente..
Come il fumo dalla bocca quando fa freddo e la focaccia calda tra le mani di una bambina...

Per cui,direttamente dal programma della Parodi, vi giro la ricetta per la focaccia dolce.. E' una delle poche che non ho modificato perché viene buonissima così..

Servono
450 gr di farina
1/2 cubetto di lievito di birra fresco
2 pizzichi di sale e 1 pizzico di zucchero
Acqua
1/2 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio
100 gr di zucchero o anche un po' di più a seconda della teglia e del gusto

Impastare farina, lievito, i due pizzichi di sale e quello di zucchero e mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di latte e lavorare bene, per dieci/quindici minuti fino ad avere un panetto morbido e lisci.
Far lievitare il panetto coperto da un panno.
Stendere poi un foglio di carta da forno su una teglia, ungerla bene di olio e stendere la pasta. Bagnare poi con un bicchiere di olio e acqua miscelate e stendere bene con le dita avendo cura di non avere una superficie lisca ma con ben evidenti gli avvallamenti delle dita.
Cospargere di zucchero e infornare a 250 gradi per 15 minuti.
Alla fine accendere pochi minuti il grill per far ben caramellare..

martedì 3 gennaio 2012

Dopo due giornate brutte sembra esserci uno spiraglio di luce..

Che bello tornare a scrivere... La fine dell' anno ma soprattutto i primi giorni del 2012 sono stati decisamente impegnativi.. Ma oggi sembra andare un pochino meglio e mi sento subito rinvigorita. E poi, chi mi conosce non ci potrà credere, non ho mai toccato cibo! Sono passata, come nei migliori film di fantascienza, ad una nutrizione chimica in vena (sostanzialmente antipasto, primo, secondo, contorno, dolce caffè e ammazza caffè tutto in uno)ed infatti, per digerire, l'unica cosa mangiata ieri in giornata, e' stato il grand soleil Ferrero! Giusto per fare il ruttino di fine pasto ( a bocca chiusa e con la manina davanti, come le signorine per bene!)

E poi stare meglio significa ridurre le ansie e quindi sgomberare la testa dai pensieri brutti:
Dopo un giorno di febbre il non averne più toglie la paura delle infezioni
L'affermazione " si muove", riferita al mio intestino, del mio mitico dottore allontana la paura della perforazione della parete intestinale ( che, detto sinceramente, non deve essere affatto una bella cosa)
E smettere di rantolare per i crampi ti restituisce anche la dignità personale..

Per cui torniamo a parlare di cibo.. Per lo meno di quello che chi non fa il pasto dell'astronauta può godersi...
Visto che la prospettiva del ritorno all'alimentazione normale prevede della gran pastina in brodo vi racconto di una ricetta molisana di una minestra veramente sfiziosa per le sere d'inverno.

Si chiama zuppa alla Sante' ed veramente saporita e nutriente...
Sinceramente, rispetto alla pastina ospedaliera non c'è paragone alcuno.. E' una ricetta, ricca, golosa, quasi un piatto unico..
Le dosi che mi hanno dato sono per dieci persone quindi si possono ridurre a piacere. Ovviamente, per quanto riguarda il brodo, consiglio sempre di farne di più e piuttosto congelarlo, e' sempre comodo per risotti, minestre diverse, etc..

Per il brodo serve:
Gallina ruspante da un chilo e 500 grammi; acqua; prezzemolo; sale. (ps per chi non ama il brodo di gallina e pensi sia difficile trovare facilmente in centro a Milano una bella gallina ruspante consiglio un normale brodo di manzo.. Magari eviterei di scadere in quello di dado anche se sicuramente più comodo...)
Per i crostini
10 fette di pane casereccio; 6 uova intere.
Per le polpettine di carne
300 grammi di carne macinata di vitello; un uovo: 2 cucchiai di parmigiano; sale.
Per le polpettine di caciocavallo
150 grammi di caciocavallo stagionato grattugiato; un uovo intero; un cucchiaio di farina; 1 cucchiaio di parmigiano reggiano. 250 grammi di caciocavallo stagionato (da inserire nella zuppa).

PROCEDIMENTO
Preparare il brodo facendo bollire la gallina lentamente per 3 o 4 ore, aggiungendo solo il prezzemolo e il sale. Bagnare le fette di pane nell'uovo sbattuto, abbrustolirle al forno o sulla brace e tagliarle a cubetti piccoli. Alla carne macinata unire un uovo, il sale e due cucchiai di formaggio; mischiare bene a formare tante palline piccole e uniformi, friggerle in olio e farle asciugare bene su carta assorbente. Lavorare il caciocavallo grattugiato con un uovo, un cucchiaio di formaggio parmigiano e uno di farina. Formare delle palline, friggerle in olio d'oliva e asciugarle bene su carta assorbente. Tagliare il caciocavallo molto stagionato a pezzettini e se si preferisce a scaglie sottili. Dopo aver preparato tutto accuratamente, in una zuppiera sistemare a strati: il pane, le polpettine di carne e quella di formaggio, il caciocavallo a pezzetti. Versare il brodo bollente e lasciare riposare per qualche minuto. Avere cura di servire tutti gli ingredienti attingendo con il mestolo, dal fondo della zuppiera, evitando di girare.

domenica 1 gennaio 2012

Non posso cambiare la direzione del vento ma posso sistemare le vele in modo da raggiungere la mia destinazione

Una mia amica, in una delle sue mail notturne piene di riflessioni e di affetto, mi ha scritto la frese inserita e titolo..
Nel mio lungo percorso di pensiero solitario di questo periodo vedo l'affinarsi della capacita' di adattare le vele.. La vita ti impone situazioni obbligate ma queste possono aiutarti a cambiare il percorso adattandolo al TUO vento, ai bisogni reconditi che troppo spesso non ascoltiamo.
L'anno e' iniziato e questo brutto 2011 e' finalmente alle spalle.. Non sono molto scaramantica ma e' stato un anno difficile per me e per tante persone a me vicine, con tanti lutti e tante problematiche, in cui tutti sembravamo in completa balia del vento..
Non ci si può mai lasciar vivere ma bisogna inseguire i propri sogni e ciò che si desidera.. Talvolta non e' facile capire cosa sia ma la ricerca e' il viaggio più importante che possiamo fare..
Cosa sia per ciascuno e' da scoprire....

Ps per chi desidera il puntuale bollettino medico: il mio viaggio ricomincia in acque agitate, con un tremendo mal di pancia (in fondo che aspettarsi da due mesi continuativi di antibiotici, chemioterapia e schifezze varie ingurgitate)

Buon anno a tutti

venerdì 30 dicembre 2011

Fastidi vari e muscoletti deboli...

Che dire, oggi ho ben 40 globuli bianchi, meno di una classe delle elementari, e tutto ciò scatena piccoli disturbi.. E' comparsa la tanto temuta mucosite e peggiorano i problemini di pancia e dermatiti varie tanto che, per lo meno, sembro colorita e mi chiedono tutti: ma hai preso il sole? . Per ora la soluzione e' bombardarmi di vitamine e sali minerali e consigliarmi di mangiare cose fredde ...
E vabbe', se siamo nate per soffrire, vorrà dire che mi ammazzerò di gelati e ghiaccioli...
Per il resto solito tran tran, chiacchiere con le infermiere, visita della dottoressa, lettura del corriere sull'ipad, libro, qualche bella telefonata con un amica e il mio papa', la solita "signora in giallo" e scrivere sul blog..
Le giornate passano velocemente (ci si chiede come sia possibile ma riesco a inventarmi un sacco di sciocchezze da fare anche qui e anche la mia bellissima sciarpa a righe bianche e rosse procede) e, a parte il desiderio di respirare l'aria vera (altra cosa ovvia per tutti tranne per chi vive in una stanza dove le finestre non hanno la maniglia e l'aria e' costantemente filtrata), in fondo resisto bene.

In attesa di prendere una vera boccata d'aria, magari sperando che quando uscirò siano scesi i pm10, mi diletto a pensare a immagini belle e rilassanti come una passeggiata al mare in inverno, allo stare al sole, sulla mia panchina azzurra in giardino nella mia bella casetta di campagna, a camminare nel bosco tra le foglie secche che scrocchiamo sotto i piedi... Mi rendo conto che sto diventando come l'Amelie del famoso film e penso alle piccole cose che mi danno piacere per una sensazione sul viso, per un rumore o per un profumo..

A proposito di Amelie... Che ne pensate di questa ricettina della creme brulee copiata da un blog di cucina francese.. E' lievemente diversa dalla mia ma mi stuzzica proprio (quando esco mi compro il bruciatore a gas per caramellare (accessorio fondamentale in ogni cucina come dice Massimo) e la preparo!

La ricetta: Crème brûlée à la vanille
Ingredienti:
500 ml di panna fresca
5 tuorli d'uovo
75 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
zucchero di canna
Preriscaldare il forno a 150°C. Tagliare il baccello di vaniglia a metà, nel senso della lunghezza, prelevare i semi con l'aiuto di un coltello e metterli da parte. Sbattere i tuorli e lo zucchero con una frusta elettrica fino a sbiancare il composto. Versare la panna e i semi di vaniglia in un pentolino e scaldare su fuoco dolce, al primo accenno di bollore togliere subito dal fuoco, filtrare il tutto con un colino e versare molto lentamente sui tuorli continuando a mescolare; Distribuire in 4 o 5 cocottine individuali , riempiendole per 3/4; sistemare le cocottes in una teglia abbastanza alta e riempire d'acqua (le cocottes devono essere immerse per metà). Infornare e cuocere per circa 1 ora e 15', la crema dev'essere ben ferma sui bordi e morbida al centro.
Lasciar raffreddare completamente, coprire ogni cocotte con pellicola e lasciare in frigo per almeno 3 ore. Al momento di servire, distribuire un cucchiaino raso di zucchero di canna su ogni dessert e caramellare con l'apposito attrezzo o con il grill del forno.

mercoledì 28 dicembre 2011

Dietro sollecitazione di Roby.. Ecco alcune idee per lo strudel

Roberta mi chiede qualche idea per lo strudel...
Certo che mi volete distruggere.. Io questa sera ho mangiato pane e formaggini e forse e' il primo pasto decente da quattro giorni...
Premetto che di ricette di strudel ce ne sono mille e anche io non ne ho una fissa..
Soprattutto il ripieno e' un qualcosa di mutevole che si adegua anche a ciò che ho in casa.
Di base pero' la prima decisione da prendere e' se si e' pigri e si decide di fare in fretta o si vuole fare tutto per bene e quindi anche l'impasto.
Quella veloce che faccio spessissimo e che in mezz'ora e' pronto bello caldo da mangiare eventualmente con il gelato richiede l'utilizzo della pasta sfoglia pronta e già stesa.
In questo caso preferisco precuocere il ripieno in padella.
Servono 4 o 5 mele renette, burro, uvetta, pinoli, cannella, zucchero di canna, un limone e un pizzico di sale.
Pulire ed affettare sottilmente le mele, spruzzarle con il succo di limone per non farle annerire e mettere in ammollo in acqua calda l'uvetta.
A questo punto del lavoro a casa nostra ci si deve prendere una pausa. I nostri cagnoni pelosi, dopo aver contribuito fissandomi intensamente alla preparazione delle mele, attendono il loro premio: le bucce di mela.. Athos a questo punto fa un disastro sul pavimento lanciando pezzetti di mela dai lati della bocca (e' vecchietto e imbranato) e quindi bisogna anche ripulire il pavimento..

Per chi non ha cani tutto e' più semplice (ma meno entusiasmante) e si può procedere a cuocere le mele.
In una padella antiaderente sciogliere una noce di burro e aggiungere le mele, quattro o cinque cucchiai di zucchero e far appassire e caramellare le mele. Quando iniziano ad essere scure e ben asciutte aggiungere l'uvetta strizzata, i pinoli, la cannella (circa un cucchiaino o a seconda del gusto ma attenzione a non esagerare, e' molto profumata).
Disporre il ripieno sulla pasta e chiudere bene i lembi sopra e sui lati spennellandoli con un po' d'acqua.
Se si ha voglia e tempo si può spennellare la superficie con un uovo sbattuto e spolverarla di zucchero a velo che, in cottura, caramellera' e donera' un bel colore allo strudel.


La versione seria prevede la preparazione dell'impasto.
300 gr di farina
1 uovo
60 ml di olio
80 gr di zucchero fine
8 cucchiai di vinsanto o vino liquoroso
Sale burro e farina

Impastare la farina, l'uovo, un pizzico di sale, lo zucchero, l'olio e amalgamare versando a filo il vino tiepido.
Impastare bene e a lungo (circa quindici minuti) e formare una palla. Farla riposare mezz'ora sotto una ciotola calda.
Stendere l'impasto con il matterello in una sfoglia sottile su un canovaccio infarinato.
Farcire con l'impasto a crudo (in questo caso consiglio di aumentare le dosi e, volendo aggiungere anche frutta essiccata come fichi, prugne o albicocche a pezzetti e fette biscottate o biscotti sbriciolati (servono per assorbire l'umidita prodotta dalle mele).
Arrotolare lo strudel e chiudere bene i bordi. Cuocere a 170 gradi per 50 minuti.

A piccoli passi

Mi sembra di camminare a piccoli passi, come una tartaruga che si muove lentamente verso la meta.
Non sono ancora in forma ma piano piano va meglio e il mio stomaco sta smettendo di litigare con se stesso e con gli altri organi vicini..
E poi altra giornata senza febbre, altro piccolo, minuscolo successo..
In compenso, non sentendomi ancora pronta a riprendere la carriera di produttrice di sciarpe ai ferri, ho iniziato un'altro bel libro che si intitola " le luci nelle case degli altri" storia di una bimba che, persa la mamma, si trova ad essere sostanzialmente adottata dal condominio.. La mamma di questa bimba augura alla sua piccola appena nata, in una lettera scritta in italiano un po' stentato, alcune cose molto belle che sono difficili da augurare a chi ami ma che rendono uniche e più belle le persone..
Eccone un paio e poi le altre nel libro:
Che tu cresca rara come una giraffa in citta' ma con l'istinto domestico del cagnolino..
Che, nei momenti di disperazione, non ti venga in mente di invidiare la felicita' degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri: dappertutto c'e del bene, dappertutto c'e del male

Pensando alle luci nelle case degli altri ho pensato a quante volte, da che sono qui, mi sono trovata a guardare le altre finestre con le luci accese e pensare alle storie nascoste dietro quelle luci.. Questo e' un ospedale grande e chissà quante storie di amore, dolore e paura ci sono dietro ciascuna finestra... E nelle ultime ore cinque ricoveri dal pronto soccorso nel reparto... La nostra vita può veramente cambiare in un soffio...

lunedì 26 dicembre 2011

E visto che tanti avranno mangiato troppo..

Il mio regalo di natale in ritardo e' una delle ricettina del mio libro donatami dalla mia mamma.. Una torta assolutamente dietetica senza grassi, adatta ad addolcirsi la bocca dopo i bagordi (degli altri) natalizi.

Torta di mele senza grassi della mamma
 
200 gr di farina
50 gr di fecola di patate
120 gr di zucchero
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
½ bicchiere di succo d’arancio
½ bicchiere di latte
1 limone e 1 arancio non trattato
2-3 mele
Cioccolato a pezzetti o in gocce
Noci uvetta
Marsala
zucchero
 
Affettare le mele e macerarle con un cucchiaio di zucchero e del marsala.
In una terrina miscelare bene con la frusta la farina, la fecola, il lievito, la scorza di agrumi grattugiata, lo zucchero,  il succo e il latte,il cioccolato, le noci e l’uvetta. Foderare una tortiera di carta da forno bagnata e strizzata e versare i 2/3 di impasto. Distribuire le mele scolate e ricoprire con il restante impasto. Cuocere in forno caldo a 180° per 20-25 minuti.

Dopo due giorni di silenzio..

Un natale che non dimenticherò mai... E' stata una giornata dura per tanti motivi psicologici ma, visto che non sono una donna così profonda, direi soprattutto fisici...
Alle altre donne che mi leggono chiedo: cosa non vorreste mai vi succedesse davanti al vostro compagno?
Io ieri ho toccato il fondo (spero almeno, anche se non si possono mai porre limiti alla provvidenza) e, senza entrare in dettagli tecnici poco gradevoli, avrei voluto cancellare quei momenti... Vabbe', a questo punto credo che non vi siano più segreti fra noi..
Comunque sono di nuovo qui, più o meno decente nell'aspetto e nell'umore e pronta a ricominciare a battagliare con i miei globulini...
Natale e' passato e, pur se assurdo, almeno lo ho trascorso con Massimo e mio papà.. Loro hanno festeggiato con un ricco menù a base di tramezzini e prosecco ed io... Lasciamo perdere!
Diciamo un po' diverso da quei bei natali trascorsi in campagna tutti insieme con pranzone da dieci portate, lo stufato fantastico di papà, i pasticcini di Rovida e il panettone e la passeggiata con mamma, papà, Athos, Alice e qualche nipote che decideva di seguirci nelle stradine di campagna vicine a casa..
Una parte di tutto ciò non tornerà mai piu' ma sono ben determinata a godere ancora di quell'atmosfera di sano spirito natalizio che ci circondava..
Anzi, forse tutto ciò ci ha ancora più unito..
Questa sera una bella chiacchierata con una collega che ho sempre conosciuto poco e che da anni vive una malattia molto impegnativa mi ha portato ancora di più a riflettere su come la malattia, in ciascuna sua forma, ti insegni a godere dei momenti della vita e degli affetti in modo molto più profondo.
Ed anche la famiglia cambia prospettiva.. Da anni non parlavo così tanto con mio padre, e, in una sfera di comunicazione diversa, con mia madre.. E sempre di più sono Famiglia i miei cognati, i miei nipotini e la mamma di Massimo e tanti amici fantastici...
Un'altra collega che, con dolcezza e delicatezza, mi scrive pensieri bellissimi a tarda sera mi ha donato una bella poesia sul natale:


 * Albero di Natale*
 
Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco,
invece delle palline colorate, i nomi delle persone che amo?

Le persone lontane e vicine. Gli amici nuovi e quelli di sempre.
Quelli che sento tutti i giorni e quelli che vedo di rado.
Quelli che ricordo sempre
e quelli che, alle volte, restano soltanto nei ricordi.

Quelli che sono parte dei miei giorni e
quelli che compaiono nella mia vita anche per caso.
Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.
Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire,
e quelli che mi fanno sempre sorridere.
Quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco solo le apparenze.

Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde
perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.

Un albero dai rami molto grandi,
perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo
si uniscano ai già esistenti.
Un albero con un'ombra molto gradevole,
che possa ristorarmi nei momenti difficili...

...che la nostra Amicizia
sia un momento di ristoro profondo
durante le lotte della vita

sabato 24 dicembre 2011

E' la vigilia di natale...

Ci siamo, seconda tranche di terapia e poi teniamo le dita incrociate..
Per ora va tutto bene, piccoli effetti collaterali ogni volta nuovi e diversi, ma senza problematiche particolari...
Questo e' il bollettino medico del giorno.
Ma questo e' anche il giorno in cui penso di piu' a quanto mi mancherà negli anni a venire chi, anche dopo tanti anni, viveva il Natale con tanta emozione: la mia mamma.
E' lei che, quando ero piccola, ha saputo costruire la magia della mattina di natale con l'arrivo notturno di gesu' bambino (ai nostri tempi era lui a portare i regali e forse era più parsimonioso ma più giusto)..
Più grandicella davo una mano, nel giorno della Vigilia, nel negozio dei miei e, nel caos della gente con i regali dell'ultimo minuto, nel correre tutti dietro il banco stretto del negozio con mia nonna sempre in mezzo, la mamma che faceva pacchetti mentre serviva un altro cliente, e io che, fiera della responsabilita' che avevo, cercavo di fare bene i conti nel dare i resti e mettere i pacchettini nelle borse sorridendo a tutti e facendo gli auguri, papà che spariva per comprare qualcosa di buono per la sera e che tornava e aveva tanti clienti/ amici che lo aspettavano e si metteva a parlare e la mamma che gli diceva "Giancarlo.... Su dai.." perché era sempre di corsa e non voleva far aspettare nessuno, si respirava un aria di Natale che non dimenticherò mai.
La sera tardi poi, a casa, con i piedi doloranti e una stanchezza mai più provata, si aprivano i pacchettini mangiando pasticcini... Tra di noi, con l'emozione di scoprire...
E recentemente, da quando abbiamo iniziato a festeggiare il Natale in campagna, l'arrivo dei miei, ma della mamma soprattutto, era il momento di maggior caos perché aveva pacchettini per tutti, anche per Athos e Alice, i miei amati cagnoni, che subito capivano in che sacchetto fossero giochi e biscotti per loro e già dal giardino saltavano come pazzi e a lei ridevano gli occhi....

giovedì 22 dicembre 2011

Come anche un reparto d'ospedale possa farti sentire in famiglia...

Questo e' il periodo in cui mi trovo a ricredermi su tantissime cose.
Ho sempre avuto il terrore dell'ospedale, l'imbarazzo della perdita di privacy, l'ansia degli aghi, la paura dei dottori e non voglio nemmeno parlare di come guardavo con pura angoscia a quei pazienti che vedi in tv con tubi e tubicini che fuoriescono dal corpo..
Poi sono finita qui.. Il reparto di Ematologia del Policlinico e piano piano, giorno dopo giorno ho superato ogni paura.
Sia ben chiaro, non sono felice di essere qui. Voglio con tutta me stessa uscire di qui perfettamente guarita e fare altre mille cose nella mia vita. Pero' qui ho trovato talmente tante persone stupende cosi' da non sentire quel senso di smarrimento e solitudine che temevo.
C'è il Dottore che mi segue, diretto e schietto ma sempre sorridente (anche se sotto la mascherina il sorriso non si vede) e talmente scrupoloso da sentirmi protetta in ogni momento perché so per certo che approfondisce e controlla ogni minimo segnale..
C'è la dottoressa di medicina generale che mi visita ogni giorno e che con sguardi dolci e attenzione si cura di me (e se non e' in ospedale lo fa a distanza informandosi su come sto. Quanti medici conosciamo con tanta passione.. Io fino a ieri pochi ma ora mi sono proprio ricreduta)
C'e la dottoressa del protocollo piastrine, conosciuta per una ricerca ma con cui faccio belle chiacchierate e che mi spiega mille cose sulla malattia e a cui in cambio dispenso ricette..
Ci sono tutti gli infermieri, ognuno con le sue caratteristiche uniche ma tutti con un unico comun denominatore: il sorriso e la gentilezza e la professionalità con cui fanno il loro lavoro che forse e' un po' più di un lavoro..
Ci sono le operatrici ospedaliere che, tra le altre mille cose e nei limiti della tragedia alimentare che si vive a causa delle schifezze che vengono propinate, cercano di assecondare i gusti di tutti con un sorriso e una battuta.
E poi ci sono tutti i medici che, pur se non ti seguono direttamente, sanno tutto di te e sono sempre disponibili e tu capisci che qui il lavoro e' veramente fatto in equipe...

Il giorno di Natale lo festeggiero' qui con la mia famiglia ristretta (papà e Massimo) e con questa nuova strana famiglia allargata e, pur se sotto scacco ciclosporine, so che sarà un Natale unico (che spero di non ripetere mai più) ma che ricorderò per tutta la mia vita e sul quale riderò pensando a quante battute avranno fatto quel giorno Paolo e Luigi o alla Pina che al pomeriggio tenterà di farmi fare merenda con il pandoro...

mercoledì 21 dicembre 2011

Per completare le richieste delle amiche e per fare un tuffo nella mia infanzia: un piatto tipico di Alessandria

Da quando sono piccola mangio questa delizia. Forse il piatto preferito di Massimo che li chiede sempre a me ma anche e soprattutto alla mia amica Elisabetta, vera professionista di Rabaton..
In realtà sono un piatto primaverile ma io li adoro tutto l'anno e spesso li faccio anche a Natale, piacciono a tutti e, con una piccola variante di ingredienti, vanno bene anche per il mio nipotino allergico ai derivati del grano.. Abbinati ai più classici cappelletti in brodo per me fanno proprio Natale...
Quest'anno si salta ma voglio regalarvi questa ricettina conosciuta forse solo dagli altri alessandrini...

Rabaton

300/400 gr di biete o spinaci o, se in stagione, di erbe di campo come ortiche, tarassaco..
1 manciata di prezzemolo e maggiorana tritati
200 gr di ricotta
2 uova
150 gr di grana
Noce moscata
Pam grattato
Farina
Brodo di carne (o di dado in assenza)
Burro
Salvia
Sale

Lessare le biete o gli spinaci in acqua salata, scolarle bene e, una volta fredde, strizzarle bene bene e tritarle.
In una ciotola mescolare le biete tritate, le erbe aromatiche, le uova, la ricotta scolata dall'eventuale liquido, 80 gr di grana un po' di sale e una bella grattugiata di noce moscata.
Unire qualche cucchiaio di pan grattato a seconda del grado di umidità dell'impasto. (nel caso di intolleranze al grano si può sostituire il pan grattato con un po' di farina di riso)
Formare delle polpettine e "rabattarle" ossia rotolarle su un piano lievemente infarinato fino ad avere un salsicciotto grande come un dito della mano. passarli velocemente nella farina (eventualmente di riso) facendo cadere quella in eccesso e lessarli nel brodo in ebollizione.
Scolarli appena vengono a galla e porli in una teglia lievemente unta di burro fuso aromatizzato con la salvia. Condire con altro burro e una spolverata di formaggio grattugiato. Passare in forno a gratinare pochi minuti..
Buon Natale a tutti!!!!!

Ps. Alle alessandrine spazio per tutti i suggerimenti e i correttivi alla ricetta!

Trovare il tempo...

Un vecchio canto irlandese o inglese, non ricordo ma non e' rilevante, diceva:

"Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile, è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare, è la vera gioia di vivere."

Tante volte ho dimenticato di seguire questi suggerimenti nella mia vita ma oggi, un po' per ciò che mi e' successo, un po' perché a fine anno si fanno sempre i buoni propositi ho imparato ad applicare piccoli accorgimenti giornalieri.

Mi trovo a pensare tanto a me, a Massimo, ai miei amici, alle cose che vorrò fare domani, a come vorrei invecchiare, a mio papà, a mia mamma, ai miei adorati cagnoni coltivando i bei ricordi e nutrendo le aspettative sul futuro...
Dedico tempo al gioco inteso come modo di scherzare con gli amici, giocare con il Blog e anche con i giochini più stupidi scaricati sull'ipad, con il lavoro a maglia (visto quanto sono portata non lo posso definire ancora un vero hobby), con la Nintendo e i giochi prestati dal mio nipotino Lorenzo..
Trovo il tempo di leggere, questo e' tempo che oggi apprezzo e che avevo perso. Solo in vacanza, nel passato, riuscivo a dedicare tempo di qualita' alla lettura ( che per me significa leggere interi capitoli di un libro di seguito rileggendo anche i passaggi piu belli e non poche pagine prima di dormire). Quando accudivo la mamma, nei lunghi pomeriggi in cui lei spossata sonnecchiava, mi sono ritrovata a piangere perché avevo finito un bel libro che aveva rappresentato il tuffo in un mondo parallelo più sereno di quello che stavo vivendo.
Cerco di essere gentile, e per me essere gentile significa tante cose che non faccio sempre bene, ma che ritengo tutte importanti come ascoltare, essere sorridente e positiva e non rovesciare le mie paure sugli altri in modo eccessivo, pensare al benessere del mio amore e mille piccoli gesti quotidiani che ci costano poco e che possono far piacere agli altri..
Invece posso dire di aver sempre sognato tanto e, oggi mi sto sforzando ancora di piu' di farlo, anche se mi sento un po' bloccata a riguardo, come se avessi paura che tanti sogni sul futuro non si possano realizzare..
Questo e' il buon proposito del 2012: sognare la guarigione, le diverse vacanze che voglio fare, la festa che faro' per tutti gli amici una volta sconfitta la leucemia, il ritorno al lavoro e tutte le cose belle che potrò realizzare domani...
E continuo ad amare, profondamente, con tutta me stessa, la vita e il mio compagno perché ..... Perche' e' l'unica cosa che conta!!