E' stata una giornata lunga, piena di visite, parole di affetto e qualche chiarimento.. Tutto procede e domani sarà meno 1!!! Il mio tedesco spero sia a casa a riposare, felice di aver fatto un grande regalo, di valore inestimabile.. Spero sia circondato dai suoi cari, che si senta un po' orgoglioso e che viva una bella vita..
Io ho tanto riflettuto su come questi mesi mi hanno cambiata, sono più forte, serena, aperta al mondo ed agli affetti.. Non sono mai stata convinta di essere generosa, anzi, un pochino egoista ma quello che ricevo mi dice che in fondo, in modo inconscio ho saputo dare qualcosa. . E ancora di più questo diventa un bisogno naturale.. Un modo positivo di vivere il mio quotidiano, di gioire di un sorriso dato ad una ragazza di passaggio qui nel corridoio, di un messaggio dolce a chi sta poco bene, di rassicurare un amica che fa fatica ad accettare me, le mie reazioni, il fatto che io neghi di avere una nube nera sempre sopra di me (ho cercato di spiegare che credo di essere molto consapevole di cosa sto vivendo, di cosa potrà succedere nel bene e forse, speriamo mai, anche nel male. Ma che se vivessi solo attanagliata da questo più che una nube nera vivrei con la Morte Nera di Guerre Stellari)
Sono pronta, serena e positiva e godo di ogni giorno sapendo che domani ci potrà essere una nuova difficoltà ma che oggi e' andato tutto abbastanza bene.
La notte e' calda, io sembro sempre un gavettone e via di diuretico, la faccia e' da luna piena e il colorito non e' dei più luminosi ma... Quando una e' bella dentro!!
Stasera niente ricette.. Ci vorrebbe più una bella tisana (diuretica mi raccomando) con il miele e un biscottino coccola..
Mi scrivete in tanti, chi sul blog, chi fuori, chi mi telefona, chi mi pensa e basta... Pensate pero', prima della nanna, a cosa avete di bello vicino a voi, piccolo o grande e abbracciatelo forte forte..
Storia semiseria di una leucemia e qualche ricetta di vita e di cucina
giovedì 31 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Da "il segreto e' la vita" di Alessandro cevenini
Oggi penso di essermi fatta del male. Ma non ho saputo resistere e voglio raccontarvi questa storia.
Per chi si trova a combattere con una malattia bastarda come la leucemia ci possono essere tanti modi per informarsi. Tanti sono molto scientifici ed ostici per i più, ma alcuni aiutano subito a capire meglio. Beat leukemia e' esattamente questo. Il sogno di un ragazzo per creare conoscenza e facilitare la comunicazione tra chi vive questa brutta esperienza.
Alessandro Cevenini si e' ammalato di leucemia MIELOIDE acuta nel 2007 e da allora ha deciso di combatterla facendo informazione semplice, chiara e dettagliata. Ha creato un gruppo facebook e poi un sito in più lingue. La sua storia non e' andata bene ma ha combattuto sempre con il sorriso, l'empatia, la battuta e la voglia di vivere con gioia ogni cosa. Dalla sua esperienza ne e' uscito un libro edito da Piemme, un po' tosto ma che esprime quello che si vive qui. La cosa piu importante non e' la malattia ma la forza e la voglia di vivere e di fare e il gruppo fantastico di medici e infermieri che ti supporta ogni giorno in questa battaglia.
Scriveva: La differenza tra le cose difficili e le cose impossibili sta nel fatto che per quelle considerate impossibili ci vuole solo più tempo, più impegno.... E fede
Per chi si trova a combattere con una malattia bastarda come la leucemia ci possono essere tanti modi per informarsi. Tanti sono molto scientifici ed ostici per i più, ma alcuni aiutano subito a capire meglio. Beat leukemia e' esattamente questo. Il sogno di un ragazzo per creare conoscenza e facilitare la comunicazione tra chi vive questa brutta esperienza.
Alessandro Cevenini si e' ammalato di leucemia MIELOIDE acuta nel 2007 e da allora ha deciso di combatterla facendo informazione semplice, chiara e dettagliata. Ha creato un gruppo facebook e poi un sito in più lingue. La sua storia non e' andata bene ma ha combattuto sempre con il sorriso, l'empatia, la battuta e la voglia di vivere con gioia ogni cosa. Dalla sua esperienza ne e' uscito un libro edito da Piemme, un po' tosto ma che esprime quello che si vive qui. La cosa piu importante non e' la malattia ma la forza e la voglia di vivere e di fare e il gruppo fantastico di medici e infermieri che ti supporta ogni giorno in questa battaglia.
Scriveva: La differenza tra le cose difficili e le cose impossibili sta nel fatto che per quelle considerate impossibili ci vuole solo più tempo, più impegno.... E fede
E grazie dolce tedesco...
Oggi lui si sarà avviato al suo centro trasfusionale per procedere alla raccolta delle staminali. Chissà cosa prova.. sarà sicuramente un po' agitato ed emozionato e, anche se non vorrà farlo vedere come tutti i ragazzoni teutonici, forse avrà anche un po' FIFA.. Ti penserò tutto il giorno...
Meno quattro e inizia ad essere più tosta...
Innanzitutto una premessa: tutto procede come deve e nella norma ma questo non significa sentirsi al meglio di se. Ieri ho iniziato il delizioso siero del coniglio che dal nome, da quelle orecchiette morbide e pelose, sembra assolutamente innocuo ed invece e' infido! Ti si gonfia la faccia, il colorito diventa grigio verde, ti viene la nausea, gira la testa, febbrone alto e sei completamente, ma completamente rimbambita. Già Max dice che mi sono rimasti pochi neuroni.. Speriamo bene..
E poi, per tranquillizzarmi ieri sera mi hanno detto che la dose di ieri era di partenza e quindi più leggera... Chiedo clemenza a chi mi verra' a trovare nell'acquario se la conversazione non sarà a livelli adeguati. E poi, per non farci mancare nulla, oggi iniziamo anche con la ciclofosfamide, un altro bel chemioterapico su cui si narrano gesta mirabili.
Nel frattempo, seduta alla mia scrivania di fronte alla finestra con le fatine attaccate dalle mie amiche sul vetro, sto riflettendo che tutto sommato la vita della portinaia ha il suo perché. Son qui e siccome conosco ormai un milione di dottori ho un discreto passaggio di saluti tra medici, infermieri, operatrici sanitarie che arrivano a salutarmi dal trasfusionale, dal reparto di ematologia che mi ha vista così a lungo protagonista, dal day hospital.. Poi suor Candida, don Piero, Barbara, la moglie deliziosa di un signore ricoverato in un altra stanzetta.. Questa mattina poi che bella sorpresa, di fronte alla mia tendina e' comparso Massimo, con il suo sorriso dolce e pieno di amore (ed io ero veramente un cesso! Uffa)
E comunque, alla faccia del coniglio, ecco la ricettina di una rollata deliziosa mangiata all'agriturismo il Fiordaliso di azzano per il mio compleanno.
rollata di coniglio con farcitura prosciutto e pancetta
Abbondante fino chiesto selvatico e qualche rametto di rosmarino
olio evo
aceto balsamico
sale integrale
insalatina mista
Cuocere la rolata (gia disossata) di coniglio il giorno precedente in un ampio tegame con aglio e olio. Rosolare bene e cuocere a 180 gr per circa due ore o meno a seconda della dimensione (conviene sempre chiedere al macellaio che, quando ve lo disossa di solito e' anche ben disposto a dare consigli di cottura) Lasciar raffreddaresotto un peso almeno una notte in frigo.
Al momento di servire affettare sottilmente la rolata, meglio a macchina se il macellaio e' sempre compiacente e adagiare sul piatto. Al centro disporre le foglioline di insalata mista, ovvero lattughino, foglie di spinacio, rucola, cerfoglio, condita leggermente con un buon olio ed un filo di aceto balsamico.
E poi, per tranquillizzarmi ieri sera mi hanno detto che la dose di ieri era di partenza e quindi più leggera... Chiedo clemenza a chi mi verra' a trovare nell'acquario se la conversazione non sarà a livelli adeguati. E poi, per non farci mancare nulla, oggi iniziamo anche con la ciclofosfamide, un altro bel chemioterapico su cui si narrano gesta mirabili.
Nel frattempo, seduta alla mia scrivania di fronte alla finestra con le fatine attaccate dalle mie amiche sul vetro, sto riflettendo che tutto sommato la vita della portinaia ha il suo perché. Son qui e siccome conosco ormai un milione di dottori ho un discreto passaggio di saluti tra medici, infermieri, operatrici sanitarie che arrivano a salutarmi dal trasfusionale, dal reparto di ematologia che mi ha vista così a lungo protagonista, dal day hospital.. Poi suor Candida, don Piero, Barbara, la moglie deliziosa di un signore ricoverato in un altra stanzetta.. Questa mattina poi che bella sorpresa, di fronte alla mia tendina e' comparso Massimo, con il suo sorriso dolce e pieno di amore (ed io ero veramente un cesso! Uffa)
E comunque, alla faccia del coniglio, ecco la ricettina di una rollata deliziosa mangiata all'agriturismo il Fiordaliso di azzano per il mio compleanno.
rollata di coniglio con farcitura prosciutto e pancetta
Abbondante fino chiesto selvatico e qualche rametto di rosmarino
olio evo
aceto balsamico
sale integrale
insalatina mista
Cuocere la rolata (gia disossata) di coniglio il giorno precedente in un ampio tegame con aglio e olio. Rosolare bene e cuocere a 180 gr per circa due ore o meno a seconda della dimensione (conviene sempre chiedere al macellaio che, quando ve lo disossa di solito e' anche ben disposto a dare consigli di cottura) Lasciar raffreddaresotto un peso almeno una notte in frigo.
Al momento di servire affettare sottilmente la rolata, meglio a macchina se il macellaio e' sempre compiacente e adagiare sul piatto. Al centro disporre le foglioline di insalata mista, ovvero lattughino, foglie di spinacio, rucola, cerfoglio, condita leggermente con un buon olio ed un filo di aceto balsamico.
domenica 27 maggio 2012
E siamo già a meno sei...
Questi primi giorni di chemio trascorrono tranquilli, pochi effetti collaterali nel breve (ma come sempre per rassicurarti ti dicono che arriveranno dopo) e tempo per me, per pensare, leggere, scrivere e parlare con le amiche, con papa', la zia e, finalmente dopo due giorni, rivedere Massimo.. E ieri anche avere notizie dei miele amatissimi toponi... Cme mi mancano i due pelosi biondi...
Oggi e' domenica, dal mio acquario vedo qualche albero ed una luce grigia e penso a come trascorrere la giornata. Voglio approfittare delle giornate buone per fare tante cose (e vi chiederete come date le dimensioni decisamente risicate della stanza e i limiti fisici indotti dall'essere legata a un palo appeso al soffitto) ma con la fantasia si può volare ovunque e sto pensando a tante cose belle da organizzare e, come da sempre dice la mia amica Milena, con le domande del giornalista schedulo tutto in vari step...
Chi, come, quando perché e dove..
Ogni progetto della nostra vita dovrebbe legarsi a questi quesiti..
Il chi e' fondamentale: questa esperienza di vita mi ha legato a persone impensate e allontanato terribilmente da chi mai avrei pensato mi avrebbe lasciata sola. Sono forse luoghi comuni ma e' profondamente vero che la difficoltà rafforza i legami. E quindi, in ogni progetto futuro, diventa fondamentale decidere con attenzione chi coinvolgere..
Stessa importanza riveste il come: ho alcuni progetti per il mio domani (se, come sono certa, ci sarà) e mi legano fortemente alla mia mamma, a papà e ai miei cari. Progetti che spero, nel loro piccolo, possano dare piccoli aiuti ed in cui avrò bisogno di nuovo del chi, di chi crederà che possa avere un senso farlo..
Quando: bella domanda questa? Dipenderà da tante cose ma soprattutto da come starò. Ma spero nel breve..
Perché: perché dopo una vita di sano egoismo in cui pensi che le cose brutte capitano al di fuori della tua cerchia, dopo una vita in cui pensi che ci penserà qualcun altro, ti rendi conto che puoi fare qualcosa. Vengo da una famiglia che da sempre, anche quando era piena di debiti in gioventù, ha sempre creduto di poter fare e dare qualcosa. Cosa mi spaventa? Mirare al meglio gli aiuti, essere all'all'altezza insieme a coloro che mi aiuteranno nel canalizzare le energie e le risorse e fare qualcosa di vero.
Il dove nemmeno a dirlo, sono caduta in un mondo così speciale, in cui l'attenzione, la professionalità, il sorriso, la competenza e la passione cozzano con le difficoltà della sanità italiana. Chi può, pur nel suo piccolo, dovrebbe pensare di aiutare chi vive queste esperienze a stare meglio..
Oggi e' domenica, dal mio acquario vedo qualche albero ed una luce grigia e penso a come trascorrere la giornata. Voglio approfittare delle giornate buone per fare tante cose (e vi chiederete come date le dimensioni decisamente risicate della stanza e i limiti fisici indotti dall'essere legata a un palo appeso al soffitto) ma con la fantasia si può volare ovunque e sto pensando a tante cose belle da organizzare e, come da sempre dice la mia amica Milena, con le domande del giornalista schedulo tutto in vari step...
Chi, come, quando perché e dove..
Ogni progetto della nostra vita dovrebbe legarsi a questi quesiti..
Il chi e' fondamentale: questa esperienza di vita mi ha legato a persone impensate e allontanato terribilmente da chi mai avrei pensato mi avrebbe lasciata sola. Sono forse luoghi comuni ma e' profondamente vero che la difficoltà rafforza i legami. E quindi, in ogni progetto futuro, diventa fondamentale decidere con attenzione chi coinvolgere..
Stessa importanza riveste il come: ho alcuni progetti per il mio domani (se, come sono certa, ci sarà) e mi legano fortemente alla mia mamma, a papà e ai miei cari. Progetti che spero, nel loro piccolo, possano dare piccoli aiuti ed in cui avrò bisogno di nuovo del chi, di chi crederà che possa avere un senso farlo..
Quando: bella domanda questa? Dipenderà da tante cose ma soprattutto da come starò. Ma spero nel breve..
Perché: perché dopo una vita di sano egoismo in cui pensi che le cose brutte capitano al di fuori della tua cerchia, dopo una vita in cui pensi che ci penserà qualcun altro, ti rendi conto che puoi fare qualcosa. Vengo da una famiglia che da sempre, anche quando era piena di debiti in gioventù, ha sempre creduto di poter fare e dare qualcosa. Cosa mi spaventa? Mirare al meglio gli aiuti, essere all'all'altezza insieme a coloro che mi aiuteranno nel canalizzare le energie e le risorse e fare qualcosa di vero.
Il dove nemmeno a dirlo, sono caduta in un mondo così speciale, in cui l'attenzione, la professionalità, il sorriso, la competenza e la passione cozzano con le difficoltà della sanità italiana. Chi può, pur nel suo piccolo, dovrebbe pensare di aiutare chi vive queste esperienze a stare meglio..
venerdì 25 maggio 2012
Meno otto
Ebbene si, mi trovo a fare il conto alla rovescia come in quelle mille occasioni in cui attendiamo un evento e misuriamo il tempo che ci separa..
Il countdown di fine anno, quando aspetti la mezzanotte come se possa cambiare qualcosa nel primo secondo del nuovo anno,
i giorni che separavano i miei coetanei maschi e chi prima di loro durante il servizio militare per poter tornare da mamme e fidanzate,
i giorni finali a scuola, in attesa di pagelle e vacanze al mare e piste per le biglie nella sabbia e gite in bicicletta (almeno così era per me),
i giorni che ci separano, al lavoro, dalla consegna di una scadenza o di una gara e che vivi con l'impressione che la tua vita possa finire li (che esagerazione a pensarci ora),
I giorni che ci separano da un compleanno in più (e quest'anno son 41,per fortuna, dato che i 40 non li dimenticherò mai più)
ma questo e' il conto alla rovescia più sconvolgente della mia vita.
Una innocua, almeno all' apparenza, sacca di materiale rosa giallino farà entrare nel mio corpo una via di salvezza ma, come sempre, la strada per la salvezza e' ancora costellata di insidie.. Proprio come in ogni attimo della vita un grande, grandissimo evento ci riempie di una gioia immensa ma ci fa iniziare una nuova sfida ignota ed emozionante anche se un "po'" paurosa..
Comunque le pareti della stanza sono in materiale melaninico e io non posso assolutamente incidere le tacche del percorso!
Oggi comunque tutto bene.. Visite di amiche attraverso il vetro, chiacchere con suor candida, Don Piero, le dottoresse, le infermiere la moglie deliziosa di un signore ricoverato poco più avanti, telefonae e le solite carriole di pastiglie e flebo di cui non ho nessun controllo. (per una fissata del monitoraggio questo e' un vero atto di fiducia nei confronti della loro grande professionalità). Nel frattempo, in onore del mio amico immaginario tedesco procedo nel pubblicare ricettina tedesca sperando che le mie fonti non lo facciano inorridire. Ps questa arriva da un blog carino Di nome a cup of tea. Ps vorrei scrivergli per ringraziarlo ma e' difficile trovare le parole (ed ancora di più tradurle.. Ma forse so a chi chiedere aiuto...)
I Bretzel
una bustina di lievito secco
450 gr farina
2,8 dl acqua
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
4 cucchiai di bicarbonato
La prima cosa da fare è preparare una pastella fluida, da lasciar lievitare una ventina di minuti, a base di acqua, lievito, 200 gr di farina e lo zucchero
Trascorso il tempo indicato, aggiungere la rimanente farina ed il sale, impastare e proseguire la lievitazione per un'altra ora.
Dividere la pasta in 8 pezzi e lavorarla fino ad ottenere un filoncino di pasta di circa 40 cm...procedere dando la forma desiderata e bisogna fare una specie di ovale, dopo di che incrociare le due estremità del filoncino ed "attaccarle" sul bordo dell'ovale.
Nel frattempo scaldare due litri d'acqua con 4 cucchiai rasi di bicarbonato...una volta bollente immergervi i Bretzel e cuocerli circa 50 secondi, scolarli con la schiumarola e adagiarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con qualche granello di sale grosso ed infornare a 200° per un quarto d'ora circa.
Il countdown di fine anno, quando aspetti la mezzanotte come se possa cambiare qualcosa nel primo secondo del nuovo anno,
i giorni che separavano i miei coetanei maschi e chi prima di loro durante il servizio militare per poter tornare da mamme e fidanzate,
i giorni finali a scuola, in attesa di pagelle e vacanze al mare e piste per le biglie nella sabbia e gite in bicicletta (almeno così era per me),
i giorni che ci separano, al lavoro, dalla consegna di una scadenza o di una gara e che vivi con l'impressione che la tua vita possa finire li (che esagerazione a pensarci ora),
I giorni che ci separano da un compleanno in più (e quest'anno son 41,per fortuna, dato che i 40 non li dimenticherò mai più)
ma questo e' il conto alla rovescia più sconvolgente della mia vita.
Una innocua, almeno all' apparenza, sacca di materiale rosa giallino farà entrare nel mio corpo una via di salvezza ma, come sempre, la strada per la salvezza e' ancora costellata di insidie.. Proprio come in ogni attimo della vita un grande, grandissimo evento ci riempie di una gioia immensa ma ci fa iniziare una nuova sfida ignota ed emozionante anche se un "po'" paurosa..
Comunque le pareti della stanza sono in materiale melaninico e io non posso assolutamente incidere le tacche del percorso!
Oggi comunque tutto bene.. Visite di amiche attraverso il vetro, chiacchere con suor candida, Don Piero, le dottoresse, le infermiere la moglie deliziosa di un signore ricoverato poco più avanti, telefonae e le solite carriole di pastiglie e flebo di cui non ho nessun controllo. (per una fissata del monitoraggio questo e' un vero atto di fiducia nei confronti della loro grande professionalità). Nel frattempo, in onore del mio amico immaginario tedesco procedo nel pubblicare ricettina tedesca sperando che le mie fonti non lo facciano inorridire. Ps questa arriva da un blog carino Di nome a cup of tea. Ps vorrei scrivergli per ringraziarlo ma e' difficile trovare le parole (ed ancora di più tradurle.. Ma forse so a chi chiedere aiuto...)
I Bretzel
una bustina di lievito secco
450 gr farina
2,8 dl acqua
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
4 cucchiai di bicarbonato
La prima cosa da fare è preparare una pastella fluida, da lasciar lievitare una ventina di minuti, a base di acqua, lievito, 200 gr di farina e lo zucchero
Trascorso il tempo indicato, aggiungere la rimanente farina ed il sale, impastare e proseguire la lievitazione per un'altra ora.
Dividere la pasta in 8 pezzi e lavorarla fino ad ottenere un filoncino di pasta di circa 40 cm...procedere dando la forma desiderata e bisogna fare una specie di ovale, dopo di che incrociare le due estremità del filoncino ed "attaccarle" sul bordo dell'ovale.
Nel frattempo scaldare due litri d'acqua con 4 cucchiai rasi di bicarbonato...una volta bollente immergervi i Bretzel e cuocerli circa 50 secondi, scolarli con la schiumarola e adagiarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con qualche granello di sale grosso ed infornare a 200° per un quarto d'ora circa.
giovedì 24 maggio 2012
Meno nove
Dopo una giornata di ambientamento oggi mi sento bene e pronta ad andare avanti... Ho fatto la prima chemio ed ora sono in corso con la seconda.. Evvai ne mancano solo 14... Poi due giorni di tregua e altro farmaco.. Ho preso cinque pastiglie, e, in vena, un protettore gastrico, uno vaginale, uno neurale uno anti spastico e chi più ne più ne metta.. Mi sono spalmata cremina anti fungina in tutte le pieghe della pelle, ginocchia, ascelle, inguine, dita delle mani (ma lo sanno sti funghetti che io mi lavo tutti i giorni e che non devono rompere le scatole?)
E poi mi arrotolo come un salame al filo del catetere che questa volta non e' agganciato al palo "fidanzato" con le ruote ma, tipo cane alla catena, scorre sospeso su una guida a soffitto..
La faccenda del vetro e' anche divertente, vedi la gente che passa, ti salutano e ti senti un po' come la modella che tanti anni fa Fiorucci aveva messo in vetrina...
Ed infatti sfoggio un bel pigiamino a righe rosa Del Selletto molto chic.. Scusate la bieca pubblicità ma e' una amica di una mia amica ed in effetti fa cose molto carine. ecco il sito www.delselletto.it
Penso sempre al mio amico tedesco che sta facendo spero scrupolosamente le punturine di fattore di crescita in attesa di raccogliere le sue bellissime teutoniche cellule staminali, chissà cosa prova e cosa gli hanno detto di me.. Prossime vacanze: Foresta nera! Glie lo devo come minimo...
Ed, in onore del mio angioletto in terra e di quello in cielo (era la sua torta preferita, alla faccia del colesterolo) ecco una ricetto DOC tedesca:
La Schwarzwalder kirsch torte (Mannaggia che lingua difficile! In fondo e una torta cioccolato ciliegie e panna)
PREPARAZIONE: 45 minuti
COTTURA: 45 minuti circa
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
• 4 uova
• 175 g di zucchero semolato
• 100 g di farina tipo 00
• 25 g di cacao amaro in polvere
• 450 g di ciliegie fresche
• 5 dl di panna fresca
• 50 g di zucchero a velo
• 1 bicchierino di kirsch
• 50 g di cioccolato fondente in scaglie
• 10 ciliegie sciroppate
• burro per lo stampo
• farina per lo stampo
PREPARAZIONE
Setacciate insieme la farina e il cacao. Sgusciate le uova in una terrina, sbattetele leggermente con una forchetta e montatele insieme con 125 g di zucchero semolato finché risulteranno gonfie e spumose. Incorporate alla crema ottenuta la farina mescolata al cacao. Imburrate e infarinate uno stampo di 22-24 cm di diametro e versatevi il composto, livellandone la superficie con una spatola. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti. Sformate il dolce e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la composta di ciliegie: snocciolatele e fatele cuocere per circa 15 minuti in uno sciroppo preparato con tre cucchiai di acqua e lo zucchero rimasto. Prelevatele con un mestolo forato e trasferitele in una terrina; fate addensare il fondo di cottura a fuoco vivo e versatelo sulle ciliegie. Lasciate raffreddare.
Montate la panna con lo zucchero a velo e aromatizzatela con il kirsch. Tagliate la torta in tre dischi e disponete il primo sul piatto da portata; spalmatevi sopra la composta di ciliegie, ricoprite con un quarto della panna montata e appoggiate sopra il secondo disco. Ricoprite anch’esso con la panna montata e chiudete con il terzo disco. Cospargete la torta con la panna montata, distribuendola anche sui bordi, e guarnite tutto intorno al bordo con il cioccolato in scaglie. Decorate con ciuffetti di panna montata sui quali adagerete le ciliegie sciroppate.
E, miracolo della tecnologia sono finalmente riuscita a pubblicare anche una foto!! Impresa impossibile finora d oggi...
E poi mi arrotolo come un salame al filo del catetere che questa volta non e' agganciato al palo "fidanzato" con le ruote ma, tipo cane alla catena, scorre sospeso su una guida a soffitto..
La faccenda del vetro e' anche divertente, vedi la gente che passa, ti salutano e ti senti un po' come la modella che tanti anni fa Fiorucci aveva messo in vetrina...
Ed infatti sfoggio un bel pigiamino a righe rosa Del Selletto molto chic.. Scusate la bieca pubblicità ma e' una amica di una mia amica ed in effetti fa cose molto carine. ecco il sito www.delselletto.it
Penso sempre al mio amico tedesco che sta facendo spero scrupolosamente le punturine di fattore di crescita in attesa di raccogliere le sue bellissime teutoniche cellule staminali, chissà cosa prova e cosa gli hanno detto di me.. Prossime vacanze: Foresta nera! Glie lo devo come minimo...
Ed, in onore del mio angioletto in terra e di quello in cielo (era la sua torta preferita, alla faccia del colesterolo) ecco una ricetto DOC tedesca:
La Schwarzwalder kirsch torte (Mannaggia che lingua difficile! In fondo e una torta cioccolato ciliegie e panna)
PREPARAZIONE: 45 minuti
COTTURA: 45 minuti circa
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
• 4 uova
• 175 g di zucchero semolato
• 100 g di farina tipo 00
• 25 g di cacao amaro in polvere
• 450 g di ciliegie fresche
• 5 dl di panna fresca
• 50 g di zucchero a velo
• 1 bicchierino di kirsch
• 50 g di cioccolato fondente in scaglie
• 10 ciliegie sciroppate
• burro per lo stampo
• farina per lo stampo
PREPARAZIONE
Setacciate insieme la farina e il cacao. Sgusciate le uova in una terrina, sbattetele leggermente con una forchetta e montatele insieme con 125 g di zucchero semolato finché risulteranno gonfie e spumose. Incorporate alla crema ottenuta la farina mescolata al cacao. Imburrate e infarinate uno stampo di 22-24 cm di diametro e versatevi il composto, livellandone la superficie con una spatola. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti. Sformate il dolce e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la composta di ciliegie: snocciolatele e fatele cuocere per circa 15 minuti in uno sciroppo preparato con tre cucchiai di acqua e lo zucchero rimasto. Prelevatele con un mestolo forato e trasferitele in una terrina; fate addensare il fondo di cottura a fuoco vivo e versatelo sulle ciliegie. Lasciate raffreddare.
Montate la panna con lo zucchero a velo e aromatizzatela con il kirsch. Tagliate la torta in tre dischi e disponete il primo sul piatto da portata; spalmatevi sopra la composta di ciliegie, ricoprite con un quarto della panna montata e appoggiate sopra il secondo disco. Ricoprite anch’esso con la panna montata e chiudete con il terzo disco. Cospargete la torta con la panna montata, distribuendola anche sui bordi, e guarnite tutto intorno al bordo con il cioccolato in scaglie. Decorate con ciuffetti di panna montata sui quali adagerete le ciliegie sciroppate.
E, miracolo della tecnologia sono finalmente riuscita a pubblicare anche una foto!! Impresa impossibile finora d oggi...
mercoledì 23 maggio 2012
Dopo tanti giorni di silenzio stampa eccomi di nuovo in pista...
Eccomi qui! Sono passati tanti giorni in cui non me la sentivo di scrivere nulla. La paura che le cose non andassero bene mi bloccava e mi sentivo un criceto nella ruota che gira senza meta. Piccoli dolori, disturbi strani, le piastrine in caduta libera e, soprattutto l'ansia che il donatore avesse problemi. Sapevo di avere altre chance ma mi sembravano più complesse per tanti motivi...
E poi, come nei migliori film, tutto si e' risolto in un evoluzione rapida di eventi.. E ora siamo qui!
Ieri, dopo un weekend in campagna con questa nuvola di tensione palpabile sulla testa, e'arrivata l'idoneita del donatore,il mio angelo tedesco.
Evvai, come non pensare che in tutto quello che e'successo non ci sia lo zampino di mia mamma? E'sempre stata fissata con la Germania, con il tedesco, si era rimessa a studiarlo e, come dice mia zia, ogni tanto iniziava ad abbaiare in tedesco e non la capiva nessuno...
E da lassù avrà detto, non voglio che sia Giancarlo, troppo stressante, e men che meno un americano (non le son mai piaciuti), ma assolutamente un tedesco.. E ha "lavorato" perché andasse così (pazienza se io ho vissuto al cardiopalma per settimane!!)
Ora sono in questa stanzetta con il vetro affacciato sul corridoio e penso che tra dieci giorni, il 2 giugno, sarò, e non solo in senso figurato, una persona nuova...
Ogni piccolo passo che mi condurrà li sarà un viaggio. Una meta ma anche una partenza..
Il viaggio di avvicinamento e' iniziato questa mattina: ore 7,30, carichi come sherpa, arriviamo in reparto.. Ricomincia la trafila per Massimo, soprascarpe, cuffietta, camice etc e illustrazione dell'organizzazione del reparto.. Poi prelievi vari e trasfusione di piastrine in contemporanea al lungo colloquio informativo con il medico (ossia il solito aggiornamento su tutte le tragedie che potrebbero capitare). C'e stato un solo problema, prima delle piastrine devo premedicare con l'antistaminico. Mentre lui parlava la mia battaglia non e' stata per non cedere alla paura ma per evitare di addormentarmi! Accidenti quanta sonnolenza mi da'! Vabbe, avrà pensato: " che tipo tosta, non ha nemmeno un cedimento di fronte alle cose che le dico"....
Questa notte si inizia l'idratazione e domani alla sei si inizia con la chemio....
Ps sul culinario oggi non mi esprimo. Sono tornata nelle braccia della mensa ospedaliera, gestita da una società che conosco bene da tanti anni (così come molti che mi leggono) e preferisco non commentare la pasta scontatissima, la bistecca di legno e le mele cotte di gomma...
Ps meno male che ho mangiato chili di frutta e verdura cruda in questo periodo... Qui non si può mangiare nemmeno quella fresca sbucciata!
E poi, come nei migliori film, tutto si e' risolto in un evoluzione rapida di eventi.. E ora siamo qui!
Ieri, dopo un weekend in campagna con questa nuvola di tensione palpabile sulla testa, e'arrivata l'idoneita del donatore,il mio angelo tedesco.
Evvai, come non pensare che in tutto quello che e'successo non ci sia lo zampino di mia mamma? E'sempre stata fissata con la Germania, con il tedesco, si era rimessa a studiarlo e, come dice mia zia, ogni tanto iniziava ad abbaiare in tedesco e non la capiva nessuno...
E da lassù avrà detto, non voglio che sia Giancarlo, troppo stressante, e men che meno un americano (non le son mai piaciuti), ma assolutamente un tedesco.. E ha "lavorato" perché andasse così (pazienza se io ho vissuto al cardiopalma per settimane!!)
Ora sono in questa stanzetta con il vetro affacciato sul corridoio e penso che tra dieci giorni, il 2 giugno, sarò, e non solo in senso figurato, una persona nuova...
Ogni piccolo passo che mi condurrà li sarà un viaggio. Una meta ma anche una partenza..
Il viaggio di avvicinamento e' iniziato questa mattina: ore 7,30, carichi come sherpa, arriviamo in reparto.. Ricomincia la trafila per Massimo, soprascarpe, cuffietta, camice etc e illustrazione dell'organizzazione del reparto.. Poi prelievi vari e trasfusione di piastrine in contemporanea al lungo colloquio informativo con il medico (ossia il solito aggiornamento su tutte le tragedie che potrebbero capitare). C'e stato un solo problema, prima delle piastrine devo premedicare con l'antistaminico. Mentre lui parlava la mia battaglia non e' stata per non cedere alla paura ma per evitare di addormentarmi! Accidenti quanta sonnolenza mi da'! Vabbe, avrà pensato: " che tipo tosta, non ha nemmeno un cedimento di fronte alle cose che le dico"....
Questa notte si inizia l'idratazione e domani alla sei si inizia con la chemio....
Ps sul culinario oggi non mi esprimo. Sono tornata nelle braccia della mensa ospedaliera, gestita da una società che conosco bene da tanti anni (così come molti che mi leggono) e preferisco non commentare la pasta scontatissima, la bistecca di legno e le mele cotte di gomma...
Ps meno male che ho mangiato chili di frutta e verdura cruda in questo periodo... Qui non si può mangiare nemmeno quella fresca sbucciata!
mercoledì 16 maggio 2012
Tanto vento, tanto polline che vola e un po' di mal di gola... Meglio stare in casa!
... E quindi come ammazzare il tempo? Biscotti!! Come un novella desperate housewife preparo un bel cestino di biscotti all'avena e nocciole per i miei dottori.. Quasi quasi mi presento alla visita con il fiocchetto in testa e il grembiuli no a quadretti (volevo i codini per completare il look ma con i capelli così tanto corti non vengono proprio!) così invece che farmi il trapianto mi ricoverano direttamente alla neuro..
Lasciando perdere i deliri mentali da casalinga ecco la ricettina dei biscotti.. Sono veramente buonissimi!
170 g di burro
170 g farina
150 g di fiocchi di avena
190 g di zucchero di canna
150 g di nocciole
1 uovo
La buccia grattugiata di 1 limone
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Mescolare energeticamente lo zucchero con le uova e il burro morbido. Aggiungere la scorza di limone e poi la farina setacciata insieme al lievito e il sale. Infine, aggiungere i fiocchi di avena e le nocciole tostate in un padellino e tritate al mixer. Mescolare bene e, se troppo ascittu, aggiungere uno o due cucchiai di latte. Con un cucchiaio prelevare delle palline di impasto, disporle su una teglia ricoperta di carta da forno e schiacciarle per appiattirle. Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti o comunque fino a che ben dorati. Togliere dal forno e far raffreddare bene.
Lasciando perdere i deliri mentali da casalinga ecco la ricettina dei biscotti.. Sono veramente buonissimi!
170 g di burro
170 g farina
150 g di fiocchi di avena
190 g di zucchero di canna
150 g di nocciole
1 uovo
La buccia grattugiata di 1 limone
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Mescolare energeticamente lo zucchero con le uova e il burro morbido. Aggiungere la scorza di limone e poi la farina setacciata insieme al lievito e il sale. Infine, aggiungere i fiocchi di avena e le nocciole tostate in un padellino e tritate al mixer. Mescolare bene e, se troppo ascittu, aggiungere uno o due cucchiai di latte. Con un cucchiaio prelevare delle palline di impasto, disporle su una teglia ricoperta di carta da forno e schiacciarle per appiattirle. Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti o comunque fino a che ben dorati. Togliere dal forno e far raffreddare bene.
lunedì 14 maggio 2012
Parole che voglio sentire...
Nel corso della trasmissione di Saviano e Fazio Pierfrancesco Favino ha dedicato le parole belle, che vorrebbe facessero parte della vita, alla sua bambina che tra poco nascerà..
Poi Fazio ha elencato quelle che spera saranno poco ricorrenti..
Ho iniziato a pensare alle "mie parole" e ad elencarle nella mia mente:
Amore, casa, cani, sole, luce, frutta, insalata, pomodori, pane, alberi, fiori, caminetto, fuoco, plaid, gioco, palla, jeans, ballerine, cuscini, occhi, bacio, lacrime, coccole, libri, fumetti, film, tulipani, zucchine, nocciole, desideri, arcobaleno, cuore, cioccolato, colori, profumi, erba, ragnatela, polipo, olio, silenzio, gatto, havaianas, cucina, Normandia, mare, nuvole, onde, vento, olmo, letto, risate, grattini, stelle, brividi, musica, famiglia, amici, mamma, girasoli, panchina, capelli, verde, papà, serenità, emozione, millepiedi, felicita', pace, favole, pioggia, rondini, asinello, leprotto, acqua, patatine, fierezza, rose, dignità, farfalle, orto, Natale, lentezza, chiacchere, passione...
Come dice Favino le parole, ora in ordine sparso, se messe in un certo ordine, significano Vita.
La vita pero' e anche fatta di parole brutte, piccole e insignificanti, amare e squallide che cerchi di tenere lontano come:
Paura, cattiveria, solitudine, classe, sboroni, ignoranza, maleducazione, lattex, poliestere, additivi chimici, cibo spazzatura, allevamento intensivo, pesticidi, business, target, etichetta, suv, morte, aridità, malattia, partiti, corruzione, pettegolezzi, omertà, armi, frustrazione, viltà, microbi, fame, sfiducia, ipoteca, rumore, traffico,....
Poi Fazio ha elencato quelle che spera saranno poco ricorrenti..
Ho iniziato a pensare alle "mie parole" e ad elencarle nella mia mente:
Amore, casa, cani, sole, luce, frutta, insalata, pomodori, pane, alberi, fiori, caminetto, fuoco, plaid, gioco, palla, jeans, ballerine, cuscini, occhi, bacio, lacrime, coccole, libri, fumetti, film, tulipani, zucchine, nocciole, desideri, arcobaleno, cuore, cioccolato, colori, profumi, erba, ragnatela, polipo, olio, silenzio, gatto, havaianas, cucina, Normandia, mare, nuvole, onde, vento, olmo, letto, risate, grattini, stelle, brividi, musica, famiglia, amici, mamma, girasoli, panchina, capelli, verde, papà, serenità, emozione, millepiedi, felicita', pace, favole, pioggia, rondini, asinello, leprotto, acqua, patatine, fierezza, rose, dignità, farfalle, orto, Natale, lentezza, chiacchere, passione...
Come dice Favino le parole, ora in ordine sparso, se messe in un certo ordine, significano Vita.
La vita pero' e anche fatta di parole brutte, piccole e insignificanti, amare e squallide che cerchi di tenere lontano come:
Paura, cattiveria, solitudine, classe, sboroni, ignoranza, maleducazione, lattex, poliestere, additivi chimici, cibo spazzatura, allevamento intensivo, pesticidi, business, target, etichetta, suv, morte, aridità, malattia, partiti, corruzione, pettegolezzi, omertà, armi, frustrazione, viltà, microbi, fame, sfiducia, ipoteca, rumore, traffico,....
domenica 13 maggio 2012
Dolcetti al cocco
Weekend in campagna praticamente estivo... Fino a ieri! Oggi in realtà, come ben predetto dai meteorologi, vento, nuvoloni neri e aria gelida...
Ieri pero' giornata bellissima in cui ho riscoperto le mie doti di bricoleuse e mi sono dedicata a verniciare la casetta degli attrezzi da giardino di un bel giallo vaniglia... Che bello trafficare vestita da "lavoro" senza pensare a nulla! E' stato come tornare a cinque anni fa, quando con tanta fatica e risate stavamo ristrutturando casa, sporchi di vernice e pieni di entusiasmo per questa nuova casa che e' il nostro rifugio e che racchiude tutti i nostri sogni più belli..
Poi, superati i pensieri poetici e presa da un raptus di fame, mi sono dedicata alle tortine al cocco..
Io ne faccio una versione light con il latte e qualche aggiunta perosnale ma, chi volesse seguire alla lettera la ricetta di Benedetta Parodi, potrebbe sostituire al latte la panna fresca ed evitare il liquore..
3 uova
150 gr di zucchero (io uso quello di canna perché più profumato)
250 ml di latte parzialmente scremato
250 gr di farina di cocco
2 cucchiai di farina
1 bustina di vanillina
Una bustina scarsa di lievito per dolci
2 cucchiai di rum scuro o di benedectine
1 pizzico di sale
Mescolare bene le uova con lo zucchero e il sale, unire la farina di cocco, il rum, la farina bianca setacciata e il latte e mescolare fino ad vere un composto omogeneo. Riposare in frigo per circa mezz'ora e aggiungere il lievito setacciato. Muscolare bene per amalgamare e versare nelle formino in silicone riempiendoe per due terzi. Cuocere in fono caldo a 180 gr per circa venti/venticinque minuti o comunque fino a che non siano ben dorate.
Sono morbide, dolci ma non troppo, profumate e sanno di vacanza al mare..si possono fare anche in versione torta ma il formato mignon secondo me da più soddisfazione!!
Ieri pero' giornata bellissima in cui ho riscoperto le mie doti di bricoleuse e mi sono dedicata a verniciare la casetta degli attrezzi da giardino di un bel giallo vaniglia... Che bello trafficare vestita da "lavoro" senza pensare a nulla! E' stato come tornare a cinque anni fa, quando con tanta fatica e risate stavamo ristrutturando casa, sporchi di vernice e pieni di entusiasmo per questa nuova casa che e' il nostro rifugio e che racchiude tutti i nostri sogni più belli..
Poi, superati i pensieri poetici e presa da un raptus di fame, mi sono dedicata alle tortine al cocco..
Io ne faccio una versione light con il latte e qualche aggiunta perosnale ma, chi volesse seguire alla lettera la ricetta di Benedetta Parodi, potrebbe sostituire al latte la panna fresca ed evitare il liquore..
3 uova
150 gr di zucchero (io uso quello di canna perché più profumato)
250 ml di latte parzialmente scremato
250 gr di farina di cocco
2 cucchiai di farina
1 bustina di vanillina
Una bustina scarsa di lievito per dolci
2 cucchiai di rum scuro o di benedectine
1 pizzico di sale
Mescolare bene le uova con lo zucchero e il sale, unire la farina di cocco, il rum, la farina bianca setacciata e il latte e mescolare fino ad vere un composto omogeneo. Riposare in frigo per circa mezz'ora e aggiungere il lievito setacciato. Muscolare bene per amalgamare e versare nelle formino in silicone riempiendoe per due terzi. Cuocere in fono caldo a 180 gr per circa venti/venticinque minuti o comunque fino a che non siano ben dorate.
Sono morbide, dolci ma non troppo, profumate e sanno di vacanza al mare..si possono fare anche in versione torta ma il formato mignon secondo me da più soddisfazione!!
mercoledì 9 maggio 2012
Oggi e' il compeanno della mia mamma
Mario Luzi era uno dei poeti piu amati dal professor Lanzavecchia, professore di papa' ai tempi della scuola e colui che mi ha dato ripetizioni negli anni del liceo.. Mi ha fatto scoprire tanti autori e anche questa bella poesia..
Mia madre, mia eterna margherita
Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.
Mia madre, mia eterna margherita
Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.
martedì 8 maggio 2012
Una vita passo passo..
Sono tornata dal day hospital con qualche notizia buona...
Innanzitutto ringrazio i miei fantastici dottori: Hanno fatto i miracoli per riuscire a darmi delle risposte oggi e non lasciarmi nel limbo estenuante dell'attesa.
Il midollo e' pulito pur se non brillante (e forse e' per questo che le piastrine sono un po' basse).
Il donatore tedesco (l'altro campione arrivato) sembra abbastanza compatibile ma non ne parlerò fino a che non sarà tutto a posto.
A casa, un po' stanca dopo la giornata di tensione, ho iniziato a curiosare su sito dell'associazione Laura Coviello. Questa associazione, nata in memoria di una ragazza malata di leucemia e che purtroppo non c'e più, collabora da tanti anni con il CTMO del policlinico e ha migliorato per tanti aspetti la vita dei pazienti in reparto con piccole ma preziose coccole come Sky, il wifi, l'interfono e l'assistenza psicologica.. Ho iniziato a leggere i giornalini che semestralmente pubbblicano e soprattutto le lettere che tanti pazienti o parenti di pazienti hanno scritto. Hanno saputo descrivere tanti miei stati d'animo con cosi tanta lucidita' e forza da avermi profondamente colpito (e' vero che sono un po' ipersensibile in questo periodo ma credo che toccheranno il cuore di chiunque abbia voglia di leggerne alcune). Mi confermano una cosa: e' una malattia lunga, infida e mutevole, capace di sorprese continue ma che ti insegna a valorizzare la vita e dare un sapore fantastico ad ogni cosa. Da un lato ti senti tirato tra la tua vita di prima e quella di oggi e quella, assolutamente ignota, di domani, dall'altro scopri che la vita vera e' oggi, nell'istante in cui sei e ha valore per l'amore che provi e ricevi, per le cose buone che puoi fare, per le emozioni che provi, per le piccole gioie che riesci a donare a chi incontri sul tuo percorso.
Sempre sui giornalini dell'associazione ho trovato questa poesia di Papa Giovanni XXIII:
Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore. Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
Un inno alla vita passo dopo passo..
Innanzitutto ringrazio i miei fantastici dottori: Hanno fatto i miracoli per riuscire a darmi delle risposte oggi e non lasciarmi nel limbo estenuante dell'attesa.
Il midollo e' pulito pur se non brillante (e forse e' per questo che le piastrine sono un po' basse).
Il donatore tedesco (l'altro campione arrivato) sembra abbastanza compatibile ma non ne parlerò fino a che non sarà tutto a posto.
A casa, un po' stanca dopo la giornata di tensione, ho iniziato a curiosare su sito dell'associazione Laura Coviello. Questa associazione, nata in memoria di una ragazza malata di leucemia e che purtroppo non c'e più, collabora da tanti anni con il CTMO del policlinico e ha migliorato per tanti aspetti la vita dei pazienti in reparto con piccole ma preziose coccole come Sky, il wifi, l'interfono e l'assistenza psicologica.. Ho iniziato a leggere i giornalini che semestralmente pubbblicano e soprattutto le lettere che tanti pazienti o parenti di pazienti hanno scritto. Hanno saputo descrivere tanti miei stati d'animo con cosi tanta lucidita' e forza da avermi profondamente colpito (e' vero che sono un po' ipersensibile in questo periodo ma credo che toccheranno il cuore di chiunque abbia voglia di leggerne alcune). Mi confermano una cosa: e' una malattia lunga, infida e mutevole, capace di sorprese continue ma che ti insegna a valorizzare la vita e dare un sapore fantastico ad ogni cosa. Da un lato ti senti tirato tra la tua vita di prima e quella di oggi e quella, assolutamente ignota, di domani, dall'altro scopri che la vita vera e' oggi, nell'istante in cui sei e ha valore per l'amore che provi e ricevi, per le cose buone che puoi fare, per le emozioni che provi, per le piccole gioie che riesci a donare a chi incontri sul tuo percorso.
Sempre sui giornalini dell'associazione ho trovato questa poesia di Papa Giovanni XXIII:
Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore. Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
Un inno alla vita passo dopo passo..
L'ennesimo esame di midollo..
Sono qui, nella solita saletta d'attesa del day hospital, dopo aver fatto il prelievo di midollo.. Ormai sono un habitué e oggi ho anche incontrato una dottoressa con una manina d'oro.. In effetti sono tutti bravi, ma talvolta alcuni sono meno fortunati o un po' più incerti nelle manovre.. Oggi invece nessun dolore! Per tutto il resto aspettiamo fiduciosi..
Intanto chiacchiero con chi, come me, vive questo percorso difficile e complicato e penso a come sia generalizzato un approccio forte e battagliero. Ieri un signore anziano, un po' acciaccato, dopo aver fatto l'esame di midollo, era solo orientato a godersi un bel pranzetto in trattoria.
Oggi, un ragazzo mio coetaneo che ha appena fatto il trapianto, mi racconta come si sente "nuovo" e come si sia rafforzato il legame familiare con il fratello e i genitori.. Un nucleo unico e compatto che combatte insieme.
Ispirata dal signore di ieri penso anche io a cosa fare questa sera (ormai non faccio più progetti oltre le dodici ore, vengo sempre punita quando mi lancio in ipotesi più a lungo termine) e guardo con un po' di goduria a un bel ristorante di pesce vicino a casa.. Il Faro in piazza San materno.. In attesa di scoprire cosa offre il menù del giorno ecco la ricetta di una pasta buonissima...
300 gr di linguine
300g di pomodorini pachino
350 gr di gamberetti freschi interi
1cipolla bianca
2 spicchi d aglio interi
1cucchiaio di bottarga in polvere
1/2 bicchiere di vino bianco
sale pepe olio
peperoncino
prezzemolo
Tritare finemente la cipolla e farla imbiondire con l' aglio in una capiente padella, aggiungere i pomodorini tagliati finemente e portare a cottura a fuoco vivo per circa 6/8 min, alzare la fiamma e aggiungere le teste dei gamberetti schiacciandole con un cucchiaio per far uscire il succo. Toglierle con una pinza e buttare giu le code dei gamberetti e la bottarga, sfumare con il vino e portare a cottura per due minuti, regolare di sale, pepe, peperoncino e prezzemolo.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e, quando sarà arrivata a cottura, con l'aiuto di una pinza passarla nella padella con il condimento senza scolarla troppo e saltare il tutto a fuoco vivo cosi da far legare la pasta con il condimento... Servire calda.
venerdì 4 maggio 2012
Curve a gomito e con visibilità molto ridotta
Tante volte ho detto di vivere questo periodo come un viaggio pieno di curve e dossi.. Oggi la curva da affrontare e' proprio brutta, di quelle da affrontare con cautela e guardando al rettilineo che sicuramente prima o poi arriverà..
Abbiamo dovuto salutare il mio donatore americano, purtroppo il giovane e aitante trentaquattrenne e' risultato inidoneo per almeno sei mesi per motivi clinici.. Gli auguro di guarire presto e lo ringrazio comunque di essersi reso disponibile mannaggia a lui, non poteva stare attento a non prendersi nulla!!
Ora nuove valutazioni e riflessioni e vedremo cosa fare.. Lunedì esami e colloquio con la mia dottoressa (quasi più affranta di me, se possibile, per la brutta notizia)... Per fortuna ci sono tante strade diverse da percorrere ma mi sembra di essere li, con questa grande mappa aperta nell'epoca in cui non esistevano i navigatori, e cercare di capire insieme ai dottori quale strada intraprendere ricevendo man mano indicazioni dall'infotraffic..
Vorrei invece essere nel futuro ed avere il tele trasporto...
La più grande lezione resta sempre questa: nella vita e' impossibile fare qualsiasi programma ed ogni volta che, in questi mesi ci ho provato, sono stata punita!! Per cui carpe diem di nuovo, oggi si parte per la campagna e mi godro' per due giorni le coccole amorevoli del mio fantastico fidanzato..
lunedì 30 aprile 2012
Visite visite visite...
Come ho già detto vivo queste giornate con la sensazione che siano i momenti prima di un lungo viaggio e quindi vedo amici ogni giorno per godere della loro compagnia prima della "partenza".. Ed ovviamente cucino. L'altra sera sono venuti a trovarci due cari amici che spesso sottopongo ai miei esperimenti culinari. Evidentemente ero ispirata e sono riuscita a non produrre nessuna schifezza, anzi eravamo abbastanza soddisfatti.. Avevo deciso di usare una confezione. Di tagliolini sottilissimi ai cereali che mi avevano regalato e di abbinarli agli asparagi.. Unico timore: il tagliolino asciuga subito e diventa subito un agglomerato indivisibile e colloso.. Per evitare questo inconveniente mi sono inventata questa ricettina...
300 gr di tagliolini
Un mazzo di asparagi
Mezza confezione di Philadelphia light
Qualche cucchiaio di latte
Parmigiano
Pancetta dolce a dadini
Sale e pepe
aglio
Timo e maggiorana a piacere
In una padella cuocere con uno spicchio d'aglio i gambi degli asparagi (tenere le punte da parte) con mezzo bicchiere di acqua e un pizzico di sale. Una volta morbidi frullarli insieme al Philadelphia e al latte e al parmigiano ed agli odori. Lessare i tagliolini e, saltare in padella la pancetta e le punte degli asparagi fino a che siano ben rosolate.
Aggiungere la crema di asparagi prepara e condire subito i tagliolini aggiungendo un goccio di latte se risultassero un po' asciutti. Servire subito..
Oggi invece grande rimpatriata con i colleghi di Torino. E' stato molto bello e confesso, anche un po' commovente, e ci siamo invertiti. Trattoria e poi caffè e dolcetti a casa.. Come promesso ai figli di Roberta ecco la ricetta delle tortine al limoneO
100 gr di burro morbido
175 gr di farina auto lievitante
1 cucchiaio di lievito per dolci
175 gr di zucchero di canna
2 uova
6 cucchiai di latte
La scorza grattugiata di un limone
Per la decorazione:
Il succo di un limone
100 gr di zucchero di canna
Scaldare il forno a 180 gradi
Mescolare per due o tre minuti tutti gli ingredienti fino a che siano ben amalgamati e si presentino come una crema morbida.
Riempire a meta' le formine in silicone per muffin ( in caso si usino stampini di metallo ungere e infarinarli bene all'interno) aiutandosi con un cucchiaino e cuocère in forno per cira venti minuti o comunque fino anche siano ben dorate (verificare la cottura con uno stecchino di legno che deve uscire asciutto)
Mescolare il succo di limone e lo zucchero. Sfornare i tortini e, ancora caldi, versare l'intingolo su ciascun tortino.
venerdì 27 aprile 2012
Seduta all'ombra del mio olmo..
Davanti a casa nostra in campagna c'e un olmo vecchissimo, e' alto, imponente e fa tanta ombra.. Oggi, dopo una bella gita con papà all'abazzia di Staffarda (un posto magico, antico e silenzioso, con tante rondini ed in cui c'e' anche la nursery dei pipistrellini) e dopo un lauto pranzetto a Cherasco sotto un sole caldissimo, mi sono dedicata al riposo e alla lettura in giardino sotto la sua ombra. Sono un po' stanca e star qui e' rilassante e mi permette di pensare un po'. In questi giorni mi sembra di vivere in attesa del grande evento e di dover vedere tutti gli amici prima della "partenza". E quindi ogni giorno amici a cena o a pranzo o di passaggio per un saluto..
E' uno stato d'animo strano, come un pensiero fisso mentre fai altro.. Programmo mille cose da fare dopo e nel frattempo, come mio solito, sistemo casa (oggi ho preso drammaticamente coscienza di aver una quantità di piatti e tovaglie sufficiente per aprire un ristorantino...) e spignatto...
Ieri, tra le varie cose preparate per una cenetta con i vicini ho fatto le foca cine al rosmarino e salvia e sono venute proprio buone..
Ammetto che la comodità dell'impastatrice e' impagabile ma fatte a mano danno anche più soddisfazione...
Servono:
350 gr di farina Manitoba
200 ml di acqua
Olio di oliva 3/4 cucchiai
1 cucchiaino di sale per l'impasto
1 bustina di lievito di birra granulare
Salvia e rosmarino freschi tritati
Disporre la farina a fontana e al centro versare l'acqua tiepida, l'olio, il sale e il lievito ed iniziare pian piano ad amalgamare i liquidi e la farina. Aggiungere le erbe tritate e continuare ad impastare a lungo fino ad avere un impasto elastico. Far lievitare al caldo e coperto per circa due ore. Suddividere l'impasto in diverse parti per ottenere le focaccine della dimensione che si vuole, disporle su una teglia unta d'olio e lasciarle riposare per altri venti minuti. Nel frattempo scaldare il forno a 200 gradi, creare qualche buchino con le dita nelle focaccine e cospargerlo di sale grosso. Cuocerle fino a che siano ben dorate. Sono buonissime servite calde con un bel piatto di salumi
martedì 24 aprile 2012
Ancora qualche giorno prima di una nuova vita..
La mia vita in questi ultimi giorni scorre in un'apparente normalità. Commissioni, gita all'ikea, visita della fiera del vintage, riposo e lettura.. E poi, di colpo, realizzi che tra meno di venti giorni inizierà una nuova vita grazie alla generosità di uno sconosciuto ragazzo americano.
Ieri mattina ho fatto il colloquio con la caposala del centro trapianti. In quasi due ore di chiacchierata e spiegazioni su tutto ciò che potrà succedere, su come comportarsi, su cosa devo portare in camera sterile abbiamo parlato più volte di giorno zero, il giorno del trapianto da cui si conteggeranno tutti gli altri eventi e i 100 giorni successivi, i più critici e rischiosi.
Come per un segno del destino questo giorno cadrà tra il compleanno della mia mamma e il mio quarantunesimo compleanno e , da quel momento, anziché scrivere i miei primi quarant'anni (vecchio libro e film che le fanciulle della mia età ricorderanno come una delle sciocchezze degli anni ottanta) potrò scrivere i miei prossimi quarant'anni.
E' un momento emozionante! Non lo avrei mai voluto vivere ma, ora che la strada e' tracciata, questa attesa mi smuove sensazioni diverse. Prima di Jim Morrison e di Steve Jobs il buon Seneca diceva vivi ogni giorno della tua vita come fosse l'ultimo. E' ciò che sto cercando di fare da alcuni mesi ed e' stato necessario questo cataclisma per insegnarmelo. Dal giorno zero vorrei riuscire a vivere anche pensando che ogni giorno e' il primo, ossia con lo stesso entusiasmo del primo giorno di scuola, del primo giorno di lavoro, del primo giorno di vacanza o del primo giorno di una storia d'amore..
sabato 21 aprile 2012
Che stanchezza! Ma che soddisfazione..
Non ci speravo più..
Prima che capitasse tutto quello che e' successo in questi sei mesi avevamo deciso di fare qualche lavoretto in casa.. Poi e' successo di tutto e i lavori sono andati a rilento.. Onestamente non credevo di riuscire a vedere il risultato finale prima di entrare per il trapianto (credo di aver trovato il muratore più lento e casinista che esista anche se, in fondo in fondo, mi sono affezionata). Ed ora, invece, siamo al rush finale: imbianchini, falegname e un gran casino ovunque.. Ovviamente, con la scusa che non posso affaticarmi e stare nella polvere, coordino a distanza senza "sporcarmi le mani" e cucino (come sempre del resto ma questi mangiano come lupi).. E forse entro domenica potremo vedere i primi risultati concreti.. Colori belli, grigio, viola, e pareti a righe (con grande gioia di Giuseppe, l'imbianchino)..
Ora ci trapiantiamo e poi ci potremo godere la casetta di Sant'anna e il bosco e gli uccellini la mattina...
Ecco la ricetta del più classico degli spezzatini (uno dei piatti fatti per sfamare la mandria di artigiani)
700 gr di tenerone di vitello
5/6 belle patate
500 gr di piselli
1 barattolo di pomodorini in conserva
Prezzemolo e, se disponibili, rosmarino, salvia e timo freschi
Sedano, carota e cipolla per il soffritto
Sale e pepe e olio evo
1 bicchiere di vino rosso
Tagliare a pezzetti piccoli le verdure per il soffritto e rosolare in un filo d'olio, quando sono dorate ed appassite unire la carne a dadini e rosolarla bene. Quando sarà ben colorita su tutti i lati sfumare con il vino, far evaporare e unire i pomodorini. Far cuocere circa venti minuti a fuoco basso e coperti e poi aggiungere le patate a pezzi e i piselli. Aggiustare di sale e pepe e, se troppo asciutto, aggiungere un bicchiere di brodo caldo. Spolverare di prezzemolo ed eventualmente le altre erbe tritate. Cuocere a fuoco basso per altri venti minuti circa sempre coperto, e poi togliere il coperchio e far eventualmente asciugare il sugo se troppo "brodoso".
martedì 17 aprile 2012
Ancora dolci... Sarà la fifa del dentista!
Rispondendo a chi mi chiede ragguagli nei commenti confermo: ebbene si! Abbiamo trovato un fantastico donatore compatibile (abbastanza) e sembra che dal 5 o 6 di maggio si cominci la preparazione. Tutto ciò significa che nelle prossime due settimane mi toccano tour di esami vari e, sempre per non farsi mancare nulla, estrazione del dente del giudizio! Mannaggia mi fa più paura della chemio... Come dice Puffo Brontolone "io oooooooodio il dentista".
Al fine di alimentare le carie con iniezioni di zucchero (intanto poi c'è il dentista) ecco anche la ricetta della torta di ricotta fatta sempre ieri..
200 gr. farina
200 gr. zucchero
3 uova
300 gr. ricotta
150 gr. gocce di cioccolato o, come nel mi caso tavolette di cioccolato spezzettate o avanzi di uova di Pasqua
1 bustina lievito
Montare lo zucchero con la ricotta. Aggiungere le uova e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare l'impasto ed aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata.Infornare a 180C° per 30 min.
Al fine di alimentare le carie con iniezioni di zucchero (intanto poi c'è il dentista) ecco anche la ricetta della torta di ricotta fatta sempre ieri..
200 gr. farina
200 gr. zucchero
3 uova
300 gr. ricotta
150 gr. gocce di cioccolato o, come nel mi caso tavolette di cioccolato spezzettate o avanzi di uova di Pasqua
1 bustina lievito
Montare lo zucchero con la ricotta. Aggiungere le uova e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare l'impasto ed aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata.Infornare a 180C° per 30 min.
lunedì 16 aprile 2012
Mattinata in DH e poi, un po' acciaccata, biscotti...
Questa mattina esamino di controllo del midollo (ormai e' il sesto e, come sempre, ho urlato come un'aquila all'aspirato midollare), prelievi per la virologia e, in attesa di alcune conferme domani, tengo duro in attesa del trapianto..
Penso costantemente al mio aitante sconosciuto donatore americano e penso a come ringraziarlo con le mie preghiere e con il mio pensiero.. Chissà com'e? Magari e' pure carino!
Un po' acciaccata e con il mio bel cerottone sul fondoschiena mi dedico ai biscotti per far passare l giornata un po' piovosa..
Biscottini cioccolato e nocciole
160 gr di farina
1/2 bustina scarsa di lievito
120 gr di zucchero di canna
120 gr di nocciole
2 cucchiai di olio extra vergine
2 uova
Un pizzico di sale
Un cucchiaio di liquore
Un cucchiaio di cacao in polvere
Tritare grossolanamente le nocciole, unire nel mixer la farina e il lievito, lo zucchero e il sale e amalgamare il tutto. Aggiungere le uova, l'olio e il liquore e mixare. Su una spianatoia spolverata di farina impastare il mix per un paio di minuti e, con le mani infarinate, are delle palline e schiacciarle al centro così da ottenere dei dischetti.
Cuocere a 180 gradi per quindici/venti minuti.
Penso costantemente al mio aitante sconosciuto donatore americano e penso a come ringraziarlo con le mie preghiere e con il mio pensiero.. Chissà com'e? Magari e' pure carino!
Un po' acciaccata e con il mio bel cerottone sul fondoschiena mi dedico ai biscotti per far passare l giornata un po' piovosa..
Biscottini cioccolato e nocciole
160 gr di farina
1/2 bustina scarsa di lievito
120 gr di zucchero di canna
120 gr di nocciole
2 cucchiai di olio extra vergine
2 uova
Un pizzico di sale
Un cucchiaio di liquore
Un cucchiaio di cacao in polvere
Tritare grossolanamente le nocciole, unire nel mixer la farina e il lievito, lo zucchero e il sale e amalgamare il tutto. Aggiungere le uova, l'olio e il liquore e mixare. Su una spianatoia spolverata di farina impastare il mix per un paio di minuti e, con le mani infarinate, are delle palline e schiacciarle al centro così da ottenere dei dischetti.
Cuocere a 180 gradi per quindici/venti minuti.
domenica 15 aprile 2012
Un film leggero con una storia bella alle spalle
In questo periodo, complice il brutto tempo e valori decenti di globuli bianchi, ci stiamo godendo il cinema.. Tre sono i film che mi hanno lasciato emozioni belle e profonde. In ciascuno, per un motivo a per un altro, ho letto qualcosa di vicino a me.. "quasi amici", la bellissima storia (piena di risate) di una persona rimasta paralizzata e di un badante sui generis che non tratta la malattia con quella falsa ipocrisia che spesso chi e' malato vive intorno a se, "piccole bugie tra amici" in cui gli amici fuggono per paura dalla malattia ma ne soffrono a distanza in un posto bellissimo ma con un retrogusto amaro, e poi quello di oggi, "marigold hotel" un gruppo di pensionati che fuggono dalla vita e dalla vecchiaia in un India stile Bollywood decadente e colorata. Il film e' carino, delicato e un po' fané anche se un po' retorico e, oltre a farti venire voglia di partire per il piacere che il viaggio può dare ti ricorda che ogni momento della vita e' buono per buttarsi in nuove avventure.. e poi ti fa venir voglia di mangiare indiano.. E qui di ecco una ricettina veloce per il pollo al curry..
un petto di pollo
1 cipolla
1 scatola di latte di cocco (400 ml)
2 cucchiai di curry
Farina q.b.
4 cucchiai di olio evo
Sale q.b.
Tritare la cipolla e far appassire per circa 15 minuti a fuoco dolce in una pentola antiaderente con un filo d'olio. Se fosse necessario aggiungere un pochino di acqua. Mentre la cipolla cuoce tagliare il petto di pollo a pezzetti e infarinarlo. Aggiungere il pollo alla cipolla e far rosolare da ambo i lati e salare. Aggiungere il curry, mescolare e subito dopo aggiungere il latte di cocco. Mescolare in modo che la polpa e il latte di cocco si miscelino al pollo e al curry. Laciare cuocere a fuoco vivace per circa 10 minuti o finchè il latte sia diventato cremoso. Aggiustare di sale e servire con riso basati lesso.
un petto di pollo
1 cipolla
1 scatola di latte di cocco (400 ml)
2 cucchiai di curry
Farina q.b.
4 cucchiai di olio evo
Sale q.b.
Tritare la cipolla e far appassire per circa 15 minuti a fuoco dolce in una pentola antiaderente con un filo d'olio. Se fosse necessario aggiungere un pochino di acqua. Mentre la cipolla cuoce tagliare il petto di pollo a pezzetti e infarinarlo. Aggiungere il pollo alla cipolla e far rosolare da ambo i lati e salare. Aggiungere il curry, mescolare e subito dopo aggiungere il latte di cocco. Mescolare in modo che la polpa e il latte di cocco si miscelino al pollo e al curry. Laciare cuocere a fuoco vivace per circa 10 minuti o finchè il latte sia diventato cremoso. Aggiustare di sale e servire con riso basati lesso.
mercoledì 11 aprile 2012
Clima invernale e menù primaverile..
Brr che freddo oggi e che tempaccio!
Dopo giorni e giorni in day hospital oggi, primo giorno di libertà a Milano, piove a dirotto. Per cui chiusa in casa.. Le mie transaminasi migliorano pian piano e devo continuare a mangiare bene e non pasticciare. Fino a venerdì nessun controllo e poi, aiutooo: controlli, esito biopsia, citogenetica del midollo e, soprattutto colloquio con il centro trapianti per decidere come procedere..
Vabbe' sono un po' agitata e devo tenermi impegnata in questi giorni per non pensare troppo al dopo, ai rischi, ai problemi che potranno esserci.. E quindi, visto che il tempo non invoglia alle passeggiate, mi dedico alla cucina.
Apro il frigo e mi spuntano sacchetti di verdure comprate settimana scorsa di cui non avevo nemmeno memoria.. (questo e' il problema dello shopping compulsivo al mercato). In uno di questi trovo due mazzetti di una specie di erbetta verde scuro, gli agretti. Non li ho mai cucinati ma, leggendo sul mio libro di cucina salutista, scopro che gli agretti sono ricchi di potassio, carotene, vitamina C e B3 e soprattutto calcio, che sono molto diuretici, rimineralizzanti e depurativi, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. E quindi devo inventarmi come cucinarli.. Sinceramente mi avevano consigliato di farli lessati ed in insalata ma mi sembrava una soluzione un po' triste e quindi ne ho fatto una frittatina.. Fantastici, croccantini, un po' asprigni e aciduli. Si sposano benissimo con le uova e il parmigiano grattugiato. Vanno appena sbollentati e poi passati in padella con olio e aglio e magari un'acciughina. A parte sbattere due o tre uova e parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e di pepe. Cuocere la frittatina da entrambi i lati.
E poi lasagne alle verdure. Devo smaltire asparagi, zucchine e cipollotti. Ho rosolato in padella i cipollotti affettati finemente con un filo d'olio, ho unito le zucchine a dadini piccoli e gli asparagi tagliati a fettine e tengo da parte le punte. Quando sono ben rosolate unisco le punte e lascio cuocere ancora cinque minuti. Regolo di sale e pepe. A parte grattugio con la grattugia a fori grandi una scamorza affumicata e preparo la besciamella.
In una pirofila da forno assemblo le lasagne disponendo a strati besciamella, sfoglie di pasta appena sbollentate, verdure scamorza grattugiata, un po' di parmigiano ed ancora besciamella e così via concludendo con verdure e scamorza e besciamella. Spolvero di parmigiano e guarnisco con qualche fiocco di burro. Cuocio in forno per circa trenta minuti. Che buone!
Dopo giorni e giorni in day hospital oggi, primo giorno di libertà a Milano, piove a dirotto. Per cui chiusa in casa.. Le mie transaminasi migliorano pian piano e devo continuare a mangiare bene e non pasticciare. Fino a venerdì nessun controllo e poi, aiutooo: controlli, esito biopsia, citogenetica del midollo e, soprattutto colloquio con il centro trapianti per decidere come procedere..
Vabbe' sono un po' agitata e devo tenermi impegnata in questi giorni per non pensare troppo al dopo, ai rischi, ai problemi che potranno esserci.. E quindi, visto che il tempo non invoglia alle passeggiate, mi dedico alla cucina.
Apro il frigo e mi spuntano sacchetti di verdure comprate settimana scorsa di cui non avevo nemmeno memoria.. (questo e' il problema dello shopping compulsivo al mercato). In uno di questi trovo due mazzetti di una specie di erbetta verde scuro, gli agretti. Non li ho mai cucinati ma, leggendo sul mio libro di cucina salutista, scopro che gli agretti sono ricchi di potassio, carotene, vitamina C e B3 e soprattutto calcio, che sono molto diuretici, rimineralizzanti e depurativi, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. E quindi devo inventarmi come cucinarli.. Sinceramente mi avevano consigliato di farli lessati ed in insalata ma mi sembrava una soluzione un po' triste e quindi ne ho fatto una frittatina.. Fantastici, croccantini, un po' asprigni e aciduli. Si sposano benissimo con le uova e il parmigiano grattugiato. Vanno appena sbollentati e poi passati in padella con olio e aglio e magari un'acciughina. A parte sbattere due o tre uova e parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e di pepe. Cuocere la frittatina da entrambi i lati.
E poi lasagne alle verdure. Devo smaltire asparagi, zucchine e cipollotti. Ho rosolato in padella i cipollotti affettati finemente con un filo d'olio, ho unito le zucchine a dadini piccoli e gli asparagi tagliati a fettine e tengo da parte le punte. Quando sono ben rosolate unisco le punte e lascio cuocere ancora cinque minuti. Regolo di sale e pepe. A parte grattugio con la grattugia a fori grandi una scamorza affumicata e preparo la besciamella.
In una pirofila da forno assemblo le lasagne disponendo a strati besciamella, sfoglie di pasta appena sbollentate, verdure scamorza grattugiata, un po' di parmigiano ed ancora besciamella e così via concludendo con verdure e scamorza e besciamella. Spolvero di parmigiano e guarnisco con qualche fiocco di burro. Cuocio in forno per circa trenta minuti. Che buone!
sabato 7 aprile 2012
Pasqua in campagna
Dopo una giornata campale, un vero venerdì di passione coronato da una biopsia al fegato (non ci facciamo mai mancare nulla), siamo arrivati in campagna.. venerdì lungo e in cui sono stata obbligata a stare a letto per più di otto ore senza mangiare e senza bere.. Per fortuna Pamela mi ha fatto compagnia per tutta la mattinata e abbiamo chiacchierato tanto da dimenticare i morsi della fame.. La biopsia in se non e' nulla di che.. Sinceramente fa molta più impressione vedere l'ago di trenta centimetri e pensare che ti carotano il fegato che subire la "manovra".. E poi incerottata come se mi avessero squartato facevo la mia bella scena!
Ed ora, seduta sulla mia panchina azzurra, con gli uccellini che cantano, il sole (ovviamente completamente cosparsa di crema a protezione totale, ligia alle indicazioni dei medici), un silenzio irreale, penso che tutto quello che e' successo in questo periodo non sembra vero e che questa e' la vita che ancora voglio fare per tanto tempo.
Sant'anna, questo e' il nome della frazione in cui abbiamo la nostra bella casetta, e' un posto da sogno.. Sarà la vista sul bosco, tutte le mie piante (almeno quelle sopravvissute all'inverno ed alla poca manutenzione di questo periodo) o il sentirmi ragazza di campagna dedita a giardinaggio e marmellate ma mi sembra subito di essere in vacanza.
Dopo aver trascorso tutte le ultime festività in ospedale, ta un Natale senza la mamma e in compagnia delle ciclosporine ed un improbabile capodanno con coliche intestinali e festa in reparto ci voleva proprio una Pasqua in libera uscita..
Se tornassi indietro di un anno oggi sarei intenta a preparare il pranzo di Pasqua con Athos e Alice fissi in cucina a darmi assistenza e Massimo a trafficare con qualche nuova iniziativa di bricolage.. E poi con mamma e papà e la mamma di Max saremmo stati a mangiare sotto il nostro vecchio olmo. Ma oggi e' tutto diverso nella mia vita.. Tutto tranne il bosco, gli uccellini, la vecchia casa e l'olmo.. Questo e' il bello della natura e dei posti che hanno una storia.. Vivono immutabili nel tempo.
Ed ora, seduta sulla mia panchina azzurra, con gli uccellini che cantano, il sole (ovviamente completamente cosparsa di crema a protezione totale, ligia alle indicazioni dei medici), un silenzio irreale, penso che tutto quello che e' successo in questo periodo non sembra vero e che questa e' la vita che ancora voglio fare per tanto tempo.
Sant'anna, questo e' il nome della frazione in cui abbiamo la nostra bella casetta, e' un posto da sogno.. Sarà la vista sul bosco, tutte le mie piante (almeno quelle sopravvissute all'inverno ed alla poca manutenzione di questo periodo) o il sentirmi ragazza di campagna dedita a giardinaggio e marmellate ma mi sembra subito di essere in vacanza.
Dopo aver trascorso tutte le ultime festività in ospedale, ta un Natale senza la mamma e in compagnia delle ciclosporine ed un improbabile capodanno con coliche intestinali e festa in reparto ci voleva proprio una Pasqua in libera uscita..
Se tornassi indietro di un anno oggi sarei intenta a preparare il pranzo di Pasqua con Athos e Alice fissi in cucina a darmi assistenza e Massimo a trafficare con qualche nuova iniziativa di bricolage.. E poi con mamma e papà e la mamma di Max saremmo stati a mangiare sotto il nostro vecchio olmo. Ma oggi e' tutto diverso nella mia vita.. Tutto tranne il bosco, gli uccellini, la vecchia casa e l'olmo.. Questo e' il bello della natura e dei posti che hanno una storia.. Vivono immutabili nel tempo.
mercoledì 4 aprile 2012
Uff che fatica..
Nel libro che sto leggendo l'autore dice " Non importa come inizia una storia, non importa quali strade percorre e come si sviluppa, in definitiva conta solo la fine."
Nel mio caso non posso che essere d'accordo. Gli sviluppi di questa storia sono sempre nuovi e complicati ma quello che conta e' veramente solo la fine.
Per ora il nuovo sviluppo e' uno degli ennesimi intoppi: le transaminasi alle stelle ed ovviamente non si sa perché.. Da tre giorni vivo tutta la mia giornata in day hospital per fare una terapia che, per ora, il mio fegato ignora completamente. E' testardo e caparbio come la sua padrona! Speriamo che si decida a collaborare un pochino.. Non vorrei proprio trascorrere Pasqua in ospedale...
Il mondo del day hospital e' un microcosmo particolare.. L'ambiente e' affettuoso e amichevole (sono ormai convinta che sia l'impronta data a tutto il reparto di ematologia) ma le persone sono molte, ruotano nel corso della giornata e ognuna si approccia diversamente.. In questa sala piena di poltrone in cui si fanno le terapie arriva il vecchietto acciaccato ma pieno di voglia di vivere e scherzare, la signora che da vent'anni fa trasfusioni e che ti racconta i pettegolezzi di tutto il reparto, c'è il ganassa cinquantenne preoccupato di perdere i capelli e che ha il terrore dell'ago, il ragazzo con la faccia triste e il novantenne indisciplinato che vuole andarsene prima della trasfusione perché e' tardi e lui non può aspettare perché ha tanto da fare e poi, una volta convinto a rimanere, fa i capricci perché vuole un panino e poi il succo e poi la brioche.. E le infermiere sempre li a cercare di accontentare tutti, con il sorriso e una battuta..
Ed ora, dal menù d'amour citato nel libro che sto leggendo, la ricetta dell'insalata di valeriana con avocado, champignon, e noci in vinaigrette di patate
100 gr di valeriana
100 gr di champignon
60 gr di pancetta affumicata a dadini
10'noci macadamia
1 avocado
1 cipolla rossa
1 patata
100 ml di brodo vegetale
2 - 3 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di olio evo
20 gr di burro
Sale e pepe
Lavare ed asciugare bene l'insalata. Pulire gli champignon e tagliarli a lamelle, sbucciare e affettare l'avocado, tagliare e affettare la cipolla e far riposare gli anelli di cipolla in acqua.
Lessare la patata con la buccia fino a che e' morbida quindi pelarla e schiacciarla con la forchetta.
Dorare i gherigli dinoci in padella con il burro. A parte rosolare la pancetta fino a che sia ben croccante. Portare a ebollizione il brodo, unire sale, pepe, aceto, olio miele e mescolare bene. Unire la patata e sbattere con la frusta fino ad ottenere un composto senza grumi.
Distribuire su un piatto da portata la valeriana, gli champignon, l'avocado, la cipolla ben asciugata e le noci. Coprire con la pancetta e velare con la vinaigrette tiepida.
Bon appetit!
Nel mio caso non posso che essere d'accordo. Gli sviluppi di questa storia sono sempre nuovi e complicati ma quello che conta e' veramente solo la fine.
Per ora il nuovo sviluppo e' uno degli ennesimi intoppi: le transaminasi alle stelle ed ovviamente non si sa perché.. Da tre giorni vivo tutta la mia giornata in day hospital per fare una terapia che, per ora, il mio fegato ignora completamente. E' testardo e caparbio come la sua padrona! Speriamo che si decida a collaborare un pochino.. Non vorrei proprio trascorrere Pasqua in ospedale...
Il mondo del day hospital e' un microcosmo particolare.. L'ambiente e' affettuoso e amichevole (sono ormai convinta che sia l'impronta data a tutto il reparto di ematologia) ma le persone sono molte, ruotano nel corso della giornata e ognuna si approccia diversamente.. In questa sala piena di poltrone in cui si fanno le terapie arriva il vecchietto acciaccato ma pieno di voglia di vivere e scherzare, la signora che da vent'anni fa trasfusioni e che ti racconta i pettegolezzi di tutto il reparto, c'è il ganassa cinquantenne preoccupato di perdere i capelli e che ha il terrore dell'ago, il ragazzo con la faccia triste e il novantenne indisciplinato che vuole andarsene prima della trasfusione perché e' tardi e lui non può aspettare perché ha tanto da fare e poi, una volta convinto a rimanere, fa i capricci perché vuole un panino e poi il succo e poi la brioche.. E le infermiere sempre li a cercare di accontentare tutti, con il sorriso e una battuta..
Ed ora, dal menù d'amour citato nel libro che sto leggendo, la ricetta dell'insalata di valeriana con avocado, champignon, e noci in vinaigrette di patate
100 gr di valeriana
100 gr di champignon
60 gr di pancetta affumicata a dadini
10'noci macadamia
1 avocado
1 cipolla rossa
1 patata
100 ml di brodo vegetale
2 - 3 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di olio evo
20 gr di burro
Sale e pepe
Lavare ed asciugare bene l'insalata. Pulire gli champignon e tagliarli a lamelle, sbucciare e affettare l'avocado, tagliare e affettare la cipolla e far riposare gli anelli di cipolla in acqua.
Lessare la patata con la buccia fino a che e' morbida quindi pelarla e schiacciarla con la forchetta.
Dorare i gherigli dinoci in padella con il burro. A parte rosolare la pancetta fino a che sia ben croccante. Portare a ebollizione il brodo, unire sale, pepe, aceto, olio miele e mescolare bene. Unire la patata e sbattere con la frusta fino ad ottenere un composto senza grumi.
Distribuire su un piatto da portata la valeriana, gli champignon, l'avocado, la cipolla ben asciugata e le noci. Coprire con la pancetta e velare con la vinaigrette tiepida.
Bon appetit!
domenica 1 aprile 2012
Di ritorno dal mare..
Venerdì, dopo il solito controllo in day hospital, siamo partiti in direzione Liguria..
Sole, poca gente, ed anche Arenzano sembra più carina.. Appena arrivati in hotel mi chiama l'ospedale.. Confesso che mi e' venuto un tuffo al cuore.. I valori delle transaminasi sono completamente sballati e quindi lunedì altri esami e controlli e divieto tassativo di mangiare fritti e bere alcol.. Ed io che mi pregustavo già un bello spritz in riva al mare! Vabbe' per fortuna siamo nel regno del pesce azzurro..
Nel frattempo ci dedichiamo all'ozio ed alla lettura seduti al sole, aperitivo con rigoroso succo di pomodoro e sabato biciclettata fino a Varazze in un bellissimo percorso ciclabile recuperato nel sito della vecchia ferrovia. Peccato solo che, come sempre, in Liguria non valorizzino le loro bellezze: non c'era nemmeno un cartello ad indicare questa bella passeggiata tra scorci a strapiombo sul mare e vecchie gallerie.
Ovviamente shopping ed anche cinema al fantastico multi(bi)sala di Arenzano munita di mascherina tra meno di una decina di signore di una certa età.. (forse abbiamo scelto un film non proprio giovanile ma bellissimo, "Quasi amici". Una storia di amicizia, onesta' e sul significato del godersi la vita anche nelle situazioni difficili).
Una riflessione derivante da questo film.. Quando vivi la malattia in qualunque sua forma non vuoi sentire tutto il tempo qualcuno che ti dice "vedrai che si risolve tutto" solo perche' non riesce a dire altro o che non ha il coraggio di parlare apertamente di quello che sta succedendo ed usa frasi come "nella tua situazione" o "in queste circostanze". Una delle cose belle di questo film, oltre alle tante risate, e' proprio la forza della schiettezza nel parlare di handicap e malattia sapendone ridere..
E tornando ai piaceri della vita.. Abbiamo mangiato da "Gustin" dove ho mangiato una buridda un po' diversa con carciofi e calamari e patate..
1 kg di calamari puliti
1 kg di patate
7 o 8 carciofi con le spine
Prezzemolo
Olio
Vno bianco
Zafferano
Brodo vegetale
Pepe
Sale
Due spicchi d'aglio e una cipolla
Tritare aglio e cipolla e rosolare il trito a fuoco dolce in olio di oliva. Unire i calamari tagliati a listarelle e, quando rosolati, sfumare con un bicchiere di vino bianco. Far evaporare ed unire le patate a dadini e i carciofi a spicchi. Bagnare con il brodo vegetale aromatizzato con lo zafferano. Salare e pepare abbondantemente e far cuocere fino a che i carciofi non saranno ben teneri lasciando il tegame parzialmente coperto. Aggiungere brodo se si asciuga troppo. Deve risultare saporita e piccantina.
Sole, poca gente, ed anche Arenzano sembra più carina.. Appena arrivati in hotel mi chiama l'ospedale.. Confesso che mi e' venuto un tuffo al cuore.. I valori delle transaminasi sono completamente sballati e quindi lunedì altri esami e controlli e divieto tassativo di mangiare fritti e bere alcol.. Ed io che mi pregustavo già un bello spritz in riva al mare! Vabbe' per fortuna siamo nel regno del pesce azzurro..
Nel frattempo ci dedichiamo all'ozio ed alla lettura seduti al sole, aperitivo con rigoroso succo di pomodoro e sabato biciclettata fino a Varazze in un bellissimo percorso ciclabile recuperato nel sito della vecchia ferrovia. Peccato solo che, come sempre, in Liguria non valorizzino le loro bellezze: non c'era nemmeno un cartello ad indicare questa bella passeggiata tra scorci a strapiombo sul mare e vecchie gallerie.
Ovviamente shopping ed anche cinema al fantastico multi(bi)sala di Arenzano munita di mascherina tra meno di una decina di signore di una certa età.. (forse abbiamo scelto un film non proprio giovanile ma bellissimo, "Quasi amici". Una storia di amicizia, onesta' e sul significato del godersi la vita anche nelle situazioni difficili).
Una riflessione derivante da questo film.. Quando vivi la malattia in qualunque sua forma non vuoi sentire tutto il tempo qualcuno che ti dice "vedrai che si risolve tutto" solo perche' non riesce a dire altro o che non ha il coraggio di parlare apertamente di quello che sta succedendo ed usa frasi come "nella tua situazione" o "in queste circostanze". Una delle cose belle di questo film, oltre alle tante risate, e' proprio la forza della schiettezza nel parlare di handicap e malattia sapendone ridere..
E tornando ai piaceri della vita.. Abbiamo mangiato da "Gustin" dove ho mangiato una buridda un po' diversa con carciofi e calamari e patate..
1 kg di calamari puliti
1 kg di patate
7 o 8 carciofi con le spine
Prezzemolo
Olio
Vno bianco
Zafferano
Brodo vegetale
Pepe
Sale
Due spicchi d'aglio e una cipolla
Tritare aglio e cipolla e rosolare il trito a fuoco dolce in olio di oliva. Unire i calamari tagliati a listarelle e, quando rosolati, sfumare con un bicchiere di vino bianco. Far evaporare ed unire le patate a dadini e i carciofi a spicchi. Bagnare con il brodo vegetale aromatizzato con lo zafferano. Salare e pepare abbondantemente e far cuocere fino a che i carciofi non saranno ben teneri lasciando il tegame parzialmente coperto. Aggiungere brodo se si asciuga troppo. Deve risultare saporita e piccantina.
mercoledì 28 marzo 2012
Alla scoperta della città e di posti nascosti...
La cosa più bella di tutta questa situazione e' il tempo libero! Infatti, in questi giorni in cui sono ancora a casa in attesa del prossimo ciclo di terapia, mi avventuro alla scoperta di zone della città inesplorate.
Oggi, guidata da un riferimento letto su una rivista, sono andata alla ricerca di un magazzino che farebbe la gioia di ogni appassionato di cucina.
Si chiama Medagliani ed e' in via privata Oslavia 17 a Milano. Sono partita da casa sotto questo bel sole e, a forza di vagare e chiedere indicazioni (ma devo dire che quasi nessuno conosce quella via), sono riuscita ad arrivare in questo piccolo paradiso. Prendi il tuo carrellino ed inizi a vagare in mezzo a scaffali pieni di attrezzi da cucina di ogni genere, pentole, robot professionali etc.. Ovviamente ero a piedi e questo mi ha salvata dal pensare di comprare cose pesanti ed ingombranti. Sono pero' riuscita ad uscire da li con dei cilindri per cannoli, stampi per biscotti, riga gnocchi, e cavolate varie.. Ed organizzano pure corsi di cucina...
Ora a casa a preparare una cenetta per un paio di amici.. Il menù prevede crostini con mousse di merluzzo, mini pizzette di scarola e pinzimonio con hummus e guacamole.. E poi un bel piatto di linguine con moscardini e seppie..
Ecco la ricettina della mousse di merluzzo.
Facilissima ma adatta ad un piccolo antipasto..
Un filetto di merluzzo fresco o surgelato lessato in un po' di latte ed acqua. Una volta cotto va schiacciato bene con una forchetta e vanno aggiunti capperini piccoli, olive a pezzetti, un cucchiaio di maionese, olio extra vergine e il succo di mezzo limone... Mescolare bene e lasciar riposare in frigo un paio d'ore. Abbrustolire le fette di pane casereccio in forno e passarle con uno spicchio d'aglio..
Oggi, guidata da un riferimento letto su una rivista, sono andata alla ricerca di un magazzino che farebbe la gioia di ogni appassionato di cucina.
Si chiama Medagliani ed e' in via privata Oslavia 17 a Milano. Sono partita da casa sotto questo bel sole e, a forza di vagare e chiedere indicazioni (ma devo dire che quasi nessuno conosce quella via), sono riuscita ad arrivare in questo piccolo paradiso. Prendi il tuo carrellino ed inizi a vagare in mezzo a scaffali pieni di attrezzi da cucina di ogni genere, pentole, robot professionali etc.. Ovviamente ero a piedi e questo mi ha salvata dal pensare di comprare cose pesanti ed ingombranti. Sono pero' riuscita ad uscire da li con dei cilindri per cannoli, stampi per biscotti, riga gnocchi, e cavolate varie.. Ed organizzano pure corsi di cucina...
Ora a casa a preparare una cenetta per un paio di amici.. Il menù prevede crostini con mousse di merluzzo, mini pizzette di scarola e pinzimonio con hummus e guacamole.. E poi un bel piatto di linguine con moscardini e seppie..
Ecco la ricettina della mousse di merluzzo.
Facilissima ma adatta ad un piccolo antipasto..
Un filetto di merluzzo fresco o surgelato lessato in un po' di latte ed acqua. Una volta cotto va schiacciato bene con una forchetta e vanno aggiunti capperini piccoli, olive a pezzetti, un cucchiaio di maionese, olio extra vergine e il succo di mezzo limone... Mescolare bene e lasciar riposare in frigo un paio d'ore. Abbrustolire le fette di pane casereccio in forno e passarle con uno spicchio d'aglio..
martedì 27 marzo 2012
Gratitudine
"Accettate tutto con gratitudine... così la gioia e l'amore rimarranno in voi. Accettate con gratitudine le preoccupazioni, i problemi e le sofferenze ed essi scompariranno.
Nel ringraziamento c'è la forza. La vera gratitudine è vivere positivamente. Chi percepisce, pensa e parla in modo positivo, vive e ringrazia incessantemente. Le forze positive dell'infinito sono così al suo servizio. Esse suscitano gioia, amore, armonia, fiducia e pace nell'uomo.
Le preoccupazioni, i problemi e le difficoltà si allontaneranno da lui, dato che nella vera gratitudine non c'è posto per le sofferenze e le preoccupazioni di questo mondo.
La gratitudine è segno di grandezza. La vera gratitudine racchiude in sé la certezza che Dio, l'eterna Legge, guiderà ogni cosa nel migliore dei modi.
La gratitudine racchiude in sé anche la protezione e la vicinanza di Dio. La protezione e la vicinanza di Dio apportano, a loro volta, pace. Chi è ricolmo di pace è anche ricolmo di amore ed è altruista. Lo Spirito di Dio fiorisce così dall'interiore dell'uomo. L'uomo che è appagato in Dio emana, come una rosa, il sacro profumo dell'eterno Io Sono.
La gratitudine racchiude in sé la speranza, la consolazione e la fiducia."
Queste parole, lette anni fa in una chiesa, mi accompagnano da tempo nel mio approccio alla vita..
In questo periodo ho un po' vacillato ed anche oggi e' stata dura ma credo ancora di dover essere grata.. Senza cedimenti!
E' vero, oggi mi hanno ricordato a chiare lettere quanto sia ancora complicato il mio percorso e quanto sarà difficile, mi hanno detto che probabilmente dovremo imboccare una strada un po' più tortuosa del previsto, ma vedo la luce in fondo a questo sentiero buio e un po' spaventoso e sono grata per tutto quello che ho...
E forse, per un segno del destino e di unione ancora più forte tra me e papà, potrebbe anche essere lui il mio donatore... Chissà se in questo c'e lo zampino della mia mamma... E' sempre stata birichina e magari e' un modo per obbligare papà a fare tutti i controlli..
nel frattempo si torna al mare ed ho appena prenotato.. Carpe diem!
Nel ringraziamento c'è la forza. La vera gratitudine è vivere positivamente. Chi percepisce, pensa e parla in modo positivo, vive e ringrazia incessantemente. Le forze positive dell'infinito sono così al suo servizio. Esse suscitano gioia, amore, armonia, fiducia e pace nell'uomo.
Le preoccupazioni, i problemi e le difficoltà si allontaneranno da lui, dato che nella vera gratitudine non c'è posto per le sofferenze e le preoccupazioni di questo mondo.
La gratitudine è segno di grandezza. La vera gratitudine racchiude in sé la certezza che Dio, l'eterna Legge, guiderà ogni cosa nel migliore dei modi.
La gratitudine racchiude in sé anche la protezione e la vicinanza di Dio. La protezione e la vicinanza di Dio apportano, a loro volta, pace. Chi è ricolmo di pace è anche ricolmo di amore ed è altruista. Lo Spirito di Dio fiorisce così dall'interiore dell'uomo. L'uomo che è appagato in Dio emana, come una rosa, il sacro profumo dell'eterno Io Sono.
La gratitudine racchiude in sé la speranza, la consolazione e la fiducia."
Queste parole, lette anni fa in una chiesa, mi accompagnano da tempo nel mio approccio alla vita..
In questo periodo ho un po' vacillato ed anche oggi e' stata dura ma credo ancora di dover essere grata.. Senza cedimenti!
E' vero, oggi mi hanno ricordato a chiare lettere quanto sia ancora complicato il mio percorso e quanto sarà difficile, mi hanno detto che probabilmente dovremo imboccare una strada un po' più tortuosa del previsto, ma vedo la luce in fondo a questo sentiero buio e un po' spaventoso e sono grata per tutto quello che ho...
E forse, per un segno del destino e di unione ancora più forte tra me e papà, potrebbe anche essere lui il mio donatore... Chissà se in questo c'e lo zampino della mia mamma... E' sempre stata birichina e magari e' un modo per obbligare papà a fare tutti i controlli..
nel frattempo si torna al mare ed ho appena prenotato.. Carpe diem!
domenica 25 marzo 2012
Giornate intense e week end di coccole
Nei periodi in cui sono "fuori", e come dice un amico sembra quasi che parli del carcere, cerco veramente di godermi ogni attimo. Se ripenso a questi giorni mi sento felice delle mille cose fatte e mi viene da riflettere: ma la gente che ha la faccia sempre arrabbiata e cammina tutta "ingrugnita" si rende conto di fare cose belle e divertenti?
Giovedì mercato. Parto munita di mascherina (visto che i miei globulini sono andati in vacanza) e di borse (come sono ecologica) e mi sono scatenata a comprare borragine, tarassaco, cicoria, asparagi, pomodori bellissimi, fragole, pesce a volontà. Intorno a me tante persone tutte litigiose al banco, schiere di vecchietti che brontolano perché devono fare la coda per comprare poi tre mele con quell'atteggiamento da "guarda che ti controllo, non fare il furbo"..
E poi ti trovi la vecchietta che ti fa sorridere, tutta piccina, contratta spietatamente con il ragazzo che vende i carciofi (dieci due euro amico..) e poi lo paga tutto in centesimi e gli spiega anche come li cucinera'... E la faccia del ragazzo mi ha fatto ridere perché c'era affetto ma anche un senso di non sopportazione... E lei a tenerlo per un braccio e a parlare, parlare....
Poi partenza per la mia amata casa in campagna, serata pizza (quella al metro, buonissima, di Montegrosso) e sabato di ozio sulla sdraio guardando il bosco..
Compleanno del mio nipotino piccolo e tanta voglia di abbracciarli e sbaciucchiarli tutti ma pazienza (sempre a causa dei globulini mi e' stato tassativamente vietato).. E' stàto emozionante vederli di nuovo dopo tanto tempo..
Al parco, dove abbiamo fatto la festicciole c'era un ragazzo un po' strano, si aggirava intorno a noi e sorrideva. A un certo punto si e' seduto di fronte a me e mi ha dato la mano.. In passato mi sarei ritratta, lo avrei guardato con diffidenza, ed invece mi e' venuto naturale assecondarlo e dargli la mano ma non ho fatto abbastanza.. In realtà avrei voluto farlo parlare un po', sembrava così solo.. Mi sembra di sprecare delle occasioni per dare qualcosa a chi cerca un contatto.. Ma ero con i bimbi e tutte le altre persone e mi sono trattenuta..
E poi la domenica senza auto! Ma che bella! Siamo usciti in bici ed e' veramente fantastico girare per Milano senza traffico e guardare i palazzi con il naso all'insù senza paura di essere investito..
Pranzo in ristorantino vegetariano con la mia amica Pamela e ancora biciclettata per la città con Massimo.. Domani forze non camminerò più ma oggi me la soo goduta..
Per concludere la giornata salutista minestra di verdure verdi di primavera..
Coste piccole
Cipollotti freschi
Cicoria
Una zucchina
Fiocchi di avena
Un dado vegetale
Sale pepe
Prezzemolo e basilico tritati
Olio extravergine
Tagliare tutte le verdure ben lavate e cuocere in acqua non troppo abbondante. Aggiungere un dado.. Cuocere circa mezz'ora e poi aggiungere due o tre manciate di fiocchi d'avena ed aggiustare di sale. Cuocere altri dieci minuti e spegnere il fuoco. Unire prezzemolo e basilico e un filo d'olio a crudo..
Giovedì mercato. Parto munita di mascherina (visto che i miei globulini sono andati in vacanza) e di borse (come sono ecologica) e mi sono scatenata a comprare borragine, tarassaco, cicoria, asparagi, pomodori bellissimi, fragole, pesce a volontà. Intorno a me tante persone tutte litigiose al banco, schiere di vecchietti che brontolano perché devono fare la coda per comprare poi tre mele con quell'atteggiamento da "guarda che ti controllo, non fare il furbo"..
E poi ti trovi la vecchietta che ti fa sorridere, tutta piccina, contratta spietatamente con il ragazzo che vende i carciofi (dieci due euro amico..) e poi lo paga tutto in centesimi e gli spiega anche come li cucinera'... E la faccia del ragazzo mi ha fatto ridere perché c'era affetto ma anche un senso di non sopportazione... E lei a tenerlo per un braccio e a parlare, parlare....
Poi partenza per la mia amata casa in campagna, serata pizza (quella al metro, buonissima, di Montegrosso) e sabato di ozio sulla sdraio guardando il bosco..
Compleanno del mio nipotino piccolo e tanta voglia di abbracciarli e sbaciucchiarli tutti ma pazienza (sempre a causa dei globulini mi e' stato tassativamente vietato).. E' stàto emozionante vederli di nuovo dopo tanto tempo..
Al parco, dove abbiamo fatto la festicciole c'era un ragazzo un po' strano, si aggirava intorno a noi e sorrideva. A un certo punto si e' seduto di fronte a me e mi ha dato la mano.. In passato mi sarei ritratta, lo avrei guardato con diffidenza, ed invece mi e' venuto naturale assecondarlo e dargli la mano ma non ho fatto abbastanza.. In realtà avrei voluto farlo parlare un po', sembrava così solo.. Mi sembra di sprecare delle occasioni per dare qualcosa a chi cerca un contatto.. Ma ero con i bimbi e tutte le altre persone e mi sono trattenuta..
E poi la domenica senza auto! Ma che bella! Siamo usciti in bici ed e' veramente fantastico girare per Milano senza traffico e guardare i palazzi con il naso all'insù senza paura di essere investito..
Pranzo in ristorantino vegetariano con la mia amica Pamela e ancora biciclettata per la città con Massimo.. Domani forze non camminerò più ma oggi me la soo goduta..
Per concludere la giornata salutista minestra di verdure verdi di primavera..
Coste piccole
Cipollotti freschi
Cicoria
Una zucchina
Fiocchi di avena
Un dado vegetale
Sale pepe
Prezzemolo e basilico tritati
Olio extravergine
Tagliare tutte le verdure ben lavate e cuocere in acqua non troppo abbondante. Aggiungere un dado.. Cuocere circa mezz'ora e poi aggiungere due o tre manciate di fiocchi d'avena ed aggiustare di sale. Cuocere altri dieci minuti e spegnere il fuoco. Unire prezzemolo e basilico e un filo d'olio a crudo..
mercoledì 21 marzo 2012
Prelievo di midollo ed ora ricettina light e un po' da bimbi..
Accidenti che male! Oggi prelievo di midollo.. Peccato che al primo tentativo questa dottoressa carina e simpatica abbia beccato un nervetto che si e' letteralmente messo a urlare.. Quindi doppio buco..
Pero' esami abbastanza a posto anche se globulini bassi bassi..
Tornata a casa ho preparato una pasta sana e sfiziosa che consiglio a chi ha bimbi.. Sicuramente può piacere e può essere un modo per fargli mangiare anche le vèrdure..
Piccolini Barilla alle verdure
Una zucchina grande
Mezza confezione di yocca o di ricotta
Una manciata di parmigiano grattugiato
Sette o otto foglioline di menta fresca
Sale
Portare a ebollizione l'acqua, salarla e cuocere la zucchina tagliata a pezzi.
Quando sarà cotta ma ancora al dente e croccante scolarla e nell'acqua di cottura cuocere la pasta. Frullare nel mixer le zucchine, la yocca, il parmigiano e la menta fino ad ottenere una crema. Condire la pasta con la crema di zucchine.
Pero' esami abbastanza a posto anche se globulini bassi bassi..
Tornata a casa ho preparato una pasta sana e sfiziosa che consiglio a chi ha bimbi.. Sicuramente può piacere e può essere un modo per fargli mangiare anche le vèrdure..
Piccolini Barilla alle verdure
Una zucchina grande
Mezza confezione di yocca o di ricotta
Una manciata di parmigiano grattugiato
Sette o otto foglioline di menta fresca
Sale
Portare a ebollizione l'acqua, salarla e cuocere la zucchina tagliata a pezzi.
Quando sarà cotta ma ancora al dente e croccante scolarla e nell'acqua di cottura cuocere la pasta. Frullare nel mixer le zucchine, la yocca, il parmigiano e la menta fino ad ottenere una crema. Condire la pasta con la crema di zucchine.
martedì 20 marzo 2012
Un'altra giornata di libertà e piccoli piaceri..
Giornata tranquilla in attesa di andare in day hospital domani a farsi bucherellare la schiena per il prelievo di midollo..
Mi rendo conto che preferisco l'effetto sorpresa del prelievo di midollo fatto in reparto piuttosto che questa attesa un po' snervante del prelievo da farsi in day hospital.. Sai che te lo devono fare ma non sai chi te lo farà, se sarà uno bravo, se l'infermiera sarà gentile e ti viene molta più ansia.. Mi sa che domani una valeriana non me la leva nessuno! E poi la curiosità sui valori.. Chissà se il mare ha fatto bene ai miei globulini?
Domani vedremo..
Oggi pero' e' stàto bello.. Dopo la solita lunga passeggiata mattutina nel pomeriggio sono passata in ufficio. Ho rivisto molti colleghi (non tutti quelli che avrei voluto ma teoricamente non dovrei esagerare con i contatti fisici e già temo di aver esagerato un po'). Ammetto che un po' mi mancano i battibecchi da ufficio, le chiacchiere, la tensione della trattativa e la routine sempre diversa della vita lavorativa.. ed e' stàto bello sentire anche fisicamente tutto l'affetto che ho ricevuto in questi mesi da tutti loro..
Per ora mi godo la casalinghitudine dei periodi fuori dall'ospedale e poi tornerò più carica di prima..
In tema di casalinghitudine ecco la solita ricettina..
Questa sera, arrivata a casa tardi dopo una tappa shopping con la mia amica Raffaella, ho deciso di fare un primo veloce ma che fosse sempre in linea con i dettami dell'alimentZone sana ed antiossidante.
Ravioli di magro (quelli buonissimi della mia pastaia di Asti) con ragù di verdurine primaverili..
Fa più scena il nome che altro..
Per due persone:
300 gr di ravioli di magro
5/6 zucchine piccole
Una manciata di piselli freschi
Due cipollotti
Un carciofo
Parmigiano
Sale e pepe
Olio extravergine
Tagliare tutte le verdurine a pezzetti piccoli, rosolarle in un tegame con un filo d'olio e cuocere a fuoco medio per dieci/quindici minuti. Aggiustare di sale e pepe. Portare a ebollizione abbondante acqua salata e lessare i ravioli tenendoli al dente. Scolare con una schiumarola e saltare nella padella con le verdure aggiungendo un mescolino di acqua di cottura e una spolverata di parmigiano. Far saltare un paio di minuti a fuoco vivo e servire.
Massimo adora il ragù di verdure e ovviamente può essere usato per condire anche un tagliolino all'uovo o delle trofiette fresche. Ed in questa stagione le verdure sono fantastiche... (sono una "malata" di mercato ortofrutticolo)!!
Mi rendo conto che preferisco l'effetto sorpresa del prelievo di midollo fatto in reparto piuttosto che questa attesa un po' snervante del prelievo da farsi in day hospital.. Sai che te lo devono fare ma non sai chi te lo farà, se sarà uno bravo, se l'infermiera sarà gentile e ti viene molta più ansia.. Mi sa che domani una valeriana non me la leva nessuno! E poi la curiosità sui valori.. Chissà se il mare ha fatto bene ai miei globulini?
Domani vedremo..
Oggi pero' e' stàto bello.. Dopo la solita lunga passeggiata mattutina nel pomeriggio sono passata in ufficio. Ho rivisto molti colleghi (non tutti quelli che avrei voluto ma teoricamente non dovrei esagerare con i contatti fisici e già temo di aver esagerato un po'). Ammetto che un po' mi mancano i battibecchi da ufficio, le chiacchiere, la tensione della trattativa e la routine sempre diversa della vita lavorativa.. ed e' stàto bello sentire anche fisicamente tutto l'affetto che ho ricevuto in questi mesi da tutti loro..
Per ora mi godo la casalinghitudine dei periodi fuori dall'ospedale e poi tornerò più carica di prima..
In tema di casalinghitudine ecco la solita ricettina..
Questa sera, arrivata a casa tardi dopo una tappa shopping con la mia amica Raffaella, ho deciso di fare un primo veloce ma che fosse sempre in linea con i dettami dell'alimentZone sana ed antiossidante.
Ravioli di magro (quelli buonissimi della mia pastaia di Asti) con ragù di verdurine primaverili..
Fa più scena il nome che altro..
Per due persone:
300 gr di ravioli di magro
5/6 zucchine piccole
Una manciata di piselli freschi
Due cipollotti
Un carciofo
Parmigiano
Sale e pepe
Olio extravergine
Tagliare tutte le verdurine a pezzetti piccoli, rosolarle in un tegame con un filo d'olio e cuocere a fuoco medio per dieci/quindici minuti. Aggiustare di sale e pepe. Portare a ebollizione abbondante acqua salata e lessare i ravioli tenendoli al dente. Scolare con una schiumarola e saltare nella padella con le verdure aggiungendo un mescolino di acqua di cottura e una spolverata di parmigiano. Far saltare un paio di minuti a fuoco vivo e servire.
Massimo adora il ragù di verdure e ovviamente può essere usato per condire anche un tagliolino all'uovo o delle trofiette fresche. Ed in questa stagione le verdure sono fantastiche... (sono una "malata" di mercato ortofrutticolo)!!
Colazione proteica
Quando si e' a casa, senza la fretta del lavoro, e' piacevole regalarsi una colazione diversa dal solito e particolarmente sostanziosa e antiossidante.
Spremuta di arancie fatta al momento (ricca di vitamina c)
Una banana a fettine con una spruzzata di limone (potassio e vitamine)
Due fette biscottate integrali o due fette di pane di segale (la giusta dose di fibre per un intestino sano)
Un uovo in camicia (contiene luteina) con un pizzico di sale, pepe e curcuma
Ps ma come si fa un bell'uovo in camicia.. Si deve portare a ebollizione un pentolino d'acqua e unire tre/quattro cucchiai di aceto bianco. Quando bolle abbassare la fiamma e girare velocemente l'acqua con un cucchiaio creando un vortice. A questo punto rompere nell' acqua l'uovo fresco e con un cucchiaio aiutare l'albume a disporsi uniformemente intorno al tuorlo. Quando l'albume sarà ben rappreso (tre/quattro minuti) l'uovo e' pronto!
Non si può certo fare colazione ogni giorno con le uova ma, una volta ogni tanto, questa colazione oltre a fare bene e' una vera goduria.. E fa anche bene..
Spremuta di arancie fatta al momento (ricca di vitamina c)
Una banana a fettine con una spruzzata di limone (potassio e vitamine)
Due fette biscottate integrali o due fette di pane di segale (la giusta dose di fibre per un intestino sano)
Un uovo in camicia (contiene luteina) con un pizzico di sale, pepe e curcuma
Ps ma come si fa un bell'uovo in camicia.. Si deve portare a ebollizione un pentolino d'acqua e unire tre/quattro cucchiai di aceto bianco. Quando bolle abbassare la fiamma e girare velocemente l'acqua con un cucchiaio creando un vortice. A questo punto rompere nell' acqua l'uovo fresco e con un cucchiaio aiutare l'albume a disporsi uniformemente intorno al tuorlo. Quando l'albume sarà ben rappreso (tre/quattro minuti) l'uovo e' pronto!
Non si può certo fare colazione ogni giorno con le uova ma, una volta ogni tanto, questa colazione oltre a fare bene e' una vera goduria.. E fa anche bene..
sabato 17 marzo 2012
Saluti da Alassio
Fuggita dall'ospedale mercoledì sera e dopo un giovedì pieno di mille cose (cambio armadi, spesa al mercato, passeggiata e un po' di meritato shopping), venerdì, con il benestare dei dottori, siamo partiti alla volta del mare.
Che emozione! Mi sembrava di andare in vacanza!
Sarà la luce, l'odore di salsedine, la spiaggia lunga lunga o i pini marittimi, o forse solo il fatto che in questo periodo sono felice delle piccole cose ma, arrivata qui, mi sono caricata di nuova energia.
E poi ci voleva proprio un bel week end romantico di coccole!
Oggi lunga passeggiata da Alassio a Laigueglia e ritorno con vento di scirocco, sole a sprazzi e mare grosso... Tante vele in lontananza e cani e bimbi in spiaggia a giocare con onde e legnetti...
Sarà stata l'aria di mare o i dieci chilometri ma.. Che fame!
In onore del mio pranzetto di oggi a base paccheri al ragù di pescatrice ecco la ricettina..
350 gr di paccheri
300 gr di filetto di rana pescatrice
Una ventina di pomodorini pachino
Prezzemolo fresco tritato
Uno spicchio d'aglio
Mezzo bicchiere di fermentino o vino bianco profumato
Olio sale
In un tegame rosolare con un filo d'olio l'aglio schiacciato. Appena imbiondito aggiungere la pescatrice tagliata a piccoli dadini e saltare velocemente. Sfumare con il vino ed, una volta evaporato, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti. Lasciar consumare a fuoco medio basso. Cuocere i paccheri al dente, scolarli e saltarli per alcuni minuti nel tegame con il sugo per far legare bene i sapori. A fuoco spento aggiungere abbondante prezzemolo tritato e un filo di olio a crudo.
Che emozione! Mi sembrava di andare in vacanza!
Sarà la luce, l'odore di salsedine, la spiaggia lunga lunga o i pini marittimi, o forse solo il fatto che in questo periodo sono felice delle piccole cose ma, arrivata qui, mi sono caricata di nuova energia.
E poi ci voleva proprio un bel week end romantico di coccole!
Oggi lunga passeggiata da Alassio a Laigueglia e ritorno con vento di scirocco, sole a sprazzi e mare grosso... Tante vele in lontananza e cani e bimbi in spiaggia a giocare con onde e legnetti...
Sarà stata l'aria di mare o i dieci chilometri ma.. Che fame!
In onore del mio pranzetto di oggi a base paccheri al ragù di pescatrice ecco la ricettina..
350 gr di paccheri
300 gr di filetto di rana pescatrice
Una ventina di pomodorini pachino
Prezzemolo fresco tritato
Uno spicchio d'aglio
Mezzo bicchiere di fermentino o vino bianco profumato
Olio sale
In un tegame rosolare con un filo d'olio l'aglio schiacciato. Appena imbiondito aggiungere la pescatrice tagliata a piccoli dadini e saltare velocemente. Sfumare con il vino ed, una volta evaporato, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti. Lasciar consumare a fuoco medio basso. Cuocere i paccheri al dente, scolarli e saltarli per alcuni minuti nel tegame con il sugo per far legare bene i sapori. A fuoco spento aggiungere abbondante prezzemolo tritato e un filo di olio a crudo.
martedì 13 marzo 2012
Sempre dal libro di Simona Atzori ma molto vicino al mio stato mentale..
... Proprio non capisco perché il genere umano debba arrivare al limite per riuscire a costruire un decente elenco di priorita'. E' ingiusto per la vita essere costretti a passare attraverso un percorso di sofferenza o di malattia per diventare più sensibili nei confronti degli altri, per fermarsi e imparare a considerare chi ci sta intorno. Questo e' per me uno degli enigmi più grandi: quando capita qualcosa di brutto aggiustare la prospettiva e' naturale; se prima tutto aveva un ordine, dopo quell'ordine sembra pare ch'io caotico, ma perché dobbiamo arrivare fin li per capire alcune cose fondamentali?
Chi ci ha dato l'idea che per essere felici dobbiamo per forza avere tutto?
Chi ci ha dato l'idea che per essere felici dobbiamo per forza avere tutto?
Ed il pensiero collettivo ha funzionato...
Ho parlato molto al mio midollo.. Anni di corsi di vendita mi hanno insegnato a fare discorsi motivazionali anche anche alle cellule staminali.. E poi il pensiero collettivo di tutti..
Contro ogni previsione ed a scapito dello scetticismo dei medici che pensavano non sarebbero salite.. Eccole li, ieri mattina 27 belle staminali (si, va bene, l'obiettivo era 30, ma onestamente dalla partenza di venerdì di 2 sono molto fiera delle ragazze).
In compenso io che sono sempre molto zen e controllata ero agitatissima, battito a mille e, come mi conosce sa bene, chiacchiera a macchinetta tipico sintomo di agitazione per me.
In realtà, arrivata al centro trasfusionale della Mangiagalli, ho iniziato a rilassarmi un po'. Le dottoresse e le infermiere sono state deliziose, mi hanno coccolato al massimo.
Ti senti strana quando ti collegano alla Cobe Spectra, macchinario per l'aferesi che sembra uscito dal migliore 007 con Sean connery, ti attaccano mille tubicini e monitoraggi e ti dicono che devi stare ferma a letto per circa 5 ore. Ma poi il tempo passa e senti la dottoressa che dice "che belle!" guardando la sacca e sei contenta.. E poi ti curano come una bambina, il succo, il plumcake, .... Che dire a fine operazione persino il cibo della mensa mi e' sembrato più decente..
Tornata in camera ho dormito dodici ore (non pensavo che far girare dentro e fuori dal nostro corpo il sangue tre volte stancasse così tanto) ed ora sono arzilla e pronta al bis di oggi..
E poi, a breve, a casa per un po'
Contro ogni previsione ed a scapito dello scetticismo dei medici che pensavano non sarebbero salite.. Eccole li, ieri mattina 27 belle staminali (si, va bene, l'obiettivo era 30, ma onestamente dalla partenza di venerdì di 2 sono molto fiera delle ragazze).
In compenso io che sono sempre molto zen e controllata ero agitatissima, battito a mille e, come mi conosce sa bene, chiacchiera a macchinetta tipico sintomo di agitazione per me.
In realtà, arrivata al centro trasfusionale della Mangiagalli, ho iniziato a rilassarmi un po'. Le dottoresse e le infermiere sono state deliziose, mi hanno coccolato al massimo.
Ti senti strana quando ti collegano alla Cobe Spectra, macchinario per l'aferesi che sembra uscito dal migliore 007 con Sean connery, ti attaccano mille tubicini e monitoraggi e ti dicono che devi stare ferma a letto per circa 5 ore. Ma poi il tempo passa e senti la dottoressa che dice "che belle!" guardando la sacca e sei contenta.. E poi ti curano come una bambina, il succo, il plumcake, .... Che dire a fine operazione persino il cibo della mensa mi e' sembrato più decente..
Tornata in camera ho dormito dodici ore (non pensavo che far girare dentro e fuori dal nostro corpo il sangue tre volte stancasse così tanto) ed ora sono arzilla e pronta al bis di oggi..
E poi, a breve, a casa per un po'
domenica 11 marzo 2012
Cosa ci manca per essere felice?
Come forse si e' capito sto leggendo il libro di Simona Atzori. Un regalo di una cara amica che mi ha colpito profondamente...
Simona e' una brillante ballerina e pittrice, bella, solare, protagonista di molti eventi importanti.
Incarna a pieno lo spirito con cui sto vivendo questa esperienza. (e la chiamo volutamente esperienza e non malattia perche' non accetto di cedere alla visione negativa...)
La volontà di superare gli ostacoli e di non porsi dei limiti, la capacita' di guardare a se stessi in modo pieno e positivo anche quando si e' senza capelli per la chemio o si e' "diversi".
Simona e' diversa perché fa mille cose, ha grande talento e fa le cose in modo speciale. Infatti e' nata senza braccia e quindi ha imparato a vivere a pieno usando i piedi.
Oddio, mi sono detto quando ho iniziato il libro, sarà un polpettone triste sugli handicap.. Ed invece sono oltre la meta', divorata in un giorno, e devo sforzarmi di ricordare cosa rende fisicamente diversa questa donna man mano che leggo la storia fantastica della sua vita.
Ho sempre creduto nella positività come qualità fondamentale per vivere al meglio ma e' facile essere positivi quando tutto va bene. O forse no!
In realtà personalmente mi piangevo molto più addosso nel passato che non ora. Prima ero sempre a lamentarmi su cosa non andasse nel lavoro o nella mia vita, a parlare di stanchezza, del poco tempo per me, insomma, i brontolii sulla vita quotidiana.
Oggi mi sento molto più vicina al modo di pensare e di vivere della scrittrice del libro. Ho meno paura della vita e di ciò che può pensare la gente. Non mi importa se qualcuno, quando mi vede, possa pensare "poverina" perché senza capelli in questo periodo.
Come Simona, un handicap, che nel mio caso sarà solo passeggero (non posso pensare diversamente in merito alla mia malattia) ti aiuta a imparare a Vivere, ti insegna a stare con le altre persone in modo più profondo e più vero. Come dice Simona, l'handicap e' solo negli occhi di chi guarda. Cosa può essere del resto combattere una malattia, anche se bruttina, rispetto alle difficoltà che affronta chi vive ogni giorno con menomazioni fisiche profonde. Eppure queste persone ti insegnano che il pensiero laterale, il sorriso e l'amore di chi ti sta intorno sono il motore per una vita felice anche in situazioni apparentemente più difficili.
Quindi, riprendendo il titolo del libro, cosa ci manca per essere felici?
Simona e' una brillante ballerina e pittrice, bella, solare, protagonista di molti eventi importanti.
Incarna a pieno lo spirito con cui sto vivendo questa esperienza. (e la chiamo volutamente esperienza e non malattia perche' non accetto di cedere alla visione negativa...)
La volontà di superare gli ostacoli e di non porsi dei limiti, la capacita' di guardare a se stessi in modo pieno e positivo anche quando si e' senza capelli per la chemio o si e' "diversi".
Simona e' diversa perché fa mille cose, ha grande talento e fa le cose in modo speciale. Infatti e' nata senza braccia e quindi ha imparato a vivere a pieno usando i piedi.
Oddio, mi sono detto quando ho iniziato il libro, sarà un polpettone triste sugli handicap.. Ed invece sono oltre la meta', divorata in un giorno, e devo sforzarmi di ricordare cosa rende fisicamente diversa questa donna man mano che leggo la storia fantastica della sua vita.
Ho sempre creduto nella positività come qualità fondamentale per vivere al meglio ma e' facile essere positivi quando tutto va bene. O forse no!
In realtà personalmente mi piangevo molto più addosso nel passato che non ora. Prima ero sempre a lamentarmi su cosa non andasse nel lavoro o nella mia vita, a parlare di stanchezza, del poco tempo per me, insomma, i brontolii sulla vita quotidiana.
Oggi mi sento molto più vicina al modo di pensare e di vivere della scrittrice del libro. Ho meno paura della vita e di ciò che può pensare la gente. Non mi importa se qualcuno, quando mi vede, possa pensare "poverina" perché senza capelli in questo periodo.
Come Simona, un handicap, che nel mio caso sarà solo passeggero (non posso pensare diversamente in merito alla mia malattia) ti aiuta a imparare a Vivere, ti insegna a stare con le altre persone in modo più profondo e più vero. Come dice Simona, l'handicap e' solo negli occhi di chi guarda. Cosa può essere del resto combattere una malattia, anche se bruttina, rispetto alle difficoltà che affronta chi vive ogni giorno con menomazioni fisiche profonde. Eppure queste persone ti insegnano che il pensiero laterale, il sorriso e l'amore di chi ti sta intorno sono il motore per una vita felice anche in situazioni apparentemente più difficili.
Quindi, riprendendo il titolo del libro, cosa ci manca per essere felici?
venerdì 9 marzo 2012
Dal libro di Simona Atzori
Il bello di questa vita sono proprio le persone che incroci lungo il cammino e che aggiungono qualcosa che, prima, nemmeno sapevi ti mancasse.
Qualcosa di positivo e qualche ostacolo sul percorso..
Oggi il mio midollo ha lavorato bene ma potrebbe fare meglio, come ha sempre detto la mia mamma..
I globulini sono saliti alla grande (son quadruplicati da ieri) ma purtroppo le staminali sono pochissime e questo non e' un buon segno per la raccolta..
Ora chiedo a tutti di concentrare le vostre macumbe sulla crescita delle mie staminali per sorprendere questi medici scettici e pessimisti! Pare che sia stato un giro sfigato e che sia andata bene solo una raccolta in tutto il reparto! Quindi devo riuscire a stupirli e fare la rimonta!
E poi il donatore perfetto per ora non c'e ma pazienza, la perfezione non e' di questo mondo e mi accontenterei di un donatore decente quasi perfetto... Son pronta a rinunciare al surfista australiano con gli addominali a tartaruga che sognavo e mi accontento anche di uno alla Danny De Vito basso tarchiato e pelosino! Ma con un bel midollo...
Del resto se tutto andasse troppo liscio mi preoccuperei e qualche piccolo ostacolo sul percorso rende più gustoso il successo finale!
I globulini sono saliti alla grande (son quadruplicati da ieri) ma purtroppo le staminali sono pochissime e questo non e' un buon segno per la raccolta..
Ora chiedo a tutti di concentrare le vostre macumbe sulla crescita delle mie staminali per sorprendere questi medici scettici e pessimisti! Pare che sia stato un giro sfigato e che sia andata bene solo una raccolta in tutto il reparto! Quindi devo riuscire a stupirli e fare la rimonta!
E poi il donatore perfetto per ora non c'e ma pazienza, la perfezione non e' di questo mondo e mi accontenterei di un donatore decente quasi perfetto... Son pronta a rinunciare al surfista australiano con gli addominali a tartaruga che sognavo e mi accontento anche di uno alla Danny De Vito basso tarchiato e pelosino! Ma con un bel midollo...
Del resto se tutto andasse troppo liscio mi preoccuperei e qualche piccolo ostacolo sul percorso rende più gustoso il successo finale!
giovedì 8 marzo 2012
Grazie Irma!
La mia suocerina mi ha preparato una fantastica ed abbondantissima dose di melanzane alla parmigiana..
E quindi eccovi la ricetta in versione Irma, light ma buonissima..
Melanzane alla parmigiana
Tre/quattro melanzane nere
Passata di pomodoro
Basilico
Zucchero
Mozzarella fiordi latte
Sale
Olio extra vergine
Aglio
Innanzitutto bisogna preparare la salsa. rosolare senza far colorire uno spicchio d'aglio in due cucchiai d'olio. Versare la salsa e aggiustare di sale. Aggiungere un cucchiaino di zucchero e lasciar cuocere a fuoco basso. Alla fine aggiungere abbondante basilico fresco.
Tagliare le melanzane a fette sottili e disporle su un tagliere coperte di sale. Coprirle con un altro tagliere e lasciarle spurgare per almeno un ora. Lavare le fette di melanzane e asciugarle con un canovaccio pulito. Grigliarle fino a che siano morbide. Affettare la mozzarella a fette sottili. In una teglia da forno disporre un primo strato leggero di salsa e disporre a strati le melanzane, la mozzarella continuando a guarnire con la salsa. Concludere con fettine di mozzarella e, a piacere ma la Irma non lo fa, ma a me non dispiace affatto, spolverare con una bella grattata di pecorino fresco. Cuocere circa quaranta minuti in forno caldo a 180 gradi.
E quindi eccovi la ricetta in versione Irma, light ma buonissima..
Melanzane alla parmigiana
Tre/quattro melanzane nere
Passata di pomodoro
Basilico
Zucchero
Mozzarella fiordi latte
Sale
Olio extra vergine
Aglio
Innanzitutto bisogna preparare la salsa. rosolare senza far colorire uno spicchio d'aglio in due cucchiai d'olio. Versare la salsa e aggiustare di sale. Aggiungere un cucchiaino di zucchero e lasciar cuocere a fuoco basso. Alla fine aggiungere abbondante basilico fresco.
Tagliare le melanzane a fette sottili e disporle su un tagliere coperte di sale. Coprirle con un altro tagliere e lasciarle spurgare per almeno un ora. Lavare le fette di melanzane e asciugarle con un canovaccio pulito. Grigliarle fino a che siano morbide. Affettare la mozzarella a fette sottili. In una teglia da forno disporre un primo strato leggero di salsa e disporre a strati le melanzane, la mozzarella continuando a guarnire con la salsa. Concludere con fettine di mozzarella e, a piacere ma la Irma non lo fa, ma a me non dispiace affatto, spolverare con una bella grattata di pecorino fresco. Cuocere circa quaranta minuti in forno caldo a 180 gradi.
martedì 6 marzo 2012
Riflessioni sul futuro
Oggi parlavo al telefono con una delle mie compari di leucemia..
Ci siamo trovate entrambe d'accordo sull'esigenza di mettere a posto le cose. Intendo fare testamento, chiarire come vorremmo fossero gestite le cose in caso succeda qualcosa e predisporre tutto in modo che la nostra mente sia serena.
I nostri compagni rifiutano queste cose, non ne vogliono nemmeno parlare per paura e per scaramanzia.. Io la penso diversamente.. La vita e' strana, per tutti.. Ho imparato, e non solo dalla mia esperienza, che la vita può stravolgersi di colpo e che tutto può cambiare.. Non penso si debba rifiutare il pensiero della morte in assoluto. Esiste, va accettata e con la volontà di vivere, con un po' di fortuna e di aiuto si può sperare in una vita bella e lunga. Ma, se fosse breve, va goduta per quello che ci può regalare, senza paura..
Sinceramente sono molto ottimista che tutto andrà bene per me e per tutte le nuove amiche di questo periodo. Ma mi rendo conto che tutte noi affrontiamo con estrema lucidità i rischi, le decisioni relative alla malattia ed al possibile futuro..
Chi e' fuori dalla malattia non vuole parlare di queste cose ma il mio non e' un approccio pessimistico o negativo. Anzi, oltre a pensare che sia più scaramantico questo modo di pensare, credo sia solo un approccio lucido alla vita, a prescindere da questi piccoli eventi negativi che ci hanno portato a riflessioni più approfondite..
Ci siamo trovate entrambe d'accordo sull'esigenza di mettere a posto le cose. Intendo fare testamento, chiarire come vorremmo fossero gestite le cose in caso succeda qualcosa e predisporre tutto in modo che la nostra mente sia serena.
I nostri compagni rifiutano queste cose, non ne vogliono nemmeno parlare per paura e per scaramanzia.. Io la penso diversamente.. La vita e' strana, per tutti.. Ho imparato, e non solo dalla mia esperienza, che la vita può stravolgersi di colpo e che tutto può cambiare.. Non penso si debba rifiutare il pensiero della morte in assoluto. Esiste, va accettata e con la volontà di vivere, con un po' di fortuna e di aiuto si può sperare in una vita bella e lunga. Ma, se fosse breve, va goduta per quello che ci può regalare, senza paura..
Sinceramente sono molto ottimista che tutto andrà bene per me e per tutte le nuove amiche di questo periodo. Ma mi rendo conto che tutte noi affrontiamo con estrema lucidità i rischi, le decisioni relative alla malattia ed al possibile futuro..
Chi e' fuori dalla malattia non vuole parlare di queste cose ma il mio non e' un approccio pessimistico o negativo. Anzi, oltre a pensare che sia più scaramantico questo modo di pensare, credo sia solo un approccio lucido alla vita, a prescindere da questi piccoli eventi negativi che ci hanno portato a riflessioni più approfondite..
lunedì 5 marzo 2012
Piove e io penso a come sarebbe bello essere a casa sotto le coperte
Giornata grigia.. Dalla mia finestra al policlinico vedo gente correre qua e la sotto la pioggia con i loro ombrelli o i cappucci tirati su.
In queste giornate, ancora di più, penso a casa, alle mie cose, a quei ritmi di vita a cui ero abituata..
E' ovvio, in un normale lunedì sarei stata di corsa, dopo la sveglia, doccia, colazione, passeggiata umida con Athos e Alice e asciugatura dei pelosi fradici e sporchi e poi pronta per correre al lavoro.
Ma se la giornata di pioggia fosse caduta nel week end allora sarebbe stato bello..
Poltrire un po' sotto le coperte, colazione a letto e poi voglia di pasticciare in casa o in cucina.
Ed invece domani la mia compagna di camera va a casa ed io resto qui.. Speriamo ancora per poco. Ogni tanto viene la malinconia di casa, la voglia di tornare ad una vita normale che invece sembra così lontana..
In realtà sto bene, tutto procede come dovrebbe e mi faccio venire fobie sciocche ed inutili..
Dobbiamo solo aspettare e tenere duro e tutto si risolverà al più presto.
Oggi mi sono anche fissata con un nodulino.. La dottoressa mi ha bonariamente insultata dicendomi di stare tranquilla ma se non ne avessi parlato quanto mi sarei arrovellata!
C vorrebbe un vero confort food ora. Qualcosa di coccoloso che ti faccia sentire avvolta in un abbraccio caldo ed avvolgente (ovviamente in assenza di Massimo).
Qual'e il vostro cibo abbraccio per eccellenza? Quello in cui anneghiamo quando litighiamo con il fidanzato? Quando abbiamo le paturnie e solo voglia di piangere? Quello che ci fa dire "coraggio"?
Per me alcuni cibi hanno un vero potere terapeutico. Tutti pensano alla Nutella! Ed invece no, per me uno di questi e' il pure' (quello vero pero', fatto con le patate, il latte, il burro ed il parmigiano ed una grattata di noce moscata come faceva la mia mamma) o il budino, o i gnocchi o anche, accidenti che nostalgia dei pranzi a casa con mamma e papà quando ero piccola, le scaloppine al Marsala.
Sono una sciocchezza da fare ma le scaloppine (onestamente in quasi tutte le versioni) mi fanno sentire come in quelle giornate in cui tornavi da scuola e avevi mille cose da raccontare e tanta fame di cose buone di casa.
E poi con il pure' sono perfette!
Scaloppine al Marsala
400 gr di fettine di fesa di vitello tagliate sottili
Farina
Una noce di burro
Marsala
Infarinare le fettine di carne e scrollare la farina in eccesso. In una padella antiaderente sciogliere la noce di burro e rosolare le fettine da entrambi i lati. Salare e versare nella padella un bicchiere di Marsala pieno e lasciar consumare a fuoco basso. Servire con una bella porzione di pure'...
Ps le scaloppine sono buone anche con il vino bianco o con il limone e il timo...
In queste giornate, ancora di più, penso a casa, alle mie cose, a quei ritmi di vita a cui ero abituata..
E' ovvio, in un normale lunedì sarei stata di corsa, dopo la sveglia, doccia, colazione, passeggiata umida con Athos e Alice e asciugatura dei pelosi fradici e sporchi e poi pronta per correre al lavoro.
Ma se la giornata di pioggia fosse caduta nel week end allora sarebbe stato bello..
Poltrire un po' sotto le coperte, colazione a letto e poi voglia di pasticciare in casa o in cucina.
Ed invece domani la mia compagna di camera va a casa ed io resto qui.. Speriamo ancora per poco. Ogni tanto viene la malinconia di casa, la voglia di tornare ad una vita normale che invece sembra così lontana..
In realtà sto bene, tutto procede come dovrebbe e mi faccio venire fobie sciocche ed inutili..
Dobbiamo solo aspettare e tenere duro e tutto si risolverà al più presto.
Oggi mi sono anche fissata con un nodulino.. La dottoressa mi ha bonariamente insultata dicendomi di stare tranquilla ma se non ne avessi parlato quanto mi sarei arrovellata!
C vorrebbe un vero confort food ora. Qualcosa di coccoloso che ti faccia sentire avvolta in un abbraccio caldo ed avvolgente (ovviamente in assenza di Massimo).
Qual'e il vostro cibo abbraccio per eccellenza? Quello in cui anneghiamo quando litighiamo con il fidanzato? Quando abbiamo le paturnie e solo voglia di piangere? Quello che ci fa dire "coraggio"?
Per me alcuni cibi hanno un vero potere terapeutico. Tutti pensano alla Nutella! Ed invece no, per me uno di questi e' il pure' (quello vero pero', fatto con le patate, il latte, il burro ed il parmigiano ed una grattata di noce moscata come faceva la mia mamma) o il budino, o i gnocchi o anche, accidenti che nostalgia dei pranzi a casa con mamma e papà quando ero piccola, le scaloppine al Marsala.
Sono una sciocchezza da fare ma le scaloppine (onestamente in quasi tutte le versioni) mi fanno sentire come in quelle giornate in cui tornavi da scuola e avevi mille cose da raccontare e tanta fame di cose buone di casa.
E poi con il pure' sono perfette!
Scaloppine al Marsala
400 gr di fettine di fesa di vitello tagliate sottili
Farina
Una noce di burro
Marsala
Infarinare le fettine di carne e scrollare la farina in eccesso. In una padella antiaderente sciogliere la noce di burro e rosolare le fettine da entrambi i lati. Salare e versare nella padella un bicchiere di Marsala pieno e lasciar consumare a fuoco basso. Servire con una bella porzione di pure'...
Ps le scaloppine sono buone anche con il vino bianco o con il limone e il timo...
sabato 3 marzo 2012
Tutto nella norma....
Tutto e' tornato nella norma... I miei globulini, dopo un momento di sana ribellione, si sono rimessi a fare ciò che tutti si attendevano, ossia scendere vertiginosamente. Ora devo solo sperare che, al momento buono, risalgano...
Nel frattempo un altro weekend e' arrivato, fuori dalla mia finestrella splende un bel sole e il platano davanti alla mia finestra inizia a riempirsi di gemme..
La voglia di uscire e' tanta ma bisogna resistere e come sempre, quando sono un po' agitata penso al cibo.. Avrei tanta voglia di essere nella mia casetta di campagna a cucinare e preparare cose buone.. Mi e' tornata in mente una ricetta fatta tempo fa e schifosamente copiata da una rivista.. E' perfetta per la colazione della domenica, magari a letto con un bel vassoio apparecchiato e due tizzoni di cappuccino e una spremuta..
Torta ai mirtilli
250 gr di farina 00
50gr di farina integrale
150gr di burro
2 uova
120gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito
la scorza grattuggiata di un limone
Una filetta di essenza di vaniglia
50gr di pan grattato
1 noce di burro
350gr di mirtilli sciroppati
150gr di mirtilli surgelati (o freschi)
Preparare la pasta frolla:
In una ciotola o nel mixer mescolare velocemente il burro con lo zucchero, aggiungere la scorza di limone e la vaniglia e le uova leggermente sbattute ed infine le farine setacciate con il lievito ed impastare il tutto fino a che non è completamente incorporata ed il composto non è elastico ed uniforme. Formare una palla e riporla in frigo per almeno un ora.
Scolare i mirtilli surgelati e scongelati e quelli sciroppati e mescolarli bene. Rosolare il pan grattato in una padella antiaderente insieme alla noce di burro.
Stendere i due terzi della pasta frolla sul fondo ed i bordi di una tortiera a cerchio apribile. Spolverare la base con il pan grattato, quindi versare all'interno i mirtilli ben scolati, e ricoprire con la pasta rimanente e sigillare bene i bordi.
Infornare a 180° per circa 30 minuti o comunque fin quando la superficie della torta non sarà dorata. Lasciar raffreddare e spolverare la torta con lo zucchero a velo prima di servire.
Nel frattempo un altro weekend e' arrivato, fuori dalla mia finestrella splende un bel sole e il platano davanti alla mia finestra inizia a riempirsi di gemme..
La voglia di uscire e' tanta ma bisogna resistere e come sempre, quando sono un po' agitata penso al cibo.. Avrei tanta voglia di essere nella mia casetta di campagna a cucinare e preparare cose buone.. Mi e' tornata in mente una ricetta fatta tempo fa e schifosamente copiata da una rivista.. E' perfetta per la colazione della domenica, magari a letto con un bel vassoio apparecchiato e due tizzoni di cappuccino e una spremuta..
Torta ai mirtilli
250 gr di farina 00
50gr di farina integrale
150gr di burro
2 uova
120gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito
la scorza grattuggiata di un limone
Una filetta di essenza di vaniglia
50gr di pan grattato
1 noce di burro
350gr di mirtilli sciroppati
150gr di mirtilli surgelati (o freschi)
Preparare la pasta frolla:
In una ciotola o nel mixer mescolare velocemente il burro con lo zucchero, aggiungere la scorza di limone e la vaniglia e le uova leggermente sbattute ed infine le farine setacciate con il lievito ed impastare il tutto fino a che non è completamente incorporata ed il composto non è elastico ed uniforme. Formare una palla e riporla in frigo per almeno un ora.
Scolare i mirtilli surgelati e scongelati e quelli sciroppati e mescolarli bene. Rosolare il pan grattato in una padella antiaderente insieme alla noce di burro.
Stendere i due terzi della pasta frolla sul fondo ed i bordi di una tortiera a cerchio apribile. Spolverare la base con il pan grattato, quindi versare all'interno i mirtilli ben scolati, e ricoprire con la pasta rimanente e sigillare bene i bordi.
Infornare a 180° per circa 30 minuti o comunque fin quando la superficie della torta non sarà dorata. Lasciar raffreddare e spolverare la torta con lo zucchero a velo prima di servire.
giovedì 1 marzo 2012
E' ufficiale: ho il midollo indisciplinato..
I miei globuli bianchi non fanno mai ciò che gli viene richiesto.. Ho finito la chemio da alcuni giorni e dovrei essere in piena aplasia ed in attesa di una lenta risalita..
Ed invece no!
Dopo quattro giorni dalla fine della terapia hanno iniziato il fattore di crescita e il mio midollo, appena ha visto la siringhetta a molla con il liquidino all'interno, ha iniziato a iper produrre. Ieri, dopo solo un iniezione, avevo 7000 globuli bianchi ed oggi 9000... Meno male che avrebbero dovuto scendere..
Che dire, i medici sono tranquilli, i globuli sono sani anche se questa reazione non e' normale. Ma del resto, in questa malattia, sono famosa per fare cose anomale contro ogni statistica..
Vabbe', il mio dottore ha detto che significa che ho un midollo "bello solido"!
Oggi faranno subito la conta delle staminali e chissà se avremo qualche bella sorpresa...
Certo che i miei globuli si muovono proprio a caso (per non dir di peggio e non essere volgari)...
Ed invece no!
Dopo quattro giorni dalla fine della terapia hanno iniziato il fattore di crescita e il mio midollo, appena ha visto la siringhetta a molla con il liquidino all'interno, ha iniziato a iper produrre. Ieri, dopo solo un iniezione, avevo 7000 globuli bianchi ed oggi 9000... Meno male che avrebbero dovuto scendere..
Che dire, i medici sono tranquilli, i globuli sono sani anche se questa reazione non e' normale. Ma del resto, in questa malattia, sono famosa per fare cose anomale contro ogni statistica..
Vabbe', il mio dottore ha detto che significa che ho un midollo "bello solido"!
Oggi faranno subito la conta delle staminali e chissà se avremo qualche bella sorpresa...
Certo che i miei globuli si muovono proprio a caso (per non dir di peggio e non essere volgari)...
martedì 28 febbraio 2012
Ricettina vegetariana...
Procedo con giornate serene e positive.. Per ora (qui si deve sempre dire così) tutto va bene e i valori, come devono, continuano a scendere...
Girovagando qua e la alla ricerca di studi ed approfondimenti sulla cucina e la nutrigenomica (ultimo trip di questi giorni) ho scovato alcune ricettina interessanti che non vedo l'ora di testare.. Sono ricche di vitamine e fibre integrali e sembrano anche golose...
in attesa di testare personalmente questa sfiziosa torta di carote ecco la ricetta...
150 gr di farina bianca
100 gr di farina integrale
100 gr di zucchero di canna
1 bustina di lievito setacciato
La scorza di limone
1 pizzico di cannella
1 pizzico di noce moscata
50 gr di olio di semi
Succo d'arancia
3 carote grattugiate
200 gr di nocciole a pezzetti
Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, la scorza d'arancia e le spezie. Aggiungere l'olio e il succo di arancia fino ad ottenere un impasto morbido.
Unire le carote e le nocciole.
Oliare uno stampo da torta, cospargerlo con un po di pane grattugiato e versare l'impasto.
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti..
Aspetto commenti da chi avrà voglia di provarla prima di me..
Mi sembra fantastica perché senza uova, senza burro e piena di antiossidanti...
Girovagando qua e la alla ricerca di studi ed approfondimenti sulla cucina e la nutrigenomica (ultimo trip di questi giorni) ho scovato alcune ricettina interessanti che non vedo l'ora di testare.. Sono ricche di vitamine e fibre integrali e sembrano anche golose...
in attesa di testare personalmente questa sfiziosa torta di carote ecco la ricetta...
150 gr di farina bianca
100 gr di farina integrale
100 gr di zucchero di canna
1 bustina di lievito setacciato
La scorza di limone
1 pizzico di cannella
1 pizzico di noce moscata
50 gr di olio di semi
Succo d'arancia
3 carote grattugiate
200 gr di nocciole a pezzetti
Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, la scorza d'arancia e le spezie. Aggiungere l'olio e il succo di arancia fino ad ottenere un impasto morbido.
Unire le carote e le nocciole.
Oliare uno stampo da torta, cospargerlo con un po di pane grattugiato e versare l'impasto.
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti..
Aspetto commenti da chi avrà voglia di provarla prima di me..
Mi sembra fantastica perché senza uova, senza burro e piena di antiossidanti...
lunedì 27 febbraio 2012
Che fame stasera...
Dicono che gli ammalati siano tristi, inappetenti e dormano presto..
Questa sera, nel solito giro di chiacchiere post cena qui al policlinico, tre fanciulle con i capelli molto molto corti, malate di leucemia ma piene di vita e speranza, si sono messe a parlare di quanto fosse disgustoso il cibo della mensa, di quanto poco avessero mangiato oggi, di quanta fame avessero...
Un angelo moro vestito da infermiera ci dice: ma volete un panino?
Come dire di no.. Seguo come un fedele cagnolino l'angelo ospedaliero verso la cucina... Mi prepara un bel vassoietto con tre panini e salame, coppa e prosciutto...
In camera tre bei panini con farciture miste e acqua frizzante.. Il tutto alle dieci di sera..
Bello! Ci voleva proprio per tappare i buchi della fame!
Ora a nanna felice.. Come basta poco a volte..
Questa sera, nel solito giro di chiacchiere post cena qui al policlinico, tre fanciulle con i capelli molto molto corti, malate di leucemia ma piene di vita e speranza, si sono messe a parlare di quanto fosse disgustoso il cibo della mensa, di quanto poco avessero mangiato oggi, di quanta fame avessero...
Un angelo moro vestito da infermiera ci dice: ma volete un panino?
Come dire di no.. Seguo come un fedele cagnolino l'angelo ospedaliero verso la cucina... Mi prepara un bel vassoietto con tre panini e salame, coppa e prosciutto...
In camera tre bei panini con farciture miste e acqua frizzante.. Il tutto alle dieci di sera..
Bello! Ci voleva proprio per tappare i buchi della fame!
Ora a nanna felice.. Come basta poco a volte..
La fase dell'attesa..
Come nelle fasi precedenti e' ricominciata la fase dell'attesa. E' un attesa strana, in cui ogni giorno chiedi l'andamento dei tuoi valori, in cui speri ogni giorno di non avere febbre, in cui conti le giornate passate e speri che, una volta scesi, risalgano e risalgano bene, perche' questo e' il primo sintomo che il midollo sta bene..
In questa fase di vita tendi a sognare..
Sognare vacanze, lavoro, progetti, e provi a pianificare ma con la consapevolezza che non puoi fare alcun piano concreto..
Non sai mai quando potrai uscire, quali sono i tempi e attendi..
E, come sempre nel frattempo cerchi di godere l'attimo..
In questi giorni, oltre ai soliti passatempi ormai consolidati, il più grande piacere sono le chiacchierate con le amiche di sempre e quelle nuove, incontrate più o meno virtualmente, in reparto..
Scopri persone sempre diverse, ognuna con sogni e aspettative, ma accomunate da un obiettivo.. Come sul lavoro e nei progetti di vita questo e' un potente fattore di aggregazione..
Oggi non sappiamo se saranno conoscenze passeggere, utili a sostenerci in questo momento difficile di vita, oppure se, con il tempo, diventeranno amicizie vere costruite nella sofferenza ed accomunate da un esperienza unica..
Nel frattempo sono pero' un piacevole modo di confrontarsi, di confessare solo a chi può capirti fino in fondo, cosa provi, con cui lasciarti anche andare alla malinconia e subito dopo ridere a crepapelle su un episodio scemo..
In questa fase di vita tendi a sognare..
Sognare vacanze, lavoro, progetti, e provi a pianificare ma con la consapevolezza che non puoi fare alcun piano concreto..
Non sai mai quando potrai uscire, quali sono i tempi e attendi..
E, come sempre nel frattempo cerchi di godere l'attimo..
In questi giorni, oltre ai soliti passatempi ormai consolidati, il più grande piacere sono le chiacchierate con le amiche di sempre e quelle nuove, incontrate più o meno virtualmente, in reparto..
Scopri persone sempre diverse, ognuna con sogni e aspettative, ma accomunate da un obiettivo.. Come sul lavoro e nei progetti di vita questo e' un potente fattore di aggregazione..
Oggi non sappiamo se saranno conoscenze passeggere, utili a sostenerci in questo momento difficile di vita, oppure se, con il tempo, diventeranno amicizie vere costruite nella sofferenza ed accomunate da un esperienza unica..
Nel frattempo sono pero' un piacevole modo di confrontarsi, di confessare solo a chi può capirti fino in fondo, cosa provi, con cui lasciarti anche andare alla malinconia e subito dopo ridere a crepapelle su un episodio scemo..
sabato 25 febbraio 2012
Finitoooo
Questa mattina ho finito il terzo ciclo.. I valori sono in discesa ma ancora almeno per oggi posso dedicarmi alla mie passeggiatine in corridoio ed alle visite alla stanza nove per le chiacchiere? Riprendo una frase letta oggi in un intervista a Meryl Streep, "mai perdere un solo istante della vita che stai vivendo", ed oggi mi sono goduta una overdose di lettura di riviste..
Uno di quei momenti di piacere che forse solo noi donne sappiamo apprezzare!
E poi chiacchiere al telefono con una nuova piacevole conoscenza ( e di questo ringrazio il mio blog che ci ha permesso di conoscerci). Chi avrebbe mai pensato che potessero nascere nuove potenziali amicizie in un reparto dove si vive in isolamento..
Invece, proprio perché non voglio perdere alcun istante della vita che sto facendo, trovo bello alternare nella giornata le discussioni più che concrete con il mio compagno sulle piastrelle o i colori della casa in campagna e le risate sui disturbi che ci accomunano da malate e le riflessioni più piacevoli su altri aspetti della vita fatte con naturalezza con qualcuno che non ho ancora incontrato vis a vis.
Uno di quei momenti di piacere che forse solo noi donne sappiamo apprezzare!
E poi chiacchiere al telefono con una nuova piacevole conoscenza ( e di questo ringrazio il mio blog che ci ha permesso di conoscerci). Chi avrebbe mai pensato che potessero nascere nuove potenziali amicizie in un reparto dove si vive in isolamento..
Invece, proprio perché non voglio perdere alcun istante della vita che sto facendo, trovo bello alternare nella giornata le discussioni più che concrete con il mio compagno sulle piastrelle o i colori della casa in campagna e le risate sui disturbi che ci accomunano da malate e le riflessioni più piacevoli su altri aspetti della vita fatte con naturalezza con qualcuno che non ho ancora incontrato vis a vis.
giovedì 23 febbraio 2012
Uff.. Ma la chemio toglie l'appetito e ti fa venire le voglie..
Giro di boa della terapia, abbiamo superato la meta'!
Per ora va tutto bene anche se tra chemio e cucina della mensa l'appetito fugge a gambe levate!
Giornate un po' noiose, per fortuna movimentate da serate di chiacchiere.Ed ora Montalbano!
Questa sera excursus delirante su tutte le cose di cui avremmo voglia fuori di qui..
Cibarie etniche tra le più varie e bevande alcoliche!
Sull'alcol dovremo attendere a lungo ma una cenetta messicana non ce la leva nessuno quando saremo fuori la prossima volta.. Siccome Massimo la detesta faro' cena ragazze!
Nel frattempo ecco la ricettina lampo del guacamole (fantastico con le chips di mais o con le verdurine crude se si vuole la versione light).
Due avocado maturi
Uno o due lime
Un cipollotto
Un pezzetto di peperoncino fresco
Frullare o, se piace piu consistente, schiacciare con la forchetta, la polpa dell'avocado (mmm adoro ripulire bene la buccia dell'avocado dopo averla scavata e grattare piano piano quella morbida crema color pistacchio)
Unire il succo del lime e il cipollotto e il peperoncino tritato finemente. Aggiustare di sale.
La versione originale può prevedere anche l'aggiunta di un pomodoro tritato, coriandolo fresco e aglio tritato... Ma a me piace anche la versione semplice che ho proposto...
Per ora va tutto bene anche se tra chemio e cucina della mensa l'appetito fugge a gambe levate!
Giornate un po' noiose, per fortuna movimentate da serate di chiacchiere.Ed ora Montalbano!
Questa sera excursus delirante su tutte le cose di cui avremmo voglia fuori di qui..
Cibarie etniche tra le più varie e bevande alcoliche!
Sull'alcol dovremo attendere a lungo ma una cenetta messicana non ce la leva nessuno quando saremo fuori la prossima volta.. Siccome Massimo la detesta faro' cena ragazze!
Nel frattempo ecco la ricettina lampo del guacamole (fantastico con le chips di mais o con le verdurine crude se si vuole la versione light).
Due avocado maturi
Uno o due lime
Un cipollotto
Un pezzetto di peperoncino fresco
Frullare o, se piace piu consistente, schiacciare con la forchetta, la polpa dell'avocado (mmm adoro ripulire bene la buccia dell'avocado dopo averla scavata e grattare piano piano quella morbida crema color pistacchio)
Unire il succo del lime e il cipollotto e il peperoncino tritato finemente. Aggiustare di sale.
La versione originale può prevedere anche l'aggiunta di un pomodoro tritato, coriandolo fresco e aglio tritato... Ma a me piace anche la versione semplice che ho proposto...
martedì 21 febbraio 2012
E son di nuovo qui...
Dopo tre fantastiche settimane a casa in cui ho assaporato ogni attimo di casalinghitudine sono rientrata in reparto! In fondo, sapendo che devo assolutamente fare un un percorso, necessario alla vera guarigione, non sono dispiaciuta. E' ovvio che se potessi dire ho finito con gli ospedali sarei più felice, ma mi ha fatto piacere rivedere i dottori e tutte le infermiere.. Sembrava un po' come al ritorno a scuola a settembre quando rivedevi i compagni.. "Cosa hai fatto, come stai, cosa ti sei comprata..." Chiacchiere da donne che fanno pero' un po' "casa" e ti fanno sentire un po' meno l'impatto di abbandonare il tuo amore, il tuo lettino, il tuo bagno e tutte le tue cose...
E ieri, per completare la giornata di decompressione da rientro, chiacchiere tra malate (le piu' belle, giovani e positive e toste) in camera di una ragazza conosciuta in questo corridoio qualche mese fa..
Oggi catetere venoso (l'anestesista e' sempre bravissima, sara' che si chiama come me!) e alle dieci questa sera si inizia. Quattro giorni di chemio e poi, appena i valori risalgono aferesi delle staminali..
Vabbe, almeno ho risolto per un po' il problema di cosa mangiare (la mensa non e' affatto migliorata in questi giorni)!
Oggi di nuovo tante risate con le ragazze della camera nove e ti rendi conto di come tre malate di leucemia, nel delirio della loro malattia, possano ridere alle lacrime per gli scherzi innocenti fatti alla suora o facendo battute su questo o quello (con anche qualche sano pettegolezzo ospedaliero) vaneggiando poi su donatori di midollo aitanti, biondi e possibilmente surfisti e australiani! Ed in mezzo discorsi seri su di noi, su ciò che proviamo e sentiamo..
Grazie ragazze!
Per completare il pomeriggio ci sarebbe voluta una bella torta, di quelle proprio golose!
Ecco la ricetta:
150 gr di burro
150 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di essenza di vaniglia
4 uova
1/2 cucchiaino di sale
400 gr di zucchero di canna movado
120 gr di farina
100 gr di noci sgusciate
Burro e farina per la tortiera
Istruzioni per cucinare
Riscaldare il forno a 200 gradi e imburrare e infarinare una tortiera a cerniera di circa 22 cm di diametro. Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato. Quando sono fusi unire la vaniglia. In una ciotola sbattere con le fruste ad alta velocità le uova e lo zucchero per circa 10 minuti fino a che sarà ben gonfio. A bassa velocità unire il cioccolato e la farina fermandosi non appena tutto e' ben amalgamato e omogeneo. Versare nella teglia ed infornare abbassando a 180'. Cuocere per 40 minuti.
E ieri, per completare la giornata di decompressione da rientro, chiacchiere tra malate (le piu' belle, giovani e positive e toste) in camera di una ragazza conosciuta in questo corridoio qualche mese fa..
Oggi catetere venoso (l'anestesista e' sempre bravissima, sara' che si chiama come me!) e alle dieci questa sera si inizia. Quattro giorni di chemio e poi, appena i valori risalgono aferesi delle staminali..
Vabbe, almeno ho risolto per un po' il problema di cosa mangiare (la mensa non e' affatto migliorata in questi giorni)!
Oggi di nuovo tante risate con le ragazze della camera nove e ti rendi conto di come tre malate di leucemia, nel delirio della loro malattia, possano ridere alle lacrime per gli scherzi innocenti fatti alla suora o facendo battute su questo o quello (con anche qualche sano pettegolezzo ospedaliero) vaneggiando poi su donatori di midollo aitanti, biondi e possibilmente surfisti e australiani! Ed in mezzo discorsi seri su di noi, su ciò che proviamo e sentiamo..
Grazie ragazze!
Per completare il pomeriggio ci sarebbe voluta una bella torta, di quelle proprio golose!
Ecco la ricetta:
150 gr di burro
150 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di essenza di vaniglia
4 uova
1/2 cucchiaino di sale
400 gr di zucchero di canna movado
120 gr di farina
100 gr di noci sgusciate
Burro e farina per la tortiera
Istruzioni per cucinare
Riscaldare il forno a 200 gradi e imburrare e infarinare una tortiera a cerniera di circa 22 cm di diametro. Sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato. Quando sono fusi unire la vaniglia. In una ciotola sbattere con le fruste ad alta velocità le uova e lo zucchero per circa 10 minuti fino a che sarà ben gonfio. A bassa velocità unire il cioccolato e la farina fermandosi non appena tutto e' ben amalgamato e omogeneo. Versare nella teglia ed infornare abbassando a 180'. Cuocere per 40 minuti.
lunedì 20 febbraio 2012
Perché tengo un blog..
Sono indignata...
In questo lungo periodo sembra che la vita tolga il terreno sotto i piedi del cammino mio e della mia, ormai ridotta, famiglia.
Ma io, caparbia, continuo a ricompattare il terreno e vado avanti. Uno dei modi con cui lo faccio e' anche il blog.
E' un luogo in cui scrivo parte dei miei pensieri ed in cui non devo fare conversazione. Chi vuole legge e lascia un commento, altri leggono e poi mi scrivono mail e sms, altri ancora leggono e tengono per se i loro pensieri. Ognuno e' libero di scegliere come e se comunicare..
Mi permette di dire alcune cose senza preoccuparmi minimamente di cosa gli altri pensino. Questo e' il bello di periodi così difficili. Impari a godere delle persone che ti sono vicine in modo sincero, ognuno a modo suo, ed ignori chi giudica, chi vuole sapere tutto, chi pretende di dire cosa sia giusto o sbagliato..
Ieri sera mi scrive, dopo diverso tempo, una persona che in questo periodo mi e' stata molto vicina con belle e dolci mail notturne. Era sparita e mi domandavo perché. Qualcuno si era preso la briga di metterle il dubbio che io non apprezzassi le sue mail, il suo modo di parlarmi.. Ma come si permettono queste persone? Come possono sapere cosa può farmi piacere?
La vita e' così poca e bella e spesso ne sprechiamo buona parte facendo cose sbagliate. Mi sento un po' Celentano in questo momento ma mi rendo conto che mi arrabbio molto di più per le ingiustizie, per chi si autonomina censore e moralizzatore, per chi e' presuntuoso, per chi ha paura a esprimere i propri pensieri per timore di essere giudicati.
Per questo tengo un blog!
Mi diverte dire ciò che mi passa per la testa senza pensare, senza poter vedere le facce di chi legge, e pensare che chi legge e' libero di fare, pensare ciò che vuole senza coinvolgimenti.
In questo lungo periodo sembra che la vita tolga il terreno sotto i piedi del cammino mio e della mia, ormai ridotta, famiglia.
Ma io, caparbia, continuo a ricompattare il terreno e vado avanti. Uno dei modi con cui lo faccio e' anche il blog.
E' un luogo in cui scrivo parte dei miei pensieri ed in cui non devo fare conversazione. Chi vuole legge e lascia un commento, altri leggono e poi mi scrivono mail e sms, altri ancora leggono e tengono per se i loro pensieri. Ognuno e' libero di scegliere come e se comunicare..
Mi permette di dire alcune cose senza preoccuparmi minimamente di cosa gli altri pensino. Questo e' il bello di periodi così difficili. Impari a godere delle persone che ti sono vicine in modo sincero, ognuno a modo suo, ed ignori chi giudica, chi vuole sapere tutto, chi pretende di dire cosa sia giusto o sbagliato..
Ieri sera mi scrive, dopo diverso tempo, una persona che in questo periodo mi e' stata molto vicina con belle e dolci mail notturne. Era sparita e mi domandavo perché. Qualcuno si era preso la briga di metterle il dubbio che io non apprezzassi le sue mail, il suo modo di parlarmi.. Ma come si permettono queste persone? Come possono sapere cosa può farmi piacere?
La vita e' così poca e bella e spesso ne sprechiamo buona parte facendo cose sbagliate. Mi sento un po' Celentano in questo momento ma mi rendo conto che mi arrabbio molto di più per le ingiustizie, per chi si autonomina censore e moralizzatore, per chi e' presuntuoso, per chi ha paura a esprimere i propri pensieri per timore di essere giudicati.
Per questo tengo un blog!
Mi diverte dire ciò che mi passa per la testa senza pensare, senza poter vedere le facce di chi legge, e pensare che chi legge e' libero di fare, pensare ciò che vuole senza coinvolgimenti.
domenica 19 febbraio 2012
Ciao nonnina..
Continua il momento surreale della mia vita... E oggi, il giorno prima del mio rientro in ospedale, e' mancata la mia nonnina.. Sembra che qualcuno lassù abbia deciso che io non possa essere vicina a mio padre nei momenti difficili della sua e della nostra vita.. Anche questa volta non ci sarò e si troverà ad affrontare tutto da solo.. Tanti luoghi comuni, era molto anziana, non riconosceva nessuno da anni, ma era comunque la sua mamma e la mia nonna..
Io sarò in ospedale, anche questa volta lontana nel momento del funerale.
Ricorderò la mia nonnina quando era lucida, buffa e autoritaria..
Quando mi cucinava le crocchette di patate,
quando insultava me e mio nonno perché, mentre faceva gli agnolotti, noi li mangiavamo crudi, infilzati sulla forchetta e abbrustoliti sulla fiamma,
quando mi raccontava delle fughe d'amore con il nonno alla cittadella prima di sposarsi,
quando parlava di papà, di come era orgogliosa di lui quando cantava da bambino, quando si era diplomato, quando si era sposato,
quando mi faceva vedere con soddisfazione le cose che si era comprata, cambiale dopo cambiale, subito dopo il matrimonio (i piatti, i bicchieri, i mobili della sala da pranzo) con il lavoro da sarta,
quando ricordava di come erano scappati in campagna con papà neonato durante la guerra,
quando mi portava in giro dai parenti e mi metteva in mostra come se fossi la principessa,
quando entravi in casa sua e tutto sapeva di buono e c'era il profumo delle bucce di mandarino bruciacchiate,
quando tornava dal parrucchiere e sembrava la fata turchina perche' i capelli erano azzurrini,
quando sembrava un sergente maggiore e sgridava tutti ma poi mi coccolava perche' ero la sua nipotina,
quando eravamo al mare, tutti insieme, a Nervi, in inverno, ed e' arrivata un'onda gigante e ci ha lavato tutti e la nonna sembrava un cane bagnato con la pelliccia fradicia e la messa in piega sfatta,
quando mi diceva " occhi aperti e gambe strette" (chissà cosa pensava di me!),
quando partiva con il nonno in giro per l'Europa, con i viaggi della parrocchia, e si portava cibo per un mese e mi raccontava che poi mangiavano il salame in camera con gli amici..
Era un mondo diverso e me lo ha raccontato per anni quando andavo a mangiare da lei, facendomi assaporare gli anni difficili, i sessant'anni di amore con il nonno (anche se lei era tremenda), la solitudine dopo la sua scomparsa, il senso della famiglia che lei provava verso i suoi tantissimi fratelli e sorelle essendo la più piccola. Poi la discesa verso l'incoscienza e anni senza più sapere chi fossimo..
Un bacio nonnina
Io sarò in ospedale, anche questa volta lontana nel momento del funerale.
Ricorderò la mia nonnina quando era lucida, buffa e autoritaria..
Quando mi cucinava le crocchette di patate,
quando insultava me e mio nonno perché, mentre faceva gli agnolotti, noi li mangiavamo crudi, infilzati sulla forchetta e abbrustoliti sulla fiamma,
quando mi raccontava delle fughe d'amore con il nonno alla cittadella prima di sposarsi,
quando parlava di papà, di come era orgogliosa di lui quando cantava da bambino, quando si era diplomato, quando si era sposato,
quando mi faceva vedere con soddisfazione le cose che si era comprata, cambiale dopo cambiale, subito dopo il matrimonio (i piatti, i bicchieri, i mobili della sala da pranzo) con il lavoro da sarta,
quando ricordava di come erano scappati in campagna con papà neonato durante la guerra,
quando mi portava in giro dai parenti e mi metteva in mostra come se fossi la principessa,
quando entravi in casa sua e tutto sapeva di buono e c'era il profumo delle bucce di mandarino bruciacchiate,
quando tornava dal parrucchiere e sembrava la fata turchina perche' i capelli erano azzurrini,
quando sembrava un sergente maggiore e sgridava tutti ma poi mi coccolava perche' ero la sua nipotina,
quando eravamo al mare, tutti insieme, a Nervi, in inverno, ed e' arrivata un'onda gigante e ci ha lavato tutti e la nonna sembrava un cane bagnato con la pelliccia fradicia e la messa in piega sfatta,
quando mi diceva " occhi aperti e gambe strette" (chissà cosa pensava di me!),
quando partiva con il nonno in giro per l'Europa, con i viaggi della parrocchia, e si portava cibo per un mese e mi raccontava che poi mangiavano il salame in camera con gli amici..
Era un mondo diverso e me lo ha raccontato per anni quando andavo a mangiare da lei, facendomi assaporare gli anni difficili, i sessant'anni di amore con il nonno (anche se lei era tremenda), la solitudine dopo la sua scomparsa, il senso della famiglia che lei provava verso i suoi tantissimi fratelli e sorelle essendo la più piccola. Poi la discesa verso l'incoscienza e anni senza più sapere chi fossimo..
Un bacio nonnina
venerdì 17 febbraio 2012
Alla fine, giusto prima del week end, ecco la conferma!
Per la serie meglio tardi che mai! Per pura fortuna non ho pubblicato un post in cui dichiaravo di voler menare il mio dottore del Day Hospital che mi lasciava nell'incertezza! Forse e' telepatico ma in quel momento mi ha telefonato...
Bene il mio midollo, a quasi due mesi dalla fine della seconda terapia, e' pulito..
Lunedì mattina rientro pronta e carica..
Intanto let's weekend!
Questa sera Raffa e Graziano a cena e mi sbizzarrisco con il pesce.. Domani gita in campagna a trovare papà e domenica pancakes a colazione con il mio amore e poi si vedrà.. E, alla sera, valigia!
Sono fiera di me, pur se sinceramente un po' in ansia mercoledì, sono riuscita a tenere sempre più sotto controllo lo stress da attesa nei giorni successivi e a tranquillizzarmi via via.. Saranno gli anni di corsi di vendita e l'allenamento alla gestione dello stress ma sinceramente temevo di vivere con più inquietudine queste fasi (e ce ne saranno tantissime nel futuro) e di non riuscire a godere delle cose belle nel frattempo.. E' facile raccontarsi che bisogna cogliere l'attimo e che si deve gioire di ogni piccola cosa ma spesso e' la nostra testa a comandare e talvolta ci e' impossibile concentrarci sul bello se abbiamo pensieri negativi che ci distraggono..
Ma invece la lettura di un bel fumetto, una lunga chiacchierata al telefono con un amica, la voce felice di mio papà quando gli ho dato la notizia, due chiacchiere con la mia zietta, una bella passeggiata in un sole primaverile, un cappello nuovo di feltro (che sta bene anche da pelata) ed ora preparare la cena mi danno sempre tanta gioia e il senso di vivere..
Veniamo alla ricettina:
Risotto con le zucchine e spiedini di gamberoni.. A Raffaella l'ardua sentenza..
Ho preso spunto da cucina moderna, e la ricetta sembra carina..
In fondo e' un classico risotto con le zucchine ma a cui si abbina un goloso spiedino di gamberoni gratinati..
procedimento:
Soffritto di scalogno e carota tagliata fine, tostatura del riso, e poi sfumare con un bicchiere di buon bianco..
Procedere alla cottura con brodo vegetale e, poco prima della completa cottura aggiungere le zucchine grattugiate. A cottura ultimata mantecare con burro e una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato. A parte pulire bene i gamberoni (ricordandovi di togliere anche il filetto nero) e infilzarli sugli spiedini (io ne ho considerati 4 belli grossi a persona). Preparare un trito di pan grattato e prezzemolo e un pizzico di sale e far aderire il trito ai gamberoni.
Passare gli spiedini sotto il grill due minuti per lato. Servire subito con il risotto..
Ps due correzioni dopo averla testata:
I gamberi devono cuocere circa 4/5 minuti per lato.. (con due minuti restano veramente crudi..)
Il risotto resta veramente insapore, per cui consiglio di aumentare la dose di scalogno, rosolare le zucchine all'inizio per renderle più saporite e utilizzare un brodo saporito magari aggiungendo al brodo vegetale di dado verdure varie e qualche gambo di prezzemolo. In alternativa gli spiedini, che sono molto buoni, possono essere serviti con semplice riso pilaf..
Dopo filetti di ombrina al cartoccio (così non c'e puzza di pesce e Max e' contento) e pure' di patate leggero (patate pelate e lessate in brodo di verdure, schiacciate e condite solo con olio e prezzemolo e un po' di scorza di limone)
E di antipasto si beccano anche loro le famigerate crocchette di tofu questa volta abbinate al guacamole (ne ho prodotte troppe!)
Bene il mio midollo, a quasi due mesi dalla fine della seconda terapia, e' pulito..
Lunedì mattina rientro pronta e carica..
Intanto let's weekend!
Questa sera Raffa e Graziano a cena e mi sbizzarrisco con il pesce.. Domani gita in campagna a trovare papà e domenica pancakes a colazione con il mio amore e poi si vedrà.. E, alla sera, valigia!
Sono fiera di me, pur se sinceramente un po' in ansia mercoledì, sono riuscita a tenere sempre più sotto controllo lo stress da attesa nei giorni successivi e a tranquillizzarmi via via.. Saranno gli anni di corsi di vendita e l'allenamento alla gestione dello stress ma sinceramente temevo di vivere con più inquietudine queste fasi (e ce ne saranno tantissime nel futuro) e di non riuscire a godere delle cose belle nel frattempo.. E' facile raccontarsi che bisogna cogliere l'attimo e che si deve gioire di ogni piccola cosa ma spesso e' la nostra testa a comandare e talvolta ci e' impossibile concentrarci sul bello se abbiamo pensieri negativi che ci distraggono..
Ma invece la lettura di un bel fumetto, una lunga chiacchierata al telefono con un amica, la voce felice di mio papà quando gli ho dato la notizia, due chiacchiere con la mia zietta, una bella passeggiata in un sole primaverile, un cappello nuovo di feltro (che sta bene anche da pelata) ed ora preparare la cena mi danno sempre tanta gioia e il senso di vivere..
Veniamo alla ricettina:
Risotto con le zucchine e spiedini di gamberoni.. A Raffaella l'ardua sentenza..
Ho preso spunto da cucina moderna, e la ricetta sembra carina..
In fondo e' un classico risotto con le zucchine ma a cui si abbina un goloso spiedino di gamberoni gratinati..
procedimento:
Soffritto di scalogno e carota tagliata fine, tostatura del riso, e poi sfumare con un bicchiere di buon bianco..
Procedere alla cottura con brodo vegetale e, poco prima della completa cottura aggiungere le zucchine grattugiate. A cottura ultimata mantecare con burro e una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato. A parte pulire bene i gamberoni (ricordandovi di togliere anche il filetto nero) e infilzarli sugli spiedini (io ne ho considerati 4 belli grossi a persona). Preparare un trito di pan grattato e prezzemolo e un pizzico di sale e far aderire il trito ai gamberoni.
Passare gli spiedini sotto il grill due minuti per lato. Servire subito con il risotto..
Ps due correzioni dopo averla testata:
I gamberi devono cuocere circa 4/5 minuti per lato.. (con due minuti restano veramente crudi..)
Il risotto resta veramente insapore, per cui consiglio di aumentare la dose di scalogno, rosolare le zucchine all'inizio per renderle più saporite e utilizzare un brodo saporito magari aggiungendo al brodo vegetale di dado verdure varie e qualche gambo di prezzemolo. In alternativa gli spiedini, che sono molto buoni, possono essere serviti con semplice riso pilaf..
Dopo filetti di ombrina al cartoccio (così non c'e puzza di pesce e Max e' contento) e pure' di patate leggero (patate pelate e lessate in brodo di verdure, schiacciate e condite solo con olio e prezzemolo e un po' di scorza di limone)
E di antipasto si beccano anche loro le famigerate crocchette di tofu questa volta abbinate al guacamole (ne ho prodotte troppe!)
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